Dentro e Fuori di te

Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico 2001-2011  
Pagina n. 14

LEI E’ UN TIPO ‘PRECISINO’

Carissima Dottoressa,
spero non cestini questa mia lunga e-mail ma in questo momento sto molto male ed ho bisogno di un consiglio: mi chiamo Nanni e sono sposato da 2 anni e sei mesi con 3 anni di fidanzamento. la situazione di rapporto matrimoniale e di fidanzamentole oserei definire perfetta (inclusi i normalissimi alti e bassi del qutidiano). invece da circa 6 mesi o più il mio matrimonio è un inferno: la mia grande difficoltà è che mi ritrovo in questo problema come un fulmine a ciel sereno, visto che sono stato io in fin dei conti a tirare fuori il problema, principalmente un problema di carenza di condivisione di tempo e spazio e di intimità con mia moglie e lei per tutta risposta ha messo in crisi il rapporto seppur non ha mai pronunciato le parole separazione/divorzio, e poche volte come adesso mi sono ritrovato a non sapere cosa fare. Preciso alcuni passaggi mia moglie ha 27 anni ed ha una cultura come la mia  (alta) mi piace fisicamente ha 7 anni meno di me è un tipo “precisino”, una persona che ha fatto della sua agenda sul cellulare una specie di mito cosi non ci si dimentica di niente (dice Lei) ed io a dirle che a volte la dimenticanza può essere un valore; a volte  cerca nell’ordine domestico l’ordine del mondo non che questo sia a livello di fobia ma diciamo che io sarei un pò più “creativo” penso che se c’è qualche foglio in più sulla scrivania non cade il mondo, tra l’altro ho vissuto parecchio tempo da solo fuori dalla famiglia di origine e so badare a me stesso in tutto, compreso stirare le camicie, dunque ritengo di saper autoregolamentarmi. La nostra relazione è sempre stata molto positiva impostata soprattutto sul dialogo e sul non dare per scontato niente nel senso che ci siamo sempre ripromessi di dirci quando qualcosa dell’altro o della casa/progetti in generale non andasse, in modo da non fare “incancrenire la cosa” io sono sempre stato molto attivo e presente in casa per varie cose “spesa alimentare, lavoretti da bricolage, cucinare(è un mio hobby), e presente in attenzioni, decisioni importanti scelte di vita, e così pure mia moglie diciamo che ci si  integrava come un incastro perfetto,insomma mi sembrava di essere nel famoso quadretto di giovane famiglia perfetta. Mia moglie lavora da impiegata statale(ha capacità superiori al lavoro che svolge); contestualmente ha portato a termine una laurea con ottimi risultati e sta proseguendo gli studi, sul lavoro è molto stimata e per tale motivo le hanno offerto altri impegni lavorativi che
le portano via del tempo, oltre ad altri impegni extra lavorativi nuovi e/o preesistenti, anchi’io ho un lavoro molto pressante dal punto di vista dell’impegno psico/fisico e degli hobby cui mi dedico, ma ultimamente accade che mia moglie è sempre assente in casa cioè mi capita molto spesso di passare le serate da solo per via dei suoi impegni “irrinunciabili” ed io invece rinuncerei volentieri ad impegni extra, stante il poco tempo, per stare con lei avere anche dei momenti romantici e di intimità, cosa che invece non esiste più:Le serate in cui rimane a casa finiscono con la lettura di un libro, io da una parte lei dall’altra senza condivisione di niente se le chiedo di parlare o scherzare o per di più tento un timido approccio fisico in qualunque di questi casi mi viene detto
che la devo lasciare in pace perchè dopo una giornata pesante ha bisogno di rilassarsi” quindi da circa 10 mesi “mi tocca” girarmi dall’altra parte e cercare di dormire tanto sono anch’io stanco e mi addormento. Quello che non capisco è perchè io seppur stanco cerco di tirar fuori le mie ultime energie(psico/fisiche)della giornata per condividerle con mia moglie ed invece lei si ritrae in questa solitudine? Dicevo che in circa 6-7 mesi i nostri rapporti sessuali erano di circa 1 ogni 40 giorni circa(non tengo il conto), adesso da 4 mesi non abbiamo più rapporti (ma neanche un bacio appassionato); senza un motivo plausibile alle mie rimostranze via via crescenti ed impetuose la risposta è non lo so, non mi va. infatti 4 mesi fa ho spiegato chiaramente il mio malessere, sia per i
momenti di condivisione che per la rarefazione dei rapporti sessuali, quando un pomeriggio chiaccherando mi diceva che fra 2 anni o forse 1anno e mezzo voleva allargare la famiglia ( non abbiamo figli al momento per scelta) io mentre parlava pensavo vabbè  programmare ma sembra un punto “dell’agenda di governo” e poi mi son detto ma lo sa che per avere dei bambini (quantomeno nel modo classico) bisognerebbe (uso il condizionale) avere una vita di relazione e di coppia?? tutto questo ha ingenerato quella che definisco una crisi matrimoniale. Ultimamente è comparsa anche una sintomatologia tipo gastrite con dimagramento  (accertamenti in corso). mi sento un pò frustrato vorrei aiutare mia moglie ma non so cosa fare anche perche più che altro vorrei tornare a stare bene con lei come prima sia nel modo di condividere il tempo insieme che sessualmente, per me tutto questo è  frustrante. Per favore le chiedo dei consigli su cosa fare come comportarmi, voglio molto bene a mia moglie e quindi penso, che dovrei starle vicino ma non saprei come visto che lei mi ha escluso dalla sua vita se non nel racconto quotidiano della pesantissima giornata (oramai chi non ha la giornata pesante sul lavoro?). ho pensato anche ad un rapporto extraconiugale (di mia moglie) ma a domanda precisa mi ha detto che non esiste nessun altro uomo. non so come approcciarmi a questo problema La prego di aiutarmi. Nel ringraziarLa per avermi letto fin qui La saluto
Cordialmente

Nanni

Caro Nanni,

La cosa che mi stupisce è che lei e sua moglie non abbiate ancora pensato ad una terapia di coppia. Cosa pensava di ottenere ponendole una ‘precisa domanda’? Forse una ‘precisa risposta’? Come vede, sua moglie non è poi così precisina come lei forse la vorrebbe: il nuovo lavoro può averla infatti confusa, aprendole nuove prospettive, facendole conoscere una nuova realtà, nuove persone, nuove ambizioni. Nella vita si cambia continuamente e quindi lei deve pensare che non ha sposato una fotografia o un androide programmato (veda la nostra intervista a David Levy): sua moglie è, come lei, una persona in evoluzione, alla costante ricerca di nuovi equilibri. Se non comunicate da mesi, se non sapete più nulla l’uno dell’altra, se non avete più progetti da realizzare insieme nel breve periodo, se non avete più rapporti sessuali… Come è possibile cercare di mantenere vivo il vostro rapporto? Come è possibile adattare continuamente il patto di coppia all’origine della vostra unione ad una realtà in continuo movimento e trasformazione? C’è bisogno di riaprire il dialogo fra di voi, di spiegarvi, di esprimervi, magari anche di litigare se c’è qualcosa che non va, qualcosa che vi disturba. Continuare così non può che portarvi direttamente nell’ufficio di un avvocato… Non sarebbe meglio passare prima dallo psicoterapeuta? Provi a proporlo..
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti, Ancona

DEPRESSIONE

Ho 31 anni,sono una ragazza che ha sempre vissuto all’estero per motivi di famiglia. 4 anni fa ho avuto una profonda depressione,sono stata in cura da uno psichiatra e ho fatto psicoterapia per diversi mesi. Nell’arco di questi anni ho avuto ricadute annuali di cui l’ultima dallo scorso ottobre,di grave entita’.Vorrei sapere se e’ possibile che la depressione ricompaia con questa frequenza e se questo significa che io non ho ancora risolto i miei problemi.
La ringrazio, Benedetta

Carissima Benedetta,

La sua lettera è un po’ troppo breve e non riesco a comprendere né il tipo di depressione che ha avuto, né le cure che ha effettuato e per quanto tempo.
Bisognerebbe anzitutto capire se la sua depressione era dovuta a qualche fatto contingente (perdita di una persona cara, forte delusione d’amore, senso di sconforto o fallimento personale, ecc.) oppure se non aveva nessuna causa apparente (depressione endogena).
E’ chiaro che dalla prima, superato il periodo difficile, se ne esce con maggiore facilità.
Esiste anche una certa predisposizione familiare a soffrire di depressione, ma non è solo un fatto genetico: contano molto anche gli insegnamenti, i comportamenti, la concezione stessa della vita che hanno i propri genitori, che sono anche i propri modelli.

Detto questo, per rispondere alla sua domanda, direi che è sbagliato generalizzare: ogni depressione ha una storia a sé. In ogni caso, le sembra pensabile curarsi per qualche mese e poi pretendere di dover star sempre bene per il resto della vita? Penserebbe la stessa cosa se avesse avuto una bronchite, un mal di denti? Nessuna terapia psicologica, purtroppo, vale come un’assicurazione sulla vita. 🙂

Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO GIOVANE, ASPETTO UN FIGLIO, MA NON SONO FELICE

Buongiorno,Sono una ragazza di 25 anni aspetto un bambino sono gia’ di 4 mesi,vi scrivo perche’ non so’ piu’ come fare.Ho sempre sofferto di crisi nervose nel senso che appena non mi dano retta oppure mi escludono inizio a diventare nervosa e a rompere qualsiasi cosa io trovi e inizio a farmi del male da sola.Attualmente ho un lavoro con i miei in un negozio sono sposata da 5 mesi il rapporto con mio marito non va molto bene lui e’ molto aggrssivo appena sbagli qualcosa ti rimprovera subito,piango molto spesso e mi sento molto triste,Ho gia’ frequentato psicologi e psichiatri prendevo anche degli antidepressivi ma adesso siccome sono incinta ho dovuto sospenderli. Cosa dovrei fare avrei bisogno di qualche indirizzo dove poter recarmi . Grazie

Carissima,

Non posso darle gli indirizzi, un po’ perché non so dove vive ed un po’ perché secondo me è il paziente stesso che deve scegliersi un terapeuta di fiducia. Se non c’è la fiducia infatti non c’è l’impegno, e se non c’è l’impegno non ci sono poi neanche i risultati.
Non so in che cosa abbiano consistito i suoi rapporti con gli psicologi, e non so se ha mai pensato di fare una terapia di coppia. Io gliela consiglierei, allo scopo di cercare di riportare un po’ di serenità nella sua vita, come dovrebbe essere per una donna in ‘dolce attesa’.
Quanto alle sue ‘crisi nervose’, provi a domandarsi se questi comportamenti non rispettino piuttosto un modello da lei osservato fra le figure adulte della sua famiglia, quando era una bambina. In ogni caso, sono dei comportamenti dovuti al fatto che ci si sente incapaci di confrontarsi con gli altri, e per questo si cerca di spaventare l’interlocutore con atti di violenza o autolesionistici. Sarebbe molto meglio cercare di far valere le proprie ragioni con comportamenti più maturi, ma questo è del resto impossibile se si vive sotto pressione. Dunque, come le dicevo all’inizio, il mio suggerimento è quello di intraprendere una terapia di coppia. Cerchi di convincere suo marito: qui si tratta di tutelare non solo la vostra serenità di coppia, ma anche il benessere del vostro bambino.
Cari saluti e tanti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LA FORZA PER FARLO

Buon giorno,vivo da circa 1 anno con il mio compagno e nostra figlia di 8 mesi.La nostra convivenza è iniziata dopo aver saputo della gravidanza.Ci frequentavamo con alti e bassi da 3 anni,io innamorata persa lui incostante.Ci eravamo appena lasciati,in quanto lui messo di fronte alla scelta se vivere insieme o no aveva deciso di troncare, e dopo poco ho scoperto di aspettare una bimba.Ho deciso di portare avanti la gravidanza nonostante il suo iniziale entusiasmo e poi disappunto, vicinanza e allontanamenti. Non ti dico che gravidanza ho passato tra pianti e incertezze. La mia bimba è nata, prematura ma bellissima e ora è un fiore sorridente e allegro…ma la convivenza con lui non va per nulla bene. é legato alla bambina ma non si occupa di lei, lavora olto è spesso in giro per l’italia e io son sola a casa con la pupetta. quando torna passa i pochi giorni con noi a dormire, giocare alla pley station oppure va a calcetto…insomma veniamo sempre dopo.Continue discussioni affaticano e rendono patetico il tempo insieme…le vacanze son andate benino e qualche giretto insieme ci dà respiro..ma lo vedo poco responsabile.delegante e non innamorato di me.é come se si esistesse solo lui e le sue esigenze e quando lo metto di fronte a questo dice che sono una rompi scatole e che non mi accorgo di cosa lui fa per me…ossia accettarmi in casa nonostante non mi ami e non mi sopporti, dice di farlo per la bambina.Altre volte è più tenero e dice che gli manca il tempo con me e di aver pazienza…io mi son stufata e a volte raggiungo un tale stato di rabbia che non ti dico….ma non riesco ad andarmene,nonostante le cattiverie che mi dice…ho paura per la bimba che lui staccandosi di me non veda più lei e forse anche temo di non farcela da sola!!non so se cercare di affrontare in modo diverso il rapporto con lui e lavorare su questo o lavorare sul fatto che devo andarmene e trovare la forza per farlo.

Gentilissima,

A mio parere lei non dovrebbe lavorare su questo o su quello, ma lavorare e basta. Risolverebbe così due problemi: quello della indipendenza economica e quello di ritrovare un interesse fuori della famiglia, con nuovi rapporti sociali e una vita di maggiore qualità. Sua figlia è ancora piccola, ma potrebbe trovare per lei una sistemazione, come fanno tutte le mamme che lavorano. In questo modo creerebbe le premesse per la decisione più importante: restare o andarsene?

Cordiali saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti – Ancona

BUTTARE TUTTO ALL’ARIA

Buongiorno mi chiamo sara ho 32 anni sono sposata da un anno. Sono stata fidanzata per 12 anni, mio marito e stato l’unico uomo della mia vita. Circa 5 anni fa ho inziato a concentrarmi molto sul mio aspetto estetico, pur non essendo grassa ho inziato una dieta che poi e diventata il mio stile alimantare, in mamiera da stare sempre in forma abbinato a sport, cosmetici e quantaltro potesse servire per stare sempre in forma. Sono dimagrita molto fino a sfiorare livelli pericolosi, durante questo periodo ho anche sofferto di attacchi di panico. Quando l’anno scorso abbiamo deciso di sposarci io ero felicissima, finalmente si realizzava il mio sogno, ma adesso mi sembra un incubo, dopo pochi mesi di matrimonio mi sono sentita attratta da un altra persona, tra l’altro il mio migliore amico, sono caduta in depressione, piangevo tutti i giorni e non mi riuscivo a spiegare perchè se si era realizzato il mio sogno desideravo sessualmente un altro. Stanca di tutto ho raccontato tutto a mio marito il quale ha avuto una reazione strana, mi ha quasi compreso, dicendomi che il problema e dentro di me e io me lo dovevo risolvere da sola in quanto questa persona non provava niete per me ed io avevo scambiato il suo affetto di amico per altro. Allora sono andata da una psicologa, ho inziato a leggere libri sulla coppia e sulle problematiche relative ad essa. E ho capito che proprio la mia ossessione per il corpo e la bellezza centrano, il mio amico che mi ha suggitato queste emozione e una persona attraente e seduttiva, mio marito e attraente e ha tantissime qualità che lo rendono una persona bella e speciale, ma è poco seduttivo. E forse proprio questa cosa ha fatto suscitare in me queste emozioni, ho anche capito che anche sessualmente parlando in nostro rapporto era diventato noioso e ripetitivo e anche mio marito me l’ha confessato. Il prolema è che io vorrei cambiare il nostro rapporto, gli ho proposto di leggere dei libri sulla coppia, sul tantra, gli ho chiesto di inziare una terapia di coppia che potesse aiutarci a superare le difficolta, ma lui mi ha detto che non se la sente di andare da un terapista perche no saprebbe cosa dirgli, e contento che io ci vado e risolvo i miei problemi, ( che a mio avviso sono anche i nostri), i libri che ho comprato li ha sogliati un pò. Il tanto io non sono serena, sono triste e amareggiata ho difficoltà ha incontrare il nostro amico per un perido ho cercato di non vederlo ma ho capito che il problema non e lui ma e in me e forse in mio marito,ad avere una vita sessuale appagante e a vivere la quotidianita con leggerezza. Per cortesia mi dia una mamo a capire come posso affrontare meglio questa situazione sento che mi sto avvilendo, ho paura di duttare la spugna e di buttare tutto all’aria. Mi bastano poche righe, ho notato che lei cerca di andare subbito al cuore del problema, e una persona molto sensibile e molto attenta alle dinamiche di coppia. Grazie per il suo tempo. Sara

Cara Sara,

Grazie anzitutto per i complimenti. Credo che il vostro problema non nasca oggi, ma che lei abbia già percepito le avvisaglie della crisi quando ha cominciato a mettersi a dieta e a curare in modo ossessivo il suo corpo. In quel modo ha cercato il cambiamento, perché capiva che qualcosa doveva essere cambiato, ma è andata fuori strada. Invece di lavorare sulla vostra relazione di coppia infatti, lei si è concentrata unicamente su sé stessa, esagerando e sbagliando, come lei stessa tra le righe ammette.
L’attrazione per il suo amico non significa che lei non ama più suo marito, ma certo è un ulteriore segnale di stanchezza del vostro rapporto di cui dovrebbe tenere conto. Ritengo che lei dovrebbe coinvolgere suo marito in una terapia di coppia, perché è importante crescere insieme: se lei legge dei libri sulla coppia che lui non conosce e non capisce vi allontanerete ulteriormente.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti – Ancona

DISAGIO SOCIALE

Salve a tutta la redazione di psicolinea. Sono un vostro assiduo frequentatore e volevo parlarvi di un mio disagio sociale che affronto da oramai 3 anni . Da quando ho incominciato l’universita’ il mondo dolce e spensierato delle scuole medie superiori e’ finito .Sono come in caduta libera (dalla quale cerco di aggrapparmi a qualcosa per non cadere piu’ in basso). I miei problemi non so da cosa scaturiscono, l’unica cosa che so ‘ e’ ke da quando varco la porta dell’universita’ incomincia a salirmi una sorta di depressione che mi porta inesorabilmente ‘ a scappare dalle lezioni per evadere da quel luogo che mi porta tanti problemi. Ovviamente sono consapevole che i problemi ce li ho solo io in testa ed e’ per questo che chiedo un vostro aiuto. Una delle possibili cause penso che sia la mia altezza (1.67) che purtroppo sembra l’unica cosa che vede la gente quando mi conosce (Marco quando cresci , Marco quando ti alzi dalla sedia ? Oh stai gia’ in piedi) . Purtroppo non ho nessun’altro nella mia condizione (sono tutti piu’ alti di me anche le donne !) e quindi la cosa mi crea moltissimo disagio. Un’altra possibile causa e’ la mia votazione scolastica mai eccellente (se confrontata a quella di molti altri) nonostante il grandissimo impegno che ci metto forse solo per sentirmi apprezzato in qualke altro piano. So che non dovrei piangermi addosso ma e’ una cosa che non riesco proprio a combattere senza un consiglio . Grazie del tempo concessomi . Marco

Caro Marco,

Evito di farle la lunga lista delle persone di bassa statura che hanno comunque vinto la loro battaglia… Certamente è comprensibile che sentirsi il più piccolo in un gruppo di persone più alte le può creare un senso di disagio, che è difficile da sostenere e da superare. Ciò nonostante, le posso dire che ho avuto in terapia dei ragazzi che avevano un problema opposto: essendo alti, o troppo alti rispetto al gruppo degli amici e dei conoscenti, non riuscivano a sentirsi a loro agio. A loro appariva di essere goffi e maldestri ed inoltre si sentivano costantemente al centro dell’attenzione: andando in giro per strada si sentivano osservati e presi in giro, come se fosse un dovere sociale quello di accompagnarsi a persone di pari altezza, per soddisfare le ragioni estetiche della gente che osserva.
Dunque, come vede e come lei ha perfettamente intuito, il problema è nella testa delle persone che si sentono troppo al centro dell’attenzione degli altri, così come della superficialità di certi giudizi o di certe affermazioni (come quelle che lei riporta), dette solamente perché non si ha evidentemente altro da dire.
Il consiglio è quello di stare tranquillo e di porsi degli obiettivi di crescita personale, che vanno al di là della statura, ma che riguardano soprattutto il campo dell’intelligenza, della simpatia e della cultura. Una persona che può vantare queste tre doti sta molto più in alto degli altri, mi creda. 🙂

Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti – Ancona

RAGAZZA INESPERTA

Salve..volevo se possibile avere dei chiarimenti su di una situazione “spiaceole” che mi si è presentata per la prima volta 2 giorni fa.. Sono fidanzata conun bravissimo ragazzo da un po di tempo,con il passare dei mesi il nostro raporto va sempre più intensificandosi,il nostro desiderio mentale è diventato anche fisico così che una settimana fa abbiamo avuto la nostra prima volta insieme comunque non programmata(da premettere che io non ero vergine,lui lo era)ed è stato bello.. Due giorni fa quando ci siamo visti avevamo etramb una forte voglia di fare l’amore(anche se lui l’aveva programmato)così ci siamo appartati in macchina(scomodissima perche non riuscivamo a trovare la posizione giusta e lui di questo si innervosì non poco)dopo un po di preliminari rstammo solo con gli slip ed io addosso a lui ma mi esi conto che quacsa non andava cioè che il suo membro non era in fase di eccitamento(scusate del termine ma sembrava morto)e improvviamente lui mi dice di togliermi e rivestirmi.. Così quella sera mi riaccompagnò a casa senza dirmi una parola e con le lacrime agli occhi e senza guardarmi in faccia.. Poi tutta la giornata di ieri è stata a casa nel letto chiamandomi e dicendomi che non riesce a spiegarsi quell’incoveniente visto che aveva una voglia matta di stare con me e comunque si sentiva che non aveva voglia di parlarne.. Adesso ho la testa pervasa di dubbi..non so se preoccuparmi..se forse il problema sono io che non sono in grado di eccitarlo(anche se lui ha sempre sostenuto da quando ci siamo fidanzati che sono la donna pi attraente che abbia mai conosciuto..anzi senza peccare di presunzion credo che per il io aspetto inizialmnte si fianzò con me) Non so se è lui che ha un problema ..non lo so..ho solo paura che se questo fatto dovesse ripetersi..il nostro rapporto possa mettersi in discussione..non so come comportarmi..non so cosa pensare..vi prego aiutatemi..ho bisogno che qualcuno mi dia un chiarimento positivo o negativo che sia..vi ringrazio aticipatamente da ragazza forse ancora un po inesperta.

Carissima ragazza inesperta,

Anzitutto cominci ad abituarsi all’idea che qualche volta gli uomini hanno queste défaillances, perché anche se in loro tutto è normale, può sempre capitare di avere una disfunzione eretttile causata da ansia da prestazione.
Questo problema si presenta in modo particolare quando l’uomo è ancora giovane ed inesperto, oppure se ha poca fiducia nelle sue abilità e possibilità, se si sente giudicato dalla partner, se il luogo in cui si trova è troppo scomodo o poco sicuro, se la partner è più esperta, se la partner è recente o è occasionale, se la partner è troppo attraente, e così via. In realtà tutte queste differenti situazioni che le ho elencato (e ce ne sarebbero molte altre) richiamano ad un unico vissuto: l’ansia da prestazione, ovvero la paura di sbagliare, di subire critiche, di non essere all’altezza delle aspettative della partner.
Che fare? Assolutamente nulla: non dare troppa importanza alla cosa, scherzarci su, lasciare che trascorra del tempo, che vi conosciate meglio, che il suo ragazzo si senta più sicuro del vostro rapporto, che non si senta giudicato da lei o, peggio, messo a confronto con gli altri con cui lei ha avuto rapporti in precedenza.
Gli faccia capire che lei si fida di lui e che lo apprezza ugualmente, anche se al momento ha questo piccolo problemino…

Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti – Ancona

NON E’ LA SOLITA STORIA

Amo un uomo da 2 anni che sta con una donna da 10 e non riesce a lasciarla.non e’ la solita storia.lui ne soffre davvero ,desidera me ma procrastina sempre la chiusura con l’altra adducendo le piu’ varie scuse.e’ una vera e propria incapacita’,un vero blocco.quando affronto l’argomento ,cambia voce e diventa un bambino piagnucoloso.ha 52 anni ed e’ un imprenditore di successo!serio ,affidabile e pieno di qualita’.cos’ha che non va?e’ consapevole di avere un problema e e vuole risolverlo.grazie

Gentilissima,

Mi scusi, ma a me sembra esattamente “la solita storia”. Forse lei ha elementi di conoscenza che io non ho e la sua lettera del resto non mi è molto di aiuto, perché troppo breve. Forse lei non desidera un consiglio da me, ma una rassicurazione: mi spiace, non posso dargliela!

Le faccio comunque molti auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

MIA MOGLIE E’ IN CRISI

Mi chiamo Pino, ho 28 anni una moglie con la quale sono sposato da 9 anni, e due figli. Da qualche mese mia moglie ha scoperto lo yoga come mezzo per liberarsi da frequanti attacchi di panico. Durante questo percorso ha fatto amicizia con una persona con la quale si è sfogata ed ha parlato. Tra loro non c’è stato nulla, solo qualcosa di platonico, forse neppure. Solo che ha intrattenuto questa amicizia di nascosto da me. Con questa persona, che per altro è omosessuale con atteggiamenti da santone orientale (mi ci ha fatto parlare er telefono) lei è riuscita a far venire fuori la sua personalità il suo carattere. Solo che è diventata aggressiva verso tutti e tutto. Perché quando sono riuscito a scoprire cosa accadeva lei è andata su tutte le furie, rinfacciando a me e alla sua famiglie le colpe del suo non essersi riuscita a realizzare. Tenga presente che mia moglie svolge un lavoro che non le piace, ma che comunque serve a mandare avanti la baracca. Le liti si stanno susseguendo: lei mi ha detto di non provare più lo stesso sentimentoper me e di non volere più il sess perché lei non ne ha più bisogno, perchéla sua crescita deve essere solo spirituale. Io da parte mia, accecato dalla gelosia, ho esagerato in alcuni miei “controlli” facendole sentire di non avere più fidcia in lei. MI ha chiesto di stare insieme per i bambini (hanno 5 e 7 anni), mi aveva promesso di parlare anche con me quando aveva bisogno, ma ha proseguito a inviare sms al suo amico. Qualche giorno fa la catastrofe perché del suo cambiamento si è accorta anche la madre che mi ha telefonato dicendomi che la figlia l’aveva trattata male. Io ho chiamato mia moglie che è andata su tutte le furie e tornando a casa dal lavoro mi ha detto una frase che mi ha fatto andare su tutte le furie. meritavi di essere tradito. Le ho dato uno schiaffo di cui mi sono pentito immediatamente. Solo che il rapporto si è incrinato del tutto. COme posso fare a recuperare? Lei, un un attimo di pausa dalle liti, mi ha fatto capire che ancora prova un po La ringrazio. Saluti

Gentile Pino,

Credo che, quando si ha un matrimonio in bilico e due figli piccoli da crescere, l’ultima cosa da fare, se si è persone responsabili, è “andare su tutte le furie” o addirittura alzare le mani sul coniuge. Chi, fra voi due, è dotato di maggiore buon senso, lo dimostri. Sua moglie potrebbe essere depressa: il lavoro non le piace, la condizione economica, a quanto capisco, non è splendida, fra voi non c’è più molta attrazione fisica, i bambini sono piccoli e danno molto da fare… E’ del tutto giustificabile che una persona, come sua moglie, che si sente profondamente infelice, cerchi una strada per recuperare un po’ di benessere e di voglia di vivere. Non so se quella che ha scelto (yoga, amicizia con il tipo omosessuale ecc.) sia la strada giusta: fatto sta che lei non si può sentire estraneo alla crisi di sua moglie, come se la cosa non la riguardasse per niente… Ritengo che lei farebbe bene a cercare di comprendere quali sono le problematiche che hanno messo in difficoltà il vostro rapporto in tempi recenti (troppo lavoro, troppo stress, poco tempo per voi, ecc.) e cercare di porvi rimedio. Sia complice di sua moglie in questa ricerca di benessere, non si ponga come un nemico da combattere, aggiungendo stress a stress e contribuendo così a distruggere ciò che ancora c’è fra voi, ciò che ancora vi lega. Quello che le suggerisco è una buona terapia di coppia: riuscirete a diminuire la conflittualità e a comunicare meglio e forse le sarà più chiaro PERCHE’ sua moglie si trova in questa situazione e come fare, insieme, per venirne fuori.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

CADUTA IN UN BUCO NERO

Gentile dottoressa,ho un problema che mi angoscia e sento la necessita di chiederle un consiglio. Ho 28 anni e da 5 sono fidanzata con un ragazzo di 33 anni, con un grande hobby, la musica. Lui suona in un gruppo musicale ; e questa sua passione è sempre stata al primo posto nella sua vita, più importante dei familiari e di me. Ha sempre fatto bene o male quello che voleva, andando a suonare 4 sere a settimana e riducendo i nostri incontri al minimo.7 anni fa ha avuto un incidente stradale in cui si è ferito gravemente il suo migliore amico e si è interrottta la loro amicizia.(questo ragazzo suonava con lui) Lui ancora adesso pensa spesso a questo incidente e non so se a causa di questo o per cos’altro, non riesce a legare amicizie con nessuno perchè dice che un grande amico ce lo aveva e lo ha perso e non gli interressa niente di nessuno. Io, purtroppo ho subito degli abusi da ragazzina e solo 3 anni fa sono riuscita; grazie all’aiuto di una psicologa a uscire dall’ansia e dalla tristezza che mi avvolgevano. Un pò per amore , un pò per non restare sola, ho sempre accettato questa storia così, mantenendo comunque le mie amicizie. Negli ultimi giorni il mio ragazzo ha voluto prendersi una pausa perchè dice di non essere più sicuro dei sentimenti che prova per me e neanche del fatto se vuole una ragazza o preferisce rimanere da solo per essere più libero. Da quel momento mi sembra di essere caduta in un buco nero. Ho paura di ricadere nel tunnel della depressione. La prego, mi dia un consiglio, non so dove sbattere la testa. G.

Cara G.,

Francamente non capisco che tipo di consiglio mi stia chiedendo: forse se lasciarlo o non lasciarlo? Spero proprio di no, perché credo che anche lei comprenda che la vostra storia, durata cinque anni, non può essere sintetizzata in questa lettera di poco più di dieci righe. E sarebbe altrettanto assurdo che io le consigliassi (in nome di che cosa? Della scienza, del buon senso, della mia opinione personale?) se lasciare questo ragazzo o no. Quello che le posso consigliare è di rivolgersi alla psicologa con la quale ha fatto psicoterapia, riuscendo, come lei stessa ammette, ad uscire dall’ansia e dalla tristezza che la avvolgevano. Solo una persona che la conosce bene potrebbe aiutarla, ma non attraverso i consigli, che sono sempre opinabili: lei ha bisogno di una persona che la aiuti a leggere quello che c’è dentro di lei e le decisioni che lei ha forse già preso.
Cari saluti e auguri.

Dr.ssa Giuliana Proietti – Ancona

VACANZE ESTIVE

Gentile Dottoressa, è proprio in merito alle vacanze in generale e vacanze estive in particolare che vorrei chiedere una consulenza.Sono divorziata da 7 anni senza figli e non ho un compagno ma solo un amico non libero che vedo saltuariamente, abito coi miei genitori con i quali ho spesso un rapporto conflittuale specialmente con mia madre. Da quando sono dovuta ritornare a casa l’estate andavo con loro qualche giorno in albergo in una località termale o altrove ma dallo scorso anno ho rinunciato perchè i miei sono cagionevoli e finirei col discuterci o fare da assistente ed il beneficio di vedere un luogo diverso andrebbe in fumo insomma il rapporto beneficio- rischio mi hanno fatto rinunciare. La scorsa estate durante le ferie sono solo andata al mare avanti e indietro e basta. Difficile trovare amiche libere, a me non piacciono viaggi per singles o in pullman e ho varie fobie su quasi tutti i mezzi di trasporto tranne la macchina ero troppo abituata bene con mio marito che ora non mi lancio da sola…neanche durante l’anno faccio niente ma vivo solo in città divertendomi con musei e cinema insomma le mie valigie sono da immemorabile tempo incollate a terra. Inevitabile la frustrazione ma tra il non sapere con chi andare le ansie etc. soprattutto quando tutti partono…ma ripeto molto dipende da me e dal fatto che non sono ben circondata. Andare coi miei penso non mi convenga affatto almeno su questo non ho dubbi lei che ne pensa?Le pongo una domanda inconsueta non tanto come superare il problema visto che ormai anche quest’anno l’estate è alle porte e finirà come la precedente…ma come fare a drenare l’insoddisfazione il senso di diversità che la situazione mi suscita e alla fine cosa pensare questa estate e come mantenere l’equilibrio psicologico mentre vedo tutti partire andare e fare…e poi qualche suggerimento pratico su come trascorrere anche queste vacanze in città o nelle immediate vicinanze. Lavoro tutto l’anno e temo che questa mia stanzialità danneggi sia il fisico che la mente. Grazie mille e se possibile una risposta prima della fine delle famigerate vacanze… Caterina da Roma

Cara Caterina,

Molte delle sue domande andrebbero fatte ad un tour operator o a qualcuno che si occupa professionalmente di vacanze e tempo libero. Ciò che vi è da osservare, dal punto di vista psicologico, nella sua lettera, è che, al momento almeno, lei appare un po’ troppo centrata su sé stessa e sui suoi bisogni, dimenticando il mondo che la circonda. In questo modo difficilmente riuscirà a ‘ben circondarsi’, per usare le sue parole, e ad uscire dallo stato di isolamento e di frustrazione in cui trova.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti – Ancona

SONO MOLTO ATTRAENTE, MA…

Salve,sono una ragazza di 28 anni,premetto che dal punto di vista estetico sono molto attraente,ma nonostante ciò soffro di grande insicurezza e penso sempre di non piacere ai ragazzi che mi piacciono anche se poi non è così ,sono sempre stata molto introversa fin da piccola e con l’andare avanti dell’atà non è cambiato niente.Ho paura che gli altri mi rifiutino e quindi assumo un’atteggiamento difensivo,anche all’università non salutavo nessuno,non guardavo mai negli occi gli altri,soprattutto se di sesso opposto e se provavo attrazione verso di loro, solo una volta ho provato ad uscire dal guscio,con un ragazzo che mi piaceva ma quando ho capito che ero corrisposta ho avuto paura, paura che si avverassero i miei desideri,paura di essere felice,ero terrorizzata dal fatto che mi stavo comportando da “normale” e così ho pensato che gli altri si sarebero accorti di questa amicizia ed ho cominciato ad allontanarmi da questo ragazzo,non l’ho più salutato ,anche se mi piaceva moltissimo,e lui naturalmente si è offeso ,ma io l’ho fatto perchè ero insicura,ensavo di essere “brutta”. Ho paura del giudizio degli altri e forse per questo blocco ogni mia iniziativa,paura i essere criticata.Non capico perchè rifiuto la felicità,perchè i faccio del male.Non ho un ragazzo nè degli amici,mi lamento sempre perchè li vorrei ma non faccio mai niente e quando povo a cambiare e mi rendo conto di essere accettata ho paura e torno a chiudermi.Ma perchè sono così stupida,la prego Dott.ssa mi aiuti!

Gentilissima,

Forse il suo è un problema di timidezza (consulti il sito www.clinicadellatimidezza.it), ma è più probabile che lei abbia sostanzialmente paura di stabilire un rapporto uno-a-uno con un’altra persona: una relazione troppo profonda, nella quale lei dovrebbe svelarsi all’altro e uscire da quel guscio che invece la protegge e la fa sentire al sicuro. Se le sue prime relazioni con le figure genitoriali non sono state ottimali si potrebbe partire da qui per cercare di comprendere cosa c’è davvero dietro i suoi comportamenti. Le consiglierei, se può, di rivolgersi ad uno psicologo, perché da sola credo non possa aiutarsi molto, visto che lei ha 28 anni e sicuramente avrà già molto riflettuto su sé stessa.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti – Ancona

E’ COSI’ GRAVE QUELLO CHE HO FATTO?

La contatto in preda alla disperazione. Ho avuto da un mese una splendida bambina che adoro. Nell’ultimo periodo di gravidanza ho passato dei momenti particolari. Mi sentivo poco appetibile sessualmente e questo magari succede a moltissime donne, ma questo mio stato d’animo aggravato dall’aver accanto un marito un pò troppo distratto mi ha portato in più di un’occasione, anche perchè da sola in casa mi annoiavo, a navigare su alcuni siti pornografici. E’ stato un periodo di frustrazione molto breve, ma le conseguenze di questo sono state devastanti. Mio marito ha scoperto ciò che ho fatto e non ne vuole più sapere di me. Si sente tradito nel suo orgoglio di uomo e non vuole più essere sfiorato, come se mi schifasse. Non se ne va di casa solo perchè c’è la bambina di un solo mese, ma è come se non ci fosse.. Non so più che fare.. E’ possibile mandare all’aria un matrimonio con una bimba piccola per una sciocchezza simile? Le scrivo perchè sento la necessità di avere conferme riguardo la mia salute mentale. Infatti mio marito non fa che ripetere che dovrei andare in terapia per quello che ho fatto, soprattutto perchè l’ho fatto negli ultimi due mesi di gravidanza. Gli ho chiesto anche se per caso questa non sia una scusa per mettere in atto una fuga già premeditata perchè mi sembra così assurdo mollare tutto per una motivazione del genere. Ovviamente dice di no e che non si aspettava potessi mai arrivare a fare una cosa del genere, per questo è molto deluso. E’ davvero così grave ciò che ho fatto? Merito davvero di crescere mia figlia da sola per una cosa del genere? La prego mi risponda con sincerità… La ringrazio per l’attenzione che saprà darmi.

Gentilissima,

Direi proprio di no: qualunque siano state le ragioni di questa sua scelta, esse vanno chiarite. Sicuramente, se le cose stanno come lei le ha descritte, non c’è alcuna ragione di sentirsi una depravata e di accettare accuse tanto infamanti. Direi che è necessaria, anzi, indispensabile, una terapia di coppia, per chiarire i reciproci punti di vista e soprattutto comprendere perché lui la trascurasse nei mesi della gravidanza (o perché lei si sentisse tale).
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LUI HA BEN 6 ANNI MENO DI ME

Gentile dottoressa, sono una ragazza di 25 anni che soffre da tempo di attacchi di panico. In questi anni ho avuto momenti positivi in cui tutto nella mia vita mi sembrava apposto e altri come l’attuale in cui mi pare che tutto mi faccia paura. L’ultimo momento positivo risale a luglio : mi sentivo bene , avevo finito la mia cura per il Dap, stavo per laurearmi raggiungendo un obiettivo a me molto caro , avevo messo da parte vecchie storie sentimentali. tutto mi sembrava essere tornato in ordine ed io pronta a ripartire. dle resto negli ultimi tempi la laurea era una fissa da raggiungere e studiare mi provocava molta ansia. finalmente era tutto apposto. La stessa estate in vacanza ho conosciuto un ragazzo , ci siamo piaciuti da subito. incuriositi ci siamo conosciuti e sin da subito è nato un ottimo rapporto fatto di reciproco aiuto e comprensione. Ridiamo molto quando siamo vicini, parliamo per ore di tutto , mi fa sentire al sicuro e mi fido di lui. Anche io ho aiutato lui in certi momentacci…da quando stiamo assieme la sua vita è di certo migliorata e il suo sostegno mi ha aiutato con i miei problemi. Siamo legati da un ottimo rapporto e andiamo d’accordo. L’unico problema è che lui ha 6 anni in meno di me quindi 19. Io all’inizio ho messo un muro perchè non avevo previsto di trovare tante cose che cercavo nel ragazzo che sognavo in uno con questa età. Ho poi deciso di portare avanti la relazione perchè accade raramente che mi possa fidare cosi’ tanto di una persona e starci così bene : non volevo perdere una bella storia per pregiudizi. ho iniziato tutto senza dirlo ai miei, loro sanno che conosco questa persona ma non immaginano che viene a trovarmi e che rapporto ci leghi. Ho spiegato la cosa a mia sorella maggiore di 8 anni che perplessa per l’età poi ha solo detto che il vero amore va conquistato e di vivermi questa storia se davvero lo voglio. quello che non riesco a capire è perchè nonostante sia adulta , anche se vivo con i miei genitori ancora io abbia una forte paura della loro reazione , ho paura che non approvverebbero questa storia , ho paura che si oppongano come anni prima ad un’altra storia anche se in quel caso era una giusta opposizione. Mi angoscio molto poi sul futuro io ho paura che questa storia proprio perchè squilibarata di età possa portarmi via anni cruciali per fare una famiglia e di ritrovarmi sola. Mi sembra che tutti non accettino una storia cosi’ , che tutti ci vedano solo lati negativi , mi sembra di sbagliare , vivo con l’ansia di dover un giorno rivelare questa cosa ai miei..e di vedere reazioni non entusiaste in chi mi conosce. Vivo anche male la sessualità…nel senso che mi sembra di fare qualcosa di sbagliato proprio perchè nascosto. Da quando ho iniziato questa storia da una parte sono contenta perchè ho trovato una persona con cui mi trovo bene sinceramente ma dall’altra non ho pace perchè non è come avevo previsto.. non ha quella età che volevo …eppure tra di noi non sentiamo problemi legati a ciò. l’ansia non mi abbandona e ricomincio ad avere attacchi di panico. ho sempre la testa appesantita da questo problema e sto male perchè non è una colpa se mi trovo bene con una persona più piccola. Per un primo momento ho deciso cosi’ di frequentarlo..quando andrò in vacanza nella sua città con la mia famiglia…penso che introdurlo come amico lasci il tempo di far apprezzare questa persona per il suo carattere in seguito i nostri progetti di vita elimineranno la distanza ..studieremo nella stessa città e quindi si unirà una conoscenza quotidiana…a quel punto se saremo ancora insieme spero che il nostro fidanzamento non sia più accolto con malumori. pesano su di me quei pensieri tradizionali che penso siano propri dei miei genitori e non riesco a distaccarmene …possibile che a 25 anni mi senta in colpa se mi innamoro in modalità imprevviste e diverse da quelle che magari la famiglia ci si augura? possibile che sia ancora a 25 anni solo la figlia minore di casa incapace di fregarsene del giudizio dei genitori? possibile che non riesca a sentire cosa lecita vivermi la mia vita senza per questo sentire una colpa? non voglio rinunciare a una persona che è stata tra le poche ad amarmi e con cui io sto bene. come si può fare a diventare + indipendenti? prima avevo avuto una storia tira e molla con un ragazzo + grande di 4 anni finita per divergenze di carattere , ostacolata sul nascere dai miei genitori perchè io ero molto piccola (15 anni) e non avevo occasione di conoscere bene questa persona che viveva lonatana da me. Allora portai avanti la storia con tenacia e non mi sentivo per nulla in colpa…la storia è finita perchè crescendo non condividevo il suo modo di pensare e di carattere non andavamo d’accordo..non mi sentivo più davvero amata e non ho apprezzato la reazione di scherno e cattiveria quando ho iniziato ad avere i primi attacchi di panico forte. possibile che nonostante io abbia avuto possibilità diverse in questi anni debba sempre trovare l’amore nel modo + complicato? anche se il mio attuale ragazzo l’ho conosciuto nel modo + classico possibile! possibile che non riesca a vivermi una storia normale alla luce del sole?..cosa sbaglio? sono reali problemi quelli che mi faccio?. la ringrazio.

carissima,

Ma cosa vuole che siano sei anni di differenza? Ci sono ragazzi che a 19 anni sono maturi ed hanno la testa sulle spalle, altri che a 30 fanno ancora i teen agers… Davvero l’età non conta: la smetta di tormentarsi e viva con gioia questa bella storia d’amore, che oltre tutto appartiene a lei e non ai suoi genitori. A loro questa sua storia va raccontata solo se, nel tempo, si consoliderà e vi saranno previsioni di matrimonio. Ma fino a che questo momento non verrà, se verrà, presenti il suo ragazzo come un amico e non dica di più. Lei è ormai una donna di 25 anni, una persona adulta, che deve cominciare a ragionare con la sua testa ed a fare le sue scelte, senza temere i giudizi altrui: l’adolescenza, nel bene e nel male, è ormai finita!
Le auguro molta felicità.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PAURA DI ESSERE SOFFOCATA

Gentile Dottoressa, sono una persona di 31 anni e ho una relazione sentimentale che dura da qualche anno. Il quesito che pongo mi sta arrovellando il cervello da un bel po’ di tempo: qual è il giusto tempo da dedicare ai genitori di lui e agli altri suoi parenti? La domanda nasce dalla seguente situazione. Nel settembre 2006 io e il mio ragazzo abbiamo deciso di iniziare a convivere. Il caso ha voluto che suo fratello, che pure viveva nella stessa città, sia diventato padre di una bella bimba più o meno nello stesso periodo e che, con la moglie, sia venuto a poca distanza da noi. Così, nello stesso mese di settembre 2006, anche i genitori di lui hanno deciso di trasferirsi nella stessa nostra città, trascinandosi dietro anche l’altra figlia (prima si trovavano a 800 Km di distanza). Da allora sono iniziate le discussioni: il mio compagno voleva andare spessissimo a mangiare da loro (minimo 2-3 volte per settimana); molti parenti continuavano a venirli a trovare e lui lui voleva immancabilmente trascorrere molto tempo con loro, ecc.. addirittura sua madre aveva proposto/deciso di ospitare a casa nostra alcuni parenti costringendo noi ad andare a dormire da loro per 1 notte (il mio parere ovviamente non era stato chiesto e ho dovuto fare fatica ad impormi). Per più di 1 anno ho dovuto combattere con questa situazione ed ho ottenuto solo qualche risultato sul numero di ore trascorse con loro. La cosa peggiore, però, è stata piano piano accorgersi di quanto terribilmente il mio compagno era condizionato da queste persone: nessuno dei suoi familiari aveva mai un difetto; tra me e loro avevano sempre ragione loro. La madre è stata anche capace di prenotare al figlio una visita medica senza chiedergli il permesso e lui c’è andato senza fiatare. A gennaio si è trasferito nella stessa città anche il quarto ed ultimo fratello ed ora loro sono tutti contenti di stare tutti insieme e di trascorrere quasi tutto il fine settimana facendo cose insieme: sport, cinema, passeggiate, immancabili e irrinunciabili partite di calcio in TV. Quella che era scontenta, però, ero io che non disprezzo completamente queste persone, per alcuni versi mi sono anche simpatiche ma non ce la faccio a vivere così appiccicata a loro! Sono i suoi fratelli, non i miei migliori amici!! E la città è pure piccola, con un piccolo centro, quindi è inevitabile incontrarli!! Così, a gennaio 2008 me ne sono venuta a Roma, città che mi piace molto, dove risiede la mia famiglia e dove ho delle amiche. Ora sto in parte bene perché non mi tocca sopportali ma anche male perché voglio ancora bene al mio ragazzo! Sarei disposta anche a fare dei sacrifici per lui (stare lontana dai miei familiari ecc..) ma ho paura di essere soffocata, come posso pensare di tornare a vivere nella città di prima senza scoppiare? PS: lui dice che da lì non può spostarsi perchè il lavoro non glielo consente Scusi se mi sono dilungata così tanto ma sono disperata. Nel frattempo devo anche compiere delle scelte lavorative: città precedente o quella nuova, ossia Roma? La ringrazio cordialmente per la pazienza, Patt

Cara Patt,

La ringrazio anzitutto della fiducia, nel sottopormi un quesito del genere, cui francamente però non saprei rispondere, perché non conosco e non capisco fino in fondo le situazioni di cui mi parla. In generale, credo che a 31 anni sia importante anzitutto cercarsi un lavoro, possibilmente stabile, ovunque esso sia, e poi cominciare a parlare di tutto il resto. Qualsiasi ambiente familiare, anche il più opprimente, può essere tollerato con stoica virtù se ci si sente soddisfatti della propria vita, realizzati come persone, liberi di poter compiere in autonomia le proprie scelte.
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

GROSSE DIVERGENZE

Buongiorno, ho una relazione da un po’ di mesi con un ragazzo e sembra ci siano le premesse per la costruzione di un rapporto duraturo. Tuttavia ci stiamo scontrando con grosse divergenze in materia di gusti sessuali. Io sono più per una sessualità “dolce” e non sento unrgentemente la necesssità di provare esperienze nuove e sempre più estreme. Al contrario lui sente come una necessità l’esplorazione di territori sconosciuti e sempre più estremi (sesso di gruppo, rapporti gay, bondage estremo, pratiche fetish), sulle quali invece io ho molto dubbi. Non mi sento pronta per esperienze di quel genere (e temo che non lo sarò mai). La questione è complicata perchè pur dicendoci che ci amiamo e che vorremmo condividere il resto della nostra vita insieme, ci sono queste sue spinte che io non penso proprio di essere in grado di soddisfare. Inoltre sono convinta che non possa esserci un compromesso, data la natura del problema. Cosa posso fare? Vale la pena di distruggere un rapporti molto bello e intenso e che ci rende felici per questa divergenza? E’ giusto da parte mia chiedergli chi dimenticare queste sue spinte e curiosità? Grazie.

Gentilissima,

Se anche lei gli chiedesse di rinunciare, non è detto che lui lo farebbe… Credo inoltre che lei riesca a definire questo vostro rapporto ‘molto bello e intenso’ solo perché dura da pochi mesi: viste le premesse infatti, e le vostre incompatibilità sul piano sessuale, è facile predire che, nel giro di pochi anni, per voi stare insieme potrebbe diventare molto difficile. Può darsi che il suo ragazzo ricerchi queste esperienze perché fanno parte del suo immaginario erotico ma che poi, all’atto pratico, sperimentandole realmente, non se ne senta più così attratto; può darsi che, nel tempo, lei possa cambiare idea e diventare sua complice in questo tipo di rapporti più trasgressivi. Non saprei dirle purtroppo, perché nessuno ha la sfera di cristallo. In ogni caso, se una coppia è troppo male assortita, non è più neanche una coppia, ma solo l’unione di due solitudini che si fanno compagnia: ne conviene?
Cordiali saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

SONO UNA PERSONA BRUTTISSIMA

Salve non cestini la mia lettera lo so che le arrivano tante lettere ed anche con argomenti simili ma mi risponda anche solo due righe sono disperata, e no riesco a vedere una via d’uscita da questo tunnel nero. Sono una ragazza sposata da circa un anno con un mio coeteneo, sono stata fidanzata con lui 15 anni, sono in crisi e non so come uscirne, qualche mese prima di sposarci mi sono accorta di provare un attrazione per un nostro amico, questa persona da quando la conosco mi e sempre piaciuta ma a questa cosa non ho mai dato troppa importanza e sopratutto non aveva mai messo in crisi il mio rapporto. Poi 3 mesi prima del matrimonio nella mia testa sono scoppiati mille pensieri e questa persona e diventata un ossessione, ho pensato che stavo sbagliando tutto, che non amavo più mio marito, che amavo quest’altro. Poi ho deciso di sposarmi perchè sentivo che era la scelta giusta e sentivo di non poter perdere mio marito con lui sono stata sempre felice abbiamo vissuto momenti insimenticabili. Sono sempre stata convinta della mia storia d’amore, ho sempre desiderato il matrimonio con lui mi sono sposata per essere ancora più felice, invece sono triste è un anno che combatto con questa ossessione per quest’altro uomo, mi sento una persona bruttissima poco limpida e piena di sensi di colpa. Sto distruggendo la mia storia d’amore e sopratutto la mia vita, non so più cosa fare e come uscire da questa situazione.Ho provato a evitare questa persona ma è impossibile in quanto lui e molto amico di mio marito e anche la sua ragazza e una delle mie migliori amiche. Forse e arrivato il momento di porre fine alla mia storia lasciare mio marito, lo so che soffrira e anche io ma trovera una donna migliore di me che lo potrà rendere veramente felice. Pure se lo amo mi sento troppo fragile per poter far fonte a questa situazione e sopratutto non mi riesco a perdonare i miei pensieri. Vorrei tanto buttare via la mia testa che mi sento cosi pesante e riprovare a partire ma non so come so che quello che succede e tutto un mio condizionamento mentale e la realta e diversa ma non so come fare a non farmi più a condizionare da questi pensieri ossessivi. Mi dia una mano a vivere meglio.Grazie anticipatamente. T.

Carissima,
Come lei giustamente dice, di lettere che presentano il suo stesso caso ne arrivano moltissime. La risposta è sempre la stessa: incontrare il Principe Azzurro e vivere per sempre con lui “felici e contenti” è una storia che si trova solo nel libro delle fiabe. Nella realtà le cose non stanno così: è normale che in un rapporto di lunga durata vi siano crisi, sbandamenti, innamoramenti per altre persone, periodi in cui la persona amata appare ostile e disinteressata. Non è inusuale pensare che tutto stia, da un momento all’altro, precipitando.

Per quanto riguarda il suo caso, l’importante è che lei si convinca che non sta succedendo nulla di strano: provare attrazione verso gli altri è la cosa più naturale del mondo e può succedere anche quando si vive un felice rapporto di coppia, come nel suo caso. E’ chiaro che dopo 15 anni suo marito non può farle provare le emozioni che le fa provare questo ragazzo: tutto da scoprire, misterioso, seducente…

Il fatto che lei ne provi attrazione non dimostra che lei è una persona ‘bruttissima’, ma che è una persona del tutto ‘normale’: intelligente, curiosa della vita, con un sistema ormonale che funziona alla perfezione…

Cosa fare allora? Stringere i denti, valutare se vale la pena o meno cedere alla tentazione (e mi sembrerebbe proprio di no, visti anche i legami del personaggio con la vostra coppia) e andare avanti. Se lasciasse suo marito infatti e, dopo un anno ne trovasse un altro, chi le garantisce che dopo altri 15 anni non le ricapiti la stessa cosa?

Il problema infatti non è nel potenziale seduttivo dell’altro, ma è dentro di lei: torni ad essere padrona dei suoi pensieri e delle sue azioni, cerchi di occupare il suo tempo nel modo migliore, non si giudichi così male e si impegni al massimo nel suo rapporto di coppia, per prevenire ulteriori sbandate.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

LE RACCONTO LA MIA STORIA

Le scrivo perché sono molto triste e vorrei aiuto. Le racconto la mia storia: a 30 anni la vera unica prima storia, ed è per quest’ultima che le scrivo. Lui è un ragazzo più piccolo di me di 4 anni. La storia è nata in maniera semplice e dolcissima, lui aveva alle spalle qualche storia seria, diceva di non amare le avventure e io arrivavo dopo 2 anni di solitudine e di precedenti brevi storie che chiudeva per mancanza di innamoramento.Un ragazzo serio e maturo, profondo, con una grande capacità di analisi, di rara sensibilità, idealista come pochi. La nostra storia è cresciuta con i tempi e i passi giusti, con la sua giusta pazienza vista la mia totale inesperienza, ambedue non avevamo pretese, solo speranze, la speranza di stare bene insieme, aiuto e stima reciproca. La prima lite dopo 8 mesi, quando ad una cena in presenza di altre donne lui si “dimentica della mia presenza”. Le sue spiegazioni: “che vuoi le donne mi piacciono ma mai ti tradirei, sono solo più gentile con le belle donne tutto qui”. mi convince a continuare la storia dicendomi che tutti gli uomini lo pensano solo che lui è più “sincero” degli altri, e che in giro non troverò di meglio. Ho sempre sentito il suo amore, sapevo che mi amava. La storia cresce da altri punti di vista, io mi trasferisco in un’altra città per motivi di lavoro e finalmente riesco ad avere una stabilità economica, lui ancora no. Mi ha fatto innamorare di lui anche il fatto che non fosse un ragazzo incline alle avventure, con un senso dell’etica e della moralità, con una correttezza e una sincerità poco comuni. Un ragazzo che non si abbandonava a commenti e battute volgari sul sesso, serio ed educato, pur con esperienza alle spalle. Le liti cominciano perché ogni volta che si esce, che si va al mare, a cena o a fare una passeggiata…non fa altro che fare commenti su tutte le donne che passano, sul fisico: “che bel seno che ha quella…. , che bel sedere quell’altra…, quella è una poco di buono, io le donne belle le odio perché se la tirano e non le avrò mai….”. Io vado in crisi, e ad ogni uscita è un mio pianto, ogni volta che mi racconta di tutti i calendari con cui si trastulla io vado in crisi. Mi chiedo il motivo per cui deve mettermi al corrente di tutte quelle che trova essere meglio di me. Gli chiedo a che cosa spera che porti questo se non a darmi insicurezze, incertezze su di lui. Gli continuo a spiegare che il bello va guardato ma che non è possibile che mi debba rendere partecipe delle sue fantasie sessuali continuamente come se io fossi un compagno di caserma; le sue giustificazioni sono sempre le stesse: “tutti gli uomini lo fanno, io sono solo sincero, mio padre lo fa e non c’è niente di male, tu sei solo un’insicura complessata…ti dico che ti amo cento volte e che sei bella cento volte e poi vai in crisi lo stesso, sei insicura,io mi comporto con te come mi comporterei con i miei amici, senza filtri”. Ogni giorno mi dice che mi ama e che sono bella, ma , ogni giorno mi dice che il mondo è pieno di belle donne che io raggiungo la sufficienza(mi perdoni l’immodestia ma per i più io supero abbondantemente la media) e mi tortura su qualche mio presunto difetto fisico, salvo poi dire “ma io scherzo” oppure “che fortuna che hai a stare con un adone come me”, ma anche “ti amo”,”non pensavo che potesse essere così l’amore”, “con te ho raggiunto la maturità sessuale”,”il sesso con te è qualcosa di meraviglioso, non può esserci di meglio”. L’ho amato perché faceva l’amore con amore. Dopo un anno e mezzo di relazione il suo tormentone era:”io vorrei un harem, me le farei tutte, per stare con te devo rinunciare a tutte le altre” e non c’era una volta che si uscisse che non si distraesse con la prima ragazza che passasse, e visto che ci vedevamo due giorni al mese…io piangevo. Gli dicevo che dirmi in faccia continuamente chi si volesse fare era una cosa che non portava a nulla, non ci guadagnava nulla se non ferirmi, e che quindi se continuava a farlo e a farmi piangere voleva dire che voleva ferirmi. Gli chiedevo se gli mancava qualcosa, se non era soddisfatto, se voleva rompere per “godersi la vita” e lui rispondeva che non gli mancava nulla, che era appagato sotto tutti gli aspetti, che ero bellissima, sensualissima, “la donna più intelligente che avesse conosciuto” che con me aveva conosciuto il vero significato dell’amore e che la nostra affinità sessuale era strepitosa, che senza di me si sentiva perso, che non riusciva a camminare solo sulle sue gambe. E’ spesso nervoso , lavora moltissimo non esce quasi mai di casa, ha spesso un atteggiamento aggressivo e critico sia con me che con la famiglia. Lui stesso mi diceva che era talmente critico e nervoso con i suoi che spesso gli dispiaceva. Tante volte mi diceva che ero bella quante mi controllava se avessi rughe, mi diceva che ero bellissima e dopo 5 minuti trovava un altro difetto. Vedendo le foto di un po’ di anni fa in cui ero grassa, mi diceva che facevo schifo e che avevo un coraggio da leone a mostrargliele. Poi scopro che chattando con un suo amico, che per scherzo gli chiedeva quando ci saremmo sposati, lui gli comunicava che aveva conosciuto una che aveva cercato di invitare, alle mie richieste di spiegazioni lui rispondeva che non esisteva, che era solo una fantasia; era così,una fantasia. Poi sono cominciate le battute a sfondo sessuale, un’aggressività sessuale strana per lui, sempre “molto inglese”, e i discorsi sul fatto che era bellissimo e che se voleva poteva avere tutte le donne che voleva perché era l’uomo più intelligente che esistesse, discorsi frammezzati da altri che dicevano che eravamo una coppia perfetta, che lui non era un granchè, che aveva ricevuti molti rifiuti e che io ero il meglio che potesse sperare di avere perché io ero completa. Stanca delle continue critiche gli dicevo che se lo avessi fatto io lui avrebbe resistito poco perché non sopportava le critiche (anche per quelle minime esplodeva), e lui reagiva alterandosi e dicendomi di stare zitta gridandomi insulti irripetibili. Mi faceva rarissimamente regali, mi ritrovavo a dover mendicare attenzioni, a mendicare di venirmi a trovare (lo facevo sempre io) e quelle rare cose che ha fatto per me (cose che chiunque farebbe per la propria donna, o per il proprio amico) me le ritrovavo rinfacciate…. Dopo un paio di uscite in cui tornavo a casa “illesa” nell’ultima cominciano i commenti su tutte le donne della sala, sino a quando non si concentra su una cameriera…e tocca nuovamente il fondo dicendo:”ha il fisico meglio del tuo, me la porterei in bagno e…”, vista subito la mia espressione mi chiede scusa (e quando chiedeva scusa si sapeva fare perdonare), dicendomi che avevo ragione quando dicevo che tutta la sua cultura non gli sarebbe servita a nulla se non aveva educazione, che era solo un bicchiere di troppo…io rispondo che ero stanca e che avrebbe provato sulla sua pelle quello che voleva dire essere messo continuamente a paragone…..dopo 10 minuti…è scoppiato, dicendomi che per tutti i commenti fatti sugli altri uomini avrebbe dovuto lasciarmi. Tiriamo avanti per altri quattro giorni di felicità fino a quando non ricomincia con uno dei suoi soliti tormentoni: io non mi voglio sposare prima dei 40 anni, non voglio rinunciare a nulla delle cose che voglio fare, per allora tu sarai vecchia e non potrai avere figli, forse fra 4 anni ci penso….io comincio la guerra psicologica, gli dico che se è così, se non esiste un noi, io voglio poter frequentare altre persone perché neanch’io devo pagare per essermi innamorata di uno più giovane ed egoista….lui preoccupato, prima dice che forse si sarebbe sposato prima, che forse gli sarebbe venuta a lui la voglia di avere figli prima che a me, poi esplode, mi insulta e quando gli dico che lo avevo solo voluto ferire come lui puntualmente faceva con me, lui mi dice che vado punita e mi minaccia come al solito di lasciarmi(ogni volta che c’era una lite ero sempre io a tornare chiedendo scusa a torto o a ragione, umiliandomi e implorando, sentendomi dire che ero “in prova” finchè non avessi fatto l’ennesima predica sul rispetto che pretendevo). La sera lui mi chiama tesoro, poi mi vuol comprare cioccolatini (cosa che non ha mai, mai, fatto), poi mi deve far cenare, mi da un bacio, il giorno dopo risponde al telefono, poi….scompare, si rende irraggiungibile. Avevo passato gli ultimi giorni ad assisterlo, perché malato, con un amore che lui stesso mi riconosceva e avevo assistito alle telefonate che faceva ai suoi in cui li aggrediva e richiamava loro attenzioni, in cui gli dava a credere che era seriamente ammalato (una banale influenza!) e si lagnava di tutte le cose che andavano male…quando gli dico che esagerava lui mi risponde con aggressività,che non ho la più pallida idea di quante cose vanno male sul lavoro, che sono una privilegiata perché lavoro, e che visto che ho “i soldi e lui” non mi posso lamentare di niente e che ha lui “il coltello dalla parte del manico”…così scopro che con me non si confida…eppure credo di aver fatto tutto quello che una donna innamorata doveva fare… Scopro che non mi reputa all’altezza o che non mi vuole rendere partecipe dei suoi pseudofallimenti..mi domando e le domando, siamo una coppia? Questa coppia l’ho voluta fortemente tenere in piedi io e non c’è mai stata? Le mie richieste di “non mancarmi di rispetto” erano veramente “da sciocca insicura”? E’ giusto che un uomo che ama debba sempre tenere “sul filo dell’equilibrista” la propria donna ricordandole che è vecchia e che se mi lascia mi rovina la vita o era veramente eccessivo scrupolo nel mettermi in guardia che poteva non esserci il lieto fine nella nostra storia? Ma soprattutto come giudicare il fatto che è scomparso senza dare spiegazioni nel nulla? Io dopo un paio di tentativi andati a vuoto, visco che non risponde al telefono e al citofono non l’ho più cercato, dopo 15 giorni gli ho mandato una mail spiegando i comportamenti suoi che mi facevano star male e che non avrei fatto più nulla, che stavolta era lui a dovermi dare quelle dimostrazioni che sempre cercava da me e la storia è finita da due mesi….la mattina mi ha mandato un sms con la scritta ti amo, si è commosso dichiarandomi amore e la sera…è scomparso…. Spero mi risponda

Gentilissima,

Come vede ho lasciato molto spazio a questa sua bella e intensa lettera. La risposta che mi sento di darle è che PER FORTUNA questo mostro, non saprei come altro chiamarlo, è scomparso dalla sua vita… Forse la solitudine durata due anni, la poca esperienza, l’hanno portata a sopportare una storia che ben poche donne oggi sopporterebbero. Le tante umiliazioni, le offese gratuite, l’aggressività, mostrano che questo “signore” è completamente diverso da quello che lei ha visto o ha tentato di vedere, in forza dell’amore (… dove sono lo stile ‘inglese’, l’educazione, la cultura?) A me sembra sia solo una persona immatura, piena di complessi, che ha bisogno di continue conferme per capire il suo valore e che è capace di essere forte solo con chi è più debole, ovvero con le persone che gli vogliono bene.
Sicuramente lei merita molto, ma molto di più…
Cari saluti e tantissimi auguri!

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UNA SIGNORA DI 34 ANNI

cara dottoressa sn una signora di 34 anni sposata da 14 cndue figli il mio problema e’ mio marito,io vorrei sapere il perche’ lui nn abbi stimolo per fare l’amore con me premetto che io ho fatto di tutto x attirare la sua attenzione ma lui non mi considera molto lo facciamo ogni cuando lui se lo sente una volta al mese oppure ogni due mesi e veloce pure che poi si gira e si addormenta di colpo non c’e un gioco fra di noi di complicita’ preliminari se gle lo dico io bene altrimenti lui dice sempre mi va bene io nn mi son senita mai appagata sul lato sessuale ma x far si che possa continuare il nostro rapporto vad avanti ma sono arrivata ad un punto che mi sono stancata e vorrei separarmi cosa mi consiglia grazie mille.

Cara ‘signora’,

Lei parla come se avesse 60 anni ed invece ne ha solo 34! Oggi molte ragazze, alla sua età, si sposano o cominciano a convivere: mi sembra dunque opportuno che lei faccia qualcosa per ritrovare un po’ di soddisfazione personale, che non può certamente esaurirsi in un buon rapporto con i figli e in questi squallidi “rapporti sessuali” di cui parla. Ciò che le consiglio è di sollevare il problema con suo marito, di cercare di approfondire il discorso, con toni pacati ed in modo costruttivo. Non aspetti dunque un momento di disperazione per parlargliene, ma cominci, un po’ al giorno, a spiegargli perché non si sente una persona felice. Veda poi le sue reazioni: nel caso decidesse di lasciarlo si assicuri prima un lavoro o un’entrata che le possa permettere di vivere senza dover dipendere da lui.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

UN BRUTTISSIMO INTERVENTO

Sono sposata da molti anni mio marito ha subito un bruttissimo intervento anni fa ed ha iniziato ad avere un po di problemi sessuali. da poco ho scoperto che è stato con una prostituta anni fa, lui dice perchè non si sentiva più uomo e si sentiva umiliato tutte le volte che si provata ad avere rapporti. mi assicura che è stata l’unica volta e che è stato bruttissimo. Io purtroppo non riesco a passarci sopra perchè penso che non sia stata l’unica volta ma lui ha giurato e piangendo ha detto che sono la sola persona che ama. secondo Lei è il caso che seguiamo una terapia..lui soffre perchè dice che ha paura che da un momento all’altro io possa prendere una decisione di lasciarlo..dovrei credere a quello che mi dice??

Cara signora,

La sua rabbia e la sua gelosia sono più che comprensibili, ma forse in questo momento dovrebbe far emergere la sua parte razionale, per difendersi soprattutto da sé stessa e dai pensieri negativi che la perseguitano. Come lei dice, l’intervento che ha subito suo marito è stato ‘bruttissimo’: non ragioni dunque come una donna ferita in una condizione di ‘normalità’, ma cerchi di capire la personalità di un uomo che sta cercando disperatamente un nuovo equilibrio con sé stesso. Sentirsi improvvisamente privato della sua abilità sessuale può aver portato suo marito a dubitare del suo valore personale ed a pensare, sbagliando, che andare con una prostituta avrebbe potuto rappresentare per lui una valida soluzione. Cerchi dunque di capirlo, di aiutarlo a superare il brutto momento che sta vivendo, magari sperimentando un tipo di sessualità più ‘soft’ che non lo metta a dura prova e che gli permetta di mantenere la stima di sé, come uomo e come marito. Se non riesce da sola, è una buona idea farsi aiutare da un terapeuta.

Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

PENETRAZIONE

Salve. Ho 36 anni, un passato bulimico alle spalle, ma nel complesso una vita che, pur faticando, migliora di giorno in giorno. Vorrei chiederle una cosa : dopo aver avuto le normali esperienze sessuali che dall’adolescenza all’età matura capita di fare, sono arrivata a un punto in cui mi piace godere con il mio uomo, con cui ho un legame da più di due anni, in vari modi, tempi, ritmi ma la penetrazione, avendo comunque constatato che tramite essa non godo, mi fa sentire usata, anche se sono giunta precedentemente all’orgasmo per più volte, e quindi tendo a evitarla, dopo averne completamente sfatato il “mito” e averne ripetutamente parlato con il mio compagno. Quello che io dico è poichè abbiamo voluto, con i contraccettivi, “liberarci” del significato più vero della penetrazione come atto procreativo, perchè continuare imperterriti a darvi compimento quando da più parti si legge che solo il 7%delle donne gode in tal maniera? “Avere un essere umano dentro di sè”, come ho letto da qualche parte in riferimento alla gioia suprema per una donna, dovrebbe essere – caso mai – riferito a un bambino (ma penso che ci siano anche altre gioie, magari l’adozione, anche più grandi) e non a un adulto. C’è forse in psicologia un atto di violenza inconscio perpetrato dagli uomini e subito dalle donne? Mi spiego meglio : cos’è che continua a portare le donne “clitoridee” ad accettare il patner dentro di sè? Non è poi così appagante essere penetrati, anche laddove si ami il proprio compagno..o forse dovrei vedere in questo mio “fastidio” che si è andato delucidando nel tempo ma che , latente, a parer mio, è sempre stato dentro di me, la prova del mancato amore per il mio ragazzo? Ho forse un celato odio per gli uomini? Ultimamente mi è capitato di leggere frequentemente lettere di donne che lamenteno nella propria vita sessuale la mancanza di piacere e lettere di uomini, magari sposati, che lamentano il fatto che le loro mogli non vogliano più buttarsi denrtro un letto con loro…mi chiedo e le chiedo, non sfiora minimamente la testa di queste persone il fatto che si rifuta ciò che non dà piacere? Perchè mai si dovrebbe finire in un letto? Per tradizione? O per contratto? La ringrazio sin d’ora della pazienza che avrà voluto mettere nel leggere il mio scritto.

Gentilissima,

Grazie anzitutto di questa lettera che, si sente, esprime pensieri e riflessioni che sicuramente la accompagnano da tempo. A parte per le situazioni in cui la coppia intende procreare, la penetrazione oggi, come lei ben dice, non è affatto un must. Quanto al sentirsi usata, varrebbe la pena riflettere sul fatto che un tempo le donne si sentivano “usate” se venivano chieste loro delle prestazioni diverse dalla penetrazione, che si svolgevano più nei postriboli che con la propria moglie (intendo dire il sesso orale, il sesso anale ecc.). Con la moglie l’unico sesso “lecito” era la penetrazione, dal momento che era l’atto sessuale più casto, in quanto strettamente legato alla vita riproduttiva e familiare.Oggi molti tabù sono caduti e con la propria compagna si fa sesso di tutti i tipi, per cui siamo giunti al paradosso che le donne possano sentirsi oggi usate se si chiede loro il rapporto sessuale classico, magari nella posizione del missionario… Come vede, il sentirsi o meno usate dipende più da un fattore culturale che organico o fisiologico. In ogni caso, sono d’accordo con lei: non c’è alcun motivo per costringersi a quell’atto, se esso non è capace di restituire un piacere condiviso. Quanto alla sua domanda sulle donne “clitoridee”, risponderei che esse non disdegnano la sensazione del pene che si muove dentro di loro, un po’ perché, anche se non le conduce all’orgasmo, si tratta comunque di una stimolazione molto potente (se sono sufficientemente lubrificate), un po’ perché alcune donne possono sentirsi eccitate nel semplice donarsi completamente al proprio uomo, anche fosse per il suo esclusivo piacere. Non è certo questa la normalità, anzi… Però esiste. Nella nostra società c’è molto individualismo ed egocentrismo: tutti reclamano il proprio piacere, ma poco fanno per donarlo all’altro/a. Il discorso vale per la donna, quanto per l’uomo: occorre imparare a dare di più, per ricevere di più. Se, con il tempo, ci si accorge che, malgrado gli sforzi sostenuti non si riesce ad ottenere il cambiamento desiderato, si può riconsiderare il senso della propria unione, magari passando, prima di buttare al vento anni e anni di convivenza, dal terapeuta della coppia, o dal sessuologo. Non fanno miracoli, ma il gioco vale sicuramente la candela…
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti

FOLLE? E’ POCO!

Devo presentare una situazione che definire folle è poco, ma è certamente incomprensibile. Dopo 30 anni di matrimonio (poco felice), con un figlio di 25 anni (scolarizzato, con me convivente e attualmente sistemato), mia moglie decide – per motivi di incompatibilità caratteriale – di abbandonarCi e di andarsene di casa. Detto e fatto, alla breve, oggi siamo separati, dopo un lungo percorso per trovare gli accordi del caso. Diciamo che “non ho tirato sugli accordi” in quanto, nonostante il suo atto spregevole compiuto contro il parere mio e di mio figlio, ho desiderato concludere tutto con il minor dissidio possibile. Mia moglie vive da sola da sette mesi ormai, ma, dopo un primo periodo di tre mesi, abbiamo ripreso a frequentarci (per mia iniziativa) ed ho tentato anche una riconciliazione completa, che non ha avuto l’intero esito auspicato. L’incomprensibile in tutto questo è che io ho avuto un ritorno di fiamma da paura e non riesco a stare senza di lei. Lei mi accetta e ci frequentiamo anche intimamente, ma forse entrambi vorremmo dare un taglio definitivo alla storia che, nella fase post separazione è stata spesso incredibilmente straordinaria ed intensa, ma non priva dei litigi ricorrenti. Io razionalmente le attribuisco dei difetti e delle colpe che non riesco a sopportare e a dimenticare, ma a livello “cuore” – che ne so io? – mi sembra che sia l’unica donna esistente e non mi piace e attrae nessun’altra come lei. Lei è più freddina di me, e mi sembra che non le dispiaccia comunque avere i piedi in due staffe e tenermi al caldo per….chissà? Tutto questo mi destabilizza fortemente perchè, per tutto e per tutta la vita, sono sempre stato estremamente razionale, addirittura pragmatico, con un completo controllo dei sentimenti e passioni. Sono sconvolto! Tutto il resto è sotto controllo ma questa donna pare mi abbia scagliato contro un maleficio. Grazie! Mxxxo

Gentile M.,

A volte ci si può amare moltissimo, ma non sopportare la convivenza, la quotidianità, i litigi per motivi inutili. Credo che sua moglie se ne sia andata soprattutto per disperazione. Non è detto infatti che essere “estremamente razionale, addirittura pragmatico, con un completo controllo dei sentimenti e delle passioni” sia il massimo di quello che una donna possa desiderare come compagno di vita. Forse destabilizzare la vostra unione è servito a riprendere contatto con una parte di voi stessi che si era ormai completamente annullata e dispersa nel vostro stanco rapporto di coppia. Che dire? Il figlio è grande e sistemato, voi siete presi da questo rapporto come non era mai successo negli ultimi anni, vi volete bene e state bene anche sessualmente… L’unico problema che ci vedrei è la spesa nel mantenere due abitazioni, ma poiché di questo lei non fa cenno, non vedo proprio perché darsi pena: vi siete lasciati per potervi ritrovare. Auguri.

Dr. Giuliana Proietti

ANESTESIA

Gentilissima, le chiedo un consiglio riguardo questa situazione,un anno fà tramite amici ho conosciuto una persona che non è della mia regione,nonostante questo abbiamo cominciato a frequentarci,io separata e lui single,e ci siamo aperti e raccontati le nostre vite senza remore e in breve tempo ci siamo fidanzati,frequentando le rispettive famiglie amici ecc..lui mi ha raccontato di aver avuto una storia che è durata dai 16 ai 32 anni a causa della quale ha sofferto moltissimo quando la ragazza dell’epoca lo ha lasciato. Dopo tanta sofferenza è seguita una sorta di anestesia delle emozioni ..in generale x la vita,scarsa autostima nonostante sia una persona brillante,e difficoltà ad avere storie . Dopo il nostro incontro era contento,dopo anni(ora ne ha 40) finalmente sentiva di nuovo delle cose,aveva iniziato a fare dei progetti per noi e mi aveva appunto coinvolto in toto nella sua vita come io nella mia. Quest’estate però è stato colto da un vero malore,ha detto che si sentiva in colpa nei miei confronti perchè era chiaro che io mi ero innamorata di lui mentre lui ad un certo punto si era fermato e che non essendo giusto non ce la faceva a continuare,pur riconoscendo che tra noi c’era bene,rispetto,stima,massima fiducia,dolcezza e tante cose belle e importanti in un rapporto,non ultima per importanza un ottima intesa sessuale e si domandava cosa altro mancasse.Io da parte mia sono stata sempre consapevole che lui avesse un limite in questo senso e stavo bene con ciò che mi dava,non ho mai avuto pretese e non l’ho mai soffocato con il mio amore e lui stesso ha detto che il mio comportamento non faceva una piega e che di certo una persona come me l’avrebbe difficilmente trovata tra l’altro non ha nemmeno ha interesse a guardarsi intorno dato l’esito della nostra storia. Siamo stati insieme un anno,e ora ci parliamo comunque tutti i giorni,lui dice che se per qualche motivo sentisse di riavvicinarsi non si farebbe problemi a parlarmene nonostante la colpa che sente per avermi ferita..come sarebbe giusto che mi comportassi nei suoi confronti? Anche per aiutarlo a svegliarsi da questa anestesia,lei crede che ci possano essere imput che lo possano far tornare sui suoi passi?Crede di aver fatto la scelta migliore ma non esclude nulla,dice che qualsiasi cosa potrebbe succedere e fargli capire magari di aver sbagliato..ma cosa potrebbe mai avvenire se non ci lavora neanche un pò?Al di là di quello che sento ancora per lui,io vorrei aiutarlo a sbloccarsi.Lei cosa ne pensa di tutto ciò? La ringrazio anticipatamente Laura

Gentile Laura,

Questa situazione potrebbe andare avanti non per anni, ma per decenni. Infatti, vi parlate tutti i giorni e fra di voi c’è amicizia, stima, solidarietà, affetto. In più non vi vedete spesso (o non vi vedete mai) e ciascuno continua a svolgere la sua vita, sapendo però che c’è l’altro, cui poter ricorrere per qualsiasi difficoltà. Lui sa che lei gli vuole bene e che sarebbe disponibile a riaccoglierlo a braccia aperte al suo minimo segnale… Perché mai lui dovrebbe decidersi ad uscire dalla sua anestesia? Provi a “svegliarlo” dal torpore, inviando segnali di crescente disinteresse: è vero, c’è il rischio di perderlo definitivamente, ma potrebbe anche essere questa la strada per creare un utile cambiamento: non solo in lui, ma anche in lei (in fondo, a pensarci bene anche il suo comportamento, rispetto a questa storia, è abbastanza “sedato”… Non trova?)
Con molti auguri.

Dr. Giuliana Proietti

RINASCITA

Cara dott.sa, le scrivo nuovamente dopo non aver ancora ricevuto risposta, in quanto la stimo molto e vorrei un suo parere sul mio caso. Ho 29 anni, laureata da tre anni e in cerca di occupazione nel settore mass media. ho sofferto in passato di attacchi di panico e sono stata in cura da una psicologa. ero stressata a causa di una storia d’amore durata 7 anni con un cocainomane, che mi ha portato via energie, e allontanata da tutti i miei affetti e dall’amore per me stessa. finita la storia ho intrapeso un cammino di rinascita che mi ha portata a ritrovare una certa stabilità. non ho sofferto piu per anni di malori. ora da circa un anno ho sensazione di ansia forte, non panica come un tempo, ma senso di vertigini, tristezza, paura del futuro. cio è avvenuto dopo la morte di un mio caro amico di tumore, la malattia sla che colpito il mio caro zio e soprattutto il fallimento dei miei sogni di ragazza: non ho un lavoro che sognavo, vivo a Roma lontana dalla mia famiglia una città che prima amavo ma ora avverto come tristezza, solitudine, fallimentera. sono tornata da qualche mese a casa dai miei per poter prendere il tesserino da pubblicista presso un giornale locale in calabria e anche se i malesseri fisici sono piu controllabili qui, il mio senso di inquietudini interna permane. ho paura del futuro, di quello che sarò, ho paura di perdere i miei cari, di avere ancora gli attacchi, di innamorarmi ancora, di non trovare piu slanci di gioia, ambizioni e scopi nella vita. sono confusa sulla decisione da prendere sul mio futuro, dove vivere, restare a Roma o tornare nella mia terra tra i miei affetti, abbandonare un sogno e ricominciare, non so piu chi sono, cosa voglio. come potermi sbloccare? la prego mi dia un parere…

Gentilissima,

Grazie per le parole gentili. Spero tuttavia che lei non mi stia chiedendo cosa fare del suo futuro, perché chiaramente non saprei cosa dirle, visto che non conosco nei dettagli la sua storia. Parlando in generale, credo che ciascuno debba inseguire il proprio sogno, ma senza perdere di vista la propria realtà. Adattarsi alla propria condizione di vita senza curarsi del sogno è sbagliato, ma è altrettanto sbagliato inseguire i sogni, senza dare concretezza e stabilità alla propria esistenza. In più lei ha la fortuna, visto il particolare sogno che coltiva, di poter fare entrambe le cose, visto che la distanza geografica, in tempi di Internet, non rappresenta più alcun limite per il settore del giornalismo (e dei media in generale). A 29 anni è giunto il momento di trovarsi un lavoro (qualsiasi), conquistare una sua indipendenza economica e rendersi indipendente dai genitori: questo è il primo passo, dal quale potranno scaturire tutti gli altri. Buona fortuna.

Dr. Giuliana Proietti

VORREI AIUTARE I MIEI GENITORI

salve dott.ssa ho 20 anni e vorrei aiutare i miei genitori cercando di non causare loro ulteriore dolore. loro sono sposati da 21 anni ma nn sono mai andati davvero d’ accordo. io cercavo di non pensare ,credendo fosse tutto normale,ma ora non posso piu chiudere gli occhi e fare finta di niente. molto in breve la situazione è questa: mia madre è una persona molto sola,con un carattere particolare,tendente al nervoso perenne,con un esaurimento alle spalle e un altro in corso aiutato dalla menopausa.non abbiamo un gran bel rapporto. non parliamo molto.ha sempre messo un muro tra noi e quindi mi viene molto difficile affrontarla e aiutarla da sola anche per questo. parte dell esaurimento è dovuto all infelicità che ha per la vita che conduce,con un marito che la trascura,le addossa problemi anche economici,e poco svago.ribadisce sempre ke si è pentita di sposarsi,che prima era indipendente,che insomma il matrimonio e allegati sono stati l errore piu grande della sua vita. spesso dice anche che vorrebbe mettere fine a tutto questo,tipo andando via o addirittura “scomparendo”(allusioni suicide”).inoltre ritiene di essere poco considerata a casa,non aiutata e poco accettata.però ogni volta che cerco di aiutarla dice che vuole fare tutto lei o critica ciò ke faccio. mio padre.carattere menefreghista fondamentalmente ma anche lui soffre in modo diverso. ho saputo il suo stato d animo degli ultimi 10 anni perchè ho letto per sbaglio una sua conversazione con una tizia di una chat. diceva che gli ultimi 10 anni sn stati i peggiori.a causa del lavoro che non andava,dell azienda che è fallita.ecc. chiamava questa tizia amore..e nn entro nei dettagli .nn si sono mai visti. lui le diceva che in questo periodo aveva avuto delle avventure passeggere ma nn credo. a mio padre”serve” mia madre,in quanto lei è impiegata ,con stipendio fisso mensile e i suoi debiti passati li ha pagati lei. nemmeno con mio padre parlo molto. ORA io vorrei mettere fine a questa situazione nn posso dire a mia madre cosa so perchè conoscendo la sua instabilità ho paura. non dicendolo ho i sensi di colpa perchè dovrei metterla al corrente come figlia. se glielo dico potrebbe drimi ah lo sapevi e non mi hai detto niente. se parlo con mio padre si potrebbe arrabbiare dato che lo spio… e io non ne posso piu . grazie anticipatamente

Gentilissima,

A mio avviso la cosa migliore da fare è esattamente il contrario di quella che si propone di fare lei… Infatti, come figlia, lei non ha alcun diritto (e alcun dovere!) di entrare nella vita di coppia dei suoi genitori. Capisco che questa nuova consapevolezza, da poco acquisita, sulla loro infelicità, la faccia stare male, ma non può certo lei, oltre tutto a venti anni, modificare un rapporto di coppia che si trascina probabilmente da quando lei era una neonata. Tanto meno può dare loro dei suggerimenti, o fare un lavoro da mediatore familiare. Quello che può (e dovrebbe) fare, a mio avviso, è cercare di dare loro il minor numero di preoccupazioni possibile, per non aggravare il loro disagio ed in più cercare di portare in casa qualche giovanile sorriso ed entusiasmo, che potrebbe servire ad alleggerire la pesantezza del clima che si respira. Se uno dei suoi genitori le chiedesse di prestare ascolto inoltre, lei dovrebbe senz’altro farlo con attenzione ed empatia, ma senza esprimere opinioni (e tanto meno, senza confidare nulla all’altro genitore, per evitare di creare una ragnatela del tipo io-so-che-tu-sai-che-io-so, dalla quale sarebbe poi impossibile uscire). In più, lei dovrebbe pensare molto a sé stessa e alla sua vita, visto che a venti anni si pongono le basi per costruire il proprio futuro… Auguri.

Dr. Giuliana Proietti

FATICO AD AVERE RAPPORTI

Da 3 anni oramai ho fatica ad avere rapporti con il mio ragazzo, che amo tantissimo e con cui mi sto per sposare, ma con cui non riesco più a afre l amore e eccitarmi. Desidero fare l amore con lui, ma ogni volta che ci provo. Mi blocco per il dolore o per la paura di non riuscirci e cosi gfacendo con il tempo e’ divenatto sempre peggio. Il problema forse più grave e’ che il problema non e’ in generale ma solo con lui, infatti ho avuto una relazione con un altro ragazzo con cui la passione e’ stata travolgente e finita non molti mesi fa. vorrei davvero risolvere questo problema, anche perche l altra telazione era solo passione, ma l amore per il mio ragazzo e forte e non ne ho dubbi. Cosa devo fare? Perche non provo eccitazione e anzi provo dolore? A chi mi posso rivolhgere? Grazie, Francesca Ps: le scrivo dopo un ennesimo tentativo fallito perche come dice il mio ragazzo devo desiderarlo, non farlo perche devo, e cosi finito in un tragico pianto per il dolore e perche mi sento una fallita che non e più capace di fare l amore con l uomo che ama. La pregoi dunque di darmi qualche ruisposta per uscirne, e che non sia che non amo il mio ragazzo, mi rendo conto che possa sembrare cosi, dal mio comportamnto passato e da questo mio blocco, ma le assicuro che lo amo moltissimo, e non credo la passione sia la base su cui crerare un rapporto… ma è comunque importante e vorrei ritrovarla. Grazie ancora, Francesca

Gentile Francesca,

Da quello che scrive si comprende che non vi sono problematiche di tipo fisico o psicologico ad impedirle la penetrazione ed il piacere sessuale, visto che con l’altro ragazzo non ci sono stati problemi di alcun tipo. Il discorso qui diventa filosofico: è giusto continuare una relazione stabile con una persona verso la quale si è spento ogni desiderio? La risposta non posso dargliela io, perché credo che ognuno debba essere arbitro della propria vita. Dal punto di vista “tecnico” le posso dire che il rapporto può essere migliorato tramite l’uso di gel che facilitano la lubrificazione (questo attenuerebbe il dolore e migliorerebbe le sensazioni di piacere, facendole perdere la “paura di non riuscirci”) oppure che con una psicoterapia di coppia si potrebbe tentare di risvegliare l’interesse sopito (è un tentativo, che a volte riesce). In ogni caso, in qualsiasi relazione stabile occorre mettere in conto un futuro calo del desiderio (probabilmente sarebbe la stessa cosa anche con l’altro ragazzo, dopo 3 anni…). Un’unione stabile non può certamente basarsi sul sesso: ci sono tante altre caratteristiche molto importanti da tenere in considerazione, come il carattere delle persone, i valori, gli obiettivi, la condivisione degli interessi, la progettualità, la costruzione di una famiglia, ecc. Detto questo, una coppia senza vita sessuale è in genere destinata a fallire, in quanto i due partners sono più sensibili ai richiami provenienti dall’esterno, c’è maggiore senso di insoddisfazione, nervosismo, mancanza di comunicazione e di momenti di intimità.
Credo di averle fornito degli utili elementi di riflessione, ma non vado oltre, perché le decisioni spettano a lei.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti

SCELTA DI VITA

Gentile Dott.ssa, Leggendo la sua rubrica, mi sono accorta che ho bisogno che qualcuno mi aiuti a capire, quella che deve essere la scelta della mia vita.. anche se mi sento una fallita. Una decina di anni fa ho passato un periodo simile ma non so cosa e’ stato, forse la gioia di vivere che ho sempre coltivato, mi ha dato la spinta di andare avanti. Ora mi sento che non c’e piu nenche questa. Qualche anno fa, facevo un lavoro che mi piaceva che pero non mi dava una stabilita annuale. Lavoravo qualche mese al anno, cosi ho deciso di cominciare a guardare altrove, e per mia fortuna, ho trovato lavoro sempre non a tempo indeterminato, ma sapevo che finche non fosse successo una strage, era un lavoro sicuro, che dava sempre lavoro…perche erano sempre disperati per gente. A me piaceva parecchio, pero ad un punto mi mancava la possibilita di crearmi un qualcosa di mio, un futuro piu stabile, e allora ho deciso di trasferirmi, di cominciare da capo e rischiare. (rischiare fino ad un punto perche sapevo che se non avrebbe funzionato, potevo ritornare al mio precedente impiego)…e’ da 4 anni che vivo fuori, i primi 2 anni sono stati stupendi, un lotta i primi mesi ma poi tutto sembrava che stava cadendo a suo posto. Ho avuto un lavoro che mi piaceva e allo stesso tempo ho conosciuto un ragazzo carino. Dopo poche mesi mi sono accorta che era tutto falso, finito il contratto di lavoro, non me l’hanno rinnovato perche la compania stava in crisi, lui mi ha detto che non voleva sentirsi impegnato. Cosi mi sono rimboccata le maniche ho cominciato a cercare un lavoro nuovo, e a farmi una vita bella, da single e stimolante. Le cose purtroppo, non hanno funzionato tanto, il lavoro, bello, ma con poche possibilita di un futuro stipendio migliore, a causa del lavoro, ho dovuto rinunciare a parecchie uscite, ho perso molte amiche, e le poche che mi sono rimaste si stanno allontanando. Per aggiunta quando mi hanno confermato il lavoro a tempo indeterminato, mi sono messa a piangere. Saby

Cara Saby,

Lei è un bell’esempio di persona che ha coraggio di fare, di intraprendere, di mettersi alla prova e di rischiare. Seppure la sua vita non sia stata fin qui troppo tranquilla, vi sono sicuramente stati dei momenti in cui lei si è sentita felice e pienamente realizzata. Tutte le cose che ha fatto, compresa quella di essere andata fuori a cercarsi un lavoro, le avranno sicuramente insegnato a conoscersi meglio e a contare su sé stessa, acquisendo fiducia di sé e autostima. Certo, questo non basta e vi sono dei momenti in cui l’umore può cadere a terra, fino a sentire dentro di sé un senso di disfatta, di fallimento. E’ una cosa normale: anche le persone più importanti e realizzate del mondo hanno avuto, hanno e avranno periodi e situazioni in cui non si sentono al meglio delle proprie possibilità e aspirazioni. L’importante è guardare sempre avanti, fare progetti, cercare nuovi equilibri e soluzioni. Nel suo caso specifico, forse quello che lei cercava davvero non era il lavoro a tempo indeterminato, (come ha ben capito quando le è arrivato); esso infatti era solo una parte della torta: ora mancano l’amore e gli affetti. Non si scoraggi: con la stessa forza e la stessa determinazione che ha avuto fin qui, ora si ponga questo nuovo obiettivo e se, strada facendo, incontrerà persone sbagliate, usi queste esperienze per comprendere meglio quale è il tipo di persona che potrà renderla veramente felice. Auguri.

Dr. Giuliana Proietti

ARRIVARE VERGINI

Gentilissimi, cercherò di essere diretta. Ho 25 anni e sono fidanzata da 3 anni e il mio ragazzo ne ha 26 . Ci lega un profondo amore e una conoscenza di + di 10 anni. Il problema è che riesco raramente a raggiungere il piacere e solo in determinate posizioni, non mi masturbo e provo fastidio nel farlo e anche se lui lo fa io non provo alcuna sensazione. Ho cercato di autoanalizzarmi e ciò che ne è derivato e che ho anche comunicato al mio ragazzo è che probabilmente i problemi che mi porto dietro derivano dall’educazione troppo rigida datami dai miei genitori. Quando ci troviamo in momenti di intimità, infatti, spessissimo mi capita che da un momento all’altro passo dall’essere completamente presa e travolta da lui a uno stato in cui subisco una forte pressione. Sento le parole di mia madre che dice che bisogna arrivare vergini al matrimonio, o che le mie amiche non sono “brave ragazze” perchè vanno in vacanza con i propri ragazzi o convivono (Parole che non condivido) e tante altre cose dette in termini dettati anche da una certa ignoranza (che non dipende tanto dalla formazione scolastica, a mia madre mancavano pochi esami per laurearsi; quanto + credo un’ignoranza dettata dalla vita). Quello che desidereri fare è superare questi tabù che incidono in modo negativo sulla mia vita di coppia e che stanno finendo per diventare un problema di vita. Come?

Gentilissima,

A mio avviso ci sono solo due modi per comprendere l’influenza che hanno avuto i pregiudizi ed i sistemi valoriali dei genitori sulla formazione della propria personalità: la ricerca personale, o la psicoterapia. Per “ricerca personale” intendo la lettura di autori che possano spiegare i fenomeni di cui parliamo. Se la sua cultura è di tipo universitario le consiglierei di leggere Freud, alcuni testi di psicologia sociale, di psicologia dell’età evolutiva, di sessuologia. Se i “mattoni” le fanno paura, provi ad andare in libreria e a cercare dei libri di auto.-aiuto: in fondo gli autori di questi libri non fanno che rendere più semplici e fruibili i concetti espressi nei libri più impegnativi che le ho citato. Quanto alla psicoterapia, i colloqui con lo psicologo possono aiutarla a vedere certe situazioni della sua vita da angolazioni diverse, comprendendo le dinamiche che l’hanno portata a pensare e ad agire in un determinato modo. Entrambi i sistemi sono validi, la differenza è che attraverso la lettura lei può comunque, a livello inconsapevole, capire e trattenere solo i concetti che già conosce e che ritiene validi, lasciando correre tutto il resto. Nel colloquio con lo specialista invece è più facile che lei possa affrontare davvero tutti gli argomenti, superando le resistenze.
Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti

IL MARITO CHIACCHIERATO

sono sposata da 22 anni mio marito ha 47 anni da quando mi sono spostata ad adesso ci sono state varie chiacchiere su mio marito per tendenze dello stesso sesso! tempo fà ho scoperto che visitava siti gay, ha sempre avuto carenze sessuali devo dar credito alle chiacchiere?

Cara signora,

Ventidue anni non sono pochissimi per tentare di conoscere un uomo: sicuramente, al di là delle chiacchiere, lei si sarà fatta un’opinione sulla persona che le vive accanto… Se la sua vita è stata felice, se si trova bene con lui, lasci perdere ciò che dice la gente e vada avanti per la sua strada. Se, al contrario, la sua vita, anche sessuale, è stata un fallimento, è giusto affrontare il discorso, parlarne, ma sempre lasciando da parte le chiacchiere, che lasciano il tempo che trovano.
Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti

INNAMORATA DI UNA DONNA

sono disperata.ho due figli sposata da 26 anni,,non felice,mi sono accorta di essermi innamorata di una donna,e’ sempre nella mia testa.anche in momenti erotici,non vive nella mia citta’,e da due anni che ci siamo conosciute.non sono ancora riuscita ad esprimermi,e un’anno che non ci vediamo, la sento molto spesso..io sento che anche da parte sua,ci sia la stessa attrazione.non ce la faccio piu’,io voglio rivelarmi…però ho paura di perderla..dottoressa mi aiuti come posso dirle che l’amo seza rovinare il rapporto d’amicizia.grazie.spero di essetmi spiegata bene..ciaoo…

Gentile signora,

Ciò che mi scrive è troppo poco perché sia possibile farsene un’idea, però francamente sono più portata a pensare che lei abbia cercato delle fantasie sessuali spinte per i momenti altrimenti poco erotici con suo marito. L’amore poi mi sembra una parola grossa da usare per questa storia: vi conoscete poco, non vi vedete da un anno… Il consiglio che mi sento di darle è di andarci con i piedi di piombo, svelandosi a poco a poco e solo se proprio non riuscisse a trattenersi. E’ possibile infatti che le sue fantasie possano aver creato una persona, un’attrazione e perfino un sentimento che sono tutti da verificare… Magari cercando di frequentare questa persona nella realtà, per togliersi ogni dubbio.
Cordiali saluti.

Dr. Giuliana Proietti

STRANO DISTURBO

da circa 2 anni mi è comparso uno strano disturbo .sono terrorizzata se devo dormire fuori casa. già nei giorni precedenti la partenza ho un ‘ansia terribile giorno e notte .infatti sono 2 anni che non vado più in vacanza neanche per un fine settimana .premetto che ho sempre viaggiato molto e durante queste vacanze non è mai successo niente di particolare .(incidenti, malesseri etc.)la stessa cosa mi succede se devo andare da un medico . in attesa di una sua gentile risposta Le invio i miei più cordiali saluti.roberta p.s.sono casalinga e ho una vita famigliare abbastanza soddisfacente

Gentile signora,

Questi disturbi non nascono dal nulla e se lei non riesce ad individuarne le cause, questa è una ragione in più per rivolgersi ad uno psicologo. Visto poi che la situazione si presenta, in forma pressoché identica, quando deve andare dal medico oltre che in viaggio, è possibile che vi sia un collegamento fra queste due cose (paura della morte? paura di ammalarsi? ecc.)
Cordialmente.

Dr. Giuliana Proietti

SEMBRA IMPAZZITO

Mio marito(siamo sposati da 2 anni dopo 10 di convivenza),3 mesi prima del matrimonio,deve aver fatto il resoconto della sua vita,del ns rapporto,e altro,e’ andato in tilt !Alla fine ci siamo sposati lo stesso.Premetto che lui era innamoratissimo di me. e io di lui e che i ns problemi ci sono sempre stati,e sempre a causa degli altri! So di avere le mie colpe,non avendo mai accettato una ex moglie ingombrante, un figlio ….sta di fatto che viviamo ugualmente assieme per problemi economici.Lui premetto che dorme poco,e in maniera agitata , ma ho notato che ha cambiato il modo di comportarsi che sembra impazzito!!ultimamente canta,fischia,ripetutamente,anche di notte sbadiglia urlando,e secondo me non si rende conto di tutto questo!Certamente sta vivendo il fallimento della sua vita un’ altra volta,ma non vorrei fosse in depressione,e visto che non vuole andare dal medico,,,come devo comportarmi?? La ringrazio anticipatamente.

Gentile signora,

Credo che lei si senta profondamente corresponsabile di questo fallimento e forse ora teme di averlo fatto impazzire. La cosa da capire, in primis, è se le sue preoccupazioni circa la salute mentale di quest’uomo siano appropriate, o siano semplicemente il frutto di sue fantasie. Per dirimere ogni dubbio è assolutamente necessario avere il parere di uno specialista. Provi a prendere un appuntamento con uno psichiatra, magari dicendo che serve a lei, per una possibile depressione, e si faccia accompagnare da suo marito. Una volta rassicurata su questo aspetto, occorre pensare ad una terapia di coppia.
Auguri.

Dr. Giuliana Proietti

USCIRE DA UNA SITUAZIONE

Gentile dottoressa, circa un anno fa ho conosciuto il mio ragazzo e siamo andati a convivere subito. Questa scelta è stata in un certo senso forzata dal fatto che lui si era ritrovato privo di una abitazione, dopo l’ennesimo casino provocato dalla sua vita balorda. Io ero molto innamorata e felice di aiutarlo. Lui (è più piccolo di me, ha 30 anni) proviene da un passato pesante di tossicodipendenza da cocaina, non ha un lavoro stabile. La sua famiglia è ottima e molto stimata in città ed anche per questo motivo, dopo 10 anni di patimenti ha deciso di allontanarlo. Io sono una donna che ha sofferto molto a causa degli attacchi di panico (risolti dopo anni di terapia) e di una situazione familiare che vede due genitori finalmente divorziati ( un padre sempre assente e sempre pieno di altre donne ed una madre eterna bambina ossessionata dal dominio sull’altro, figlie comprese). Nonostante questo mi sono sempre reputata una donna forte, mi sono laureata e, anche se ho un lavoro precario fatico ogni giorno per pagarmi un affitto e per rendermi indipendente. Non smetto mai di studiare ed imparare perchè ho molte passioni e spero di aprire una mia attività. Non so nulla di droga, ho avuto un passato molto divertente ma sempre entro certi limiti. Avevo un’infinità di amici ed una vita ricca. Oggi mi ritrovo completamente sola, senza amiche e schiava di questo ragazzo dal quale non riesco a liberarmi. Mi umilia quotidianamente e mi manca di rispetto. Parlare con lui è impossibile: ha reazioni verbalmente violente ed intolleranti e preferisce la fuga allo scambio. Quando cerco di spiegargli che sto male in questa situazione urla, spacca gli oggetti e mi spaventa e cosi’ preferisco rimanere muta ed essere insultata piuttosto che rischiare di peggio. Passa le sue giornate dormendo ed uscendo con gente poco raccomandabile. Torna a pranzo e cena, guarda la tv e va a dormire, quando non esce la notte. Abbiamo rapporti completamente insoddifacenti e brevi solo una volta al mese. Di abbracci, baci ed altre tenerezze non se ne parla proprio. Non usciamo mai insieme per sua volontà e non condividiamo interessi (cinema, teatro, passeggiate, ecc…). Cinque mesi fa ha portato a casa un cucciolo che si è impeganto di curare, ma che, all’oggi non ha mai portato fuori (non abbiamo nè un giardino nè un terrazzo). Devo fare tutto io: lavorare, occuparmi del cane, fare da mangiare, lavare, stirare e soprattutto privarmi dei miei pochi risparmi perchè non so mai se il mese dopo lui sarà in grado di pagare l’affitto e le spese. La sua famiglia, da quando lui sta con me, (hanno un’alta considerazione nei miei confronti) ha voluto concedergli ancora fiducia e, seppure non lo rivorrebbero più a casa, ci invitano a pranzo tutte le domeniche e ogni tanto gli danno dei soldi per far fronte alle spese di casa (che lui mi da). Ho ceracto di parlare con loro ma la madre dice che in fondo lui è molto buono anche se ha un caratteraccio e al padre, mi è stato suggerito di omettere parecchie cose per non rischiare che lo allontani definitivamente. Con i miei ho parlato invano perchè mia madre si fa prendere dal panico e mi crea più ansia che altro( ha un compagno da poco e vive la storia come fosse un’adolescente), mio padre sostanzialmente se ne frega(si è risposato). Mia sorella ha un bambino piccolo ed una famiglia sua ed è ben contenta di essersi staccata da quella di origine. Per cui con loro faccio finta che sia tutto a posto. Sono disperata e immobile e non so come uscire da questa situazione. Il contratto di affitto è a mio nome ma da sola non riuscirei a pagarlo per intero tutti i mesi. E in più c’è questo cane al quale voglio molto bene anche se è fonte di problemi( è di taglia maxi con un carattere forte). Più di una volta gli ho detto di andarsene, lui urla, sbatte le potre giurando che lo farà ma poi è sempre qui. Il tutto senza dire una parola, neanche scusa. Come faccio ad uscire da questa situazione? La ringrazio anticipatamente.

Gentilissima,

Credo che lei per questa persona non provi più sentimenti d’amore o interesse sessuale, ma che resti insieme a lui fondamentalmente perché non ha più una famiglia, non ha più amicizie, non saprebbe a chi chiedere aiuto per essere sostenuta economicamente. Non si tratta dunque di una dipendenza psicologica dovuta all’amore che prova per questa persona; lei è (e si sente) molto sola e dunque il rapporto con questo ragazzo le appare comunque sempre meglio di nulla. Credo che l’unico modo per uscire da questa situazione sia quello di andarsene, perché lui non lo farà mai, visto che i suoi genitori non mi sembra siano molto disponibili a riprenderselo a casa e che da solo non potrebbe certo pensare di mantenersi economicamente. Visto che lei non ha particolari legami familiari (non ha più rapporti significativi con la sua famiglia d’origine e non ha ancora dei figli), visto che ha solo un lavoro precario, che non ha ancora un’abitazione di sua proprietà, da un certo punto di vista è una persona non troppo fortunata. Grazie però a questa sua poca fortuna potrà trovare la spinta (altrimenti impossibile) per riscrivere completamente il suo futuro e per dare una svolta decisa alla sua vita. Andandosene, cercandosi ad esempio un lavoro in un’altra città, lei non ha niente, assolutamente niente, da perdere e forse molto da guadagnare.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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