Genitori efficaci o genitori perfetti?
Saluto del CIS - Dr. Walter La Gatta
Il mito dei genitori perfetti è ampiamente diffuso, ma non corrisponde alla realtà. Nessuno ha avuto genitori perfetti, così come non esistono figli perfetti. La perfezione non è umana. Essere genitori efficaci significa impegnarsi ogni giorno, facendo del proprio meglio, pur tra inevitabili errori: questo è quello cui bisogna puntare. Cerchiamo allora di saperne di più.
Essere genitori è un compito semplice?
No, è un compito complesso che occupa una parte significativa del tempo e delle energie. Richiede di correggere, rassicurare, supportare, affrontare comportamenti difficili e accettare l’incertezza e il timore di sbagliare.
È normale sentirsi inadeguati come genitori?
Sì. Sentirsi confusi, arrabbiati, colpevoli o inadeguati è parte dell’esperienza genitoriale. I genitori devono imparare ad accettare queste emozioni e a riconoscere che non esiste un modo unico o infallibile di agire.
Gli errori dei genitori danneggiano sempre i figli?
Non necessariamente. I bambini sono spesso elastici e indulgenti. Crescono e imparano anche attraverso gli errori dei genitori. L’importante è mantenere una relazione fondata sull’affetto, sul rispetto e sull’ascolto.
Quali qualità dovrebbe coltivare un genitore?
Fiducia in sé stesso, ascolto empatico, autenticità, buon senso e capacità di adattamento. Spesso i genitori sanno più di quanto credono: il loro istinto, se sostenuto da riflessione e consapevolezza, è uno strumento utile.
Cosa rischiano i genitori troppo perfezionisti o ipercoinvolti?
Rischiano di esaurirsi e di perdere il contatto con i propri bisogni. Vivere solo per i figli può generare dipendenza affettiva e frustrazione. È fondamentale mantenere anche interessi personali e altre fonti di gratificazione.
Il “calore emotivo” dei genitori ha effetti a lungo termine sui figli?
Sì. Una recente ricerca della UCLA Health (JAMA Psychiatry, 2024) ha evidenziato che il calore materno nei primi anni di vita ha effetti benefici duraturi sulla salute fisica e mentale dei figli.
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Cosa si intende per “calore materno”?
Gesti affettuosi, toni di voce positivi, lodi e attenzione empatica. Questi comportamenti aiutano il bambino a costruire uno schema di sicurezza sociale, ovvero la percezione del mondo come un luogo sicuro e supportivo.
Come funziona questo “schema di sicurezza sociale”?
È una lente con cui l’individuo interpreta le relazioni sociali: se ci si è sentiti accolti e protetti da piccoli, si svilupperà fiducia negli altri e maggiore resilienza. Questo schema, secondo lo studio, è mediatore tra il calore ricevuto nell’infanzia e la salute fisica e mentale nell’adolescenza.
Quali risultati ha mostrato questo studio della UCLA Health?
Analizzando i dati di oltre 8.500 bambini del Millennium Cohort Study, si è visto che: I bambini che a 3 anni ricevevano più calore materno mostravano, a 14 anni, una percezione più positiva del proprio ambiente sociale. Questa percezione era associata, a 17 anni, a una migliore salute fisica generale e minori sintomi psichiatrici. Il calore paterno non è stato incluso nello studio per mancanza di dati sufficienti, ma altri studi suggeriscono che anche il padre svolga un ruolo importante e meriti attenzione.
Esistono metodi educativi considerati efficaci?
Sì. Uno dei più noti è il metodo P.E.T. (Parent Effectiveness Training) di Thomas Gordon, psicologo formatosi con Carl Rogers. Mira a creare un clima familiare democratico, centrato su rispetto, ascolto e collaborazione nella risoluzione dei conflitti.
Quali sono i principi del metodo di Thomas Gordon?
Sono i seguenti:
- Decodificare il comportamento non verbale del figlio.
- Favorire l’autonomia e la responsabilità. Essere autentici e mostrare le proprie emozioni.
- Rispettare la personalità del figlio.
- Evitare le “dodici risposte tipiche” che ostacolano la comunicazione (es. prediche, giudizi, ordini, rassicurazioni affrettate).
Che ruolo ha l’ascolto nella relazione con i figli?
È centrale. Gordon distingue vari livelli di ascolto:
- Ascolto passivo, fatto di presenza silenziosa e segnali non verbali.
- Ascolto accogliente, con frasi-invito che stimolano l’apertura.
- Ascolto attivo, con domande dirette e affettuose che mostrano reale interesse.
Cosa possiamo imparare da tutto questo?
Possiamo imparare che la qualità della relazione genitore-figlio, più che la perfezione, è ciò che conta. Essere presenti, autentici, empatici e capaci di ascoltare profondamente ha effetti reali e duraturi sul benessere di chi cresce. Anche se non si è genitori perfetti, si può essere genitori sufficientemente buoni, capaci di creare un clima di fiducia, affetto e crescita reciproca. Dr. Walter La Gatta
Una intervista sulla Timidezza
Immagine
Pexels
Fonti principali
Mother’s warmth in childhood influences teen health by shaping perceptions of social safety, Science Daily
Thomas Gordon, Genitori efficaci, Educare figli responsabili, Feltrinelli

Dr. Walter La Gatta
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche Abruzzo e Molise.
Libero professionista, svolge terapie individuali e di coppia
ONLINE E IN PRESENZA (Ancona, Terni, Fabriano, Civitanova Marche)
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