Lucio Battisti: il genio introverso della canzone italiana

Lucio Battisti: il genio introverso della canzone italiana


Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998) è uno dei più grandi cantanti italiani del Novecento. È riconosciuto per aver trasformato il pop italiano, contaminandolo con influenze rock, soul e rhythm and blues, e per aver dato voce alle emozioni più intime di un’intera generazione. La sua personalità complessa, spesso considerata difficile, trovò nella musica un mezzo per vivere e comunicare.

Cerchiamo di conoscerlo meglio.

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Infanzia e formazione

Lucio Battisti nacque a Poggio Bustone, in provincia di Rieti, il 5 marzo 1943, un giorno dopo Lucio Dalla. Poggio Bustone è un paesino in collina dove molte famiglie portano il cognome Battisti, come i suoi genitori, Alfiero e Dea. Il padre era ufficiale giudiziario, la madre casalinga, e avevano un’altra figlia, Albarita.

L’educazione musicale di Lucio iniziò da autodidatta con una chitarra ricevuta in adolescenza e le prime lezioni da un vicino di casa. Crescendo frequentò scuole tecniche, ma la musica divenne la sua vera passione. Nel 1950 la famiglia si trasferì a Roma, mantenendo stretti legami con Poggio Bustone.

Lucio era un bambino introverso e con problemi di peso. In un’intervista del dicembre 1970 alla rivista Sogno raccontò: «I capelli ricci li avevo anche da bambino e così lunghi che mi scambiavano per una bambina. Ero un ragazzino tranquillo, giocavo con niente, con una matita, con un pezzo di carta e sognavo. Ho avuto un’infanzia normale, volevo fare il prete, servivo la messa quando avevo quattro, cinque anni. Poi però, siccome parlavo in chiesa con un amico invece di seguire la funzione, un prete ci ha dato uno schiaffo a testa…»

Il suo carattere introverso e scontroso lo portò a cercare rifugio nella musica. Pur essendo autodidatta, approfondì lo studio con lezioni occasionali. Conseguì il diploma di perito industriale nel 1962, ma decise di dedicarsi alla musica, anche contro la volontà del padre, che una volta gli ruppe una chitarra in testa.

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Inizio della carriera musicale

Negli anni Sessanta Battisti si trasferì a Milano, dove suonò con diversi gruppi locali, tra cui I Mattatori, I Satiri e I Campioni, con i quali girò Germania e Olanda. Tornato a Milano, visse in un monolocale spoglio, dedicandosi alla musica con passione e esibendosi ogni sera in un locale cittadino.

Nel 1965 fu notato dalla discografica francese Christine Leroux, che lo presentò a Giulio Rapetti, in arte Mogol. Nacque così il celebre binomio Mogol-Battisti, che produsse successi indimenticabili e contribuì a creare espressioni nel linguaggio comune come “Non dovevamo vederci più?”, “Una donna per amico” e “Tu chiamale se vuoi, emozioni”, e “Lo scopriremo solo vivendo”.

Nel 1966 partecipò al Festival di Sanremo con “Adesso sì” e pubblicò il suo primo 45 giri, Dolce di giorno/Per una lira, inizialmente con vendite modeste. Nello stesso anno firmò il primo contratto con la Casa Ricordi, mostrando un carattere poco accomodante e ottenendo percentuali più elevate sui diritti discografici in caso di superamento del milione di copie vendute.

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Il successo

Tra il 1967 e il 1968, Battisti firmò successi come “29 settembre” e “Nel cuore, nell’anima” per l’Equipe 84 e iniziò la carriera solista con “Balla Linda”, partecipando al Cantagiro e entrando in hit parade.

Nel 1969 partecipò a Sanremo con “Un’avventura”, in coppia con Wilson Pickett, uno dei principali esponenti della soul music, classificandosi al nono posto. Il confronto fra Pickett e Battisti fu commentato in modo sarcastico dai critici: si scrisse che era “impacciato”, che aveva «chiodi che gli stridono in gola» e che era un «selvaggio», al pari di Pierino Porcospino o Attila, re degli Unni. Il 45 giri aveva per lato B “Non è Francesca”.

Un mese dopo uscì un altro singolo con Acqua azzurra, acqua chiara, con cui vinse il Festivalbar, e Dieci ragazze, diventati tormentoni estivi del 1969. Ad ottobre uscì Mi ritorni in mente/7 e 40. Altri successi cantati da altri furono Questo folle sentimento (Formula 3), Mamma mia (Camaleonti) e Il paradiso (Patty Pravo).

Il 1970 fu l’anno magico: incise Il tempo di morire e Fiori rosa, fiori di pesco, vincendo il Festivalbar. L’amicizia con Mogol si consolidò, e i due costruirono ville confinanti vicino Molteno, in provincia di Lecco.

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Ad ottobre uscì il singolo Emozioni/Anna, seguito nel 1971 da Pensieri e parole/Insieme a te sto bene. Mina incise Insieme e Io e te da soli, Patty Pravo Per te, vendendo milioni di copie.

Nel 1971 lasciò la Ricordi per la casa discografica Numero Uno, pubblicando La canzone del sole/Anche per te. Nel 1972 partecipò a Teatro 10 in un medley dal vivo con Mina, esibizione considerata storica. Uscirono gli album Umanamente Uomo e Il mio canto libero, seguito da Il nostro caro angelo.

Nel 1973 nacque il figlio Luca, senza matrimonio con la compagna Letizia Veronese (si sposarono nel 1976). Nel 1974 uscì Anima latina con ritmi sudamericani e testi più criptici. Nel 1975 Luca sfuggì a un tentativo di rapimento grazie alla babysitter.

Nel 1976 un altro successo: Ancora tu, primo in hit parade per quattro mesi. Lo stesso anno Battisti si isolò dai media, dichiarando nel 1979: «Tutto mi spinge verso una totale ridefinizione della mia attività professionale. In breve tempo ho conseguito un successo di pubblico ragguardevole. Per continuare la mia strada ho bisogno di nuove mete artistiche, di nuovi stimoli professionali: devo distruggere l’immagine squallida e consumistica che mi hanno cucito addosso. Non parlerò mai più, perché un artista deve comunicare solo per mezzo del suo lavoro. L’artista non esiste. Esiste la sua arte.»

Gli album fra il 1977 e il 1980 sono considerati i più commerciali, come Una donna per amico. Il tentativo di sfondare nei paesi anglofoni con Images fu un flop per traduzioni e pronuncia.

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Carattere e vita interiore

Battisti era profondamente riservato e sensibile, introverso e lontano dalla vita pubblica. La musica diventava il linguaggio per esprimere emozioni non comunicabili nella vita quotidiana. Non possedeva una voce tecnica come Claudio Villa o Gianni Morandi, ma il suo timbro rauco e la profondità emotiva delle sue interpretazioni erano uniche. Il suo look trasandato e i modi informali erano parte della sua autenticità.

Evoluzione artistica e sperimentazione

Il rapporto con Mogol si deteriorò negli anni per divergenze creative e personali. Nel 1980 uscì Una giornata uggiosa, ultimo disco con Mogol. Nel 1982 pubblicò E già con testi della moglie Velezia, accolto freddamente dalla critica. Dal 1986 collaborò con l’allora sconosciuto Pasquale Panella, creando album come Don Giovanni e L’apparenza, caratterizzati da testi criptici e complessi. La critica non apprezzò, ma alcuni ritengono questo periodo il più interessante della sua produzione.

Rapporto con il successo e i media

Negli anni Settanta e Ottanta, nonostante l’enorme successo, Battisti scelse di rimanere lontano dal “circo mediatico”, considerandolo una scelta di autonomia artistica.

Fasi finali della carriera e morte

Negli anni Novanta ridusse drasticamente l’attività artistica, vivendo lontano dalle scene fino alla morte, il 9 settembre 1998 a Milano. Il New York Times lo descrisse come “il più famoso cantante pop italiano, paragonato a volte a Bob Dylan, non per il contenuto politico delle sue canzoni, ma per aver definito un’era”.

È sepolto a Molteno, in provincia di Lecco, dove vivono la moglie Maria Grazia e il figlio Luca. La vedova ha limitato la circolazione della musica di Battisti, rendendo difficile l’accesso del suo repertorio alle nuove generazioni.

Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti Psicoterapeuta Sessuologa TERAPIE INDIVIDUALI E DI COPPIA ONLINE La Dottoressa Giuliana Proietti, Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona, ha una vasta esperienza pluriennale nel trattamento di singoli e coppie. Lavora prevalentemente online. In presenza riceve a Ancona Fabriano Civitanova Marche e Terni.
  • Delegata del Centro Italiano di Sessuologia per la Regione Umbria
  • Membro del Comitato Scientifico della Federazione Italiana di Sessuologia.
Oltre al lavoro clinico, ha dedicato la sua carriera professionale alla divulgazione del sapere psicologico e sessuologico nei diversi siti che cura online, nei libri pubblicati, e nelle iniziative pubbliche che organizza e a cui partecipa. Per appuntamenti: 347 0375949 (anche whatsapp) mail: g.proietti@psicolinea.it Visita anche: www.giulianaproietti.it Pagina Facebook Profilo Facebook Instagram

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