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Internet è ‘ipnotica’, ma c’è un modo per curarsi da soli…

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Internet è ‘ipnotica’, ma c’è un modo per curarsi da soli…

Internet

Internet è ipnotica?

Lo scorso mese, un uomo di 30 anni della Cina del Sud è morto in un Internet Cafè, forse per stanchezza, dopo aver giocato ai videogames su Internet per tre giorni di seguito. Era ‘drogato di Internet’? Non si sa. Per il momento infatti è ancora dubbio se considerare il bisogno compulsivo di collegarsi alla Rete come una vera ‘addiction’. Nel 1998 David Greenfield del Center for Internet Studies ha intervistato 18.000 visitatori del Sito ABC News, scoprendo che il 5,7% di questi visitatori avevano dei comportamenti che potevano far pensare ad una dipendenza da Internet.

Ciò che si va a cercare su internet sono soprattutto giochi, gioco d’azzardo e pornografia, che peraltro esistono largamente anche nel mondo ‘reale’. Sembra però che le loro versioni online siano più pericolose, più capaci di generare una dipendenza.

In un altro recente studio della Syracuse University si è scoperto che i giocatori di MMORPGmassively multiplayer online role-playing game — (es. Second Life) giocavano molto più a lungo di quanto erano disposti a fare nella vita reale. Difficilmente un gioco della vita reale porta infatti a trascurare il lavoro, il sonno, la vita sociale, ma per un gioco on line la cosa è molto più frequente. Non a caso gli stessi giocatori hanno soprannominato il primo gioco del tipo MMORPG, “EverQuest,” in “NeverRest” o“EverCrack” il che potrebbe essere reso in italiano con un ‘MaiRiposo’ o ‘Sempre ‘fatto’.

Nei giochi MMORPGs, i giocatori assumono un ruolo di fantasia e giocano con altri giocatori collegati da tutte le parti del mondo, con livelli sempre crescenti e dunque infiniti.
Sicuramente le attività on line sembrano stabilire delle reazioni chimiche nel cervello: per alcuni può avere lo stesso effetto di una sostanza stimolante, per altri Internet può essere un modo per rilassarsi, fuggendo dalle situazioni ansiogene della vita reale. Il manuale statistico usato dagli psichiatri di tutto il mondo per fare le diagnosi, l’autorevole Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM) non considera la Web addiction ome una vera e propria patologia. Sembra prevalga, per il momento, il considerarla come un impulso incontrollabile, come nel gioco patologico o nella cleptomania.

Il trattamento per eccellenza rimane sempre la terapia cognitivo comportamentale. Ciò che invece una persona può fare da sola se sente di essere diventata troppo dipendente da Internet è… Non accendere più il computer: fare le cose che si fanno nel PC sul vecchio bloc notes, per fuggire dalle tentazioni.

Fonte e Foto: Buffalo News

Dott.ssa Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
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