Freud: avere Fliess per amico

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Sopra: Wilhelm Fliess

Freud conobbe Wilhelm Fliess, uno specialista berlinese di malattie del naso e delle orecchie, tramite Josef Breuer, nel 1887. Fliess, due anni più giovane di Freud, fu sollecitato da Breuer a frequentare le lezioni che Freud teneva sull’anatomia e la fisiologia del sistema nervoso. Fliess era a Vienna per la specializzazione ed era molto interessato alle nuove teorie scientifiche. Era una persona di ottima cultura e all’inizio della carriera, ma già ‘arrivato’ professionalmente ed oltre tutto anch’egli di origine ebrea.

Fliess aveva delle teorie personali, i cui punti principali erano: 1. La corrispondenza tra la mucosa nasale e gli organi genitali, 2. La bisessualità degli esseri umani, 3. L’esistenza in ogni individuo di una doppia periodicità, una femminile con un ciclo di 28 giorni ed una maschile, con un ciclo di 23 giorni.

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Sin dal principio Freud ammirò il medico berlinese come persona, pur mantenendo qualche riserva su queste sue idee. La prima lettera di Freud a Fliess è del 14 Novembre 1887 e riguarda la diagnosi di una paziente. Fin da questa prima lettera è possibile scorgere in Freud un atteggiamento in cui si intrecciano la sopravvalutazione dell’altro, l’ammirazione, il desiderio di essere accettato e stimato, la dipendenza intellettuale, che oggi potremmo considerare un ‘transfert positivo’.

Scrive Freud: “Egregio amico e collega, la mia lettera odierna è dettata da un motivo professionale; devo però iniziare confessando che spero di poter proseguire il rapporto con Lei, e che Lei mi ha lasciato una profonda impressione, la quale potrebbe facilmente indurmi a comunicarLe schiettamente in quale categoria di uomini sento di doverLa collocare.”

lettera di Freud a FliessA sinistra: lettera di Freud a Fliess

Nel giugno 1892 i due medici passarono al ‘tu’ e strinsero ulteriormente la loro amicizia. Per Freud, Fliess era un corrispondente scientifico, un medico che curava lo stato del suo naso, un confidente prezioso, oltre che una persona stimolante, nella quale riponeva illimitata fiducia. I due amici si confrontavano su nuove idee, intuizioni, scoperte, problemi culturali omogenei.

Nell’ottobre del 1892 Fliess sposò una paziente di Breuer, Ida Bondy, donna proveniente da una famiglia facoltosa di Vienna, dalla quale ebbe tre figli. In ragione della provenienza della moglie, Fliess si recava spesso a Vienna dove incontrava regolarmente Freud. Quando era loro possibile si incontravano anche in altri luoghi (Salisburgo, Monaco, Dresda, Norimberga, Breslavia, Achensee nel Tirolo).

Dal loro epistolario, durato dal 1887 al 1904, si rileva che da un rapporto d’amicizia alla pari esso si trasformò nel tempo in un rapporto di subordinazione intellettuale di Freud a Fliess.
Questa amicizia del resto coincise con il periodo di depressione e di auto-analisi di Freud, in cui Fliess aveva assunto un ruolo quasi sciamanico, nell’aiutare Freud ad interpretare i sogni e le sue fantasie.

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Purtroppo ci sono rimaste solo le lettere di Freud. Infatti, mentre Freud distrusse le lettere inviategli da Fliess, questi le conservò, e qualche tempo dopo la sua morte, la vedova le vendette ad un libraio di Berlino, un certo Reinhold Stahl. Il pacchetto era costituito da 284 lettere. Esse furono avventurosamente recuperate da Marie Bonaparte, psicoanalista ed allieva di Freud, che rifiutò di distruggerle, contravvenendo ad un invito dello stesso maestro.

Attraverso questo epistolario, è oggi possibile ricostruire, sul versante dell’elaborazione intellettuale, la genesi delle più importanti scoperte psicoanalitiche, come quelle sul complesso edipico, sull’interpretazione dei sogni, sulla teoria esplicativa della nevrosi, sulla sessualità infantile.

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Progressivamente i due percorsi cominciarono a divergere: quanto più Freud approfondiva la propria autoanalisi, tanto più si rendeva indipendente dall’amico, soprattutto dalle esigenze teoriche e metodologiche che egli sembrava rappresentare.

Freud non rinunciò facilmente a questa amicizia e per circa due anni tentò di ricostituirla, anche se gli scambi scientifici non erano ormai più possibili. Giunse anche a proporre all’amico di scrivere un libro sulla bisessualità dove lui si sarebbe occupato della parte clinica, mentre Fliess di quella anatomica e biologica. Fliess, ormai diffidente, non accettò l’offerta anche perché si era convinto che le reali intenzioni di Freud mirassero ad impadronirsi della primogenitura della sua scoperta.

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La situazione precipitò definitivamente quando il 20 luglio 1904, Fliess scriverà, chiedendo chiarimenti, a Freud, avendo appreso che un giovane viennese, Otto Weininger , psicologo e filosofo, rivendicava la primogenitura della teoria della bisessualità ed accusando esplicitamente Freud di aver fatto importanti rivelazioni al suo allievo Swoboda, intimo amico di Weininger. Da ciò prese corpo uno scambio di corrispondenza, con Fliess, che scriverà a Freud il 20 luglio 1904 da Vienna come segue:

“ Caro Sigmund, ho preso visione di un libro di Weininger nella cui prima parte, quella biologica, trovo esposte, con mio sommo stupore, le mie idee sulla bisessualità… Noto da una citazione che Weininger conosceva Swoboda, il tuo allievo, prima della pubblicazione del libro di quest’ultimo e apprendo qui che i due erano intimi amici. Non ho dubbi che Weiniger abbia conosciuto le mie idee attraverso di te e abbia fatto un uso indebito di cose non sue. Ne sai qualcosa? Mi potrai dare una risposta franca (al mio indirizzo berlinese, dato che partirò da qui già il 23 sera)? Un cordiale saluto tuo Wilh”

Seguirono due lettere di chiarimento, una di Freud del 23 luglio 1904 e l’altra di Fliess, ma la conclusiva di Freud é del 27 luglio 1904:

” Caro Wilhelm, vedo che devo darti ragione più di quanto contassi in origine di fare, poiché mi domando io stesso come abbia potuto dimenticare di essermi molto lamentato del mio discepolo Swoboda e di aver sorvolato sulla visita resami da Weininger, che peraltro non ho scordata. Quest’ultima si svolse proprio come ti ha detto Rie; il manoscritto che mi presentò aveva tutt’altro tenore del libro oggi stampato; mi spaventò soprattutto il capitolo sull’isteria, scritto ad captanam benevolentiam meam e tuttavia tutto pervaso dall’idea della bisessualità che naturalmente era ben riconoscibile; non poté allora non dispiacermi di avergli passato – tramite Swoboda, come già sapevo – la tua idea. Se penso poi al mio tentativo di sottrarti la tua originalità, capisco il comportamento che tenni con Weininger e la successiva dimenticanza. Non credo, nondimeno, che a quell’epoca avrei dovuto gridare al ladro. Prima di tutto non sarebbe servito a nulla, dato che il ladro può sempre affermare che era una sua idea, e le idee non si brevettano. Chi le ha, può trattenerle, e fa benissimo, se tiene alla sua priorità. Ma se le lasci fluire liberamente, queste vanno per la loro strada. Inoltre a quell’epoca mi erano già noti i testi scientifici dove l’idea della bisessualità è usata per spiegare l’inversione. Ammetterai che una mente futile può facilmente compiere da sé il passo successivo, estendendo la disposizione bisessuale da alcuni individui a tutti; anche se il fare questo passo costituisce la tua novità. Per me personalmente tu fosti sempre (dal 1901) l’autore dell’idea della bisessualità, ma temo che, percorrendo la letteratura, troverai che molti si sono almeno avvicinati… Permettimi di supporre che il danno che hai ricevuto da Weininger sia ben piccolo, giacché nessuno prenderà sul serio la sua abborracciatura e tu potrai, se ritieni che ne valga la pena, mettere la cosa in chiaro. Rubare non è così facile come si è immaginato Weininger, e con questo mi consolo e ti vorrei veder consolato. Il fatto che la nostra corrispondenza, che languiva ormai da tempo, sia stata ripresa proprio a causa di questo incidente di cui tu mi rimproveri, è cosa che non affligge te solo, ma anche me. Non è colpa mia, comunque, se trovi il tempo e la voglia di scrivermi per ragioni così futili…”.

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Questo fu l’ultimo tentativo di Freud di rispondere all’amico di un tempo, ma non fu sufficiente a placare le idee di persecuzione di Fliess. Quando nel 1905 Fliess fece pubblicare da un suo amico un opuscolo nel quale attaccava apertamente Weininger, Swoboda e lo stesso Freud, questi abbandonò ogni remora e con una lettera del gennaio 1906 diretta a Karl Krauss editore di Die Fackel scriverà:

”Il dr Fliess di Berlino ha ispirato un opuscolo contro Otto Weininger e H. Swoboda, nel quale i due giovani autori sono accusati del plagio più grossolano e vengono trattati nel modo più duro. Si può giudicare dell’attendibilità di questa infelice pubblicazione dal fatto che io stesso, amico di Fliess per molti anni, sono accusato di essere colui che ha fornito a Weininger e a Swoboda le informazioni che han loro servito di base per la loro supposta illegalità … Spero, caro Signore, che Ella vorrà considerare questa lettera solo come segno della mia stima e come prova del Suo interesse per una questione di cultura. Ciò che importa, qui, è la difesa contro l’arrogante presunzione di una personalità brutale e l’eliminazione di ogni meschina ambizione personale dal tempio della scienza. “

Freud scrisse infine a Magnus Hirschfeld di Berlino, editore dello Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen ( “Annuario dei casi di sessualità intermedia “):

“ Desidero attirare la Sua attenzione su un opuscolo intitolato Wilhelm Fliess und seine Nachentdecker … E’ uno scritto disgustoso che getta tra l’altro assurde calunnie sulla mia persona… In realtà abbiamo a che fare con la fantasia di un uomo ambizioso che nella sua solitudine ha perso la capacità di giudicare ciò che è giusto e ciò che è lecito… Non è piacevole per me parlare con durezza di un uomo al quale sono stato legato per dodici anni dalla più intima amicizia, e provocarlo con questo ed ulteriori insulti.”

Le interviste

 

Fonti:

Donn, Freud e Jung, Leonardo
Ellenberger, La scoperta dell’inconscio, Boringhieri
Ernest Jones, Vita e opere di Freud, il Saggiatore, Milano
Sigmund Freud, Lettere a Wilhelm Fliess 1887-1904, Edizione Boringhieri, Torino
Vegetti-Finzi, Storia della psicoanalisi, Mondadori

Sito: Scienza e Psicoanalisi

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