religione

Come tutti ormai sappiamo, vi è un crescente rischio di terrorismo islamico, anche dalla nostra parte del mondo, a seguito della radicalizzazione dei fedeli, soprattutto giovani. Poiché non è ancora del tutto chiaro se la psicopatologia giochi o meno un ruolo in queste situazioni, è stata condotta una ricerca per studiare la distribuzione delle opinioni estremiste tra gli uomini residenti nel Regno Unito.

Lo studio ha interessato 3679 uomini, di età compresa fra 18 e 34 anni, limitato alla Gran Bretagna. Sono stati analizzati e messi a confronto dati relativi a atteggiamenti, morbilità psichiatrica, etnia e religione.

Per determinare il livello dei sentimenti pro o anti Gran Bretagna, sono state poste ai soggetti domande del tipo: “combatteresti a favore/contro l’esercito britannico?”

Lo studio, pubblicato sul British Journal of Psychiatry, ha scoperto che gli uomini pro-britannici avevano una maggiore probabilità di essere neri, nati nel Regno Unito e non religiosi, mentre gli uomini anti-britannici avevano maggiori probabilità di essere musulmani, religiosi, di origine pakistana, provenienti da aree svantaggiate.

Il ricercatore, professor Jeremy Coid del Wolfson Institute of Preventive Medicine ha dichiarato: “Anche se solo un piccolo numero di persone dello studio al momento sarebbero disponibili a lottare contro il proprio paese, la cosa importante è tenere sotto controllo questi numeri e comprendere i possibili cambiamenti”.

Quanto agli aspetti psicopatologici, si è osservato che i soggetti a maggiore rischio di depressione erano coloro che si ponevano nella fascia centrale, compresa fra i soggetti pro-British e quelli anti-British.

Questo probabilmente dipende dal fatto che la religione può avere un effetto estremamente protettivo sul benessere mentale, per cui le persone religiose non tendono ad essere violente o a mostrare comportamenti antisociali. Gli individui che si radicalizzano invece e hanno simpatie nei confronti del terrorismo sono persone che “abusano e pervertono la parola della loro religione”.

In conclusione mi sembra di poter dire che, secondo questo studio, per il bene sociale sarebbe meglio essere religiosi, in quanto questo rende più rispettosi delle regole e meno depressi. L’importante è esserlo in modo “soft”, altrimenti meglio non essere religiosi.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
Extremism, religion and psychiatric morbidity in a population-based sample of young men
Jeremy W. Coid, Kamaldeep Bhui, Deirdre MacManus, Constantinos Kallis, Paul Bebbington, Simone Ullrich
The British Journal of Psychiatry Oct 2016, bjp.bp.116.186510; DOI: 10.1192/bjp.bp.116.186510

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