Come funziona il contatto oculare

Come funziona il contatto oculare

Psicolinea

Il contatto oculare può segnalare amore, odio, intelligenza, paura, persuasione, sarcasmo, e talvolta menzogna.

Le storie sul carisma di Bill Clinton sono una leggenda.

Molto di quel carisma veniva comunicato attraverso il contatto oculare.

Le persone che lo hanno conosciuto dicono che quando ti guarda, è come un’esperienza molto intima. Si dice che il suo sguardo sia profondo e personale, quasi ipnotizzante,  come se ci fossero solo due persone nella stanza: lui e te.

E non si limita a sedurre le donne con il suo sguardo, seduce tutti.

Chiaramente gli occhi hanno un potere enorme, tale che il contatto visivo può avere un effetto quasi magico su altre persone.

Naturalmente non si può semplicemente andare in giro e guardare tutti profondamente negli occhi; come il sorriso, il contatto oculare invia tutti i tipi di segnali, a seconda del contenuto e del contesto. Occorre sapere come usarlo …

Il potere del non verbale

La potenza dei segnali non verbali, in generale, è stata dimostrata da uno studio che ha messo a confronto i segnali verbali e quelli non verbali. Ciò ha permesso di scoprire che quando i segnali si contraddicono l’uno con l’altro, siamo cinque volte più propensi a credere al segnale non verbale (Argyle et al., 1971). E:

“Quando i segnali verbali e non verbali sono discordanti, la prestazione viene valutata come non sincera, instabile e confusa.”

Non solo i nostri occhi a volte inviano segnali più forti delle nostre parole, ma possono anche essere più informativi di tutto il resto della nostra faccia messa insieme. Baron-Cohen et al. (1997) hanno studiato soggetti che cercavano di leggere le emozioni dalle fotografie, a volte potendo vedere tutto il viso e qualche volta solo gli occhi:

“Per gli stati mentali complessi, osservare i soli occhi ha prodotto prestazioni significativamente migliori dell’osservare la bocca da sola, ed essi erano informativi tanto quanto il resto del viso.”

(Ciò detto, però, attenzione al mito spesso ripetuto che il 93% della comunicazione sia non verbale.)


Che cosa è normale?

La durata normale di un contatto oculare diretto dipende dalla situazione. Ad esempio, le persone di solito usano un contatto visivo più diretto quando parlano l’un l’altra, rispetto a quando sono in gruppo.

Nei gruppi le persone tendono a guardare direttamente un’altra persona per circa 3-5 secondi, ma quando si tratta di conversazioni uno-a-uno, la durata aumenta a 7-10 secondi, prima di distogliere lo sguardo.

C’è anche la percentuale di tempo trascorso a guardare qualcuno, rispetto al tempo in cui si distoglie lo sguardo. Utilizzando tecnologie auto-traccianti, sembra che la quantità normale di tempo sia tra il 30% e il 60%. In generale è di più quando si ascolta e di meno quando si parla.

Se si guarda meno di quel tanto, forse non si dimostra sufficiente interesse, se si guarda di più forse se ne mostra troppo!

A proposito …

Sguardi prolungati degli innamorati

Quando qualcuno fissa qualcun altro, senza conoscere il contesto, può essere difficile sapere se è per amore o perché lo vuole uccidere.

Un lungo sguardo mostra un sentimento intenso, ma di per sé non si può dire quale. Questo è uno dei grandi misteri del linguaggio del corpo: molto dipende dal contesto.

Spesso, però, il contesto è evidente. Le coppie che si guardano negli occhi nel corso di una cena a lume di candela lo fanno (di solito) non per uccidere l’altro. La ricerca mostra infatti che le coppie che si amano tendono a fissare l’altro negli occhi per più tempo di coloro che non sono innamorati.

Le interviste

 

Sguardo inquietante

Nel contesto sbagliato, però, lo sguardo prolungato di un innamorato può trasformarsi in uno sguardo inquietante.

In uno studio, mentre i partecipanti erano impegnati in un test non correlato, il ricercatore li fissò intensamente negli occhi. I soggetti si sono sentiti dunque così a disagio che i risultati della loro prestazione al test sono crollati.

Se il contatto visivo mette a disagio o addirittura viene percepito come aggressivo, dipende anche dalla cultura. Gli asiatici orientali, per esempio, di solito si aspettano un contatto visivo meno prolungato. Un recente studio ha rilevato che:

“… Gli individui che appartengono ad una cultura dell’Asia orientale percepiscono un altro volto come più arrabbiato, inavvicinabile, e sgradevole durante un contatto visivo rispetto agli individui di una cultura europea occidentale.” (Akechi et al., 2013)

I giapponesi, per esempio, ritengono l’evitamento del contatto oculare un segno di rispetto, mentre gli occidentali potrebbero interpretarlo come di una persona sfuggente o inaffidabile.

Gli occidentali tuttavia non hanno il monopolio sul maggiore livello di contatto oculare: in alcuni paesi arabi le persone spesso guardano molto più intensamente negli occhi di quanto farebbero gli occidentali.

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Giudicare dagli occhi

Anche se ci sono differenze culturali, le persone esprimono tutti i tipi di giudizi sugli altri partendo dal contatto oculare.

Gli occidentali di solito giudicano coloro che guardano maggiormente negli occhi come più sicuri (finché lo sguardo non diventa inquietante). Essi tendono inoltre ad associare il  maggiore contatto visivo con capacità di leadership più forti, una maggiore aggressività e forza (Brooks et al., 19785). Inoltre, si è giudicati come meno ansiosi e più intelligenti.

In effetti coloro che possiedono maggiore autostima e più potere hanno maggiori probabilità di mantenere il contatto visivo, piuttosto che interromperlo (Vandromme et al., 2009).

Sguardo persuasivo

Forse a causa di tutte queste caratteristiche positive scegliamo persone che mantengono il contatto oculare, le troviamo più convincenti.

Tutta una serie di ricerche dimostrano la forza di persuasione tipica del guardare negli occhi quando si effettua una richiesta. Ad esempio Guegeun e Jacob (2010),  hanno trovato che le persone erano più propense ad accettare di partecipare ad un sondaggio di marketing, se venivano guardate negli occhi.

I bugiardi guardano di più negli occhi

L’antica saggezza popolare dice che si può capire quando qualcuno mente perché evita il contatto visivo. La ricerca psicologica ha scoperto che questo non è vero, o almeno non è un segno che vale per tutti.

Non solo la saggezza popolare è sbagliata dunque, ma è anche fuorviante in quanto a volte le persone guardano di più negli occhi quando mentono.

Secondo questo studio, lo fanno perché vogliono monitorare il volto dell’altro, per vedere se crede alle storie che stanno raccontando (Jundi et al, 2013):

“A dei soggetti bugiardi è stato chiesto di prendere dei soldi da una borsa, e poi di fingere di non aver preso i soldi e di essere andati a pranzo in un ristorante vicino. Le coppie di bugiardi […] utilizzano un contatto visivo  maggiore con l’intervistatore rispetto alle coppie  che dicono la verità “.

I Test di Psicolinea

A cura di:
Dr. Giuliana Proietti - Dr. Walter La Gatta

Altri test sono disponibili su:
Clinica della Coppia  |   Clinica della Timidezza

Uno sguardo sincero

Mentre la relazione tra contatto visivo e la menzogna sono scarse, uno studio ha scoperto un chiaro legame con il sarcasmo.

Nel dire frasi sarcastiche, i partecipanti sono più propensi a distogliere lo sguardo dal loro interlocutore rispetto a quando dicono frasi sincere (Williams et al., 2009).

E’ un altro segnale che guardare direttamente negli occhi segnala sincerità.

Attività del bulbo oculare

Non c’è dubbio che l’essere in grado di mantenere il giusto livello di contatto oculare nella situazione giusta è fondamentale per fare la migliore impressione sugli altri.

Nella mia esperienza la maggior parte delle persone dovrebbe aumentare il proprio contatto oculare. Come abbiamo visto, farlo troppo è inquietante, ma guardare negli occhi le altre persone produce tanti benefici che un po’ di attività in più del bulbo oculare non sarebbe male.

Dr. Jeremy Dean

Articolo originale:
How Eye Contact Works, PsyBlog
Traduzione autorizzata, a cura di psicolinea.it

Immagine:
Mclanahoochie, Flickr

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