Ancona, Marche, Italy
0039 347 0375949
psicolinea@psicolinea.it

Bimbo a Bordo – Intervista a Barbara Sgarzi

Sito di psicologia, online dal 2001

Created with Sketch.

Bimbo a Bordo – Intervista a Barbara Sgarzi

Bimbo a Bordo

E’ recentemente uscito un libro che, conoscendo lo stile dell’autrice, deve essere sicuramente molto divertente, ma allo stesso tempo capace di suscitare delle riflessioni. Non ho ancora avuto modo di leggerlo, ma intanto ho pensato di fare qualche domanda a Barbara Sgarzi, in esclusiva per Psicolinea.

Per chi non la conoscesse, Barbara Sgarzi è genovese trapiantata a Milano. E’ giornalista, blogger ed esperta di comunicazione online. Scrive di lifestyle, viaggi, nuovi media e attualità per Grazia e Donna Moderna, oltre che su Blimunda ed altri blog. Come lei stessa ricorda, mentre sosteneva con impegno la causa childfree (ovvero la possibilità di vivere bene in coppia, anche senza avere dei figli), improvvisamente è rimasta incinta.

Per darvi un’idea dei contenuti e dello stile brillante del libro, credo che la cosa migliore sia riportarvi per intero i contenuti della quarta di copertina:

La nonna ripete che, ai suoi tempi, fare figli era la cosa più naturale del mondo? Beata lei. Perché oggi sembra più complicato che far decollare uno shuttle. Esami, diete, controlli, manuali di puericultura imparati a memoria. Ansia da prestazione già alla terza settimana, corsi pre-parto con obbligo di frequenza, futuri padri in tensione. E soprattutto l’assalto delle temibili madri perfette, pronte a dire la loro e a giudicare qualunque cosa facciate (o non facciate), a colpi di “io, invece”. Aggiungete la sindrome di Wonder Woman che ci vuole belle e desiderabili anche con il pancione, in ufficio fino al giorno del parto, in forma perfetta dopo solo un mese, dolce mammina che allatta ma anche grintosa business woman, rassicurante angelo del focolare e insieme compagna sexy e brillante, completate con una spruzzata di ormoni impazziti et voilà, ce n’è abbastanza per avere voglia di fuggire su un’isola deserta, altro che preparare il corredino con occhi sognanti.
Tranquille: fare figli è ancora la cosa più naturale del mondo.
Basta non prendersi troppo sul serio.

Tutti i consigli utili per:
❍ affrontare i momenti di sconforto e gli ormoni in altalena;
❍ fare shopping per voi e per il bebè in arrivo;
❍ ignorare con un sorriso commenti, suggerimenti e consigli non richiesti che arriveranno a raffica;
❍ gestire le ansie del futuro padre e conservare un barlume di vita di coppia;
❍ sopravvivere a quelli che vi dicono essere i “nove mesi più belli della vostra vita”, ma voi non ne siete così convinte…
❍vedere la luce in fondo al tunnel dei primi, difficili giorni a casa con un neonato.

Scopertasi incinta quando meno se lo aspettava, l’autrice ha iniziato a condividere anche questa esperienza sul suo blog, sdrammatizzando, ironizzando, raccontando tutti gli step di quei nove mesi con l’occhio informativo della giornalista e quello cinico della giovane donna. Rifiutando lo stereotipo che vuole tutte le donne in dolce attesa serene e appagate, ha condiviso con sincerità quanto possa essere noiosa a volte la gravidanza, e difficile la gestione del pupo. Pensava che l’avrebbero bruciata sul rogo, invece ha scoperto una rete di solidarietà, sorrisi e comprensione. E un esercito di mamme e future mamme come lei stanche, insicure e piene di dubbi. Il rimedio? Parlarsi con sincerità

Ed ecco l’intervista:

GP Quale è la motivazione profonda che ti ha spinto a scrivere questo libro?

BS Parlare della gravidanza sul mio blog mi ha aiutato molto. A sdrammatizzare, a trovare nuove amiche, a superare le difficoltà e i momdenti bui. Spero, con questo libro, di autare altre donne a riderci un po’ su.

GP Per molte donne il periodo della gravidanza è uno dei più belli della vita. Come è stato il tuo?

BS Il mio libro nasce anche per reazione a chi ti dice appunto: “E’ il momento più bello della tua vita, goditelo!”. Figuriamoci gli altri, pensavo io… Ma non perché la mia gravidanza sia stata brutta, tutt’altro. Non ho avuto alcun problema, non so cosa siano le nausee, è stato tutto perfetto. E’ solo che volevo smitizzare quell’aura di sacralità che si crea intorno alla futura madre. Quando hai la taglia di un capodoglio, ogni movimento ti costa fatica e non ne puoi davvero più, è anche giusto dirselo, senza timore di passare per “mostri”.

GP Una volta le donne tentavano in tutti i modi di dissimulare la gravidanza con abiti coprenti e linee morbide: dal punto di vista estetico, secondo te, erano più belle le madri in attesa di una volta o quelle di oggi, che esibiscono tutto? Cosa ne pensi ad esempio dei tanti pancioni che vengono oggi esposti quasi narcisisticamente in spiaggia?

BS Esporre il pancione sulla copertina di un magazine per continuare a far parlare di sé non mi piace molto; sembra che le celebrities vogliano sfruttare mediaticamente anche un momento così delicato e intimo. D’altra parte, parlando di noi comuni mortali, sono felice che non ci vengano più imposti gli orridi vestitoni arricciati che ricordo indosso a mia madre, nelle foto di famiglia. Certo, ci vuole misura. Ma la misura non va molto d’accordo con la nostra società, mi pare.

GP Il tuo libro, come tu stessa sostieni, è scritto “in stile ironico e un po’ dissacrante”: perché secondo te era necessario essere ironici e dissacranti nel parlare di una cosa tanto naturale?

BS Proprio perché non è più così naturale! Ai tempi di mia nonna, fare figli era la cosa più normale del mondo, anche troppo, se si pensa alle famiglie numerose di una volta. Oggi sembra più complicato che far decollare uno Shuttle. Esami, regime alimentare, controlli, ansie, un fiume di consigli e suggerimenti non richiesti, decine di manuali da leggere…Mi sembrava ci fosse bisogno di tornare con i piedi per terra, attraverso un po’ di ironia. E, a volte, anche un po’ di sarcasmo.

GP Ritieni che la maternità sia ancora una soddisfazione importante per la vita di una donna, anche se è in carriera?

BS Certamente. La maternità è una cosa che esula da ogni altra scelta di vita e lavoro. La scommessa sta nel non rendere le due cose antitetiche. Anche se, lo sappiamo bene, in Italia lavorare dopo aver avuto un figlio è ancora molto, troppo difficile. Un dato tra mille: secondo l’Istat, il 20,1% delle donne abbandona il lavoro dopo il primo bimbo. Il grande coraggio delle donne che decidono di mettere al mondo una vita sta anche in questi dati.

GP Un figlio, secondo ciò che pensi in generale e la tua esperienza personale, può cambiare la personalità di una donna? In che cosa ci migliora, in che cosa ci peggiora?

BS Domanda difficile. Difficile perché, prima di avere figli, ho sempre pensato che, a parte lodevoli eccezioni, le donne con figli cambiassero troppo. Si annullassero nel loro ruolo di madri, diventassero insopportabilmente bambinocentriche. Per cui, quando è toccato a me, ho fatto di tutto per non imitarle. Mantenendo un lavoro, le uscite da sola, del tempo libero e soprattutto curando il rapporto di coppia, spesso messo a dura prova. Detto questo, sì, si cambia e a parte le esagerazioni citate sopra, si cambia in meglio. Innazitutto diventando genitori si chiudono molti conti con i nostri papà e le nostre mamme. Recriminazioni, disaccordi eccetera: passa tutto in secondo piano. Poi, si rivedono molte priorità, ci si ammorbidisce, ci si rilassa, in senso positivo. Io, a sorpresa, mi sento una persona migliore da quando c’è mia figlia, più completa. Ed essendo stata per ranni una childfree convinta, non l’avrei mai detto!

GP In che modo la nascita di un figlio cambia le abitudini sessuali della coppia? Pensi sia possibile per la coppia riuscire a ritrovare la vecchia intesa dopo il trambusto e lo stress causato dalla nascita di un figlio? Nel tuo libro dai qualche suggerimento ai neo papà e mamme?

BS Allora, nei primi, fatidici “40 giorni” dopo la nascita (che se siete fortunate durano un mese, se lo siete un po’ meno ne durano tre…) pensare al sesso è oggettivamente impossibile. A parte che i medici stessi consigliano di far trascorrere proprio quel periodo prima di riprendere i rapporti, ma con tutto quello che avete da fare, le ore di sonno azzerate, la sensazione di inadeguatezza tipica della nepmadre, ecco, è proprio l’ultimo dei pensieri. Dopo, ci vuole pazienza e anche qualche piccolo sforzo. Lo so che mettere in relazione la vita sessuale con lo sforzo pare strano, ma se ci si allontana dal proprio compagno per troppo tempo perché si è stanche, focalizzate solo sul bimbo, distratte, è facile ritrovarsi dopo qualche mese senza più intimità, a dividere il letto con un estraneo. Io ho sempre pensato che i figli siano un fenomeno transitorio nella coppia: arrivano, crescono, se ne vanno. E’ la coppia che deve restare forte, per cui, non trascuriamola troppo!

Giuliana Proietti
per Psicolinea.it

Barbara Sgarzi
BIMBO A BORDO
Sopravvivere con stile alla gravidanza
Collana Pink generation
192 pagine
9,90 euro
ISBN: 978-88-6298-050-0
Data di pubblicazione: marzo 2009

Please follow and like us:

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE
Per appuntamenti: 347 0375949 - g.proietti@psicolinea.it

E' possibile anche fissare degli appuntamenti Via Skype.
https://www.psicolinea.it/sostegno-psicologico-distanza/

Per leggere il CV:
https://www.psicolinea.it/dr-giuliana-proietti_psicologa_sessuologa_ancona/

Per vedere dei videofilmati su YouTube
https://www.youtube.com/user/RedPsicCdt

Per la pagina Facebook
https://www.facebook.com/Giuliana.Proietti.Psicosessuologia

Per il Profilo Facebook
https://www.facebook.com/giuliana.proietti.psicologa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

error

Ti piace Psicolinea? Seguici anche sui Social ;-)

RSS
Facebook
YouTube
Instagram