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la bellezzaChe cosa è la bellezza? Si tratta soprattutto della percezione di un’armonia, di sensazioni piacevoli che provengono da uno stimolo di diversa natura: un’opera d’arte, un oggetto, un animale, una persona, ecc. L’emozione che segue alla percezione del bello è estremamente positiva e per questo vi è una ricerca e un’attenzione, conscia e inconscia, di tutti noi verso tutto ciò che ci appare bello, in quanto provoca una immediata sensazione di felicità e di appagamento.

Spesso si dice che la bellezza è negli occhi di chi guarda, intendendo dire che non è l’oggetto in sé ad essere bello, quanto l’idea di bellezza che viene stimolata nella mente dell’osservatore. Questa idea di bellezza è perlopiù soggettiva e dipende, oltre che dalla propria personalità, anche dalle proprie esperienze, dalle conoscenze, dalle aspirazioni, dai pregiudizi, ecc.

Vi è però anche una bellezza oggettiva, spesso largamente condivisa, che si basa su un concetto di armonia, il quale ripropone alcuni aspetti particolari della natura, secondo relazioni ancora non del tutto spiegate dal punto di vista scientifico. Sin dall’antichità sono state cercate queste proporzioni, dette anche ‘phi’ o ‘divina proporzione’, per applicarle nelle opere d’arte, ma senza successo. Recentemente a definire il concetto oggettivo di bellezza umana ci hanno provato, per quanto riguarda il viso, alcuni ricercatori della Università di Toronto e della Università californiana di San Diego, giungendo alla conclusione che è il rapporto tra gli occhi, la bocca e il bordo della faccia ciò che determina la bellezza umana. In quattro esperimenti separati, i ricercatori hanno chiesto a degli studenti universitari di effettuare dei confronti, per valutare l’effetto di volti femminili con identiche caratteristiche del viso, ma con gli occhi “ritoccati” e posti a diverse distanze, fra loro e dalla bocca.

I “rapporti d’oro” riscontrati sembrano essere due: uno per la lunghezza e uno per larghezza. I visi femminili infatti sono stati giudicati più attraenti quando la distanza verticale tra gli occhi e la bocca era circa il 36 per cento della lunghezza del viso e la distanza orizzontale tra gli occhi era il 46 per cento della larghezza del viso.
Ecco perché avere occhi grandi e labbra carnose può non essere sufficiente a suscitare l’idea di bellezza, in quanto non esiste la condizione delle “esatte” proporzioni del viso.

Secondo i ricercatori la percezione di bellezza in un viso umano è il risultato di un processo cognitivo, attraverso il quale gli individui misurano istintivamente queste distanze e le confrontano con il rapporto di larghezza e lunghezza ideali.

Non c’è dubbio tuttavia che, nel corso dei secoli, anche i canoni della bellezza si modifichino moltissimo: basti pensare, per quanto riguarda il corpo femminile, alle prosperose donne ritratte nel passato. Quelle donne, oggi considerate non attraenti per il loro sovrappeso, che deforma le proporzioni considerate attualmente come “ideali”, erano considerate ai loro tempi attraenti e desiderabili in quanto quella semi-obesità era, in epoche passate, segno di buona salute, fertilità, agiatezza.

Gli ideali di bellezza non si modificano solo fra un’epoca e un’altra, ma anche fra una zona geografica e l’altra.

Ad esempio, in uno studio presentato al Convegno del 2009 dell’American Academy of Otolaryngology – Head and Neck Surgery Foundation (AAO-HNSF) svoltosi a San Diego, alcuni ricercatori hanno dimostrato che le preferenze estetiche di un gruppo di soggetti brasiliani erano nettamente diverse da quelle di altri soggetti che vivono in altre zone del mondo. Per effettuare la ricerca, sono state richieste le preferenze estetiche relative a tre tipi di naso, visualizzati attraverso immagini computerizzate e tratte dai profili di sei donne di età compresa tra i 18 ed i 30 anni.
Si è visto così che la posizione bassa della radice del naso, tra la piega della palpebra superiore e il livello della pupilla, è quella considerata “più attraente” dai brasiliani (53%), mentre la posizione considerata “regolare” è solo al secondo posto (36%). Per definire il “peggior profilo” i brasiliani hanno invece scelto compatti la radice alta del naso (73%). Evidentemente la letteratura scientifica sull’argomento è stata fin qui scritta soprattutto da ricercatori provenienti dal Nord America e dall’Europa, e non andrebbe tout court, dal momento che il background culturale ed etnico ed i conseguenti gusti estetici risentono delle abitudini di vita delle varie zone del pianeta.

Quanto ai vissuti individuali, molte persone sentono il bisogno di sentirsi sempre attraenti: si tratta di una vera e propria pressione psicologica, che nasconde la paura di essere rifiutati dagli altri. Questo problema storicamente ha sempre riguardato le donne, in quanto il corpo della donna è stato sempre molto valutato da questo punto di vista, non solo per ragioni estetiche, ma anche perché per lungo tempo si è creduto che la bellezza esteriore fosse in realtà l’unica dote femminile (visto che pregiudizialmente era considerata priva di capacità intellettive, attribuite solamente agli esseri umani di sesso maschile). Oggi non è più così: non solo perché alle donne viene riconosciuta una possibilità di esprimersi e realizzarsi anche in base alle sue potenzialità cerebrali, ma anche perché anche alcuni uomini accettano ormai senza vergogna di poter essere osservati e valutati secondo dettami puramente estetici.

Cosa spinge le persone a cercare approvazione sul piano estetico? Si desidera piacere fisicamente perché ci si sente apprezzati e non criticati dagli altri. Inoltre, si soddisfa il desiderio di somigliare ai modelli imposti dalla moda, dalla pubblicità e dallo showbiz, anche se questo può porre dei limiti oggettivi al proprio potenziale di sviluppo, minando l’autostima e facendo vivere la persona in uno stato di insoddisfazione, non appena si discosta dai canoni estetici dominanti (per motivi di età, di incidenti, di mancato controllo del peso, di operazioni chirurgiche ecc.). Inoltre, questi modelli cui si aspira sono quasi sempre irraggiungibili, anche per le persone fisicamente più dotate, perché comunque “drogati” ed esaltati dal sapiente uso delle luci di scena, dal make up, dal foto-ritocco, ecc.

A livello individuale la percezione della propria bellezza raggiunge il top dopo la trentina, precisamente a 32 anni, cioè quando iniziano già le prime rughe, spunta qualche capello bianco, la linea del corpo non è più quella che si aveva in adolescenza… Ma a 32 anni le persone possono finalmente far tesoro di molte esperienze di vita che rendono più consapevoli, regalano una maggiore libertà di scelta nella vita sentimentale e sessuale così come nel tempo libero e nello shopping.

Le persone sono strettamente legate ai loro tratti estetici anche sul piano affettivo: una ricerca condotta dalla Dr.ssa Janet D. Latner, professore associato di psicologia presso l’ Università di Hawaii a Manoa ha infatti scoperto che, in particolare per le donne, esiste una relazione fra indice di massa corporea e qualità delle relazioni sentimentali. Donne fisicamente “pesanti” percepiscono in genere le loro relazioni sentimentali come “di scarsa qualità” e spesso, per questa ragione, “destinate a concludersi”.
Le donne più grasse tendono a relazionarsi con partners considerati poco desiderabili dalle altre donne e oltre tutto ritengono di essere considerate dai propri uomini “poco affettuose o scarsamente degne di fiducia“.
La ricerca, ha anche evidenziato come effettivamente i partners delle donne in sovrappeso non apprezzino particolarmente i corpi delle loro compagne e considerino la loro scelta di coppia lontana dai propri ideali di bellezza e di vitalità. Al contrario di quanto accade per le donne, i partners uomini in sovrappeso non vengono considerati dalle loro compagne come soggetti di scarso valore. Evidentemente, all’uomo vengono riconosciute delle qualità anche quando esteticamente non è gradevole, condizione questa molto rara quando si è chiamati a giudicare una donna.

Che dire poi del ricorso alla chirurgia estetica per apparire più belli? I giornali che si occupano di bellezza, ma ora anche alcuni programmi TV, dedicano un numero sproporzionato di articoli all’intervento al seno, e ad altri ritocchi estetici, rivolti ad una fascia di età che va dai 19 ai 34 anni. L’intervento di chirurgia estetica viene presentato come se fosse una pratica “normale” per migliorare o mantenere la bellezza e così divenire più attraenti stare meglio con sé stessi, migliorando anche la salute psichica.

A. Polonijo ha condotto una ricerca su questo argomento, concentrando il suo studio su cinque riviste femminili, scritte in lingua inglese, tra le più popolari in Canada: Chatelaine, Cosmopolitan, O: The Oprah Magazine, Flare and Prevention. Il risultato è stato che questi magazines comunicano alle lettrici i rischi fisici che l’intervento di chirurgia estetica comporta, ma non parlano che raramente dei rischi psicologici cui si va incontro in interventi di questo tipo, dimenticando o sottovalutando gli stati ansiosi depressivi che si vivono anche dopo un intervento “riuscito” di chirurgia estetica (se non fosse riuscito le conseguenze sarebbero prevedibili).

Le riviste femminili presentano in genere due candidate “ideali” alla chirurgia estetica: la donna insicura, infelice, sola, che cerca di migliorare la sicurezza di sé e l’autostima e la donna di successo, attraente, sicura di sé, con un alto livello di autostima, che ricorre alla chirurgia estetica per mantenersi sempre perfetta, mentre la maggior parte delle donne si colloca fra queste due motivazioni estreme.

La nostra, del resto, è una società basata sull’immagine, sulla salute, sulla capacità di competere: quando ci si sente brutti si sta molto male con sé stessi e si provano difficoltà nelle relazioni sociali, perché viene a mancare uno dei più importanti pre-requisiti del successo e della realizzazione personale. Per le scarse doti estetiche si può soffrire moltissimo, ci si può isolare dal gruppo sociale, ci si può sentire disprezzati o rifiutati. La persona che si considera “brutta” sente di vivere una vita di serie B, perché impossibilitata a raggiungere quel successo che viene presentato e promesso dai media: si sente prigioniera ed ostaggio di un corpo che non ama e che non si è mostrato utile per raggiungere la tanto desiderata affermazione sociale.

Fonti:

Polonijo et al. Representations of Cosmetic Surgery and Emotional Health in Women’s Magazines in Canada. Women s Health Issues, 2008; 18 (6): 463

American Academy of Otolaryngology — Head and Neck Surgery(2009, October 5). Brazilians, North Americans Judge Facial Beauty Differently, via Science Daily.

Researchers discover new ‘golden ratios’ for female facial beauty, Vision Research, Università di Toronto

Lora E. Park, Ann Marie DiRaddo, Rachel M. Calogero. Sociocultural Influence And Appearance-based Rejection Sensitivity Among College Students. Psychology of Women Quarterly, 2009; 33 (1): 108 via Science Daily

University of Hawaii a Manoa, Weight Stigma in Existing Relationships. Journal of Sex & Marital Therapy, July 2009 via Science Daily

Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta, Ancona

Immagine: Freeparking

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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