La cognizione delle diverse etnie nei bambini

La cognizione delle diverse razze nei bambini

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Gli adulti negli Stati Uniti (ma anche negli altri paesi occidentali) credono che l’età giusta per parlare ai bambini delle differenti razze ed etnie umane sia 5 anni: in realtà già in età prescolare i bambini potrebbero aver sviluppato convinzioni razziste, secondo una recente ricerca pubblicata dall’American Psychological Association.

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I ritardi in queste importanti conversazioni potrebbero, dunque, rendere più difficile cambiare le percezioni errate o le convinzioni razziste dei bambini, i quali sono in grado di parlare di argomenti complessi anche in tenera età. Inoltre, se gli adulti evitano di parlare di questi argomenti, i bambini non è che non vedano le differenze somatiche o nel colore della pelle: potrebbero dunque darsi spiegazioni e farsi idee personali sull’argomento, che potrebbero essere imprecise o sbagliate.

Ricerche precedenti avevano dimostrato che i bambini di 3 mesi già preferiscono i volti di determinati gruppi razziali,  e che i bambini di 3 anni (negli Stati Uniti) associano alcuni gruppi razziali a tratti negativi. All’età di 4 anni, i bambini negli Stati Uniti associano i bianchi alla ricchezza e allo status più elevato e la discriminazione basata sulla razza è già diffusa quando i bambini iniziano la scuola elementare.

In uno studio della ricercatrice Lisa Scott del 2012 si è visto che, già a 9 mesi, i neonati sanno distinguere due facce appartenenti ad una razza diversa e  abbinare accuratamente i suoni emessi da queste persone con le loro espressioni facciali.

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Sembra dunque che, nel primo anno di vita, i bambini sviluppino abilità percettive altamente specializzate, in risposta alle persone importanti del loro ambiente, come i membri della famiglia (il riconoscimento facciale inizia prima dell’acquisizione del linguaggio, ben prima dunque che si formino i concetti sulle diverse razze). 

Tutto ciò somiglia al modo in cui i bambini imparano una lingua. Nell’infanzia i bambini non sanno ancora quali suoni siano significativi nella loro lingua nativa, per cui trattano tutti i suoni in modo simile. Man mano che essi apprendono la lingua parlata intorno a loro tuttavia, la loro capacità di distinguere i suoni all’interno di altre lingue parlate diminuisce, mentre la capacità di differenziare i suoni presenti nella propria lingua migliora.

La ricerca del 2020 sui genitori, pubblicata sul Journal of Experimental Psychology, ha sorpreso i ricercatori, che hanno riscontrato come né l’etnia, né lo stato parentale, il sesso, il livello di istruzione o l’esperienza con i bambini determinava differenze di pensiero o comportamento nei genitori, rispetto alla convinzione che fosse inutile parlare di razze o razzismo prima dei cinque anni.

Al contrario, anche se sicuramente si tratta di un argomento difficile, è importante parlare con i bambini delle diverse etnie, ed è importante farlo presto perché altrimenti potrebbe essere difficile annullare i pregiudizi razziali, una volta che essi hanno messo radici.

Dr. Walter La Gatta

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