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Consulenza – Dentro e fuori di Te 23

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Consulenza – Dentro e fuori di Te 23

Consulenza

Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 23

 

Sono un fallito è giusto che lei mi tradisca?
#1 04-09-2014, 01:35 PM

ho 35 anni sto con lei da 15 anni, da quando mi iscrissi all’università. Cosa che non ho completato per necessità di lavori part time che mi toglievano tempo e chiaramente per la scarsa motivazione. Poi è arrivata la depressione che ha devastato me (e noi). Io mi sono ripreso abbastanza bene ma non mi sono ancora realizzato nella vita. Vorrei finire gli studi ma la cosa è molto complicata…. … come si può immaginare.

Ho scoperto che Lei ha un altro, un suo collega di lavoro, probabilmente da anni.
Inizialmente ho pensato di troncare subito perché al di la di tutto so che non mi potrò più fidare di lei, pero…. …

Sono sicuro che lei mi ami ancora ma odia quello che le ho fatto mancare. I nostri amici sono andati avanti nella vita (lavoro, casa, figli) e noi siamo rimasti indietro per colpa mia (conviviamo ma ho solo un piccolo lavoretto). Io stavo cercando di recuperare finché non mi è scoppiata questa bomba in faccia.

Forse la sua relazione è solo un modo per punirmi, per sopravvivere ad una relazione insoddisfacente e al suo lavoro sottopagato e sfruttato. Forse è il suo modo per resistere finché io non mi realizzi.

Lei non sa ancora niente di tutto questo. Non voglio affrettare la mia scelta e non voglio affrontarla finché non avrò lei idee più chiare.

Grazie!

Gentilissimo,

Mi sembra che lei stia vivendo questo tradimento come una sorte di punizione divina, un modo per espiare le sue colpe, che sono apparentemente quelle di non aver terminato l’università e di non essersi realizzato nel lavoro.

Non voglio dire che lei sia contento di questa “bomba” che le è scoppiata addosso, ma non mi sembra neanche che essa rappresenti qualcosa di intollerabile per lei, visto anche il titolo che ha dato a questa sua richiesta di consulenza.

Direi che invece di pensare a punirsi per le sue presunte colpe, lei farebbe molto meglio in questo momento a cercare dentro di sé le sue risorse e le sue energie per tentare di salvare il rapporto di coppia, ritrovando il piacere di vivere felicemente insieme.

Non è detto che una persona debba per forza laurearsi; non è vero che tutti i laureati siano persone realizzate e gli altri siano dei falliti: ci si può sentire bene, con gli altri e con sé stessi, anche solamente svolgendo un lavoro dignitoso, con impegno e piacere di fare. Non è detto inoltre che l’ambiente intorno a sé (amici, casa, città, lavoro, abitudini, tempo libero, sessualità, ecc.) debba restare per sempre immutato ed immutabile: tutto può essere modificato e perfino stravolto, se si trova un modo per vivere con maggiore piacere la propria esistenza.

Non è vero infine che lei ormai non abbia più carte da giocare, sogni da realizzare, risorse da impiegare: questa rassegnazione, che probabilmente deriva dalla depressione che l’ha colpita in tempi passati, non può aiutarla e non può aiutare neanche il rapporto che ha con la sua compagna.

Tutto ciò che ho da suggerirle dunque è di farsi aiutare da un/una terapeuta, per cercare di uscire al più presto dal tunnel in cui si trova, in quanto pensare di poter cambiare tutto da solo, attraverso una sorta di “terapia del dolore” derivante dal malessere che questo tradimento inevitabilmente le comporta, è solo un’illusione, che non potrà portarla da nessuna parte. Anche una terapia di coppia potrebbe farvi molto bene. Auguri!

Problema sentimentale
#1 04-12-2014, 01:17 PM

Buongiorno,
sono qui a scrivere per raccontare la mia storia e capire… 6 anni fà mi innamorai di una mia amica questa amica aveva vissuto una storia di 10 giorni con un mio amico ma lui poi se ne ando con un’altra e fini male comunque … per due anni sono stato dietro a lei facendo mile gesti per cercare di conquistarla ma lei era restia, ma poi dopo due anni ci siamo messi insieme ed è iniziata una bellissima storia d’amore con mille complicità attenzioni… mi amava e io amavo lei.. una storia durata 4 anni lei dopo due anni cominciava a parlare di sposarsi ma io avevo paura e per due anni gli dicevo di no forse non lo so poi è subbentrata la crisi ormai sembrava quasi che non eravamo fidanzati lei in due anni piangeva ma non davanti a me e io davo priorità ad altro finchè un giorno lei con le lacrime agli occhi mi ha detto tutto ed io li mi sono sentito male… ho reagito subito sentivo che stavo perdendo la donna della mia vita ho cercato di fare tutto il possibile persino la promessa di matrimonio poi una scoperta bruttissima i primi di giugno 2013 sentivo un magone allo stomaco qualcosa che non andava cosi ho scoperto che lei si sentiva con questo mio ex amico via facebook senza dirmi nulla quando l’ho scoperto stavo a pezzi cosi l’ho chiamata e ci siamo visti lei si è messa a piangere, dicendo che mi aveva perso che aveva sbagliato io li mi sono sentito in colpa per averla trascuarata cosi l’ho abbracciata e poi mi ha detto di dormire a casa sua perchè se me ne fossi andato non mi avrebbe più rivisto.. cosi feci anche se con molto dolore le cose per qualche giorno sembravano migliorare ma poi lei è caduta in confunsione una confusione durata per dieci mesi.. dove ricevevo boh non lo so e “a lui gli voglio bene” dieci mesi di infiniti messaggi e litigate. lei tiene a me ma tiene anche a lui io non ce la faccio più ora mi sono allontanato definitivamente anche se lei mi cerca lei dice il futuro lo vedo con te ma per ora è cosi… dall’altra parte c’è quest’altro che gli sta parlando di futuro insieme ecc é un tipo che crede nel principe azzurro e nell’amore vero. Io ho provato a dirlgi che sta paragonando 10 giorni con una storia di 4 anni e un matrimonio. Lui nel periodo di crisi gli ha dato ciò che non davo io lo scherzo, la spensieratezza. Io ho 30 anni e lei 27.

Le ho raccontato in sintesi la storia.

Che mi consiglia?

… Ed io sinteticamente le rispondo che questa persona dovrebbe capire che, nella situazione attuale, nessuno dei due uomini che frequenta può darle in realtà la soddisfazione che desidera. Evidentemente, ciascuno di voi due riesce infatti a darle qualcosa, in modo diverso. E tutto potrebbe andare avanti così, per chissà quanto tempo, se non vi fossero delle ragioni sociali, culturali, familiari, che ci impongono di amare una sola persona (o una sola persona alla volta!).

Paradossalmente, più lei si adatta alla situazione, più diminuiscono le sue chances di riconquistare questa ragazza: credo infatti che solo la paura di perderla definitivamente potrebbe essere una motivazione sufficiente per interrompere questo triangolo e cercare di salvare il vostro rapporto (il quale dovrà essere in ogni caso modificato in tanti aspetti, perché possa sopravvivere a questa grave crisi).
In bocca al lupo!

Mi serve un aiuto serioo
#1 04-27-2014, 10:23 PM

Salve dottoressa,
Sono una ragazza di 20 anni fidanzata da 5anni con un ragazzo pochi mesi più grande di me che lavora presso l’esercito italiano. La nostra storia va alla grande, nonostante adesso sia subentrata anche la distanza, dato il suo lavoro, stiamo veramente bene insieme. C’è fiducia e affetto reciproco. Il problema è mio padre! Con lui non ho mai avuto uno splendido rapporto, dato i suoi comportamenti poco corretti nei confronti miei e di tutta la mia famiglia. È un uomo egoista, rozzo, maleducato, chiuso, asociale. .insomma credo che abbia quasi tutti i difetti. Molte cose non gli ho perdonato nella mia vita, come ad esempio aver lasciato sola mia madre in ospedale mentre partoriva me senza nemmeno interessarsi di vedere me,tanto che mi vide x la prima volta quando avevo 7mesi..questo ovviamente è solo uno dei pochi episodi che ricordo con disprezzo. Comunque io con lui nn vado assolutamente d’accordo. Litighiamo tutti i giorni, si lamenta quando il mio fidanzato viene spesso a mangiare qua (essendo lui orfano di madre ha esigenze particolari) si lamenta se lo aiuto a lavargli i panni..adesso mi sto preparando xpartire per andare li da lui per il suo giuramento dopo il quale starò lì con lui xil fine settimana. Mio padre questo proprio non lo accetta! E poi la cosa che più mi ferisce è che ogni qual volta che litighiamo mi rifaccia il fatto che vivo sulle sue spalle, mantenuto da lui e dai suoi soldi..come odio questo! Mi fa sentire un peso. Nn vedo l’ora di sposarmi e di andarmene viaaa.
Grazie.

L’unico aiuto serio è quello di rendersi al più presto indipendente, in modo da poter iniziare a vivere la sua vita.

Lasciare il nido quando si è imparato a “volare” da soli è la cosa più normale che ci sia in natura… Meno normale è, quando si è grandi, desiderare, o perfino richiedere, aiuto economico ai propri genitori, senza accettare in cambio il rovescio della medaglia (cioè la loro visione della vita).

Auguri!

Il bivio
#1 05-02-2014, 06:19 PM

Buonasera.
Sono un uomo di 33 anni sposato quasi da 4 con una ragazza poco più giovane di me che aveva già un figlio avuto da una precedente relazione finita per motivi indipendenti da me.
Il fidanzamento è durato poco meno di un anno e probabilmente la nostra scelta di sposarsi è stata dettata dall’euforia iniziale e dal fatto di dover dare una famiglia modello al bimbo che ormai aveva già 3 anni.
La relazione ha sempre avuto alti e bassi anche se i bassi quando ci sono sono veramente “bassi” duri da digerire almeno per me.
Offese personali ed alla mia famiglia d’origine si sprecano (cosa che io no n riesco a digerire) ed inoltre anche nella vita quotidiana il disaccordo è continuo. Dal semplice sistema d’ordine in casa all’educazione del bimbo ad altre cose.
Io sono persona più quadrata e rigida per certe cose mentre mia moglie è persona totalmente all’opposto. Tutto quello che fa mi sembra frutto di scarso impegno e di poca voglia di fare bene le cose.
Non sto qui a portare esempi anche perchè vorrei arrivare al dunque.
Sottolineo che sicuramente anche io ho sicuramente i miei difetti!!
La situazione nell’ambito intimo è molto diversa dall’inizio. Io spesso non ho stimoli e non sento più coinvolgimento dettato anche a mio modo di vedere di un cambiamento suo. All’inizio molto ma molto più invitante e coinvolgente di ora.
Una cosa che è cambiata moltissimo in lei inoltre è che è passata ad essere quasi vegana e che mi cerca di coinvolgere costantemente in questa cosa quando io sono assolutamente onnivoro. Amo mangiare carne e lattici mentre lei mi fa questioni se solo mi prendo 1 etto di prosciutto. Oltre a questo in casa si deve prendere gran parte del cibo biologico che costa un sacco di soldi e al bimbo non vien permesso di alimentarlo con carne e latticini anche se a questi ultimi è intollerante.
Oltre a questo da un annetto è entrata a far parte di un gruppo di meditazione e se all’inizio sembrava portare più calma in famiglia ora invece questa cosa a mio modo di vedere la sta prendendo troppo. Basta pensare che prima di sposarsi era assolutamente atea (come me) e diceva che non avrebbe mai accettato un religioso al suo fianco mentre ora è passata a credere agli angeli (che porterebbero energia sulla terra) e si dice pure devota a Santa F.
Insomma notevoli cambiamenti.
Detto tutto questo passiamo al dunque finalmente.
Io frequento un circolo e nell’ultima settimana ho partecipato ad una giornata di foto assieme agli altri soci in un paesino vicino al mio.
In un bar ho conosciuto (stranamente perchè sono persona piuttosto introversa e timida) la barista che dopo una lunga chiacchierata di suoi piccoli problemi ha deciso di lasciarmi il numero chiedendomi di non sparire.
Io le ho mentito sulla mia situazione sentimentale ovvero che sono sposato.

… Diciamo che lei cerca una valida scusante per giustificare un comportamento che ritiene scorretto nei confronti di sua moglie.

Naturalmente è lei che si trova ad un bivio e non posso certamente essere io a consigliarla in un modo o nell’altro: quello che però le posso dire è che questo suo rapporto di coppia non mi sembra abbia preso una buona piega e penserei che la soluzione non vada ricercata fuori della coppia, ma al suo interno, cercando un maggiore dialogo e un maggiore piacere nel condividere le esperienze, senza rassegnarsi al “così fan tutti”.

Saluti e buone scelte.

Grande Intrigo Sentimentale
#1 04-29-2014, 04:22 PM

Ciao, mi chiamo Riberto 49 anni. Sono sposato dal 1997 e ho due bambini (2 anni e mezzo e 10 anni). Con mia moglie va malissimo..non ci sopportiamo più. Due mesi fa ho conosciuto una ragazza di 28 anni (cioè la conoscevo già) e ci siamo follemente innamorati. Non riusciamo a staccarci. Il problema è che lei sta per sposarsi il 31 agosto con casa fatta a mezzo con suo fidanzato. Da 2 mesi lei non riesce nemmeno a baciarlo mentre con me fa sesso in continuazione. Io e lei andiamo anche in piscina insieme. Loro sono fidanzati da 8 anni ed hanno superato parecchi problemi. Lui ha fatto 2 missioni all’estero da militare. Solo che i genitori di lei sono molto cattolici (la mamma di lei è catechista). Lei è disperata…piange tutto il giorno. Sta mettendo a rischio il suo matrimonio…parlando con i genitori e con lui (cosa molto anomala per lei…fino ad ora donna tutta di un pezzo).La mamma di lei, abitando tutti noi vicini, sospetta di me e ha detto alla figlia che non accetterebbe MAI una nostra relazione. La figlia le dice che salterebbe il posto di lavoro. Insomma. Lei ora sta riprovando con il suo fidanzato dicendo che con me non potrà mai essere felice. Ma piange tutto il giorno e non capisce perchè. Lei secondo me non lo ama ma vuole lui per non dare dispiacere ai genitori. Il papà di lei ha problemi di salute e non può avere grosse emozioni. E lei ha paura. Però è ridotta uno straccio e con me continua a vedersi e a scriverci tutto il giorno e notte. Io anche sto sotto sopra….la amo. Lascerei tutto per lei. Cosa mi consigliate? Grazie

P.S.: comunque bellissima storia d’amore.

E’ una bellissima storia d’amore in quanto ciascuno di voi continua a fare la sua vita con il rispettivo partner, con il quale condivide problematiche varie, infelicità e preoccupazioni, per riservare le emozioni positive al poco tempo trascorso insieme in questa storia clandestina.

Credo tuttavia che dopo soli 6 mesi di convivenza le cose potrebbero apparirvi in modo completamente diverso. Mi riferisco alla differenza di età tra di voi, che potrebbe farsi sentire negli anni futuri, ai problemi familiari che si creerebbero per la contrarietà dei genitori di lei, alla separazione e alla probabile conflittualità che lei dovrebbe affrontare con sua moglie, alla sofferenza cui sottoporrebbe i suoi figli e ai relativi sensi di colpa, alle difficoltà economiche derivanti dal dover mantenere due case e due famiglie…

Forse sarebbe utile riflettere sul fatto che l’amore eterno non esiste e che probabilmente dopo qualche anno di convivenza con questa persona lei potrebbe dire quello che dice oggi di sua moglie: “le cose vanno malissimo”. Soluzione, in questo caso? Innamorarsi di un’altra vicina di casa?

Le auguro comunque tanta felicità 😉

Problemi con mio padre
#1 04-22-2014, 01:37 AM

Gentile dottoressa,
mi rivolgo a lei perché ormai sono disperata. Sono una ragazza di 20 anni e abito in un piccolo paesino di provincia. La mia storia è complicata ma semplice al contempo. Sto con un ragazzo da 5 anni e per me lui è tutto. Mio padre e tutta la famiglia l hanno saputo fin dal primo giorno, perché come è risaputo nei piccoli paesi solo ciò che non si fa non si viene a sapere…il problema è che mio padre non vuole, non ha mai voluto. Questo perché la famiglia di mio padre ha quella stupida convinzione della gente dei paesini del sud che distinguono le persone per famiglie, per soprannomi e loro credono che lui (testuali parole) “non è signore come noi”. Non è lui il problema è la famiglia che a mio padre non piace perché lui per me vorrebbe qualcosa di più. Con me lui è sempre stato molto protettivo, anzi protettivo è poco. Abbiamo dunque passato gli ultimi cinque anni a nasconderci e tutto questo porta a bugie continue, a situazioni imbarazzanti ecc e io non la vivo bene sono sempre stressata, sempre a cercare di pensare come vederci, cosa dire, chi ho intorno. E ora che lui è entrato nell esercito ed è lontano è peggio, perché quelle poche volte che scende io non posso stare con lui quanto o come vorrei. Tutte le mie amiche mi dicono che devo parlare con mio padre, che deve farsene una ragione, ma io ho proprio un blocco nei suoi confronti. Il nostro è sempre stato un rapporto particolare. Lui è molto chiuso, non è di quei padri che ti fanno le coccole o ti lodano..il mio non mi fa neanche gli auguri per il compleanno. E io fin da piccola ho come vissuto in funzione sua, nel senso che tutto ciò che facevo era per guadagnarmi la sua stima, per essere il suo orgoglio, non lo so e ora il pensiero di essere una delusione per lui, di andargli contro mi uccide e non mi spinge a parlare con lui e ad avere una discussione sulla situazione. In realtà ad essere particolare è tutta la famiglia di mio padre. Siamo benestanti insomma e mia nonna, mia zia giudicano tutti sembra che nessuno è decente. È una famiglia attaccata, ma fino all’esasperazione. Insomma mangiamo insieme, andiamo in vacanza insieme…comunque io non so cosa fare. Non so perché non riesco ad affrontare mio padre. Vorrei tanto una vita normale, una relazione normale. Ormai non so neanche più se sia giusto parlare con lui. Mi scuso per la lunghezza della storia ma mi creda l ho abbreviata. Spero possa aiutarmi a capire. Grazie anticipatamente

Gentilissima,

Le scelte che si fanno a 15 anni possono talvolta non essere appropriate, soprattutto per mancanza di esperienza, ma se una relazione dura da 5 anni e lei si sente oggi felice con questo ragazzo, se pensa che con lui sia possibile costruire una vita dignitosa, oltre che una famiglia, lei ha già compiuto una scelta importante, che è quella di staccarsi, fisicamente ed emotivamente, dalla sua famiglia d’origine, per vivere la sua vita come desidera. Certo, ci sarà ancora da aspettare qualche mese o qualche anno, ma è sulla strada giusta per realizzare i suoi desideri.

Resta il fatto però che il ragazzo “non è signore come voi” e questo creerà sicuramente qualche difficoltà. Credo che la paura del giudizio di suo padre, l’ansia per la difficoltà della discussione con lui e l’imbarazzo nel discutere di questioni intime e personali di fronte ad un uomo che è suo padre, ma che per lei è quasi un estraneo, saranno piuttosto forti e stressanti.

Di una cosa tuttavia, anche senza la sfera di cristallo, penso si possa essere sicuri: l’imbarazzo finirà presto, perché in brevissimo tempo questa emozione lascerà il posto o alla gioia (auspicabilmente), o alla rabbia.

In ogni caso, ascolti con attenzione le parole di suo padre, affinché la sua scelta sia ancora più convinta e consapevole.

Intanto, moltissimi auguri!

Problematiche stress e depressione
#1 04-13-2014, 10:02 PM

Buonasera, è la prima volta che scrivo ma sto passando un periodo tremendo ed ho un gran bisogno di capire cosa mi succede e sopratutto come poter “guarire”.
Mi chiamo Daniele ed ho 34 anni.
Negli ultimi 3 anni ho lasciato il lavoro per un altro che poi è finito male, perso ogni tipo di stabilitá economica ed emotiva, anche la mia ragazza in quel tempo mi ha lasciato, sono anche divorziato da circa 7 anni con un figlio di 10, ma il rapporto con lui è buono, da tre anni circa dicevo, sono alla costante ricerca di lavoro e tranquillitá che tardano a venire. Nel mentre mi sono accorto che più passa il tempo e maggiori sono i deficit che inizio ad accusare, come mancanza di concentrazione, memoria a breve termine quasi assente, incapacitá di portare a termine un qualsiasi impegno, come ad esempio il libro che proprio due anni fa avevo iniziato a scrivere ma che sembra quasi abbia l’impossibilità di finire e non capisco perchè. Ho distrutto due automobili in quattro mesi per stupidi errori di distrazione. Ho difficoltá a rapportarmi con le altre persone accusando stati d’ansia nel farlo, cosa che prima non mi era mai successo. La mia paura è che tutto questo possa peggiorare fino a diventare patologico, limitandomi e peggiorando la qualità della mia vita che giá di per se oggi mi sembra sempre più inutile. Avrei davvero bisogno di un aiuto ma la psicoterapia, che mi sembra la strada più logica è al di fuori delle mie possibilità economiche, e dire che mi sono sempre reputato una persona brillante ed oggi invece mi sento l’ombra di me stesso… Un’ombra che sta per svanire…
Grazie dell’attenzione.

Quando si vive un periodo difficile come quello che sta vivendo lei, l’entità, la frequenza, la durata degli stati ansiosi che si vivono possono portare in effetti verso la patologia.

Fa dunque molto bene a preoccuparsi, per prevenire problemi che possono essere evitati, ma anche perché ha un figlio da crescere ed è importante essere per lui un modello di riferimento, specialmente in questo periodo di pre-adolescenza.

Aver capito che c’è un problema e che è necessario fare qualcosa per proteggersi significa aver già compiuto un primo passo nella direzione della soluzione del problema.

E adesso vediamo come fare: la psicoterapia in effetti è la soluzione più logica e non credo proprio che sia al di fuori delle sue possibilità economiche perché il prezzo delle sedute si è molto abbassato in confronto al passato. Contatti più psicoterapeuti, fino a che non troverà qualcuno che le faccia un prezzo accettabile e se questo non fosse possibile si rivolga a qualche struttura di volontariato (potrebbe trovare anche uno psicologo che lavora gratuitamente).

Se tutto questo non avesse buon fine, potrebbe ripiegare su un corso di yoga, o su un corso di training autogeno, per imparare a dominare meglio i suoi stati ansiosi.

Inoltre, per il momento, riponga il libro che sta scrivendo nel cassetto (lo terminerà fra qualche tempo…) e si legga invece libri di auto-aiuto scritti da altri (ce ne sono tanti in libreria!) per cercare di superare lo stress e trovare idee e spunti di riflessione per vivere meglio la sua vita.

Le faccio i miei migliori auguri, per tutto.

Situazione sentimentale confusa
#1 05-24-2014, 12:51 AM

sono una ragazza di 23 anni. due anni fa ho conosciuto un ragazzo 29enne. lui già impegnato e convivente sta con una donna piu grande di lui, di ben sei anni. so che appena si sono conosciuti non appena due mesi dopo sono andati a convivere e a me lui mi ha conosciuto circa 1 anno dopo aver conosciuto lei. aggiungo inoltre che lui abita a casa di lei e lei gestisce un azienda di cui è la capa e lui lavora a sue dipendenze. dopo circa 6 mesi che ci conoscevamo lui ha iniziato a guardarmi, a fare battute e allusioni, farmi complimenti, toccarmi capelli, mani, vita, usava molto contatto fisico.. ci guardavamo, scherzavamo e tutto è andato avanti per tre mesi cosi. ogni volta che mi vedeva, ( due volte a settimana) lui aveva questo comportamento. non mi ha mai chiesto il numero o di uscire. poi un giorno abbiamo avuto una piccola discussione in cui io l’ho rimproverato per un comportamento che credevo poco corretto nell’ambito del suo lavoro e lui da quel momento in poi non mi ha piu detto nulla. si è completamente raffreddato. io poi non gli ho chiesto niente perchè in questi tre mesi non mi ha mai proprosto nulla anche se credo che gli piacevo, e poi ho aspettato due mesi. dopo questi due mesi non si è mosso e io sono stata molto male perchè ho preso una bella infatuazione. quindi ho chiuso i rapporti e non ho piu frequentato il posto. lui non mi ha cercato. volevo sapere lei cosa ne pensa. io a distanza di tempo ci penso ancora. che dovrei fare?

Cara Emma,
Credo ci sia una sola parola da consigliarle: rassegnarsi. Questa persona infatti aveva solo desiderio di scherzare con lei, ma quando si è accorto che lei era un “caratterino” (e dunque più intelligente di come l’aveva immaginata) ha probabilmente perso la voglia di scherzare.
E’ stata una fortuna, perché una relazione con un tipo così poco affidabile le avrebbe portato probabilmente solo dei guai…
Sei anni di differenza con la compagna infatti non sono poi questo granché e certo non giustificano il modo superficiale di comportarsi che ha avuto con lei.
Saluti.

Storie d’amore che mi ossessionano
#1 06-05-2014, 01:47 PM

Buongiorno, ho un problema molto particolare, mi piace vedere le storie d’amore in televisione, ma c’è una cosa che mi provoca una grande ansia: quando le donne rimangono incinte (in caso di storia interrotta) non vogliono farlo sapere ai loro uomini, ad esempio le parole ” Lui non deve mai sapere che sono incinta” mi risuonano nella testa come un martello pneumatico e mi dà ansia. Quando nel telefilm le coppie si riconciliano, ho ancora quelle parole di prima in testa e non riesco ad accettarlo.

Gentilissima,
Secondo me non è riuscita bene, in questa lettera, a spiegare la molteplicità delle emozioni che prova quando guarda queste scene e a raccontare a quali storie di vita lei associa queste esperienze di donne che restano incinte e che non vogliono farlo sapere al proprio partner.

Per darle una risposta dovrei infatti saperne di più, su di lei, sulle sue storie d’amore, sulle sue gravidanze (o su quelle di persone che le sono vicine…).

Resta il fatto che questa difficoltà a comunicare le proprie emozioni può essere, già di per sé, un ostacolo grande per lei, dal momento che potrebbe essere il segnale di una tendenza a “ruminare” sulle proprie paure e sui propri problemi, senza cercare confronti con il mondo esterno o soluzioni possibili che la facciano stare meglio (non a caso lei usa il termine “ossessione”).

Mi permetterei di consigliarle di non limitarsi a guardare questi film che tanto le piacciono, ma di provare poi a raccontarli, anche attraverso un diario personale, cercando di osservare dentro di sé quali tasti dolenti queste scene vanno a toccare e a quali situazioni della sua vita essi vengono automaticamente associati.

Essere spettatori passivi, della TV così come della propria vita, non è una cosa positiva e il fatto di aver scritto a questo Forum di consulenza potrebbe essere un primo passo per intraprendere un percorso di conoscenza di sé stessa che, se lo riterrà utile, potrà essere eventualmente completato e definito meglio attraverso una psicoterapia.

Saluti e, soprattutto, “buone” fiction!

SITUAZIONE IMPOSSIBILE….AIUTOOO
#1 06-14-2014, 09:25 PM

Buonasera.Stiamo diventando pazzi.Io ho 49 anni, sposato e con 2 figli (2 anni e mezzo e 10).Con mia moglie viviamo da Separati in casa.3 mesi fa ho conosciuto una ragazza di 28 anni che ad agosto doveva sposarsi….
(omissis)

Gentilissimo,

Ho già risposto alla sua lettera e, dopo aver letto questa ultima, la mia opinione non è cambiata. Mi sono permessa inoltre di cancellare buona parte di questa seconda lettera (omissis), perché credo che sia inutile aggiungere così tanti particolari che possono rendervi riconoscibili e mettervi dunque ulteriormente in difficoltà. La sua lettera precedente era intitolata “Grande intrigo sentimentale”.
Le faccio i miei migliori auguri.

Confusione ansia malessere
#1 06-13-2014, 04:30 PM

Salve, ho 48 anni una separazione alle spalle senza fantasmi elaboratissima e senza figli.
Dopo molto tempo (sett. 2013) ed in una vita un pò complicata ma anche bella conosco un uomo, (sposato da sette anni senza figli) con il quale mi diverto ma senza pensare di entrare in relazione che mi atterrisce. .Lui diventa insistente, entusiasta e non so ma riesce ad aprire una porta dentro di me che credevo ormai sopita, ha risvegliato tante mie necessità. Gli dico di verificare cosa possa fare e e se possa recuperare il suo matrimonio. Mi dice che non ama più la moglie, che forse non l’ha mai amata e che non era sicuro di amarla anche prima di sposarla, che non hanno da tempo rapporti intimi ma che sente per lei un grande affetto condito dal fatto che il contorno di vita attorno a loro era appagante) dopo due mesi gli dico che non fa per me e che dovrebbe verificare ciò che vuole.A gennaio lascia la moglie senza dirmi nulla. Mi coinvolgo e mi innamoro. Malgrado città diverse tutti i w-e e le feste è con me. Nel frattempo noto che lui è un pò depresso, stanco, (la moglie lavora con lui) e Confuso, gli manca qualcosa ma non sa se gli manca lei. Stacchiamo, va anche dallo psichiatra e dopo 2 gg mi dice che ha comunicato a lei la definitiva intenzione di separarsi. Stiamo benissimo ma dopo un pò di nuovo triste e torna dallo psichiatra, mi comunica che la moglie gli vuole parlare e vanno a cena. Qualche giorno dopo viene da me e lo affronto. La moglie, che non aveva più chiamato. torna a chiamare, capisco che non gli dice che è da me e mente. A me dice di non andarmene che lui è confuso e che ha timore di perdermi, che forse ha sottovalutato ciò che aveva, anche se non sente trasporto per la lei che vede come una sorella.Dice anche che ha perso un pò di ciò che provava per me e non sa dire se ciò è dovuto al fatto che è depresso. Ha perso il sorriso ed è sempre confuso.Ora continua a seguire una psicoterapeuta la quale sostiene che un uomo che non ha la capacità di parlarsi e di stare da solo. Mi dice anche che guarda la moglie con molta distanza. Però un attimo pensa di lasciare tutto – lavoro compreso – e trasferirsi da me ed un altro momento pensa di voler tornare a casa ma non ama la moglie. Mi dice anche anche che nonsa più bene cosa prova per me e se pensa alla fatica che dovrebbe fare per ricominciare tutto d’accapo. Io gli ho detto che dovrebbe pensare di parlarsi sul serio e ove non riuscissedi scriversi, di pensare una cosa per volta affrontando il presente e non ipotecando il futuro. Perchè parlare della nostra storia all’infinito? le cose andrebbero costruite o no?Io credo che dovrei correre il più lontano possibile, ma ho paura del vuoto, penso che alla mia età e per le mie caratteristiche emotive difficilmente troverò un uomo in grado di farmi innamorare.
Quale sarebbe la scelta più saggia e sana da fare? sono in uno stato di forte confusione, stordimento e panico
un caro saluto e grazie

Gentilissima,

Questa persona secondo me “ama” profondamente sua moglie in quanto ha bisogno di lei:probabilmente lei per lui è un porto sicuro, nel quale rifugiarsi nei momenti di difficoltà. Le tante esperienze vissute insieme, la condivisione dei progetti, il supporto emotivo, la totale fiducia ed i sensi di colpa che prova verso questa persona possono essere assai più motivanti per decidere di restare insieme con lei di quanto siano la presenza dei figli (quante coppie si separano, anche se hanno figli?) o dei rapporti sessuali (quanti partner tradiscono, anche se hanno rapporti sessuali appaganti nel loro menage di coppia?).

Lei è sicuramente riuscita, con questa relazione casuale e forse neanche ricercata, a fargli provare “le farfalle nello stomaco” ed anche momenti di gioia intensa per la ritrovata vita sessuale, ma tutto questo entusiasmo in genere svanisce, o almeno si attenua, in poche settimane, in pochi mesi… Ed infatti mi sembra che, superato il momento della “sbornia”, questa persona stia ricominciando a guardare alla realtà e a rendersi conto delle tante cose che lo legano alla sua ex e che non vorrebbe più rischiare di perdere.

Visto dal suo punto di vista, questo sarebbe per sempre un “partner a metà”: eternamente pentito di aver lasciato una persona che non meritava il trattamento ricevuto e che, idealizzata per questa ragione, diventerebbe una rivale senza confronti.

Insopportabile, penso, potrebbe essere per lei sentirsi “la moglie” trascurata per l’amante (la ex moglie). Vista la situazione infatti non è escluso che i due possano ricominciare a frequentarsi, ritrovando perfino l’intesa sessuale perduta, grazie alla condizione di clandestinità.

Le faccio i migliori auguri e le auguro in ogni caso di essere felice, con lui, senza di lui o…. Il mondo è grande!

Stia bene.

Attuale fidanzato non sopporta il mio ex marito
#1 06-18-2014, 03:02 PM

Ho 46 anni,separata da 20 anni,una figlia di 21.Il mio matrimonio è durato 3 anni ed è stato un inferno.Mio marito mi umiliava e l’ho lasciato.Al principio non correva buon sangue tra noi ma poi con il tempo tutto si è appianato,nel ’97 abbiamo iniziato a lavorare insieme e ancora oggi proseguiamo.Il rapporto si è fortificato e trasformato.siamo amici e ci preoccupiamo a vicenda.Lui ha continuato a frequentare i miei genitori mantenendo un rapporto di affetto che si è rafforzato ancor di più quando 8 mesi fa è venuta a mancare la mia adorata mamma. entrambi abbiamo avuto storie sentimentali,io ho sempre temuto di rifare il passo,certo anche poco stimolata da una figlia molto possessiva che avrebbe patito la convivenza con un uomo.2 anni fa inizio a frequentare Enrico.Lui usciva da un matrimonio lungo 30 anni,per lo più felice con una donna che ha amato fuori misura e che non avrebbe mai lasciato(ci ha pensato lei infatti).Non sono sempre state rose e fiori, abbiamo due caratteri caparbi, ma ci rendevamo felici,con un unico neo.Il rapporto col mio ex.Enrico pur avendolo conosciuto e frequentato,non tollera l’intesa che c’è tra noi.Non sopporta che da quando è morta mia madre il mio ex ogni sabato vada a pranzo con nostra figlia da mio padre.Spesso ho partecipato anche io ma poi a furia di litigare non ci sono più andata. Anche E.veniva invitato ma rifiutava.Lo infastidiva la confidenza che c’è tra mio padre e l’ex, una confidenza ovvia dati gli anni che siconoscono.Ho smesso di fare anche delle cose stupide che non mi rendevo conto potessero ferirlo, come mandare al mio ex un sms con un “tutto ok” quando ci è capitato di andare all’estero in vacanza.Spesso sono stata insensibile e ho fatto degli errori ma in buona fede.La sua reazione era farmi il muso e ignorarmi. Io che sono una sanguigna dopo un po’ comincio ad agitarmi e spesso mi è capitato di lasciarlo per ripiombare da lui 2-3 giorni dopo pentita.non sopporto di essere ignorata o di stare una giornata intera con una persona che non mi rivolge verbo quindi esplodo ma poi quando mi passa penso che siamo dei cretini a non riuscire a superare questa cosa. Ci vogliamo bene, ci piacciamo, perchè non riusciamo a risolvere questo problema?La bomba è scoppiata 2 settimane fa. un bel weekend al mare finchè lui mi domanda quanti soldi mi passa l’ex per la figlia.io rispondo con sincerità e siccome la somma ha una certa consistenza impazzisce.Comincia a dire che quest’uomo mi mantiene e che lui se un giorno dovessimo vivere insieme non potrà sopportare di ricevere un penny dal mio ex.Chiaramente affermo che è logico e ovvio. quel giorno i soldi andranno nel conto della figlia o chissà come ci si accorderà, quante cose potranno cambiare,cerco di rimediare ma lui mi pianta il muso,l’indomani sono sbottata e l’ho lasciato. Ovviamente soffro e vorrei fare pace ma lui non ne vuole sapere e si è eclissato.Che fare?

Gentilissima,

La mia impressione è che lei, più che separata dal suo ex, viva un rapporto di coppia aperta, dove i legami familiari ed affettivi sono solidissimi e l’unica cosa che vi concedete è la possibilità di trascorrere del tempo in compagnia di altri partners. Per il resto, da quanto racconta, non sembrerebbero esserci particolari differenze nel rapporto che ha con il suo ex da un matrimonio “normale” e da un’intesa che dura ormai da molti anni e che riguarda l’interesse comune della figlia e ora anche del lavoro.

Credo che, in queste condizioni, sia piuttosto difficile per lei ricostruire un rapporto di coppia con un’altra persona, dal momento che è comprensibile che il nuovo partner, in questo quadro familiare, si senta un intruso.

Visti i tanti interessi che la legano al suo ex, di natura familiare, lavorativa ed economica, credo che lei difficilmente sceglierà di lasciare tutto per coronare un sogno d’amore con un nuovo partner, dato anche il fatto che a 46 anni si guarda ormai alla realtà con molta concretezza e si tenta di mediare fra i diversi desideri.

Forse lei dovrebbe valutare la possibilità di crearsi nuove relazioni, ma senza aspettarsi che queste possano fortificarsi nel tempo e restare stabili. A meno che lei non incontri una persona con abilità comunicative e relazionali veramente superiori alla media, che possano far dimenticare a tutti la “stranezza” della situazione (ma, a questo punto, potrebbe anche contare sulla effettiva sincerità di un tipo del genere?)

Valuti bene tutto e, comunque, auguri!

Ho bisogno di un consiglio
#1 05-31-2014, 07:32 PM

Gentile Dottoressa.
Sono una donna di 39 anni, l’anno scorso a giugno ho conosciuto un ragazzo di 31 anni e ci siamo innamorati follemente. Per me lui è stato il primo uomo della mia vita. Per 3 mesi abbiamo vissuto una favola, abbiamo fatto dei progetti seri, matrimonio, figli, ho conosciuto la sua famiglia. A settembre, mi dice per la prima volta che pensa ancora alla donna sposata con la quale ha avuto dei rapporti un anno prima. Cerco di farlo ragionare, non ci riesco, va via e torna dopo una settimana dicendo che è convinto di amare me, dopo essere andato al letto con lei. Gli chiedo di non avere più a che fare con lei, lui mi risponde che hanno già deciso di vedersi e sentirsi regolarmente così non rischiano più di trovarsi in situazioni del genere. Io accetto e gli dico che non voglio sentirlo mai parlare di lei, o con lei quando siamo insieme.
Di nuovo insieme, meraviglioso, dopo un mese, era venuto di nuovo a trovarmi nell’weekend, si sveglia di nuovo una mattina e mi dice che non è sicuro di amarmi al 100%. Di nuovo cerco di farlo ragionare, non ci riesco e va via. Un mese di pausa di riflessione, torna, questa volta mille promesse, scrive su un pezzo di carta tutto per renderlo più ufficiale. Insiste di andare all’estero per conoscere anche i miei genitori, nonostante io non voglio, non avendo un stretto legame con loro. Alla fine accetto, l’incontro è andato come pensavo, una cosa inutile, torniamo, per qualche giorno tutto stupendo, viene di nuovo da me – 300 km di distanza – ci vediamo alla sera, ci scambiamo dei regali per Natale, il giorno dopo si alza, dice che mi ama, ma ha paura, cerco di parlarle, ma lui dice di star male e se ne va. Dopo qualche giorno mi manda una mail, mi dice che mi ama, ma ha paura. Lo chiamo, e lo convinco di andare dal suo prette, dopo 3 giorni mi scrive che pensa di non amarmi più, ma che mi vede solo come un’amica. Lo chiamo e di nuovo lo convinco di andare dalla psicologa. Dopo qualche seduta, mi dice che non mi ha mai amato, che l’anno scorso era solo confuso e che ha sempre amato l’atra donna. A questo punto gli dico di non cercarmi più. Mi manda dopo un mese un sms, gli rispondo che non voglio più sentirlo. Mi manca, sto male, ma non lo cerco. Dopo qualche mese la mia amica decide di chiamarlo e di scriverle a mia insaputa e alla fine lo convince di venire a trovarmi, dovremmo vederci la prossima settimana, solo che lui ha scritto alla mia amica che in questo momento non è pronto per iniziare una nuova storia, con me o con un’altra e che ha capito di avermi amato per davvero l’anno scorso, ma che adesso non mi ama più e che viene solo per chiedermi scusa per tutto il male che mi ha fatto.
Io lo amo e sono convinta che anche lui mi ama, ma sono consapevole che non voglio accanto a me una persona insicura e confusa, voglio costruire una famiglia con lui, ma lui sembra di non crescere mai e di non essere mai pronto. Cosa devo fare?
Grazie mille.

Gentilissima,

Non so se questa è una persona con la quale può costruire una bella storia d’amore; sicuramente non mi sembra il tipo con il quale costruirsi una famiglia… Perché scaricare sui propri figli i problemi di una persona che non sa cosa desidera dalla vita e che sembra amare unicamente quello che non ha?

Ci pensi bene!

Sindrome premestruale o disturbo disforico?
#1 06-06-2014, 08:15 AM

Buongiorno ho 37 anni. Una figlia di 5 anni. Un matrimonio fallito per infedeltà di lui da 2 anni e un nuovo compagno da 1 anno.
Mi ritengo una persona equilibrata, solare, ottimista.
Sono una mamma presente anche se lavoratrice, cerco sempre di parlare con mia figlia piuttosto che sgridare e basta.
In amore sono appagata e nonostante il matrimonio fallito sono riuscita a ridare piena fiducia nel mio attuale compagno, non sono gelosa sono per il vivi e lascia vivere. Questo accade per 3 settimane su 4 al mese.

Ho sempre avuto problemi durante il periodo premestruale (nessuno di tipo fisico… ma negli ultimi 5 anni la situazione è peggiorata.
Tutto ha inizio una settimana prima dell’arrivo del ciclo.
E per i primi 2 giorni sono ancora “lucida” e quindi consapevole che i miei scatti d’ira sono riconducibili al particolare periodo del mese. E tento di controllare le mie reazioni… O meglio finito lo scatto d’ira chiedo scusa per aver magari esagerato su una sciocchezza.
Dal terzo giorno in poi sembra svanire questa consapevolezza e divento un altra persona.
A quel punto non vi è lucidità alcuna… Vedo tutto nero, ogni problema diventa insormontabile. Tendo a isolarmi, in quei giorni resterei a letto tutto il giorno.
Fatico persino a prendermi cura di me.
E ho soventi sbalzi d’amore da far paura anche a dottor jeckil.
Tutto questo influisce negativamente sulla mia vita famigliare.
Mia figlia in quel periodo viene sgridata per ogni stupidagine al punto che anche lei ha imparato a riconoscere dalla mia espressione facciale quel periodo…
Ho un compagno al quale vengono sistematicamente richieste una settimana su 4 conferme sui sentimenti che prova.
Mi aspetto che faccia qualcosa per me e se non lo fa mi convinco che non tenga particolarmente a me.
In quel periodo mi convinco anche di cose che non esistono arrivando ad essere gelosa in maniera assurda e irrazionale.
Lui non la prende bene… Sentendosi continuamente messo in discussione spesso mi chiede esasperato “cosa devo fare per convincerti che tengo a te e che non sono il tuo ex marito”
I suoi occhi delusi in quelle occasioni mi feriscono… Come la faccina di mia figlia che appena sveglia mi guarda in faccia e chiede preoccupata “mamma oggi sei arrabbiata?”
Lavorativamente sono uno zombie se ci sono o no non farebbe differenza. Mi convinco che non c’è soluzione alcuna e desidero solo sparire.
Piango e mi convinco che nessuno al mondo tenga a me.

Con l’arrivo del ciclo tutto svanisce e torno ad essere serena equilibrata solare ecc…

Ho letto su internet qualcosa sul disturbo disforico premestruale e mi ci sono ritrovata…

Vorrei sapere, Cosa devo fare per sapere se si tratta proprio di disturbo disforico premestruale? E se lo fosse, è un disturbo da trattare ginecologicamente o psicologicamente? Esiste un modo che mi consenta di essere la stessa persona per tutto il mese?
Grazie anticipatamente per la sua risposta

Gentilissima,

Credo che nessuno, fra le persone che hanno letto un po’ di ricerche scientifiche sull’argomento, possa dirle che la sindrome premestruale non esiste. Sicuramente esiste e sicuramente molte donne la soffrono più di altre. Sicuramente uno dei sintomi più gravi di quei giorni è lo stato depressivo, che porta a giudicare la propria esistenza in modo più critico e meno soddisfatto… Da qui però a trasformarsi da Mr. Hyde a Dr. Jeckyll ce ne corre e dunque tenderei a pensare che lei in quei giorni si senta quasi autorizzata ad accettare lo stereotipo della donna isterica, in modo da dare libero sfogo alle tensioni che la affliggono gli altri giorni del mese (e che però deve gestire e sopportare, come farebbe qualsiasi moglie o madre “sana”).

Se questa analisi fosse vera (e va comunque dimostrata, con strumenti che in questa sede non sono in grado di utilizzare) è possibile che lei soffra di stati malinconici, se non depressivi, ai quali occorrerebbe porre rimedio attraverso una psicoterapia personale o di coppia (dipende dalle cause).

Altrettanto importante potrebbe essere per lei affrancarsi dal condizionamento culturale che mostra la donna come un essere irragionevole e “mobile, qual piuma al vento”. Anche in questo caso è ampiamente dimostrato che gli “isterismi” sono stati un modo, in passato, utilizzato dalle donne per farsi prendere in considerazione e per mostrare disagio, laddove nessuno si aspettava che potessero esservene: ad esempio, nel campo dell’autorealizzazione, della relazione di coppia e della sessualità. Per fortuna oggi non abbiamo più bisogno di ricorrere a tali strategie per ottenere attenzione.
Saluti cordiali.

PROBLEMA TRICOTILLOMANIA
#1 06-08-2014, 07:33 PM

Buona sera,
sono un ragazzo di 23 anni e ormai da circa 7/8 anni soffro di tricotillomania alle sopracciglia.
Tutto è nato durante la prima verifica del secondo anno di superiori, ove per vari motivi non avevo studiato, ed entrai nel panico.
Da premettere che sono sempre andato molto bene a scuola, quindi essere arrivato impreparato alla prova mi turbò molto, in particolare mi dava fastidio il fatto di non capire come mai non ebbi studiato e sopratutto di dover poi mostrare un brutto voto ai miei genitori.
La cosa è andata avanti fino ad oggi, e stufo ormai di questa cosa ho deciso di vedere che rimedi seri ci potessero essere. (anche perchè l’unico aiuto che ho dai miei genitori è quello di dirmi che se vado avanti cosi non mi ricresceranno più le sopracciglia).
Sono uno studente universitario e la questione mi si ripresenta spesso quando studio. (quando magari non riesco a capire qualcosa e non trovo una soluzione immediata)
Ho letto che la tricotillomania spesso deriva da traumi infantili legati a problemi famigliari, però per quanto mi riguarda non credo di aver subito nessun trauma in passato, anzi ho sempre sentito i miei genitori molto vicini a me. (ora sono separati da quando avevo 8 anni, ma la cosa non mi turbò tanto anche perchè avvenì in maniera abbastanza graduale).
Come posso fare per uscirne?Lo psicologo può comunque fare qualcosa?Ci sono alternative?
Grazie mille,

Buona serata

Gentilissimo,

Il problema della tricotillomania non è di origine traumatica, ma è un problema che riguarda l’incapacità di gestire in modo sano un grave stato ansioso. (Nulla esclude poi che lo stato ansioso possa dipendere da un trauma subito nell’infanzia, ma questa è una fra le tante possibilità…)

In pratica, lei ha scoperto questo modo per “rilassarsi” quando è in ansia e questa è una sorta di auto-terapia che lei si pratica al fine di sentirsi meglio. La stessa cosa accade ad esempio nell’onicofagia (mangiarsi le unghie), ma anche in vari rituali, utilizzati per far fronte a pensieri ossessivi (ad esempio lavarsi continuamente le mani per paura di contaminarsi).

Quello che c’è da fare dunque è una terapia cognitivo-comportamentale, al fine di: 1) ridurre gli stati ansiosi 2) imparare a prevenirli e a gestirli, attraverso tecniche di rilassamento e modifica dei pensieri interferenti che non le permettono di concentrarsi su ciò che sta facendo (ad esempio, lei è concentrato su un argomento che sta studiando e improvvisamente le viene in mente la figuraccia che ha fatto o che potrebbe fare con questo o quel professore…).

Con i migliori auguri.

La famiglia allargata
#1 06-30-2014, 03:26 PM

Salve
convivo da due anni con il mio figlio di 7 anni il mio compagno e sua figlia di 15 anni.ultimamente ho delle accese discussioni con il mio compagno a causa dell’atteggiamentodi sua figlia che dapprima era convinta di voler convivere con noi tanto da chiedere al giudice l’ esclusivo affidamento al padre per via di alcuni comportamenti impropri di sua madre(spesso ubriaca)e poi una volta ripreso il rapporto materno è cominciata la crisi in famiglia.il mio compagno teme che la sua ex moglie chieda nuovamente l affidamento della ragazza solo x motivi economici (dato che non lavora) mettendo in bilico tutto il ns equilibrio familiare.la ragazza non mi ha mai accettata dichiarandolo anche apertamente e additando suo padre di alcune sue mancanze.ho sempre spronato il mio compagno a ritagliarsi del tempocon sua figliama ma vuole fare tutto unitamente.il mio compagno ha cercato di consigliarmi come comportarmi con sua figlia coinvolgendola in uscite shopping spesa faccende di casa ma ammetto che x mancanza di tempo e forse sì anche per una mia ingiustificata gelosia x questa ragazza che adesso furbamente salta da una casa all altra appena c è un’uscita o una festa fuori casa o un viaggio approfittandosi della situazione.questo comportamento da opportunista mi irrita.non posso cambiare il mio carattere sono riservata e chiusa nell esprimere le mie emozioni e i miei sentimenti persino con mio figlio ma il mio compagno mi rinfaccia il mio mancato appoggiola mia ostentazione e io gli rinfaccio che è un birillo nelle mani di questa ragazzina capricciosa e viziata(magari avessi avuto io un padre come il mio compagno affettuoso e generoso).mi sto logorando….mi consumo dentro per la mia incapacitá di affrontare queste difficoltá soprattutto adesso che pensavo di aver ritrovato un po di serenitá e temo di inclinare il feeling con il mio compagno.è giusto che non mi esprima che non intervenga mai tra loro che non la rimproveri sul suo disordine..ma ..il mio compagno entra nelle mia vita x l educazione con mio figlio le questioni economiche con il mio ex….!!grazie!la saluto cordialmente

Gentilissima,

Le tensioni familiari ed i conflitti non ci sono solamente nelle famiglie allargate, ma in tutti i tipi di famiglie, magari per ragioni completamente diverse. Eviti dunque di considerare la situazione esistente come fatale nucleo di incomprensioni e cerchi di gestire la situazione in modo più razionale.

E’ possibile che la figlia del suo compagno abbia imparato a saltare furbescamente da una casa all’altra per ottenerne dei vantaggi, ma credo sia il minimo che un figlio possa fare quando si rende conto che i genitori hanno attribuito alla loro felicità individuale una priorità maggiore rispetto al benessere dei loro figli… Non è certamente una condanna nei confronti dei genitori separati (non è il mio mestiere) ma è la constatazione di un dato di fatto: quando ci si separa, i figli vengono inevitabilmente a vivere una situazione di grandi privazioni e di grandi privilegi (entrambi immeritati) che influiscono sulla loro formazione, ma che sono anche ampiamente prevedibili, data la diffusione del fenomeno e il numero delle ricerche scientifiche pubblicate in materia.

Il fenomeno dell’opportunismo dei figli dei separati va dunque in qualche modo compreso e, semmai, limitato, attraverso il buon esempio. Dimostrare a questi ragazzi che ci si può sacrificare per il loro benessere può essere un modo efficace per colpire la loro sensibilità e portarli a cambiare alcuni atteggiamenti.

Va inoltre considerato che la ragazza ha 15 anni e che (lo vedrà probabilmente anche in suo figlio, quando crescerà) questa è l’età della ribellione e dell’insofferenza nei confronti della famiglia, qualunque essa sia… Probabilmente anche lei, tornando indietro nel tempo, potrà ricordare qualche episodio di vita adolescenziale che oggi non ripeterebbe.

Infine, non si faccia una colpa se non “ama” questa ragazza: nessuno le chiede di volerle bene e di esserle affezionata. Probabilmente basta solo avere un atteggiamento corretto, disponibile, amichevole, comprensivo. Quanto all’educazione della ragazza e alle questioni economiche che la riguardano, credo sia giusto che se ne occupino esclusivamente i due ex e questo vale, ovviamente, anche nei confronti di suo figlio e del suo attuale compagno.

Saluti cordiali.

Deragliamenti
#1 07-04-2014, 02:25 PM

Gentile dottoressa,
ho quasi 40 anni. L’anno scorso, dopo 19 anni di meravigliosa vita insieme (di cui 9 di matrimonio e un incantevole bimbo di 6) mio marito 45enne mi ha confessato come un fulmine a ciel sereno di essersi innamorato di un’altra donna. Lo choc, oltre al tradimento in sé, è arrivato nell’apprendere che: la donna in questione viveva a 2000 km da noi, anch’essa sposata da oltre 20 anni e con una figlia indipendente; che l’aveva conosciuta su un social game appena due mesi prima; che l’aveva incontrata una sola volta, qualche giorno prima della rivelazione. Tanto è bastato per capire che la nostra storia era giunta al capolinea e che si sarebbe rifatto una vita con lei, subito, senza perdere tempo. Credo non ci sia bisogno di spendere molte parole per immaginare il dolore e lo sconquasso in cui tutto ciò mi ha gettato. Sarò breve: è trascorso un anno terribile, da allora. Finora mio marito non ha mai lasciato casa, io non l’ho mai cacciato, abbiamo continuato a fare la nostra vita apparentemente normale nella quale non è mai venuta meno nemmeno l’intimità. Ciò nonostante mio marito è rimasto intrappolato nella sua crisi interiore e sentimentale (condita anche da perdita del lavoro, senso di fallimento professionale, insoddisfazione generale verso la nostra città, minori sicurezze economiche, paura di invecchiare e senso di costrizione) e la “relazione” con l’altra è proseguita a distanza, con innumerevoli strappi e ricongiungimenti, tremendi sbalzi emotivi, e altri due incontri clandestini, malgrado dall’altra parte non ci sia stata la stessa determinazione a cambiare vita. Adesso, a un anno di distanza, quando mi sembrava che si fosse intrapresa la difficilissima e lenta strada della ricostruzione, ci stiamo invece separando. Il suo stato d’animo è precipitato da alcune settimane, immagino per effetto dell’ennesima (forse più drastica) rottura da lei. Sono molto provata da tutto quello che ho dovuto vivere in questi 12 mesi. Incredula di fronte all’idea che una unione di coppia invidiabile come la nostra, e di basi solidissime, fatta di condivisione, di complicità anche intellettuale, di crescita comune, di amore e rispetto, si sia sbriciolata così per effetto di una allucinazione virtuale (in gran parte virtuale). E offesa anche dall’idea- o alibi – che la crisi fosse precedente all’arrivo di questa donna. Le crisi nelle coppie di lungo corso arrivano, se ne vanno, si combattono, si risolvono. Si fa ogni giorno in tutto il mondo (e anche noi non avevamo affatto un rapporto problematico, anzi)…a meno che nel frattempo non accada ANCHE dell’altro. Mi sarebbe d’aiuto leggere opinioni e consigli per risollevarmi.

Gentilissima,

Come lei giustamente rimarca, si tratta di una storia assolutamente “virtuale”, contro la quale è difficile combattere qualsiasi battaglia. Con una persona reale infatti, che vive a pochi metri o chilometri, nella stessa città, è molto più facile rendersi conto dell’enorme mole di difficoltà che rappresenta la decisione di abbandonare, di punto in bianco, due famiglie, per ricostruirne un’altra da zero.

Quella di suo marito (e della partner a distanza, evidentemente) è stata probabilmente l’illusione di aver trovato una soluzione ai propri problemi: questo li ha fatti sentire improvvisamente più forti e dunque in grado di recidere senza difficoltà i propri insoddisfacenti legami, per pensare unicamente alla propria felicità.

Credo non si possa uscire da una crisi seria come questa facendo finta di nulla e cercando di ricostruire il rapporto basandosi unicamente sul silenzio e sul lassez-faire: occorrerebbe piuttosto capire perché suo marito si è sentito pronto a buttare tutto al vento per una sconosciuta, se aveva ” una unione di coppia invidiabile, di basi solidissime, fatta di condivisione, di complicità anche intellettuale, di crescita comune, di amore e rispetto”…. E se per lui non fosse stato esattamente così? Perché non farsi neanche sfiorare dal dubbio?

Ad esempio, che motivo avrebbe avuto suo marito di frequentare i social games, se non quello di conoscere altre persone con cui intrecciare relazioni? E’ sicura che lui si trovasse così bene e che questo incontro sia stato una semplice fatalità?

Credo che occorra ipotizzare almeno due possibilità: o suo marito si sente depresso, stressato, emotivamente instabile in questo periodo (nel qual caso dovrebbe curarsi, perché non sembra prendersi cura in modo adeguato neanche di sé stesso), oppure suo marito era ed è profondamente infelice in un legame di coppia che non lo soddisfa, o non lo soddisfa più e sta cercando una via d’uscita.

Credo che, a questo punto, prima di pensare alla separazione sarebbe più utile un percorso terapeutico di coppia, per provare a vedere se c’è ancora qualcosa da salvare, prima di chiudere definitivamente il capitolo.

Cordialmente e con molti auguri,

Sono stata lasciata
#1 07-08-2014, 04:39 PM

buongiorno,
ho 32 anni e una settimana fa sono stata lasciata in tronco dal mio fidanzato.
Stavamo insieme da oltre 4 anni, il primo passato fra alti e bassi (la storia non era molto seria all’inizio) poi siamo andati a convivere e non ho mai dubitato del nostro futuro insieme.
Mi ha lasciata dicendo che non mi amava più, che ci pensava da un po’ ma che non mi aveva detto nulla per evitare di rattoppare una situazione ormai compromessa. Nel giro di 24 ore ho fatto le valigie e me ne sono andata, purtroppo abbiamo macchina in comproprietà, conto corrente in comune, amici in comune, lui lavora da mia madre…insomma vite più che intrecciate. Io non so cosa fare, so che non sono la prima e non sarò l’ultima in questa situazione, ma non riesco ad affrontarla, non so che fare, non sto bene da nessuna parte, non riesco a stare sola, al lavoro continuo a scoppiare a piangere. Fortunatamente ho delle amiche e una mamma che si occupano di me, ma al momento non c’è nulla che possano fare. Sono sola, smarrita, triste, confusa…non so che fare.
So che, spero, troverò un altro con cui passare la vita, ma io la pensavo davvero con lui, facevamo progetti seri.

Gentilissima,

Occorre capire cosa la stia facendo soffrire in questo momento: il fatto di non aver più qualcuno con cui fare progetti seri (ad esempio una prossima maternità?), oppure il fatto di essere stata lasciata, anziché lasciare lei?

Secondo me una volta che lei avrà elaborato il lutto dovuto alla fine di questa relazione (che, comprensibilmente, le arreca dolore, senso di smarrimento e perdita di progettualità) si renderà conto che:

– mettere su famiglia con una persona che non la ama e che potrebbe lasciarla di punto in bianco senza una ragione è assai peggio che perdere questa persona quando si condivide con lui niente altro che una automobile e un conto corrente (entrambi i problemi possono risolversi in mezza giornata);

– il fatto di essere stata lasciata è per lei una grande fortuna, perché lei, proprio in ragione di quei “discorsi seri” di cui parla nella lettera, aveva evidentemente deciso di ignorare i segnali negativi che provenivano dal suo partner e dal vostro rapporto. La decisione del suo ex è stata, in qualche modo, risolutiva.

Non sappiamo oggi se la persona che incontrerà la renderà più felice di quanto avrebbe fatto quella che l’ha lasciata: sicuramente però questa esperienza contribuirà a farla sentire più forte e più consapevole e probabilmente anche la scelta della nuova persona sarà assai migliore.

In bocca al lupo!

Non mi sento in grado
#1 07-08-2014, 10:39 PM

Buonasera, ho 24 anni e un vissuto problematico alle spalle che inizia quando avevo circa 7 anni. Inizia con un’infanzia in cui ero completamente trascurata (anche se non era colpa dei miei genitori) e passavo per lo più le giornate in stanza da sola. Da quel momento ho avuto problemi con il cibo (forse per attirare l’attenzione su di me?) e un sottofondo depressivo che credo in fondo non mi abbia mai abbandonato del tutto. Ho sofferto di attacchi di panico dall’età di 12 anni. Ho sofferto di disturbi alimentari. E ho concluso la mia adolescenza con la depressione, tra i 17 e i 19 anni. E sebbene non abbia più tutte le patologie della mia infanzia e adolescenza, non ho comunque una vita. Non riesco a lottare per la mia vita, per i miei sogni. Non riesco a studiare, sebbene lo vorrei davvero, nonostante faccia anche delle rinunce (non esco sebbene i miei amici cerchino di coinvolgermi, mi sveglio di notte per cercare di portarmi avanti, ecc.). Non credo di farcela, non mi sento capace e anche mentre studio non riesco ad abbandonare questi pensieri. Ogni volta che studio penso che la materia sia troppo difficile per me e credo di non avere i mezzi per affrontarla. Mi sento come una bambina che debba scalare una montagna senza allenamento e senza attrezzatura… e senza averlo mai fatto prima. Infatti ho dato pochissime materie, dato che non riesco mai a prepararmi in tempo per presentarmi agli esami.
In più comincio a preoccuparmi anche del lato sentimentale della vita che prima non ho mai ritenuto fondamentale (i miei sogni hanno sempre riguardato la mia realizzazione professionale). Non ho mai avuto una relazione, un ragazzo, non so che significhi essere amata. Ad un certo punto mi sono arresa all’idea che non avrei mai potuto essere ricambiata e in qualche modo il mondo maschile (e con esso il sentimentalismo, il romanticismo, l’amore) è sparito. Puff. Non lo vedevo, per un bel po’ di anni non ho più trovato un solo ragazzo che riuscisse a stuzzicare il mio interesse. Poco tempo fa invece ho conosciuto un ragazzo, per il quale mi sono accorta di provare interesse, purtroppo. Ora, al di là del fatto che tra me e lui non c’è e non ci sarà mai niente perché lui non è interessato a me, comincio anche a chiedermi se una persona come me potrà mai trovare qualcuno capace di accettarla con il suo bagaglio di problemi. Con il suo umore tendenzialmente pessimistico e un po’ depresso, con le sue fisse e paranoie e fobie.
Mi chiedo se potrò mai risollevarmi con l’università, mi chiedo che cosa viene dopo, mi chiedo che senso ha la mia vita, mi chiedo perché non sono mai abbastanza e mi chiedo come potrò mai affrontare la vita.
Non mi sento (e non mi sono mai sentita) in grado di nulla: di piacere ad un ragazzo, di concludere i miei studi, di trovare un lavoro, o anche più semplicemente di vivere.

Gentilissima,

Vorrei premettere che sono molto consapevole del fatto che chi scrive a questa rubrica di consulenza online tutto vuole sentirsi dire, tranne che deve fare una psicoterapia… Altrimenti ci avrebbe pensato da solo/a, dal momento che la “talking cure” è ormai entrata abbastanza nell’uso e tutti conoscono, direttamente o indirettamente, persone che si rivolgono allo psicologo per cercare di stare meglio.

D’altra parte però devo dirle che, nella mia esperienza come terapeuta, ho sentito per decine e decine di volte uno sfogo come il suo e che molti ex pazienti si sono brillantemente laureati dopo una psicoterapia di successo…

Dunque, cosa dirle? Che un cambiamento è possibile: basta crederci, lavorarci, mettersi in contatto con le persone giuste. Inutile invece crogiolarsi nei propri malesseri e nei propri insuccessi. Ci sono momenti in cui da soli non si riesce a superare le difficoltà: non bisogna colpevolizzarsi per questo e cercare comunque una soluzione. A volte anche dei libri di auto-aiuto possono essere utili. Perché non provarci?

Coraggio!

Salve, sono nuova
#1 07-09-2014, 11:32 PM

Avrei 2 cose che mi tormentano.
1) Ho perso le mie vecchie amicizie per liti e non riesco più a farmi altre amiche, sì ogni tanto esco con qualcuno,ma non sono amiche, anzi so perfettamente che escono con me perchè non hanno altro, la mia vecchia me ci avrebbe già fatto storie, ma dato che ormai so come sono fatte e ho imparato a non aspettarmi nulla dagli altri, non ci faccio più caso.
Poi sarà che ho 22 anni, ma ho sempre quell’impulso di immischiarmi in conversazioni per fare storie, magari temi che mi alterano o persone che mi alterano, non so… mia madre dice che non sa da chi abbia preso caratterialmente.
2)Anni che sto con il mio ragazzo e non riesco a farlo, ci proviamo ma arrivati al punto non riesco, capirei se fosse questione di settimane, mesi… però è passato troppo tempo 🙁 cosa può essere a bloccarmi?
La ringrazio!

Se penso ai suoi “due tormenti” e al modo in cui ha titolato questo post mi viene in mente che lei potrebbe soprattutto avere paura di non essere accettata dagli altri.
Perché infatti giustificarsi per “essere nuova”? Qui sono tutti nuovi, perché come avrà visto, questo non è un Forum dove i post vengono commentati e ri-commentati: ci sono solo domande e risposte.

Se non se ne fosse accorta, allora potremmo pensare che il suo atteggiamento verso la vita sia fortemente impulsivo, più interessato a rispondere ai propri impulsi e a soddisfare le proprie aspettative, che a cercare di capire chi sono, cosa pensano e fanno gli altri. Forse siamo di fronte ad un’eccessiva concentrazione sul proprio sé? (Sono osservazioni tratte da piccoli spunti, che non sono ovviamente in grado di approfondire in questa sede)

Venendo allo specifico:
1) Queste sue “amiche” escono con lei “perchè non hanno altro”: evidentemente anche loro hanno imparato a non aspettarsi nulla dagli altri… Le pare? Dunque siete pari: del resto l’amicizia vera è molto rara e la maggior parte delle persone si contenta di considerare “amici” quelli che non sono altro che semplici conoscenti.

2) Date le osservazioni che sono in premessa, è possibile che lei attribuisca un’importanza eccessiva a questo passaggio e pertanto non voglia rischiare l’insuccesso, per mancanza di esperienza o di fiducia in sé stessa. In alternativa, potrebbe documentarsi su Internet riguardo ad altre possibili cause, come il vaginismo: se non altro per escludere che possa trattarsi di quello (in ogni caso, parlarne con uno specialista è sempre la cosa migliore!)

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

GP

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