Consulenza

Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 30

 

Ansia e insonnia
#1 01-03-2016, 11:30 PM

Gentile dottoressa,
Sono un ragazzo sulla trentina e ho un problema di ansia. Sono sempre stato un tipo un po’ ansioso e apprensivo, ma ultimamente questa mia tendenza è esplosa.
Per tutta la mia giovinezza sono stato una specie di Peter Pan, non avevo mai avuto alcuna responsabilità, non lavoravo e vivevo con i miei genitori, ero abbastanza tranquillo. Con la vita lavorativa, i problemi iniziarono, in particolare per quanto riguarda il sonno, sempre più spesso passavo le notti in bianco. Due anni fa, le cose cominciarono a peggiorare parecchio quando mi dovetti anche trasferire, per il primo lavoro stabile della mia vita, a Milano. Il mio nuovo lavoro comportava responsabilità molto più gravose di quelle che avevo avuto in precedenza, e inoltre dovevo occuparmi da solo di tutte le faccende domestiche, che mi creavano parecchi grattacapi (vivevo in un monolocale piuttosto “diroccato”). Ricordo di aver passato parecchie notti in bianco pensando ai problemi che avrei dovuto affrontare il giorno dopo. Il risultato era che durante la settimana andavo parecchio in debito di sonno, e il venerdì ero costretto a prendere armi e bagagli e tornare dai miei genitori, per passare il weekend a dormire. Inutile dire che passare tutti i weekend a casa non mi ha molto aiutato a socializzare nella mia nuova realtà… in effetti, a Milano, ero solo come un barbone, fatto che contribuiva ad alimentare la mia ansia, pensavo che non sarei stato capace di affrontare anche un problema minimo (ricordo con terrore il giorno che mi accorsi dello scoppio di un tubo, chiamai i miei in stato confusionale).
Lo scorso anno riuscii a farmi trasferire nella mia città. Avevo così lo stesso lavoro ma a ritmi decisamente più blandi e sostenibili di quello che avevo a Milano, e potevo tornare a vivere dai miei genitori. Le prime settimane furono molto serene, sembravo aver trovato il mio equilibrio. Certo, avevo pagato un prezzo per quelle scelte, il ritorno alla mia città implica il fatto di aver limitato la possibilità di una vita sociale, ma vista la mia solitudine a Milano non me ne importava molto. I problemi sorsero poi.
Dopo qualche settimana, ho cominciato a diventare iper-ansioso. Non c’è giorno in cui non trovi qualcosa per preoccuparmi e, se riesco a risolvere un mio problema, ne trovo immediatamente un altro. Un giorno, per esempio, quando ho saputo che con il nuovo anno sarebbe arrivato un nuovo direttore nel mio ufficio, ho cominciato a temere che mi avrebbe licenziato o trasferito, senza però avere alcuna evidenza che questo pericolo sia realistico. Di fronte a un minimo problema di salute incomincio a sentirmi un invalido cronico senza possibilità di guarigione. Ma vi è di più: qualche giorno fa, per esempio, sono scappato alla vista di due poliziotti perché avevo paura che, scambiandomi per qualcun altro, mi potessero arrestare o sparare addosso. Inutile dire che esco sempre più raramente di casa. Grazie dell’attenzione.

Gentilissimo,

Il suo è un problema di ansia e fobia sociale. Credo che lasciare le cose come stanno e cercare rifugio dai suoi genitori sia un po’ come prendere la droga quando se ne è diventati dipendenti: serve per stare meglio sul momento, non certo per “disintossicarsi” e tornare ad una vita normale.

In ogni caso, non credo che la vita sociale cambi se ci si trova in una grande o in una piccola città: ci sono semmai modi diversi di stare insieme, dal momento che in una piccola città ci si incontra anche per caso, in una grande città è necessario frequentare particolari luoghi per incontrare le persone che si desidera incontrare. Questo per dire che anche nella sua piccola città lei potrebbe cominciare a frequentare delle persone e a farsi una rete di conoscenti, fra cui trovare eventualmente anche una ragazza, che credo sia forse il suo problema principale al momento.

Le suggerisco, visto che ormai ha un lavoro e se lo può tranquillamente permettere, di farsi aiutare da uno psicologo, in modo da ricevere il sostegno necessario per affrontare le prove più difficili ed i suggerimenti utili per migliorare il suo stile di comunicazione e le competenze sociali, nonché ricevere consigli utili anche per risolvere il problema del sonno.

Molti auguri.

Confusione con la ex
#1 01-14-2016, 05:13 PM

Buongiorno,
racconto brevemente la mia storia…
La mia ex compagnia mi ha lasciato dopo una relazione di 13 anni, di cui 4 di convivenza.
Non siamo ragazzini, io 35 anni e lei 30.
Il problema è nato dal fatto che negli ultimi mesi io, a causa del lavoro e dei miei impegni, l’ho trascurata dando per scontato che lei ci fosse comunque.
Lei ci soffriva e io non l’avevo capito, finchè siamo arrivati alla rottura.
Per tre mesi ho cercato in tutti i modi di parlarne con lei, senza arrivare però a nessun risultato. Lei piange quando siamo insieme, mi abbraccia, ma continua a dire che ha troppa paura di soffrire ancora e preferisce lasciar perdere.
Attualmente non sta bene e prende ansiolitici (mai presi prima), ha inventato (lo so da fonti vicine a lei) di avere interesse per un suo amico, e le da fastidio il fatto che io veda un’altra persona (anche se non c’è nessuna relazione).
Io sono ancora completamente coinvolto sentimentalmente (il fatto di vedere un’altra persona è solo una distrazione per evitare di chiudermi in casa e sopravvivere ed è successo solo dopo che lei per l’ennesima volta ha rifiutato di parlare della nostra ex relazione), non riesco a capire però il suo atteggiamento e se posso aver sbagliato qualcosa nel cercare di parlare con lei.
In soldoni non so se devo lasciarla definitivamente in pace…
Grazie

Gentilissimo,

Visto che le piace parlare “in soldoni”, utilizzando lo stesso criterio mi verrebbe da dire che lei si è probabilmente stancato di questa persona (tanto che non sembra aver faticato molto a trovare un possibile rimpiazzo…)

Certo, in alcuni momenti lei penserà che è faticoso ora ricominciare tutto da capo con un’altra persona, penserà che sarebbe ora di farsi una famiglia e dunque sarebbe più utile realizzare questo desiderio con una persona che ormai conosce bene, dopo tanti anni di convivenza, sarà preso da qualche momento di nostalgia perché avrete sicuramente passato dei bei momenti insieme…

Concludendo, penso che ciò che la spinge verso la sua ex sia un ragionamento basato più sulla razionalità che sugli affetti. Se le cose stanno così e visti i precedenti, credo che lei non sarebbe capace, in futuro, di dedicare tempo e attenzioni alla sua ragazza e, di conseguenza, credo che lei ne soffrirebbe molto, fino a decidere di lasciarla di nuovo.

Del resto i rapporti stabili richiedono impegno, dedizione, altruismo: altrimenti sono destinati a finire nella noia e nel reciproco disinteresse.

Cordiali saluti.

Crisi di coppia
#1 02-11-2016, 11:15 AM

vorrei poter attivare una consulenza in merito alla mia problematica, crisi di coppia di mezza età.tradimento di mio marito scoperto casualmente dopo un lungo periodo di apatia, da me interpretato ingenuamente come naturale espressione in un matrimonio datato a cui mi ero adattata pur con grande sofferenza . mio marito non ha mai ammesso il tradimento pur andando via di casa per circa 1 mese, è poi voluto rientrare in casa, ma, ho scoperto dopo, che si è costretto a farlo e ha continuato la sua relazione negandola a ripetute mie richieste con tutta la sua forza.
Da quando è tornato, e anche durante la sua assenza non avendo contezza della gravità del tradimento gli ho dichiarato il mio profondo amore e la volontaà di recuperare il nostro rapporto;Ho cambiato atteggiamento(prima ero distaccata) sono stata cortese, gentile, disponibile in tutti i sensi, e addiruttura mi ha accusata di essere stata io la causa di tutto, e che dovevo rispettare il suo stato d’animo e aspettare anni per poter riprendere un rapporto normale.
quando l’ ho fatto riflettere su cio ha poi cambiato versione dicendo che è depresso
Dice di volermi bene e che è depresso a causa della sua malattia( ha una grave artrosi all’anca che non vuole accettare e operarsi, è iperteso e ho scoperto (ma a Lui non l’ho detto)che a causa dei suoi problemi per stare con questa donna assume i farmaci per la DE.
Non è mai stato un grande amatore, e certamente a causa della terapia i suoi problemi si sono accentuati, ma invece di affrontarli li ha sempre negati non facendomi mai trapelare la sua angoscia che era tra l’altro anche mia solo che io per pudore e per non ferirlo non ho mai esplicitato la mancanza. Evidentemente quando ha incontrato questa donna ha pensato di risolvere i suoi problemi sessuali con i farmaci e chissà da quanto tempo va avanti questa storia.
Ho una famiglia bella, tre meravigliosi figli che hanno intuito (solo la crisi) e stanno discretamente a guardare ma vorrebbero che la nostra crisi si ricomponesse,sto lottando per restare dentro il matrimonio pensando che questa storia non potrà durare a lungo, ma a questo punto non so pù cosa fare, sono stanca e sfiduciata

Gentilissima,

E’ possibile che la mancanza di comunicazione, l’eccessivo pudore da parte sua e la perdita di fiducia nel rapporto da parte di suo marito, nonché l’incontro ultimo con questa donna, sia stato il mix esplosivo che ha mandato in crisi una coppia come la vostra, ormai consolidata.

Temo che i discorsi che ci sono da fare e il necessario riavvicinamento fisico e psicologico tra voi siano, viste le condizioni da cui partite, piuttosto difficili da fare senza un aiuto terapeutico.

Il consiglio dunque è quello di farsi aiutare da un terapeuta sessuologo, per parlare apertamente della vostra relazione, affettiva e sessuale. Forse solo dando speranze a suo marito che la vostra relazione possa essere ricomposta riuscirà a liberarsi di questa terza persona, condizione peraltro indispensabile per il buon esito della terapia.

Con molti auguri.

Ciclotimia
#1 02-11-2016, 08:22 PM

Salve, girellavo su internet cercando proprio un aiuto. Mia madre ha da poco scoperto di soffrire di questa malattia, la ciclotimia. Sono 20 anni che viene curata di depressione da dottori generici nonostante molte volte gli sia stato sconsigliato da tutta la famiglia. Dopo la visita a Pisa ha totalmente sconvolto la cura dovendo eliminare lo xanax e reagendo bene i primi tre giorni, ma adesso è ingestibile. Lo so che si tratta di tempo per la disintossicazione, ma vedi, siamo una famiglia unita e affettuosa che adesso trova quasi impossibile relazionarsi senza cadere in aggressività o totale apatia, come se la casa fosse assorbita dalla sua mente. Mi distrugge la tristezza di mio padre e le parole dure e immeritevoli che subisce, lo stesso l’indifferenza di mia sorella, trall’altro incinta e quindi volendo giustificabile, ma è palese che si approfitti della situazione.. Io non ho più pazienza invece, ho 26 anni e un bar aperto 18 ore al giorno 6su7 e la mia capacità di gestire tale stress si assottiglia ogni giorno che passa sempre di più. Da qui nasce il mio senso di colpa e l’impossibilità di crearmi uno spazio mio..come posso lasciare mio padre da solo con mia madre? E come gestirla se non sono presente? Insomma, su internet trovi molte informazioni su queste pazze menti, ma nessuno dice quanto sia difficile per chi gli sta intorno non sprofondare nel baratro con loro. Vorrei solo sapere se conoscete qualche segreto che possa aiutarci a far distrarre un attacco di aggressività o di iperattività o un improvviso episodio depresso. Non so più cosa fare per regalarle un sorriso.. Grazie

Gentilissima,

A volte nel rispondere a queste domande mi sento un po’ in imbarazzo, perché capisco che in alcuni casi le mie risposte tendono a ripetersi e volgono perlopiù verso una stessa direzione, che è quella di farsi aiutare da un terapeuta. Però… Cosa altro posso dirle?

Lei mi chiede un “segreto” da rivelarle, come se i problemi psicologici potessero svanire con una parola magica o con una pozione segreta… Come se la malattia mentale fosse una cattiva abitudine, un vizio, una maleducazione o, peggio, una possessione demoniaca (come si riteneva nel medioevo).

L’unico “segreto” che mi sento di rivelarle è che un centinaio di anni fa è stata inventata la psicoterapia, la terapia della parola, che peraltro è sempre stata praticata nelle varie società nei confronti delle persone in difficoltà e che oggi viene offerta in modo più “scientifico” da persone altamente qualificate, tenute alla riservatezza. Sto parlando degli psicoterapeuti.

E’ l’uovo di Colombo: per risolvere i problemi psicologici bisogna rivolgersi ad uno psicoterapeuta, così come quando fanno male i denti si va dal dentista e quando fa male la schiena si va dall’ortopedico.

Non capisco come una persona come sua madre, che soffre di ciclotimia, nell’ipotesi che la diagnosi sia giusta, perché non ho capito da che tipo di fonte provenga, si sia curata per tutti questi anni con dei farmaci, somministrati peraltro dal medico di base, senza che nessuno si sia mai chiesto quali siano i problemi di questa donna e come fare per poterli risolvere.

Ora, togliendo lo Xanax, si è scoperchiata la pentola, e i nodi sono venuti finalmente al pettine…

Sarà giunto il momento di farle vedere uno psicoterapeuta, che possa aiutarla?

Le faccio molti auguri e… Mi scusi per la franchezza. Il mio era un discorso generale e non rivolto (solamente) a lei. Buone cose.

Aiuto
#1 03-02-2016, 08:36 PM

Salve, sono una donna di 35 anni sposata da 13 anni e ho due figli. L’anno scorso ho tradito mio marito con un collega di lavoro molto più giovane di me. La storia con questo collega non è andata molto bene dato che doveva essere un’avventura di una volta e basta invece è andata avanti per quattro mesi nei quali stavo male per i sensi di colpa e anche perché più il tempo passava più scoprivo cose orribili di questo mio collega. Con la scusa dell’arrivo di un anno nuovo avevo preso la decisione di chiudere la storia e per 15 giorni ci sono riuscita poi improvvisamente questo ragazzo si licenzia e sono caduta in depressione. Stavo così male che alla fine mi sono decisa e sono andata da uno psicoterapeuta dal quale ci vado ancora ogni due settimane . Ho chiuso mille volte con il ragazzo ma non mi lascia stare si fa sentire tutte le settimane ormai non rispondo più. Questa settimana ho iniziato a sentirmi un po meglio ma quello che mi preoccupa è che non ho nessun desiderio sessuale verso mio marito e ho paura che tutto sia finito mio marito mi ama tutto il contrario dell’altro. Capisco che ci dovevo pensare prima ma ormai è successo e voglio andare avanti. Comunque se non riesco ad avere rapporti intimi con mio marito come faccio ad andare avanti cosa posso fare? È veramente finita?

Gentilissima,

Come lei dice ormai è successo e non possiamo piangere sul latte versato. Non so se in futuro riterrà utile giungere ad un chiarimento con suo marito su questo punto e se questo possa aiutarla a risolvere i suoi sensi di colpa.

In ogni caso, ha scoperto che suo marito la ama veramente e che al mondo esistono persone interessanti ed attraenti che però conoscendole meglio sono tutt’altro.

La base da cui partire dunque è quella di chiudere definitivamente con questo suo ex collega e di cercare di ricostruire un’intesa con suo marito. Cerchi di dedicare più tempo alle coccole, di trovare insieme a lui dei momenti belli, con le giuste atmosfere (viaggi, cene romantiche, hobby da svolgere insieme, ecc.) e gli dimostri tutto il suo amore: vedrà che le cose piano piano si sistemeranno e ritornerà l’armonia, anche nei rapporti intimi.

Saluti cordiali,

Niente sesso in coppia
#1 02-19-2016, 08:38 PM

Salve,nn ho mai scritto su nessun forum..ma incontrando voi sul web ho sentito la necessita’ di chiedervi un piccolo aiuto.
Ho 38 anni un bimbo di 4 e mezzo….da quando e’ nato mio figlio ho avuto un aumento sul
Non desiderio sessuale nei confronti del mio compagno cn cui vivo da 6 anni e mezzo
Ho approvato dopo tante tentazioni allontanate…che mi e’ piaciuto fare sesso..occasionalmente cn un altro patner(pensavo fossi malata),cioe’ che nn funzionasse qualcosa in me anche a livello ormonale.
X caso ho conosciuto un ragazzo piu’ giovane di me di 13 anni….anche se cerco di evitarlo…nn voglio rovinare la mia piccola famiglia.
Ma e’ incredibile x me come ho scoperto che mi sa eccitare da morire cm nn ho mai fatto prima.x il mio compagno padre di mio figlio nn ho nessun e per niente attrazione o voglia …e altro… Ma come posso vivere cosi…? E’ normale? A volte mi chiedo ancora se sn malata?

Gentilissima,

Non so se ho capito bene: lei ha da poco un figlio, ma recentemente ha avvicinato un ragazzo molto più giovane di lei che la sa eccitare come non sa fare il suo compagno, giusto?

Se è così non ha che da lasciare immediatamente questo tipo, che può esserle stato utile per capire che c’è qualcosa che non va nella rel  azione con il suo compagno, ma la cui frequentazione al momento può solo portarle dei problemi, visto che non può essere un’alternativa, vista la giovane età, suo figlio ha bisogno di attenzioni, è necessario, prima di gettare il suo rapporto alle ortiche, provare a salvare il salvabile.

Le suggerisco una terapia di coppia o anche la lettura del nostro libro COME VIVERE BENE, ANCHE SE IN COPPIA, 19 EURO, FRANCO ANGELI EDITORE. Credo che potrà trovarci tanti buoni consigli e tanti test utili per mettersi in discussione, insieme al suo compagno, e per capire cosa c’è che non va nella vostra relazione, allo scopo di poterlo risolvere.

Saluti.

Problemi di coppia
#1 02-20-2016, 12:45 AM

Salve, sono una ragazza di 23 anni sposata da 3 anni e ho due splendide figlie, nella mia vita niente è stato facile ho dovuto superare tanti ostacoli ma quello più difficile è stato superare la morte di mio figlio. Da circa un anno non ho più tanto desiderio di mio marito è da qualche mese ho notato che neanche lui ne ha tanto.. E quelle rare volte che abbiamo un rapporto io ho una fortissima secchezza vaginale che mi provoca fastidio, ho provato a parlarne con la ginecologa che x questa secchezza mi ha dato degli ovuli che non mi hanno dato nessun risultato, io vorrei capire il perché di questo calo di desiderio, se può essere dovuto alle troppe sofferenze che ho dovuto superare o è dovuto proprio a un problema fisico oppure psicologico. Perché la cosa mi preoccupa veramente. Spero che lei mi sappia dare una risposta al mio problema. Grazie anticipatamente.

Gentilissima,

Il desiderio sessuale insorge quando la persona sperimenta uno stato di benessere. Chiaramente, dopo quello che vi è successo, è probabile che entrambi stiate vivendo un periodo difficile e dunque è più che normale che la sessualità ne possa risentire.

Il consiglio è quello di non abbandonarla del tutto, cercando eventualmente di riservare alle coccole il tempo che fin qui avete dedicato ai rapporti sessuali: forse non avrete desiderio di orgasmi, ma sicuramente sentirete il bisogno di stare vicini e di dimostrarvi amore… Queste manifestazioni di affetto sono assai utili ai due partner per non allontanarsi troppo: dedicategli tempo.

Quando avrete superato un po’ il problema, anche la vita sessuale tornerà ad essere più brillante.

Cordiali saluti.

Dolori durante i rapporti.
#1 Thumbsdown 02-29-2016, 02:39 AM

Sono una ragazza, ho 18 anni e sono in una relazione stabile da poco meno di due anni. Purtroppo abbiamo diversi problemi a letto: ho perso la verginità (con annessa perdita di sangue) dopo il primo anno di relazione e dopo diversi tentativi fallimentari e dolorosi (non sono riuscita a lasciarmi andare nei primi mesi, tra l’altro, perché soffro di ansia e in generale sono una persona piuttosto bloccata dal punto di vista fisico per vari traumi, ho difficoltà a fidarmi e poca autostima). E’ andata piuttosto male, è stato doloroso, non affatto piacevole. Ogni volta che ha tentato o è riuscito a penetrarmi successivamente, ho provato un dolore atroce, e si è verificata una strana cosa: dopo l’ennesimo tentativo, il tutto si conclude sempre con un’inspiegabile e travolgente tristezza da parte mia, che sono sicura non sia riferita solo alle difficoltà sessuali, è come se avesse una radice più profonda. Non ho mai prima d’ora provato una tale voglia incontrollabile di piangere a dirotto come in quei casi, ho avuto anche attacchi di panico, talvolta. Ci amiamo davvero e nonostante lui sia paziente e comprensivo, questa cosa mi fa vivere male il nostro rapporto, oltre a creare in me un forte senso di inadeguatezza. Mi sento una persona a metà, come se non avessi potere sul mio corpo, per non parlare del fatto che temo che la relazione possa risentirne, dopo due anni di difficoltà. Per il momento andiamo avanti con preliminari e cose di questo tipo, che non mi creano particolari problemi. Mi chiedo se la cosa possa esser legata anche al fatto che la nostra relazione sia stata caratterizzata nel primo anno da alti e bassi, problemi di fiducia e forti delusioni da parte mia, perché all’inizio lui era piuttosto immaturo e a tratti egoista. Non sono indipendente dal punto di vista economico, studio, e ho un rapporto difficile con mia madre e mio padre, a cui non avrei il coraggio di raccontare nulla del genere, non ci sono riuscita neanche con i vari problemi psicologici che ho, che intanto continuano a peggiorare. Come se non bastasse, sono molto confusa e in crisi riguardo la mia sessualità, perché ho capito da poco di essere interessata anche alle donne. A chi potrei rivolgermi? E’ risolvibile una situazione di questo tipo? Riuscirò mai a far l’amore col mio ragazzo serenamente? Mi scuso per la lunghezza del messaggio e ringrazio in anticipo per l’eventuale risposta.

Gentilissima,

Credo che la cosa migliore sia dire ai suoi genitori che ha bisogno di una psicologa per i disturbi d’ansia e gli attacchi di panico. Nello sceglierla però lei cerchi una psicoterapeuta-sessuologa, così potrà affrontare senza problemi anche i problemi sessuali.

Non mi racconta bene quali problemi psicologici abbia avuto fin qui: in ogni caso è possibile che essi incidano sulla attuale relazione, specialmente se, come dice, non riesce a fidarsi degli altri e anche questo ragazzo non le è sembrato sin da subito una persona completamente affidabile. E’ difficile che una donna possa completamente rilassarsi (e lubrificarsi) se non si fida del partner.

Quanto al fatto che le interessano le donne, anche questo è da discutere in terapia: se si tratta di semplici fantasie per eccitarsi è un conto, se desidera fare sesso con qualche persona che conosce nella sua vita reale è un altro…

Molti auguri.

Non ho mai conosciuto uno più enigmatico di lui
#1 Sad 03-07-2016, 10:15 PM

Intanto ringrazio per l’attenzione dedicatami!conosco questo ragazzo quasi due mesi fa. Nonostante il lavoro di baristao,mi chiede con discrezione il nome,mi fa un sacco di complimenti e si dimostra da subito molto interessato. Io non sono abitudinaria di quel bar,le mie amiche invece sì. Così ogni volta che io non vado lui chiede sempre di me,dove sono e perchè non ci sono. Dopo due settimane mi chiede il numero e io cedo,glielo do nonostante mi ero ripromessa di non cascare nella trappola di un nuovo ragazzo dopo una storia di 7 anni. Ma mi piace,da impazzire. Inizia così un “corteggiamento” fatto di frasi da capogiro,dove lui parla di amore,di colpo di fulmine,non si è mai sentito così con nessuna prima,è sicuro io sarò la donna che sposerà.Io titubante lo smorzo e lui mi riprende,mi dice che è sicuro di quello che sta succedendo e di quello che sente. molto discreto mi invita a pranzo,usciamo qualche sera senza che la cosa sfoci in qualcosa di fisico (molto importante il fatto che non avesse tentato subito l’approccio!) poi succede,lui è di una dolcezza disarmante! Arriviamo ad una battuta d’arresto,mi dice che è il caso di fare un passo indietro e io chiedo spiegazioni. Sfugge,non risponde. Salvo poi farsi sentire il giorno dopo dicendo che aveva riflettuto ed aveva bisogno di me.Tre domeniche fa la batosta,un suo amico per scherzo mi si avvicina (era un amico che io ancora non avevo conosciuto,mentre gli altri me li aveva presentati) e mi dice che è fidanzato,di diffidare di lui e di stargli lontano. Io pianto il muso,reagisco chiudendomi. Lui si accorge,mi dice di non ascoltare perchè è uno scherzo e che comunque si aspettava da me una reazione diversa. Mi dice che dobbiamo chiarire!Una sera ci vediamo,ma l’idillio di essere con lui mi ha fatto dimenticare che dovevamo parlare,guardiamo un film,facciamo l’amore,dormiamo insieme. Ci sentiamo come nulla fosse… tre giorni dopo bisticciamo e mi ripete che la questione stupida di quella domenica gli ha tolto la voglia. Gli chiedo di parlare ma ha sempre una scusa,non mi risponde ai messaggi. Adesso non li legge neanche più! Una sera della settimana scorsa sono andata al bar e lui mi saluta seccato “ciao eh” io sono entrata e ho visto che era di spalle,non ho pensato di andare a disturbarlo… Poi mi si avvicina una seconda volta e mi chiede come sto e di non guardarlo così male. Al punto di uscire di nuovo mi urla ciao eh! Esco e da lì di nuovo il silenzio… Gli ho chiesto di vederci,mi ha proposto ieri pomeriggio. Poi non mi ha più risposto. Visto che ci metto dieci minuti dal lavoro gli scrivo tra 15 min ci sono,legge e non risponde… Gli dico che può anche dirmi che non ha voglia di vedermi! Mi risponde un’ora dopo seccato dicendomi che non mi devo permettere di non avvisarlo ecc. La sera mi scrive che non ha voglia di fare discorsi,di vedermi entrare al bar e guardarlo male,che non è nel giusto ma certe cose per come è fatto lui non dovrebbero succedere e si stufa.

Gentilissima,

Dopo una storia di 7 anni che è andata male, la storia con questo barista può esserle stata utile solo per una cosa: per averle fatto capire che esistono al mondo ragazzi che possono piacerle da impazzire, che sanno corteggiare, che sanno essere teneri…

Peccato che lei ne abbia incontrato uno che ha tutte queste buone qualità, ma ha anche il difetto, non marginale, di essere un bugiardo.

Le suggerirei di tagliare qui e di cercarne uno come lui, che però sia anche un tipo sincero, come lei merita.

Questa dolorosa storia le avrà sicuramente insegnato a selezionare meglio!

Saluti cordiali.

Non mi ama piu
#1 Heart 03-14-2016, 12:28 AM

Ciao sono un ragazzo di 35 anni convivo da 13 anni con una ragazza di 30,e stiamo insieme da 15 anni.abbiamo due bimbi gemelli di 7.comincio tutto quando lei aveva 16 anni,e io negli anni pian piano che il tempo passava lo trascurata per i miei hobby,sempre di piu,fino a tre anni fa quando un po per essere cresciuto e capito molte cose o cercato di migliorare ,ma poco.ci sono state delle donne che ci anno provato,ma io non lo mai tradita,ma le o ommesso a suo tempo queste cose,pensando di non ferirla.con il tempo lei a scoperto queste cose e a perso la fiducia nei miei confronti.il sesso non e stato tra noi apparte i primi tempi un gran cosa,io lavoravo molto e la stanchezza la sera mi faceva dormire.da tre anni ad oggi siamo disocupati tutti e due,viviamo in un appartamento sopra casa dei miei e viviamo di espedienti e piccoli lavori saltuari.qualche giorno fa dopo un periodo dove avevo capito che cera qualcosa che non andava(la sentivo distante)sia nella vita a casa sia sotto le lenzuola le chiedo spiegazioni e mi dice di non amarmi piu,di non provare piu amore ne attrazione per me,e che mi vuole bene come un fratello o amico.io dopo un esame dcoscienza di due giorni,o capito tutti i miei sbagli ,e oltre ad essemi scusato gli o dichiarato il mio amore verso lei alla follia,lei dice che le creo fastidio,che soffre nel vedermi giu,e che gli sto addosso ,che si sente stressata dalla situazione,e che se io non cerco di accettare la situazione se ne andra di casa.ora viviamo insieme per non far pesare ai bimbi la situazione,e mi dice che se non ci fossero stati i bimbi se ne sarebbe andata via tempo fa.credeva che
non la amavo piu,e che io la avessi tradita.ma ora mi a creduto a quello che le o detto ma e troppo tardi e che non sa se in futuro pure se io dimostrero di essere cambiato se tornera il sentimento in lei.ora dormiamo assieme,ci scambiamo qualche bacetto innoccuo,cerco il meno possibile di invadere i suoi spazi ,e lei mi da un conforto standomi accanto quando se lo sente .io la amo alla follia,lo sempre amata,ma non glielo dimostratocome avrebbe voluto.cosa devo fare?anche pensando ai bimbi,lei negli anni si sfogava con i miei genitori e non con me e le diceva di non dirmi niente,se lei mi avesse detto prima certe cose io sarei cambiato sicuramente.dice anche e lo dice convinta che per ritornare un sentimento tra di noi,ci dovra essere anche attrazione che in questo momento non ce.e anche conscia che il rapporto in queste condizioniprima o poi arrivera ad un bivio,e che o le nostre strade si uniranno o si divideranno.la mia idea e che nel prossimo futuro di dimostrargli che sono una persona diversa correggendo i miei errori,ma per lei ora dice che non basterebbe.ora sto cercando di accettare la situazione ,per non fargli pesare il mio amore.potro recuperare il rapporto in futuro?lei ora non vuole ,dice che fingerebbe e che sarebbe una finta e sopratutto ci starebbe male.potro recuperare il nostro rapporto?se si come dovro procedere?

Gentilissimo,

Potrei risponderle usando molte più parole, ma il concetto rimane questo: se lei l’ama alla follia, come dice, non deve far altro che dimostrarglielo, con parole e azioni. Deve farlo sempre: non solo quando teme di perderla.

Cordialmente,

Relazione telefonica
#1 04-14-2016, 12:28 PM

buongiorno, casualmente ho scoperto che mio marito ha una relazione telefonica con una donna da diversi anni. scoperta la relazione ho cercato di nascosto di capire di che tipo di relazione si trattasse . ho cosi scoperto che si erano dichiarati il loro amore. mio marito nega di esserne innamorato e di amare me , dice che quelle parole sono state dette con leggerezza e di aver fatto una stupidata. sembra pentito e mi ha giurato che non sentirà più questa donna. io mi sento ferita . soprattutto perchè ho scoperto che questa donna era stata nella nostra vita già in precedenza e che anche allora , lui mi aveva giurato che non si sarebbero più sentiti. non mi fido più . e non sò cosa fare.

Gentilissima,

Se suo marito sente il bisogno di intrattenere questa relazione solo telefonica con questa donna si può pensare che vi sia qualcosa nel vostro menage che non funziona. Guardando alla cosa da un’altra angolazione invece si potrebbe dire che il vostro menage funziona, proprio grazie alla presenza di questa donna, che riesce a colmare le lacune che suo marito evidentemente trova nel vostro rapporto di coppia.

Nell’un caso o nell’altro, ora che lei ne è consapevole non si può fare finta di nulla. Il caso va affrontato e la cosa migliore da fare è farlo presso un terapeuta della coppia, perché molte a questo punto potrebbero essere le cose che avrete da dirvi e che forse non vi siete mai detti.
Non tutte saranno facili e occorre un luogo protetto in cui poterlo fare, senza distruggere ciò che ancora vi lega.

Cordialmente,

Termine relazione
#1 04-08-2016, 11:33 AM

Buon giorno, sono una ragazza di 28 anni, la mia relazione è appena finita dopo 10 anni totali di fidanzamento e 3 di convivenza. Finita…ecco…io ne sono ancora innamorata ma lui mi ha lasciata dicendo che viveva in un continuo stato di ansia con costrizioni toraciche, e da qualche giorno non dormiva più bene come era solito fare. Lui da la colpa al nostro rapporto ma io non so che pensare…fin da piccolo ha un grande rapporto di rivalità con il padre poco presente e da alcuni anni fa un lavoro che detesta…(molto a contatto con le persone)! Fino a 3 anni fa tutto rose e fiori ma poi è iniziato questo senso di ansia, lui si è sempre piu staccato da me, ha avuto uno sbandamento e ci siamo presi una pausa…qualche mese e poi è tornato da me! A casa era amorevole, attento, cercava mio contatto, avevamo rapporti molto spesso…ma da qualche settimana è ricomparso questo male tanto che in alcuni momenti era tutto questo (tanto che per il mio compleanno è riuscito a organizzarmi un weekend a sorpresa) in altri freddo e distaccato tanto da dirmi qualche giorno fa di tornarmene dai miei…Lui mi ha assicurato che non c’è un altra…ma ha voluto un taglio netto…cosa si sente di consigliarmi?

Il consiglio è quello di prendersi una pausa, non cercarlo, e provare a riorganizzare la sua vita in un altro modo. Si dia almeno due mesi di tempo. Trascorso questo periodo, se lui non avrà fatto nulla per tentare di riavvicinarsi, direi che lei dovrebbe voltare pagina e guardare oltre.

Del resto, come si fa a vivere con una persona che ogni giorno mette in discussione il rapporto? Come si fa a fidarsi di una persona che un giorno le organizza una festa a sorpresa e il giorno dopo dice che vuole separarsi da lei con un taglio netto?

Credo che una certa prevedibilità nei comportamenti e, soprattutto, un profondo rapporto di fiducia, siano alla base di una relazione di coppia stabile, come dovrebbe essere la vostra, che dura da dieci anni.

Nel caso invece lui tentasse un riavvicinamento, sta a lei valutare se ha realmente buone ragioni da proporre per spiegare i suoi strani comportamenti…

Auguri,

Confusione
#1 04-23-2016, 06:46 PM

Buonasera,
Sono ancora giovane (30) ma esco comunque da due convivenze nate, possiamo dire, per caso. Non ho mai avuto problemi con il sesso femminile fin dall’adolescenza, ho sempre preferito delle “storie serie” al sesso occasionale. Dopo una mia prima autoanalisi credo di essere quel soggetto che ha sempre bisogno di conferme e di affetto nonostante da una prima impressione possa non sembrare.
L’ultima convienza si è chiusa con un mio tradimento, non confessato direttamente a quella che è stata la mia compagna. Il fatto di essere però già impegnato l’ho però “confessato” a quella ragazza che avevo conosciuto e che, effettivamente, mi aveva fatto perdere la testa.
Rappresentava esattamente il mio sogno, quella ragazza che ho sempre sognato e che finalmente ero riuscito a trovare.
Avevo iniziato ad aprirmi totalmente e dopo neanche un mese lei mi chiamava amore e mi giurava totale fedeltà, avevo però quel sentore che non riuscivo a decifrare, chiedevo se lei avesse ancora qualche contatto con l’ex ragazzo (su cui era sempre stata assolutamente vaga) e lei negava con tutta se stessa rigirando tutto su di me, dandomi del paranoico/ossessivo, ricordardomi di viverla in modo più tranquillo e sereno. Io ci avevo quasi creduto, dico quasi perchè comunque quella sensazione perdurava e mi spingeva a farle sempre le stesse domande.
Passato un altro mese mi accorgo sul suo cellulare di una conversazione con l’ex, non ho resistito ed ho letto .. trovando foto e parole che mai avrei voluto vedere .
Nonostante abbia scoperto le carte con lei, dicendole che avevo visto e letto tutto, ha continuato a dirmi bugie su alcuni argomenti, nascondendosi con scuse di chissà quali mie reazioni.
Nei mesi successivi, fino ad oggi, non ho avuto modo di sospettare ancora, forse solo un suo viaggio per lavoro mi ha fatto nascere altre di queste sensazioni di tradimenti ma rimango comunque molto sfiduciato, sento di aver perso totalmente la fiducia in me stesso come uomo in grado di soddisfare, sessualmente e no, la propria ragazza, avendo questa preferito il passato al proprio presente che diceva essere più che fantastico.
Parlandone con lei mi ritrovo però sempre ad affrontare gli stessi argomenti e credo si stia anche stufando di tutti questi miei dubbi ed ansie.
Non riesco a capire se durante questo suo ultimo viaggio possa avermi tradito, non riesco a capire fin dove spingermi con lei .. nonostante tutto provo per lei un sentimento fortissimo, come mai avevo provato prima e lei di questo ne è più che consapevole, non ho mai nascosto a lei i miei sentimenti.
In che modo posso recuperare questa fiducia in me stesso?
Mi scuso per la lunghezza del messaggio, certe volte anche solo scrivendo si riesce a metter ordine ai propri pensieri.

Gentilissimo,

Probabilmente questa è la prima volta che lei si innamora veramente, malgrado le due convivenze precedenti.

Tutto quello che prova sono i sentimenti tipici dell’innamoramento: pensieri ossessivi nei confronti dell’amata, gelosia, bisogno della sua presenza, tendenza a rimuovere i difetti e le carenze che osserva, ecc.

Quando si è innamorati spesso si perde la fiducia in se stessi perché, come dicevo prima, non si riesce più a stare bene da soli, ad avere un equilibrio personale, e si è totalmente dipendenti dall’altro.

Detto questo, l’amore è la più bella cosa che possa capitare ad una persona… Le suggerisco di vivere questa storia con tutta l’intensità possibile, senza porsi tante domande e senza fare tanti progetti.

Vedrà che nel giro di qualche mese riuscirà a recuperare la sua lucidità (perché l’innamoramento profondo dura pochi mesi, o al massimo pochi anni) e capirà se è il caso di stabilire con questa persona un patto di coppia che vi porti a costruire una relazione stabile, con un tipo di amore più maturo, oppure se si è trattato di una bella esperienza, che però non aveva futuro.

Gli inglesi direbbero: take it easy!

Saluti cordiali.

Mi sento usata
#1 03-28-2016, 12:23 AM

Buongiorno Dott.ssa Le scrivo per un parere obiettivo su quale possa essere il modo più indolore e corretto per procedere. Le spiego, sono coniugata ma da anni la vita a due ha lasciato a desiderare tanto che ho cominciato a frequentare in amicizia mio cugino. Il caso vuole che me ne sia innamorata. Una brevissima storia…di sesso per quanto lo ha riguardato e quindi siamo ritornati ad una frequentazione amichevole. Lui ha ammesso di volermi molto bene ma di non amarmi. Non vuole perdermi. Mi cerca in continuazione cosi come mi bacia ed abbraccia, coccola e flirta eppure mi dice che non mi vuole come amante. Ora, io non ci capisco più nulla. Non mi vuole come amante ma come amica, sostiene che gli interesso moltissimo per tutto il resto… eppure ogni suo atteggiamento nei miei confronti non è da amico!!!
Come mi libero di questa tortura?
Grazie in anticipo.

Gentilissima,

Il primo parere che vorrei darle è quello di non cedere alla rassegnazione. E’ sicura che non si possa fare nulla per dare nuovo slancio al suo matrimonio? Avete già provato con una terapia di coppia?

In secondo luogo, se proprio desidera avere una storia extra coniugale, direi che la persona da scegliere dovrebbe essere distante anni luce dal suo entourage familiare, dagli amici e dalle persone che vi conoscono e non certo trovarsi un amante all’interno della propria cerchia familiare…

Questo non solo per ragioni etiche, ma anche per ragioni pratiche: in questo modo lei corre infatti il rischio di essere ricattata e di dover accettare a vita, come sta accadendo, questo ruolo di piacevole trastullo di suo cugino, lasciando peggiorare il suo matrimonio, senza costruire nulla per una eventuale vita futura con un altro partner.

In conclusione, il mio consiglio è drastico, ma molto convinto: lo lasci al più presto!

Molti auguri.

Ragazza troppo complicata
#1 04-01-2016, 01:23 PM

Buongiorno, sto insieme a questa ragazza da un anno e quattro mesi ormai, io 28 anni e lei 21, e siamo arrivati ad un punto in cui io sono stanco e stufo e non so veramente cosa fare; lei non riesce ad essere easy sulle cose di tutti i giorni ma trova in tutto una complicazione, un qualcosa che ovviamente sfocia poi in discussioni quotidiane che si potrebbero benissimo evitare; ad esempio lo scorso weekend eravamo tranquilli in montagna da me e alla sera stavamo per fare l’amore insieme e mi accorgo che comincia a guardare l’orologio che tengo al polso per controllare l’orario, io cerco di fare finta di niente ma lo noto subito, due secondi dopo mi chiede sempre guardando l’ora:”Ma non è che poi si fa troppo tardi?”, e poi l’ultima che mi ha fatto proprio sfinire è stata:”Ma se poi domani mattina i nostri amici che dormono nella camera di sotto ci vengono a svegliare e così non riesco a dormire il tempo sufficiente?”.
Cioè io mi chiedo eravamo in vacanza e quindi non c’erano problemi di orario perchè il giorno dopo potevamo alzarci all’ora che volevamo, mi chiedi poi una cosa che nessuno potrà mai sapere ossia se i nostri amici sarebbero venuti a svegliarci o meno, ma perchè non lasciarsi andare in questi momenti alle emozioni e ai sentimenti invece che complicarsi sempre la vita con problematiche in quel contesto inesistenti e che rovinano il tutto?
E oltre a questo non è mai riuscita completamente a dimostrarmi ciò che prova, sarà avvenuto pochissime volte che riuscisse a lasciarsi andare completamente e così a rendere felice me e se stessa; mi ha sempre fatto mille promesse del tipo “d’ora in poi sarà sempre così ecc.” ma poi puntualmente dopo 1 o 2 giorni ritornava a fare sempre nello stesso identico modo.
Io così non sono felice e glielo detto, lei dice che mi ama ed è sicura al 100% di quello che prova per me; ma io adesso ho paura che mi possa illudere di nuovo con delle false promesse che poi puntualmente non mantiene.
Non so che fare, datemi qualche consiglio per favore; ora le ho detto che ho bisogno di riflettere perché in questo modo non riesco ad andare avanti.

Gentilissimo,

Non tutti quelli che sono innamorati lo dimostrano allo stesso modo e, soprattutto, sono capaci, solo in ragione dell’amore che provano, a rendere felice il partner.

Oltre all’amore infatti ci sono le caratteristiche di personalità, le abitudini familiari, il tono dell’umore, le aspettative, i pregiudizi, ecc. ecc.

Questo per dire che lei deve scegliere la sua compagna non in quanto persona innamorata, ma in quanto persona affine. Altrimenti quando l’innamoramento, per effetto naturale, si affievolisce e si trasforma in amore maturo, cosa rimane?

Cordiali saluti e buona vita.

Instabilità di coppia
#1 04-09-2016, 05:54 PM

Salve,
siamo una coppia di 29 anni che si conosce da quando ne avevamo 17. Dopo una bellissima esperienza iniziale ci siamo divisi per andare a studiare e ci siamo ritrovati da 4 anni.
Da allora viviamo assieme in un casolare che condividiamo con la madre di lui ed altri inquilini. Benche’ siamo molto diversi caratterialmente ( lui: razionale, pragmatico, , lei: emotiva , istintiva) c’è alla base un profondo sentimento. Il nostro problema attuale risiede nell’incapacità di portare avanti progetto comune (che sia lavorativo o famigliare), cosa che invece è successo in passato gestendo un bar assieme e riscontrando difficoltà nella collaborazione. I motivi di tale instabilità sono diversi tra cui: problemi di comunicazione ( a volte sembra di parlare due lingue diverse; poca predisposizione di lei a voler impegnarsi fino in fondo in un obbiettivo; lui che si divide tra lei e sua madre e che non trova sicurezza nel seguire le proposte di lei che vorrebbe distaccarsi dall’attuale abitazione, ma manca di una stabilità economica). Per lui è necessario prima trovare una stabilità economica di lei, per lei al contrario è necessario prima fare un cambiamento per trovare la stabilità. Come possiamo fare per crescere assieme senza separarci?
grazie

Gentilissimi,

La risposta è da cercarsi in questa domanda: sono di più le cose che ci uniscono o le cose che ci dividono?

La riflessione deve essere approfondita e sincera. Suggerisco una breve terapia di coppia o la lettura del nostro libro: “Come vivere bene, anche se in coppia”, facendo tutti i test e gli esercizi in esso contenuti.

Saluti cordiali.

Crisi di coppia relazione a distanza
#1 04-10-2016, 11:22 PM

salve,sono una ragazza di 23 anni,ma spesso sono triste senza alcun motivo, ma il motivo per cui vi scrivo è una relazione con molti problemi.
Ho una relazione a distanza
Lui è sempre assente e mi cerca poco, dice poco quel che prova e non è dolce.
Io sono invece per lui fin troppo presente,affettuosa,dolce e mi accusa spesso di essere ossessiva..tutte le nostre litigate sono su questo e non so come uscirne fuori. non voglio finisca ma so che entrambi non cambieremo perchè caratterialmente siamo cosi, siamo diversi.
ci tengo davvero ma non trovo soluzione,e non voglio finisca per me è importante questa storia,davvero,non so che fare aiutatemi a salvare questa storia,la prego.

Gentilissima,

Lei vuole tenere in vita (non ho elementi per comprenderne le ragioni) una storia che appare già finita: avete la consapevolezza di essere diversi, siete distanti, non avete speranze per il futuro.

Credo si tratti di una situazione disperata ma, proprio per questo, paradossalmente, l’unico modo che lei ha in questo momento per salvare questa storia è quella di cambiare completamente atteggiamento, cioè di non mostrarsi ossessiva ed anzi di essere un po’ misteriosa, in modo da far rinascere in lui un po’ di interesse e di curiosità.

Buone cose.

Mio figlio soffre
#1 05-09-2016, 01:00 AM

Buona sera. Scrivo perché non so come gestire una situazione delicata e ho tanto bisogno di consigli da esperti.
Io e mio marito abbiamo un figlio di 9 anni, Marco, e mio marito ha un altro figlio da precedente matrimonio, Francesco, di 15 anni.
Da un anno ci siamo trasferiti nel Paese di origine di mio marito perché lui voleva vivere vicino a suo figlio (la ex moglie si era trasferita già da tempo con il nuovo compagno)
I primi tempi sembrava che Marco stesse bene e si stesse ambientando, ma poi ha iniziato a dire che vuole tornare a casa, che si sente solo, che qua nessuno gli vuole bene, che gli mancano i nonni. Piange quasi tutti i giorni ed è arrivato a dire che suo padre pensa più a suo fratello che a lui e che non è giusto averlo allontanato da casa sua e dalla sua famiglia (i nonni) per non far sentire a Francesco la mancanza del papà.
Questa gelosia nei confronti del fratello mi ha dato la misura di quanto stia male perché lui ha sempre avuto un’adorazione per Francesco. C’è da dire poi che mio marito non è stato molto presente come padre negli ultimi anni, quindi mio figlio si è legato molto al nonno e anche se il rapporto col papà sta migliorando, ancora non ha un dialogo con lui. Tutte queste cose, infatti, le ha dette solo a me.
La mia domanda è duplice: come posso aiutare mio figlio e come affrontare la questione con mio marito? È sempre stato difficile parlare della questione del trasferimento, perché per lui era la cosa migliore per tutti e sosteneva che, non volendo trasferirmi, io non pensavo a Francesco. Alla fine, ho ceduto io ma adesso vedo soffrire mio figlio.
Grazie in anticipo per qualsiasi consiglio

Gentilissima,

Non so quanto suo marito possa essere responsabile del fallimento del precedente matrimonio, dell’allontanamento dal paese d’origine, della decisione di risposarsi e di avere un nuovo figlio. A volte le scelte non sono tutte volontarie e sarebbe sbagliato attribuirgli delle colpe per quanto gli è accaduto.

In ogni caso, l’unica certezza è che questo stato di cose non dipende dai due ragazzi, nati non per loro scelta da madri diverse e in luoghi diversi.

Buona quindi la decisione di riavvicinarsi al figlio maggiore, per fargli sentire il calore della famiglia, ma non senza dimenticare che questo atto di encomiabile impegno paterno comporta lo sradicamento di un altro bambino dal suo ambiente naturale (oltre che della sua nuova moglie) e dunque può produrre disagi e effetti collaterali che, invece di migliorare l’equilibrio familiare, potrebbero addirittura peggiorarlo.

La decisione di trasferirsi avrebbe dovuto essere seguita da un forte impegno da parte di suo marito, per fare in modo che lei e suo figlio vi adattaste all’ambiente e che la nuova famiglia ricomposta cominciasse a funzionare nel migliore dei modi.

Invece, da quanto lei racconta, il trasferimento ha coinciso addirittura con un suo minore interesse nei confronti della famiglia, il che appare un atteggiamento fin troppo egoistico o, nella migliore delle ipotesi, piuttosto superficiale.

Cosa fare: far capire a Marco di quanto sia stato sfortunato Francesco a perdere la vicinanza di suo padre (che per lui è garantita, almeno sul piano fisico) e cercare di coinvolgerlo nel progetto di ricreare una famiglia intorno al figlio maggiore; aiutare Marco a socializzare, con interventi attivi (accompagnarlo in nuovi luoghi di aggregazione, invitare suoi coetanei a casa), fare in modo che non perda i contatti con l’ambiente di origine, ecc.

Last but not least: suo marito deve capire che, a questo punto, lui deve essere il primo ad impegnarsi nel progetto familiare allargato che ha voluto delineare (e non certo l’ultimo!)

Saluti cordiali.

Mia moglie si è innamorata di un collega
#1 05-10-2016, 04:25 PM

buongiorno.

Da un mese la mia vita è stravolta. Ho 33 anni, sposato da 8 con una donna che trovo bella fuori e dentro e con cui ci siamo fidanzati 16 anni fa. Abbiamo due bimbe piccole che sono la nostra vita. Consideravo la nostra storia solida, invece circa un mese fa si è sciolta come neve al sole. A inizio marzo mia moglie mi confessa che un suo collega la corteggiava da tempo ma che lei stupidamente se ne accorta solo 2 mesi fa. Mi chiede come fare per fermare il corteggiamento di questo uomo e non cadere in tentazioni. Purtroppo le cose non sono andate cosi e ad inizio aprile lei è caduta tra le sue braccia e lo ha baciato. Adesso è perdutamente innamorata di lui e lui di lei. Sembra ritornata indietro di 16 anni, ai tempi di fine liceo. Lei dice di amarlo e di aver trovato l’uomo che in pochi mesi è riuscito a capire tutte le sue esigenze di come farle vivere la vita in libertà e che secondo lei le potrà soddisfare i suoi sogni. Continua a ripetere che scapperebbe da noi per andare con lui. Io mi sono sentito cadere il mondo addosso. La cosa che mi ha colpito di più è la sincerità con cui mi trasmette queste cose. Abbiamo riflettuto insieme di molte cose e siamo convinti che tra noi c’è ancora tanto amore, purtroppo non è quello di quando ci siamo sposati o fidanzati con farfalle nello stomaco e bollicine nel cuore, ma ci amiamo ancora e non possiamo fare a meno l’uno dell’altra. Quello che mi fa più soffrire è che mi ripete che io in 16 anni non sono stato in grado di capire e soddisfare questo suo sogno di “libertà” che invece un’altro uomo ha capito in breve tempo, ma dall’altra parte mi dice che è contentissima di quello che abbiamo vissuto insieme. Ripete che io non potrò mai cambiare cosi tanto da soddisfare questa sua esigenza. Adesso lei è indecisa, si sente in dovere di stare con me, con le figlie per non farci soffrire e per non far soffrire tutte le persone che ci sono intorno a noi e che ci voglio molto bene, ma vorrebbe scappare.
Cosa posso fare?

Gentilissimo,

Purtroppo sono cose che capitano… Considerando che l’attesa di vita supera gli 80 anni, non si può pensare che chi trova l’amore a 17 anni possa restare innamorato come il primo giorno per oltre sessanta anni, senza mai cadere in tentazione…

Le tentazioni esistono e, tutto sommato, avere curiosità per le altre persone è anche un’espressione di intelligenza, di sensibilità.

Personalmente tuttavia sono convinta che la decisione di lasciare la famiglia per amore di un altro/a, come se tutto il resto non contasse più nulla sia una scelta irresponsabile ed assolutamente egoista.

Credo che la cosa migliore da fare in questo momento sia cercare di tenere la testa a posto e i nervi saldi: chieda a sua moglie di temporeggiare nelle decisioni ed intanto, se potete, tentate una terapia di coppia. Se questo non fosse possibile, provate a cambiare qualcosa nella direzione che sua moglie ha indicato.

Le dimostri tutto il suo amore, ma non la supplichi di restare, affinché lei possa prendere una decisione in autonomia e non si trovi semplicemente a posticipare al prossimo collega che troverà sulla sua strada questo suo grande bisogno di libertà . Le faccia capire che è disposto ad accettare ogni sua decisione, ma che si aspetta una decisione meditata e responsabile, dalla quale non si torna indietro.

Valutate infine se e come cambiare il vostro patto di coppia e se potrebbe essere utile (o no) concedersi reciprocamente una maggiore libertà, in questo momento di crisi. Definite con chiarezza i confini che non siete reciprocamente disposti a superare e datevi un tempo definito per riflettere sul vostro rapporto, o per progettare una separazione consensuale e non traumatica.

Molti auguri.

Ho un problema? non so che problema ho!
#1 05-06-2016, 05:41 PM

salve, mi chiamo enzo, fra qualche giorno ho 32 anni e ho un problema ma non so di che genere! per tirarla breve sono costantemente infelice della mia vita e di conseguenza ho problemi a relazionare ma non mi va di spiegate tutto cosi perchè non saprei da dove cominciare e cosa dire per farvi comprendere il mio stato d’animo. utlimamente in seguito a un paio di eventi ho pensato più volte come sarebbe suicidarmi ma penso di essere cosciente di non riuscire a farlo per alcuni motivi che non sto qui a spiegare, ma ciò mi ha fatto precoccupare quindi…… ho bisogno di capire di che sostegno medico io abbia bisongo e di valutare con attenzione dove curarmi anche perchè vivo ancora con papà(pensionato senza una lira) e mamma(casalinga senza pensione) che sti stanno amamlando per i miei sbalzi d’umore e la vita che sto gettando al nulla e quindi non ho molti dindini da spendere e dovrò trovare in zona(napoletano o salernitano) un bravo terapeuta competentissimo che mi tratti. Perchè? perchè per la prima volta nella mia vita ho paura… ho paura della mia vita! penso che basti questo da sapere per il momento, il resto lo racconterò in base alle domande che lei terrà più opportuno farmi, perchè?
perchè se avessi parlato dell’amore dellamia vita che ho incontrato dopo 32 anni 6 mesi fa e mi ha lasciato per varie motivazioni(l’1% riguardante me e il restante 99 lei), io starei male x lei che mi amnca da morire. Eppure con lei avevo iniziato a sentirmi completo ea vivere, volevo sposarla subito… lasciamo stare!
se parlassi della mia vita personale in merito agli amici, la colpa ricadrebbe li a causa di una fortissima delusione avuta per giunta in seguito a tale amore mancato;
se volessi parlare delle mie soddisfazoni pesonali la colpa cadrebbe al fatto che mis ento perso perchè a 32 anni non ho ancora preso una triennale di merda(vecchissimo ordinamento) e non riesco a finire perchè vado in paanico!
se volessi parlare delle aspirazioni e sogni o progetti, la colpa ricadrebbe che in mancanza dell’amore e della laurea non ho apsettative future di lavoro(pari al 5%) e quindi potrei vedermi finire come un barbone!
perchè se… non conosco il perchè, non riesco a dargli un senso e da un mese a questa parte i miei sbalzi d’umore sono elevati, desidero scomparire, mi vedo perso, mi sento deluso e solo(nonlo sono perchè ho due genitori di lusso), sono insiddeistaffatto e soprattutto sono INFELICE DELLA MIA VITA ed ho MOLTA PAURA!

mi dica lei dottoressa cosa fare.

mi chieda lei cosa sapere.

Gentilissimo,

Lei è diventato un professionista del lamento: a quanto pare non perde neanche più tempo a spiegare cosa c’è che non va nella sua vita, limitandosi a fare annunci… E’ come se un giornalista scrivesse il titolo e lasciasse poi al lettore il compito di comprendere il significato dell’articolo, basandosi sulle parole che ha letto nel titolo.

Il suo problema è forse proprio questo: lei sente un senso di grave malessere, ma non approfondisce i discorsi, non li porta a termine, non li elabora a sufficienza. I problemi restano dunque sospesi e creano intorno a lei una cortina di fumo, che non le permette di capire da che parte guardare e dove mettere le mani per tirarsi fuori da questa situazione di stallo.

Credo che le farebbe bene scrivere un diario e a cercare di scomporre il suo problema esistenziale in tanti piccoli problemi (genitori anziani, lavoro, laurea, amore, ecc.) cercando di chiedersi quali sono le cause della sua insoddisfazione e se c’è un modo per risolverla o per attenuarne gli effetti.

Dovrebbe riflettere molti giorni su ogni singolo problema e cercare varie soluzioni, anche le più bizzarre e originali, per poi escludere man mano quelle che le sembrano meno opportune, selezionando quelle che le appaiono attuabili e poi passare decisamente all’azione.

Tutto questo verrebbe certamente meglio con un terapeuta, il quale tuttavia ovviamente non lavora gratis, ma può essere poco costoso se giovane, se lavora in una struttura pubblica, se fa parte di un’associazione di volontariato, o se ha deciso di guadagnare il giusto, per permettere ai suoi pazienti di andare in terapia senza chiedere un mutuo (esistono!).

Molti auguri.

GP

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