scuola sessismo

Il dipartimento di psicologia dell’Università del Kent, nel Regno Unito, ha studiato il comportamento dei bambini nella scuola primaria. L’obiettivo degli autori di questo studio, Bonny L. Hartley e Robbie M. Sutton, pubblicato sulla rivista Child Development, era quello di studiare l’influenza degli stereotipi sul rendimento scolastico dei bambini e delle bambine. Ben sapendo che in genere si tende a credere che le bambine ottengono i migliori risultati scolastici.

I ricercatori hanno condotto tre studi. Nel primo, si sono concentrati nel ruolo dell’ “a priori negativo” riguardo al successo scolastico degli scolari di età compresa fra 4 e 10 anni (su una coorte di 238 bambini). Questo studio ha mostrato che le bambine di più di 4 anni e i bambini di sette anni pensavano che gli adulti fossero convinti che i maschi a scuola vanno meno bene delle femmine.

Il secondo studio ha cercato di modificare questo stereotipo. I ricercatori hanno quindi detto ad un gruppo di bambini di età compresa fra 7 e 8 anni (su una coorte di 162 bambini) che i ragazzi vanno peggio a scuola, rispetto alle ragazze. Questa modifica ha portato a una riduzione delle prestazioni scolastiche dei maschi nella scrittura, nella lettura e nella matematica. Ma la bugia detta dagli adulti non ha cambiato i risultati del rendimento delle bambine, le quali peraltro non sono cambiate, con questo sotterfugio, in peggio, ma neanche in meglio. Dicendo però agli allievi di sesso maschile che erano meno bravi delle compagne di sesso femminile, essi sono effettivamente peggiorati.

Il terzo e ultimo studio è stato fatto dai ricercatori per cercare di combattere questo stereotipo (su una coorte di 184 bambini dai 6 ai 9 anni). Gli adulti hanno detto agli alunni che ragazzi e ragazze ottengono a scuola gli stessi risultati. Risultato: il rendimento scolastico dei ragazzi è migliorato… Anche se, nonostante tutto, i risultati sono rimasti sempre meno buoni rispetto a quelli delle ragazze. Il rendimento scolastico delle alunne è invece rimasto invariato.

In conclusione, il rendimento scolastico dei ragazzi risente a priori da ciò che si dice e si pensa sulla loro capacità di essere più o meno bravi a scuola, rispetto alle ragazze. Per migliorare questi risultati dunque, secondo i ricercatori si dovrebbe combattere questo diffuso stereotipo. Anche se la verità fosse che i ragazzi sono effettivamente meno bravi a scuola, a loro parere sarebbe necessario nascondere la verità, per migliorare il rendimento scolastico dei maschi.

Gli autori dello studio concludono la loro relazione precisando che, in ogni caso, nel mondo del lavoro, gli stipendi delle donne saranno comunque molto inferiori a quelli degli uomini. Anche se, sui banchi di scuola, le ragazze erano molto migliori dei loro compagni.

Fonte:
Mentir aux petits garçons pour les faire progresser à l’école, Le Figaro

Dissociandomi nettamente da questi colleghi ricercatori e partendo proprio dalla loro conclusione, direi che questo stereotipo, così recentemente acquisito, sul migliore rendimento scolastico delle ragazze (che peraltro stenta ancora a decollare riguardo alla matematica e alle altre materie scientifiche) possa essere in questo momento utilissimo per combattere i precedenti e ben più diffusi e pericolosi stereotipi sul genere femminile… Inoltre, viva la competizione: se le ragazze sono più brave a scuola, i maschi raccolgano la sfida! Altro che non dire la verità…

Dr. Giuliana Proietti

Immagine:
Wikimedia

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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