Relazione intensa, ma platonica – Consulenza on Line

relazione intensa

Buongiorno ho 40 anni e sto da 14 anni con un uomo che amo, oltre ad avere 2 figli. Improvvisamente, 3 mesi fa, scopro che lui sta intrattenendo da 4 mesi una relazione di grandissima intensità emotiva, ma platonica, con una donna sposata e con figli. Scoppia il finimondo, richieste spiegazioni, il mio compagno cade in un’angoscia profondissima per il terrore di perdermi. Dice che sono l’amore della sua vita e che mai ha considerato quella storia come alternativa, ma secondaria sempre al nostro rapporto primario; per questo, aggiunge, sempre inserita in paletti, ovvero limiti emotivi che miravano a difendere la nostra relazione, centrale per lui. Si assume la situazione, la mia sofferenza e confusione, si apre tra noi un dialogo serratissimo, un rinnovato sentimento d’amore e consapevolezza di stare insieme. Lui sente di voler anadr da una psicoterapeuta per ricollocare emotivamente i pezzi di questa situazione; poi, terminata la prima fase d’urgenza, dice di aver integrato il senso di questa storia ecomincia un’analisi per comprendersi meglio. Tutto bene, ma la coppia. Mano a mano affrontiamo i problemi nel qui ed ora. Ma il mio compagno sembra non considerare la nostra una crisi di coppia e per me lo è sempre di più, perchè non so farmi una ragione di come siamo arrivati a questo. Come può essere una crisi di coppia affrontata solo su fronti individuali? come riportare i percorsi individuali nella coppia? E poi, esiste una storia di coppia che in qualche modo ci ha condotto a questo? O devo considerare che è stato un episodio che non dipende da noi?Sono andata da una terapeuta con una domanda di percorso individuale e lei mi ha ha fatto chiaramente capire che quello che cerco è un percorso di coppia, ma non ho il coraggio di proporlo al mio compagno, che sembra consideri già sufficiente il modo in cui stiamo affrontando le cose tra noi. Ma io mi chiedo:14 anni hanno condotto a questo Non è forse il caso di capire cosa mancava nella coppia? E comunque non metto in dubbio l’amore che c’è tra noi. Cosa succede? Perchè preferisce assumersi una responsabilità individuale che affrontare il percorso di coppia? Diana 67

Cara Diana,
Chiaramente non so rispondere alla sua domanda, perché non conosco suo marito, né la vostra storia di coppia, a parte quanto lei mi ha scritto in questa mail. Basandomi dunque sui contenuti della sua lettera, posso solo proporle qualche riflessione.
La prima è che forse state prendendo troppo sul serio ‘quello che è avvenuto’: una relazione platonica, dopo 14 anni di vita comune è davvero il minimo di quanto possa capitare anche alla coppia che si ama dell’amore-più-intenso-che-ci-sia.
Non credo dunque che lei dovrebbe fare il ‘finimondo’ per questa storia, anche se è sicuramente lecito chiedersi come mai il suo compagno abbia sentito l’esigenza di imbastire una relazione con un’altra donna, seppure platonica. Non necessariamente la risposta sta nella vita di coppia: il suo compagno potrebbe ad esempio attraversare il periodo della mezza età, in cui si cominciano a fare i bilanci della propria vita e potrebbe aver scoperto di non essere sufficientemente soddisfatto di quanto è riuscito a costruire. Se questo fosse il caso, pensare ad un’altra donna potrebbe averlo aiutato a superare un momento di leggera depressione, dal quale non riusciva ad uscire in altro modo. Naturalmente questo è solo un esempio di quello che potrebbe essergli capitato a livello individuale; molte altre possono essere le cause di questo interesse per un’altra donna.
A livello di coppia invece potrebbero esserci altre problematiche, sia nella relazione interpersonale, sia in quella sessuale, ma anche qui è difficile poter dire cosa stia funzionando poco nel vostro rapporto.
Il fatto che suo marito insista per fare una terapia individuale: come interpretarlo? Non so: sembra che lui si colpevolizzi molto per quanto è accaduto, sentendosi forse ‘portatore sano’ del vostro problema di coppia. Del resto lei nella lettera non avanza alcun tipo di autocritica, alcuna riflessione critica su suoi possibili atteggiamenti o comportamenti sbagliati ed il fatto che la psicologa le abbia detto quello che lei riferisce, sembrerebbe confermare questa ipotesi: che lei non sia sufficientemente motivata ad affrontare un percorso terapeutico individuale, essendo unicamente disposta a cercare ‘il problema’ nella vita di coppia e non in sé. Concludendo dunque, direi che dovreste anzitutto sdrammatizzare, non parlare più dell’accaduto e poi, se possibile, iniziare una terapia di coppia, per stabilire nuove regole nel vostro rapporto e facilitare la comunicazione, che in questo ultimo periodo si è mostrata probabilmente troppo carente. Sarebbe meglio che il terapeuta della coppia fosse diverso da quello che ha in cura suo marito. Del resto, se lui sente di avere un problema e lei no, perché impedirgli di curarsi?

La saluto cordialmente.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

Please follow and like us:

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE
Per appuntamenti: 347 0375949 - g.proietti@psicolinea.it

E' possibile anche fissare degli appuntamenti Via Skype.
https://www.psicolinea.it/sostegno-psicologico-distanza/

Per leggere il CV:
https://www.psicolinea.it/dr-giuliana-proietti_psicologa_sessuologa_ancona/

Per vedere dei videofilmati su YouTube
https://www.youtube.com/user/RedPsicCdt

Per la pagina Facebook
https://www.facebook.com/Giuliana.Proietti.Psicosessuologia

Per il Profilo Facebook
https://www.facebook.com/giuliana.proietti.psicologa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error

Ti piace Psicolinea? Seguici anche sui Social ;-)

RSS
Facebook
YouTube
Instagram