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Un gatto per amico

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Un gatto per amico

Il gatto domestico, e non solo…

Diffusione dei gatti domestici

I gatti sono animali domestici comuni in tutti i continenti del mondo (esclusa l’Antartide) e la loro popolazione globale è difficile da accertare: nel 1998 c’erano circa 76 milioni di gatti in Europa, 7 milioni in Giappone e 3 milioni in Australia.

Un rapporto del 2007 affermava che circa 37 milioni di famiglie americane possedevano gatti, con una media di 2,2 gatti per nucleo familiare, con una popolazione totale di circa 82 milioni di gatti contro 72 milioni di cani da compagnia. I gatti hanno superato i cani come animali domestici grazie all’invenzione delle lettiere, che hanno eliminato l’odore sgradevolmente potente dell’urina di gatto.

Gatti e padroni

Sebbene la proprietà dei gatti sia comunemente associata alle donne, un sondaggio Gallup  negli USA del 2007 ha mostrato che uomini e donne negli Stati Uniti d’America avevano la stessa probabilità di possedere un gatto.

Razze

L’attuale elenco di razze di gatti è abbastanza grande: l’Associazione Cat Fanciers riconosce 41 razze, di cui 16 sono “razze naturali” nel senso che hanno preceduto l’uso umano di allevare gatti di razza. A causa dei tanti incroci, molti gatti vengono semplicemente identificati come appartenenti alle razze “a pelo lungo” o “a pelo corto”, a seconda del tipo di pelliccia. Quanto alle razze più comuni, esse variano da paese a paese, ma i gatti di razza sono ovunque meno del 10 per cento della popolazione totale.

Gatti “amati” per le loro pellicce

Non tutti gli esseri umani amano i gatti, almeno da vivi, visto che essi vengono usati nel commercio internazionale delle pellicce. La pelliccia di gatto è usata per cappotti, guanti, cappelli, scarpe, coperte e giocattoli di pezza. Per realizzare una pelliccia occorrono circa 24 gatti. L’uso dei gatti come animali da pelliccia è stato messo fuori legge in diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti, l’Australia e l’Unione europea. Tuttavia alcune pellicce di gatto sono tutt’ora usate in Svizzera come rimedi popolari per la cura dei reumatismi.

Gatti usati come alimenti

I gatti sono tutt’ora usati come alimenti in alcune parti della Cina e in altri paesi asiatici e si stima che nella provincia meridionale del Guangdong la gente mangi circa 10.000 gatti al giorno. Animal People stima che 4 milioni di gatti vengano uccisi e consumati in Asia ogni anno (Clifton, Merritt; Bartlett, Kim (September 2003). “How Many Dogs and Cats Are Eaten in Asia?”.  AnimalPeopleNews.org. Animal People, Inc. Archived from the original on 25 January 2012).

Nel 2014 un gruppo animalista ha raccolto 16.000 firme per bandire il consumo di carne di gatto in Svizzera.

Pericoli

I gatti domestici rappresentano un pericolo fisico limitato per gli umani adulti. Tuttavia, negli Stati Uniti i gatti infliggono circa 400.000 morsi all’anno. Questo numero rappresenta circa uno su dieci di tutti i morsi di animali. Molti morsi di gatto possono infettarsi, a volte con conseguenze gravi come la malattia da graffio di gatto o, più raramente, la rabbia. I gatti possono anche rappresentare un pericolo per le donne incinte e gli individui immunodepressi, poiché le loro feci possono trasmettere la toxoplasmosi.

Le reazioni allergiche al pelo di gatto e / o alla saliva di gatto sono abbastanza comuni. Alcuni proprietari di gatti affrontano questo problema prendendo medicine contro le allergie e facendo il bagno ai loro gatti, dato che fare il bagno ogni settimana riduce la quantità di peli di un gatto. Ci sono stati anche stati tentativi, falliti, di allevare gatti ipoallergenici, per evitare reazioni allergiche.

Interazioni fra gatti e umani

Le interazioni con i gatti possono migliorare la salute umana e ridurre le risposte fisiche allo stress: ad esempio la presenza di gatti può moderare l’aumento della pressione sanguigna o migliorare la salute psicologica, fornendo sostegno emotivo e diminuendo i sentimenti di depressione, ansia e solitudine.

Secondo uno studio svizzero (Turner, Dennis C.; Rieger, G.; Gygax, L. (2003). “Abstract: ‘Spouses and Cats and Their Effects on Human Mood'”ScientificCommons.org. Berlin: magazine.One UG), i gatti possono cambiare lo stato psicologico generale del loro proprietario in quanto l’effetto della loro compagnia sembra essere paragonabile a quello di un partner umano.  I ricercatori hanno concluso che, i gatti non solo hanno dimostrato di promuovere stati d’animo positivi, ma anche di alleviare quelli negativi.

Uno studio ha inoltre rilevato che la presenza di un gatto è associata anche a un ridotto rischio di infarti e ictus. [Qureshi, A. I.; Memon, M. Z.; Vazquez, G.; Suri, M. F. (2009). “Cat Ownership and the Risk of Fatal Cardiovascular Diseases”Journal of Vascular and Interventional Neurology2 (1): 132–135. PMC 3317329PMID 22518240.]

Tuttavia, l’effetto di questi animali sulla salute umana è strettamente correlato al tempo e all’impegno che il proprietario del gatto è in grado di investire sul pet domestico, in termini di legame e gioco. [Serpell, J. (3 October 2011). “Beneficial Effects of Pet Ownership on Some Aspects of Human Health and Behaviour”Journal of the Royal Society of Medicine84 (12): 717–720. PMC 1295517PMID 1774745]

Quando il gatto vive in casa

Per evitare i graffi dei gatti sui tappeti o i mobili essi vengono sottoposti a onicectomia,  una procedura chirurgica per rimuovere gli artigli dei piedi anteriori. Una procedura correlata è la tendinectomia, che comporta il taglio di un tendine necessario ai gatti per estendere i loro artigli. Si tratta di procedure invasive, che possono produrre dolore e  infezioni.

Il gatto è un animale che ama la pulizia e detesta i propri rifiuti: per questo seppellisce istintivamente le proprie urine e feci. Se la lettiera non viene pulita quotidianamente e cambiata spesso, il gatto può essere abbastanza esigente da trovare altri luoghi della casa per la sua minzione o defecazione.  Alcuni gatti possono essere addestrati a usare il bagno umano, eliminando così la lettiera e le relative spese, gli odori sgradevoli e la necessità di utilizzare lo spazio della discarica per lo smaltimento.

Malattie

I gatti domestici sono affetti da oltre 250 malattie ereditarie presenti in natura, molte delle quali sono simili a quelle umane, come il diabete, l’emofilia e la malattia di Tay-Sachs.  Il gatto domestico è anche un modello eccellente per le malattie infettive umane, incluso l’HIV / AIDS. Il virus dell’immunodeficienza felina (FIV) è un parente genetico dell’HIV .

Gatti, cani e addomesticamento

Da sempre si discute se siano meglio i cani o i gatti come animali da compagnia, anche se il pet più gradito, dal punto di vista numerico, sembra essere il gatto. Piace perché è un animale amico, che sa però difendersi e che non perde di autonomia, nonostante i lunghi periodi trascorsi insieme agli esseri umani.

Secondo Wes Warren, professore di genetica presso la Washington University e co-autore della prima mappatura completa del genoma del gatto domestico, esattamente quello di un gatto abissino chiamato Cannella: “i gatti, a differenza dei cani, sono in realtà solo semi-addomesticati”.

Infatti, confrontando le differenze nel DNA tra gatti domestici e gatti selvatici, Warren ed i suoi colleghi hanno scoperto che le differenze genetiche individuate riguardano soprattutto il tipo di pelliccia e la docilità del carattere. Differiscono in particolare i geni che influenzano i comportamenti, come quelli per la ricerca di ricompensa e quelli di risposta alla paura.

La mutazione genetica è iniziata probabilmente 9.000 anni fa, dopo che gli umani cominciarono a dedicarsi all’agricoltura. Attratti dai roditori, a loro volta attratti dai raccolti di grano, dei gatti selvatici cominciarono ad interagire con gli esseri umani. Poiché i gatti erano utili, in quanto tenevano sotto controllo i topi, è probabile che gli umani li abbiano incoraggiati a rimanere, offrendo loro gli avanzi di cibo come ricompensa. Così iniziò la “innaturale” convivenza fra umani e felini…

Se i gatti ricevevano dagli umani le ricompense alimentari, gli umani prediligevano avere in casa i gatti più docili ed è stata molto probabilmente questa selezione che ha alterato i primi genomi del gatto domestico.

Secondo alcune ricerche sul genoma canino, il cane è diventato il migliore amico dell’uomo molto tempo prima del gatto, quando gli esseri umani erano ancora cacciatori e raccoglitori, tra gli 11.000 e i 16.000 anni fa. La dieta dei cani, tipicamente più onnivora, si è evoluta in concomitanza con quella umana, quando l’agricoltura è divenuta il modo prevalente dei nostri avi per procurarsi il cibo.

Allora, ci si potrebbe chiedere, perché i gatti non hanno subito lo stesso processo di addomesticamento dei cani? I ricercatori che hanno mappato il genoma del gatto teorizzano che in primis i gatti domestici abbiano continuato (più dei cani) ad incrociarsi con gatti selvatici, mantenendo le loro caratteristiche ed inoltre il fanatismo umano per la creazione di nuove razze di gatto, ottenute grazie a nuovi incroci, è iniziato da relativamente poco tempo, cioè negli ultimi 200 anni, o giù di lì.

Se i cani rimangono dunque i migliori amici degli esseri umani, è ipotizzabile che i gatti ci vedano, dal loro punto di vista, come i loro migliori amici: diamo loro da mangiare, li coccoliamo, offriamo loro le nostre case… “Quanto sono docili questi umani”, penseranno i gatti… Importante è non deluderli in alcun modo, perché altrimenti potrebbero abbandonarci!

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Why You Shouldn’t Trust Your Cat, The Atlantic
Wikipedia

Immagine:
Wikimedia

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