Scienza e sacrifici animali

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Gli animali come cavie

Lo studio su nuovi farmaci e nuove tecnologie chirurgiche è sicuramente molto importante e va sicuramente incoraggiato. Il fatto spiacevole della questione è che gran parte di questo lavoro è svolto su specie non-umane, che vivono la loro vita nel dolore, nella malattia e nella prigionia.

Quando si tratta di sperimentare prodotti di lusso o voluttuari, come i cosmetici, l’argomento contro la sperimentazione sugli animali è forte e abbastanza semplice: gli animali non devono essere torturati solo per soddisfare la nostra vanità e avidità.

Più difficile prendere una posizione netta quando si tratta di pura ricerca medica: qui la questione diventa molto più complessa, dal punto di vista etico. Si può sacrificare un animale per testare un nuovo farmaco che potrebbe guarire dall’Alzheimer, oppure per sperimentare una nuova procedura chirurgica, che potrebbe ridare la vista ad un non vedente?

E’ giusto sacrificare 100 cani per salvare milioni di esseri umani? Se ad un bambino è stata diagnosticata una malattia terminale, c’è una possibile cura, ma deve essere testata prima su uno scimpanzé, cosa si deve fare?

I gruppi anti-sperimentazione animale sostengono che ci sono molte alternative a disposizione degli scienziati. Gli esperimenti potrebbero infatti essere condotti su colture di tessuti, per esempio, oppure attraverso studi epidemiologici, che osservano i cambiamenti nella popolazione umana e sono in grado di produrre dati scientifici importanti.

Inoltre, ciò che funziona sugli animali, non sempre funziona anche sugli umani. Un esempio? Il talidomide, che non mostrò effetti collaterali nella sperimentazione su soggetti animali, ma causò deformazioni negli arti dei neonati, quando veniva somministrato a madri in gravidanza.

La contro-argomentazione è che, nonostante questi inconvenienti, la sperimentazione sugli animali è comunque un modo estremamente utile e necessario, per evitare gli effetti negativi sulla salute da parte di nuove terapie utilizzate nella cura di esseri umani. D’altro canto, è ormai provato che le somiglianze fisiologiche degli animali con gli esseri umani sono sicuramente più delle differenze.

La settimana che va dal 17 al 24 aprile è la Settimana Mondiale per gli animali da laboratorio:è un’occasione per riflettere su questa spinosa questione. Il minimo che si può fare per tutte quelle vite animali perse nella sperimentazione di vaccini e antibiotici è cercare di trovare i modi per migliorare la situazione in futuro.
Fare di più: ad esempio assicurandosi che i prodotti per la cura personale non siano testati sugli animali.

I cosmetici di una particolare azienda non andrebbero acquistati, almeno fino a quando l’azienda non dimostri pubblicamente di non fare uso di animali per testare i prodotti. Le aziende che evitano la sperimentazione su animali, di solito lo pubblicizzano sul prodotto o sulla confezione: favoriamole!

Fonte: Health24

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

Immagine: Apple 94

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Dr. Giuliana Proietti
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1 commento su “Scienza e sacrifici animali”

  1. Il fatto che la sperimentazione animale rappresenti una piccolissima fetta di tutta la sperimentazione medica, sommato al fatto che prestigiose Università stanno abbandonando definitivamente la vivisezione, parla per sè.

    E’ una cosa inutile e crudele della quale ci libereremo presto 🙂

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