Freud, i sogni ed il sogno dell’iniezione di Irma

i sogni

Sopra: schema sulla concezione freudiana del sogno

Con il libro L’Interpretazione dei sogni (1899) Freud rinuncia allo studio della base organica della psicologia e inizia a a comportarsi ‘come se’ si trovasse di fronte a fatti psichici.

“Il sogno – scrive Freud – in fondo altro non è se non una forma particolare del nostro pensiero, resa possibile dalle condizioni dello stato di sonno. È il lavoro onirico che produce questa forma ed esso solo è l’essenziale del sogno, la spiegazione della sua peculiarità”.

Analizzando il sogno, ci si rende conto che è impossibile mettere direttamente in relazione il contenuto manifesto ed i contenuti latenti che l’interpretazione riporta alla luce: ci sarà sempre una parte del sogni che tenderà a sfuggire a qualsiasi tipo di analisi.

Infatti, dopo l’analisi del famoso ‘sogno di Irma’ Freud scrive: “Ogni sogno ha perlomeno un punto in cui esso è insondabile, quasi un ombelico attraverso il quale esso è congiunto con l’ignoto”.

Vediamo allora di ricordare il sogno di Irma, anche perché per convenzione si usa datare la nascita della psicoanalisi a partire da questa prima interpretazione esaustiva di un sogno. Il sogno è fatto dallo stesso Freud, nella notte fra il 23 ed il 24 luglio del 1895. Come scrive Freud nell’Interpretazione dei Sogni, per capire in cosa onsiste l’analisi di un sogno, proviamo per un po’ a fare nostri gli interessi del sognatore ed immergiamoci con lui nei più minuti dettagli della sua vita, per scoprire il significato nascosto del sogno.

Sogno: Un grande salone – stavamo ricevendo numerosi ospiti. – Tra di essi c’è Irma. Io la presi in disparte, come per rispondere alla sua lettera e rimproverarla di non aver ancora accettato la mia «soluzione». Le dissi: «Se hai ancora dei dolori è davvero solo colpa tua». Mi rispose: «Se solo tu sapessi che dolori ho ora in gola, nello stomaco e nel ventre, mi soffocano». Io mi spaventai e la guardai. Era pallida e gonfia. Pensai che dopo tutto dovevo aver trascurato qualche disturbo organico. La portai vicino alla finestra e le guardai in gola, e lei mostrò una certa riluttanza, come le donne con la dentiera. Io pensai che veramente non c’era bisogno di farlo. Poi lei aprì bene la bocca e sulla destra trovai una grande macchia bianca; in un altro punto vidi delle estese croste grigiastre su delle forme notevolmente incurvate, che imitavano evidentemente le cavità nasali. Chiamai subito il Dr. M. ed egli ripeté l’esame e lo confermò…

Il Dr M. sembrava molto diverso dal solito, era pallido, zoppicava e non aveva la barba… Anche il mio amico Otto era ora vicino a lei, e il mio amico Leopoldo stava percuotendo il suo petto e diceva: «Ha un’area ottusa in basso a sinistra». Indicò anche che una parte della pelle sulla spalla sinistra era infiltrata (lo sentii come lui, nonostante il vestito)… M. disse: «Non c’è dubbio, si tratta di un’infezione, ma non importa: interverrà la dissenteria e le tossine saranno eliminate»… Noi conoscevamo anche l’origine dell’infezione. Non molto prima, quando lei si sentiva poco bene, il mio amico Otto le aveva fatto un’iniezione di propile… propili… acido propionico… trimetilammina (e vidi davanti a me la formula stampata in grassetto)… Iniezioni di quel genere non si dovrebbero fare così sconsideratamente… E probabilmente la siringa non era pulita.

Dati di realtà: Irma era una ‘giovane signora’, amica di famiglia che Freud aveva curato per una sua angoscia isterica, con risultati solo parzialmente soddisfacenti. La relazione che Freud aveva con questa signora era dunque ‘mista’: un po’ amichevole, un po’ professionale (condizione che Freud definisce “fonte di molti turbamenti per un medico e in particolare per uno psicoterapeuta’, in quanto qualsiasi fallimento sarebbe una minaccia per l’antica amicizia).

Un collega più giovane di Freud, Otto , aveva incontrato durante le vacanze estive Frau Irma, ed aveva riferito a Freud che la sua paziente stava meglio, «ma non completamente bene». Le parole ed il tono dell’amico Otto avevano irritato Freud, che vi aveva scorto una sorta di rimprovero per aver fatto alla paziente promesse di guarigione che non era stato poi in grado di mantenere. Per questo la sera prima del sogno aveva scritto la cartella clinica di Irma, per farla avere al Dr. M., un amico comune e principale esponente del loro gruppo di lavoro.

Subito dopo il risveglio Freud trascrisse il sogno e così, in sintesi, lo interpretò:

Interpretazione del sogno data da Freud (sintesi)

Freud prende in considerazione vari aspetti del sogno, legandoli alla propria vita reale. Ad esempio il sogno si svolgeva in un salone, perché a breve sarebbe stato il compleanno della moglie e avrebbero dato una festa, ricevendo ospiti, fra cui la stessa Irma, nella casa di vacanza di Bellevue. Stesso discorso per tutte le frasi pronunciate da lui e dai suoi conoscenti.
La conclusione cui giunge lo psicoanalista è che quel sogno aveva lo scopo di punire ed umiliare sia Irma sia il suo amico e collega Otto oltre che il Dr. M.

Di Irma si era vendicato, nel sogno, sostituendola nel sogno con una sua amica, di Otto attribuendogli una iniezione evidentemente pericolosa, e del Dr. M. facendogli pronunciare un parere scientificamente discutibile sulla dissenteria, come rimedio all’intossicazione.

l sogno inoltre liberava Freud dalla responsabilità per le condizioni di Irma, dimostrando che esse erano dovute ad altri fattori.

“Quindi il suo contenuto costituiva la realizzazione di un desiderio ed era provocato da questo” dice Freud e conclude:

“Non pretendo di aver completamente scoperto il significato di questo sogno o che la sua interpretazione sia priva di lacune. Potrei passarci più tempo, trarne altre informazioni, e discutere nuovi problemi che esso solleva. Io stesso conosco i punti dai quali si potrebbero seguire nuove catene di pensieri. Ma mi trattiene dal continuare questo lavoro interpretativo il riserbo che si presenta per ogni mio sogno. Se qualcuno si sentisse tentato ad esprimere un’affrettata condanna alla mia reticenza, lo inviterei a provarsi ad essere più sincero di me. Per il momento mi basta aver raggiunto questa nuova conoscenza. Se adottiamo il metodo di interpretazione dei sogni che ho appena indicato, scopriremo che essi hanno davvero un significato e che sono lungi dall’essere l’espressione dell’attività frammentaria del cervello, come fonti autorevoli hanno affermato”

Fonte: S. Freud, L’interpretazione dei sogni, ed. Newton Compton
Immagine: Psychoanalitic Electronic Publishing

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE
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4 commenti su “Freud, i sogni ed il sogno dell’iniezione di Irma”

  1. Dr. Giuliana Proietti

    L’interpretazione dei sogni non è scienza, è psicoanalisi.

    Possiamo dunque dire se una interpretazione è “corretta” o meno non parlando in termini generali, ma solo in base ad un preciso paradigma teorico di riferimento.

    Se facciamo riferimento alla scuola freudiana, ad esempio, osserverei che fu Freud stesso a stabilire la regola secondo la quale tutti gli psicoanalisti avrebbero dovuto sottoporsi ad analisi personale (analisi didattica) prima di iniziare l’attività, perché nessuno, in teoria, è in grado di analizzarsi da solo (e dunque non può analizzare correttamente neanche i propri sogni).

    Ciò nonostante, sia Freud che Jung si auto-analizzarono e, ad esempio, L’interpretazione dei sogni” di Freud o il “Libro rosso” di Jung sono ricchi di citazioni di sogni fatti dagli stessi autori, con relative auto-interpretazioni.

    Trovo bizzarro l’episodio che le ho citato, in cui lo stesso Freud, avendo elaborato la teoria e la tecnica della interpretazione dei sogni (alla quale sicuramente attribuiva una certa importanza, visto che il sogno era per lui la via maestra per la conoscenza dell’inconscio) ed avendo stabilito la regola che nessuno potesse analizzarsi da solo, quando qualcuno del calibro di Jung si provò ad analizzare un suo sogno, rispose nel modo scortese e anti-scientifico che abbiamo detto.

    Tornando alle interpretazioni dei sogni “corrette” o “non corrette” vorrei dire che è la psicoanalisi stessa ad essere sempre più spesso considerata “non corretta”: essa sta infatti scomparendo dai corsi universitari e dai libri di testo, in quanto si basa su affermazioni non verificabili: in quale zona del cervello avverrebbe, ad esempio, il lavoro onirico, cui lei fa riferimento? Per il momento la scienza non ce lo ha spiegato…

  2. Mi scusi ma questo o non risponde alla domanda e per di più ci depista o conferma la fondatezza del dubbio. Il fatto che lo stesso F. non abbia voluto mettere in discusione la sua tesi e quindi la sua autorità, può solo andare a conferma che il dubbio che ho posto, oltre al fatto che se lo fossero già posti in tanti, ha un fondamento.
    Quindi è possibile interpretare un proprio sogno? Se si, come si possono scoprire i meccanismi utilizzati dal lavoro onirico se avvengono in maniera inconscia?
    Grazie mille e saluti
    Niccolò

  3. Dr. Giuliana Proietti

    Lei dimentica che è Freud ad aver inventato l’interpretazione dei sogni. Come creatore della tecnica, Freud analizzava i suoi sogni da solo ed anzi non desiderava che altri se ne occupassero. Per questo ebbe un diverbio con Jung, che gli chiedeva maggiori precisazioni per interpretare un sogno che Freud gli aveva – incautamente – raccontato. Freud guardò Jung con sorpresa, con uno sguardo carico di sospetto, e poi disse: “Non posso mettere a repentaglio la mia autorità”. Come ricorda Jung: “in quello stesso momento l’aveva persa del tutto. Quella frase si impresse come un marchio indelebile nella mia memoria” (C.G. Jung Ricordi, sogni, riflessioni).

  4. Se la perte maggiore delle nostre funzioni mentali sono inconsce e i nostri pensieri derivano da tali funzioni e se tutto ciò avviene senza che noi ce ne possiamo rendere conto, allora come si fa ad interpretare un propiro sogno se anche questo è frutto di funzioni mentali inconsce? L’interpretazione di un oggetto esterno è motivata in maniera deterministica da procedimenti principalmente inconsci, quindi l’esterno è interpretato in base a ciò che è interno e non su una base oggettiva. Di conseguenza l’interpretazione di un proprio sogno è facilmente soggetta a due livelli di distorsione inconsci: il primo è la distorsione dell’interpretazine stessa su qualunque oggetto esterno (su dieci volte che il paziente va dall’analista e gli racconta lo stesso episodio, l’analista gli darà dieci interpretazioni diverse – contesto -), la seconda dal fatto che il sogno è un prodotto del nostro inconscio, quindi inconoscibile a noi per definizione (c’è chi mette in guardia dal fatto che più si pensa di sapere del proprio inconsio e meno si sa).
    Questa che ho posto è più che una riflessione, una domanda, un dubbio

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