menzogna

Cosa è la menzogna?

E’ un’alterazione o falsificazione verbale della verità, perseguita con piena consapevolezza e determinazione.

Quando  inizia a mentire il bambino?

Nel bambino la distinzione fra vero e falso, poi tra verità e menzogna, avviene in maniera graduale. Prima dei sei anni non si può parlare di menzogna nel bambino in quanto il piccolo non è ancora in grado di distinguere fra la bugia vera e propria, l’attività ludica e la fantasia.

Cosa succede dopo i sei anni?

Dopo i sei anni il bambino inizia ad integrare i valori sociali e morali e riesce ad effettuare una netta distinzione tra la realtà e il mondo immaginario. Dopo gli otto anni invece si può dire che il bambino possa mentire intenzionalmente.

In uno studio, a bambini di età compresa tra tre e sette anni è stato chiesto di non sbirciare un giocattolo misterioso (Barney) che era stato posto dietro di loro. In realtà quasi tutti i bambini lo facevano, e quasi tutti in seguito mentivano  (la menzogna aumentava con il crescere dell’età). I bugiardi di età compresa tra i tre e i cinque anni erano sorprendentemente capaci di mantenere una faccia seria, ma in genere poi si lasciavano andare descrivendo il giocattolo Barney o chiamandolo per nome. I bugiardi di sei e sette anni avevano un medio successo nel mentire: per metà fingevano ignoranza,  per metà accidentalmente pronunciavano il nome di Barney.

Più i bambini crescono dunque, maggiore diventa la loro abilità di mentire, ma con l’età entra in gioco anche lo sviluppo della moralità: i bambini più piccoli hanno maggiori probabilità di mentire per guadagno personale, senza farsi degli scrupoli, mentre i bambini più grandi cominciano a  provare sensi di colpa quando mentono.

Gli adolescenti mentono di più?

Si, gli adolescenti sono particolarmente inclini a mentire a genitori e insegnanti su cose che considerano personali. Uno studio ha rilevato che l’82% degli adolescenti statunitensi riferisce di aver mentito ai genitori su soldi, alcol, droghe, amici, incontri, feste o sesso. Era anche probabile che mentissero sui loro amici (67%) e sull’uso di alcool / droghe (65%). Sorprendentemente, erano meno inclini a mentire sul sesso (32%).

Quale è il significato della menzogna?

Ne sono state diverse interpretazioni psicologiche. Ferenczi, ad esempio, vedeva la bugia infantile come un sentimento di ‘onnipotenza del pensiero’,  con la funzione di mantenere intatte le illusioni del bambino, nella propria onnipotenza. Melanie Klein invece vedeva la menzogna come un fenomeno che sopraggiungeva con il declinare del potere genitoriale.

Cosa dovrebbero fare i genitori con un bambino bugiardo?

Ciò che i genitori e gli educatori dovrebbero tenere presente, di fronte ad un bambino bugiardo, è che per il bambino dire la verità non è affatto un processo automatico, ma rappresenta anzi un apprendimento progressivo. Sono gli adulti a dare importanza e valore alla confessione della verità e sono loro quindi che insegnano al bambino il valore sociale del dire il vero. Nonostante la sua prevalenza, la menzogna tra i bambini è raramente  motivo di preoccupazione. La preoccupazione può nascere se le bugie diventano la regola se si verificano insieme ad altri comportamenti sbagliati (saltare le lezioni, comportamento aggressivo, vandalismo, ecc.) al rifiuto di conformarsi alle regole, all’ incapacità di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

La menzogna deve inoltre destare allarme se serve a mascherare altri problemi psicologici dovuti alla paura o alla vergogna. Per esempio,un bambino o un adolescente che soffre di un’ansia molto grave può mentire cronicamente, per evitare di affrontare le situazioni temute (ad esempio, scuola, feste, ecc.). In questi casi è sempre meglio evitare punizioni eccessive o esagerate, perché questo comportamento incentiva la propensione alla menzogna.

Quali sono i tipi di menzogna del bambino?

  • 1. menzogna utilitaristica: è la bugia detta per trarne un vantaggio o evitarsi un fastidio. Un esempio tipico è la falsificazione del voto scolastico. Di fronte a questa condotta diventa molto importante la risposta dell’ambiente (familiare o scolastico). Se ad esempio la famiglia risulta essere disattenta o troppo ‘credulona’, rischia di favorire l’utilizzo frequente di questa menzogna. Allo stesso tempo però, un atteggiamento troppo rigoroso e moralizzante può scatenare una condotta ancora più menzognera… Il comportamento più adeguato appare allora quello in cui il genitore mette in rilievo la bugia, spiega al bambino il motivo per cui ha sbagliato, ma senza insistere troppo, in modo da offrirgli l’opportunità di comprendere l’errore e cambiare comportamento.
  • 2. menzogna compensatoria: in questo caso non si tratta tanto di cercare un beneficio concreto, quanto di ricercare un’immagine che il soggetto ritiene inaccessibile. Per esempio, il bambino può inventarsi di avere una famiglia più ricca, più nobile, più unita ecc. Questo tipo di bugie sono molto frequenti nei bambini al di sotto dei sei anni, mentre la persistenza di questa condotta anche dopo questa età può rivelare delle problematiche psicologiche.
  • 3. mitomania : è la forma più grave e consiste nella tendenza più o meno volontaria e cosciente alla menzogna e consiste nella creazione di favole immaginarie. Il bambino ricorre alla mitomania quando vive delle carenze gravissime a livello affettivo.

Il bambino bugiardo è un bambino scarsamente intelligente?

Il fatto che il bambino dica le bugie non deve fare pensare che sia portatore di qualche patologia intellettiva. Le bugie testimoniano anzi una maturazione psicologica del bambino, che si avvia verso una graduale indipendenza dai genitori. Inoltre, esse testimoniano anche l’acquisizione della distinzione fra verità e menzogna, tra realtà e fantasia. La menzogna dimostra che il bambino ha una “teoria della mente”, cioè ha ormai la consapevolezza sul fatto che gli altri possano avere credenze, sentimenti e desideri diversi dai propri. Quando un bambino afferma, mentendo, frasi come “papà mi ha detto che potevo mangiare il gelato”, sta usando questa consapevolezza della mente altrui per provare a trasmettere false conoscenze. Sebbene la menzogna non sia un comportamento socialmente desiderabile, esso presuppone la capacità di sapere cosa pensano e sentono gli altri: questa è un’importante abilità sociale ed empatica… Purché non la si usi in modo sbagliato.

Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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