donna

Sono una donna intelligente e credo per questo molto sensibile alla vita, allabellezza del mondo e ai dispiaceri. Il mio sentire è profondo e mi fa viveretutte le esperienze in modo altamente emozionale. Purtroppo la mia fragilitànon mi consente di affrontare in modo sempre razionale le difficoltà ed è cosìanche questa volta.Il pensiero che da un anno mi turba sembra facilmente superabile a molti, manon a me. Circa un anno fa ho chiuso una storia che durava da ormai otto annicon L. Ritengo che L. sia una persona splendida e meriterà sempre la mia stima,ma avevamo obiettivi e progetti di vita che impedivano una vita insieme. Iosognavo una enorme splendida famiglia e lui il giro del mondo, lo sport, lamontagna. I viaggi e la montagna sono due delle cose che ci hanno sempreaccompagnato in questi otto anni, ma nei miei desideri c’erano e ci sono anchealtre cose, nei suoi no. Quindi la storia si trascinava senza sviluppi, con unosconforto che non mi abbandonava, fino a quando ho incontrato una persona, M.,che mi ha attratto fortemente per il suo alto profilo culturale e sognatore eme ne sono innamorata. Ci frequentiamo intensamente ed io vivo delle giornateche non dimenticherò mai. Siamo altamente affini per tutto ciò che riguarda ilmondo emotivo…ma ancora mi dicevo che non bastava…i valori morali? Dopo due mesi che ci frequentiamo infatti mi confessa di avere una figlia e microlla il cielo sulla testa.Io ho 28 anni, M. 29. La bimba ha 8 anni e come è facile immaginare è arrivatasenza che nessuno lo volesse.Ora cercherò di esporre tutti i pensieri che si accalcano nella mia testa.1° shock: la bambina2° shock: mi dice che lui avrebbe voluto che lei abortisse (io neanche riesco aimmaginarlo, anche se avevano 20 anni)La mia prima reazione è stata una enorme delusione in quanto credevo e credomolto nel rispetto e nella sincerità all’interno di una coppia e non riuscivoad accettare che una cosa così importante mi fosse stata tenuta nascosta.Sicuramente la paura della mia reazione gli ha impedito di essere chiaro esincero fin dall’inizio e M. si è impegnato moltissimo per dimostrarmi diessere una persona affidabile e sincera e desiderosa di stare con me. Abbiamosuperato quindi questa difficoltà ed ora che sono sicura di potermi fidare dilui il problema è un altro. Per mesi e mesi ho cercato di accettare questacondizione sui generis per il mio modo di vedere e di immaginarmi una vitafamigliare ed ancora non ci sono riuscita. Ho un’idea estremamentetradizionalista, e probabilmente anacronistica, della famiglia, forse perchèsono cresciuta in una famiglia molto numerosa ed unita. Ora capisco che sono anche molto gelosa, e non ha idea di quanto mi costaammetterlo, io che ho sempre ritenuto la gelosia un sentimento stupido e basso.Gelosa della bambina, se almeno fosse stata un maschietto forse sarebbe piùfacile… Gelosa del tempo che trascorrono insieme, delle attenzioni che glidà… Gelosa dell’esperienza e delle emozioni che ha vissuto con un’altradonna… Invidiosa di lei che ha una figlia ed è felice, mentre io se continuocosì non l’avrò mai… Invidiosa del fatto che la bambina è felice così, anchecon un padre che va e viene mentre io un padre ce l’avevo tutti i giorni e nonero felice, abbiamo un pessimo rapporto. Loro hanno una cosa che è unica che ionon potrò mai condividere e questo mi fa stare malissimo.Quello che chiedo è un aiuto per vedere questa situazione da un altro punto divista…per risolvere in un modo o nell’altro questa mia condizione che sentocome un peso enorme. Grazie

Gentilissima,

La gelosia è un sentimento a volte stupido, ma in ogni caso dolorosissimo. Lei sa bene, a livello razionale, che non ha alcun senso provare gelosia per il passato di una persona, per un amore lontano nel tempo ed ancor meno per una bambina di otto anni, la cui situazione familiare non credo sia poi così felice, essendo il padre lontano da casa ed impegnato in una storia sentimentale con una donna diversa dalla mamma. Volendo utilizzare un altro punto di vista, provi a guardare alla cosa con gli occhi di questa bambina, che probabilmente vede poco il suo papà, che lo sente lontano e distante, anche se lui dice di volerle bene, anche se non manca di darle delle attenzioni. Il suo papà ha comunque un’altra donna, vive lontano e sicuramente non è sempre disponibile per giocarci insieme, o per raccontargli i piccoli progressi, le prime esperienze di vita. E probabilmente la bambina si chiede ancor più di lei, con gelosia, perché non sia in grado, con il suo grande affetto, con la sua sensibilità, di trattenere il suo papà, di non farlo andare più via, di impedirgli di raggiungere quella odiosa donna di cui è innamorato e che la allontana da lei…

Dunque, cerchi di superare il problema della gelosia atraverso un sentimento empatico per questa bambina, che sicuramente soffre più di lei, perché essendo così piccola non ha ancora gli strumenti per superare le frustrazioni con la forza del ragionamento e con un adeguato bagaglio di esperienze emotive.

E’ evidente inoltre che l’antagonismo che prova verso questa bambina non riguarda la donna adulta ed intelligente di oggi, ma la bambina che lei è stata e che vive ancora dentro di lei, chiedendo affetto, attenzioni e cure.

Dott.ssa Giuliana Proietti

 

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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