La vita privata delle prostitute

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Dr. Walter La Gatta

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Le persone che svolgono un lavoro sessuale (prostitute o prostituti) offrono rapporti sessuali in cambio di beni o denaro [Burnes TR, Long SL, Schept RA., 2012].

I lavoratori del sesso, tuttavia, non sono un gruppo omogeneo [Bernstein E., 1999;  Shaver FM, 2005]. Dove la prostituzione è legalizzata, ad esempio, le persone che lavorano in strada sono generalmente illegali ed incontrano i loro clienti in strada o nelle automobili dei clienti, ma ci sono anche persone regolarmente assunte nei bordelli, nei saloni per massaggi, ecc. e ci sono anche le ragazze a chiamata [De Schampheleire D, 1990].

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Precedenti ricerche hanno dimostrato che tutte le tipologie dei lavoratori sessuali hanno generalmente sperimentato alti livelli di abuso durante l’infanzia e l’età adulta [McClanahan SF, McClelland GM, Abram KM, Teplin LA. 1999; Cusick L. 2002; Cusick L. 2006; Rekart ML. 2005; O’Doherty T. 2011; Surratt HL, Kurtz SP].

Le percentuali di abuso e i traumi sono minori per i lavoratori del sesso che lavorano in luoghi chiusi rispetto ai lavoratori del sesso in strada, ma sicuramente sono ancora più elevati rispetto alla popolazione generale [Farley M, Barkan H. 1998; Surratt HL, Kurtz SP, Weaver JC, Iniardi JA. 2005; Cwikel J, Ilan K, Chudakov B. 2003].

I lavoratori del sesso devono affrontare significative barriere legate allo stigma sociale, indipendentemente da dove essi lavorano, in quanto vengono percepiti come persone che violano le norme morali facendo sesso con più partner e con persone sconosciute, prendendo l’iniziativa e il controllo sessuale e ricevendo soldi per queste prestazioni sessuali [Scrambler G. 2007; Scrambler G, Paoli F. 2008; Cornish F. 2006].

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In Australia, la legislazione che riguarda il lavoro sessuale varia a seconda delle zone e in un certo numero di regioni alcune forme di lavoro sessuale sono legali [Quadara A. 2008]. Nell’area di Victoria, con la legge sulla prostituzione del 1994, il lavoro sessuale può essere regolarmente svolto nei bordelli autorizzati e si può svolgere il lavoro come escort in ambienti privati; il lavoro sessuale in strada è invece rimasto illegale [Prostitution Control Act. State of Victoria1994].

Come dispone la legge, i lavoratori del sesso non possono consapevolmente lavorare con persone che hanno una malattia a trasmissione sessuale e sono tenuti a sottoporsi a tre test mensili contro le MTS [Public Health and Wellbeing Act. In: Victoria So, editor. 2008].

In Australia sembra che, dei 20.000 soggetti che si prostituiscono, la maggior parte lavori nell’industria del sesso legale, ma si stima che tra il 2 e il 10% lavorino come illegali in strada [Woodward C, Fischer J, Najman J, Dunne M. 2003; Donovan B, Harcourt C, Egger S, Smith LW, Schneider K, Kaldor J, et al. 2012].

E’ comunque difficile fornire stime sul numero effettivo dei lavoratori del sesso a causa della natura transitoria del lavoro sessuale e della riluttanza che hanno queste persone a riferire di svolgere questo lavoro. Ciò è spesso dovuto a sensi di colpa o alla paura di ricevere critiche per il proprio comportamento.

 

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Lo stigma che circonda il settore fa si che le persone dedite alla prostituzione siano riluttanti a rivelare il loro lavoro anche ai familiari e agli amici. Peraltro in Australia, una volta che ci si è registrati nella categoria il proprio nome resterà elencato nel database, indipendentemente dal fatto che si continui o meno a lavorare nel settore [Quadara A. 2008].

Tra chi si prostituisce in strada e chi si prostituisce in un luogo chiuso vi sono similitudini e differenze[O’Doherty T. V. 2011; Surratt HL, Kurtz SP, Chen M, Mooss A. 2012; Murphy AK, Venkatesh SA. 2006].

I lavoratori del sesso “al chiuso” hanno molte meno probabilità di entrare in relazione con il consumo di stupefacenti o con problemi che riguardano le cattive condizioni di salute dei clienti rispetto ai lavoratori di strada. Essi hanno anche minori probabilità di avere preoccupazioni per la propria sicurezza personale o di subire violenza rispetto ai lavoratori “all’aperto”, a causa dei regolamenti e dei controlli in atto nell’industria del sesso legale [Quadara A. 2008].

Molta ricerca è stata condotta sui lavoratori del sesso in strada: meno dati sono invece disponibili sui lavoratori del sesso che svolgono il loro lavoro al chiuso. Fra le ricerche effettuate sulle persone che lavorano in appartamento si è scoperto che esse usano sempre il preservativo con i clienti, ma che lo usano molto meno nei loro rapporti privati  [Bilardi JE, Miller A, Hocking JS, Keogh L, Cummings R, Chen MY, et al. 2011; Dalla RL, Xia Y, Kennedy H. 2003; Murray L, Moreno L, Rosario S, Ellen J, Sweat M, Kerrigan D. 2006; Sanders T. 2002; Wolffers I, Triyoga RS, Basuki E, Yudhi D, Deville W, Hargono R. 1999].

 

Leggi anche:  Come creare un ambiente di lavoro psicologicamente sano

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In uno studio condotto da Sanders [2004], che ha esaminato il lavoro sessuale dal punto di vista della gestione del rischio in Inghilterra, si è constatato che le emozioni negative generate dalla mercificazione del corpo delle donne attraverso il lavoro sessuale colpisce le loro identità sociali e le loro relazioni. Le donne fanno di tutto per separare il sesso svolto sul posto di lavoro con il sesso svolto per piacere. In un ulteriore studio di Rossler et al. [2010], che esaminava la salute mentale delle prostitute svizzere, le donne hanno parlato di relazioni fallite perché i loro partner non riuscivano a separare il sesso sul posto di lavoro con il sesso a casa, anche se le donne facevano di tutto per normalizzare la situazione..

La teoria sesso per lavoro / sesso privato proposta da Clark [2000] sostiene che l’atto sessuale differisce soprattutto in termini di finalità, con atteggiamenti e comportamenti diversi per i due casi. Un certo livello di integrazione è necessario per bilanciare le due sfere della vita di un individuo, ma il grado in cui ciò si verifica varia tra le differenti persone.

Secondo la teoria del confine lavoro / famiglia, i confini sono linee di separazione tra i due domini che definiscono con chiarezza i comportamenti di una persona. Questi confini riguardano aspetti fisici, temporali e psicologici. Quando i domini sono molto diversi fra loro può essere più difficile destreggiarsi tra le esigenze contrastanti di ciascuno di essi e un individuo può sperimentare un senso di confusione [Clark SC.2000].

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In uno studio di Wolffers et al. [1999] sulle prostitute indonesiane, si è osservato che la maggior parte di loro erano sposate o erano state precedentemente sposate, mantenendo lavoro e vita personale come aspetti separati.

La cosa più importante, hanno dichiarato queste prostitute, era mantenere la distanza emotiva al lavoro, anche se si sperimenta un coinvolgimento emotivo nel rapporto privato. Strategie comunemente usate per riuscirci sono prendersi pause regolari dal lavoro, stabilire confini fisici tra lavoro e casa, evitare relazioni affettive con i clienti [Fick N. 2005; Murphy AK, Venkatesh SA. 2006].

Questo può però portare a problemi di dissociazione e  influenzare la salute psicologica delle donne [Brody S, Potterat JJ, Muth SQ, Woodhouse D. 2005; Vanwesenbeeck I. B, 2005]. Allo stesso modo, Sanders [2005] ha scoperto che le prostitute  si costruiscono un’identità fittizia per mantenere un senso di sé, limitando alcune sensazioni al lavoro, e lasciando le altre sensazioni alla loro vita personale. Le donne avevano alcuni rituali relativi all’abbigliamento, ai comportamenti, ecc. per separare le loro diverse identità. Alcune donne pensavano al lavoro svolto rappresentandosi in terza persona.

Fonte:
Bellhouse C, Crebbin S, Fairley CK, Bilardi JE. The Impact of Sex Work on Women’s Personal Romantic Relationships and the Mental Separation of Their Work and Personal Lives: A Mixed-Methods Study. Dalal K, ed. PLoS ONE. 2015;10(10):e0141575. doi:10.1371/journal.pone.0141575.

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