Come risolvere un conflitto

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Perché nascono i conflitti?

Tutti i rapporti umani possono risentire notevolmente di una scarsa comunicazione, forse dovuta a stili comunicativi diversi e contrastanti, presupposti errati o reazioni eccessivamente rapide alle “offese” percepite.

Come si può migliorare la comunicazione?

Un modo efficace per migliorare la comunicazione consiste nell’utilizzare tecniche di “ascolto attivo”.

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In cosa consiste l’ascolto attivo?

Si tratta di tecniche che permettono alle persone di sentirsi veramente ascoltate.

Perché le persone hanno l’esigenza di sentirsi ascoltate?

Perché il sentirsi trascurati, dimenticati e sfruttati è il più grande ostacolo alla soluzione di un conflitto.

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Quali sono le tecniche dell’ascolto attivo?

Eccone alcune:

• Fare una pausa nella conversazione conflittuale, tenendo a freno i propri impulsi reattivi, cioè il desiderio di rispondere immediatamente e in modo negativo a una provocazione percepita;

• Ascoltare il punto di vista dell’altro/a prima di pensare a condividere il proprio;

• Sintetizzare all’altro ciò che si è capito, così da essere sicuri di aver capito bene e dare all’altro/a la sensazione di essere stato/a ascoltato/a.

C’è un modo per esercitarsi da soli?

Si, ad esempio scrivendo o recitando davanti allo specchio le difficoltà dovute al conflitto che si sta vivendo, rappresentando le posizioni dell’altra parte (perspective taking). Occorre cercare di mettersi nei panni dell’altro al punto di esprimere con un minimo di pensiero logico anche idee che si ritengono sbagliate o ingiuste.

Cosa insegna questo esercizio:

a) mettendosi nei panni dell’altro si potrebbe comprendere o imparare qualcosa di nuovo o di importante;
b) uscire dal ruolo di “parte lesa o vittima” e cercare di comprendere quali sono i meccanismi mentali che portano ad assumere alcuni atteggiamenti o convinzioni. Questo aiuterà ad elaborare meglio le proprie risposte, in modo che siano più efficaci.

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Come devono essere le risposte, per essere efficaci?

In primis usare un linguaggio non accusatorio quando si esprime il proprio punto di vista. Ad esempio, evitare di dire: “Quello che hai fatto è stato sbagliato/cattivo/stupido”. Indicare semplicemente i fatti accaduti e l’impatto che essi hanno avuto sui propri sentimenti o la propria vita.

Come si può lavorare su se stessi per diventare più abili nella gestione dei conflitti?

Oltre a perfezionare l’ascolto, che è la prima cosa, ci sono tante altre idee o abitudini che potrebbero cambiare, tra cui il pregiudizio, la fiducia negli altri, l’empatia e l’impegno per un’azione collettiva, che migliori la situazione di tutte le parti in causa.

Dr. Giuliana Proietti

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