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Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 25

 

Amore dopo 5 anni
#1 09-25-2014, 05:06 PM

Buongiorno,
Sono una studentessa di 25 anni e convivo con il mio ragazzo da 3 anni.Il nostro amore è sbocciato subito: 5 anni fa lui viveva nella mia città per un periodo limitato, ci siamo conosciuti e frequentati molto intensamente, innamorati alla follia e legati sin da subito. Dopo pochissimo tempo lui ha fatto ritorno nella sua città ed abbiamo continuato a vederci ogni fine settimana e durante tutte le vacanze nonchè ogni qual volta se ne presentasse l’occasione. Il rapporto cresceva e l’esigenza di stare vicini con esso. Abbiamo coltivato quel grande amore per circa due anni rimanendo a distanza e cercando di non farci mancare nulla, poi ho preso la decisione di avvicinarmi a lui:tre anni fa mi sono trasferita nella sua città ed ha avuto inizio la nostra convivenza.Da quando ci siamo conosciuti e fidanzati abbiamo trovato un equilibrio perfetto: eravamo in sintonia perfetta, d’accordo su ogni cosa.A livello sessuale siamo stati travolti in una trasgressione senza fine, l’uno dall’altra. Facevamo l’amore molto frequentemente e con tanta fantasia (a titolo di esempio ci piaceva molto giocare, fotografarci per dirne una). Dalla convivenza in poi la frequenza dei rapporti è diminuita, ma è rimasta la stessa voglia di giocare insieme fino a circa 6 mesi fa.4 mesi fa la mia vita ha subito uno scossone: ho vissuto un attacco di panico.E’ iniziato un periodo buio e drammatico che mi ha coinvolta e trascinata nella disperazione. Stavo malissimo e continuavo a piangere e somatizzare, prendere le distanze dal mondo e chiudermi in me stessa. Non riuscivo più a condurre una vita “normale” così ho preso la decisione di cominciare un percorso di analisi.Adesso sono più calma, non ho più avuto attacchi o giornate di disperazione. Ma… il nostro rapporto è diverso. Lo è per “colpa” mia. Prima dell’attacco di panico non ero stata più tanto coinvolta dai giochi, dall’erotismo e dalle situazioni che invece un tempo mi avrebbero mandata in visibilio..ma sembrava una situazione gestibile e transitoria. Dall’attacco di panico in poi una cesura netta: la nostra sessualità mi sembra una cosa estranea a me, sono meno “goduriosa” e sempre più schematica e tradizionalista, cioè tutto il contrario di quello che era sempre stato primaOrmai litighiamo spesso per questo motivo… lui mi dice che gli sembra di stare con un’altra e che sono un pezzo di legno.
Io non riesco a scuotermi e modificare la situazione attuale.
Stiamo cambiando casa (nuova, nostra, grande e bella), mi sono laureata e lui ha trovato lavoro. Dovrebbe essere un periodo più che felice e sereno. Invece sto distruggendo tutto quello che ho ed abbiamo costruito con tanto amore.Sono molto triste.Grazie per l’attenzione,
le auguro buona serata.

Gentilissima,

Piuttosto che pensare all’attacco di panico come causa del problema di coppia, sarei più propensa a ritenere il contrario. L’ansia maturata per il suo rapporto di coppia che non le sembrava più bellissimo come se lo era immaginato (e, ritengo, tutti i dubbi ad esso collegati, visto l’acquisto della casa e l’inizio di una relazione “seria”, data anche la conclusione del suo percorso di studi e il lavoro per lui) è possibile che si sia espressa attraverso questo attacco di panico.

Probabilmente la terapia che sta facendo riesce a farle controllare meglio l’ansia, ma potrebbe rimanere sullo sfondo un senso di delusione e di amarezza per un rapporto che ogni giorno che passa le appare più sbiadito.

Se prima, quando non vi conoscevate a fondo e non vi frequentavate troppo spesso, il sesso rappresentava un gioco eccitante e una trasgressione ora, con un rapporto più stabile e routinario, è possibile che esso non le appaia più intrigante come un tempo.

Secondo me questa è una fase che più o meno vivono tutte le coppie che iniziano a frequentarsi in modo più intenso, generalmente a causa dell’inizio della convivenza.

Se prima infatti i desideri sessuali nascevano spontaneamente, ora occorre provocare le situazioni, dedicarsi molto alle fantasie, cercare ogni volta qualcosa che rinnovi il rapporto e rifaccia nascere mistero e curiosità. Se non ci sono queste componenti, il rapporto erotico piano piano si spegne.

Molti ritengono che, una volta arrivati a questo stadio, valga la pena lasciarsi e tentare nuovi rapporti di coppia: personalmente non la penso così, perché ritengo che il rapporto di coppia stabile, malgrado tutti i suoi limiti, renda comunque le persone più felici di quelle che passano da un rapporto all’altro e sono per lunghi periodi da sole.

Per stare bene insieme tuttavia, occorre impegnarsi ogni giorno e rinunciare all’idea della “spontaneità”.

Il problema infatti non riguarda in genere il/la partner: riguarda il tempo, la routine, la familiarità fra i partners, l’aspettativa che tutto nasca da sé. Tutti i rapporti di coppia che non tengono conto di questi fattori destabilizzanti sono inevitabilmente destinati a finire.

Spero di averle dato qualche spunto di riflessione e in ogni caso, le auguro di superare in fretta questo difficile momento.

Ansia da prestazione
#1 09-23-2014, 03:10 PM

Salve, ho 19 anni e sto da ben due anni e due mesi con un ragazzo. Ci amiamo moltissimo, o almeno io lo amo tantissimo. Lui mi ha sempre dimostrato di amarmi, mi ha sempre guardato in un modo particolare, mi diceva sempre che gli piacevo tantissimo. Non abbiamo avuto alcun problema per due anni, neanche un litigio. Il mese scorso, tuttavia, abbiamo avuto paura per le conseguenze di un rapporto non protetto che avevamo fatto poco tempo prima. Abbiamo fatto il Test, che fortunatamente è risultato negativo, ma è stato un momento difficile per entrambi. Da quel momento in poi, lui ha sofferto di ansia da prestazione. Il mio ragazzo ha sempre sofferto di ansia da prestazione, non solo da un punto di vista sessuale. Questa cosa ha cominciato a rovinare i nostri momenti “intimi”. Abbiamo cercato un po’ su Internet (cosa, lo so, sbagliata), ho cercato di aiutarlo in tutti i modi, magari cercando anche di farlo eccitare di più. Ci sono riuscita la maggior parte delle volte, solo una volta non è andata bene. Sabato scorso siamo stati nella sua stanza, non siamo arrivati al dunque, solo preliminari, eppure ha cominciato a pensare cose strane. Da un po’ si masturbava tre volte al giorno solo per la paura che quando fosse arrivato il momento, con me, non sarebbe stato all’altezza. Questa cosa me l’ha detta domenica sera, appena un giorno dopo, e la mia reazione è stata distruttiva. Lui crede che ormai si alzi solo perchè ha paura di perdermi, non vuole lasciarmi andare, ma nello stesso tempo non vuole vedermi o parlarmi. Vi prego, sto molto male e non so cosa fare per lui. So che è una cosa che dovrebbe risolvere solo, ma io credo che sia solo una sua convinzione mentale, che non abbia veramente finito di amarmi … Aiutatemi, vi prego

Gentilissima,
Se vi è possibile usare degli anticoncezionali sicuri il problema si risolverà da solo.
Saluti.

Una totale confusione!
#1 10-15-2014, 05:11 PM

Egregia dottoressa.
Le saranno stati esposti mille problemi di questo genere, ma credo di essere davvero confusa. Credo di provare qualcosa che non so definire per una persona conosciuta in chat. Dopo il nostro primo incontro non sono riuscita a capire se lui possa provare qualcosa per me. Passammo una giornata intera insieme. E lui mi teneva per mano, mi dava attenzioni. Vorrei essere breve. Lui mi ha detto che gli piaccio, ma il problema è che non lo dimostra. Vorrei tanto metterlo a proprio agio e conquistarlo. Spero vivamente lei mi possa aiutare. La ringrazio in anticipo.

Gentile Angelica,
Lei è stata TROPPO breve! Dal poco che mi dice non capisco in che cosa potrei aiutarla…

Timore di fallire
#1 10-20-2014, 05:47 PM

Salve, ho un problema che mi sta devastando, ultimamente la fobia di fallire a letto ha raggiunto picchi insopportabili… sono sposato da due anni e mezzo e con mia moglie, da sempre, ho un rapporto conflittuale. Ho fatto questa premessa non per scaricare le colpe su di lei, ma per onor di cronaca. Nella mia vita ho avuto un buon numero di donne, non elevatissimo, ma cospicuo, con molte di loro problemi non ce ne sono mai stati, ma con altre sopraggiungeva un’ansia insopportabile, tale da minare il rapporto sesuale. Solitamente questo accadeva quando mi piacevano molto e qui posso anche capire, ma ultimamente la libido é ai minimi storici e questo probabilmente porterà a conseguenze negative all’interno della mia intimità domestica. A letto me la cavo bene, ma il problema a volte é la mancanza di voglia iniziale che scompare con la stimolazione. A questo problema se ne é aggiunto un altro, ho conosciuto una ragazza bellissima abbastanza più giovane di me che ha perso la testa (ed io per lei), quindi allo stress di questa incapacità di dar sfogo ai sentimenti, si aggiunge la paura, il terrore della prima volta con lei, anche se ho una voglia matta di farci l’amore, ma mi terrorizza l’idea del fallimento. Io davvero non so che fare, ho perso otto chili in due settimane per lo stress e vorrei tanto che tutto si risolvesse e acquisissi quella sicurezza e, soprattutto, quella sana eccitazione automatica, senza attese snervanti, sono alla frutta. Spero possa darmi una risposta, fermo restando che ho intenzione di iniziare una terapia sessuologica. La ringrazio per l’attenzione

Gentilissimo,
Se lei ha un rapporto molto conflittuale con sua moglie è difficile che la funzionalità sessuale si mantenga normale.
Probabilmente con l’altra non avrebbe problemi, a meno che a complicare le cose non insorgessero dei sensi di colpa.
Più che una terapia sessuologica, le suggerirei una terapia di coppia, dove la sessualità sia solo uno dei tanti argomenti da affrontare insieme.
Cordialmente,

L’ho tradito?!
#1 11-02-2014, 01:40 PM

Sto col mio compagno da 4 anni e conviviamo da 2..lui ha 30 anni, io 21… Io frequento un’accademia di recitazione a Roma. Ho appena iniziato le lezioni, e dopo pochi giorni abbiamo dovuto fare una scena in cui una persona entrava in casa e trovava la moglie/marito a letto con l’amante (serviva per lavorare sull’ emozione della rabbia).. L’insegnante non ci ha obbligato a fare nulla, anzi la scena era incentrata sulla persona TRADITA, che doveva lavorare sul suo personaggio, i due amanti facevano solo da spalla. Quindi l’insegnante ha detto che bastava che stessero abbracciati, invece la classe ha preso un’altra piega: quasi tutti hanno proprio simulato una *******, in modo molto esplicito. Io non lo volevo fare ma alla fine mancavo solo io e da stupida l’ho fatta. Dico stupida perché nessuno mi ha obbligato, potevo benissimo evitare! Ho fatto la scena con due ragazzi diversi, e mi sono lasciata andare parecchio, il mio pensiero era “tutte le altre hanno fatto le sensuali, ansimavano, fingevano il rapporto, non voglio essere l’unica che non lo fa. Voglio che gli altri vedano che lo faccio anch’io”. Poi però mi sono sentita una *****. Ne ho parlato col mio ragazzo scoppiando a piangere, e lui ha lasciato correre solo perché l’ho assicurato che non ho provato piacere e che il mio unico pensiero era “lo faccio solo perché devo”, e che non ho fatto niente di esplicito.

Il problema è che gli ho giurato di non aver provato piacere quando in realtà ho avvertito una sorta di piacere fisico a livello genitale… Ma non provo attrazione per quelle due persone! Assolutamente, ma in quel momento ho provato un po’ di piacere… È tradimento? Secondo lui si se ho provato piacere…:((( aiuto….

Gentilissima,

Se lei vuole fare questo mestiere, ben altre scene le capiteranno!Credo dunque che sia lei, sia il suo compagno, dovrete fare i conti con il fatto che il lavoro di attore, più di altri, offre occasioni di incontro con i colleghi che possono poi trasformarsi in qualcosa d’altro, proprio per l’intimità che richiede con altre persone, non solo per le scene di sesso.

Del resto, ci sono tanti altri lavori che offrono opportunità del genere: pensi a chi fa i turni di notte, a chi è in macchina tutto il giorno con un/a collega, a chi fa frequenti viaggi all’estero…

Non si può però generalizzare, perché un conto è avere le occasioni e un conto è sfruttarle. Nel suo caso direi che lei NON ha tradito il suo compagno, perché lei ha cercato semplicemente di dimostrare ai suoi compagni che non era meno brava di loro… Ciò che per lei più conta in questo momento è probabilmente la capacità di recitare: la sua autostima dipende sicuramente in gran parte da quello.

Se poi ha provato piacere… Questo è un dettaglio! Sicuramente girerà tante altre scene di sesso e non è detto che qualche volta non proverà disgusto. Questo del resto è il mestiere che ha scelto. E’ su questo che deve riflettere.In bocca al lupo.

Come lascio il mio ragazzo?
#1 11-06-2014, 09:50 PM

buonasera, le scrivo perché non so come risolvere questa situazione. Ho 18 anni e da più di 4 sto insieme a un ragazzo. Lui è stato il primo per tutto: primo bacio, prima volta, tutte le esperienze più belle le ho fatte con lui. La vacanza senza i genitori, la prima volta in discoteca e molto altro. Le sto dicendo questo per farle capire quanto sia importante per me questa storia e questo ragazzo. Lui mi ama e sembrerebbe tutto perfetto. Ma non lo è, perché io ora anche se lo amo voglio lasciarlo, perché anche se può essere un discorso egoista, io voglio stare da sola, voglio essere single e poter fare quello che voglio. Sono giovane e mi viene l’angoscia a pensare che per tutta la vita dovrò stare con lui, senza sapere che cosa significa essere single. Lui ha 5 anni in più di me e perciò le sue esperienze in passato le ha fatte. Le chiedo di aiutarmi a trovare una soluzione perché sto malissimo, e credo che se lo lasciassi per il primo periodo starei anche peggio. Come si può dimenticare qualcuno che ti ha dato cosi tanto da ricordare?

Gentilissima,

Mi sembra quanto meno strano che una persona che ne “ama” un’altra e che da questa si sente riamata, che condivide con il partner tanti bei ricordi e tante belle esperienze ecc.ecc., improvvisamente scelga di doverlo lasciare al solo scopo di provare cosa significa essere single…

Perché piuttosto non prova a vivere serenamente questi bei momenti insieme alla persona alla quale vuole bene? Se e quando la storia finirà, allora potrà godersi a pieno la sua vita da single… Chi le dice che questa storia durerà tutta la vita? E poi, per scoprire come si sta da single lei lascerebbe una persona con la quale si sente felice? Mi sembra una scelta autolesionista…

Se invece, come penso, la premessa della sua lettera non fosse proprio sincera e lei cominciasse a sentire il bisogno di frequentare altre persone, di fare nuove esperienze, di fare più liberamente le sue scelte se, insomma, si fosse stancata di lui, se l’amore fosse finito… Basterebbe semplicemente spiegarlo all’altro e chiudere.

Prima di tutto però, poiché mi sembra combattuta fra due desideri antagonisti, le suggerirei di pensarci molto bene e di fare il passo solo quando ne è realmente sicura e sa per certo che non tornerà indietro.

In bocca al lupo.

Sono totalmente confusa.
#1 10-27-2014, 02:42 PM

Egregia dottoressa.
La ringrazio innanzitutto per leggere il mio messaggio, in cui cercherò di essere chiara e al contempo sintetica.
Ho conosciuto un ragazzo via chat circa 8 mesi fa. All’inizio abbiamo avuto una corrispondenza molto attiva. Poi abbiamo perso i contatti. Ci siamo risentiti ad Agosto, ed io ero in una profonda crisi con il mio ragazzo (adesso ex).
Tramite chat e messaggi, lui mi è stato molto vicino in questo periodo, facendomi valutare le varie possibilità che avrei avuto restando con quel ragazzo. Dopo poco, ho preso la giusta decisione di lasciarlo, dopo che mi ha dato uno schiaffo.

Continuando a parlare con questo ragazzo, abbiamo deciso di vederci. Sono rimasta colpita dalla sua galanteria, dalla sua delicatezza, intelligenza e sensibilità nello scegliere le parole giuste. La corrispondenza via messaggi, dopo questo incontro è aumentata moltissimo. Dopo circa 15 giorni, lui mi ha detto che prova per me attrazione. Ed io ho ammesso di provare lo stesso. Ieri sera ci siamo rivisti, è stato fantastico, non credevo si potesse stare così bene con una persona. Alla fine, é scattato il bacio, dopodiché si è appoggiato sulla mia spalla, dicendo che con me sta bene, ma è frenato. Dalla distanza e dal carattere. Dal mio carattere. Cosa che frena moltissime persone, sono abbastanza nervosa come persona me la prendo per nulla, insomma, sono una frana in tutto. Vorrei dargli la sicurezza che merita. E fargli capire che potrebbe funzionare. È davvero un’ ottima persona. La ringrazio per la risposta, anticipatamente.

Gentilissima,

A volte il carattere è brutto perché si sono ricevuti schiaffi dalla vita (anche in senso metaforico). Tutto però può essere cambiato, accettando di modificare il proprio modo di essere e di comportarsi.

Stare insieme a questa persona potrebbe davvero aiutarla a cambiare atteggiamento; l’unico problema è effettivamente quello della distanza, ma se il rapporto funziona anche questo è un problema che si può risolvere…

Auguri!

Come è giusto comportarsi?
#1 11-07-2014, 04:16 PM

Salve dottoressa, ho 33 anni e dai sei mesi sto insieme ad un ragazzo di 34. Dal primo giorno che ci siamo conosciuti non ci siamo più lasciati, ci vediamo una volta in mezzo alla settimana, mentre tutti i sabati e le domeniche io sto a casa sua e facciamo la vita di due persone che convivono. Lui è molto dolce, sia in casa che fuori cerca sempre il mio sguardo e la mia mano, è molto fisico. Mi abbraccia tutta la notte, cucina per me, ridiamo tanto e ha quelle piccole attenzioni che mi fanno sentire amata, anche l’intesa sessuale è perfetta. Due giorni fa mi ha detto che sta male, che si è svegliato con un senso di ansia che non lo fa respirare. Mi ha detto che si sente bloccato sentimentalmente nei mie confronti, che tiene tantissimo a me, che mi vuole molto più di bene, ma che ha paura di essere diventato una persona arida e di non essere in grado di Amare. Ha detto che io sono fantastica con lui e che non si spiega questo blocco, vede me un passo avanti con i sentimenti e non capisce perché lui non provi le stesse cose. Gli ho detto di pazientare che le cose verranno con il tempo, ma la sua preoccupazione è: se poi tu ti stanchi e mi lasci?
Dice che sente di volermi chiamare “amore” ma che quando ci prova gli si strozza in gola e non riesce a capire perché. Non vuole perdermi, ma al tempo stesso ha paura di non superare questo blocco e che quindi prima o poi il destino della nostra storia è la fine. Gli ho proposto di non sentirci e vederci per un po’, ma è durata un giorno, si è rifatto sentire e ci siamo rivisti.
Questa la sua storia familiare, quando aveva 4 anni la mamma tradisce il papà, con la “scusa” di non sentirsi amata (il padre non ha mai saputo dimostrare i suoi sentimenti) il padre la perdona e rimane in casa, ma quando lui aveva 20 anni lascia la famiglia per sempre. La sua ultima storia dura 9 anni, in un momento in cui vive un momento di stress dovuta alla mancanza di lavoro la ex ragazza lo lascia perché si sentiva trascurata. Ne soffre molto. Rimane single per tre anni, e poi incontra me.
Oltre allo stress del lavoro che al tempo d’oggi quasi tutti hanno, da qualche settimana si è aggiunta la preoccupazione per il padre, che ha avuto un problema e ora sta in una clinica riabilitativa. Mi ha fatto questo esempio: quando vado in ospedale da mio padre lo vorrei abbracciare, ma non riesco mi blocco, ma se penso che lo stavo perdendo mi sento male, con te mi succede la stessa cosa, vorrei stringerti e dirti frasi affettuose ma poi mi blocco.
Dopo tutto questo io non so cosa fare e cosa pensare.
Ho pensato di non interessargli abbastanza.
Ho pensato che ha una folle paura di abbandonarsi a qualcuno.
Non so se allontanarmi, non vorrei essere l’ennesima persona a farlo, o se debba continuare a dargli mille attenzioni come faccio da quando ci siamo conosciuti.
Non voglio perderlo e vorrei che lui stesse bene, con me e con se stesso.
Grazie per il tempo dedicatomi

Gentilissima,

Le esperienze pregresse con le donne possono sicuramente essere state traumatiche e dunque è in qualche modo spiegabile la paura di perdere anche lei, soprattutto perché, come suo padre, anche lui si ritiene incapace di dimostrare i sentimenti.

Direi allora che lei dovrebbe anzitutto cercare di tranquillizzarlo sul fatto che lui è perfettamente in grado di esprimere i sentimenti. Gli faccia notare come è capace di farlo quando la abbraccia, quando la accarezza, quando la guarda ecc. ecc.
Gli dica che i sentimenti possono essere anche espressi con il linguaggio del corpo e che lei è sicura e soddisfatta delle sue dimostrazioni d’ amore e che non desidererebbe nulla di diverso.

Ogni volta che i discorsi prendono quella direzione poi non lo assecondi e piuttosto lo distragga facendo impegnare il suo pensiero in altre cose.

Con il tempo sarà sempre meno preoccupato nei confronti della vostra relazione e capirà che nessuno è schiavo del fato, che i rapporti si costruiscono, si cambiano e si migliorano, quando c’è la volontà di farlo e si ha fiducia nel/nella partner. Non è detto che i traumi del passato debbano continuare ad angosciarci per tutta la vita, non è detto che le paure debbano necessariamente diventare realtà.

Saluti cordiali-

Tradimento
#1 11-20-2014, 01:55 AM

Buonasera Dottoressa, ho 25 e sto con il mio attuale fidanzato da 7 anni. Siamo sempre stati insieme e con lui condivido molte cose, ma soprattutto valori e modi di pensare. Ho avuto la mia prima esperienza sessuale con lui e ultimamente, poichè abbiamo passato un periodo difficile in cui abbiamo convissuto per necessità e in cui lui a causa di problemi lavorativi è stato depresso,la nostra vita di coppia si era fatta piatta,forse un pò troppo monotona per la nostra età. Io più volte cominciavo ad avere fantasie con altri a cui piacevo, senza però darvi molta importanza e senza che queste persone mi piacessero davvero,forse solo come trasgressione mentale e mi divertivo se gli altri mi cercavano, a parlare con loro ma senza dare o promettere nulla, e di questo il mio ragazzo un pò se ne era accorto, ma sapeva che per me era solo un gioco, perchè in fondo un pò mi piace stare al centro dell’attenzione e farmi corteggiare, anche se si è infastidito più volte con scenate di gelosia,in cui gli ho spiegato proprio questo mio bisogno di attenzione privo di scopo,è durato un periodo ma poi mi è passato. Ora la mia condizione è questa: mi trovo in un altro paese da tre mesi e ho tradito due volte il mio ragazzo baciando e andando a letto con un’altra persona. L’ambiente in cui vivo è pieno di tentazioni e divertimenti e spesso ci si ubriaca; inizialmente avevo evitato e respinto le persone che tentavano di conoscermi in discoteca o altrove. Poi ho conosciuto questa persona molto simpatica e la cosa è accaduta in un momento di frenesia in cui non ragionavo del tutto, finchè lui ha insistito con dei modi molto accomodanti ed ho acconsentito anche da sobria. Il rapporto che ho avuto non è stato così soddisfacente a livello sessuale come con il mio partner anche perchè non sono attratta fisicamente da questa persona,eppure vi è stata una complicità mentale e psicologica che non avevo mai provato. Forse perchè trovo questa persona intelligente e brillante e mi sento a mio agio quando parliamo, mentre ultimamente io e il mio ragazzo parlavamo poco avendo due vite e interessi diversi, lui le frustrazioni per il lavoro ed io lo studio. Ora mi sento male e sento di essere una brutta persona,per fortuna questo ragazzo sta andando via ma ho paura di cadere in altre stupidaggini e che si sia innescato un processo in cui ho provato il proibito delle mie fantasie e ciò si ripeterà. Ora dopo questa persona sicuramente mi sforzerò di non cadere nuovamente in tentazione ma credo anche che non ne avrò più voglia. Eppure mi sento confusa, non so cosa fare, passo dal senso di colpa al sollievo per averlo fatto, dal voler rivedere il mio ragazzo anche solo per abbracciarlo e stare con lui, al pensare che ho paura a farlo e di capire che qualcosa sia cambiato una volta tornata a casa. Spero che lei possa aiutarmi Grazie, aspetto sue risposte, arrivederci.

Gentilissima,

Credo che tutte le giustificazioni che lei si è data (crisi lavorativa, poco dialogo, depressione, lontananza, sbornie ecc. ecc.) in realtà c’entrino molto poco: la realtà più vera è che dopo qualche tempo la passione per il/la partner svanisce (e 7 anni per una coppia di fidanzati non sono pochi).

Questa è la natura umana, per cui se si è intelligenti si è anche curiosi, se si è in forma e in buona salute si è in grado di attrarre ed interessare altre persone ed a propria volta ci si può sentire attratti da persone piacevoli, brillanti, misteriose, tutte da scoprire.

Le ho detto questo per spiegarle che in una coppia di lunga durata le tentazioni sono la regola e non un’eccezione: esse non si limitano ad un periodo particolare o a particolari cause temporanee, perché nel tempo il proprio/la propria partner appare sempre di più per quello che realmente è, con i suoi punti di forza e di debolezza e non è più la persona idealizzata del passato, talmente forte da sbaragliare senza problemi tutta la concorrenza…

La monogamia, la fedeltà, sono un prodotto dell’organizzazione sociale e non della biologia: per mantenere in vita un rapporto di coppia, per restare uniti e costruire insieme qualcosa cui si attribuisce valore occorre dunque fare molti sacrifici e molte rinunce ed impegnarsi attivamente perché il rapporto non si deteriori e resti sempre soddisfacente. In altre parole, superato il primo periodo, ciò che tiene uniti non è più l’Amore, ma la volontà di amarsi.

Cerchi di capire se lei si sente più portata per un tipo di relazione stabile (che in genere richiede un comportamento tendenzialmente fedele) o per le passioni intense (in questo caso dovrà entrare nell’ordine di idee di avere solo relazioni perfettamente appaganti, ma necessariamente brevi e numerose).

Una volta le donne non potevano scegliere la seconda via, oggi si. Ciascuno dunque può e deve fare la sua scelta del partner in base a ciò che si sente più portato a fare, tenendo conto dei propri bisogni e dei propri desideri.

Forse questa storia che le è capitata è solo uno spartiacque fra il prima e il dopo della vostra relazione (che evidentemente, se deve rimanere in vita – adesso può capirlo – va curata, protetta e alimentata molto più di quanto sia finora accaduto).

Saluti cordiali.

Problema familiare o forse con un intero paese
#1 12-01-2014, 04:36 PM

salve, sono un ragazzo di 23 anni e da fine luglio ho deciso di troncare una relazione durata 5 anni con una ragazza della mia età, ora mi sono innamorato follemente di una ragazza di 28 anni e lei è innamorata follemente di me.
vivo in un paesino di solo 1500 anime e il fatto che io mi sono lasciato con questa ragazza ha fatto notizia per il paese, anche perchè la mia ex, ha lavorato 8 anni insieme a me nella pizzeria della mia famiglia così come la madre della ragazza che fa tutt’ora la pizzaiola…il problema è che tutto il paese sta sparlando malissimo della mia attuale ragazza, dicendo cose assolutamente non vere(del tipo che lei è una ragazza “semplice”, che mi rovinerà sicuramente, e cose simili) ora tutto il paese sta andando dai miei genitori a dirgli che la devo lasciare perdere e la cosa che mi fa più rabbia è che i miei genitori credono alle voci paesane e non a me, sono contrari al nostro fidanzamento e stanno facendo di tutto per rendermi la vita difficile.
Ora…la mia ragazza è triste tutti i giorni perchè è dipinta per quello che non è, è triste perchè i miei genitori non l’accettano senza nemmeno conoscerla, è triste perchè non possiamo vivere serenamente il nostro amore, e tutto questo sta influendo sul nostro rapporto, io ho una grandissima paura di perderla per colpa della mia famiglia e di questo paese di pappagalli e babbuini, campagnoli ignoranti e con una mentalità che risale al medioevo!!!
per favore vorrei solo un parere da qualcuno esperto, io non so più che fare, sto mettendo da parte più soldi possibili per poter andare a vivere fuori da qui, ma non è affatto semplice, ci vuole un pò di tempo e denaro!
spero di essere stato abbastanza chiaro nell’esprimermi, anche se tutto questo è solo il riassunto di un riassunto di tutto quello che mi è successo da 5-6 mesi a questa parte!
grazie in anticipo

Gentilissimo,
Forse sarà perché questo è il riassunto di un riassunto, ma non riesco a capire perché, agli occhi della sua famiglia e degli abitanti del suo paese, una ragazza “semplice” dovrebbe o potrebbe rovinarla… Probabilmente ormai tutti consideravano l’altra ragazza come una compagna acquisita ed in qualche modo con questa nuova relazione lei ha tradito le aspettative di tutti. Non deve dunque sorprendersi di trovare negli altri un po’ di sconcerto.

La novità di questa ragazza più grande ed oltre tutto troppo “semplice” potrebbe sembrare agli abitanti del suo paese come un colpo di testa, una decisione poco meditata e pertanto pericolosa. Probabilmente si tratta di semplici pregiudizi (per superarli basterà mostrare, con i fatti, che erano sbagliati!) ma in ogni caso lei farebbe bene a prendere comunque in considerazione questi pareri, prima di arrabbiarsi, perché non è detto che essi non contengano, in toto o in parte, qualche verità. L’amore infatti ha spesso l’effetto di dare ai diretti interessati delle sicurezze che poi, con il tempo, si mostrano scarsamente attendibili.

Dopo aver preso in seria considerazione i pareri negativi degli altri sulla sua nuova relazione, decida con calma: c’è qualcosa di vero o è tutto da buttare? Poi agisca di conseguenza. Auguri.

Voyeurismo ???
#1 11-13-2014, 01:26 PM

Buongiorno a tutti
frequento un ragazzo da circa 5 mesi ma la storia sta diventando un incubo. Inizialmente non mi sono accorta di nulla era tutto meraviglioso, divertente l’unico problema era la sua gelosia. Solo successivamente ho fatto caso ai suoi sguardi insistenti verso le altre donne, ho notato che passava ore ad osservare la sua vicina mentre prendeva il sole sul terrazzo, una volta mi ha chiesto di fare l’amore sul balcone del condominio…potete capire l’imbarazzo. Quando usciamo mi chiede di sbottonare la camicetta e contemporaneamente mi fa il decalogo degli uomini che mi guardano. Abbiamo avuto anche dei problemi durante i rapporti sessuali, lui non riusciva a mantenere l’erezione e diceva che era colpa mia perchè gli mettevo ansia. Sta di fatto che ogni volta che si esce insieme il suo sguardo è rivolto altrove.
Sono confusa e non riesco a capire, vorrei sbagliarmi ma credo che lui appaghi il suo piacere sessuale guardando le altre.

Prima di passare alla “diagnosi”, sarebbe buona prassi fare delle indagini approfondite. Può escludere, ad esempio, che il suo ragazzo trascorra molto tempo a vedere dei filmati pornografici su Internet e che, per assuefazione, abbia perso il desiderio di un rapporto per così dire “normale”? E’ probabile infatti che le fantasie erotiche siano ormai per lui diventate più eccitanti della realtà. In ogni caso, cerchi di saperne di più sulla sua vita privata, ma se non si sente in grado di sopportare il fastidio che questo comportamento le procura, rifletta bene sul fatto che il mondo è pieno di uomini che amano perdersi negli occhi della propria amata, restando del tutto indifferenti alle vicine di casa…
Auguri.

Sono un fallito ormai senza speranza!
#1 11-15-2014, 10:29 PM

Salve! Ho 41 anni… Sono arrivato fino a oggi senza concludere niente. In pratica vivo con mia madre.
La mia storia: i miei sono sardi. Sono partiti dalla Sardegna quando ero piccolo. Mio padre non è sardo, e se n’é andato quando avevo 3 anni.
Arrivai in Piemonte con questi parenti, che praticamente in Sardegna lavoravano in miniera. Mi trovai catapultato quindi in una realtà totalmente diversa.
Mia madre voleva per forza che io studiassi, gli altri parenti no. Questo fu un tira-e-molla che mi lasciò spesso nell’indecisione. Poi i parenti maschi morirono, e io mi trovai solo con tre donne, due parenti e mia madre.
Io a scuola mi sentivo diverso, mi scambiavano per egiziano o marocchino.
Sentivo che non avevo il “fisico adatto alla parte” per fare il laureato… non mi sembravo adatto per fare un dottore o un avvocato. Sembravo uno di quegli arabi della Jihad islamica… a 15 anni avevo già una barba scura, peggio di Saviano, che mi faceva sembrare più un galeotto che una persona fine. Poi avevo questo forte accento sardo, tipo Cossiga, che sulle prime non avevo notato, ma che mi faceva sentire così a disagio che smettevo di parlare per la vergogna. Poi, per fortuna, mia madre mi portò con lei, senza parenti di mezzo. Volevo laurearmi, ma mi vergognavo, perché, appunto, mi sentivo una persona rozza e stupida, mentre vedevo tutti gli altri a scuola che erano con la faccia pulita, i capelli sempre in ordine, e non “selvatici” come i miei. Così ho fatto sempre dei lavoretti da pochi soldi, che non mi hanno permesso di andarmene da casa di mia madre. Non ho mai preso la macchina. Ho conosciuto qualche ragazza, ma mi vergognavo di dire che ero ancora come un ragazzino che fa lavori occasionali. Però non riuscivo e non riesco a cercare un lavoro… perché, come detto, mi sembra che non ci sia un lavoro scritto su misura per me. Penso ormai al suicidio… Non so più che fare. Secondo lei?

Gentilissimo,
Che dire? Fra il suicidio e il doversi per forza laureare credo ci siano infinite vie di mezzo…

Il consiglio che sento di darle è quello di frequentare un corso professionale (ve ne sono anche di gratuiti) per acquisire una professionalità e poi tentare, via via, di fare dei lavori sempre più qualificati che le facciano perdere questo ormai antico senso di inadeguatezza. Penso ad esempio ad un corso per operatori socio-sanitari, un corso da saldatore, da operatore di macchine cad-cam… Veda lei.

Per il momento escludiamo il suicidio, ok? 😉

Stia bene.

COME SI RIPARTE DA ZERO DOPO UNA SEPARAZIONE
#1 11-19-2014, 12:11 PM

Buongiorno , sono una donna di 42 anni che sta affrontando una separazione ( non mi dilungo su ciò che ha portato a questa separazione ) .
ora però vorrei sapere come si riparte da zero . Io che pensavo di invecchiare con il compagno che avevo accanto mi ritrovo di colpo a dover vivere ua vita senza colui che pensavo fosse ” la mia vita” .
Mi rendo conto dell’enorme errore di mettere la propria esistenza nelle mani di un altro però ormai è troppo tardi per modificare il passato .. devo cercare di ricostruire il mio presente … ( pensare al futuro è al momento fin troppo gravoso per me ).
La mia difficoltà nasce anche dal fatto che il mio compagno mi considera ormai solo come la sua migliore amica e come tale si comporta , mettendo in atto comportamenti proprio dell’amicizia ..
Mi coinvolge in moltissime delle sue decisioni ( purtroppo lavoriamo insieme ) e ( abbiamo un figlio adolescente in “comune ” ) chiede sempre a me come comportarsi nei riguardi di nostro figlio .
A me rende molto felice questa suo attaccamento nei miei confronti il suo affetto è sincero ma dall’altra parte io sto malissimo perchè per me non è solo un amico .
ma cosa si fa in questi casi ? ho proposto di iniziare a passare le vacanze di Natale da separati ma questa cosa sembra quasi una cattiveria .. Io non posso “rinascere ” però se continuiamo a fare le stesse cose insieme per di più .
Sono molto confusa , amareggiata , disperata a volte anche arrabbiata perchè mentre io sto vivendo un dramma lui è sereno perchè finalmente può vivere la sua vita senza di me .
Ringrazio anticipatamente per l’attenzione

Gentilissima,

Paradossalmente, lui in questo momento e con questo tipo di relazione, è sicuramente più felice di quando le cose fra voi funzionavano: può infatti godere a pieno della sua libertà personale e, allo stesso tempo, avere accanto una amica di vecchia data, più che fidata, dal momento che è anche la madre di suo figlio.

Direi che se le cose ormai hanno preso questa piega e non c’è più speranza di tornare insieme, sarebbe opportuno cominciare a frequentare altre persone. Perché però cominciare proprio dalle vacanze di Natale? Finché vostro figlio avrà piacere di stare insieme a voi (e non durerà moltissimo, se è un adolescente…), il suggerimento è quello di prendersi brevi periodi di svago per dedicarsi alle frequentazioni sociali al di fuori delle ricorrenze canoniche e nei momenti in cui l’altro genitore può dedicarsi completamente al ragazzo.

Molti auguri, per tutto.

Ansia
#1 11-24-2014, 04:29 PM

Salve, sono piu’ di dieci anni che convivo con ansia e depressione. In questi anni ho usato molti farmaci e sono stato a volte bene e molte volte male. Il mio malessere era sempre dovuto ad una voglia di stare al buoi e avevo la testa intontita e mi veniva sempre voglia di dormire, ma al risveglio stavo sempre piu’ giu. A settembre mi sono deciso e sono andato da uno psichiatra. Premetto che per anni ho preso una pasticca la mattina di Levobren un pasticca di Lexil ed una la sera prima di andare a dormire sempre di Lexil ed almeno dormivo.

Lo Psichiatra ha cominciato a darmi entact togliendomi il Lexil e dandomi 10 gocce di alprazolam x 3 al giorno.
Prima settimana un inferno ho dovuto smettere l’ antidepressivo. Dopo dieci giorni mi ha prescritto lo Zarelis e sono andato dopo 4 giorni al PS con extrasistole e disturbi vari. Dopo altri dieci giorni ha provato a darmi il Dropaxin e qui altro inferno dopo due giorni avevo bruciori fori allo stomaco, nausee, nodo alla gola e la testa che andava per suo conto. Sono quindici giorni che ho tolto il dropaxin, prendo solo levobren la mattina e alprazolam 10 gocce x 3 al di. Sto vivendo uno dei momenti piu’ brutti della mia vita. Sono sposato con due bambini non so piu’ cosa fare mi alzo la mattina e sto gia male, la notte non dormo piu’ al massimo 3/4 ore. Cosa devo fare? Grazie

Gentilissimo,

Purtroppo gli psicologi non curano con i farmaci e dunque non saprei cosa suggerirle sulla terapia che mi descrive, se non di provare a cambiare psichiatra e vedere se possono esservi farmaci più nuovi, che diano minori effetti collaterali.

Allo stesso tempo, visto che non mi sembra lei l’abbia già sperimentata, le suggerirei una psicoterapia, da affiancare alle cure farmacologiche, per cercare di trovare nel suo stile di vita e nel suo ambiente qualche nuovo stimolo, che la aiuti ad essere più sereno.

Molti auguri.

Problemi di intimità
#1 12-01-2014, 05:18 PM

Ciao sono M (20 anni) e sono insieme a N (19 anni) da 1 anno e 2 mesi..siamo molto giovani e aimè abbiamo problemi di intimità..è la mia prima storia e la amo tanto e anche lei mi ama…lei ha avuto gia esperienze..purtroppo non possiamo permetterci un incontro con un psicologo per motivi economici e quindi navigando sul web ho trovato questo sito…il problema è che la mia lei non ha il desiderio di fare l’amore e questa cosa mi distrugge..all’inzio l’ho facevamo spesso 3 volte a settimana..però ho quasi sempre preso io l’iniziativa perche non vedevo molte risposte da lei ne parlai e mi disse che è fatta cosi e questo piu di tanto non mi ha allarmato…..verso i 6 mesi comincio ha vedere disinteresse in lei e cominciammo ha farlo meno fino ad arrivare a 1 volta al mese se andava bene..io ne parlai piu volte con lei…mi disse sempre che lei è fatta cosi e che cercherà di essere piu attiva ma questo non è accaduto..raggiunto 1 anno stufo di tutto questo e senza alcuna speranza gli dissi che se andava avanti cosi avrei chiuso la storia con amarezza..lei sentendosi presa mi disse che è cosi perche non ha quasi mai raggiunto l’orgasmo e che dopo averlo fatto gli infastidiva che gli chiesi se era riuscita a raggiungerlo…in quel momento mi sentii ferito,mi crollò il mondo addosso ma presi coraggio ne parlai e mi disse che aveva paura a dirmelo perche sapeva che ci sarei rimasto male (sono un ragazzo sensibile)..pensai che fosse colpa mia giusto che ho problemi di ansia da presatazione…di recente ne abbiamo riparlato e io gli ho detto che deve parlarne con me,che mi dica tutto quello che pensa invece di tenerla dentro (cosa detta piu volte nei mesi scorsi) e aimè sono usciti altri problemi…lei non riesce ha confidarsi nel senso che non riesce a dire “ho voglia, non ho voglia,vorrei fare questo ecc.” perche pensa che siano cosa da non dire,si vergogna e questo gli crea un blocco psicologico che la spinge a non fare l’amore..non riesce a capire nemmeno lei perche ha questo blocco…ho pensato che forse è che colpa del fatto che le nostre giornate sono “ripetitive” ,cioè, vado da lei ea rimaniamo a guardare la tv..senza fare altre attività..e quando mi sale il desiderio sono io che prendo l’iniziativa per farlo e non lei..forse questo la porta a avere poco desiderio…ora non so piu cosa fare veramente, io non voglio lasciarla perche ha bisogno di me e io di lei ma questa cosa mi fa cascare nel vuoto..sono depresso.. dormo poco la notte..a me serve il contatto fisico,mi fa star bene perche mi lega sempre di piu con lei…non è una cosa fisica ma di amore..help me please ! scusate per gli errori di testo ! grazie mille

Gentilissimo,

Il desiderio sessuale o nasce dalla prepotente attrazione fisica per qualcuno (e però l’attrazione fisica col tempo tende a scemare…) o nasce dalla capacità della coppia di creare dei momenti di intimità ad alto valore erotico, attraverso discorsi, comportamenti, odori, situazioni… Se pensate che il desiderio sessuale non vada un po’ aiutato e che tutto debba avvenire spontaneamente, siete in errore.

Provi allora a fare qualche complimento in più alla sua ragazza, le regali qualche cosa che la faccia sentire bella, organizzi qualche serata romantica e soprattutto si compri un libro sulla sessualità femminile, in modo da capire meglio cosa fare e cosa non fare per il piacere femminile.

Inoltre, piuttosto che fare domande imbarazzanti alla sua ragazza, sarebbe meglio che lei parlasse di se stesso, condividendo con lei le emozioni che prova mentre fate l’amore, dicendo ciò che le piace di più e ciò che le piace di meno, ecc. Piano piano anche la sua ragazza la seguirà su questi discorsi e non ci sarà più bisogno di farle domande dirette.

Se tutto questo non bastasse, la soluzione è la terapia di coppia.

Saluti.

Problema Psichiatrico?
#1 11-30-2014, 12:05 PM

Salve, vorrei esporre il mio problema qui.
Ho 19 anni e sono una ragazza bisessuale.
Tutto é iniziato quando avevo 12 anni ,periodo natalizio, io e la mia famiglia eravamo in giro per i centri commerciali…Tutto ad un tratto vedo apuntare una ragazza bellissima di cui mi sono infatuata a prima vista, insomma non l’ho più rivista, dopo quell’episodio non faccio altro che andare a cercare sempre quel viso,come un’ossessione, ogni volta che vado in un centro commerciale spero di incontrarla, la mia vita si gira solo su questo, sto diventando pazza.Aiutatemi.

Non saprei cosa dirle, se non che so troppo poco di lei per poterle dare una risposta convinta. Il consiglio è quello di parlarne di persona con uno psicologo che possa capire meglio la situazione.

Saluti e auguri.

Suoceri in casa prima e dopo il parto
#1 01-04-2015, 09:14 PM

Buonasera,
Sono una ragazza di 23 al nono mese di gravidanza. La data prevista per il parto è il 24 gennaio. Io e il mio compagno abitiamo a Padova in un piccolo appartamento con un bagno, cucina, sala e camera nostra più una piccola cameretta per la bambina in arrivo. Dal giorno 21 dicembre stiamo ospitando in casa i genitori del mio compagno, che sono arrivati dalla Puglia. Piccolo particolare, noi eravamo convinti di doverli ospitare fino all’epifania; solo dopo 3 giorni qui ci informano che sono venuti per restare fino a un paio di settimane dopo la nascita della bambina, quindi per circa 2 mesi. La cosa mi ha ovviamente spiazzata, premetto che io avevo un buon rapporto con loro. Ma, se all’inizio non ci ho dato più di tanto peso, ora la cosa mi sta deprimendo moltissimo. Mi rendo conto di non avere un minimo di privacy in tutta la giornata, anche perché loro sono due persone molto sedentarie che non escono mai di casa. Ora che sono all’ultimo mese della mia gravidanza sento un gran bisogno di vivere in tranquillità questi ultimi momenti che mi colgono tra l’agitata e l’azione di conoscere mia figlia. Invece mi trovo a non riuscire più a stare tranquilla sul divano a vedermi la tv o girare per casa in libertà. Inoltre dal giorno 7 il mio compagno tornerà a lavoro, un lavoro che gli occupa circa 14 ore al giorno, quindi io dovrò stare in casa con i suoceri per tutto il giorno e la cosa mi mette mtl a disagio.. Un’altro pensiero che mi rattrista è il fatto di tornare a casa dall’ospedale con la mia piccola e avere già la casa invasa da altre persone, io vorrei tornare a casa e vivere almeno i primi 10 giorni in intimità con mia figlia e il mio compagno. Dopo che questi pensieri mi hanno fatto deprimere moltissimo ho deciso di parlarne e dire apertamente ciò che penso.. Proponendo anche una soluzione:
Far tornare i suoceri in Puglia dopo l’epifania e regalargli un biglietto aereo per fine febbraio così da poter stare qui quando la piccola avrà qualche settimana e godersela un po. Loro in tutta risposta mi hanno additato come la stronza della situazione e hanno detto che “o ce li teniamo qui per tutto il periodo o se me vanno e non tornano più dopo la nascita”. Io mi sono molto stancata di questa situazione, il mio compagno non si esprime perché non vuole deludere me o i genitori, ma così non posso più andare avanti. È così sbagliato chiedere di avere i propri spazi quando si sta per diventare madre?

La ringrazio per l’aiuto

E’ possibile che i suoi suoceri considerino la loro presenza a casa vostra come un dovere familiare, per esservi utili e comportarsi da bravi nonni, prima e dopo il parto. Probabilmente nella loro esperienza e nella loro cultura le cose debbono andare così (forse non si rendono conto delle differenti esigenze dei nostri tempi).

In ogni caso va detto che, se non avete altre persone vicine, questa presenza in casa potrebbe alla fine rivelarsi molto utile, dal momento che un neonato procura spesso agitazione e problemi in chi non è molto esperto ed i primi momenti di convivenza con un figlio sono in genere tutt’altro che sereni per la coppia. In questi momenti di agitazione, avere qualcuno che ha esperienza può essere anche molto rassicurante.

Credo inoltre che dovrebbe essere il suo compagno a “gestire” al meglio i suoi genitori (e non lei), magari chiedendo loro di abbreviare il periodo di permanenza (specie se questo non sarà considerato utile) oppure spedendoli spesso “in missione” fuori casa, per ritrovare un po’ di intimità: una volta si chiede loro di andare a fare la spesa, una volta li si manda a pagare una bolletta, un’altra volta a comprare qualcosa che manca per la cameretta, ecc. con la scusa che lei non si sente bene ed ha bisogno di riposare. Del resto, non sono lì per aiutarvi? Fatevi aiutare!

Cerchi insomma di sopportare finché può: se capisce che proprio non ce la fa, chieda al suo compagno di parlarne con i suoi. Troppo comodo non intervenire e mandare avanti lei.

Tanti auguri!

Crisi matrimoniale e tradimenti
#1 01-20-2015, 03:43 PM

Sposata da 23 anni, mio marito (51 enne) negli ultimi due anni ha cominiciato a soffrire di depressione (per la quale è in cura con enormi progressi) ed in coincidenza ha iniziato ad avere relazioni extra coniugali (che lui non deifnisce tali e dice che sono io esagerata). Le prime due fisiche di una volta soltanto con una sconosciuta ed una collega poi, la terza durata circa 3 mesi, fino alla mia scoperta. Una relazione quest’ultima, di forte attrazione (non consumata a suo dire), condivisione e scambio di messaggini amorosi ( con me non ha mai dispensato attenzioni e frasi d’amore). La relazione si è interrotta alla mia scoperta e lui mi ha confessato di aver provato una forte infatuazione per questa donna che gli dava quello che da me sentiva di non avere: comprensione, stima, affetto etc etc. Con me il rapporto si è irrimediabilmente incrinato ed io non riesco più a fidarmi di lui anche perchè si mostra distaccato nei miei confronti e non prova alcuna attrazione ne attenzione (sono una donna molto piacevole). In questo periodo mi sono prodigata per recuperare il rapporto cercando di modificare gli aspetti della mia personalità che a suo dire lo avevano indotto al tradimento: ho provato ad essere piu allegra, propositiva, affettuosa, sexy, organizzazndo anche vacanze e fine sttimana romantici,condividendo le sue attività, ma s nulla è valso, lui nei miei confronti non ha più alcuna attrazione ed a questo punto ritengo neanche alcun sentimento di amore. E’ completamente assente dalla vita familiare cercando qualsiasi scusa per stare più tempo possibile fuori casa. Abbiamo due figli adolescenti che vivono fuori per motivi di studio ed anche loro hanno notato distacco da parte del padre. Ora credo che in parte questo sia dovuto (almeno per quanto riguarda figli) al suo stato depressivo e bipolare ma per quanto riguarda me sono sonvinta che sia finito l’amore. Gli ho proprosto di farci aiutare da un consulente di coppia, ma lui ritiene che tutto si risolva se io mi impegno di più nel recupero (lui non fa il minimo sforzo) e che poi, a suo dire, è normale che alla nostra età dopo 23 anni insieme si verifchi questa situazione e che “……tutti i suoi colleghi hanno l’amante ma poi tornano dalle mogli”. Alla mia proposta di separarci mi ha risposto che io sono indispensabile per lui per le piccole e grandi cose quotidiane che senza di me non saprebbe affrontare ma per lui possiamo continuare a vivere cosi e poi se capita ognuno può farsi la propria vita sessuale e sentimentale (questo lo deduco io dal suo atteggiamento),ho provato anche a dirgli che anche io ho l’esigenza di sentirmi desiderata e amata e lui mi ha dato l’impressione che se anche avessi un altro non la riterrebbe una cosa grave! continua a ferirmi confrontandomi con le altre donne che conosce sono diverse da me (in senso positivo) che gli danno attenzioni, etc.etc. e che io non apprezzo cosa fa

Gentilissima,

Dal punto di vista etico sarebbe veramente difficile darle un consiglio, ma per fortuna non è quello il mio mestiere…

Vedendo infatti la cosa dal punto di vista psicologico e relazionale, quello che c’è da notare è che il vostro patto di coppia è andato in frantumi: lui se ne è costruito un altro per conto suo, che lei non ritiene valido e che però, de facto, accetta.

Ora dunque, se le nuove regole stabilite da suo marito le possono andare bene, non ha altro da fare che metterle in pratica, magari correggendo e rivedendo insieme a lui quello che si può in qualche modo migliorare per vivere comunque felicemente insieme (eventualmente facendovi aiutare, almeno nei primi tempi, da un terapeuta della coppia).

In alternativa può proporre lei, a sua volta, un nuovo patto di coppia, per tentare di trovare un nuovo equilibrio.

Se anche questo non fosse possibile non resta che scrivere la parola fine al vostro amore, il che non significa necessariamente la fine della vostra amicizia e della vostra solidarietà. Non è facile, ma anche questo si può.

Cari saluti e auguri.

Evoluzione di un rapporto
#1 01-24-2015, 02:12 AM

Buonasera, ho 25 anni e sto col mio ragazzo da 5 anni e mezzo. Ci siamo conosciuti in università (un corso molto pesante). Dopo messi insieme, abbiamo cominciato ad incontrarci a casa di uno o dell’altro e con la scusa di studiare, e naturalmente facevamo ben altro. Gradualmente però lo studio è diventato la nostra attività preponderante. Spessissimo soprattutto sotto esame mettevamo da parte l’intimità. Eravamo stressati ma entrambi determinatissimi a laurearci al meglio, quindi andava bene così. Dopo laureati c’è stato un cambiamento repentino e drastico: è venuto a mancare ciò che ci aveva accomunati per ben quattro anni, tutti i giorni.
Abbiamo passato un bruttissimo periodo (circa tre mesi) in cui quando ci vedevamo non avevamo nulla da dirci/da fare e la cosa si percepiva chiaramente.
Poi davanti alla confessione di lui in lacrime “non so più se voglio andare a vivere con te” (abbiamo sempre fatto progetti di avere una famiglia insieme) ho deciso di cambiare. Non so se sono cambiata, ho solo dimostrato più interesse per alcune delle sue attività (che lui nel frattempo aveva ripreso) inizialmente forzandomi poi gustandomele davvero, anche se sempre per emulazione di lui, ed ho cercato di dare più qualità al tempo. In circa due mesi ci siamo riavvicinati. Certo non è più come prima, quando credevo che nulla avrebbe potuto scalfirci.
Oltre a tutto ciò non riesco a trovare una strada in ambito lavorativo ed ho perso la passione (a questo punto non so nemmeno se l’abbia mai avuta davvero) per quello che dovrei fare. Il mio settore è estremamente saturo e chi ottiene un lavoro deve fare orari davvero proibitivi con stipendio da operaio, se non riesce a diventare un’eccellenza del campo.
Anche il mio ragazzo fa fatica a inserirsi nel lavoro ma ha un obbiettivo preciso e sta lavorando assiduamente per raggiungerlo.
A fine dicembre sono entrata in “depressione” per circa due settimane: piangevo continuamente e non mangiavo.
Sto cercando di uscirne con la ragione e con l’affetto di quelli che mi vogliono bene ma sono più i momenti di sconforto che di speranza.
Ovviamente il mio ragazzo vede tutto ciò.
Mi ha conosciuta come determinata e forte, ora credo stia rivalutando la sua opinione di me.
Io stessa non so più chi sono e vorrei un consiglio, come posso uscire da questa situazione? Sono preoccupata sia per il rapporto (anche perché a breve comincerà un periodo in cui per lavoro saremo lontani almeno per tutta la settimana) sia per me stessa.
In particolare noto che non sono in grado di provare interesse alcuno per attività, hobby…. non riesco in fondo ad appassionarmi a qualcosa, se dovessi descrivermi non andrei oltre il “nome, cognome, mi sono laureata in”.
Credo di essere cambiata a causa di tutti questi anni di “clausura”, riflettendo è in quegli anni che ho sopito tutte le mie altre attività (non che ne abbia avute mai moltissime, ma ora sono a zero).
Voglio cambiare VERAMENTE. Come posso fare?

Gentilissima,

Lei mi pone tre problemi: uno è quello della crisi relazionale, uno è quello della depressione, uno è quello del lavoro.

Non credo di essere un’indovina se le dico che, anche a sapere così poco di voi, questi problemi mi appaiono tutti e tre legati insieme (e probabilmente si risolveranno tutti e tre insieme).

Il suggerimento che sento di darle è quello di impegnare tutte le sue energie nella ricerca del lavoro, senza scoraggiarsi mai.

E’ chiaro infatti che se prima lei e il suo ragazzo passavate la giornata a studiare e a condividere gioie e dolori dell’università, ora questo non c’è più e al suo posto non ci sono le novità introdotte dalla vita lavorativa, dai progetti di vita insieme, dal Leisure and Pleasure, come direbbero gli inglesi…

Senza lavoro non ci sono svaghi, non ci sono divertimenti, perché non ci sono soldi e ci sono solo tante preoccupazioni. Senza il lavoro non ci si sente ingegneri, medici, avvocati, ma semplicemente “laureati in”.

Ecco perché lei deve cominciare tutto da qui: mission impossible? Quasi. Ci vuole fortuna, ok, ma ci vogliono anche determinazione, costanza, motivazione, energia.

Si concentri su questo unico problema e, per il momento, lasci gli altri sullo sfondo. Vedrà che, risolvendo questo passaggio, passerà la malinconia e si sistemerà anche il suo rapporto di coppia (in un modo o nell’altro, ma questa è la vita!)

In bocca al lupo 😉

Potrei far del male a qualcuno.
#1 01-24-2015, 02:12 PM

Sono una persona priva d’empatia, priva di emozioni forti, egoista, intelligente e narcisista. Da qualche mese, l’apatia e il narcisismo sono ”peggiorati”. I miei pensieri per l’80% del tempo sono fantasie cruente e sanguinolente, e per il restante 20% sono pensieri narcisistici estremi, in cui penso che le persone dovrebbero venerarmi più del loro Dio perché il loro Dio uccide tante persone e anch’io potrei farlo ma non lo faccio, per adesso. Questo cambiamento lo hanno notato anche i miei amici e cominciano a spaventarsi di me.
Sin dalle medie sono sempre stata affascinata dai film horror pieni di torture come ”Saw” e ”Hostel”. Gli psicopatici mi hanno sempre affascinato, ma da qualche tempo la mia ossessione sono i veri serial killer. Non mi piacciono perché li trovo interessanti ma perché riesco ad identificare le mie emozioni e i miei pensieri, più con loro che con le persone normali, che trovo estremamente noiose.
Sono già andata da uno psicologo per altri problemi, ma quando rispondevo alle sue domande pensavo ”perché sto dicendo così? Io non penso queste cose, perché sto reagendo così?” e quindi ho smesso di andarci.
Ora da lei non vorrei una risposta del tipo ”non ho abbastanza informazioni per risponderti”, vorrei una semplice risposta che mi aiuti ad uscire da questo periodo soffocante.

Gentilissima,

Se il suo narcisismo ce lo permette, il tipo di risposta che le darò la sceglierei io…

Iniziando dunque dalla premessa che non so abbastanza di lei per poterle dire se c’è un problema o no, mi permetto di darle un suggerimento: siccome lei è attratta dagli psicopatici, dai serial killer ecc. ecc. ma se scrive a me non è evidentemente molto felice, provi per tre mesi ad evitare ogni lettura, film, informazione che riguarda questo mondo dark e magari provi a fare un po’ di volontariato, rendendosi utile agli altri.

Se sarà più felice, le avrò dato il consiglio giusto; se sentirà di avere una vita noiosa e sciocca, potrà tornare alle sue antiche passioni, avendoci almeno provato nel cercare di dare un senso alla sua vita.

Felicità 😉

Dr. Giuliana Proietti

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