Twitter e la persuasione politica

Twitter

Negli ultimi anni Facebook, Twitter ed altri social media sono stati usati non solo per la creazione e il mantenimento delle relazioni interpersonali, ma anche come forme di comunicazione commerciale e politica.

Twitter, in particolare, è stato usato per le comunicazioni veloci da parte di personaggi pubblici che desideravano creare legami affettivi con i loro seguaci e mobilitare gruppi di persone ad intraprendere azioni concrete (votare, andare a vedere un film, fare una donazione, ecc.). Molti studi hanno dunque cercato di capire come funziona la comunicazione su Twitter.

Gli studi classici sulla comunicazione ci insegnano che le attribuzioni sociali partono dallo stile di comunicazione che notiamo nel nostro interlocutore (Walther, 1992). Possiamo infatti farci un’idea abbastanza precisa sul nostro interlocutore (personalità, stato economico e sociale, livello culturale ecc.) partendo dai termini linguistici che usa (Walther, 1996).  Questi concetti valgono anche per Twitter?

Sono stati condotti diversi studi sugli utenti di Twitter, soprattutto in termini di mobilitazione sociale (Bacallao, 2014; Rodríguez-Polo, 2013) o di partecipazione politica (Baek, 2015; Kruikemeier, 2014). Altri studiosi si sono invece concentrati sulla partecipazione dei cittadini in attività di solidarietà via Twitter (Boulianne, 2009; Gil-de-Zúñiga, Jung & Valenzuela, 2012),  o sul potenziale persuasivo di Twitter in termini di partecipazione politica tradizionale (Lee & Oh, 2012), come riguardo alle intenzioni di voto.

Studi precedenti sull’approccio socio-linguistico alla comunicazione hanno dimostrato che le persone tendono a utilizzare diversi stili di comunicazione, in base al contesto sociale nel quale comunicano. Le differenze stilistiche riguardano, ad esempio, il livello culturale (Xiao & Tao, 2007), il gruppo etnico e culturale (Sudweeks & al., 1990), il genere sessuale (Mulac, Bradac & Gibbons, 2001).

Si è visto che lo stile linguistico ha un impatto diretto sulle impressioni e le valutazioni complessive dell’interlocutore, in termini di attribuzione sociale del potere (Bradac & Street, 1989; Newcombe & Arnkoff, 1979). Queste impressioni vengono rapidamente e automaticamente generate dalla categorizzazione sociale, usata per l’interpretazione della posizione dell’interlocutore nella scala sociale (Burgoon & Miller, 1987; Gallois & Callan, 1991).

Erickson, Lind, Johnson e o ‘ Barr (1978) hanno notato che esiste uno stile linguistico etichettabile come “dominante” ed esso è diretto, succinto e preciso. Chi si esprimeva in questo modo era valutato come maggiormente credibile e attraente rispetto a chi usava un linguaggio scarsamente dominante (indiretto, provvisorio, ambiguo).

Lakoff (1973) ha suggerito che queste differenze linguistiche possono essere osservate sia negli uomini, sia nelle donne, ma altri studiosi (Mulac, Bradac & Gibbons, 2001) sostengono invece che le donne utilizzano solitamente un linguaggio scarsamente dominante, ricco di riferimenti emotivi, con ricerca di conferme (es. “Non è vero?”)

Valenzuela, Park e Kee (2009) distinguono fra partecipazione politica su Twitter (comportamenti che vogliono influire sull’azione politica del governo) e partecipazione civica (comportamenti per risolvere problemi della propria comunità). Mentre nel primo caso si fanno dichiarazioni politiche a supporto di un candidato o di un partito polittico (Verba, Schlozman, & Brady, 1995), nel secondo caso si fa appello all’impegno su un progetto, per le donazioni ad associazioni o organizzazioni non governative, per cause sociali o ambientali.

Petty & Cacioppo, (1986) hanno proposto un modello secondo il quale la persuasione avviene nell’interlocutore attraverso due vie, una centrale e una periferica. La via centrale richiede concentrazione e auto-riferimenti, mentre la via periferica usa informazioni più superficiali che si basano sul livello di attrazione che l’interlocutore esercita su di noi  (Booth & Welbourne, 2002; Shi, Messaris & Capella, 2014). Come possono essere applicati questi concetti alla comunicazione su Twitter?

Lee e Oh (2012) hanno osservato che i messaggi dei politici su Twitter (inclusi autoriferimenti o contenuti aneddotici), contrariamente ai messaggi depersonalizzati (senza riferimenti personali, come ad esempio gli articoli di giornale), aumentano la credibilità del politico e le intenzioni di votare per lui. Kruikemeier (2014) ha trovato lo stesso effetto quando il politico accresce il livello di interazione con i propri followers.

Ecco dunque spiegato il successo di Twitter in politica: poiché i messaggi su Twitter devono essere necessariamente brevi e chiari, essi vengono facilmente percepiti come autorevoli ( o “dominanti”); in secondo luogo, su questo social con facilità e senza grosse perdite di tempo è possibile interagire direttamente con i propri followers, aumentando così la loro attenzione e propensione al voto.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Powerful Communication Style on Twitter: Effects on Credibility and Civic Participation, Comunicar, n. 47 v. XXIV, 2016 | Media Education Resesarch Journal | ISSN: 1134-3478; e-ISSN: 1988-3293

Immagine:
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Dr. Giuliana Proietti
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