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Consulenza – Dentro e Fuori di Te 33

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Consulenza – Dentro e Fuori di Te 33

Consulenza

Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 33

 

La mia compagna non mi vuole più
03-03-2017, 05:35 PM
Buongiorno Dottoressa,
Premetto che da agosto non ho più rapporti sessuali con( la mia ex) credo ormai,dopo i risvolti della vicenda che è accaduta ultimamente, per come m’ha risposto e per i trascorsi vissuti.in questo momento sono distrutto,umiliato e mi sento anche preso per il (culo) scusi il francesismo.
Sono ormai quasi trent’anni che siamo assieme fra alti e bassi ed abbiamo 2 figli.Ultimamente però le cose sono degenerate,ho scoperto che mia moglie non è quella che credevo,ed ora arrivo al dunque:con me si è sempre comportata come santa Maria Goretti,una pudica,guai ad affrontare certi argomenti,men che meno metterli in atto ed io ero lo sporco di turno…….Ieri,shoccante scoperta…… La mia compagna oltre a non essere quel che sembrava è una di quelle che in gergo chiamano donne facili,almeno credo.Ha un appuntamento per sabato con uno che conosce solo virtualmente da pochi giorni a cui dopo due messaggini in chat telefonica ha scritto cose inaudite da poter riscrivere,a cui invia anche immagini di lei in atteggiamenti……(praticamente si vede tutto e di più e lui ricambia con immagini e video sui suoi attributi (ho il vomito solo a pensarci)aggiunte ad amplessi sessuali virtuali.Quelle immagini e frasi scorrono giornalmente nella mia mente come un tarlo che rode!!!!!
L’ho persa vero?ieri affrontandola vis a vis mi ha detto che non mi vuole più.Se ne sta andando ed io muoio dentro!!!

Gentilissimo,

Non saprei cosa dirle… Non so nulla di sua moglie, oltre quello che lei racconta, e mi sembra difficile poter esprimere un parere.

Credo tuttavia che le cose non possano stare precisamente nel modo in cui lei le racconta: se la sua compagna fosse stata felice con lei nell’intimità, probabilmente avrebbe superato i suoi tabù sessuali assai prima, le pare?

Dunque, è possibile che qualcosa non funzionasse: forse lei non si è curato abbastanza del piacere della sua compagna, forse lei le ha imposto prestazioni che lei non desiderava (“lo sporco di turno”), forse…. Chissà.

L’unica cosa certa è che fra di voi è mancata la comunicazione. Non si arriva dall’oggi al domani al tradimento, oltre tutto in modo così sessualmente disinibito: cosa è successo nel frattempo?

Non saprei dirle se lei l’abbia persa o no: posso però rilevare il fatto che ormai non vi conoscete praticamente più e, per riprendere in mano il vostro rapporto, avreste bisogno di parlare, parlare tanto.

Le faccio molti auguri.

Richiesta aiuto
#1 04-25-2017, 06:25 PM

salve,ho 42 anni sono sposato da 7 anni dopo una convivenza di altri 7 e sono il padre di 3 bambini di 10/7/3 anni avuti con mia moglie.Raccontarle del mio passato non è facile perchè nella mia vita ne ho combinate tante ma mia moglie mi ha sempre perdonato ma ora dopo il mio ultimo casino ha deciso di chiedere la separazione.le premetto che ho avuto problemi di tossicodipendenza ma ora ne sono uscito ma a causa di un incidente sul lavoro mi ritrovo ad essere invalido ma questo non mi ha tolto la possibilità di accudire i miei bimbi ed esserne diventato un “mammo”.per pagare dei vecchi debiti ho rubato ed ora mi trovo agli arresti domiciliari e vista la nostra situazione che lei vuole andarsene e io invece vorrei farle capire che questa sarà la volta giusta, la convivenza è diventata dura sia x noi che x i bimbi. mia moglie dice che sono già 3 anni che lei non mi ama più è che e stata con me solo x amore dei figli,ma ora non ne può più di questa situazione. ad essere sincero solo dopo tanti sbagli ho capito quanto importante sia mia moglie e credetemi che la voglia di cambiare registro e rimettermi sulla retta via non era mai stata così voluta e compresa come questa volta.mi sento fallito come uomo e come marito xchè non sono riuscito a rendere felice mia moglie e non sono riuscito a tenere unita la mia famiglia.ora mi trovo in uno stato psicologico devastante anche perchè lei ora se ne vuole andarsene e portare via i bimbi anche se lei a causa del suo lavoro a turni non potrebbe accudirli come farei io.forrei sapere cosa fare e se ci sono modi x farle cambiare idea.

Gentilissimo,

Credo che lei dovrebbe riconoscere non solo di aver sbagliato, ma anche il legittimo desiderio delle persone che le sono vicine di tornare a vivere con serenità, senza dover ogni volta ritrovarsi nei pasticci, avendo dato fiducia ad una persona che non la meritava.

Se lei potesse, dovrebbe rivolgersi ad uno psicologo, per capire da dove nasce e come si può gestire questa sua tendenza a trasgredire le norme e a vivere oltre le righe.

Penso che lei, nonostante la buona volontà, cui sinceramente credo, dovrebbe farsi aiutare, per essere sicuro di potercela fare.

Molti auguri.

Blocco sentimentale
#1 02-15-2017, 01:14 PM

Salve, ho 21 anni e da 4 anni non riesco a creare e portare avanti una relazione sentimentale.
Sono una ragazza introversa ,orgogliosa che si fa mille problemi , e non riesce ad aprirsi al 100% con qualcuno per paura di essere rifiutata , non apprezzata. Non sapevo cosa fosse l’amore, il bisogno di avere quella persona a fianco e di donargli tutta te stessa , l’ho scoperto grazie a lui per l’appunto 4 anni fa. Lui è stato la mia prima storia seria , il mio amore,il mio tutto per quasi 2 anni, poi dopo una relazione di sottomissione mia nei suoi riguardi (durante la quale ho scoperto che mi tradiva) ci siamo lasciati. Da li ricordo di essermi sentita persa come se mi fosse letteralmente crollato il mondo addosso, e di aver pensato:<>. E’stato un periodo molto duro per me anche perchè le mie amiche erano tutte fidanzate, quindi mi sono trovata completamente sola ad affrontare questa cosa . E’ stato orribile ma penso che se da un lato mi abbia fortificata dall’ alto mi ha anche fatta chiudere ancora di più, diventando più fredda e distaccata, cinica. Dopo di lui ho avuto tante, tante,tante frequentazioni , alcune duravano qualche mesetto altre addirittura solo il tempo della prima uscita . Ho iniziato a chiedermi se avessi qualche specie di malocchio (lo so che è stupido)che non mi facesse più avere una relazione , così decisi di non uscire con qualcuno per parecchio tempo. Dopo parecchi mesi sono ritornata ad uscire con dei ragazzi , questa volta c’era una differenza ,mi dicevano apertamente che ero fredda, priva di sentimenti , distaccata, questo mi ha fatto molto male perchè quello era diventato il mio normale modo di essere e non me ne accorgevo . Ovviamente anche nessuna di queste storie è durata. E Finalmente mi sono resa coscientemente conto di avere un problema serio , un blocco reale che mi impedisce di stare bene non solo con gli altri ma anche con me stessa. Un altro problema è che odio le chiamate al cellulare , ho paura di chiamare l’altra persona per paura di disturbarla, sembrare invadente, e di riceverle perchè per esempio quando sto a casa non voglio che mia madre senta le mie conversazioni , mi blocca. Mia madre mi impone di trovarmi un fidanzato perchè non sopporta che a 21 anni ancora non ce l’abbia e mi stressa e mi fa male , mi rende ancora più ansiosa questa cosa, anche perchè con mia madre non ho mai avuto un bel rapporto anzi delle volte penso che sia proprio cattiva nei miei riguardi , che mi dica queste cose con cattiveria per farmi stare male.(ora non do retta più a quello che mi dice ci passo sopra senza darle peso).
Detto ciò vorrei un parere da lei visto che è un’esperta, di come cercare di superare questo mio blocco sentimentale nei confronti di una possibile relazione , perchè mi sento davvero sbagliata come persona a questo punto.
Grazie per l’attenzione e per una possibile risposta.

Gentilissima,

Mi sembra che lei abbia problemi sia di autostima, sia di ansia sociale, oltre che una certa diffidenza verso tutto e tutti, dovuta probabilmente ad esperienze relazionali poco edificanti.

Che fare? La risposta più semplice è quella di provare a fare una psicoterapia, ma mi rendo conto che per farlo occorre una certa indipendenza economica, che non sono sicura lei abbia.

A questo punto dunque il suggerimento è quello di cominciare da qui: dalla ricerca di un lavoro, per potersi allontanare dalla sua casa, dove non è felice, cercare di cambiare amicizie, sperando di trovare persone che non la possano deludere e (eventualmente) pagarsi una psicoterapia, per affrontare i suoi problemi.

Cordiali saluti.

Equilibrio di coppia
#1  04-01-2017, 11:57 PM

Buonasera,
Sono una ragazza di 31 anni e da 4 anni e mezzo sono la compagna di un uomo di 52. Lui si è da poco separato, ha due figli grandi. Come si può immaginare la situazione di entrambi ha reso la nostra storia difficilissima da vivere e ricca di prove dure da affrontare. Alcuni mesi fa, stremata, ho anche provato a rifarmi una vita e ci ero anche riuscita, ma rispetto a lui, a Noi, tutto il resto appare come sbiadito… Così sono tornata da lui, che non aveva mai smesso di aspettarmi. Siamo terribilmente innamorati, più del primo giorno, siamo “famiglia” l’uno per l’altro…È unico e irripetibile quel che c’è tra noi.
Tuttavia, sebbene la separazione sia il primo passo verso un nuovo equilibrio, su tante cose ancora stentiamo a trovare serenità e accordo. Il risultato è che io ne soffro moltissimo, e nonostante tutti gli sforzi di entrambi, l’amore sconfinato e la voglia di una vita insieme, non riusciamo sempre a venirci incontro.
Ammetto che parte della colpa è sicuramente mia, della mia insicurezza (accentuata dal percorso tortuoso di questa storia, del dover per anni vivere nell’ombra, dell’essere in alcune occasioni sempre e comunque seconda, e a volte proprio nessuno), del mio passato familiare, del terrore che ho di perderlo. Si aggiunge poi il mio fortissimo desiderio di avere un bimbo, un bimbo con lui, e lui non lo esclude ma credo non sia sicuro, e di conseguenza è ‘bloccato’.
Così, sebbene ci amiamo tanto, abbiamo un feeling sessuale incredibile e desideriamo entrambi viverci, stiamo pensando ad una terapia di coppia. Non so se sia corretta, ma l’idea è anche un po’ di farci suggerire come migliorare la gestione pratica delle cose, capire chi sbaglia su cosa, capire su cosa io debba ‘lavorare’ e se lui debba imparare a gestire meglio qualcosa.
Vogliamo riuscire a capirci, essere sereni insieme…. Felici lo siamo già 🙂
Secondo Lei può essere una buona idea la terapia? Altrimenti cosa ci consiglia?
Grazie mille

Gentilissima,

Trovo che nessuna coppia possa uscire da una terapia di coppia dicendo che non è servita a nulla. Sicuramente spesso fallisce, spesso non evita la separazione, ma essere riusciti comunque a parlare insieme ad uno psicologo dei propri problemi, cercando una possibile soluzione, individuando i punti di forza e di debolezza della coppia a mio parere è sempre utile.

La vostra situazione è complessa e il primo consiglio che verrebbe da darle è quello di cercare di rendere la sua vita meno complicata, cercando una persona di età più vicina alla sua…. Lei però mi risponderebbe che ci ha già provato senza successo e che al momento non può pensare di vivere senza questa persona, perché ne è innamorata.

Di fronte a questa risposta, visto che lei è una ragazza giovane ma comunque matura, non vorrei aggiungere altro, se non che la psicoterapia, come ho detto sopra, potrebbe sicuramente aiutarvi e che, in ogni caso, lei dovrebbe essere molto prudente prima di prendere la decisione di volere un figlio da una persona che non è sicura di volerlo. Un figlio infatti non sempre migliora l’intesa di coppia ed anzi spesso porta alla rottura, specie quando ci sono già altri problemi.

Molti auguri, per tutto.

Dubbio
#1 05-20-2017, 11:39 AM

Salve, mi permetto di usare questo spazio perché ho un dubbio che mi sta mangiando viva. Sabato 13, e cioè circa 5 giorni dopo la fine del mio ciclo mestruale, ho fatto petting in maniera abbastanza spinta con il mio ragazzo, senza eiaculazione. Premetto che sono vergine (non ho mai avuto rapporti sessuali completi) e prendo la pillola anticoncezionale klaira da più o meno due annetti. Fin qui tutto a posto. Il mio dubbio però, nasce dal fatto che lunedì 15 maggio mi sono accorta che il giorno prima, ovvero domenica 14 maggio ho dimenticato l’assunzione della pillola. In genere non ho proprio un orario fisso di assunzione, l’orario varia dalle 23.30, arrivando anche all’ 1 di notte. Quando mi sono accorta di aver dimeticato la pillola erano circa le 13-14 del giorno successivo, ovvero del lunedì, e l’ho subito presa. Dunque ho preso due pillole in un giorno, la prima quella “dimenticata” della domenica, e la seconda quella del lunedì, assunta regolarmente la sera. Oggi, sabato 20, svegliandomi ho trovato sugli slip delle macchie di sangue marroni… Potrei essere dunque a rischio gravidanza? Ps. I giorni dopo la non assunzione non ho avuto alcun tipo di rapporto.

Gentilissima,

Dunque, riepiloghiamo. Lei è vergine, ha fatto petting (quindi rapporti senza penetrazione) con il suo ragazzo, il quale non ha eiaculato e tutto questo è successo 5 giorni dopo la fine del ciclo mestruale, dunque in un periodo ben lontano dalla successiva ovulazione. Inoltre prende la pillola da due anni…

Non entro nel merito della pillola dimenticata perché mi sembra totalmente superfluo, in quanto lei non può essere incinta!!! Per rimanere incinta in primis ci vuole un’eiaculazione o almeno una penetrazione. Forse il suo ragazzo si è avvicinato con il pene alla sua vagina, pur senza eiaculare, e lei teme che il liquido pre-eiaculatorio possa aver dato inizio a una gravidanza? Le probabilità sarebbero vicino allo zero.

Credo invece che, a meno che lei non prenda la pillola per altre ragioni, diverse da quelle anticoncezionali, il suo eccesso di zelo nasconda una vera e propria ossessione, che dovrebbe cercare di affrontare.

P.s. Non ci si accorge che si è incinte dalle macchie sugli slip, ma dall’assenza del ciclo! Non ci sono altri sintomi che vengano prima di questo.

Calo del desiderio
#1 05-07-2017, 11:42 PM

Allora ora ho un bambino di 8 mesi da quando nato io e mio marito abbiamo avuto solo un rapporto quando gli chiedo mi risponde che gli rimasti nel mente il giorno del parto e odore del sangue ecc ho paura di non piaccerli più io ho voglio di lui non voglio ferirelo dimenticavo anche nel periodo di gravidanza non mi toccato dice che gli faccio pena e ha paura per il bambino…..

Gentilissima,

Suo marito ha un problema, anche se non si capisce di che natura.

Come prima cosa cerchi di capire se c’è un’altra donna e poi cerchi di parlarci, per capire cosa non va.

Saluti e auguri.

Consiglio
#1 06-22-2017, 08:13 PM

Buongiorno,
mi chiamo marco, sono un ragazzo di 26 anni, ho un problema che non riesco bene a focalizzare, riguardo una scelta importante che dovrei compiere in questo periodo. Ho avuto una vita difficile fino ad adesso a causa di un disturbo post traumatico, e vari disturbi psicologici e relazionali. Ho fatto una psicoterapia per molti anni finchè non sono riuscito a vedere bene quali fossero le mie reali problematiche e ora ho iniziato una terapia nuova , e anche una terapia familiare per migliorare il rapporto con i miei genitori. E’ difficile perchè certe cose non sento di averle superate ancora,anche se sento per la prima volta di essere più o meno nella strada giusta. Fino all’anno scorso ero iscritto all’università, che ho interrotto sempre per i suddetti problemi, proponendomi un anno di pausa per recuperare le forze e cercare di stare meglio. Ora credo di essere riuscito a ottenere una sorta di equilibrio, ma ancora ho gli incubi la notte, erte volte non riesco a pensare, a ragionare e vedo tutto nero, e tornano pensieri suicidi. Senza contare le difficoltà a regolare le emozioni, le rigidità insomma…e ho paura che in sostanza di non essere capace di gestire una responsabilità, e fallire, che non sia il momento giusto ancora, forse dovrei aspettare ancora mi dico. ma se aspetto ancora, non finisce che poi metto in ‘parcheggio’ la mia vita, e faccio peggio ancora? Ho una terapeuta che è brava, lei mi dice che dovrei portare avanti un progetto, che magari potrei essere anche bravo nel campo che avevo scelto (psicologia).
Io vorrei fare lo psicoterapeuta, ma sento che la mia motivazione è ambivalente: da una parte c’è un forte desiderio di approfondire degli argomenti di studio, di aiutare le persone, e di fare del bene, e fare che questo sia un lavoro normale, come un altro. mentre dall’altra sento che vorrei farlo anche per ottenere potere, libertà, conoscenza, successo, anche con fantasie di poter diventare una sorta di ‘vecchio saggio’ , un illuminato. che magari in una certa misura ci potrebbe anche stare, non lo so, ma comunque rendermi conto di questo mi mette a disagio. e se volessi fare il terapeuta solo per una forma di avidità, per dei bisogni infantili? sarei un pessimo professionista, un immaturo, un alienato.chi vorrebbe poi un terapeuta che da giovane è stato così disturbato?è scoraggiante… so che si sta parlando di una cosa che dovrebbe succedere tra molti anni, ma io vorrei capire.. sono domande che non mi fanno dormire la notte. cosa ne pensa? saluti

Gentilissimo,

Se vuole il mio parere lei deve tornare immediatamente agli studi e prendersi la sua laurea (triennale immagino) al più presto possibile, senza guardare ai voti.

Credo infatti che questi anni sabbatici non servano assolutamente a nulla, se non a confondere ulteriormente le idee della persona, oltre che a farle perdere motivazione. Diverso sarebbe stato se lei avesse trascorso un anno all’estero, per perfezionare una lingua, o si fosse iscritto a qualche corso di specializzazione, per migliorare la sua professionalità.

Stare con le mani in mano non solo non risolve i problemi, ma li complica.

Torni dunque a studiare al più presto e rinunci ai sogni: fare lo psicoterapeuta (almeno altri sette anni di studio) non le dà né potere, né libertà; le conoscenze e il successo sono possibili in tutte le professioni, comprese quelle più umili. Per fare il ‘vecchio saggio’ invece, non basta diventare saggi, ma anche vecchi, e per invecchiare felicemente è consigliabile trovarsi un lavoro e cominciare a mantenersi da soli, per farsi una famiglia propria ed accantonare con maggiore facilità i problemi che riguardano il passato.

Più che una terapia familiare, credo che alla sua età le sarebbe più utile staccarsi dai suoi genitori e cominciare a fare un progetto di vita autonomo, magari cercandosi una ragazza.

Naturalmente dico questo con la conoscenza che ho di lei, che equivale a quindici righe di presentazione, lette in meno di un minuto… La sua terapeuta potrà sicuramente darle dei consigli più adatti, visto che conosce molto meglio di me la sua situazione.

Prenda dunque quanto ho detto come semplice spunto di riflessione e poi ne discuta con la sua terapeuta.

Con molti auguri.

Non riesco a dire ai miei che sono fidanzata
#1 06-26-2017, 01:40 PM

Salve, mi chiamo Laura e ho 23 anni.
Non riesco a dire ai miei ( a mio padre in particolare modo, visto che mia madre già sa di suo) che sono fidanzata. Lo sono da più di 5 anni con un ragazzo di 27, usciamo, dormo da lui, festeggio ogni festa con lui a casa sua, il tutto di nascosto, dicendo mille bugie. I miei genitori hanno 70 e 56 anni, mentalità molto chiuse e arretrate. È tutto un tabù, persino il bacio in TV. Sono completamente bloccata da star male alla sola idea di dover dire a mio padre di essere fidanzata. Ho il timore ,inoltre, – ma ne sono certa – che sapendolo possa vietarmi tutto ciò che ho fatto con tranquillità sino ad ora. Ciò me lo conferma mi madre, che non vuole aiutarmi in questo. Non ho mai avuto la necessità di dover riferire della mia relazione; e non ne ho nemmeno ora. È una necessità del mio fidanzato, il quale è stanco di dover agire di nascosto, vorrebbe poter passare del tempo anche a casa da me, vorrebbe fosse tutto alla luce del sole soprattutto perché ormai stiamo cercando casa per andare a convivere e creare una nostra famiglia e pensa quindi che sarebbe giusto mettere loro al corrente della nostra relazione senza andare via all’improvviso, temendo anche che mio padre me lo impedisca, e spera magari di avere anche un loro aiuto/appoggio. A me invece andrebbe bene dirgli che sono fidanzata e che vado a convivere quando sono già in possesso delle chiavi di casa mia. In questo modo mi risparmierei il forte disagio. Ultimamente litighiamo molto per questa cosa, perché non si sente accettato ed è arrivato addirittura a pensare di chiudere la nostra storia. Non voglio perderlo e lo farei solo per lui, per farlo stare bene. Io però ho smesso di star bene. Sono agitatissima, ora ancora di più perché ho saputo che un vicino ha riferito a mio padre che sono fidanzata e mi vede andare a dormire da lui. Mio padre avrebbe negato tutto, sicuro del fatto che non sono nemmeno fidanzata. La cosa strana è che ancora non mi abbia detto nulla (forse aspetta che gli chieda di andare a dormire da un’amica), e che secondo le mie sorelle mio padre già sapeva ma faceva finta di nulla perché gli conviene di più – quindi è strano che abbia negato in maniera così forte -.
So che il mio blocco dipende dal fatto che mio padre è sempre stato un violento, maschilista, retrogrado. Ho anche paura che in futuro possano accadere situazioni spiacevoli con il mio fidanzato e la sua famiglia, cosa già successa, come le bugie di lui e gli insulti gratuiti di mia suocera, o peggio le relazioni che lei ha con gente poco raccomandabile. Ciò darebbe ai miei la possibilità di sapere e vincolarmi di conseguenza.
Riconosco di aver perso molto carattere negli anni; sono insicura e timorosa su tutto, persino portare l’auto – cosa che adoravo – o praticare lo sport che ho sempre amato. A questo punto, cosa dovrei fare? Parlo o non parlo? Se sì, come e quando? È un mio problema o dipende da chi ho attorno?
Grazie per l’aiuto.

Gentilissima,

Credo sia molto difficile capire chi, tra di voi, abbia ragione o torto: secondo me avete ragione entrambi, per motivi diversi, dal momento che ciascuno dei due porta argomentazioni comprensibili e convincenti.

E’ giusto, come dice il suo fidanzato, fare le cose alla luce del sole, conoscersi, trascorrere del tempo a casa della propria ragazza, prepararsi insieme con le famiglie alla futura convivenza.

E’ giusto, come dice lei, evitare di perdere la propria libertà di movimento proprio mentre state cercando una casa per iniziare una convivenza…

Occorre essere pragmatici: al di là di quello che è giusto o più giusto, cerchiamo di capire cosa è funzionale al vostro rapporto e cosa non lo è. E’ possibile cambiare il carattere di un settantenne maschilista e retrogrado? Direi proprio di no.

Dunque, guardate avanti. Continuate così come fate, usufruendo di tutte le libertà. Le bugie che lei è costretta a dire sono “bianche”, nel senso che non sono dette per slealtà o mancanza di rispetto per suo padre, ma per cercare un modus vivendi che le permetta di coltivare la relazione, in attesa di rendersi indipendente dalla famiglia.

Se c’è qualcosa che dovreste fare in fretta infatti è rendervi indipendenti, dopo di che… Cosa ve ne importa delle idee di un settantenne maschilista e retrogrado che vive in un’altra casa e che non vi mantiene economicamente?

Cordialmente,

Ho perso la mia compagna di vita?
#1 07-11-2017, 12:02 PM

Buongiorno,
le scrivo perché ho un grande dolore che non riesco a domare. Ho 43 anni e sono lesbica. Nella mia vita ho avuto un grande amore nato tra i banchi delle superiori. All’età di 25 anni scopro di essere da sempre corrisposta in questo amore anche se la mia “lei” è fidanzata con un ragazzo. Iniziamo una storia clandestina travolgente, ma non a lieto fine. Non se la sente di creare una famiglia con un’altra donna, si sposa e rimane incinta. Per cinque anni non ci vediamo né sentiamo più. Alla soglia dei 40 anni torniamo insieme. Scopro che è stata malissimo senza di me al punto di non accettare il figlio e in procinto di lasciarsi dal marito. Penso che sia la volta buona invece passano altre 2 anni e mezzo e lei non si decide a lasciare il marito. Due anni passati tra grande passione e felicità di esserci ritrovate, ma passati anche tra scenate e litigi furibondi. Un mese fa, mi dice che il suo amore per me è “diminuito” a causa di una sbandata (solo sbandata?) per un ragazzo (o meglio una ragazza che sta diventando ragazzo). Mi crolla il mondo addosso. Mi crolla il mondo perché pur non avendo mai voluto stare con me, non ho mai dubitato che il nostro amore potesse finire. Mi crolla il mondo perché le dicevo sempre che se fossi stato uomo non avrebbe avuto problemi e lei mi tranquillizzava dicendomi che mi amava anche perché ero donna… Ho paura che con questa persona riesca a lasciare il marito.. Mi manca il mio amore e la mia compagna di vita. Non capisco perché in così poco tempo abbia potuto fare a meno di me… Le ho detto cosa ho sbagliato in questi due anni e per il nostro amore potevamo almeno fare un tentativo. Ma lei mi ha detto che il solo fatto di amarmi un po’ meno l’ha messa in totale confusione e che doveva capire. Ora sono 15 giorni che non mi faccio più viva e neanche lei. Pur non avendo chiuso tutte le porte mi sento che questa volta mi ha lasciata per sempre… Ed io non respiro… Cosa dovrei fare? Cercare di capire se è veramente finita (mi ha anche detto che non avrebbe più avuto il coraggio di tornare anche dopo questa), lasciarle il suo spazio e far finta di non aspettare? Non me ne faccio una ragione… Trent’anni e puuffff …. Grazie per avermi letto.

Gentilissima,

Purtroppo nessuno è in grado di darle la risposta che sta cercando, se non il Tempo. Dopo le superiori non poteva certo pensare di ritrovare questa persona a 25 anni e di poter vivere la storia che avete vissuto… Chissà che non possa risuccedere ancora?

Del resto innamorarsi di un’altra persona può capitare a tutti, a prescindere dall’orientamento sessuale: potrebbe capitare forse anche a lei, se riuscisse a guardare alla vita con maggiore serenità, cercando di godere di quello che si riceve, invece di soffrire per quello che manca.

Stia bene, e buona fortuna.

Come affrontare un blocco psicologico che impedisce di vivere
#1 07-18-2017, 04:19 PM

Salve,sono una ragazza di 25 anni e ho bisogno di un consulto su una situazione che va avanti ormai da..sempre.Premetto che sono sempre stata una ragazza introversa e molto timida,durante tutte le scuole sono stata vittima di bullismo e per vergogna non ho mai detto niente e ho sopportato tutto in silenzio.Inutile dire che mi porto ancora dietro i segni che mi ha lasciato.Fatto sta che sono cresciuta così,con la consapevolezza,che cresceva di giorno in giorno,che il mio destino era quello di stare da sola,perchè tutti sapevano nel mio paese che mi prendevano in giro e nessuno mi si è mai avvicinato(intendo ragazzi,non ho avuto le prime esperienze che si fanno da adolescenti). A casa mia non si parla mai di fidanzati,sessualità e cose di questo genere.Da quando ho finito il liceo mi sono ripresa un po’ alla volta,e il fatto di non stare più a contatto con quelle persone mi ha fatto riacquistare un po’ di autostima,anche se so che è ancora molto bassa.Negli ultimi anni ho conosciuto qualche ragazzo che aveva interesse per me,ma li ho sempre allontanati perchè,avendoli conosciuti online avevo paura che se mi avessero vista di persona non sarei sicuramente piaciuta.Un paio di mesi fa ho conosciuto un uomo(ha 9 anni più di me e ha un figlio)e parlando ci siamo trovati.Poi non l’ho più visto per un po’ di tempo.la settimana scorsa mi ha trovato su facebook,anche se conosceva solo il mio nome e li praticamente mi ha detto che sono bellissima,che ha fatto di tutto per incontrarmi,era uscito prima da lavoro,che mi voleva rivedere e praticamente che era pazzo di me(anche scriverlo qui mi imbarazza).Io sono rimasta paralizzata nel leggere queste cose e mi ha spaventata che non sapevo cosa dirgli e così gli ho detto che avevo bisogno”dei miei tempi”.È una settimana che non penso a altro,non so che fare,perchè da una parte lui mi interessa e non voglio perderlo,ma dall’altra c’è tutta la situazione a casa che mi blocca e in confronto a lui mi sento una ragazzina.Non ho mai detto ai miei di avere un ragazzo,e solo pensare di farlo mi paralizza.Allora penso,vabbè non glielo dico,ma questa è una cosa da ragazzini e poi vorrebbe dire mentire sempre,(anche perchè nel mio paese non ho amici e quindi quando sto a casa è difficile che esco e se lo faccio sanno sempre con chi sto)e anche con lui,che comunque ha le sue esperienze,non posso costringerlo a queste bambinate.Poi mi succede che quando sto in casa penso che non voglio uscirci con lui,che non ho modo per uscirne da questa situazione,invece quando mi trovo fuori casa,a esempio con gli amici dell’università penso il contrario,cioè che mi dovrei buttare perchè ne vale la pena.Non so cosa fare,so solo che il pensiero di dirlo ai miei mi paralizza così tanto che se non ci fosse altra soluzione metterei fine al rapporto con lui.Che problema ho secondo lei? Perchè ho questo blocco,come posso fare per vivere meglio?Sono super confusa.La ringrazio in anticipo e scuso per essermi dilungata così.

Gentilissima,

Lei ha un blocco nei confronti dei familiari, ma sicuramente loro lo hanno ancora maggiore del suo, visto che hanno in casa una ragazza di 25 anni, che non ha mai avuto un fidanzato, che non esce con dei ragazzi coetanei e che non parla mai di storie d’amore, flirt o fidanzamenti… Non capiscono che c’è qualcosa che non va?

A questo punto dunque probabilmente è lei che deve aiutarli a uscire dai loro tabù, anche grazie al suo livello culturale, che presumo essere maggiore di quello dei suoi.

Provi dunque ad aprirsi con loro, parlando dei suo futuro, di un suo eventuale futuro fidanzato, senza fare riferimenti specifici, e veda come reagiscono. Se accettano l’assist che lei ha, con questa modalità, fornito loro, si spinga ancora più avanti nelle confidenze che riguardano il passato e le speranze per il futuro.

Eviterei tuttavia di parlare loro del presente, perché questo deve imparare a gestirselo da sola e non è questo il momento per chiedere loro consigli. Dunque, questo ragazzo le dice di essere pazzo di lei: come fa ad esserlo se la conosce così poco? Si basa solo sull’aspetto fisico? Se a lei la persona interessa davvero, provi a parlarci di più via FB, provi a frequentarlo, ma non si butti a capofitto in questa storia solo perché questo ragazzo è il primo, e per ora l’unico, che si è mostrato interessato a lei.

Probabilmente i ricordi del bullismo subito e la scarsa autostima l’hanno portata ad avere un comportamento poco incoraggiante verso i ragazzi ed è per questo che si è sentita così poco corteggiata: provi a rivolgersi ad un terapeuta per lavorare su se stessa e mettersi nella condizione di vivere quello che una ragazza della sua età dovrebbe vivere, senza sentirsi in colpa per il semplice fatto di esistere…

Occorre voltare pagina.: fino ad ora è stato così, ora si cambia.
Auguri, buone cose.

Non capisco che cosa sia successo
#1 10-26-2017, 12:31 PM

Dottoressa Buongiorno,
non so che mi è successo o meglio cosa è successo.
Tre anni fa ho conosciuto un uomo …… che al momento mi disse di essere separato… inizia una frequentazione e si passa al sesso dopo poco.. con tanti problemi da parte sua ad avere un rapporto completo.
Dopo poco scopro che è sposato rimango malissimo ma non riesco a lasciarlo .. bisogno amore attaccamento insomma una serie di cose che mi attenegliano da anni.
continuiamo a vederci e sentirci ogni giorno.. vederci poco per ovvi motivi.
Dopo quasi un anno e mezzo mi dice che la crisi con sua moglie è finita tutto è tornato apposto ma non se ne va.. e tutto continua come prima fino a quando io non sono riuscita più ad andare avanti e ho messo uno stop ai rapporti sessuali ……… per altro sempre non completi…
Ho sperato che lui andasse via sparisse perché Io non ne sono capace mi sento morire senza di lui..
Vorrei capire perché lui non se ne va.. vuole cmq mantenere un filo…. di legame.. mi dice che è disposto a un amicizia ma non troppo stretta e io spesso ho detto che non sono in grado.. ma in qualche modo poi alla fine facciamo sempre come vuole lui.
mi aiuti a comprendere.

Le persone stabiliscono una relazione intima sempre partendo dall’attrazione fisica e dai rapporti sessuali ma, una volta stabilito un rapporto di complicità e di reciproco sostegno, non è detto che la parte sessuale debba necessariamente sopravvivere, come nel vostro caso.

Probabilmente questa relazione dà ad entrambi un certo senso di stabilità e di appagamento. Non è escluso che lui abbia rimesso a posto (per così dire…) le cose con sua moglie proprio grazie a questa vostra relazione, che gli dà ciò che con la moglie gli manca (affetto? considerazione? desiderio di stare insieme?) e che, in ogni caso, può renderlo molto più paziente e tollerante verso la moglie, grazie al probabile sentimento di colpa che prova per questa relazione clandestina.

Mi chiede perché non vi lasciate… Forse per abitudine, per comodità, per pigrizia… Chissà. Certo, lui tiene il piede su due staffe e, se un giorno la relazione con lei dovesse finire, saprà facilmente consolarsi tornando definitivamente all’ovile. Lei invece, trascinando avanti questa relazione di poco significato, rischia di dedicare a quest’uomo molti anni della sua vita, rimanendo con un pugno di mosche e perdendo l’opportunità di trovare qualcuno che possa amarla in esclusiva.

Forse è depressione?
#1 10-21-2017, 06:58 PM

Salve ho 22 anni e vivendo in un paesino ho sempre dato molta importanza alle attività di gruppo riuscendo ad avere una discreta vita sociale che ahimè ora sta diminuendo anche non per colpa mia. Da quest estate infatti molti dei miei amici avendo finito la triennale hanno iniziato a muoversi nelle grandi città, cosa che io essendo un pochino in ritardo non ho ancora potuto fare. Dal vedere persone quasi ogni giorno mi sono ritrovato ad avere una vita sociale attiva quasi soltanto al weekend, il che mi sta facendo passare forse più tempo del dovuto in casa, cosa che sono certo non faccia bene alla mia salute. Ovviamente mi tengo impegnato con lo studio e con l attività fisica ma non è più la stessa cosa. Circa un mese e mezzo fa ebbi quello che penso essere un episodio di panico: ero al cinema e non so cosa mi sia preso ma ho iniziato a monitorarmi il respiro che subito mi ha fatto entrare in confusione e avvertivo formicolii in tutto il corpo, sfociati poi in un respiro affannoso con palpitazioni. Da quel giorno non mi è mai più successo ma credo di aver sviluppato un inclinazione ansiogena che mi porta ogni sera verso le 6-7 ad avere scarsa lucidità, senso di irrealtà, ricordi confusi e continui pensieri intrusivi che nonostante io sappia perfettamente essere legati a stress/ansia non riesco ancora a gestire al meglio. Tutto ciò è come se fosse latente di mattina e pomeriggio e peggiorare la sera. Finchè mi distraggo, ho qualcosa da fare o parlo con qualcuno va tutto per il meglio, questi sintomi non rovinano minimamente le relazioni o i miei impegni; quando sono a casa solo e non ho niente da fare invece spuntano come funghi dandomi abbastanza fastidio. Al di là del week end dove trovo sempre qualcosa da fare, ho iniziato quindi a uscire un po da solo durante gli altri giorni cosi per prendere un po d aria ma mi sono accorto che non vedo più il paese come un tempo: tutto mi da un senso di tristezza, come il vedere luoghi o abitazioni appartenute alla mia infanzia o a un periodo che non tornerà più. Posso capire che sia una reazione da immaturi ma a lungo andare mi sta facendo perdere il significato di ciò che faccio quotidianamente: nonostante mi manchino 5 esami per finire non trovo più nessuna voglia di iniziare una mattinata di studio, allenarmi sta diventando una forzatura e inizio a stare male ogni volta che entro in casa mia, come se ne avessi abbastanza di tutto ciò che fa parte della routine. Questo mix di solitudine e insofferenza chiaramente non fa che aumentare il senso di confusione e stordimento che mi accompagna fino a notte. Ho notato cambiamenti anche a livello fisico: vado di corpo piu spesso ed è quasi sempre diarrea e sento necessità di urinare anche dieci volte per giorno svegliandomi la notte. Ansia e tristezza sono collegate?

Non ho idea di cosa abbia appena scritto e probabilmente se rileggessi tutto deciderei di lasciar perdere e chiudere il pc. Vorrei solo capire cosa mi sta accadendo.

Salve,
No, non direi che è depressione, ma solo uno stato ansioso legato al fatto che deve fare questi ultimi 5 esami per terminare gli studi, in un momento in cui sente di aver perso di motivazione e concentrazione.

Consideri che queste battute di arresto sono frequenti quando si è verso il termine della carriera scolastica e molti ragazzi abbandonano incomprensibilmente (per gli altri!) gli studi proprio a pochi esami dalla laurea.

Direi allora che lei deve farsi assolutamente coraggio e per riuscirci meglio le suggerisco di farsi aiutare da uno psicologo (poche sedute basteranno per ritrovare entusiasmo e voglia di fare).

Quanto ai sintomi, lo stato ansioso in cui vive le procura probabilmente anche un po’ di ipocondria, per cui ha aumentato il controllo sul suo corpo, nel timore che la sua momentanea perdita di equilibrio sul piano psicologico possa aver influito anche sul suo stato di salute.

Le suggerisco di apprendere una terapia di rilassamento, come il training autogeno (lo potrà fare con lo psicologo), oppure iniziare a praticare un po’ di yoga o meditazione.

In conclusione, penso lei non debba preoccuparsi, ma prendersi eventualmente un breve periodo di riposo o di svago, per poi tornare sui libri più bravo e più concentrato di prima….

In bocca al lupo.

Mia moglie dice che non mi ha mai amato
#1 10-21-2017, 05:42 PM

Salve,
la mia storia è simile a molte altre ma ha un aspetto stranissimo.
Siamo sposati da 12 anni, con due figli piccoli. Durante questo periodo ci sono stati periodi di spostamenti per lavoro e problemi economici ma siamo sempre riusciti a tenere unita la famiglia.
Io ho sempre visto in mia moglie momenti di freddezza insieme a momenti di dolcezza e sensualità. Poi 5 mesi fa mi ha detto che si è accorta che non mi ha mai amato!
Durante questi anni sentiva che c’era qualcosa che non andava con me, ma solo ora lo vede chiaro e non si sente di tornare indietro. Ora dice sempre che il matrimonio è uno schifo e che non è portata per i bambini e per essere moglie!
In casa non ci litighiamo, sembriamo due perfetti amici e i bambini non sanno nulla.
Tra noi non c’è intimità e sesso da 5 mesi! Quando mi avvicino a baciarla, mi dice di non illudermi che non mi ama. Però appena può mi cerca per parlare delle sue cose e per avere consiglio!!
Non ci capisco nulla. Siamo andati da un terapeuta di coppia e abbiamo scoperto che lei ha un concetto di amore molto etereo.
Cosa posso fare? Si può recuperare questo rapporto?
Grazie

Gentilissimo,

Credo che la vostra sia una crisi di coppia come ce ne sono tante: l’amore dei primi tempi è scomparso, è calato il desiderio sessuale, è subentrata una certa routine…

Per salvare questo matrimonio occorre voltare pagina e cambiare molte cose, sia nella vostra relazione, sia nelle vostre abitudini.

La terapia di coppia serve sicuramente per capire quale possa essere la concezione dell’amore di ciascuno dei due partner, ma molto di più servirebbe per tentare un riavvicinamento fra di voi, sia sul piano affettivo, sia sul piano sessuale, il che, da quanto capisco, non c’è stato.

Il mio consiglio dunque è quello di ascoltare un secondo parere: riprovare la terapia di coppia, con un terapeuta sessuologo che possa aiutarvi.

Importante è non perdere tempo: 5 mesi di lontananza sono tanti, ma si può intervenire con un certo ottimismo; più il tempo passa, più le cose diventano difficili.

Saluti e auguri.

Problemi di… Dimensioni
#1 01-12-2018, 10:58 AM

Salve, dottoressa come sta? Io non molto bene, credo. Come può evincere dal titolo del topic, ho difficoltà ad accettare le dimensioni del mio organo, nonostante, a detta di urologi, sia nella via di mezza della media italiana, tra i 15 e i 18cm (con un facile calcolo è possibile stimare il tutto con esattezza). Ho intrapreso una relazione amorosa da qualche mese e, nonostante con lei abbia una certa intimità, ultimamente, sto faticando molto a farmi vedere nudo dinanzi al suo sguardo. Nutro un certo odio nei confronti di me stesso, poiché sono il pirmo ad ammettere che le misura possedute non rientrano negli standard l’apprezzamento femminile, ciò non di meno, in quelli della mia ragazza; la quale, tuttavia, asserisce il contrario. Faccio fatica a crederle, perché so, che a causa di gusti istintivi e non, lei apprezzi dimensioni molto più generose delle mie. Ho la netta sensazione che mi asterrò da qualsiasi approccio sessuale, tanta la vergogna che provo. Malgrado ciò, desidero chiederle: cosa dovrei fare, secondo lei? Ho provato ad accettarmi per quello che sono, ma pare tutto inutile.
Grazie in anticipo per l’eventuale risposta.

Gentilissimo,

Le confermo che le sue misure rientrano perfettamente nello standard. Poiché però questo a lei non interesserà, visto che mi sembra più attento a seguire il corso dei suoi pensieri che quello che le dicono gli altri (gli urologi, la sua ragazza…), passerò a darle dei consigli pratici.

Non prima però di aver fatto la seguente riflessione: secondo lei è più importante per una donna frequentarsi con un uomo che ha un pene grande come una proboscide di elefante, o con uno che nell’intimità sia capace di farle provare il massimo del piacere?

Non è detto che il primo tipo di uomo, se non ci sa fare, debba vincere sul secondo, anzi, lo dubito fortemente. Quello che mi sento di consigliarle dunque è di potenziare i suoi punti di forza: raccolga informazioni sulle cose del sesso e si perfezioni come partner sessuale. Sia molto attento alle esigenze di lei, dedichi tempo ai preliminari, crei delle atmosfere magiche per i vostri incontri, dica le parole giuste al momento giusto…E così via.

Mi creda: è questo quello che veramente conta per una donna, non le dimensioni del pene, che sono un’ossessione molto più maschile che femminile.

Auguri.

Capisco il mio problema nelle relazioni con gli altri, ma non saprei come risolverli
#1 01-09-2018, 02:11 AM

A 30 anni ho capito che il mio problema dell’essere da sempre single non è tanto la timidezza(anni fà era quasi invalidante)ma il fatto che ho un sacco di problemi nelle normali relazioni con gli altri anche di natura amichevole, in varie occasioni persone mi han detto che sono un anaffettivo e che faccio fatica a coltivare i rapporti con gli altri.
Nella vita solo 3 volte sono stato veramente interessato a una ragazza, il problema è che io vado sempre a cercare e innamorarmi di chi non mi vuole/può mi è capitato a 18 anni con un amica, all’università con un’altra amica(qui mi sono diciamo “fermato” perchè avevo capito che non avrei mai potuto essere di più che un amico perchè io goffo, insicuro, beta, anonimo non avevo chanches)e l’anno scorso di una ragazza conosciuta a lavoro e diventata “amica”, anche lei nella mia stessa condizione(0 uomini in tutta la vita ma per scelta sua).(quest’ultima situazione protratta per un anno intero mi ha fatto molto male e qualche strascico me lo porto ancora dietro a distanza di ormai 3 mesi anche a livello fisico: ansia, stress emotivo che ho tutt’ora…)perchè tutto questo?
Penso che il tutto sia dovuto in parte al fatto che vivo male le relazioni col prossimo e io da chiuso, freddo, distaccato, calcolatore e schematico quale sono scambio gesti amichevoli per gesti di altra natura , mi basta un nulla per avere una visione distorta della realtà e si vede subito, specialmente se la ragazza in questione è single in quel momento per me è quasi immediato infatuarmi di lei e in parte paura inconscia di entrare in intimità con qualcuno.
Ecco perché mi attirano solo le relazioni impossibili!
Mi chiedo per quale motivo una ragazza dovrebbe innamorarsi di me?
Quale persona vorrebbe avere come fidanzato un insicuro, che non ha il coraggio di fare niente e di esprimere la propria opinione di fronte agli altri?
E che(non solo in campo sociale/affettivo) la paura di mostrarmi inesperto e dunque di non essere all’altezza delle aspettative di nessuno mi tagli le gambe e mi impedisca di agire.
Se veramente voglio “uscire dal guscio” devo prima di tutto provare a conoscere e ad avere delle vere amiche donne. Non parlo di semplici conoscenti….ma di amiche alle quali poter confidare quello che ho scritto in questo forum.
Il mio obiettivo dovrebbe essere riuscire a parlarci, confidarmi, uscirci insieme….non fidanzarmi! Devo fare un passo alla volta!
Devo capire molte cose….prima di tutto potrebbe ricapitarmi di innamorarmi di qualcuna di loro….
La brutta notizia però è che loro mi rifiuteranno! Sono un loro amico, non un possibile fidanzato! A che mi servirà questa cosa? A fare esperienza! Senza di quella sò che non andrò mai da nessuna parte!
Ora come ora ho il terrore di conoscere nuove ragazze ed esserci amico per paura delle cose scritte prima.
Sò quale sia il problema ma non sò bene come poterlo risolvere…

Gentilissimo,

Simpatico il suo modo di farsi le domande e darsi le risposte, per poi concludere che lei ha sicuramente capito tutto, ma non sa da che parte cominciare per risolvere il problema…

Intanto dunque le consiglierei di smettere di fare tutti questi discorsi fra sé e sé e cominciare a confrontarsi con un terapeuta, in modo da chiarirsi meglio le idee e individuare quali sono gli aspetti che non funzionano nei suoi atteggiamenti e nei suoi comportamenti.

A mio avviso lei si pone troppi problemi e si innamora di persone impossibili al solo scopo di non doversi trovare in una situazione intima con una donna: ha paura di non essere all’altezza della situazione, teme un rifiuto, teme di essere sbeffeggiato, eccetera.

Fuggire però è inutile. Infatti, questo rischio lo si può superare solo in due modi: il primo è quello di avere maggiore consapevolezza di sé, correggendo i propri pensieri inadeguati quando ci si trova ad avere rapporti con una ragazza e rafforzando l’autostima (e questo lo può fare in una buona terapia individuale); il secondo invece riguarda l’ ESPERIENZA, che è la più grande maestra di vita.

Anche su questo tuttavia il suo terapeuta potrà offrirle comunque un buon supporto, accogliendo i suoi sfoghi e le sue preoccupazioni e fornendole utili suggerimenti sui pensieri e i comportamenti più consoni per avvicinarsi all’altro sesso con più gioia e meno stress.

Buone cose.

Aiuto
#1 02-15-2018, 05:51 PM

Mi chiamo Andrea, ho 15 anni e frequento la 2a Superiore.

Cercherò di essere riassuntivo e veloce.
In classe mia c’è una tipa che mi piace ma mi piace tantissimo. Però per delle cavolate assurde che ho fatto per cercare senza risultato di conquistarla, mi odia, o meglio non mi odia tantissimo ma comunque non siamo in buoni rapporti.
Non so come provare a conquistarla, il problema è che secondo me adesso lei si sente con qualcun altro, non so chi, ma sento che parla con le sue amiche di cose del tipo “devi essere indifferente” oppure “non mettergli like” o cose simili. Ma a me piace tantissimo… ma tanto… non so più che fare, ho letto i vostri e-book ma ho bisogno di qualcuno con cui parlare, o almeno chattare… potete aiutarmi?

Carissimo Andrea,

Questa è la prima volta, probabilmente, in cui provi questa emozione fortissima dell’amore e dell’attrazione fisica. Non sempre tuttavia le cose vanno subito bene, sin dalla prima volta, perché in amore ci vuole anche un po’ di esperienza.

Il consiglio che ti do è quello di non fissarti su questa ragazza in particolare, perché alla tua età non vale proprio la pena soffrire per un amore non condiviso… Guardati intorno e intanto impara: ad esempio, cosa hai fatto di sbagliato per farti tanto odiare da lei? Lo hai capito? Cerca di ragionarci su e, evidentemente, non ripetere più lo stesso errore avvicinandoti a un’altra ragazza.

Quanto al parlare, prova a farlo con i tuoi amici: sono le persone migliori per darti dei consigli di questo genere, ma se hai un buon rapporto con i tuoi genitori, prova ad aprirti anche con loro.

L’importante, come imparerai, per quanto riguarda le questioni di cuore, è raccontare molto, ma non proprio tutto: i sentimenti più personali tienili per te. 😉

Ciao, buone cose.

Pornografia distruttiva
#1 04-16-2018, 02:53 PM

Salve a tutti,
sono un giovane uomo di 34 anni che fa un uso smodato di pornografia, anzi che è proprio pornodipendente. Purtroppo, dopo una serie di varie difficoltà che mi hanno portato ad abusare di alcol e cannabis, qualche anno fa mi sono stati diagnosticati 2 disturbi di personalità, narcisistico e borderline. Inutile raccontare il travaglio degli ultimi anni: sbalzi d’umore, agiti distruttivi e autodistruttivi che mi hanno portato letteralmente al tracollo. Ho deciso di intraprendere un percorso comunitario di 2 anni, incentrato specificatamente sui problemi del borderline, che mi ha aiutato a riacquistare almeno un po’ di speranza e autostima, un percorso che ho terminato proprio appena all’inizio del 2018. Ma una volta uscito dalla comunità, come temevo, sono precipitato di nuovo nel gorgo micidiale della pornografia. La mia vita sta tornando ad essere quella di un tempo: piatta, scabra, quel poco di senso di amore e umanità che avevo recuperato stando in comunità (e che credevo di aver irrimediabilmente perduto) sta svanendo di nuovo. Il problema è che questa dipendenza è almeno equivalente, se non peggiore, a qualsiasi altra tossicodipendenza. Mi sono reso conto che il mio corpo e soprattutto la mia anima si stanno letteralmente intossicando. Ero convinto, dopo la comunità, di riuscire a gestire benissimo i miei impulsi e invece..trac, eccoci nuovamente qua!! Appena la settimana scorsa guardavo pornografia, masturbandomi, almeno una volta ogni due giorni, prolungando tra l’altro a dismisura il tempo passato davanti a quelle immagini. E’ un atteggiamento “bulimico”, nel mio caso, mi rendo conto: gli occhi devono “farcirsi” di immagini di sesso estremo, che neanche praticherei MAI e poi mai dal vivo, per poi “depurarsi” con le lacrime, e piangendo a più non posso, DOPO aver fatto uso di questi video (che so, un giorno o due giorni dopo). Vi prego, aiutatemi perché non più dove sbattere la testa..Nel 2015 mi ero persino rivolto al SIIPAC, struttura di Bolzano dove curano le patologie compulsive e le dipendenze, ma ricordo che fui liquidato in quanto loro non volevano assumersi nessuna responsabilità per il mio caso, causa forti episodi di autolesionismo (all’epoca) e grave rischio suicidario che avrebbe potuto compromettere il funzionamento della loro struttura. Cosa posso fare? In comunità, grazie a una maggiore sobrietà e all’impossibilità di accedere a Internet o al pc, ero riuscito a recuperare un senso di equanimità e benevolenza verso gli altri come non mi accadeva da anni e ho sentito veramente la base della mia personalità, il Sé più profondo, sbocciare come una rosa..Ora invece sto ricadendo nelle mie vecchie trappole e non so come fare.. Vi prego, anche solo un consiglio, so che con un post del genere è difficilissimo chiedere aiuto e fornire risposte…ma non chiedo che aiuto..
Grazie a chi mi leggerà, non so se qualche medico o psicologo può aiutarmi..
Un cordiale saluto a chi mi leggerà,.

Gentilissimo,

Lasci stare il fatto che non ha cominciato bene: i progressi non sono mai lineari e possono esservi ricadute. Si perdoni dunque per non essere stato fin qui abbastanza forte e cerchi ora, al più presto, di voltare pagina, affinché il 31 dicembre del 2018 lei possa fare un brindisi alla sua salute e alla sua forza d’animo, per essere riuscito nell’impresa, nonostante il pessimo inizio….

Un secondo consiglio è quello di disfarsi del suo pc (lo consegni a qualcuno). Si compri un telefonino di quelli semplici, che servono solo per telefonare.

Tolta la tentazione, pensi a come trascorrere il suo tempo in modo utile, per dare un senso alle sue giornate.

Ha un lavoro? Probabilmente no. Che ne dice di frequentare qualche corso di formazione per dedicare buona parte del suo tempo a una cosa utile e interessante? Occorrerebbe anche avere una rete di amicizie che possano offrirle sostegno.

Infine, mi sembrerebbe appropriato che, dopo due anni di comunità, la persona continui ad essere seguita e sostenuta, non abbandonata a se stessa… Se non è previsto alcun supporto, si cerchi da solo un buono psicologo, che la possa aiutare a completare il suo già ottimo lavoro.

Vorrei lasciarla con questa riflessione: lei non guarda la pornografia perché le piace, ma perché vorrebbe auto-distruggersi suo tramite. Perché è così depresso? Cosa è che non va nella sua vita? Cosa potrebbe fare per avere un briciolo di soddisfazione e di autostima? Si dia degli obiettivi, cerchi le sue gratificazioni in altro modo.

Si aiuti, si faccia aiutare.

Stia bene.

Corpo sbagliato
#1 04-07-2018, 11:34 PM

Salve ho 18 anni e credo di avere un problema di identità di genere. Sono nata fammina e ho sempre vissuto come tale abbastanza tranquillamente, però verso i 9-10 anni ho iniziato ad avere problemi con me stessa. Ho iniziato a percepire per la prima volta la differenza che c’era tra me e i miei compagni maschi, tuttavia non ho mai esternato niente, non sono per niente una persona espansiva. Ho quindi iniziato a soffrire da sola senza capire il perchè e ho iniziato a non sopportare la gente. Tutto questo ovviamente non l’ho mai dato a vedere, continuavo a condurre una vita normale, fino a quando non ho avuto circa 13 anni, era l’ultimo anno delle medie ed ero costretta a passare le mie giornate con le mie amiche, fare e parlare delle solite cose da femmine che in realtà non mi interessavano. Ma quello era il meno, il vero problema era che non capivo il perchè non ero una ragazza normale come loro, a partire da tutto non solo dall’atteggiamento o dai loro interessi, non è facile da spiegare mentre nei confronti dei maschi invece sentivo tantissima gelosia e invidia, io andavo verso una direzione e li vedevo sempre più lontani da me, a partire dal punto di vista fisico. E mi sono resa conto che in realtà era da sempre stato così solo che adesso ci andavo a sbattere in pieno, per forza e non potevo più ignorarlo.
Ho quindi deciso di lasciarmi un pò andare e vivere un pò più come sentivo, mi sono tagliata i capelli ho cambiato modo di vestire, ecc.. ma è stato un disastro perchè diciamo che è “uscito” tutto così da un giorno all’altro di botto, inoltre ho avuto anche delle relazioni con ragazzi ma mi sono trovata malissimo, non ricoprivo la parte che avrei dovuto ricoprire e ho iniziato a stare male. Sono stata portata da due psicologi ma non mi sono serviti perchè praticamente non aprivo bocca e ancora adesso non ho mai detto a nessuno di questa cosa. Ho deciso però di ritornare a viverr come facevo prima, come una femmina diciamo. L’unica cosa che non sono più riuscita a rimettere a posto è il carattere che si è irrimediabilmente modificato, indurendosi.
Nel corso del tempo ho poi mi sono informata e ho capito più a fondo me stessa, ho capito che sono una persona superficiale, non in senso estremamente negativo però per me conta molto l’aspetto esteriore e l’immagine di una persona in generale. Quando poi ho scoperto che c’era la possibilità di cambiare sesso all’inizio ho pensato che quella fosse la soluzione ma ho realizzato che in realtà, nonostante l’idea mi alletta molto, non è abbastanza perchè mi farebbe sentire solo un “fake”.
Per questo vorrei avere una opinione, vorrei trovare più che altro una soluzione per non vivere continuamente questi alti e bassi
Grazie

Gentilissima,

Da quello che scrivi mi sembra di ravvisare molti segnali di un comune malessere adolescenziale, piuttosto che di un problema relativo all’identità di genere.

Ad esempio, il fatto che eviti perfino di nominare i tuoi (“sono stata portata da due psicologi”) o di raccontare della tua famiglia e, inoltre, questa tua insofferenza verso “la gente”, mi fa pensare che non si tratti (o non si tratti solamente) di un problema di identità di genere, quanto di una difficoltà più generale di entrare in relazione con altre persone, della sensazione di non essere compresa, di non poter essere amata, oltre che di bassa autostima.

Ti suggerirei in primis di rivedere un po’ i tuoi pregiudizi sulle donne: non tutte le donne parlano di argomenti “femminili” e moltissime, anche se hanno i capelli lunghi e sono truccate, possono essere capaci e competenti quanto e più degli uomini.

Se il tradizionale ruolo femminile ti risulta troppo stretto, guarda più lontano: studia, impara, costruisci il tuo futuro su solide basi, invece di limitarti a invidiare i maschi , solo perché apparentemente hanno più privilegi di quelli che hai tu e fanno cose più interessanti (?)

Il consiglio è quello di farti aiutare da un terapeuta sessuologo, per cercare di capirti meglio e di superare questa crisi che non ti permette di vivere con serenità i tuoi anni migliori.

Per quanto riguarda la procedura di cambiamento di sesso, il primo passo sarebbe comunque il percorso psicologico, per cui è da lì che devi comunque partire, qualsiasi cosa tu voglia fare nella vita. (Spero tu sia oggi più matura per capire che andare da un terapeuta e non parlare equivale solo a perdere tempo).

Buone cose.

Problemi dopo nascita figli
#1  03-03-2018, 11:50 AM

Buongiorno a tutti vi scrivo per chiedervi aiuto circa la mia situazione attuale, che mi vede in costante litigio e praticamente al puto di rottura.

Io e la mia compagna siamo insieme da ormai 13 anni e da 3 conviviamo all estero per motivi di lavoro dicentrambi.

Questi 3 anni sono stati molto duri sia per il fatto di trovarsi in terra straniera lontani da amici e familiari, sia perché ad un certo punto la mamma della Mia compagna si è ammalata di un brutto male e dopo 1 anno e venuta a mancare.

Questa gravidanza non arrivava e provocava non pochi problemi di streSs sia in lei che in me. Io ho tanto da rimproverarmi poiché inizialmente non credevo di avere un problema ed ho osteggiato analisi e quanto altro. Alla fine però sono stato smentito ed avevo effettivamente un problema.

Tuttavia non si sa come non si sa perché la mia compagna rimane incinta poco prima di iniziare L ICSI. Inizia una lunga gravidanza fatta di paure ed ansia poiché vissute come L ultima nostra possibilità. Io già da tempo facevo tutto a casa inizio a fare ancora doc più e per un gioco della fortuna trovo una posizione migliore nella stessa azienda della mia compagna. Questo mi permette di esserle vicino aiutarla con i pesi e portarle pranzo e acqua senza farla alzare. Io cerco leggendo di sconfessare le sue paure e per molto tempo riesco a rimanere calmo e sereni. Tuttavia un giorno dopo un suo ragionamento su cosa poteva succedere ho avuto una reazione sbagliata e le h odetto che se continuava così sarebbe stata la peggior madre del mondo. Mi sono pentito subito della cosa, ero staco, con la mente tra mille cose ed anche io avevo paura!

Dopo tante peripezie alla fine partorisce e siamo una famiglia. Tuttavia a distanza di alcune settimane posso percepire un forte nervosismo dovuto alla privazione del sonno dovuto al bambino . In più occasioni la notte mi sono addormentato senza sentire lei che mi chiamava. Questo ha generato altri attriti e diverbi sfociati nel fatto che io sono egoista poiché dormo. Ho tentato di tutto per rimanere sveglio ma non riposando mai tendo as addormentarmi e sopratutto molto più che in passato.

Ora lei non vuole più stare con me, aveva altre volte verso la fine della gravidanza detto cose simili. Io non avevo dato peso e soprasseduto, ma ora è diventato insostenibile. Io non so veramente più cosa fare, L altra notte dopo aver cullato il pupo e vedendola dormire ho pensato di metterlo nel suo lettino, nel quale ancora non sempre dorme, ma faceva freddo e cadevo dal sonno ed avevo paura. Lei riposava e non volevo svegliarla, fatto sta che il bambino si è svegliato piangendo. E giù di improperi sfogati con o vai via tu o vado via io, per evitare scenate ho preso delle cose molto in collera e lanciando qualche brutta parola sono andato via per un ora. Poiché era notte faceva freddo, aveva nevicato e mi sentivo talmente in pensiero per loro che non sapevo cosa fare.

Perdonate il panegirico

Gentilissimo,

Credo che la sua lettera non sia terminata, ma in ogni caso il problema è evidente: avete accumulato molto stress prima della gravidanza perché questa non arrivava, durante la gravidanza eravate stressati perché era la vostra ultima possibilità, ora che è nato il bambino siete stressati perché il bambino richiede cure e voi siete stanchi…

Credo che , prima di parlare di crisi di coppia, sia necessario che voi ritroviate calma e serenità e questo può essere risolto con una migliore organizzazione dei compiti, con un tempo maggiore dedicato al riposo, magari in turni, perché qualcuno di voi si dedichi al bambino. Infine, potrebbe essere una buona idea considerare un aiuto domestico per il baby sitting.

Se il problema di coppia persisterà, nonostante tutti questi accorgimenti, non resterà che rivolgersi ad un terapeuta della coppia, perché possa aiutarvi a superare meglio le incomprensioni che si sono create fra di voi.

Buone cose.
GP

 

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