Miss Macbeth – Consulenza on Line

Miss Macbeth

Ciao a tutti. Ho trovato per caso questa rubrica e adesso che ci penso, vorrei raccontarvi una cosa (realmente accaduta). Premetto: vi racconto la mia storia e non pensate che io sia pazza ad inverntarmi queste cose… Sono vere..All’età di 5 anni un ragazzo, amico di mia sorella e mia cugina, mi ha condotto in casa sua… e mi ha Violentato. é una cosa, che nessuno sa, tranne il mio ragzzo a cui l’ho rivelato 1 anno emezzo dopo l’inizio della nostra storia. Nessuno sa niente: mio padre, mai madre, le mie sorelle,nessuno…Assolutamente nessuno!!!!Per carità di Dio, se lo sapessero morirebbero dal dolore…A volte soffro tanto per questa cosa, di cui mi sono sempre sentita responsabile, perchè se non fossi andata lì, se non avessi il carattere che ho,forse non sarebbe successo nulla… Ma ormai non posso farci nulla! E me ne rendo conto…Sono riuscita a superare questa cosa, anche se fin da bambina soffro di sonnambulismo (parlo addirittura nel sonno). Ho sempre avuto paura di rivelare il mio segreto… Forse è per questo che sono diventata, sol passare del tempo (tempo in cui ho realizzato quello che è successo) triste e depressa… Non sono violenta, ad eccezione che con me stessa… Mi do morsi, pugni, mi graffio a sangue, quando sono arrabbiata…Non riesco a controllarmi… Mai!A volte ho paura di me stessa!!! …in questo periodo ho studiato a scuola la storia di “Lady Macbeth”, che comevoi sapete parla, in parte, di una donna, la quale diventa sonnambula a causa dei rimorsi… Sono riuscita a superare, per così dire, questo trauma di cui ricordo tutto (aimè), ma vorrei capire grazie a voi, che cosa mi accade…. Cosa succede nella mia testa???…. <>…Ciao Roberta

Carissima Roberta,

Della tua lettera colpisce anzitutto questo tuo rivolgerti ‘a tutti’, quasi a fare una confessione pubblica. Forse per te raccontare in modo anonimo questa storia , facendola conoscere alle tante persone che ci leggono è sembrata una liberazione, dopo tanti anni di sofferenza dovuta ai postumi del ricordo e al trauma subito. Come tutte le persone che subiscono una violenza infatti, anche tu ti senti responsabile, ti colpevolizzi. Cerca, se puoi, di guardare alla scena del trauma come se quella bambina non fossi tu: che responsabilità può avere quella piccola che segue un amico di famiglia, una persona fidata, nella sua casa? Ti colpevolizzi per essere stata troppo curiosa, per averlo seguito invece di tornare a casa? Ma tutti i bambini sono curiosi sai, e la curiosità, il piacere della scoperta, non è forse alla base della nostra intelligenza?
Colpisce anche il tuo volerti scusare per il racconto che ci fai, il tuo rassicurarci di non essere ‘pazza’. E’ chiaro che il ricordo, per quanto doloroso e indelebile, ti appare un po’ come un sogno, una rappresentazione che ormai ha poco a che fare con la realtà e si confonde con le fantasie. Forse tu stessa qualche volta dubiti che il fatto sia veramente accaduto e per questo hai paura di perdere il controllo di te, di impazzire.
Fa molto piacere il fatto che tu stia cercando di capire quello che ti è successo e quello che ne è conseguito anche attraverso la cultura, che apprendi a scuola: vai avanti così, perché il sapere permette di capire e questo è molto importante. Capire però non equivale a guarire, altrimenti, in senso psicologico, una volta fatta una diagnosi e spiegato al paziente quale è il suo problema, tutti i disagi dovrebbero scomparire. E invece, purtroppo, non è così. Dovresti dunque farti aiutare da uno psicologo, che ti permetta la rielaborazione di questo ricordo traumatico e che ti faccia riconquistare la serenità e la gioia di vivere che hai perduto, per colpa di questo ‘incidente di percorso’ che ti è capitato in così giovane età.
Capisco quanto possa essere difficile proporre di consultare uno psicologo a genitori che non sanno niente dell’accaduto e che potrebbero considerarla una giovanile stravaganza e quindi ti consiglierei di rivolgerti allo psicologo scolastico, se c’è. Potresti cercare in qualche consultorio familiare (spesso ce ne sono nelle parrocchie), dove si possono trovare psicologi che lavorano come volontari. Oppure potresti parlarne con il tuo medico di famiglia, che magari ti potrà prendere un appuntamento con uno psicologo della ASL, o in qualche centro di adolescentologia… Insomma, purtroppo non è facile aiutarti, e sicuramente non posso farlo io con questa lettera, però vorrei spronarti a non sottovalutare la situazione e, tra le altre cose, anche a valutare se potrebbe essere opportuno parlarne anche con i familiari, che potrebbero capirti molto più di quello che pensi: infatti, poiché tu sei la protagonista della storia, senti di avere delle colpe, ma i tuoi genitori, che sono adulti e conoscono la vita, mai e poi mai potrebbero responsabilizzare una bambina di cinque anni per ciò che le è accaduto. Dunque, coraggio, cara Roberta, fatti forza e usa tutta quella voglia di aggressività che hai non per fare del male a te stessa, ma per cercare un rimedio, affinché questi fatti terribili non succedano più. Apri un blog, condividi la tua esperienza con altre persone, impegnati nel sociale per aiutare chi è vittima di violenza: aiutando gli altri aiuterai te stessa e ti sentirai molto meglio.
Cari saluti.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
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