La bisessualità maschile: nuove ricerche

bisessualità

La ricerca di Alfred Kinsey sul comportamento sessuale dell’uomo, titolo originale “Sexual Behavior in the Human Male” rivelò, sessanta anni fa, quando fu pubblicata per la prima volta, molti particolari sconosciuti sulla sessualità maschile ed in particolare sulla bisessualità, anche se quest’ultimo termine non fu mai utilizzato.

Il “Rapporto Kinsey” propose una scala a sette punti sulla eterosessualità-bisessualità conosciuta come la Kinsey Scale, ovvero uno strumento per definire l’orientamento sessuale di una persona, sia di sesso maschile che femminile.

Ora la Kinsey Scale è divenuta un punto di riferimento, sia nella letteratura scientifica sia nella divulgazione popolare ma, come dice un articolo pubblicato nel numero di dicembre nella rivista “Journal of Bisexuality”, molte teorie sembrano oggi datate e necessitano di un aggiornamento.

I ricercatori del Center for Sexual Health Promotion, collaborando con Paul H. Gebhard, il quale partecipò al gruppo originale di ricerca guidato da Kinsey e fu poi direttore del Kinsey Institute fra il 1956 ed il 1982, l’orientamento sessuale è molto più fluido di quanto si pensi e le preferenze individuali, incluse quelle relative all’orientamento sessuale, durante il ciclo di vita possono spostarsi di molto all’interno della scala di eterosessualità-omosessualità.

Gebhard ritiene che, dai tempi di Kinsey, la ricerca sessuale si sia sempre più ispirata ad un modello medico di ricerca sessuale, orientando la ricerca alla scoperta di eventuali cause genetiche dell’ omosessualità, prendendo come riferimento di “normalità” il comportamento eterosessuale.

La bisessualità sarebbe stata dunque troppo poco considerata in queste ricerche, che hanno preso in considerazione prevalentemente l’eterosessualità o l’omosessualità.

La biologia e la genetica, dicono i ricercatori, fanno chiaramente parte del quadro, ma non si possono negare l’importanza che hanno l’ambiente e la cultura nella formazione dell’individuo, aspetti che secondo Kinsey erano tra i più importanti.

Gebhard, che oggi ha 92 anni, è l’ultimo membro vivente del gruppo di ricerca guidato da Kinsey ed è professore emerito nel Dipartimento di Antropologia presso l’Università dell’Indiana. Secondo Gebhard ed i suoi co-autori, per indagare meglio sul fenomeno della sessualità oggi occorrerebbe:

* Accantonare il concetto per cui l’eterosessualità sia sinonimo di “normalità”

* Migliorare la composizione dei campioni di soggetti sui quali vengono compiute le ricerche: andare a cercare individui dichiaratamente bisessuali nei locali gay ad esempio può essere un errore, perché la bisessualità può essere una cosa molto diversa da quella vissuta da chi frequenta certi locali

* E’ importante ridare un senso alla scala di Kinsey: non si dovrebbero categorizzare le persone in “eterosessuali”, “omosessuali” e “bisessuali”, perché l’esperienza dimostra che una stessa persona può variare il suo orientamento sessuale, durante la vita, spostandosi, da un punto all’altro di questa scala.

Fonte:

Dodge, B., Reece, M., & Gebhard, P. H. (2008). “Kinsey and beyond: Past, present, and future considerations for research on male bisexuality.” Journal of Bisexuality, 8(3/4), 177-191, via Eurekalert

Links:

http://www.kinseyinstitute.org/research/ak-hhscale.html.

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Dr. Giuliana Proietti
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7 commenti su “La bisessualità maschile: nuove ricerche”

  1. salve, sono una quarantenne eterosessuale da sempre, mi sono innamorata di un uomo che credevo eterosessuale, invece ho scoperto essere bissessuale, vi confesso che inizialmente sono rimasta sconvolta, lui è un autentico libertino. ma lo amo da morire, è atratto indistintamente sia dagli uomini che dalle donne, e ha amicizie sessuali con entrambi. in passato ha avuto anche storie importanti con delle donne, sentimentali che sono durate anni, cosa devo aspettarmi da lui? ha 51 anni, cambierà mai?

  2. la realta’ è che siamo tutti bisessuali, in percentuali diverse, dovute a ormoni e forse psiche. Solo che per motivi di educazione lo nacondiamo, addirittura a noi stessi.
    Sono sicurissimo, pensateci pure, il problema è che per colpa della societa impieghiamo anni ad accettarlo (parlo ovviamente della omosessualita’ maschile) pensate a quanti vecchi lo “scoprono” appunto da grandi…..
    Scoprire di essere eventuali sodomizzati è terribile per noi etero, quindi bisessuali, diverso è per chi non ha mai avuto attrazioni verso l altro sesso quindi i gay.
    La prova è che appunto tutti cerchiamo di nasconderci l omosessualita’ fino a che non ne possiamo fare a meno, per poi sentirci “normali” quando attratti da donne, è una ruota che gira

    Qualsasi uomo sulla faccia del pianeta almeno una volta è stato attratto dal suo sesso. Pensate a quando eravate ragazzi e vi masturbavate in gruppo. Non eravate stati ancora educati
    Chi dice di essere estero al 100 per cento non fa i conti col passato, o mente, o non ha incontrato nessuno di stimolante, la dimensione del pene è eccezionale, è lui il capo della nostra specie. Allo stesso modo noi non gay saremmo sempre attratti da belle donne, ovviamente in circostanze diverse

  3. tu sei solo un gay che si sforza di essere etero…….e si capisce quando dici “esiste uncura contro questa cosa?perchè non voglio diventare un gay”…….tutti siamo capaci di amare sentimentalmente le donne e ma se ti viene l’istinto di fare sesso con uomini…….sei gay perchè l’omosessualità è principalmente attrazione fisica……quindi ti do un consiglio smettila di prendere in giro le donne solo per nasconderti dagli altri!!!!!!!!…..e impare a essere te stesso!

  4. mi sento un bisexuale ,e non ho mai fato niente con un uomo,perche amo le done,,pero a volte ho in mente voglia di fare seso con un uomo,e non riesco di non masturbarmi,e dopo mi sento malee, existe una cura contro questa cosa?perche non voglio diventare un gay

  5. Secondo uno studio italiano, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine anche la bisessualità, come già ipotizzato per l’omosessualità, potrebbe avere una base genetica. La ricerca, condotta su un campione di 239 uomini, si basa sull’osservazione, risalente già a qualche anno fa, del fatto che le mamme e le nonne di persone con orientamento bisessuale tendono ad avere più figli della media.
    Tuttavia, secondo quanto affermato da Andrea Camperio Ciani professore di psicobiologia ed etologia dell’Università di Padova, che ha coordinato il team di ricercatori, l’orientamento sessuale non dipende da un singolo gene, quanto piuttosto da una particolare combinazione genetica presente nel cromosoma X di questi individui.
    Conclusioni

    Concludendo i bisessuali esistono ed una persona bisessuale può non essere ugualmente attratta da entrambi i sessi, ed il grado di attrazione può variare attraverso il tempo. L’auto-percezione è la chiave dell’identità sessuale.
    Molte persone intraprendono attività sessuali con persone di entrambi i sessi, eppure non si identificano come bisessuali. Viceversa, altre persone intraprendono relazioni sessuali solo con persone di un sesso, (oppure non hanno nessuna attività sessuale), tuttavia si considerano bisessuali. Così ci sono individui che hanno una stabile identità bisessuale, mentre altri in un momento della propria esistenza decidono di cambiare la propria identità sessuale credendo di non essere più bisessuali avendo scelto un partner fisso di un certo genere.
    Sebbene una piccola percentuale di bisessuali abbiano relazioni sessuali con entrambi i generi contemporaneamente, la maggioranza è assolutamente monogama.

    Trovo utile sia il post medico che quello psicologico.

  6. Sono una donna eterosessuale sposata,amante da quasi dieci anni con uomo anch’esso sposato con figlio.Ho da poco scoperto che il mio amante ha più di una relazione con uomini, ma é credo da tanto tempo innamorato di uno di essi,anche sposato e con figlio, poichè amici d’infanzia. L’ho informato che sò,ha ammesso di essere gay ma dice di non essere mai stato con uomini.Non vi nego di essere sconvolta da questa rivelazione. Mi chiedo quali siano i motivi che portano un gay a cercare un’amante donna e trascinarmi per così tanto tempo in questa illusoria relazione,densa di sacrifici e patimenti non indifferrenti. Grazie da Alice nel paese delle meraviglie.

  7. Penso che la bisessualità sia una caratteristica di tutti gli esseri umani: ciò perchè l’uomo nasce con la libertà di scelta, e come ad esempio il modo di nutrirsi ( alludo al tipo di cibo) cambia da cultura a cultura proprio perchè possiamo scegliere di mangiare fra cibi diversi, così possiamo scegliere verso chi indirizzare le nostre affezioni e i nostri desideri sessuali.Per questo credo che non sia esatto classificare le persone in eterosessuali o omosessuali. Ciò però non toglie che non ci possa essere una giusta scelta, e sarebbe quella a mio avviso che comporta una maggiore creatività, cioè la relazione sessuale che porta alla procreazione, quindi quella eterosessuale; l’altra anche se c’è deve essere sublimata ed incanalata in m odo opportuno.

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