bambino disgrafico

Il bambino disgrafico necessita di un intervento specialistico, poiché il solo recupero effettuato in ambito scolastico spesso può non essere sufficiente.

Nel corso di questo secolo molti sono stati i metodi elaborati per la terapia della disgrafia; vari autori hanno espresso pareri contrastanti, ma, quasi sempre, si è considerato come unico rimedio l’esercizio ripetitivo, finalizzato al raggiungimento di una più adeguata coordinazione della mano, trascurando spesso la motricità globale e le attività percettive. Riteniamo che considerare esclusivamente gli aspetti grafici e grafo-motori, sia molto riduttivo rispetto a quelle che sono le lacune presenti nelle competenze di base coinvolte. Le esperienze portate avanti in questo senso hanno inoltre dimostrato che può verificarsi un miglioramento nell’esecuzione dei prodotti grafici, ma spesso, una volta abbandonato l’esercizio, la difficoltà si ripresenta, poiché le lacune che ne stanno alla base non sono state sufficientemente ridotte.

Il recupero della disgrafia deve essere portato avanti da operatori qualificati, in stretta collaborazione con la scuola, la quale può offrire valide risorse concorrendo così allo sviluppo delle varie capacità strettamente collegate con il disturbo della scrittura. Il contributo competente dei docenti può garantire migliori risultati, favorendo la conquista di una strumentalità più adeguata e, al tempo stesso, promuovendo situazioni comunicative all’interno delle quali possano essere valorizzati sia i codici verbali che quelli non verbali.

Il progetto terapeutico deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche del soggetto, agli ambiti di competenza, potenzialità e difficoltà riscontrati, ai tempi di attenzione, ai livelli motivazionali e di metacognizione individuati.

La capacità di porsi in relazione positiva e significativa da parte dell’operatore e la partecipazione attiva del soggetto stanno al primo posto e sono il segreto per ogni buon intervento; il bambino dovrà essere informato circa il lavoro da svolgere, anzi, egli stesso dovrà essere coinvolto nella formulazione degli obiettivi che, di volta in volta, sarà possibile raggiungere e nel monitoraggio del proprio lavoro. Solo se sarà protagonista del proprio processo di sviluppo, potrà coinvolgersi attivamente nelle proposte, autogratificarsi per i piccoli progressi, non scoraggiarsi di fronte di fronte agli insuccessi né arrendersi davanti ad attività spesso un po’ noiose e ripetitive.

Il programma di intervento proposto può essere suddiviso in due itinerari che devono essere portati avanti parallelamente:

a) itinerario relativo allo sviluppo delle competenze di base

b) itinerario specifico per la scrittura

Il primo itinerario è finalizzato alla riduzione delle lacune riscontrate nelle capacità di base; il secondo itinerario ha invece lo scopo di promuovere la conquista di capacità di scrittura più adeguate. E’ importante quindi che i due percorsi siano proposti parallelamente e con gradualità, per evitare di rimandare nel tempo la conquista di quelle capacità di grafo – motorie che possono gratificare il bambino, permettendogli di verificare che, anche a scuola, si iniziano a vedere risultati positivi.

Le competenze di base su cui è importante lavorare sono le seguenti:

  • percezione
  • organizzazione spazio – temporale
  • integrazione spazio – temporale (ritmo)
  • conoscenza e rappresentazione dello schema corporeo
  • equilibrio e coordinazione
  • rilassamento
  • lateralità
  • coordinazione visuo – motoria e oculo – manuale

Le attività relative a queste competenze devono essere proposte sia parallelamente che e in modo “intrecciato”, cioè attraverso esercizi – gioco che richiedono lo sviluppo il potenziamento di singole competenze e attraverso esercizi – gioco che richiedono lo sviluppo e il potenziamento di più competenze insieme. E’ importante ricordare che ciò che è acquisito dovrà lasciare il posto ad attività gradualmente più complesse ed evolute. L’itinerario specifico per la scrittura comprende attività relative a:

  • impostazione dei grafemi e scrittura in stampato maiuscolo
  • impostazione dei grafemi e scrittura in corsivo

Queste attività sono finalizzate alla riduzione delle difficoltà grafo – motorie che interferiscono nella scrittura e alla graduale conquista di più adeguate competenze di comunicazione scritta.

Nel corso delle attività di recupero può essere facilitante l’uso di quaderni colorati che guidano sia alla corretta impostazione dei segni alfabetici che al rispetto dello spazio grafico ( “Quaderni Erickson, Edizioni Centro Erickson Trento)..

I quaderni colorati sono di tre tipi:

a) Il quaderno colorato I° livello

Utilizziamo il quaderno Erickson Livello I° per la riproduzione dei grafemi in stampato maiuscolo, da combinare poi per scrivere parole gradualmente più complesse

b) Il quaderno colorato 2° livello e il passaggio al corsivo

Usando il quaderno colorato 2° livello diamo al bambino precise indicazioni per l’impostazione corretta della scrittura in corsivo procedendo con attività sempre più articolate.

Ecco una traccia da seguire:

  • Impostazione dei singoli grafemi seguendo i suggerimenti delle pagine precedenti
  • Sequenze di grafemi
  • Suddivisione dei grafemi nelle quattro categorie(grafemi piccoli, grafemi alti, grafemi bassi, grafemi alti – bassi) e successive attività di memorizzazione
  • Scrittura di sillabe, parole bisillabe, trisillabe…
  • Scrittura di frasi sempre più complesse

c) Il quaderno colorato 3° livello

Questo quaderno viene utilizzato quando i bambini frequentano già oltre la seconda classe; serve per ridurre la dimensione della scrittura mantenendo i riferimenti spaziali e facilitando il lavoro al bambino.

Raccomandazioni

Il lavoro sulla grafia deve essere costantemente abbinato ad attività di lettura e di ortografia; è quindi consigliabile proporre gli esercizi di scrittura ad esercizi fonologici, metafonologica e di decodifica. Le attività fin qui descritte necessitano di essere, a livelli diversi di difficoltà, periodicamente riproposte al bambino disgrafico; le sue acquisizioni, infatti, procedono con lentezza, il suo processo di sviluppo grafo – motorio ha bisogno di essere sollecitato, incoraggiato e gratificato, affinché la motivazione ad apprendere rimanga viva e le conquiste maturate permangano nel tempo.

Indicazioni utili per la diagnosi e la terapia sono contenute nel libro: Disgrafia e difficoltà grafo – motorie, Edizioni Centro Erickson, Trento

Monica Pratelli

Leggi su psicolinea.it l’articolo sulla disgrafia, della stessa autrice

Immagine:
Pexels

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Author Profile

Dr. Monica Pratelli
Monica Pratelli è psicologa e psicoterapeuta, direttore clinico dell’Istituto psico – medico – pedagogico “Centro Method” Perignano (PI). L’Istituto offre servizi diagnostici e terapeutici rivolti all’infanzia, all’adolescenza e alla famiglia; al suo interno opera uno staff interdisciplinare che si occupa di disturbi di apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia), difficoltà di linguaggio, problemi psicologici. E’ possibile usufruire di un servizio di consulenza on-line.

info@centromethod.it

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