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figliaHo bisogno di un consiglio per la mia situazione. Il mio fidanzato e convivente (da due anni e mezzo) ha una figlia di 10 anni e in questi anni ha rarissimamente dimostrato la nostra felicità (iniziale,perlomeno) in presenza di lei, tantomeno ha delle dimostrazioni di affetto nei miei confronti. Purtroppo questa situazione e la lontananza (da più di un anno ci possiamo vedere solo nel fine settimana, quindi di fatto non conviviamo più per motivi di lavoro) hanno portato ad una situazione di insofferenza da parte mia. Infatti potendolo vedere solo nel week end gradirei le sue attenzioni, ma un fine settimana si e uno no c’è la figlia e quindi io non devo esistere perlui. Ultimamente la cosa si è aggravata perchè lui non mi vuole nemmeno più aiutare con le faccende di casa quando c’è la figlia, così sono costretta a fare tutto da sola pur lavorando fuori città dal lunedì al venerdì. Infine, e cosa secondo me gravissima, lui pretenderebbe che in ogni nostra vacanza (che sia un fine settimana o le vacanze estive) ci fosse sempre la figlia, cioè secondo lui noi non dovremmo fare vacanze da ‘fidanzati’. Mi aiuti per favore, mi dia un consiglio. Gli ho proposto di andare anche da un terapeuta di coppia (anche se non saprei chi, magari lei potrebbe consigliarmi qualcuno) ma non ci vuol sentire. Lui crede di essere nel giusto e che và bene così. La prego ho bisogno di un consiglio al più presto perchè a causa di questo ci stiamo lasciando, e io non accetto di lasciarci per questi motivi.
Una Lettrice

Carissima Lettrice,

Effettivamente la vostra relazione sta prendendo una strada pericolosa, per cui è giusta l’idea di affrontare subito i problemi, cercando di risolverli. La terapia di coppia può essere un ottima soluzione, ma se non c’è la motivazione di entrambi non funziona.
Quanto al comportamento del suo fidanzato, sono giustificabili le attenzioni che desidera dare alla figlia: del resto, lei non ha scelto un’single’ per compagno, ma un uomo saggio e responsabile che si preoccupa della felicità e del benessere della sua bambina anche se non vive più con lei (come penso lei stessa avrebbe gradito avesse fatto suo padre, se si fosse trovata in una condizione simile).
Detto questo, non vedo cosa possano entrarci le faccende domestiche: perché mai non dovrebbe farle davanti alla figlia? E’ evidente che non ci sono spiegazioni plausibili, se non nel senso che questo comportamento potrebbe apparire svalutativo della figura paterna, magari perché questa è la lettura che ne dà la madre della bambina. E qui entriamo in un campo minato…

Quello che, in conclusione, mi sentirei di dire a lei è che, se aspira ad avere con il suo uomo un rapporto più coinvolgente, “da fidanzati”, non dovrebbe scegliere come partner il padre di una bambina di dieci anni, ma un vero e proprio ‘single’.
A meno che non la attraggano quei soggetti che si sposano, mettono al mondo dei figli, si separano e poi spariscono, senza lasciare traccia di sé, perché in fuga d’amore con la fidanzata di turno.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


Contatti e Consulenza con la Dr. G. Proietti

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