La salute dei potenti

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saluteMolti non sanno di avere una malattia fisica o psicologica, o anche un disturbo della personalità, e dunque non si curano con i mezzi appropriati, come i farmaci o la psicoterapia. Più facilmente essi si “curano”, senza saperlo, con alcol, droghe e analgesici.

Moltissime persone dunque vivono, lavorano, si fanno una famiglia, assumono dei ruoli di responsabilità, senza sapere di essere malate. Altri lo sanno o lo intuiscono, ma fanno finta di nulla.

Fra le malattie psicologiche, le più difficili da diagnosticare sono i disturbi di personalità, in quanto non presentano particolari sintomi che facciano immediatamente pensare ad una vera patologia (come nel caso della depressione, del disturbo ossessivo-compulsivo, dei disturbi fobici, della schizofrenia, ecc.). Coloro che hanno un disturbo di personalità manifestano atteggiamenti e comportamenti “normali”, che però si esprimono in loro in modo eccessivamente rigido ed esasperato.

Questi disturbi possono riguardare comportamenti disadattivi, come irragionevoli sentimenti negativi (quali angoscia, senso di inutilità, rabbia verso gli altri), oppure difficoltà a gestire le emozioni (frequenti sbalzi d’umore) o, ancora, a mantenere relazioni stabili e continuative con gli altri. Sono disturbi “egosintonici” (per cui il soggetto difficilmente si rende conto di avere un problema e considera i suoi sintomi come tratti peculiari della propria personalità) e alloplastici (il soggetto tende a cambiare l’ambiente, mai se stesso).

In genere, quando si assume una persona per un incarico lavorativo non si effettua un’indagine clinica per evidenziarne l’eventuale presenza di disturbi fisici o psicologici, anche perché sarebbe vietato, giustamente, dalla legge sulla privacy. Vi sono tuttavia alcuni lavori particolari che, per le responsabilità che comportano, richiedono standard elevati di salute fisica e mentale. E’ questo, ad esempio, il caso dei piloti: ovviamente non possono essere inaffidabili, instabili, sensibili agli sbalzi d’umore e devono avere un’efficienza fisica perfetta. Si è visto recentemente cosa può combinare un pilota depresso, anche se aveva curato e apparentemente superato il suo disturbo mentale.

Viene dunque da chiedersi quale debba essere il limite sulla privacy quando si parla di persone che vanno ad assumere responsabilità enormi, che influiscono sulla salute e sul benessere generale di intere nazioni. In genere le costituzioni del mondo specificano quale età minima debba avere un presidente, quale debba essere la sua nazionalità ed eventualmente la sua religione, ma nessuna parla esplicitamente dello stato di salute del candidato premier.

Il caso probabilmente più grave, nella storia recente, è stato quello di Paul Eugène Louis Deschanel, malato di schizofrenia. Fu presidente francese dal 18 Febbraio al 21 Settembre 1920. Dopo essere stato più volte presidente della Camera, fu eletto presidente della Repubblica francese con una schiacciante maggioranza, dopo aver battuto Georges Clemenceau nelle primarie condotte all’interno del partito. In qualità di presidente, il suo comportamento eccentrico causò una certa costernazione, come quando dopo aver ricevuto un mazzo di fiori da una delegazione di studentesse che lo aveva visitato, gettò i fiori verso di loro, uno ad uno. In un’altra occasione ricevette l’ambasciatore britannico in Francia completamente nudo, ricoperto solo di medaglie. Il culmine fu raggiunto la sera del 24 maggio 1920, quando cadde (?) da un finestrino del treno presidenziale e fu trovato a vagare per i campi in camicia da notte.

Abraham Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, lottò contro una grave forma depressiva per tutta la vita. A quel tempo non si parlava ancora di depressione, ma di melanconia, che veniva trattata con pillole a base di liquirizia, acqua di rose, miele, zucchero e mercurio, con i risultati che possiamo immaginare…

Quanto alle malattie fisiche, Franklin Delano Roosevelt tenne nascosta al pubblico la sua disabilità per molti anni. Nel 1921 aveva infatti contratto una grave forma di poliomielite, che causò la paralisi dei suoi arti inferiori e seri problemi di movimento; usava spesso la sedia a rotelle in privato, ma in pubblico nascondeva la sua disabilità, e lo fece per tutta la vita (vi sono solo due fotografie di Roosevelt sulla sedia a rotelle).

Ronald Reagan fece lo stesso con la sua diagnosi di malattia di Alzheimer, negli ultimi anni del suo secondo mandato. Pare infatti che vi fosse già qualche dubbio sulla presenza di questa malattia cronica e degenerativa già all’inizio del suo secondo mandato.

Fra le persone sospettate di avere un disturbo di personalità vi è stato Silvio Berlusconi, il quale ricevette a distanza la diagnosi di “narcisista” dallo psicologo Luigi Cancrini, il quale affermava: “Berlusconi ha tutte le caratteristiche cliniche del ‘disturbo narcisistico di personalità, dalla smisurata richiesta di ammirazione alle fantasie di potere e successo illimitati. Oltre a questo ha evidenziato in più occasioni tratti antisociali che emergono nell’attitudine alla menzogna spudorata e nel comportaneto con le minorenni. Nutre per sé una tolleranza straordinaria e sviluppa paranoie di complottismo, ad esempio contro i magistrati. Tutto questo lo porta a manipolare la realtà”.

Stessa sorte tocca ora a Trump. Howard Gardner, psicologo a Harvard, dovendo descrivere per Vanity Fair la personalità dell’attuale presidente americano lo ha definito: “Remarkably narcissistic”. Allo stesso modo, George Simon, psicologo clinico che conduce seminari sul comportamento manipolatorio, afferma che Trump è “così tipico che sto collezionando video che lo riguardano, da usare nei workshops”, perché, dice lo psicologo. in fatto di narcisismo “non esiste esempio migliore” e nessun attore potrebbe rappresentare meglio questo tipo di disturbo della personalità.

Vi è un’altra categoria di persone della cui salute mentale dovremmo essere maggiormente certi: i manager della finanza mondiale, i banchieri.

Lo psicologo canadese Robert Hare ha scritto nel 2006 un saggio intitolato: Snakes in Suits: When Psychopaths Go to Work” in collaborazione con lo psicologo newyorkese Paul Babiak. I due autori nel loro libro arrivano alla conclusione che la maggior parte dei manager e dei team leader sono degli psicopatici travestiti. Lo psicopatico del resto, grazie al suo disturbo di personalità, è capace di affascinare e manipolare gli altri, per trarne il proprio vantaggio personale. Gli psicopatici sono pericolosi, perchè possono commettere atti irresponsabili, in quanto non sanno apprendere dai propri errori, dal momento che non conoscono il sentimento della vergogna (Hervey Cleckley, The Mask of Sanity, 1976).

La domanda sorge spontanea: perché, se l’ansia e la depressione sono le malattie più frequenti fra le persone comuni, non conosciamo il nome di nessun politico che ufficialmente ne soffra? Eppure, un depresso, un fobico, un narcisista, uno psicopatico, un borderline, potrebbe prendere decisioni assolutamente sbagliate per il bene comune…

Perché ci decidiamo ad essere curiosi del loro stato di salute solo leggendo i libri degli storici e dei biografi, molti anni dopo che questi personaggi hanno espletato i loro incarichi e non mentre stanno influendo sul nostro destino?

Dr. Giuliana Proietti

Pubblicato anche su Huffington Post

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