schizofrenia
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La lista ufficiale dei disturbi mentali che i professionisti della salute mentale usano in tutto il mondo per diagnosticare i disturbi psicopatologici dei pazienti si trova nell’ICD-10 (Classificazione Internazionale delle Malattie, decima revisione) e nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione). Tra essi c’è la schizofrenia.

Il professor Jim van Os, psichiatra che lavora presso il Maastricht University Medical Center, ha recentemente dichiarato al BMJ che secondo il suo parere il termine “schizofrenia”, con la sua connotazione di malattia cerebrale cronica senza speranza, dovrebbe essere eliminato e sostituito con qualcosa del tipo “sindrome dello spettro psicotico” .

Il professor van Os sostiene che la classificazione sia complicata, soprattutto per una malattia psichiatrica. La schizofrenia, come i disturbi schizoaffettivi o deliranti, la depressione o il disturbo bipolare  non rappresentano la diagnosi di malattie certe, perché le cause rimangono sconosciute. Queste diagnosi descrivono solo un gruppo di sintomi, per permettere di classificare le persone in gruppi di pazienti.

In realtà, ammette van Os, non ne sappiamo ancora abbastanza per diagnosticare le malattie vere e proprie. Ad esempio, se una persona ha sintomi di psicosi e di mania, la sia classifica come affetta da disturbo schizoaffettivo. Se, col tempo, i sintomi della mania diminuissero fino a scomparire, le la psicosi diventasse cronica, si ridiagnosticherebbe il caso in schifrenia. Allo stesso modo, se diminuissero i sintomi psicotici, si farebbe una nuova diagnosi di disturbo bipolare.  Ecco come funziona il sistema della classificazione oggi in uso.

Se tutti fossero d’accordo a usare la terminologia dell’ ICD-10 e del DSM-5 non ci sarebbe alcun problema, dice lo psichiatra. Tuttavia, questo non è quello che è generalmente avviene, particolarmente per quanto riguarda la categoria più importante delle malattie psicotiche: la schizofrenia.

Per esempio, l’American Psychiatric Association, che pubblica il DSM, sul suo sito web descrive la schizofrenia come “un disturbo cerebrale cronico” e riviste accademiche lo descrivono come un “disturbo neurologico debilitante,” o un “disturbo cerebrale distruttivo altamente ereditabile “, o una “malattia del cervello con fattori di rischio prevalentemente genetici”.

Questo linguaggio è fortemente indicativo di una malattia cerebrale genetica distinta, scrive van Os. Eppure, stranamente, tale linguaggio non è utilizzato per le altre psicopatologie, anche se esse costituiscono il 70% della malattie psichiatriche.

Le prove scientifiche, ricorda lo psichiatra, indicano piuttosto che le diverse categorie psicotiche possono essere viste come parti eterogenee della stessa sindrome.

Da qui l’idea di dimenticare la schizofrenia come principale categoria diagnostica “e iniziare a fare giustizia alla sindrome dello spettro psicotico, che esiste davvero.”

Per la cronaca, Giappone e Corea del Sud hanno già abbandonato l’uso del termine “schizofrenia”.

Fonte:
Schizophrenia does not exist, argues expert, Medical News Today

Dr. Giuliana Proietti

Immagine:
Flickr

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● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
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Scrive in un Blog sull’Huffington Post


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