L’amore rende sciocchi e l’alcol fa innamorare

amore

L’amore? Cosa da sciocchi…

Quando gli psicologi evoluzionisti studiano i meccanismi della seduzione, essi tendono spesso a concludere che l’uomo sia “sciocco” in quanto si lascia guidare da qualcosa che paralizza l’intelligenza. La loro visione negativa e semplicistica delle relazioni sentimentali conquista sempre nuovi seguaci. Perché?

Essere “ebbri d’amore” è una metafora comune nella nostra cultura che spesso assimila l’attrazione sessuale o sentimentale con una momentanea perdita della ragione… Anche l’alcool induce uno stato simile a quello del desiderio. Rende sciocchi. Fa saltare le inibizioni. Spinge le persone a fare cose socialmente inaccettabili. In breve, non si è abbastanza padroni di sé se si è bevuto, o se si è molto attratti da un altro. Potrebbe essere questa la ragione per cui i discorsi preparati dalle scuole di “psicologia evoluzionista” vengono accolti con grande facilità dai media… e dalle menti. Come se questi discorsi fossero di buon senso. Cosa dicono? Che gli esseri umani non sono più lucidi se vengono loro mostrate delle immagini di un o una potenziale partner sessuale. Gli uomini, in particolare, avrebbero la propensione curiosa di trovare molto attraenti le donne che mostrano dei segni di una maggiore fertilità e soprattutto di una maggiore ‘disponibilità’ sessuale, perché è così che vengono descritte quelle che somigliano a delle bambole decerebrate: la bocca socchiusa, l’occhio bovino, con in corpo un bicchierino di troppo.

L’UOMO PREDATORE OSSESSIVO

In un articolo nel 2012, dal titolo «Les hommes trouvent-ils les femmes plus attirantes quand elles ont l’air abruti ?» (Gli uomini trovano le donne più attraenti quando sono ubriache?’) con sottotitolo “Sì, se si crede ad un nuovo studio “(scritto dal giornalista Jesse Bering, tradotto in francese da Peggy Sastre), è possibile apprendere che, mostrando l’immagine di una ragazza ubriaca ad uno studente americano, egli la troverà molto più desiderabile (per una sveltina) della ragazza sobria della foto accanto. Che cosa se ne dovrebbe dedurre? A priori, la spiegazione è semplice: l’alcol favorisce il sesso. Beviamo. Ci accoppiamo… Mi sembra normale che lo studente americano preferisca la donna il cui stato d’animo, reso euforico, sarà più in linea con i suoi desideri. Ma per il gruppo di Cary Goetz, dottorando dell’Università del Texas (Austin), che ha condotto questo studio, la spiegazione va ben oltre questo semplice ragionamento. Goetz pensa infatti che se l’ubriachezza rende una donna attraente, è perché l’uomo è un predatore ossessionato dal desiderio di inseminare tutte le donne possibili, senza doversi rapportare con loro: egli non si interessa della paternità, perché ciò implicherebbe diventare monogami. Vuole solo che il numero massimo possibile di donne siano incinte di lui e che lo lascino copulare a tutto andare. Cary Goetz la definisce la “strategia riproduttiva di breve termine”, un’espressione colta per dire che il cervello dell’uomo risiede fra i suoi testicoli. O anche il contrario.

Per Goetz (come per la stragrande maggioranza dei ricercatori provenienti da scuole di pensiero “funzionalista”) si realizza il comune adagio che equipara l’uomo con un “testa di c…”. Agli occhi di questi ricercatori, l’uomo non è che un predatore sessuale progettato in un bagno di ormoni, predisposto dal suo cervello e dalle sue ghiandole a scegliere prede femminili per il solo scopo (funzionale dunque), di fertilizzarle, con la sicurezza che esse crescano e proteggano la sua prole… E se le loro tesi così contorte, assurde e retrograde trovano una eco così favorevole nel grande pubblico è probabilmente perché il desiderio, nella nostra cultura, è ancora considerato con uno sguardo sospettoso, come una forma di possessione. Sotto l’effetto dell’eccitazione o dell’etanolo, gli esseri umani non escono dalla riserva in cui sono normalmente tenuti?

‘EΝΘΟΥΣΙΑΣΜOΣ

L’amore rende stupidi. Il sesso pure, come il vino. E questa trilogia, risalente al primi scritti dell’antichità, è così incisa nelle nostre menti che non siamo più in grado di distinguere tra i discorsi che sfruttano questa metafora dell’ubriachezza. Quando i greci hanno declamato i sublimi effetti dell’alcool sulla libido e sulla ragione, essi facevano soprattutto l’elogio del suo potere: l’alcol e il desiderio rendono l’umano simile al divino. Il poeta ateniese Aristofane (445-385 o 375 A.C.) lo diceva in questi termini: «E’ piacevole bere il vino, latte di Afrodite» (1), lodando l’effetto combinato del bere e del baciare. In un libro dedicato alla coppia, Eros Bacchus, la storica Anne-Françoise Jaccottet spiega: “il vino proprio come l’amore prende letteralmente possesso degli esseri umani, instillando in loro una follia che i greci chiamavano mania, e che li avvia su percorsi che non sono quelli della ragione e dei comportamenti usuali.» Piaceri o sofferenze, spesso inestricabilmente aggrovigliati, uniscono Dioniso e Afrodite. È con la parola entusiasmo (ἐνθουσιασμός /enthousiasmos) che i greci esprimono questa espressione del Dio nell’essere umano, questa presa di possesso e di controllo dell’essere umano da parte del divino; l’entusiasmo nel suo antico significato, può elevare alle cose più belle come portare alle peggiori derive”.

Anche se è basato sulla stessa associazione di idee tra desiderio e alienazione, il discorso degli antichi greci è quindi molto diverso da quello di Cary Goetz. Da un lato, c’è l’ “entusiasmo”, la “mania” sacra che da un’ebbrezza come se fosse una trance. Dall’altro, c’è la “strategia evolutiva” al lavoro nei nostri meccanismi cerebrali, che spinge a selezionare  le donne più capaci di mettere al mondo la propria prole, SIC (2)… I due discorsi possono essere riassunti in una frase: “l’amore rende sciocchi”, il che non è molto… entusiasmante.

Leggi: Eros Bacchus, l’amour et le vin, edizioni Humus.

 

PER SAPERNE DI PIU’ SULL’IMPOSTAZIONE EVOLUZIONISTA : Nos amours sont-elles génétiques ? (I nostri amori sono genetici?), L’infidélité, c’est mâle ? (L’infedeltà è maschio?), Idée reçue : l’homme demande, la femme refuse, (Idea ricevuta: l’uomo domanda, la donna rifiuta), Les hommes sont plus attirés par les cruches ? (Gli uomini sono più attratti dalle sciocche?),
La culotte peut-elle être chaude et la tête froide ? (Le mutandine possono essere calde e la testa fredda?), Les femmes préfèrent un homme plus riche qu’elles, (Le donne preferiscono un uomo più ricco di loro?) etc.

NOTE

(1) ἡδύς γε πίνειν οἶνος, Ἀφροδίτης γάλα (hèdus ge pinein oinos, Aphroditès gala). Aristofane, frammento 596.

(2) Questi meccanismi perpetuerebbero, a nostra insaputa, una «logica evolutiva» propria della specie e iscritta nei nostri geni… Questo è in ogni caso quello che affermano gli psicologi formatisi alla scuola di psicologia evoluzionista e funzionalista nata intorno al 1880. Le loro teorie più che dubbie, ispirate dai lavori di Darwin, sono considerate molto controverse in Francia ma sono diffuse fra il grande pubblico.

Agnès Giard

Articolo originale:
L’amour rend bête et l’alcool amoureux, Les 400 culs
Traduzione autorizzata, a cura di psicolinea

Immagine:
Andrea Mantegna, Baccanali con vino

 

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Author Profile

Dr. Agnes Giard
Dr. Agnes Giard
Agnès Giard autrice di libri, giornalista e dottore in antropologia, ha lavorato in passato su nuove tecnologie, artisti underground e cultura popolare giapponese, prima di dedicarsi alla sessualità. Nel 2000, è diventata corrispondente per la rivista giapponese SM Sniper con cui lavora da più di dieci anni. Nel 2003 ha pubblicato un libro d'arte in Giappone: Fetish Fashion poi ha iniziato una serie di ricerche che saranno pubblicate in collaborazione con artisti contemporanei giapponesi come Tadanori Yokoo, Makoto Aida, Toshio Saeki, etc. Il suo primo libro, L'Imaginaire érotique au Japon, tradotto in giapponese, è classificato 4 ° tra i libri stranieri più venduti. La sua biografia completa è disponibile qui:
http://sexes.blogs.liberation.fr

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