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Dentro e Fuori di te

Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico 2001-2011  
Pagina n. 5

MORDICCHIARSI LE LABBRA

Parlando di segnali del corpo nella seduzione, ho letto che per alcune versioni il fatto di “mordicchiarsi le labbra” e un segnale di rifiuto verso chi lo riceve, mentre per altre versioni sembrerebbe un segnale positivo atto a invitare il soggetto ad approfondire l’argomento. Lei cosa ne pensa?
Grazie in anticipo e buon futuro.
Lus.

Cara Lus,
Grazie per gli inconsueti auguri per un buon futuro, che ricambio di cuore, aggiungendovi anche il presente (che non è da meno…)
Quanto al linguaggio del corpo, direi che è impossibile dire con certezza se un determinato gesto significa questo o quello, perché, come lei sa o immagina, la cultura influenza notevolmente la gestualità umana. Dunque, può essere accaduto che un ricercatore abbia osservato questo gesto in persone che provavano un senso di rifiuto ed un altro l’avrà osservato in una situazione completamente opposta. Molto poi può dipendere dalla qualità del gesto che, sebbene riguardi il mordicchiarsi le labbra, può essere compiuto più o meno velocemente, più o meno profondamente, accompagnato da questa o quella espressione ecc. E questo potrebbe fare la differenza.
Credo che entrambe le spiegazioni siano giuste.
A questo proposito mi consenta di citarle questa storiella che ho letto, appunto, in un libro sul linguaggio del corpo. Ad una conferenza, mi sembra in Bulgaria, cui partecipava anche una delegazione americana, si decise di votare facendo un cenno del capo… Solo che quello che per gli americani (e per noi) è un si, per i bulgari era un no – e viceversa-!
Sembra che ci furono molte incomprensioni.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

ME NE HA DETTE…

da circa 2 mesi la mia ragazza, molto più grande di me (29 anni) mi ha lasciato lasciato “tirandomi fuori dalla grazia di dio”, ovvero, ha voluto intraprendere dei discorsi per provocarmi.
come mai questa cosa? io gli sono sempre stato vicino, cercando di non farle mai mancare niente, abbiamo fatto viaggi, siamo stati bene e così, tornati dalle vacanze, di punto in bianco, mi ha lasciato dicendomi che sono un alcolizzato ed un violento.
non capisco queste sue parole, ma soprattutto il comportamento che ha avuto nei miei confronti.
non capisco perché mi abbia illuso, sapendo poi, di farmi star male come un cane.
ho provato a farne di tutti i colori per dimenticarmi di lei, ma non c’e’ niente da fare, l’ho chiamata qualche volta e lei, me ne ha dette dietro di tutti i colori. ( mah)
dottoressa, te che sei più grande di me,mi potresti spiegare il perché da un momento all’altro lei ha avuto questa reazione?
Andrea

Ciao Andrea,
A volte le vacanze insieme aiutano a capire quale genere di vita si potrebbe avere se si restasse insieme con una persona. Credo che la tua ragazza abbia voluto fare in questo periodo una sorta di ‘prova’ e che questa, purtroppo, abbia avuto un esito negativo.
Se ti ha detto che sei un alcoolizzato e un violento deve essere accaduto qualcosa che l’abbia portata a credere questo, ti pare? Evidentemente, qualsiasi cosa sia successa, per te non è poi così grave, mentre vista dal suo punto di vista lo è.
Del resto lei ha qualche anno più di te e dunque è normale che guardi alla vita con un occhio più attento, più critico, specialmente nell’approssimarsi dei trenta anni, che per una donna sono in genere un momento in cui comincia a pensare più seriamente che in passato ad una eventuale famiglia, ai figli… Forse le sei sembrato un po’ immaturo, tutto qui. Ma del resto, se hai solo 21 anni, cosa ci puoi fare? Cerca di goderteli con una ragazza più adatta a te.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

GIOVANI E STUPIDI?

Gent. Dott.ssa Proietti,
sono un ragazzo di Arezzo che le scrive nella speranza di poter ricevere da lei una risposta riguardo la pratica del Coito Interrotto. Insieme alla mia ragazza, con la quale sto insieme da poco più di un mese , ho fatto l’ amore due volte senza aver usato il preservativo nelle ultime due settimane.
L’eiaculazione è avvenuta solo all’esterno di lei e i rapporti sono avvenuti nel giro di due giorni l’ uno dall’ altro. L’unica possibilità di fecondazione potrebbe ricollegarsi alle gocce di sperma che normalmente escono durante la fase di eccitazione o durante il rapporto sessuale. Dal momento che sono in attesa trepidante che la mia ragazza abbia le mestruazioni (e a quanto pare, i sintomi ci sono tutti: la mia ragazza dice di avere la pancia un po’ gonfia, il seno un pò ingrossato e un forte dolore alla schiena, cosa normale a quanto dice lei), mi chiedo se con tali sintomi posso pensare ancora ad una gravidanza indesiderata oppure se posso effettivamente stare tranquillo.
Al momento, come avrà potuto capire dal tono di questa email, sono piuttosto nervoso e mi auguro con tutto il cuore di ricevere da lei una risposta il prima possibile. In realtà io e lei, abbiamo fatto l’amore per la prima volta il mese scorso sempre senza aver usato alcuna precauzione, ma da allora, il suo ciclo è stato regolare. Quando, invece, ci siamo rivisti, il suo ciclo era già in ritardo di un giorno. Adesso siamo entrambi in paranoia nonostante le buone possibilità di un ciclo nel giro di pochi gg. Spero che non mi stia maledicendo per questo comportamento “azzardato”, ma come si suol dire “siamo stati giovani e stupidi”.
Aspetto una sua risposta e mi scuso per il disturbo arrecatogli con questo messaggio.
Cordiali saluti
Luca

Caro Luca,
Mi consenta di cominciare a risponderle partendo dalla frase del ‘giovani e stupidi’, che non riesco a capire. Ancor meno capisco ciò che precede, ovvero che io potrei addirittura ‘maledirla’ per questo comportamento ‘azzardato’… Mi scusi, ma perché attribuisce a me ciò che evidentemente LEI pensa di sé stesso?
Lei sta affrontando una dissonanza cognitiva : da una parte è informato molto bene sulla dinamica della riproduzione umana e quindi è consapevole dei rischi cui si espone, dall’altra vuole concedersi degli ‘azzardi’, perché siccome è giovane, può anche permettersi di essere stupido. Per poter dare spazio alla seconda istanza, che le piace di più, ha dunque deciso di ‘proiettare sulla Proietti’ ciò che invece appartiene a Luca di Arezzo. E’ così?
Ma si rende conto lei di cosa questi ‘azzardi’ potrebbero causarle e di quanto presto dovrebbe poi uscire da questo stato di incosciente spensieratezza?
In ogni caso, avvertire la sintomatologia premestruale non significa non essere incinte: infatti i sintomi della gravidanza vengono dopo i sintomi delle mestruazioni, altrimenti tutte le donne capirebbero, già prima dell’arrivo del ciclo, se sono incinte o no, le pare?
Ad ogni buon conto oggi esistono dei test di gravidanza efficaci già tre giorni prima della data prevista delle mestruazioni, che costano intorno ai dieci euro: perché tormentarsi così? E quanto agli azzardi, ci pensi…
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

KAPIRE KOSA VUOLE

Cara dottoressa, sono una ragazza di 23 anni e vorrei ke mi aiutasse a kapire…
Il punto é questo: Ho conosciuto un ragazzo, non della mia città, che all’ inizio della nostra conoscenza ha iniziato un vero e proprio corteggiamento. frasi affettuose, assidue telefonate, e pur conoscendolo da pochissimo mi ha offerto la possibilità di andare a trovarlo per una settimana…Il problema é questo, lui a parer mio nn sa ke kosa vuole.!!
una volta rientrati io gli ho manifestato ciò che provavo, ma queste mie “confessioni” nn hanno sortito alcun effetto..a quel punto io l ho knsiderato sempre meno, e kapitava ke quando c sentivamo lui o faceva il geloso oppure si lamentava del fatto ke nn lo pensavo più, ke mi kmportavo male nei suoi confronti..
Eppure lui sa ke io, dopo numerose delusioni, nn ho piu voglia di soffrire, anke perké quando nn vedo nessuna certezza dall’ altra parte inizio ad allontanarmi…
Nn ne ho idea, lui é uscito da una storia e ci ha sofferto molto(erano lontani)..però anke questo nn giustifika il fatto ke dopo pokissimo tempo mi abbia “offerto”una vista nella sua terra (lei avrà kapito kosa intendo dire, ma se glielo spiego a parole mie diverrei molto volgare!), e nemmeno il fatto di giocare kn i sentimenti degli altri… questa sorta di TIRA E MOLLA mi fa impazzire!!
La ringrazio anticipatamente Paola

Cara Paola,
Avrei preferito che lei si fosse spiegata con parole sue, volgari o no, perché sinceramente non credo di aver ben capito cosa lei mi stia chiedendo.
Riformulando la sua lettera in un linguaggio tradizionale quanto vuole, ma forse più comprensibile, questo ragazzo, di un’altra città, le ha chiesto di andare a trovarlo per una settimana. Lei evidentemente c’è andata e quando vi siete rivisti lei gli ha, mi sembra di capire, esternato i sentimenti di affetto o amore che provava per lui. Lui invece è rimasto un po’ freddino ed allora lei si è sentita ferita, al punto che ha cercato di non considerarlo più. Lui a questo punto si è ingelosito e le ha detto che si stava comportando male nei suoi confronti. Ma insomma, cosa vuole questo tizio, dice lei? Prima mi corteggia, mi invita e poi quando gli faccio capire che mi interessa lui si ritrae; allora faccio un passo indietro pure io e lui torna alla carica… Che è questo tira e molla?Questo tira e molla si chiama ‘schermaglia amorosa’ e fa parte dei rituali della seduzione e del corteggiamento, in noi esseri umani, come negli animali.
Capisco che possa non piacerle, ma fa parte del gioco della vita.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona

SCELTE DOLOROSE

Gentile dottoressa,
Mi chiamo B., ho trent’anni. Convivevo con un ragazzo, A.. da due anni e mezzo e la relazione non andava per niente bene così a inizio di quest’anno dopo averne discusso ampiamente con lui, ho deciso di prendermi una “pausa di riflessione” e sono ritornata a vivere con mia madre e mio fratello.Subito dopo questa mia scelta ho rivisto un amico, D., con il quale, dodici anni prima avevo intrattenuto un’innocente flirt durato 10 mesi, e abbiamo iniziato una storia “non ufficiale” basata su emozioni molto intense sia dal lato sessuale che dal lato sentimentale.Per poter vivere più intensamente questa storia, sono andava a vivere da sola dal mese di aprile 2002; lui invece conviveva già con 4 amici in una grande casa. E’ un ragazzo un po’ particolare, di professione educatore, si occupa di adolescenti “problematici” e nonostante questo, dimostra di essere una persona molto timida, introversa e un po’ sfiduciata per quanto riguarda le proprie capacità. Durante il mese di giugno 2002 ho deciso di lasciare A. definitivamente per poter vivere liberamente la mia storia con D. Credendo di renderlo ancor più felice, gli comunicai questa mia decisione e contrariamente a ciò che mi aspettavo, da quella volta le cose sono andate molto male fino al terribile 27 ottobre scorso, data in cui mi ha lasciata.
Il motivo principale è il seguente: Nonostante la nostra età, non è scattato in lui il desiderio di elaborare dei progetti futuri insieme a me e questo fatto lo ha mandato talmente in crisi da credere che io non sia la persona giusta per lui. Quando ormai sentivo che la situazione era irremovibile, gli ho detto che mi stava bene e che gli avrei voluto bene lo stesso e per sempre: al che lui si è messo a piangere sommessamente, disperatamente. A quel punto gli ho chiesto se potevamo passare l’ultima notte insieme e mi è sembrato di capire che se non glielo avessi chiesto io, me lo avrebbe comunque chiesto lui. Fatto sta che abbiamo fatto l’amore piangendo ed il giorno dopo piangevamo ancora ed eravamo entrambi molto tristi.Io sto molto male e non voglio credere che dovrò passare la mia esistenza senza di lui, preferisco morire…davvero. Lo penso in continuazione e sto così male da provare dolore anche a livello fisico (senso di vomito, di svenimento, rifiuto il cibo, ecc…) tra l’altro sensazione mai provate finora!!!Le scrivo perché vorrei che lei mi aiutasse a capire lui, a capire il probabile meccanismo che è scattato nella sua mente e che l’ha indotto a lasciarmi…Grazie di cuore.
B.

Cara B.,
Purtroppo non ho sufficienti elementi per esprimerle un parere al riguardo di cosa possa essere scattato nel cervello del suo ragazzo per prendere una decisione tanto estrema e dolorosa.
Da quello che mi racconta posso supporre tuttavia che, fino a che l’altro, A., era all’orizzonte, lui si sentiva piuttosto tranquillo e viveva questa storia con la logica del ‘carpe diem’. Al momento che lei ha compiuto delle scelte così decise e così significative (lasciare A., andare a vivere da sola) lui ha capito che la storia con lei stava per mettersi su un binario che vi avrebbe portati a vivere insieme. Questo per lui significa lasciare i suoi tre amici, la vita che si è costruito finora e forse non è pronto per pensare a qualcosa di diverso. Per non perderlo le consiglierei di fargli vivere la vostra storia con maggiore senso di leggerezza e gli darei del tempo per poter maturare e riflettere.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti

MA I BAMBINI NO…

Mi chiamo Mauro ho 40 anni e da sei sono fidanzato con una ragazza di 29 anni. Stiamo bene insieme ci amiamo, abbiamo un’ottima intesa sessuale, e condividiamo molti gusti ed interessi. Vivo solo da più di un anno e da un po’ abbiamo deciso di sposarci. Tutto bene fino a quando un giorno abbiamo fatto un discorso riguardante i bambini.
Premetto che negli anni passati le ho sempre fatto presente la mia poca propensione riguardo alla prole. Ho sempre pensato a lei come la mia compagna e non come eventuale madre dei miei figli. Ho sempre pensato, e glielo ho
sempre detto, di costruire con lei un solido rapporto di coppia, basato sull’amore, rispetto e fiducia. Non ho mai pensato a metter su famiglia e glielo ho fatto presente. Volevo e voglio vivere una vita diversa, lontana dagli obblighi del genitore. Ora alla sua domanda circa un’eventuale richiesta futura di maternità mi sono crollate le braccia. Io non ho mai desiderato un figlio nè lo desidero e quasi certamente non lo desidererò mai. Non ho la propensione nè la voglia di fare il genitore Sicuramente sarei un padre responsabile e premuroso mi sono analizzato, ma non ne ho proprio la minima intenzione. Preferisco impostare la vita su un rapporto di coppia solido, ma di coppia. E ora non so cosa fare. Mi preoccupo per lei, ho paura di precluderle qualcosa di importante. Ma nello stesso tempo dentro di me l’ho biasimata perché poteva farmi presente prima una cosa del genere dopo che io per anni le avevo precisato i miei punti di vista al riguardo. Le ho persino detto che alla fine se per lei questo figlio fosse così “vitale” l’avrei accontentata pur non desiderandolo. A lei non ho detto nulla, ma mi sento a un bivio. Io la amo, e non potrei pensare di avere una storia con un’altra donna che non sia lei. Premetto che prima di lei ho avuto innumerevoli storie d’amore e flirt, ma solo con lei mi sono trovato a mio agio. Purtroppo è da un po’ di giorni che penso a questa cosa, al fatto che l’eventuale nascita di un figlio potrebbe rompere quell’equilibrio di coppia che si è creato. In questo momento sono confuso da un lato, ma ho le mie certezze da un altro. Io voglio lei, solo lei e basta con tutto l’amore che posso darle. Non l’ho mai tradita e mai la tradirò. Ho rinunciato a donne bellissime per lei perché la amo e le voglio bene. Ma il pensiero di avere un figlio che possa modificarmi la vita mi mette a disagio. Io non ho vuoti da riempire.La mia vita ringraziando Dio, va bene così. Vivo altre emozioni giornalmente e sono felice così. Comprendo chi dedica la vita ai figli ma a me non interessa. Posso far del bene in altre maniere magari adottando un bambino a distanza o aiutando chi ha bisogno. Le chiedo un consiglio, un parere. Grazie
Mauro

Caro Mauro,
Leggendo la sua lettera una frase mi è rimasta particolarmente in mente: ‘la amo’. Lei ama così tanto questa persona, non l’ha mai tradita né mai lo farà, con lei ha un rapporto stupendo ecc.ecc… Mi scusi la franchezza, ma io penso che lei non la ami poi così tanto se non vuole darle quello che ogni donna è naturale che desideri ad un certo punto della vita, per sentirsi veramente tale. Forse chi lei ama più di tutti è sé stesso. Questo è il parere, quanto al consiglio, caro Mauro, credo che mettere al mondo un figlio non significhi fare del bene a qualcuno (se non a sé stessi) e dunque se non se la sente, NON LO FACCIA.
Cordiali saluti
Dott.ssa Giuliana Proietti

BAMBINI AUTISTICI

Sto prestando servizio civile presso una scuola elementare in cui per qualche ora al giorno devo assistere dei bambini autistici. Il primo credo sia affetto da una forma lieve,riesce a parlare,leggere e scrivere,anche se ha difficoltà a concentrarsi per troppo tempo e lega poco o niente con gli altri
bambini(ha circa 6 anni ed è in prima elementare) Il secondo penso che abbia una forma più pesante,non parla(ripete solo di rado qualche parola),lega poco con gli altri bambini,mantiene l’attenzione per periodi brevi e comunica Solo attraverso un computerino portatile(nel senso che gli si scrive sul computerino e lui risponde su quello) ed è abbastanza ingovernabile.Ha circa 8 anni ed è in terza. Entrambi i bambini vengono seguiti per circa 4 ore al giorno da un insegnante di sostegno. La mia domanda è:nel periodo in cui mi vengono affidati cosa è bene che faccia fare loro? Cosa posso fare per aiutarli invece di limitare la mia supervisione ad un semplice “turno di guardia”?
Grazie in anticipo per la risposta!
Anonimo

Gentile Anonimo,
la stessa sensibilità che l’ha portata a scegliere il servizio civile sarà utile anche per scegliere i migliori comportamenti con questi due bambini.
In linea di massima credo comunque che il miglior aiuto glielo potrà dare cercando di stimolarli alla comunicazione usando quei canali che tuttora consentono uno scambio con loro, cercando allo stesso tempo di utilizzare anche forme di dialogo verbale che, anche se meno efficaci sul piano dello scambio immediato, possono però aiutare a mantenere attiva questa forma di relazione.
Comunque, le suggerisco di parlarne anche con l’insegnante di sostegno che, conoscendo meglio la situazione specifica, saprà darle i migliori suggerimenti.
Saluti
Dott.ssa Proietti, Ancona

STO INSIEME AD UNO + PICCOLO

ciao.. sono una ragazza di quasi 20 anni che da circa 7 mesi sto insieme a un ragazzo più piccolo..
Tutto andava bene, la nostra storia era perfetta:c’era sentimento, tanta passione,comprensione insomma tutto filava liscio quando a un certo punto lui dice che non è più sicuro ad andare avanti a fare una storia seria, non perché non mi ami più o sia cambiato qualcosa, ma semplicemente si è accorto che forse per l’età che ha preferisce non bruciare le tappe, vorrebbe fare cose che stando con me non può perché comunque si sente vincolato!
vuole essere più libero però io questa sua libertà non la capisco anche perché non gli ho mai impedito di uscire con gli amici o di mettermi al primo posto rispetto a loro..
non sa che decisione prendere: se lasciarmi o continuare questa storia.. è una decisione molto difficile perché entrambi siamo legati da un sentimento profondo!
io penso che se è amore vero l’età non conti nulla..
ho provato a parlargli, a farlo ragionare, ho fatto tutto quello che potevo fare però mi sa che non è servito a nulla.
lui è ancora confuso e io sono veramente disperata perché lui per me è un ragazzo speciale, la mia dolce “metà” e non riesco a darmi pace che possa finire così in questo modo!!
per favore mi aiuti a colmare quel vuoto che è dentro di me e mi dia dei consigli per farlo tornare da me, per fargli capire che sta sbagliando e che sta attraversando solo un momento di crisi!
Manuela

Cara Manuela,
Non mi dici quanti anni ha lui: 19, 16, 15? In ogni caso, non me la sento di darti dei consigli per farlo tornare da te. Se lui non è convinto, non lo forzare. Non sarebbe più comunque la stessa cosa di prima.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

FELICEMENTE FIDANZATA

Salve sono S. una ragazza di 16, le scrivo per la prima volta.Ho letto il nome del sito su un giornale e ho deciso che forse mi sarebbe tornato utile e così comincio a scrivere.
Sono felicemente fidanzata con R. da qualche mese ma, come ogni coppia, abbiamo i nostri problemi. Cominciamo dall’inizio….ogni estate vado in vacanza in un piccolo paesino, molto lontano da dove vivo, nel quale vive il mio ragazzo. Questa estate è stata la più bella che io abbia mai passato; ho conosciuto un ragazzo fantastico che è diventato il mio migliore amico (si chiama M. ed è il ragazzo più sensibile e simpatico che al mondo esista). L’ho conosciuto casualmente perché era interessato ad una mia amica B. che non ricambiava i suoi sentimenti. Lui era gentile e lei l’offendeva, così lui si dedicava al bere. Io cominciai a parlargli per chiedergli cosa avrei potuto regalare ad un nostro amico comune. Da quello stupido incontro nacque una solida amicizia (per lui ho litigato con la mia amica B). Un giorno mi fece conoscere R e mi aiutò a conquistarlo e infatti sembrava che anche R fosse interessato a me così ci scambiammo i numeri di telefono; dopo qualche giorno ci siamo fidanzati ma i problemi sono cominciati quando,a metà agosto nel paese c’era la festa, io mangiai in piazza con M. e quando R ci ha visti si arrabbiò molto perché pensava che tra me e M ci fosse qualcosa in più di una semplice amicizia. Ci furono molte di queste piccole litigate ma poi tutto si sistemò. Una sera, la sera prima della mia partenza per la città, rimasi seduta su una panchina nel parco con M ad ascoltare una bellissima canzone d’amicizia (noi eravamo sempre più uniti, mai avevo avuto un amico come lui); ad un certo punto lui mi baciò con le lacrime agli occhi. Io non riuscivo a dirgli nulla, era stato il bacio più bello nonostante fosse durato un secondo. la prima settimana che passai lontana dal paese fu un inferno, non perché R era lontano ma perché non avevo vicino M. Mentre ero in città M mi scrisse molti messaggi romantici e dolcissimi e io ricambiavo. Quando tornai al paese per un week-end andammo a mangiare in una pizzeria perché R era ammalato. All’uscita, in macchina, ci baciammo. Io lo guardai negli occhi e piangendo gli dissi: “Non possiamo, a parte che sto con R, e poi non si può. Se ci fidanzassimo sarebbe splendido ma se poi dovessimo lasciarci la nostra amicizia non potrebbe mai tornare com’è adesso e io non voglio”, lui la pensava come me ma mi disse: “lo so ma che ci posso fare se ti amo”.
Per tutta la sera, in compagnia, non ci parlammo e non ci guardammo negli occhi; così una mia amica mi parlò e convinse M a parlare con me. Chiarimmo e decidemmo di rimanere amici per salvare la nostra amicizia (che già da quella sera sembrava cambiata) e R.
La partenza fu tragica e, non so come esprimere ciò che sentivo e quindi le scrivo tra parentesi un pezzo di una canzone che aiuta a capire (Solo con te stavo bene con me, è proprio vero che a qualcuno tu dai più importanza quando non l’hai più).
Passarono le settimane, R non sa nulla di quanto successo ma io e M continuiamo a sentirci e a ripeterci che siamo solo amici ma……………..venerdì devo tornare al paese e sono felicissima, non per il fatto che c’è R ma per rivedere M.In conclusione, molte mie amiche mi dicono che devo lasciare R e mettermi con M senza preoccuparmi dell’amicizia ma per me è difficile e terribile. Io gli voglio bene e non so se solo come amico. La prego mi aiuti!
Lo so che la storia è complessa, non la capisco nemmeno io che l’ho vissuta.
Miriana

Cara Miriana,
La tua lettera è molto simpatica e mi ha riportato indietro nel tempo… Quello che tu vivi non è complesso o incomprensibile: è quello che tutti vivono più o meno alla tua età. E’ normale non essere ancora sicuri dei propri sentimenti e confondere l’amicizia con l’amore, così come è normale avere alla tua età ‘amori paralleli’, nel senso che ami due persone, ma per motivi diversi.
E’ solo con il tempo, quando il carattere si sarà rafforzato, proprio grazie a queste esperienze e ‘confusioni’ giovanili, che potrai veramente capire se sei veramente innamorata e di chi.
Poi c’è il vecchio discorso dell’amicizia fra un uomo e una donna. A mio parere (ma non tutti la pensano così!) è impossibile, nel senso che è un comportamento contro-natura. Se con una persona di sesso opposto ti trovi talmente bene da sentire per lui/lei un sentimento ‘speciale’, è naturale che prima o poi sbocci l’amore o il desiderio fisico. La vera amicizia è possibile, ed è bellissima, solo dopo aver avuto una relazione completa e abbastanza lunga. In conclusione, secondo me hanno ragione le tue amiche, tu sei innamorata di M. (anche se R. non ti dispiace…Ma non si può tenere il piede su due staffe, o no?)
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

LUI FA LO STRAFIGO

Sono Sonia e, approfittando della email della mia amica, vi espongo i miei problemi. Ho 39 anni e da un anno sono fidanzata con un ragazzo di 40 anni. Credo mi ami, perché lo dice raramente. Vive ancora con sua madre la quale si occupa di tutto, viziandolo. Anche se hanno un rapporto conflittuale, credo non voglia staccarsi da lei. Sta ristrutturando la sua casa che gli consegneranno a marzo. A volte mi chiede pareri mi coinvolge e altre volte non vuole che la senta mia. E’ pieno di paure e di conflitti interiori. Parliamo di tutto e a volte anche di noi, del futuro, ma non lo sento convinto perché ne parla in modo del tutto sfuggente e con gli amici si fa grande dicendo che non si sposerà mai. Con loro ha sempre ostentato tanta sicurezza, mostrandosi come lo strafigo della situazione, mentre io lo conosco un po’ più profondamente e so che non è come lo vedono. Abbiamo attraversato dei momenti difficili, i bisticci erano all’ordine del giorno e ora credo si sia spezzato qualcosa. Anche se andiamo d’accordo e stiamo bene insieme, sono convinta che non voglia legarsi. Abbiamo un carattere molto tosto e un modo di concepire la vita in maniere del tutto differente, per questo credo non ci sarà un futuro. Sono innamorata di lui e so che con la dolcezza lo conquisterei. Ma lui non si vuole sbilanciare, non vuole creare false aspettative. Lo so che mi direste di lasciarlo, ma credo ne valga la pena lottare, datemi comunque un vostro parere. Grazie
Sonia

Cara Sonia,
L’unico mio parere è quello di non forzare questo ‘ragazzo’ a fare ciò che non vuole o non si sente ancora pronto di fare. Ciò che lui dice agli amici, per quanto possa ferirla, credo abbia poca importanza, da momento che, come lei giustamente ricorda, loro lo conoscono solo superficialmente e lo vedono come non è.
Se poi lei è convinta di poterlo conquistare con la dolcezza… Certo, lo faccia, ci provi e lotti fino in fondo, ma nel farlo si ricordi comunque che al mondo ci sono tanti altri ‘ragazzi’ quarantenni che cercano moglie!
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

UNA SITUAZIONE STRANISSIMA

Gentile dottoressa Proietti,
sono una ragazza di 24 anni che sta vivendo una situazione stranissima.
Un anno fa circa ho conosciuto un ragazzo con cui ho condiviso una storia.Dopo avermi confessato di essere stato a letto con una mia amica,mi sono allontanata da lui.Lui però,ha continuato a chiamarmi.Nel frattempo è successo qualcosa,ossia ho scoperto di amare un amico che mi ama da sempre.Ora mi trovo ad essere attratta da due persone,l’uno che rappresenta il mio passato,fatto di lacrime e di difficoltà nel comunicare;l’altro rappresenta un futuro roseo…ma è lontano per adesso perché si trova in un altro paese.
Non so cosa fare,cosa pensare.Mi sembra di impazzire.
Grazie.
Corinna

Cara Corinna,
L’unica cosa da fare è aspettare. Infatti tornare al passato può significare compromettere il futuro. A meno che non si presenti una terza persona che abbia tra le altre qualità anche quella di essere presente al posto giusto nel momento giusto…
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti

DISTRAZIONE

Buona sera, sono una ragazza di 23 anni ed il il mio problema è la distrazione.Può sembrare un problema non grave, ma le assicuro che mi causa problemi veri.
Sono sempre stata un po’ sbadata, sin da ragazzina, ma questo problema anziché migliorare col passare del tempo è peggiorato. Ora le racconto alcune cose della mia vita.
Ho frequentato le scuole superiori. Fino alla classe 4 sup. nessun problema, nonostante fossi sbadata riuscivo a concentrarmi sullo studio raggiungendo a volte il massimo dei giudizi, ce la mettevo tutta. A partire dalla classe 5 cambiano le cose: inizio improvvisamente a perdere la concentrazione sullo studio, ci metto molto più tempo a studiare e nonostante gli sforzi non riuscivo più a raggiungere il massimo e questo mi rattristava molto. Dopo il diploma di scuola superiore trovo lavoro come segretaria. La situazione non cambia: continuo ad essere sbadata, a dimenticare le cose facilmente nonostante le scriva accuratamente, mi stanco mentalmente con molta facilità e ciò non mi aiuta affatto a mostrare più attenzione.
In seguito accadono degli episodi che non mi aiutano a migliorare il problema anzi lo peggiorano:
improvvisamente scopro che mio padre ha una grave malattia la quale lo uccide dopo pochissimi mesi e nello stesso tempo scopro di avere io stessa una malattia (trattasi di sclerosi multipla). Tutte queste novità io credo che abbiano provocato in me uno shock. Quando ho saputo di mio padre mi sono sentita come se mi fosse crollata addosso una casa e quando ho scoperto di me ancora peggio. Io non esterno le mie emozioni e sentimenti e questo mi impediva di piangere davanti alle mie amiche e di parlare loro delle mie paure, apparendo una persona fredda.
Ora a distanza di 1 anno credo di avere superato sola il problema della morte di mio padre e della mia malattia
anche xchè per ora non ho problemi fisici visibili quindi riesco a condurre una vita normale come tutte le mie coetanee.
Il mio problema rimane il fatto di dimenticare facilmente le cose, non riuscire a concentrarmi e stancarmi facilmente a livello mentale pur non facendo grossi sforzi mentali, ho spesso mal di testa. Quando poi sono stanca la mia concentrazione peggiora e a volte non riesco neppure a concentrarmi su ciò che mi viene detto, quando qualcuno mi parla faccio fatica ad ascoltarlo. Questo mi causa non pochi problemi sul lavoro, essere definita “stordita” non mi incoraggia affatto anzi mi abbatte di più e mi fa perdere fiducia in me stessa. Penso di non essere affidabile e di non essere capace. Non sono depressa perchè non mi isolo, mi piace uscire con gli amici; anche se a volte sono giù di morale soprattutto quando sorgono problemi sul lavoro.
Secondo lei è il caso che mi faccia curare da uno specialista o in qualche modo ce la posso fare sola?
Dany

Cara Dany,
Lei è una ragazza sensibile e intelligente: non ce la può fare da sola, deve farcela da sola! E per ‘deve farcela’ non intendo certo la sua efficienza sul lavoro! La cosa in cui lei deve assolutamente riuscire è imparare a convivere con sé stessa, accettandosi, senza richiedersi la perfezione. Cerchi di non offendersi, di non deprimersi se qualcuno le fa osservare qualche peccato veniale di distrazione: impari a riderci su, a sdrammatizzare. Faccia battute simpatiche su questa situazione e si faccia volere bene dagli altri anche per la capacità di ridere di sé stessa. Se l’ambiente non dovesse aiutarla in questo suo sforzo, cerchi di cambiare lavoro; faccia qualcosa di più semplice, che non richieda troppa attenzione.
Cerchi ogni giorno di fare al meglio tutto quello che fa: se qualcosa non va per il giusto verso lo butti dietro le spalle e non ci pensi più. Se cambiare lo stile di pensiero e di comportamento le riuscirà troppo difficile, si faccia aiutare da uno psicologo.
I saluti più cari.
Dott.ssa Proietti Ancona

LA SCUOLA, CHE LAGNA!

Salve, sono una ragazza di 16 anni e volevo sapere il vostro parere riguardo a qualke mio problema… Mi affascina molto il mondo della psicologia..da grande vorrei fare la psicologa..forse xkè in fondo vorrei risolvere i problemi degli altri meglio di kome risolva i miei..recentemente sono avvenuti dei fatti che hanno un pò cambiato la mia vita in peggio..quest’estate ho lasciato il mio ragazzo xkè avevo una storia segreta con il suo migliore amiko..e x questo motivo ho perso il mio gruppo di amici che si sono schierati dalla parte del mio ex..sto soffrendo molto di questa perdita,ma almeno sono abbastanza felice kon il mio lui..Anke in famiglia le cose nn vanno un grankè..x adesso è tutto apposto..ma mio padre..bhè..non c’è una bella situazione in famiglia..e ho scoperto delle kose su mio padre ke mi hanno fatto perdere la stima in lui..piu di quanto nn l’avessi già xsa..eppure siamo kosì uguali..e infine ecco il problema:la scuola..sono sempre stata brillante..sempre brava..x mia madre la migliore..ora io nn ce la faccio piu..so di nn essere la migliore della classe..e nn riesco a far nulla x non esserlo..ma fin qui posso anche passarci sopra nn muore nessuno..ma nn riesco a stare 5 ore seduta ad ascoltare i miei professori ke nn sanno far altro ke parlare parlare parlare e imporci il silenzio..l altro giorno ho iniziato a paingere in classe..senza motivo..mi sono sentita una stupida ma nn riuscivo a fermarmi..mi batteva forte il cuore e mi sentivo morire dentro quella classe kosì pikkola..una prigione..allora sono uscita x andare in bagno..e lì stavo quasi x vomitare..x fortuna quando poi sono stata con il mio fidanzato mi sono ripresa..ma nn riesco a concentrarmi nello studio..e ho paura..grazie x l ascolto..spero rispondiate presto
16enne

Cara 16enne,
Non preoccuparti per quello che ti sta accadendo: sono cose che succedono alla tua età. E’ normale infatti innamorarsi con facilità e magari della persona ‘sbagliata’ (se il tuo attuale ragazzo non fosse stato legato al tuo ex ed al tuo gruppo di amici sarebbe stato meglio, no?).E’ altrettanto normale, in questo periodo della vita, perdere la stima dei propri genitori. Questo avviene perché alla tua età li si vede come persone ‘normali’, gente comune, che sbaglia ed ha le sue debolezze. Crollano i miti della propria infanzia: tuo padre non è più quel super-eroe invincibile che pensavi da piccola e lo senti incredibilmente simile a te, anche nei difetti, anche nei limiti.
Meglio allora confrontarsi con il gruppo dei pari, con gli amici, che condividono con te ansie, soddisfazioni e problemi: ma oggi anche loro ti hanno abbandonata, ti hanno giudicata male. E tu ti senti incredibilmente sola, anche se hai un ragazzo. Le tue sicurezze vacillano: ecco perché ti senti così. E’ normale che la prima cosa che venga messa in discussione a questo punto sia la scuola, anche perché non è più lo strumento per gratificare i tuoi genitori, per farti voler bene – la cosa oggi ti importa molto meno – e non è ancora lo strumento per poter vincere nella vita, per affermarsi, rendersi autonomi e dunque liberi. Cara sedicenne, tutti quelli che hanno qualche primavera in più ricordano le tempeste emozionali vissute alla tua età: non devi fare assolutamente nulla, se non consolarti con il fatto che questo periodo passerà, che ritroverai presto un equilibrio e con esso l’interesse per la scuola, l’affetto per i tuoi genitori, l’amore per la vita.
Come dite voi in gergo… Tranquilla!!! Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

SARAI MICA ‘CULO’?

Non avendo mai avuto storie serie (ho 25 anni) mia madre circa 3 mesi fa mi ha detto la seguente frase ” non sarai mica culo” io provenendo da un periodo di intenso stress, causato da il lavoro che non va bene, da vari problemi fisici che mi impediscono di fare i miei sport preferiti, e soprattutto dalla continua ricerca della fidanzata, mai trovata, HO ACCUSATO TANTISSIMO quella frase e non riesco più a togliermela dalla mente, pensando veramente di esserlo. Non provo nessuna attrazione fisica verso gli uomini, al contrario con le donne si, però noto se uno è un bello o brutto ragazzo. Sono disperato voglio tornare felice come prima, aiuto. Con amici abbiamo sempre scherzato su queste cose deridendo i “culi” e non ho mai avuto problemi anzi ero uno di quelli più cattivi, ora però da quando ho questa frase in testa non riesco + a stare tranquillo. frequento la palestra gioco a calcio e quindi di spogliatoi con uomini nudi ne vedo parecchi, senza nessuna reazione fisica, ma non riesco a levarmi dalla testa quella frase. aiutatemi cosa devo fare? devo andare da qualcuno? ho sempre pensato meglio la morte che essere culo!!!!! Disperato

Caro disperato,
Secondo me non devi andare da nessuno, però ti devi documentare di più su che cosa significa essere gay, perché a mio parere sei una persona piena di pregiudizi e, scusami, ma te lo devo dire, anche poco informata.
Il gay non è un perverso, non è quello che va a fare la doccia con gli uomini e poi vorrebbe andare con tutti quanti, è solo una persona che, non si sa ancora perché, ma sicuramente non per sua ‘colpa’, si sente attratto da persone del suo stesso sesso, non solo fisicamente, ma anche affettivamente. Se uno non riesce a trovare una ragazza, non necessariamente è gay: molto più probabilmente è timido, forse è uno un po’ ‘imbranato’, nel senso che non sa cosa dire, cosa fare quando si trova a tu per tu con una ragazza… Forse è solamente un tipo sfortunato, che non ha ancora mai incontrato una persona con la quale stringere una relazione più profonda. Forse è troppo preoccupato per il lavoro, che va male e non si applichi, con altrettanta serietà, nelle tecniche di seduzione e di corteggiamento.
Forse è uno che frequenta solo luoghi ‘maschili’, come certi bar o certe palestre.
Forse, forse, forse…Tanti possono essere i motivi per cui non hai ancora trovato una ragazza, ma uno è il più importante di tutti: non ti sei ancora affrancato dal giudizio di tua madre ed una sua battuta sull’argomento riesce perfino a mandarti in crisi… Oltre che curare i muscoli allora, cerca di curare anche gli altri aspetti della tua personalità: leggi, documentati, informati, impara e cerca di essere indipendente, nei giudizi e nei comportamenti. La tua futura ragazza non aspetta altro.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti, Ancona

MI VUOLE ‘SOLO’ BENE

Scusi se catturo la sua attenzione per un mio personalissimo problema, ma vorrei una sua opinione su un atteggiamento tipico dell’ uomo moderno, che oggi mi trovo ad affrontare io in prima persona, ma che un domani potrà riguardare i mie potenziali futuri pazienti, visto che io sono laureanda in psicologia. Arrivo al sodo: Ho 23 anni e da un anno circa ho una storia con un uomo di 35 anni, per ora non ci vediamo spesso perché lui abita a Torino ed io a Napoli, ma presto mi trasferirò. Il problema è che se io dico TI AMO, lui mi risponde TVB. Perché ?Capisco certo le sue reticenze dovute alle precedenti delusioni, ma lei cosa ne pensa ?
Grazie mille per l’ attenzione
Pamy

Cara Pamy,
Lei è di Napoli, lui è di Torino; lei ha 23 anni, lui ne ha 35; lei ha avuto poche storie alle spalle, lui ne ha avute molte, che gli hanno procurato delusioni ecc. ecc. Non pensa che abbiamo già elencato molte differenze, anagrafiche, sociali, culturali, che possono portarlo ad esprimersi in un modo anziché in un altro? Del resto, per lei, non è meglio sentirsi dire un TVB con il cuore, piuttosto che un ‘ti amo’ detto come se stesse recitando in Via col vento ? Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

NUMERI PAZZERELLI

Buon giorno Dottoressa, è da molto tempo che la mia concentrazione si sofferma su due coppie di numeri che compaiono sulla mia radio sveglia, questa coppia di numeri è 2121(corrispondenti cioè alle ore 21,21), la mia concentrazione inizia istintivamente quando inizia l’ora 21,21 e termina quando scocca l’ora 21,22 , io sinceramente non so se questo può essere una cosa banale o no, ma in ogni caso le chiedo il suo parere sul significato di questa coppia di numeri perché vorrei sapere se c’è qualche significato importante da sapere o qualcosa da affrontare in separata sede. La ringrazio per la cortese attenzione
Distinti saluti
XY

Cara XY,
non credo ci possa essere un particolare significato da attribuire al suo aumento di attenzione allo scoccare delle ore 21,21 . Credo che la prima volta che lei ha prestato attenzione a quest’ora sulla sua radiosveglia, si è resa conto della singolarità dell’orario (21,21) e successivamente le è capitato ancora, rafforzandola nella convinzione della importanza di questi numeri.
Provi a cambiare le sue abitudini, magari impegnandosi in qualcosa che l’assorbe completamente in prossimità di quell’orario: vedrà che dopo qualche tempo che si sarà tenuta lontana dalla sua fatidica radiosveglia, anche questi numeri torneranno ad avere per lei lo stesso significato che hanno tutti gli altri. Auguri e continui a seguirci
Dott.ssa Proietti, Ancona

L’IDEA DEL SUICIDIO

Buonasera . sono una ragazza 18enne , piena di interesse , molto timida, chiusa in se stessa e incline a nascondersi dietro maschere ma comunque sia vivo una vita abbastanza serena.
Da ormai 8mesi sto con un ragazza molto complicato questa storia mi ha dato tanto , ma ormai si sta strascicando , almeno da parte mia è parecchio affievolita e per questo , anche se il pensiero di star male e soprattutto di far star male lui mi distrugge , credo sia il caso di chiarire questa cosa una volta per tutte.Non è questo il punto.decisioni simili so prenderle anche da sola , il problema che mi tormenta è un altro.Ogni volta che mi si affaccia questo pensiero di chiudere la storia (ormai molto di frequente) mi assale una paura paralizzante che lui possa decidere di farla finita , insomma di suicidarsi.Il fatto è che mi ha confidato che una volta qualche anno fa si è gia trovato in bilico su un cornicione , e a parte ciò sicuramente non sarebbe la prima volta che pensa a una soluzione del genere.
Oltretutto quest’estate ho fatto una terribile scoperta e cioè che mia madre l’anno scorso ha tentato il suicidio e per questo motivo (e non , come mi avevano fatto credere , per un “semplice” collasso nervoso), è stata ricoverata in ospedale.Questa notizia mi ha sconvolto e ancora adesso mi tarla il cervello nei momenti piu disparati per quanto riguarda lei ,ma anke per tutte le altre persone che ho vicine.
Ho provato a parlarne con una psicologa (oltretutto la stessa che ha in cura mia madre), ma l’incontro è terminato in un pianto angoscioso che si mi ha sfogato , ma non ha risolto nulla.Da quella volta non ci sono piu tornata e ne ho parlato -raramente- solo col mio ragazzo e con alcune amiche, ma che sinceramente non mi sembra abbiano un reale interesse ad aiutarmi.
Quello che volevo da lei è solo un consiglio.sinceri saluti.
Nimue

Cara Nimue,
Lei da me vuole ‘solo’ un consiglio : se è questo che mi chiede la risposta non può che essere quella di tornare da uno psicoterapeuta ed andare avanti. Il pianto alla fine della seduta infatti, a mio parere, le ha consentito di sfogarsi un po’, ma nello stesso tempo le ha aperto nuovi scenari di riflessione, nuove porte della sua vita interiore, nelle quali lei ha scelto di non entrare, perché evidentemente teme di entrare in contatto con del ‘materiale’ che potrebbe crearle angoscia. Ha fatto bene: lasci chiuse quelle porte, fino a che non avrà modo di aprirle insieme ad una persona competente, che potrà aiutarla nel modo giusto ad affrontare le cose che la spaventano. E nel frattempo eviti di parlare di questo argomento, così delicato, con persone che non la possono né capire, né aiutare.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

SONO CAMBIATA

Carissima dott.ssa, Mi chiamo Lucia e ho 21 anni. Ho deciso di rivolgermi a Lei sperando che mi possa aiutare veramente. Sono fidanzata con un ragazzo di 22 anni e stiamo insieme da tre anni (al 24 dicembre di quest’anno) ma mi sono accorta, non ora ma da un bel po’ di tempo che qualcosa è cambiato da parte di entrambi. Non stravedo più per lui come prima, non mi batte più il cuore quando lo vedo, non so più cosa voglio da lui, dalla mia vita. Sono tanto confusa e depressa: non dormo più la notte, mi sveglio e non riesco a riaddormentarmi, non ho più appetito e sono dimagrita, ma soprattutto ho ripreso a fumare, cosa che se lui sapesse ci resterebbe molto male, in quanto gli avevo promesso che non fumavo più. Ma c’è un’altra cosa di cui mi vergogno tanto: l’ho tradito con un mio collega di lavoro di 30 anni, sposato e con tre bambine; ci siamo baciati e abbiamo fatto altre cose ma non ci sono andata a letto e non ci andrò perché non sono il tipo, anzi non mi riconosco più per aver fatto tutto questo. Tuttavia il mio collega mi fa stare bene, mi aiuta mi sta vicino quando ne ho bisogno e soprattutto non mi fa pensare ai problemi che ho con il mio ragazzo. Non voglio lasciare il mio fidanzato, perché in fondo ci tengo tanto a lui, mi preoccupo e gli sto vicina nei momenti di bisogno ma tutto questo non è ricambiato. Non facciamo più l’amore come un tempo, adesso mi chiede che gli faccia solo certe cose ed io spesso lo accontento pur non desiderandole affatto. Io ho parlato con lui di come mi sento, ma lui mi dice cosa deve fare, dice che mi ama ed io gli chiedo di dimostrarmelo ma lui mi chiede: come? Devo dire che è un ragazzo un po’ immaturo e non sa farmi mai un discorso serio e maturo, non sa affrontare un problema, non è capace di fare sacrifici per comprarsi una macchina, in quanto il suo stipendio lo spende solo a sigarette, lotto e totocalcio, e ogni tanto quando gli resta qualcosa mi porta in pizzeria il sabato. Io mi sento esclusa dalla sua vita, mi sento sola per cui desidero fargli capire come si ama una persona, come ci si comporta.. Come devo fare dott.ssa, mi aiuti per favore, sto impazzendo! Spero di avermi capita e La ringrazio anticipatamente.
Lucia

Cara Lucia,
Quando ci si fidanza molto giovani, può accadere che poi non si maturi in modo omogeneo. Può capitare ad esempio che uno dei due entri prima nel mondo del lavoro, abbia delle nuove responsabilità, conosca delle altre persone, perda una persona cara… La vita può maturarci in modo diverso e questo probabilmente è successo a voi. Il suo ragazzo è rimasto simile a sé stesso, mentre lei è cambiata. Ora, giustamente, si sente diversa e vorrebbe un rapporto diverso. Come si fa?
Prima di tutto occorre capire se le cose che vi uniscono, malgrado le diversità di cui abbiamo parlato, sono ancora più di quelle che vi dividono, e viceversa.
Se, dopo un’attenta analisi, lei si renderà conto che ciò che vi unisce supera di gran lunga ciò che vi divide, non c’è altro da fare che parlarne con il suo ragazzo, spiegargli i motivi della sua insoddisfazione, riscrivere insieme le regole del vostro rapporto. Tra queste, ovviamente, l’aspetto sessuale: lei non è una prostituta e dunque non può accettare di fare sesso solo per farlo contento. Fare l’amore è, per definizione, un atto d”amore, e lo si fa perché fa piacere ad entrambi.
Se invece dovesse venir fuori che ciò che vi divide è ormai superiore a ciò che vi unisce, c’è una sola cosa da fare, senza esitazioni e senza rimorsi.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

UNA FAMIGLIA AFRICANA

Vorrei chiedere ai vostri esperti un consiglio ed eventualmente un diagnosi riguardante il mio caso. Ho già fatto delle sedute di terapia ipnotica e devo dire che ho avuto dei risultati soddisfacenti, che però a distanza di 4 mesi si sono affievoliti fino al punto di trovarmi nuovamente in profonda crisi di depressione. Non mettetevi a ridere, ma banalmente il mio problema è di tipo affettivo e mi sta nuovamente sconvolgendo la attuale vita. Ho 54 anni compiuti, sposato e con 2 figli di cui la ragazza mi ha reso nonno circa 4 mesi or sono. Sono rientrato dall’estero circa un anno e mezzo fa dopo aver vissuto per più di 10 anni in Africa dove mi sono occupato di Turismo con villaggi di proprietà e di organizzazione turistica. Mediamente trascorrevo metà anno in … e l’altra a … dove vivo.Ho conosciuto una signora africana che è diventata mia socia ed inoltre ho curato con amore e dedizione i suoi figli. Anno dopo anno il rapporto si è fatto sempre più forte sotto l’aspetto familiare.Mia moglie non mi ha mai impedito di aiutare, amare questa mia “famiglia africana”. Ad un certo momento della mia convivenza con la mia famiglia africana si è ripresentato il padre naturale dei miei figli “adottivi” e su richiesta della mia compagna ho dato il permesso a questo uomo di poter venire a trovare i figli abbandonati per più di 6 anni. Ad un certo momento di questa storia ho preso una decisione importante nella mia vita ed ho deciso che era arrivato il momento di ricomporre questa famiglia africana nel modo migliore. Con il consenso della mia compagna africana le ho suggerito di preparare un matrimonio cattolico che è stato celebrato in una cattedrale di … ed ha avuto come testimoni di nozze mia moglie e me.Ebbene appena poco dopo mi sono svegliato da quello che credevo un gesto d’amore nei riguardi della mia compagna africana e sono caduto in una depressione profonda e dolorosa. Siamo oramai vicini ai 3 anni di matrimonio di questa coppia ed ancora io soffro di assurde gelosie, di traumi banali quali rifiutare di vedere le vetrine dei negozi di abiti da sposa, o di vedere in televisione programmi che parlino di Africa e la stessa lingua inglese mi irrita benché quando parlo con la mia ex compagna devo usare l’inglese. Sono al punto che ogni giorno io dialogo con lei nella mia mente in Inglese, “altrimenti non mi capirebbe!!!!” Non ho più interesse in nulla che mi circonda, il mio pensiero fisso è rivolto a quel vissuto che non può più tornare. La mia domanda è forse disarmante: è possibile con sedute ipnotiche allentare la morsa in cui mi trovo attualmente? è possibile rimuovere l’ansia ed il dolore che io provo nel saperla lontana e con un altro uomo? è possibile che io torni alla gioia che ho provato nel preparare, organizzare e realizzare il loro matrimonio ed essere finalmente libero!!!Sto dicendo una sciocchezza ma se fosse possibile essere ipnotizzato e rimuovere il ricordo di questa persona sarei l’uomo più felice della terra.Grazie e confido nelle vostre capacità. L.

Caro L.,
Come lei sa, visto che si è già sottoposto ad ipnosi clinica, non si può essere ipnotizzati contro la propria volontà, così come è possibile riuscire a guarire attraverso l’ipnosi se ci si crede e se si ha fiducia nel terapeuta. L’ipnosi infatti è un metodo terapeutico molto direttivo: occorre praticamente abbandonarsi completamente alle tecniche dell’ipnoterapeuta, abbattendo qualsiasi resistenza. Non sempre tuttavia questa metodica rimane efficace nel tempo perché, ovviamente, non va alla radice del problema, che rimane lì, come quando si prendono degli antidepressivi.
Dunque, la mia opinione in merito è che l’ipnosi può aiutarla sicuramente a stare meglio, ma non dovrebbe pensare di risolvere così il suo problema in modo definitivo. Infatti, va affrontato e capito questo suo comportamento apparentemente piuttosto bizzarro: da una parte l’amore per questa donna e dall’altra la decisione di ‘liberarsene’, per poi tornare a sognarla…
Non credo che a cinquanta anni suonati, con una famiglia alle spalle, con una moglie più che comprensiva, una vasta esperienza di vita, lei abbia potuto prendere decisioni avventate, anzi, lo escluderei. Dunque, perché questo comportamento masochistico? Oppure lei di quella donna si era proprio stancato e dunque ha voluto trovare per lei la sistemazione più auspicabile, con la benedizione di sua moglie, mettendo così ‘a posto’ famiglia africana, coscienza, relazione coniugale, apparenze e libertà personale? Una sorta di ‘condono tombale’ insomma.
Forse si era illuso che ciò sarebbe bastato per riaccendere qualche scintilla con sua moglie, forse avrà pensato di fare altri incontri interessanti, mentre invece niente di tutto questo è accaduto e dunque, per ritrovare un po’ di piacere, non le resta ora che ripercorrere la strada dei ricordi…
Ciò che le consiglio non è di addormentarsi in un sonno ipnotico o onirico, ma al contrario svegliarsi, destarsi da questo torpore e tornare a vivere al presente, compiendo azioni che possano essere efficaci nel mutare al meglio le sue condizioni di vita, gli affetti, i pensieri.
Chiuda, per ora, la scatola dei ricordi: le farà comodo tra qualche anno. Adesso è presto.Cari saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

UN PROBLEMA ALIMENTARE

Sono Ilaria, ho20 anni.Ho un grosso problema alimentare, non così semplice come potrebbe apparire.
Sono sempre stata ossessionata dalla linea, non ero molto magra nella prima adolescenza, tutt’altro..dovuto probabilmente anche a causa di una predisposizione fisica?? Ho perso alcuni chilogrammi, con l’aiuto di reductil, farmaco che come lei sa é stato tolto dal commercio.
Lavoro nel pub, nel bar, avere sott’occhio il cibo, lo stress, e la mia poca forza di volontà ha fatto si che ingrassassi a vista d’occhi.
Mi odio, mi odio quando ingurgito dosi spropositate di cibo, senza riuscire in nessun modo a frenarmi.
Ho provato l’impulso di vomitare, e se non fosse x me uno sforzo così grande per una quantità così piccola di cibo forse sarei bulimica..
Quest’inverno provavo piacere per i miei giramenti di testa e per la mia magrezza, adesso non ho più il controllo di me, non riesco, mi creda quando le dico che non riesco a frenarmi, come un tossico con la dose..lo stesso..
Tutto ciò mi porta in un circolo vizioso, più sto male più mi sento in colpa per ciò che mangio, più mangio..
Vengo presa da crisi distruttive, quando mi guardo allo specchio.. Non so come fare, vorrei poter rifare uso di reductil, solo per ritrovare un po’ di equilibrio e di serenità, ma purtroppo non é più in vendita, come posso fare…?
mi creda, non so come fare..tutte le volte, a stomaco pieno mi riprometto che l’indomani mangerò in maniera equilibrata e mi controllerò..ma é un fallimento dietro l’altro.. Ho lasciato il mio ragazzo perché mi sentivo a disagio con lui, lui che non ha le lonze, lui che é perfetto..mi vergogno a stare in mezzo alla gente, e se non fosse per il lavoro, non uscirei più..
mi aiuti.; Ilaria

Carissima Ilaria,
Allora, la prima cosa che lei deve fare è cambiare lavoro: per esempio trovarsene uno dove intorno a sé ha carta, solo carta… O altri elementi non commestibili.Seconda cosa: andare a trovare uno psicologo, perché quando si decide di perseguire un obiettivo difficile occorre anche avere qualcuno con il quale confrontarsi, con il quale parlare, piangere, ridere ed anche compiacersi dei risultati, anche minimi, che via via raggiungerà. Non mi dica che non se lo può permettere, perché, come dico sempre, ci sono anche psicologi che lavorano gratis ed in ogni caso uno psic costa a volte assai di meno che andare a cena fuori una volta alla settimana, come molte persone fanno, senza lamentarsi di spendere troppo. Non ci sono scuse. Terza cosa: cerchi di cambiare il suo io-ideale. Se lei costituzionalmente non è fatta per essere magra, non pretenda di diventarci, si accetti per come è, impari a farsi bella anche con ‘le lonze’… Solo come quarta cosa si metta un po’ a dieta, vada da un dietologo, oppure stabilisca delle regole da rispettare, che non devono essere troppo ‘difficili’, ma che devono essere rispettate con il massimo rigore: ad esempio mangi tutto ciò che vuole, ma solo e soltanto durante i pasti. ll segreto è quello di non pretendere troppo da sé stessi e di ragionare sempre in termini di piccoli obiettivi, da raggiungere in breve termine.Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona

CHE FACCIO, LO SPOSO?

Gentile Dottoressa, è da tanto tempo che cerco risposte alle mie domande, ma mio malgrado mi sono resa conto che da sola non ci riesco. Sono da sempre un persona insicura, ma questo mio problema è aumentato da quando sto con il mio attuale fidanzato, quindi da poco più di due anni. Il prossimo 5 luglio dovremmo sposarci, ma più vedo le cose materializzarsi, più mi chiedo se ho fatto la scelta giusta. All’inizio come sempre era tutto bellissimo, pensi che per lui ho lasciato un ragazzo con il quale stavo da più di cinque anni, (senza rimpianti era una storia stanca ormai) mi ha fatto perdere completamente la testa, ma oggi, tutta quella passione e quel sentimento non esistono più, anzi provo una grandissima rabbia nei suoi confronti sempre più spesso. Il suo atteggiamento nei miei confronti è sempre di critica, non gli vado mai bene, da come mi comporto, a come mi vesto. Per motivi di lavoro, siamo costretti a passare gran parte della giornata insieme, e il fatto di vedersi continuamente non giova sicuramente al nostro rapporto. Io sono gelosissima, lui è geloso.
All’inizio ha impostato determinate regole che ho subito eseguito alla lettera, sbagliando tantissimo, vale a dire: Non si esce dopo le 18.00 con le amiche (e consideri che fino alle 18.30 – 19.00 sono chiusa in ufficio…..;), non si va al bar da sole, non è certamente da brave ragazze, se ha bisogno di una mano nel suo lavoro non ci sono scuse, anche di domenica si lavora e basta, non si dicono parolacce,
ci si deve vestire sempre elegantemente, truccati, struccati, mettiti la gonna, pettinati insomma mio padre non mi ha mai rotto le scatole così come questo individuo fa. Non ho mai perso troppo tempo davanti allo specchio e neanche davanti all’armadio, mi è sempre andata bene vestirmi in maniera sportiva, rigorosamente con i pantaloni visto che odio le gonne……per lui però, oggi indosso più spesso la gonna ed ancora più spesso mi trucco. Ma alla fine c’è sempre qualcosa da dire, perché se metto la gonna si vedono i Kili in più, e se invece mi trucco pretende di darmi lezioni. Tutte le volte che litighiamo parto con la convinzione di non cedere e poi alla fine lo chiamo, cosa che a lui fa molto comodo, sono sempre io che cerco di affrontare i ns. problemi parlandone, ma quando io parlo, lui non dice una parola. Quando siamo calmi con lui si può parlare solo di lavoro, neanche in quei rari momenti riesco a farmi dire perché è così duro con me, e soprattutto perché se mi ha scelto così come sono cerca in tutti i modi di cambiarmi. Con sua mamma (anche se non lo ammetterà mai) ha un rapporto di madre-padrona, lei dispone e lui esegue proprio come lui fa con me. Sua madre considera disdicevole andare a convivere e indovini un po??? Quando gli ho proposto una breve convivenza per conoscerci meglio mi ha tolto la parola per giorni. Non so come comportarmi, non capisco se sono io quella che sbaglia e quindi se sto combattendo una guerra già persa. I giorni si accorciano sempre di più ed io non voglio rischiare di fare l’errore più grande della mia vita sposandolo. Mi dica dottoressa cosa devo fare? Ringraziandola di cuore per il tempo che ha perso per me, la saluto. Anonima!

Cara Anonima,
Bè, non vorrà mica darmi la responsabilità di decidere se questo ‘individuo’, come lei lo chiama, se lo deve sposare o no…
A parte la necessaria premessa che non posso – ed anche non voglio – darle un consiglio del genere, vorrei solo aiutarla a riflettere su alcuni punti:
L’amore si è affievolito;
Lui le impone comportamenti, atteggiamenti, abitudini e questo la contraria;
Lavorate insieme e questo lei lo sente come una costrizione;
Non c’è molto dialogo fra voi perché lei vorrebbe affrontare gli argomenti che vi dividono, mentre lui tace;
I vostri argomenti di conversazione riguardano solo il lavoro;
Sua madre è un tipo autoritario e invadente…
Scusi, cosa c’è che la tiene ancora insieme a questa persona? Si potrebbe dire ‘quasi niente’. Ma allora, perché quando litigate è sempre lei a chiamarlo?
Si dia una risposta seria e da qui ragioni su quello che deve fare nel prossimo mese di luglio.
Intanto io le auguro buone vacanze, di qualsiasi genere esse siano!
Salve.
Dott.ssa Proietti Ancona

PAURA DI USCIRE DAL GUSCIO

Mi chiamo Daniela e vorrei proporre il seguente argomento: la pigrizia e la paura di uscire dal guscio. Ho bisogno di capire se sono l’unica anomala con questo problema che è sicuramente legato anche ad una forma di depressione, specie in alcuni periodi. Sono pigra, non riesco a fare niente e ahimé non lavoro. Ho 28 anni ma non riesco ad uscire dal mio guscio, non riesco a debuttare in niente e ho molta paura di lanciarmi in mondi nuovi. AIUTATEMI!!!!
Daniela

Cara Daniela,
la sua è una letterina breve breve, vista la sua pigrizia, ma ripete sempre la stessa cosa. Non sappiamo dunque da cosa dipenda questa sua pigrizia, se si tratta di una reazione a qualcosa che le è capitato o se è un tratto del suo carattere. Ha problemi di socializzazione, paura di rischiare, è particolarmente timida?
Se così, sarebbe bene che lei guardasse dentro di sé e invece di ripetersi continuamente che è pigra, come ha fatto con me, dovrebbe cercare di capire perché usa la pigrizia per nascondersi: perché il mondo le fa tanta paura? Cosa c’è che non va in lei? Cosa c’è che non va nel mondo?
Salve.
Dott.ssa Giuliana Proietti

L’HO TRADITA PROPRIO ADESSO

Ho tradito mia moglie nel periodo peggiore della sua vita, quando suo padre sta morendo con un tumore.
Aiutatemi, vi prego!
GC

Caro GC,
Capisco il suo stato di angoscia per quanto le è accaduto, ma fondamentalmente il momento in cui lei tradisce sua moglie è secondario rispetto al fatto che l’ha tradita, non trova? Se anche lei l’avesse tradita, ma comunque fosse stato capace di esserle vicino in altro modo in questo momento difficile, il suo atto sarebbe poi così grave ? Lo sarebbe di più che se lei avesse fatto questa cosa in un altro momento ?
Perché ha tradito sua moglie GC? Questo è quello che lei deve capire… Si è innamorato di un’altra, sua moglie in questo periodo non pensa al sesso, era un modo per sfuggire alla cupezza del triste momento che state vivendo?
Piuttosto che battersi il petto sul momento in cui lei ha tradito, le consiglio di chiedersi i motivi per cui ha tradito e, se possibile, di porvi rimedio.
Cari saluti e auguri, per tutto.
Dott.ssa Giuliana Proietti

CRISI DI ANSIA

Sono una ragazza di 18anni frequento regolarmente la scuola superiore e sono al 5anno,in questo giorni ho avuto una crisi di ansia che mi ha provocato stanchezza, senso di nausea, mal di testa, volevo chiederle se può essere dovuta a stress e in che modo potrei sconfiggere queste crisi?grazie
Fausta

Cara Fausta,
L’unico modo per sconfiggere queste crisi è imparare a conviverci: infatti nessuno potrà mai toglierti le ansie della vita, i momenti difficili, gli esami e le prove continue cui siamo tutti continuamente sottoposti.
La vera ricchezza di una persona consiste nel saper trovare dentro di sé la capacità di controllarsi, di sedare le proprie ansie, di sostenersi con il pensiero positivo.
Cerca dunque di conoscerti meglio e soprattutto, quando senti che arriva la crisi, cerca di farti coraggio, piuttosto che chiederti a chi chiedere cosa fare per venirne fuori…
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

DISTURBI ALIMENTARI

Gentile Dott.ssa Proietti, Verrò subito al dunque.
Da circa tre anni sto felicemente con una ragazza mia coetanea (26 anni).Da piccola ha cominciato ad ingrassare fino a diventare obesa.E’ riuscita a dimagrire dopo i 18 anni ma facendo ricorso al vomito.Era sotto peso ma da quando stiamo assieme ha ripreso 8Kg (e sta notevolmente meglio)
Quando abbiamo cominciato a stare assieme mi ha raccontato tutto (con il suo ex non ci parlava) e devo dire che la sua situazione è notevolmente migliorata. Aveva un rapporto particolare con il cibo…non la potevo imboccare e guai a fare una battuta su quanto o come avesse mangiato.Adesso con il rapporto di fiducia tutto questo non esiste più, è molto più rilassata e naturale. Ma non è sempre così. Il rapporto “particolare” con il cibo continua dentro casa sua.Rapporto conflittuale con la madre che non è una cattiva persona…ma si sa…ognuno vede le cose in modo diverso, e un non accettazione delle condizioni di salute del padre che ancora giovane afflitto da ipertensione e soggetto a ictus si è chiuso in se stesso lasciandosi travolgere dalla malattia.
In questo stato di cose lei si sente controllata…non mangia quasi mai a tavola con i suoi (c’è un fratello con cui ha un rapporto direi”normale”)…sente soprattutto gli occhi addosso del padre che secondo lei la giudica su quanto e cosa mangia con occhiatacce di traverso…e litiga con la madre per inezie..anche se poi fanno molte cose assieme.
Insomma…spesso (non sempre) dopo pranzo ricorre ancora al vomito.Mai dopo cena (prende la pillola anticoncezionale…e sa che non puo’) e mai quando mangiamo assieme.
Ne abbiamo parlato molto. Le ho spiegato che in realtà il suo ricorrere al vomito è solo in parte e in apparenza legato a eventuali problemi di linea ma che si tratta per lo più di problemi di autoaccettazione (derivato anche dall’essere stata obesa in adolescenza e quindi con tutti i problemi che gli adolescenti si portano dietro), di accettazione della condizione del padre e del “a volte conflittuale” rapporto con la madre. Parlare le giova ma mi rendo conto che sarebbe necessaria una vera presa di coscienza di questi problemi per poter “guarire” definitivamente.
Mi consola il fatto che in qualche modo è capace di decidere se e quando ricorrere al vomito e che sono comunque episodi e non la norma ma credo che anche se il sintomo è saltuario il male che si porta dentro c’è e deve essere estirpato.Non è molto propensa a rivolgersi a uno psicologo (che ovviamente sarebbe la soluzione migliore) per cui non so cosa consigliarle e come aiutarla ulteriormente!
Probabilmente l’andare via da casa sarebbe già un passo avanti e potrebbe risolvere quasi in tutto i suoi “sintomi”…ma temo che i problemi che ha dentro resterebbero latenti e la condizionerebbero comunque nella vita!
So che mi consiglierà di convincerla a vedere uno specialista..ma le sarò grato se vorrà darmi qualche consiglio…qualche cosa da dirle per poter per lo meno cominciare seriamente a farle intraprendere un certo percorso di guarigione.
La ringrazio anticipatamente
Cordiali Saluti
G

Carissimo G,
L’idea che mi sono fatta di questo caso è che la sua ragazza abbia trovato in lei uno ‘psicologo’ e che per questo si senta molto sollevata e ricorra al vomito solamente nei momenti in cui non si sente da lei protetta, consolata e aiutata. Non a caso questo succede quando si trova immersa nel difficile clima familiare che mi ha descritto e mai quando siete insieme.
Contrariamente a quello che lei pensa, non le consiglierei mai di ‘convincerla a vedere uno specialista’: andare da uno psicologo senza convinzione, solo perché si vuole compiacere qualcuno è tempo perso.
Penso anche che questa influenza psicologica che lei attualmente ha sulla sua ragazza sia, nel tempo, inesorabilmente, destinata a scomparire e dunque è di questo che mi preoccuperei, perché non credo che vivendo insieme la sua immagine ‘carismatica’ si consoliderà: al contrario penso che le inevitabili conflittualità dei primi tempi di convivenza potrebbero anche far peggiorare la situazione.
In conclusione, la cosa che le consiglierei di fare è cercare di diminuire gradualmente questa dipendenza che mi pare si sia stabilita tra di voi, in favore di un potenziamento della personalità della sua ragazza, in modo che impari a trovare in sé stessa le sicurezze per decidere del suo comportamento.
Solo così si potrà mantenere l’equilibrio e lei non cadrà… dal ‘trono’ sul quale ora è seduto.
Come fare per raggiungere tutto ciò? Bè, sicuramente lo psicologo potrebbe essere d’aiuto, ma anche lei mi sembra particolarmente bravo, solo che adesso che ha ‘curato’ la sua paziente deve fare un passo in più, e renderla autonoma. Ma lei vuole veramente questo? Spero di si.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

TUTTO BENE, MA…

Gentile Dottoressa,
ho 23 anni ed ho un problema da sottoporLe. Ho un fidanzato con il quale tutto va bene,abbiamo una buona vita sessuale ma c’è un problema, mio personale; mi masturbo spesso, arrivando all’orgasmo. A volte mi domando se sono fuori di testa ma al pensiero del piacere mi lascio tentare. Inoltre ho sempre paura di restare incinta, anche nei momenti in cui potrei essere certa di non rimanerci; colpa del mancato dialogo con mia madre e delle sue assenze in materia sessuale con la figlia? Dipenderà dal fatto che mi ha dato sempre una marea di insicurezze? La prego di rispondermi per entrambi i quesiti, gliene sono grata. Buona Vita.
Solly

Cara Solly,
Buona vita anche a lei e, proprio per cominciare a vivere meglio, vorrei consigliarle di evitare di pensare che se le cose vanno in un certo modo, è sempre colpa degli altri.
Lei si masturba semplicemente perché le piace farlo. Punto. Non deve cercare delle spiegazioni o delle giustificazioni nella psicologia; le cerchi semmai nella biologia, dal momento che la natura ci ha dotato di organi genitali, che funzionano attraverso il piacere.
Se sia giusto utilizzare questi organi di piacere anche al di fuori della funzione riproduttiva è un tema che interessa più la religione che la psicologia e dunque, se il timore di sbagliare derivasse da questo, è in quella direzione che lei dovrebbe lavorare.
Quanto alla paura di rimanere incinta… Non so, se lei è sicura di non poterci rimanere, evidentemente temerlo le porta dei benefici secondari, tipo quello di assegnarsi, a livello di immaginario, questa ‘punizione’ ed espiare così i suoi sensi di colpa.
Credo che qualche confronto con uno psicologo potrebbe aiutarla.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti Ancona

MA LA NOTTE NO…

Ciao, mi chiamo Silvia e sto scrivendo per un problema che mi sta facendo impazzire, lo so che forse e’ stupido ma… non so come fare. Sono terrorizzata all’idea di dormire in casa da sola. Vivo in un palazzo al terzo piano, e mi rendo conto che sono assurda, ma anche se chiudo tutto le finestre e tutte le tapparelle , quando sono sola non riesco a chiudere
occhio. Ho 28 anni e sto per andare a convivere con il mio ragazzo che, in piu’ fa il trasfertista, quindi e’ via per molti mesi l’anno!! Come posso fare? Ho anche il terrore di tornare a casa da sola di notte, ma per quello ho pensato di provare a fare un corso di autodifesa che iniziero’ a Settembre, ma per il fatto di dormire da sola… Non ce la faccio, quando inizia a diventare tardi iniziano a sudarmi le mani, il cuore mi batte forte, mi scoppia un mal di testa atroce e sto li, sdraiata a letto con gli occhi sbarrati. Ho provato a prendere una medicina alle erbe che dicevano essere miracolosa, ma niente!!! Non ho chiuso occhio, questa cosa mi sta facendo impazzire anche perche’ quest’estate sono stata sempre da sola perche’ i miei erano al mare e ho dormito pochissimo, giusto le notti che veniva a dormire da me il mio ragazzo.
Silvia

Cara Silvia,
Il suo problema lo si risolve ricorrendo alla razionalità. E’ vero che la notte fa paura, ma siccome è necessario dormire, occorre trovare delle soluzioni. Da un punto di vista pratico, visto che mi sembra di capire, il suo timore è quello di estranei che entrino in casa, faccia il Corso di autodifesa, metta tutti gli allarmi possibili e cerchi di non rientrare troppo tardi quando è sola (il silenzio della notte per lei può essere troppo ansiogeno). Cerchi di allacciare delle relazioni con i suoi vicini di casa, tenga a portata di mano il suo cellulare ecc. ecc.
E ora veniamo all’aspetto psicologico della vicenda.
Lei dovrebbe fare anche un Corso di Training Autogeno per imparare a tenere sotto controllo l’ansia. Le sue fantasie evidentemente riescono a prendere il sopravvento sul suo pensiero razionale: questo è un male, ma è anche un bene, perché, se ben allenata al training autogeno, imparerà ad utilizzare altre fantasie, questa volta positive, per indursi la calma.
Buone notti!
Dott.ssa Proietti Ancona

UNA COPPIA ‘SORPRENDENTE’

Gentile Dottoressa, vorrei ringraziarla innanzi tutto per il sito davvero interessante. Non so se Lei potra’ dare risposta ad un mio quesito via e-mail, ma mi faccio coraggio e le scrivo. Ho 57 anni, sposata felicemente da 30,con un’intesa di coppia davvero direi ‘sorprendente’. Mi reputo, modestia a parte, una donna positiva, con la testa sul collo, abbastanza obbiettiva e realista. Di colpo tutto questo sembra essere svanito e mi ritrovo piena di dubbi ed incapace di obbiettivita’. Due anni fa, in ufficio da mio marito e’ arrivata una nuova segretaria. Onde evitare malintesi le dico che non penso assolutamente che ci sia stata alcuna storia tra loro, ma mio marito e’ rimasto coinvolto ,a mio modesto avviso, in maniera eccessiva. A suo dire e’ come una figlia. La ragazza ha avuto una vita molto difficile, separazione dei genitori, abbandono da parte della madre in orfanotrofio, e poi tutta una serie di ‘mali’ sui quali non mi dilunghero’ culminati con un incidente in auto con conseguente disturbo al collo. Da qui e’ cominciato tutto: svegliarla la mattina con squilli di telefono (perche’ altrimenti non si sveglia da sola),andarla a prendere e riaccompagnarla dopo ufficio, farle la spesa, accompagnarla dai dottori ecc. Questo e’ durato per ben 1 anno ed io ho non solo pazientato ma anche cercato di capire questo coinvolgimento ‘figliale’, ed in parte, partecipato. Ma lei m’insegna come il subcosciente lavora…ed alla lunga (per onesta’ devo dire che le chiacchiere della gente hanno influito), ho cercato di spiegare a mio marito ‘come mi sentissi’ e preteso che mettesse fine a tutto questo. Il problema e’ che lui non capisce la mia posizione, anzi mi accusa di ‘non aver avuto fiducia in lui’ e se si ama si ha fiducia…si sente offeso ed e’ assolutamente impossibile cercare di fargli vedere, almeno capire il mio punto di vista. Il nostro rapporto cosi’ bello e’ ora a rischio. Lui e’ sempre ‘sulla difensiva’, io, lo ammetto a volte rischio di essere paranoica e tutto questo accade proprio perche’ non riesco a aprire un varco nel modo giusto nella nostra ‘conversazione’-discussione’. Mi puo’ anche star bene che lui abbia aiutato la ragazza,e credo nella sua buona fede.Quello che non capisco pero’ e’ come mai allo stesso tempo lui non abbia capito il ‘mio disagio’ e cercato almeno di porvi riparo subito. La ragazza in questione ha ora lasciato l’ufficio,anzi e’ andata all’estero. Ma le cose tra noi non vanno…e non vedo come porvi riparo. La mia domanda, forse infantile e’: e’ possibile un coinvolgimento paterno con una persona a tal punto di rischiare la felicita’ di una vita? La ringrazio per la sua attenzione,per aver ascoltato pazientemente questo mio sfogo e, se possibile ascoltare il suo punto di vista e forse…un piccolo consiglio. (Ho cercato di convincere mio marito ad andare da uno psicologo con me..ma il rifiuto e’ totale) Grazie, distinti saluti, Anna

Cara Anna,
Lasci stare suo marito e dallo psicologo ci vada da sola. In questo momento, dopo un periodo di sofferenza, ha bisogno di rilassarsi e di ritrovare un po’ di equilibrio. Credo che non le occorrano tante sedute, visto che il suo non è un problema grave: questo è indubbiamente il consiglio che mi sento di darle.
In seguito, quando lei si sentirà più forte, e se le cose non saranno ancora tornate positive fra di voi, potrete iniziare una psicoterapia di coppia (da un altro terapeuta).
Quanto alla storia di suo marito, non saprei… Leggendola, mi sembra piuttosto un innamoramento senile nei confronti di una persona molto più giovane. Sono innamoramenti spesso platonici, assai frequenti, specie negli uomini ed hanno la caratteristica di non durare a lungo – soprattutto perché la lei in questione prima o poi si stanca di queste attenzioni -.
Ora la ragazza se ne è andata, non resta che tirare un sospiro di sollievo e cercare di ricominciare a vivere.Un abbraccio.
Dott.ssa Proietti Ancona

PASSIONI E VISIONI DIVERSE

Ho trent’anni, vivo da tre con il mio uomo (30) e da quattro stiamo assieme.
Logicamente siamo cambiati nel corso di questi anni, ma il problema è che le nostre educazioni familiari ci portano a vivere la vita in modo radicalmente diverso.
Io sono molto entusiasta e solare, lui molto solido e razionale. Io amo cultura, viaggi, nuove esperienze; lui non approva neppure il fatto che io mi sia laureata (lo ritiene inutile), devo litigare per andare via un weekend e il calcio o il divano fanno parte di lui.
Il fatto che due persone abbiano passioni e visioni diverse e naturale e giusto; il problema è che sono quasi depressa a non fare nulla che mi piace, ho perso gioia di vivere, passioni (sono sempre stata iperattiva) e non ho mai voglia di andare a letto con lui se non a causa di un bicchiere di troppo o una serata particolare.
Ho provato a far capire quello di cui ho bisogno ma non ottengo nulla se non lottando quotidianamente.
Non credo di riuscire a vedermi a 50 anni assieme e felice..
Non so se avere figli con lui perchè vedo la sua famiglia… patriarcale, leggermente maschilisti, casa-lavoro e poco altro.
Io sono sempre stata viziata dai miei; mi chiedo:è causa del mio modo di vedere la vita, ha ragione lui che sono un’immatura e ovunque sbatterò contro questi problemi o è solo l’uomo sbagliato con il quale nel mio inconscio non voglio una vita, ma sentendomi legata continuo a tirare avanti sperando in qualche miracolo??
Se mi rispondete mi fareste un grande favore…grazie.
Alessia

Cara Alessia,
Probabilmente lei è una ragazza viziata ed immatura, ma forse lui è anche l’uomo sbagliato… Le due cose insomma non sono in contraddizione. Chiaramente se nessuno dei due intende cambiare questa unione non ha futuro, perché non è basata su fondamenta solide e mettere al mondo dei figli potrebbe essere un azzardo.
Se, nonostante tutto, avete un buon rapporto, vi volete bene e volete provare a cambiare, non vi resta che una psicoterapia di coppia, che vi porterà l’uno verso l’altra (e viceversa), anche a costo di qualche necessario cambiamento.
Auguri!
Dott.ssa Proietti Ancona

SEI TU IL MIO ROMEO?

Buongiorno, chi scrive è una coppia di giovani sposi di 30 anni: Romeo e Giulietta. Abbiamo un problema da sottoporle. Abbiamo una coppia di amici sposati da 17 anni, con due figli di 16 anni, in cui il marito di nome Luigi
soffre di un leggero stato depressivo. Forse tra loro le cose non sono più come una volta. Ci siamo accorti che da pochi mesi la nostra amica Luciana, (40 anni),
moglie di Luigi (45 anni), ha preso una “cotta” per me, Romeo.
Noi abbiamo un bel rapporto di amicizia con loro e ci frequentiamo spesso.
Secondo lei come dobbiamo comportarci ora??? Dobbiamo tagliare pian piano i rapporti con loro ? Dobbiamo parlar loro (a lei, a lui, a entrambi) ???
Dobbiamo far finta di niente??? Ricordo che io amo Giulietta.
A Giulietta ultimamente da fastidio il comportamento un po’ adolescenziale di Luciana. Sembra che Luciana abbia la sindrome di Peter Pan.
Non ci sono state finora avance e nient’altro.
Grazie e attendo con ansia la vostra risposta. Romeo

Caro Romeo,
Innanzi tutto vorrei farle osservare che non sempre si è in grado di scegliere di chi innamorarsi: talvolta succede di essere colpiti dalle frecce di Cupido anche senza volerlo, senza desiderarlo e questo credo sia il caso della vostra amica Luciana. Infatti, se Luciana avesse Se le cose stanno così, credo che la cosa migliore da fare sia continuare a mostrare pubblicamente interesse per la sua Giulietta, diradando un po’ gli incontri con questa sfortunata coppia, fino a che la cosa non sia un po’ sfumata.
Direi che parlarne apertamente con loro potrebbe significare solo la fine di una bella amicizia.
Cari saluti.
Dott.ssa Proietti

DEPRESSIONE CON RISVOLTI PARANOICI

Una mia amica sta frequentando un ragazzo di 30 anni che da qualche anno soffre di depressione con risvolti paranoici.essendo in atto un inizio di innamoramento da parte del ragazzo che stravede per mia nipote e la vorrebbe sposare,chiedo di conoscere a quali rischi va incontro e quali sorprese una tale malattia può riservare per il futuro e se sia possibile ipotizzare una totale guarigione visto che a tutt’oggi dopo svariate cure e sedute con psicologi e psichiatri il problema ancora sussiste.soggetti simili sono idonei ad assumere tutte le responsabilità del matrimonio? BG

Carissimo BG,
Una depressione con risvolti paranoici, detta in parole semplici, è una forma di depressione in cui il soggetto perde fiducia nella vita e soprattutto se la prende con gli altri, tendendo a vedere in altre persone la causa dei suoi mali. Naturalmente questa malattia può essere molto grave e rientrare nei casi trattati dalla psichiatria, ma può anche essere un momentaneo sentimento di depressione con qualche tratto di aggressività. Bisognerebbe capire il livello di gravità della depressione e dei risvolti paranoici accusati da questo ragazzo, da quanto tempo ne soffre, se è soggetto a ricadute, quale è stata la causa scatenante della malattia e quali terapie ha finora seguito. Purtroppo, caro BG, mancandomi tutti questi dati, qualsiasi cosa le dicessi, la dovrebbe prendere con le molle ed allora, preferisco evitare di fare diagnosi a distanza…
Dott.ssa Giuliana Proietti

NON MERITA L’AMORE

Ho scoperto Psicolinea pochi mesi fa, leggo regolarmente le risposte che Lei fornisce e mi piace molto il Suo stile. Perciò vorrei chiederle un consiglio. Da quasi due anni stavo con un ragazzo (all’incirca mio coetaneo), che mi ha lasciato da poche settimane adducendo una motivazione che non mi piace affatto. Dice che non merita di essere amato e che per questo non se la sente di avere a che fare con un’altra persona così da vicino, non riesce a gestire l’idea di una relazione. Perciò ritiene meglio per se stesso il condurre una vita da “lupo solitario”, come la definisce lui. Mi ha detto che io non ho colpe, che non ce l’ha con me, ma che dipende solo da lui. Ha detto che non vuole assolutamente smettere di vedermi perché mi vuole bene. Anche se sostiene che io sono la persona cui é più legato al mondo, non riesce a sopportare di essere così vicino a qualcuno. Ci si sente stretto. Ha paura del futuro, dei problemi che potrebbero nascere.
Ho la sensazione che voglia sempre scappare, non da me in particolare, bensì da qualsiasi cosa non si senta di poter affrontare. Si nasconde in una sorta di rifugio al quale non concede a nessuno di avvicinarsi. Premetto che all’inizio é stato lui a convincermi a metterci insieme, e ci é riuscito grazie all’entusiasmo che mostrava per questa storia. Secondo me dietro a questa sua decisione di voler restare solo c’é il trauma che ha subito una decina di anni fa a causa del terribile divorzio dei suoi genitori (che sono stati tanto incoscienti da scaricare su di lui tensioni e responsabilità). Da allora lui ha condotto un’esistenza il più isolata possibile, appena maggiorenne se ne é andato a vivere per i fatti suoi, ha pochissimi amici e mantiene con i suoi genitori rapporti cordiali ma radi e freddissimi.
Forse devo davvero rispettare la sua scelta e lasciarlo andare. Però mi
sembra molto triste che una persona di ventisei anni generosa e
intelligente si autocondanni alla solitudine, per paura dei sentimenti.
Perciò vorrei poterlo aiutare a superare questa sua paura, anche perché io sono molto sicura del mio amore nei suoi confronti e mi dispiace davvero buttare all’aria una storia a cui tenevo (e tengo) tantissimo. Quando mi dice che non merita di essere amato soffro anche io. Vorrei poterlo aiutare, ma non so davvero come fare. Ho cercato di essere paziente e comprensiva, ma temo che queste cose da sole non bastino. Però so che non accetterebbe mai di sottoporsi ad alcun tipo di psicoterapia o robe del genere.
Perciò vorrei sapere cosa posso fare io nel mio piccolo per poterlo aiutare. Mi domando anche se non sia invece il mio punto di vista ad essere sbagliato, forse davvero lui non ha bisogno di nulla e sono io ad aver commesso qualche grave errore che giustifica questo suo atteggiamento, non so. Non so più cosa pensare.
La ringrazio tanto per la sua attenzione e il tempo che mi ha dedicato.
Cordiali saluti,
LisaB.

Cara Lisa,
Grazie anzitutto dei complimenti, ma veniamo a lei. Credo che la cosa migliore da fare sia cercare di capire perché lui si sente così. Dice infatti che non merita amore, che è un lupo solitario, che non può sentirsi stretto in un rapporto, ma non ci spiega il perché… Cosa lo spaventa in particolare? Che sensazioni prova? Perché si sente bene solo quando è da solo? Perché, dopo aver investito tanto in questa storia, ora si ritrae? Lo spaventano ulteriori responsabilità, dopo quelle che gli hanno scaricato i suoi genitori? Ha progetti diversi per il suo futuro? E’ depresso? Soffre di fobie? Ha dei sensi di colpa?
Insomma, cara Lisa, se lui andasse in psicoterapia e raccontasse la sua storia così come lei me l’ha descritta, queste sono le aree che lo psicoterapeuta cercherebbe di indagare, al fine di poterne trarre delle conclusioni e di poterlo aiutare. Nel suo caso, aiutarlo senza capire di cosa soffre, ritengo sia veramente difficile.
L’unica cosa che posso consigliarle, se lei tiene a questa storia, è la pazienza : dopo un periodo di riflessione infatti, il ragazzo potrebbe tornare da lei e questa volta in modo definitivo, dopo aver affrontato e magari risolto alcuni suoi dubbi personali che gli impedivano di vivere serenamente.
Non giochi però a fare l’infermiera o la psicologa: in amore questi comportamenti non pagano! L’unica cosa che potrebbe ottenere è una dilazione temporale di questo stato di crisi e di incertezza, visto che avere problemi psicologici consentirebbe al suo ragazzo di avere dei benefici secondari, quali la sua disponibilità e la sua infinita comprensione.
Si mostri dunque ancora interessata a lui, ma nel frattempo gli dimostri di poter vivere (bene) anche senza di lui. Auguri!
Dott.ssa Proietti

IL MIO PROF

Mi chiamo Teresa e le scrivo perché sono un’affezionata frequentatrice del sito. So bene che la mia richiesta di consulenza on-line non è una delle più originali, nè la più particolare…Solo che ho bisogno di un piccolo consiglio che mi restituisca alla razionalità. Cercherò di essere molto breve. Si tratta di una questione di sentimenti e di rapporti. Frequento l’università e da molto tempo ammiro un professore che ho avuto solo durante il primo anno di corso. Ha vent’anni più di me, ma io l’ho sempre “venerato”, come qualcosa di irraggiungibile e impossibile. Da circa un paio di mesi abbiamo iniziato una corrispondenza privata via mail, poi via sms.Una corrispondenza dolcissima,tenera, confidenziale. Ci siamo visti qualche volta per un caffè. Fin qui tutto bene. Fino a quando lui ha cominciato a farmi dei piccoli, sottilissimi complimenti che, oltre a farmi un immenso piacere, mi hanno anche fatto, per così dire, “volare alto” per la prima volta in vita mia. Purtroppo temo di aver interpretato tutti i suoi segnali con eccessivo entusiasmo (nella prima mail privata scriveva semplicemente che il giorno prima mi aveva trovato veramente molto carina) e infatti una settimana fa ci siamo visti per un the, e ho ascoltato per due ore il triste racconto del suo innamoramento per una giovane ragazza (che non conosco).
Mi ha fatto capire con molta vivacità che sono un’amica, che è un po’ imbarazzante il nostro rapporto (che esula dal contesto professore-studente) ma che è felice di avermi trovato. Nonostante io nel tempo abbia lanciato qualche segnale,ne deduco che quest’uomo non lo ha colto e se invece l’ha colto ha scelto una via molto meschina per tarparmi le ali…Il mio vero problema è: come posso restare solo amica dell’uomo di cui sono innamorata? Un uomo che ora non “venero”, ma semplicemente amo per quello che è (cioè un uomo come altri)? La mia scelta finora è stata fingere, nascondere tutti i miei sentimenti. Ma mi sto accorgendo che questa cosa mi sta distruggendo dentro. Vorrei provare ad allontanarmi da lui, ma temo che si insospettirebbe, nonché adesso come adesso non so se riuscirei ad accettare di perdere anche questo fragile legame che ho appena conquistato. Cosa mi consiglia di fare, per salvare me e per non ferire lui? Mi scusi per l’eccessiva lunghezza di questa mail, ho cercato di ridurre il problema ai minimi termini!
Ringraziandola,
Teresa

Cara Teresa,
Sono io che ringrazio lei, anzitutto, per essere un’assidua frequentatrice del sito. Quanto alla storia che mi racconta, francamente devo confessarle che ha suscitato in me non poche perplessità. Le sembra infatti ragionevole che un uomo di 45 anni circa instauri una, chiamiamola così, ‘affettuosa amicizia’ con una persona tanto più giovane di lui ? Che le invii delle mail, poi addirittura degli SMS, al solo scopo di trovare in lei una confidente ? Che le racconti di un precedente, perduto innamoramento, per un’altra giovane ragazza, che lei nemmeno conosce? Lei poi sostiene di avergli fatto capire qualcosa; lui però ha fatto finta di niente ed ha continuato a parlare di sé steso e del suo infelice amore… Che dire? Anzitutto che è sicuramente un narciso, compiaciuto di sé stesso, del suo ruolo sociale e del suo fascino. E poi che è un tipo astuto, del quale non fidarsi troppo.
Credo poi che lei non abbia alcun motivo per NON allontanarsi da lui (perché ci tiene tanto ad avere per amico una persona che nemmeno la considera? che le importa se, allontanandosi, lo ferisce? Lei non si sente un po’ ferita da tanta superficialità ed indifferenza nei suoi confronti?).
Detto in altre parole: se lei non si allontana da lui c’è solo un motivo: quest’uomo le piace ed il suo inconscio le chiede di provare ad andare fino in fondo… Una volta presa consapevolezza di ciò, non resta che agire, facendo bene attenzione a restare sempre con i piedi per terra e tenendo presente che, molto probabilmente, questo non sarà l’uomo della sua vita.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona

PENSO ALL’ANTICA

Sono un uomo di 35 anni che non ha mai avuto relazioni sentimentali con l’altro sesso, questo perché penso molto all’antica e sono molto timido nel primo approccio…e altri motivi.
Ho conosciuto una ragazza più giovane di me, con più di 10 anni di differenza, con la quale ho fatto amicizia. Lei è solare, estroversa, espansiva e generosa nei modi e nei sentimenti (l’opposto di quello che sono io e questo è il motivo per cui lei mi ha dato il “due di picche”, e sono parole sue).
Non ci frequentiamo più e questa mancanza ha scatenato una serie di effetti paragonabili a quelli, forse, che si avrebbero per una “crisi di astinenza” in un drogato. Devo dire che lei quando ci frequentavamo ancora, notando un certo attaccamento esagerato da parte mia, ha cambiato atteggiamento nei miei confronti mantenendoli immutati con gli altri, comportandosi con me quasi come se io ci riprovassi sempre con lei.
Ne ho sofferto e glielo dissi ricevendo per risposta che lei lo faceva per il mio bene. Continuo a soffrire.
Perché non posso più essere trattato da lei come gli altri? Posso essere amico di una ragazza simile?
I miei sentimenti verso di lei sono sempre stati uguali, anzi, sono cresciuti con il suo diniego.
La situazione è a dir poco imbarazzante per me perché non ho mai pianto come adesso.
Chris

Caro Chris,
Capisco la sua sofferenza, ma compatirla è inutile: vorrei invece proporle qualche motivo di riflessione.Anzitutto, cosa c’entra pensare all’antica? Non credo che gli antichi non avessero relazioni con l’altro sesso… Mi sembra che questa sia una scusa, dietro la quale lei si trincera per non mettersi in discussione e magari arrivare alla conclusione che anche lei dovrebbe sforzarsi un po’ di più per piacere agli altri.
Questa storia d’amore che le è capitata dovrebbe, a mio parere, insegnarle che la vita può essere molto bella se si ha il coraggio di viverla, piuttosto che osservarla dal di fuori, come qualcosa che riguarda gli altri.
Lei attraverso questa storia, breve ma intensa, ha imparato che esistono al mondo donne molto estroverse, espansive, solari e che stare in loro compagnia è molto piacevole. Perché non prova a fare uno sforzo su sé stesso, cercando anche lei di somigliare un po’ a questa sua amica che tanto le è piaciuta?
Sicuramente, con un carattere del genere, o almeno con modi di fare più aperti verso gli altri, anche lei sarà in grado di attirare a sé altre persone interessanti ed altrettanto piacevoli. Quanto al passato, caro Chris, io ci metterei una pietra sopra. Sa cosa diceva Oscar Wilde? A tutti gli uomini piace essere il primo per una donna, ma a tutte le donne piace essere l’ultima per il proprio uomo… Questa sua inesperienza con il gentil sesso avrà sicuramente pesato nel rapporto e dopo un primo momento di curiosità, la ragazza può aver capito che non era il caso. Ora però, niente che la riguarda sarà più come prima: lei dopo questa esperienza non può che essere cambiato, sicuramente in meglio.
Tragga spunto da questo per farsi coraggio e cercare altre ragazze. Riveda un po’ il suo modo di pensare ‘all’antica’, non si inventi scuse e si butti. Il mondo è pieno di donne… Coraggio!
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti Ancona

MIO MARITO E GLI ATTACCHI DI PANICO

Mio marito soffre da circa 25 anni (ora ne ha 44) di crisi di panico, è stato ed è seguito da psicologi e psichiatri, assume da anni medicinali antidepressivi, ecc. ha fatto cure omeopatiche, agopuntura, ma le crisi si ripresentano e la vita di tutta la famiglia (abbiamo una figlia di 10 mesi) è resa impossibile dal suo tormento. Quale atteggiamento assumere noi che gli stiamo vicino e lui rispetto alla sua perenne paura dell’imminenza della crisi? Esiste un modo per risolvere o perlomeno convivere con questi disturbi? Esiste qualche tecnica che permette di affrontare e gestire la crisi?
Noi abitiamo in Piemonte, esiste qualche gruppo di autoaiuto o qualche altra realtà specifica per questo tipo di disturbi nella nostra zona, a cui possiamo rivolgerci? La ringrazio e la saluto cordialmente.
Lory

Cara Lory,
Per quanto riguarda i gruppi di auto-aiuto, cerchi su internet: ce ne sono diversi, coi quali può prendere diretto contatto. Per il resto, francamente, rimango molto stupita del fatto che suo marito non sia migliorato, dopo tutti questi anni e tutte queste cure.
Non sono in grado, tuttavia, di darle un consiglio/rimedio che vada bene per tutto e per tutti! Infatti, dietro ogni attacco di panico c’è una persona, una storia, un’anamnesi ed io non solo non conosco suo marito, ma non so nemmeno di quale tipo di disagio fobico egli soffra, quali siano i fattori o le situazioni scatenanti, in cosa consistano i suoi attacchi di panico, la loro frequenza, i miglioramenti osservati nel tempo ed in seguito a quali cure… Purtroppo, in questa situazione, non posso esserle d’aiuto. Provi a riscrivermi, raccontandomi meglio.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

PROBLEMI DI UN CINQUANTENNE

Gentile Dottoressa, ho quasi 50 anni, mi sono sposato in giovane età, passando con mia moglie periodi buoni e meno, una decina di anni fa abbiamo passato un brutto momento, siamo stati vicinissimi alla separazione ma poi tutto è rientrato, problemi d’incompatibilità poi superati.
Da qualche anno lavoro con delle colleghe, con una di queste, esiste una “certa complicità” caratteriale, ci sentiamo abbastanza simili nei pensieri e nel modo di affrontare le problematiche di tutti i giorni, con le abitudini familiari, con figli, moglie marito genitori suoceri ecc. non esiste assolutamente nessun rapporto sentimentale, solo un’amicizia, una reciproca simpatia.
Da alcuni mesi, purtroppo, sottolineo purtroppo, questa persona che ha due anni di più, occupa i miei pensieri sempre più frequentemente, che mi sta succedendo? A questa età ci si può innamorare nuovamente, oppure è un’infatuazione temporanea? Sono già alcuni anni che la conosco. Con mia moglie non ci sono più disaccordi, convivo benissimo con lei, non saprei farne a meno.
Quando penso a questa persona non immagino una relazione passionale, una vita parallela con tradimenti e con tutto quello che possa comportare avere un’amante, ma semplicemente avere un momento di tenerezza, un bacio, una carezza per un sentimento reciproco da tenere in un angolo del cuore per una persona che non potrò avere, portare con me l’illusione di aver perso la possibilità di vivere insieme sarà come ricordare di aver perso un treno che è partito quando nemmeno ci conoscevamo. Sono più che consapevole di sapere che siamo due persone con destini diversi, e che tutto finirà lì!
Le chiedo un aiuto, un consiglio, vorrei vivere quell’istante, quel breve momento ma non sono sicuro che colei possa nutrire gli stessi sentimenti e gli stessi desideri, come posso fare a scoprire i suoi segreti delicatamente, come posso percepire nella sua mente i suoi sinceri sentimenti, in che modo o con quali parole posso capire o farle capire questo il mio desiderio?
Lei pensa che il rischio contro è troppo elevato e potrei rovinare l’amicizia e il matrimonio?
Nel profondo del mio pensiero, forse guidato dall’istinto una voce mi dice che la vita di ognuno di noi, nel bene e nel male, con i desideri e con le rinunce, alla fine dei nostri giorni, alla resa dei conti, l’amore dovrebbe sempre trionfare perché reprimere tale sentimento non ci arricchisce.
Un imperdonabile sentimentale verso il tramonto.
Gregory

Caro Gregory,
Credo che la sua sia una storia molto comune. Infatti, vivendo accanto per tante ore al giorno con colleghi dell’altro sesso, è normale che queste persone diventino i ‘mariti’ e le ‘mogli’ dell’ufficio: non ci sono rapporti sessuali, ma si creano delle inevitabili complicità, che derivano dal fatto che con alcune persone ci si sente più ‘simili’ e ‘vicine’ di quanto accada con altre.
E’ una cosa del tutto normale, così come è normale chiedersi che sarà… Resterà un’intesa di lavoro o ci sarà qualcosa di più? Chissà…
Credo che il fulcro di queste passioni sul lavoro sia tutto nel ‘chissà’, che rende possibili i sogni e che tiene occupata la mente, con piacevoli pensieri, come se fosse una droga.
Il mio consiglio è dunque quello di conservare gelosamente lo status quo, perché questa situazione, oggi così piacevole ed appagante, seppure precaria ed indefinita, continui a darle anche in futuro uno scopo in più per alzarsi la mattina e sorridere al mondo.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

NON CAPISCO COSA MI ACCADE

Mi chiamo Marisa ho 40 anni e le scrivo per esporLe quello che in questo momento mi sta accadendo e al quale non riesco a dare la benché minima risposta.
Sposata con un bambino un matrimonio tranquillo sereno, insomma la solita unione ordinaria oggi direi piatta, più mamma che donna più amica che moglie, però per come lo vivevo e per quello che sentivo dire dalle mie amiche, lo ritenevo apprezzabile.
Un giorno di 6 anni fa vengo investita da Lui, un fiume in piena, divertente, loquace e silenzioso, elegante e misterioso, torno a sentirmi donna e faccio di tutto per farmi notare mi sento di nuovo una donna viva animata riscopro sopite emozioni. Per un po’ sembra una partita di scacchi, poi finalmente una sera riusciamo a restare soli i primi baci, le prime carezze, torno a casa eccitata, confusa, felice insomma mi rivedo donna con la D maiuscola.
Inizia una storia incredibile con delle emozioni mai provate vivo la giornata per vederlo, sentirlo, toccarlo e quando finalmente riusciamo a unire i nostri corpi vengo travolta da qualcosa di indescrivibilmente bello e intenso, provo quello che con nessun altro uomo ho mai sentito e da quel momento lo cerco continuamente e con maggiore insistenza. I nostri incontri diventano giorno dopo giorno più dolci e piacevoli e raggiungono il loro apice nei rapporti sotto le lenzuola. In quegli attimi mi annullavo completamente non riuscivo più a capire dove ero e se quello che accadeva stava succedendo proprio a me o era un sogno, era così bello che non vedevo l’ora di farlo, rifarlo ancora e poi di nuovo. Nel frattempo il mio matrimonio va a rotoli e mi sento in diritto di chiedergli sempre con maggiore insistenza una vita non più clandestina ma alla luce del sole. Sembra approvare la mia richiesta, ma chiede un po’ di tempo e di calma, ha appena cambiato città e lavoro e deve considerare il modo migliore per conservare forte il bellissimo rapporto che ha con i figli. Ci resto molto male, ma tutto passa quando ci vediamo insisto lo voglio tutto per me, sembra intimorito continua a chiedermi calma e tempo mi dice che la convivenza stravolgerà molti equilibri sia all’interno della nostra unione che di quella con le altre persone (ex coniugi, figli, parenti, amici). Sono furiosa e delusa esco con altri uomini, storie che durano poco non riesco a stargli lontano e quando mestamente torno da lui ne sono sempre più infatuata. Lo persuado che i miei sono dei colpi di testa, però diventa più dubbioso e suscettibile e inizia ad essere incerto sulle ragioni che mi portano a volerlo come compagno.
Continuiamo a vederci percependo sempre le stesse intense trepidazioni, ho l’impressione che non sarà mai completamente mio e un anno fa decido, succeda quel che succeda devo imbattermi in un uomo tutto per me e questa volta devo andare fino in fondo e non guardarmi più indietro. Il caso vuole che ad una cena tra amici incontro il mio attuale compagno, accetta subito di vivere con me. All’inizio non credevo a me stessa ci stavo riuscendo mi stavo dedicando ad un’altra persona, brava, buona, gentile disponibile che stravede per me attratta da me. Piena di orgoglio e di convincimenti faccio di tutto per mostrare (a Lui finalmente ex) la mia nuova condizione di donna soddisfatta di donna che sa vivere anche senza di Lui.
Purtroppo l’entusiasmo è durato poco e a distanza di un anno mi ritrovo oggi ad essere tornata la donna di quando ero ahimè sposata.
A questo punto Le chiedo cosa mi succede, cosa mi consiglia di fare, non vorrei tornare in ginocchio da lui eppure è pazzesco quanto desidero vederlo e toccarlo non riesco a farlo uscire dalla mia mente, perché nonostante altre storie io fantastico una vita solo con lui? Con il mio attuale compagno non sto male è sempre disponibile scatta ad ogni mio sospiro farebbe qualsiasi cosa per me, ne sono più che certa l’unico grosso problema è la sua tremenda gelosia, però manca quella scintilla che faccia decollare questo rapporto dal volergli bene ad amarlo anche la metà di quello che ho provato con lui (mi accontenterei) e da amore a passione e desiderio.
La ringrazio e la saluto
Marisa

Cara Marisa,
Sicuramente scoprirsi Donna a 40 anni è una cosa meravigliosa, ma non so se, guardando il rovescio della medaglia, lo sia davvero: un matrimonio fallito, un figlio abbandonato al suo destino, un amore passionale dall’elettroencefalogramma sempre più piatto ed il ricordo di un uomo meraviglioso che la desidera come Donna, ma evidentemente non come Moglie…
Il problema è che qualsiasi unione stabile comporta una serie di rinunce e dura solo se ci si costringe ad una disciplina piuttosto severa, sia verso sé stessi, sia verso il partner. Accorgersi che tutt’intorno al proprio piccolo mondo esistono una serie di occasioni di crescita e di gratificazione personale può essere entusiasmante, ma può rappresentare anche un pericolo per la propria stabilità ed il proprio equilibrio. Lei, ad esempio, ha imboccato da giovane la via del matrimonio, per poi ricredersi in età più matura, coinvolgendosi in una meravigliosa storia d’amore e di passione. Risultato: dopo una serie di storie senza storia, come nel Monopoli, lei è tornata al punto di partenza, senza passare dal via… E ora? O ripercorre lo stesso cammino già intrapreso, che le porterà, come ormai sappiamo, intense gioie ed intensi dolori, oppure si siede nella mediocrità del suo quotidiano, dove non ci sono grandi bagliori, ma almeno è un luogo di tranquillità e di pace, in cui è possibile programmare eventi futuri ed obiettivi da raggiungere.
Cordiali saluti e auguri.
Dott.ssa Proietti, Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
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