vita

Ho 26 anni,sono sposata da due , in tutto sono 6 anni che stiamo insieme, il primo periodo del matrimonio andava tutto bene, dopo è successo che per un passo troppo affrettato abbiamo perso dei soldi e questo ci ha causato molte litigate e molte rinunce ai viaggi e continui rimandamenti al relax e divertimento, quando stavamo per riprenderci ho scoperto all’improvviso di avere un tumore ,ho dovuto affrontare immediatamente un operazione chirurgica rinunciando così all’ennesimo viaggio prenotato e a un lavoretto extra che avevo trovato e di cui ero felice perchè portavo a casa qualche soldo in più.Lui mi ha accudito giorno e notte e non si dava pace per quello che mi era successo, gli dispiaceva molto e mi ama moltissimo, comunque la cosa si è risolta fortunatamente bene ma poi ciliegina sulla torta dopo l’operazione le vacanze estive anzichè essere un modo per riprenderci sono state una tragedia,con parenti e gentori intorno, e non eravamo dove invece avremmo voluto essere;io sono andata in crisi, dopo questi episodi , ho incominciato a vedere la vita in modo diverso, ho avuto paura di morire con l’operazione subita e misono resa conto di aver sbagliato a sposarmi a 24 anni, che mi dovevo godere di più la vita da sola,che ora mi sembra essere già sposata da 30 anni anziche solo da due, mi sembra che mio marito non mi basti più ,ho voglia di libertà,di scappare via, di respirare altrove, penso ad amori passati,ho voglia di storie nuove, di non dover per forza avere dei doveri verso qualcuno,io lo amo ancora ma forse non più come prima allora perchè l’ho sposato?ma se poi lo lascio e mi rendo conto che invece quello che voglio è stare con lui? dopo non posso tornare indietro,non so più che fare mi sembra che sto rovinando la miavita, qualunque sia la decisione che prenderò.

Gentilissima,

Risponderò alla sua lettera citandole la teoria freudiana del ‘principio del piacere’: lo farò in parole semplici e con molti esempi, per intenderci bene sui concetti che vorrei trasmetterle.
Nel bambino le pulsioni (es.bisogno di mangiare, di bere, di essere accudito ecc.), tendono ad una scarica immediata, per ottenere una gratificazione (es la pappa, un biberon pieno d’acqua, le coccole della mamma, ecc.). Quando il bambino piange per ottenere ciò che desidera, ma la gratificazione del suo bisogno non arriva, cosa fa? Dice Freud che cerca soddisfazione al suo desiderio nel sogno o nella fantasia. In seguito il bambino cresce, diventa adulto e si accorge che nella realtà non sempre è possibile avere immediata soddisfazione dei propri desideri. Freud dice allora che, per migliorare il proprio senso di realtà (superando il ‘principio del piacere’, tipico dell’infanzia) occorre:
considerare il rapporto causa-effetto (es. inutile piangere perché non si ha un lavoro se, invece di cercarselo si sta a casa a guardare la televisione. Ovviamente, se si inviano lettere e curriculum, se si fanno colloqui ecc. si può sperare di soddisfare il proprio desiderio di avere un lavoro, altrimenti no!)
dilazionare i tempi della soddisfazione (es. quello che non ho oggi lo potrò avere domani se invece di lamentarmi per quello che non ho, userò le mie energie per creare le condizioni di un soddisfacimento futuro).

Conclusione: I comportamenti ‘allucinatori’ sono inutili: occorre imparare ad operare nella realtà in cui si vive in modo più ‘adattivo’. Come, ad esempio? Una sola parola: imparando!
Si impara dai propri errori, dalle esperienze della vita, dalle persone che si conoscono, dai libri che si leggono, ecc. Crescendo come persone, attraverso il continuo apprendimento e continui adattamenti alla realtà, è possibile trovare soluzioni, affontare ostacoli, risolvere problemi.
Allora, invece di sognare qualcosa che le possa dare gratificazione, la faccia. Vuole un lavoro, maggiore indipendenza, delle vacanze più gratificanti? Lavori per questo: metta a frutto le sue esperienze, le sue capacità, allacci contatti, trovi soluzioni.
Per risolvere il problema della libertà sessuale, può parlarne apertamente con suo marito, oppure se non le pare il caso, fare una terapia di coppia, in modo da avere consigli su come re-impostare il vostro ménage, oppure provare a fare una terapia individuale, per leggere meglio dentro di sé, oppure provare a distrarsi con lo yoga, con lo sport, con un corso di ballo, con il giardinaggio, le chat…. Cosa le piace fare nella vita? Chi le piacerebbe essere? I tanti ‘oppure’ che le ho indicato sono solo un piccolo esempio fra le migliaia di opzioni che potrà prendere in considerazione. L’unica cosa che assolutamente dovrebbe evitare di fare è continuare a provocarsi allucinazioni, per appagare i suoi desideri… Non è quella la strada.
Cordialmente,

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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