violenza domestica

Il tema della violenza domestica diventa una questione controversa quando si tratta di determinare la pena per le donne maltrattate che a loro volta usano violenza nei confronti dei loro partner.

Secondo un recente studio pubblicato su Psychology of Women Quarterly, una rivista SAGE le donne maltrattate, che reagiscono ai continui abusi domestici da parte del partner esercitando esse stesse violenza fisica contro di lui, oppure le donne che condividono l’abuso di sostanze insieme al partner, sono spesso considerate in modo negativo e soggette a pene più severe.

Autrice di questo nuovo studio è Elisabeth C. Wells, la quale ha analizzato le motivazioni alla base delle decisioni di condanna dei giudici in 26 casi di omicidio e di abuso in ambiente domestico avvenuti fra il 1974 e il 2006, in Canada. La sua analisi mette in luce due fatti fondamentali: la svalutazione della minaccia subita in questi casi dalle donne e della portata della violenza nei loro confronti, oltre che la rilevanza data, nei rapporti di polizia, al fatto che anche la donna usava violenza contro l’uomo, o usava sostanze. La Wells ha scoperto che quando erano presenti questi due dati nei rapporti della polizia, la condanna del giudice era più severa nei confronti delle donne.

I giudici hanno declassato gli atti di violenza subiti dalle donne, utilizzando descrizioni che le minimizzano e piuttosto hanno sottolineato la reciprocità della violenza e dell’abuso di sostanze”, ha scritto l’autrice. La Wells ritiene che il sistema giudiziario dovrebbe riconoscere la complessità psicologica della mentalità e del comportamento delle vittime di violenza domestica. In particolare, “l’uso della violenza domestica da parte delle donne, all’interno delle loro relazioni, va considerato come un un altro aspetto della vittimizzazione che esse subiscono”.

Fonte:
When Battered Women Fight Back Stereotyping Can Kick In, Medical News

Forse non è sempre così, perché le donne non sono tutte e sempre degli angeli del focolare, ma non è certo impossibile che una donna, vittima di continui atti di violenza domestica, impari a reagire, esercitando essa stessa una violenza nei confronti del partner. E’ un po’ come quei casi di donne che hanno evirato il loro stupratore: chi ha la colpa maggiore? A quanto pare, secondo questi dati, sempre la donna. Meglio dire: soprattutto la donna. Forse perché dimostra di non aver saputo sopportare abbastanza?

Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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