cocaina

L’idea che tutti abbiamo della realtà virtuale è associata alle facce di imberbi adolescenti pieni di brufoli che giocano ai video-games. Ma la realtà virtuale è utilizzata anche per scopi molto più seri, come per il trattamento delle fobie e per la cura delle dipendenze.
Il Professor Zach Rosenthal ad esempio, della Duke University vuole offrire una terapia tradizionale, ma in forma virtuale, in modo che possa essere utilizzata anche da persone che, per vari motivi, non possono entrare nello studio di uno psicologo. “Quello che cerchiamo di fare è portare le persone in un mondo dove esiste la droga e si può sperimentare, così come si potrebbe fare nel mondo reale“. Rosenthal ha aggiunto che le dipendenze sono dovute a comportamenti istintivi ed appresi, per cui la teoria che sta alla base del video-game è questa: una persona può imparare a drogarsi, così come la stessa persona può imparare a non drogarsi più. Quando, nel gioco, arriva la tentazione, in particolari situazioni, il pazziente può valutare il suo livello di ‘craving’
(= desiderio, avidità). Ma il momento magico arriva quando c’è la tentazione, ma il paziente rinuncia a prendere la droga nella sua vita virtuale. Il terapeuta sottolinea questo particolare momento con un segnale, ad esempio un suono. Così il tossicodipendente impara ad associare il suono con la sensazione di poter fare a meno della droga.
Infine, l’ultimo obiettivo del gioco è la prevenzione. Ad esempio, quando nella vita reale il ‘tossico’ sente il bisogno di procurarsi la droga, con il suo cellulare può chiamare un certo numero ed ascoltare il benefico suono appreso nella sessione terapeutica. Il bisogno di droga dovrebbe sparire. Alcuni critici sostengono che i sentimenti provati durante un viseogame sono diversi da quelli della vita reale, ma almeno un tossicodipendente ha detto di aver superato questo problema grazie al gioco virtuale. Si tratta di un cinquantaduenne, che aveva provato molte cure, prima di questa virtuale, senza successo. Al momento il programma ruota intorno al mondo di cocaina e crack, ma Rosenthal ritiene che non vi siano limiti per questo gioco terapeutico. “Non riguarda solo la cocaina, e nenache la droga in generale,” ha detto “E’ un gioco che serve ad insegnare qualcosa ai pazienti nella vita virtuale, che poi essi possono estendere alla vita reale.”

Per maggiori informazioni: .

Fonte: ABC News

Di Disagio e Dipendenze si parlerà nel Convegno organizzato in Ancona, il 24 Novembre 2007, dalla AIRT e dal CIS. Clicca qui per ulteriori informazioni.
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Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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