trauma

Le persone che potrebbero essere esposte ad un trauma dovrebbero allenarsi a pensare in modo diverso, per proteggersi dai sintomi del PTSD: lo afferma un nuovo studio dei ricercatori del Kings College di Londra e dell’Università di Oxford.

Gli psicologi clinici Rachel White e Jennifer Wild hanno voluto verificare se un modo di pensare chiamato ‘elaborazione concreta’ (concrete processing) potrebbe ridurre il numero di ricordi intrusivi sperimentato dopo un evento traumatico. I ricordi intrusivi sono uno dei sintomi principali di PTSD.

La White ha spiegato:”L’elaborazione concreta si concentra su come una situazione si sta svolgendo, su ciò che viene vissuto e quali siano i passi successivi da compiere. Si differenzia dunque dalla elaborazione astratta, che si occupa invece di analizzare il motivo per cui qualcosa sta accadendo e le sue implicazioni, portando la persona a farsi domande del tipo: ‘che cosa succederebbe se…’ Domande che non hanno una risposta certa.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che usare l’approccio dell’elaborazione astratta mostra comportamenti più poveri di coping. Un altro studio ha confrontato l’elaborazione astratta e concreta degli eventi negativi scoprendo che i pensatori astratti provano un periodo di depressione più lungo rispetto agli altri.

Con lo studio citato si è voluto verificare se le persone formate a questo tipo di pensiero riescono poi sul campo ad adottare un approccio di elaborazione concreta e non astratta. Cinquanta volontari sono stati divisi in due gruppi. Tutti sono stati invitati a segnalare il loro stato d’animo. Sono stati poi mostrati film con scene traumatiche e chiesto di valutare le loro emozioni, come l’angoscia e l’orrore. Ad ogni gruppo sono state poi date istruzioni per sei ulteriori film.

Al primo gruppo è stato chiesto di prendere in considerazione solo le domande astratte, come il motivo per cui tali situazioni accadono. Al secondo gruppo è stato chiesto di prendere in considerazione solo questioni concrete, come ad esempio quello che potevano vedere e sentire e quello che doveva essere fatto in quel momento. Al termine di questo periodo, ad ogni  volontario è stato chiesto di segnalare di nuovo il proprio stato d’animo.

I volontari dovevano descrivere le emozioni provate nell’esperimento su un diario.

Risultato: Coloro che avevano praticato il pensiero concreto sono stati meno colpiti rispetto a coloro che avevano praticato il pensiero astratto. I pensatori “concreti” hanno anche sperimentato sentimenti meno intensi di angoscia e di orrore mentre guardavano i film. Dopo aver visto il film, i pensatori “astratti” hanno sperimentato quasi il doppio dei ricordi intrusivi, rispetto agli altri allenati al pensiero concreto.

Conclusione. Gli autori sostengono che questo studio sia il primo a dimostrare empiricamente che il modo di pensare il trauma potrebbe influenzare i nostri ricordi del trauma stesso.

Pensare in modo “concreto” potrebbe essere dunque la base per per migliorare la resistenza delle persone che rischiano di vivere esperienze traumatiche, come il personale militare, i lavoratori dell’emergenza o i giornalisti in zone di conflitto.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:

Rachel White, Jennifer Wild. “Why” or “How”: The Effect of Concrete Versus Abstract Processing on Intrusive Memories Following Analogue Trauma. Behavior Therapy, 2016; 47 (3): 404 DOI: 10.1016/j.beth.2016.02.004 via Science Daily

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Dr. Walter La Gatta
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