segreti

Un ramo della ricerca psicologica ha, in anni recenti, accumulato diverse prove circa i benefici effetti psicologici della nostalgia. Ad esempio, rievocare il proprio passato sembra possa aiutare a combattere il senso di solitudine, o a diminuire lo sconforto riguardo all’idea della morte.

Ora un team di ricercatori, guidati da Xinyue Zhou, ha mostrato come la nostalgia riesca a migliorare lo stesso stato di salute, facendoci sentire più  caldo ed aiutandoci a tollerare meglio il freddo.

Per la ricerca, 19 persone dovevano tenere un diario, per 30 giorni consecutivi, nel quale descrivevano i momenti  in cui capitava loro di provare sentimenti di nostalgia. E’ emerso che la nostalgia veniva provata soprattutto nei giorni più freddi.

In seguito, gli psicologi hanno recrutato 90 studenti cinesi delle scuole superiori, facendo sedere alcuni di loro in una stanza fredda (20 gradi Celsius), alcuni in una stanza con una temperatura confortevole (24 gradi), ed alcuni in una stanza surriscaldata (28 gradi). In queste condizioni, è stato chiesto agli studenti di dire quanto alta fosse la nostalgia da loro provata rispetto alle parole “musica” and “amici di vecchia data”. Gli studenti seduti nella stanza più fredda hanno mostrato di aver provato una maggiore nostalgia (mentre gli studenti nelle altre due stanze hanno dato risultati simili).

Un terzo studio è stato condotto online con studenti olandesi e consisteva nel far loro riascoltare dei brani musicali che potevano provocare della nostalgia. Gli studenti che hanno provato il più alto livello di nostalgia hanno dichiarato anche di aver avuto più caldo. Un quarto studio, tenuto con studenti cinesi, ha scoperto che essi tendevano a sopravvalutare i gradi di riscaldamento della stanza in cui erano.

Infine, 64 studenti cinesi delle scuole superiori dovevano pensare a due eventi del loro passato, di cui uno per il quale provavano grande nostalgia ed un altro neutro. In seguito, essi doivevano immergere la mano in una bacinella piena di acqua ghiacciata per tutto il tempo della rievocazione del ricordo. Ancora una volta, gli studenti impegnati nel ricordo nostalgico sono riusciti a rimanere con la mano immersa nell’acqua ghiacciata per un tempo maggiore.

Il legame fra nostalgia e maggiore tolleranza al dolore non sembra influenzato dalle differenze nei livelli generali di emozioni provate, positive o negative, il che fa pensare che l’effetto riscontrato abbia un diretto legame con la nostalgia, piuttosto che con un tono più elevato dell’umore.

Sulla base delle loro scoperte, Zhou e colleghi hanno suggerito che la nostalgia funzioni come una riserva omeostatica, permettendo alla mente di ritornare a situazioni positive vissute in precedenza, ivi incluse situazioni in cui anche il corpo era a suo agio nell’ambiente. Il team di Zhou ritiene questo compatibile con i racconti dei sopravvissuti dei campi di concentramento, quando dovevano tenere a bada la fame, ricordando deliziosi cibi mangiati nel passato. Le prove di neuroimaging hanno mostrato che è la stessa regione cerebrale – la corteccia insulare anteriore – ad essere coinvolta nel rappresentare lo stato fisiologico del corpo e della consapevolezza emotiva.

Se la nostalgia riesce ad attivare dunque la funzione del “come se” permettendoci di viaggiare mentalmente verso condizioni preferibili rispetto a quella sperimentata nel momento, ci si potrebbe chiedere se questo abbia avuto effetti, dal punto di vista evolutivo, sulla motivazione. Infatti, il beneficio adattivo di questa funzione omeostatica è ovvio, ma questo stato di cose potrebbe forse condurre alla compiacenza o alla sottomissione?

E’ importante ora capire se la nostalgia possa realmente aiutarci a combattere anche contro altre forme di disagio fisico, oltre che con la bassa temperatura. In ogni caso, sembrerebbe provato che ancorare l’organismo a precedenti stati di felicità possa essere di aiuto in molteplici altre situazioni.

Fonte:

Feeling chilly? Indulge in some nostalgia, BPS

Del resto, il training autogeno, su questo, ha molto da insegnare.

Dr. Walter La Gatta

Immagine:
Piccoli segreti, Wikimedia

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Dr. Walter La Gatta
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