Skinner: chi era costui?

BF Skinner

Dopo Sigmund Freud, il più famoso e forse influente psicologo del XX secolo fu Burrhus Frederic Skinner, anche se il suo “comportamentismo radicale”,  basato sull’idea che il comportamento sia causato solo da fattori ambientali e non da pensieri o sentimenti, lo ha reso bersaglio di numerose polemiche e interpretazioni errate, come quella che vedeva in Skinner addirittura un fascista, per le sue idee radicali relative alla adattabilità degli organismi agli stimoli ambientali.

Dean Keith Simonton, psicologo presso la University of California Davis, che era uno studente di Harvard, nel periodo in cui Skinner insegnava in quella Università, racconta però che le persone che lo conoscevano in genere dicevano di lui che i suoi concetti erano molto più ampi e la persona molto più aperta di quanto si credesse, per cui era necessario parlarci, prima di giudicarlo.

Chi era dunque B.F. Skinner? Geir Overskeid e Cato Grønnerød della Università di Oslo, insieme allo stesso Simonton, hanno studiato diverse fonti, più uno strumento per la valutazione della personalità, per descrivere questo personaggio e metterlo a confronto con altri eminenti scienziati. Lo studio, che appare in Perspectives in Psychological Science, una rivista pubblicata dalla Association for Psychological Science, rivela la personalità di un uomo complesso – ben diverso dal mostro che dipingevano i suoi detrattori.

Per ricostruire la figura di Skinner in modo obiettivo, gli psicologi hanno prima setacciato le fonti biografiche ed autobiografiche pubblicate, il materiale d’archivio, i ritratti scritti da persone che lo avevano conosciuto. Da queste fonti hanno evidenziato 118 parole e frasi descrittive, da “fanatico” a “timoroso della polizia.”

Cinque valutatori non al corrente della vera identità del soggetto lo hanno classificato attraverso le categorie usate dal Big Five, il test usato per descrivere la personalità di un individuo attraverso 5 fattori: Estroversione, Amicalità, Coscienziosità, Stabilità emotiva e Apertura mentale, assegnando un punteggio che andava da -2 a +2. Tra gli autori c’è stato un accordo pressoché totale sulle valutazioni da dare al misterioso personaggio.

I risultati: Skinner era una persona molto coscienziosa (valutazione 1,8) capace di lavorare instancabilmente e meticolosamente su obiettivi ambiziosi. Del resto, egli stesso scrisse che aveva intenzione di rivedere l'”intero campo della psicologia” e che vedeva il relax come un’abitudine pericolosa.

Gli studenti di Harvard avevano ragione riguardo all’apertura mentale di Skinner: infatti, oltre ad essere uno psicologo, dipingeva, scrisse un romanzo, suonava il sassofono e il pianoforte, e amava tutti i tipi di musica. Aveva anche lui le sue fragilità emotive, ed era un estroverso: molti lo giudicavano affascinante, divertente – ed anche un donnaiolo.

Su molti aspetti, Skinner ha il profilo di un eminente scienziato: per la sua motivazione e la disciplina, per la versatilità creativa, e anche per la sua nevrosi, una caratteristica condivisa da ben il 45% dei maggiori scienziati, secondo una ricerca.

Quello che il profilo non fa emergere sono i tratti autoritari che gli vengono attribuiti. “Questo articolo rende Skinner più umano”, dice Simonton, il quale ricorda che l’obiettivo dei ricercatori non era quello di portare i lettori ad amare o ad odiare questo personaggio, ma semplicemente a conoscerlo.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:

G. Overskeid, C. Gronnerod, D. K. Simonton. The Personality of a Nonperson: Gauging the Inner Skinner. Perspectives on Psychological Science, 2012; 7 (2), via Science Daily

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