Anna Freud e la psicoanalisi infantile
GUARDA I VIDEO DI FREUDIANA SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE
Anna Freud (Vienna, 1895 – Londra, 1982), ultima dei sei figli di Sigmund Freud, è unanimemente riconosciuta come la fondatrice della psicoanalisi infantile. Pur formata direttamente dal padre, seppe sviluppare una prospettiva propria che ampliò in modo decisivo il campo psicoanalitico, integrando osservazione sistematica, attenzione allo sviluppo e interventi educativi e clinici rivolti al bambino e al suo ambiente.
Dalla formazione alla pratica clinica
Il coinvolgimento di Anna Freud nella psicoanalisi iniziò molto presto. A tredici anni partecipava già alle discussioni del padre, e negli anni successivi, attraverso l’autoanalisi e la formazione ricevuta, maturò un interesse sempre più profondo per i processi evolutivi dell’infanzia.
Dopo un’esperienza di insegnamento a Vienna, avviò nel 1922 la sua attività come analista e divenne membro della Società Psicoanalitica Viennese. Negli anni Trenta assunse anche importanti ruoli istituzionali, tra cui la direzione dell’Istituto di Training Psicoanalitico di Vienna.
La fuga da Vienna nel 1938, dopo l’occupazione nazista, segnò l’inizio di una nuova fase del suo lavoro a Londra, dove consolidò sia la pratica clinica sia l’attività di ricerca.
La sistematizzazione della psicoanalisi infantile
Sebbene altri analisti, come Hermine von Hug-Hellmuth, Carl Jung o Sándor Ferenczi, avessero già sperimentato il trattamento dei bambini, fu Anna Freud a trasformare questi tentativi in un corpus teorico e clinico coerente.
Per Anna Freud i principi fondamentali della psicoanalisi restavano validi, ma la tecnica doveva essere modificata per tener conto delle capacità cognitive ed emotive del bambino. Riteneva che l’analisi vera e propria fosse indicata soprattutto a partire dalla latenza (circa dai sei anni), mentre nei più piccoli era prioritario intervenire sugli adulti di riferimento e sul contesto di vita, così da favorire uno sviluppo sano ed evitare la strutturazione precoce di disturbi.
Consapevole del fatto che i bambini non accedono alla terapia di propria iniziativa, Anna Freud considerava essenziale costruire un rapporto di fiducia preliminare. Questo coinvolgimento poteva assumere forme molto diverse, modellate sulle caratteristiche del singolo bambino: scrivere insieme storie, condividere attività manuali, come nel caso in cui confezionò abiti per la bambola di una sua piccola paziente, o partecipare ai giochi spontanei del bambino, muovendosi liberamente nella stanza.
Contrariamente alla tecnica classica basata sul lettino e sulla libera associazione verbale, Anna Freud privilegiò il gioco, il disegno e il movimento come vie principali attraverso cui il bambino esprime i propri vissuti. Queste produzioni creative erano considerate alla pari del linguaggio verbale, perché capaci di rivelare conflitti interni e stati affettivi in un codice accessibile al bambino.
Un principio cardine della sua pratica era il rispetto del bambino come persona autonoma, con bisogni e tempi specifici. L’intervento terapeutico doveva dunque modellarsi sul profilo del singolo individuo, evitando interpretazioni premature e valorizzando la dimensione evolutiva.
Anna Freud rivolse grande attenzione anche ai processi di crescita tipici. Introdusse il concetto di “linee di sviluppo”, sequenze evolutive che descrivono il passaggio dalla dipendenza all’autonomia, dall’impulsività al controllo, dal gioco al lavoro. Questi percorsi consentivano di distinguere un ritardo evolutivo da un vero disturbo e fornivano un quadro diagnostico innovativo, anche se l’uso estensivo dell’osservazione fu considerato da alcuni critici poco rigoroso dal punto di vista psicoanalitico tradizionale.
Dr. Giuliana Proietti - Videopresentazione
Le difese dell’Io e l’espansione dell’ego-psychology
Con The Ego and the Mechanisms of Defense (1936), Anna Freud contribuì in modo decisivo alla teoria psicoanalitica. Descrisse in modo sistematico i meccanismi di difesa dell’Io – fra cui rimozione, negazione, proiezione, spostamento, regressione, razionalizzazione, formazione reattiva e sublimazione – evidenziando la loro funzione adattiva nel contenere l’ansia derivante dai conflitti tra Es, Io e Super-Io.
La sua innovazione fu duplice: da un lato mostrò che tali meccanismi sono parte normale dello sviluppo, non solo segni di patologia; dall’altro ne sottolineò la progressione evolutiva, sostenendo che alcune difese emergono solo quando l’Io raggiunge un sufficiente livello di maturazione.
Il lavoro durante la guerra e il centro di Hampstead
L’esperienza bellica ebbe un’importanza cruciale nella carriera di Anna Freud. Prima a Vienna, poi a Londra, organizzò strutture di accoglienza per bambini sfollati o separati dalle famiglie. Dal 1941, nelle Hampstead War Nurseries create con Dorothy Burlingham, studiò sistematicamente gli effetti della separazione, della perdita e del trauma sullo sviluppo infantile. Queste osservazioni confluirono in pubblicazioni fondamentali, come Young Children in War-Time (1942) e War and Children (1943), e consolidarono l’idea che un ambiente stabile e relazioni affettive affidabili fossero elementi imprescindibili per il benessere psicologico.
Nel 1952 fondò l’Hampstead Child Therapy Course and Clinic, oggi Anna Freud National Centre for Children and Families, punto di riferimento internazionale per la formazione e la clinica psicodinamica dell’età evolutiva.
Relazione La sessualità femminile fra sapere e potere
Convegno Diventare Donne
18 Marzo 2023, Castelferretti Ancona
ANCONA FABRIANO TERNI CIVITANOVA MARCHE E ONLINE
Il confronto con Melanie Klein
Le differenze teoriche fra Anna Freud e Melanie Klein segnarono profondamente la psicoanalisi infantile. Mentre Klein interpretava il gioco come espressione diretta dell’inconscio, e proponeva interpretazioni anche a bambini molto piccoli, Anna Freud preferiva un approccio più graduale, meno centrato sulla simbolizzazione precoce e più attento alle competenze dell’Io. La disputa portò alla definizione di due scuole di pensiero: la scuola di Anna Freud dello sviluppo e l’orientamento kleiniano delle relazioni oggettuali.
Eredità scientifica
Il contributo di Anna Freud è oggi riconosciuto come fondativo. Anna Freud ha infatti definito la psicoanalisi infantile come disciplina autonoma, ampliato la teoria dell’Io e dei meccanismi di difesa, elaborato strumenti per valutare lo sviluppo normale e patologico, promosso l’integrazione tra clinica, educazione e intervento sociale, influenzato campi come la giustizia minorile, la pedagogia e la pediatria, sostenuto il ruolo della guida ai genitori e della collaborazione con scuole e servizi. In vita ricevette numerosi riconoscimenti, sempre dedicati “alla psicoanalisi, non a sé stessa”, come amava sottolineare.
Dr. Giuliana Proietti
INIZIA SUBITO UNA TERAPIA DI COPPIA ONLINE
Con la Dott.ssa Giuliana Proietti
Contatti:
Tel / WhatsApp: 347 0375949 WhatsApp diretto: Inizia una chat
Ancona – Fabriano – Terni – Civitanova Marche – Online
Fonti e immagine:
The enduring legacy of Freud – Anna Freud, BBC
Freud Museum
PER APPUNTAMENTI
Telefona o usa Whatsapp
347 0375949

Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
TERAPIE INDIVIDUALI E DI COPPIA
ONLINE
La Dottoressa Giuliana Proietti, Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona, ha una vasta esperienza pluriennale nel trattamento di singoli e coppie. Lavora prevalentemente online.
In presenza riceve a Ancona Fabriano Civitanova Marche e Terni.
- Delegata del Centro Italiano di Sessuologia per la Regione Umbria
- Membro del Comitato Scientifico della Federazione Italiana di Sessuologia.
Oltre al lavoro clinico, ha dedicato la sua carriera professionale alla divulgazione del sapere psicologico e sessuologico nei diversi siti che cura online, nei libri pubblicati, e nelle iniziative pubbliche che organizza e a cui partecipa.
Per appuntamenti:
347 0375949 (anche whatsapp)
mail: g.proietti@psicolinea.it
Visita anche:
www.giulianaproietti.it






