La depressione: saperne di più

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Cosa è la depressione?

La depressione (disturbo depressivo maggiore o depressione clinica) è un disturbo dell’umore abbastanza frequente, ma grave. Provoca infatti sintomi gravi che influenzano il modo in cui ci si sente, si pensa e si gestiscono le attività quotidiane, come dormire, mangiare o lavorare.

Quanto tempo deve durare la depressione per permettere una diagnosi?

I sintomi della depressione devono essere presenti per almeno due settimane.

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Quante forme di depressione esistono?

Esistono varie forme di depressione riconosciute:

  • Il disturbo depressivo persistente (chiamato anche distimia). Si tratta di un vissuto di depressione che dura da almeno due anni. Una persona con diagnosi di disturbo depressivo persistente può avere episodi di depressione maggiore insieme a periodi di sintomi meno gravi, ma i sintomi devono durare due anni per essere considerati un disturbo depressivo persistente.
  • La depressione postpartum  è molto più grave del “baby blues” (sintomi depressivi e ansiosi relativamente lievi che in genere si risolvono entro due settimane dal parto) che molte donne sperimentano dopo il parto. Le donne con depressione postpartum sperimentano una vera e propria depressione maggiore durante la gravidanza o dopo il parto (depressione postpartum). I sentimenti di estrema tristezza, ansia ed esaurimento che accompagnano la depressione postpartum possono rendere difficile per queste neomamme svolgere le attività quotidiane di cura per se stesse e / o per i figli.
  • La depressione psicotica si verifica quando una persona soffre di depressione grave più qualche forma di psicosi, come avere false convinzioni (deliri) o sentire o vedere cose sconvolgenti che gli altri non possono sentire o vedere (allucinazioni). I sintomi psicotici hanno tipicamente un “tema” depressivo, come i deliri di colpa, povertà o malattia.
  • Il disturbo affettivo stagionale è caratterizzato dall’insorgenza della depressione durante i mesi invernali, quando c’è meno luce solare naturale. Questa depressione generalmente insorge durante la primavera e l’estate. La depressione invernale, tipicamente accompagnata da ritiro sociale, aumento del sonno e aumento di peso, ritorna prevedibilmente ogni anno nel disturbo affettivo stagionale.
  • Il disturbo bipolare è diverso dalla depressione, ma è incluso in questo elenco perché una persona con disturbo bipolare sperimenta episodi di umore estremamente basso che soddisfano i criteri per la depressione maggiore (chiamata “depressione bipolare”). Una persona con disturbo bipolare sperimenta anche stati d’animo estremamente elevati – euforici o irritabili – chiamati “mania” o in forma meno grave, chiamata “ipomania”.

Esempi di altri tipi di disturbi depressivi aggiunti di recente alla classificazione diagnostica del  DSM-5 includono disturbo da disregolazione dell’umore dirompente (diagnosticato in bambini e adolescenti) e disturbo disforico premestruale (PMDD).

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Quali sono i segni e i sintomi della depressione?

I sintomi tipici riguardano l’apatia (perdita di interessi), l’anedonia (perdita della capacità di divertirsi o di provare piacere), l’astenia (stanchezza ed eccessiva affaticabilità), la difficoltà di concentrazione e di attenzione, i disturbi del ritmo sonno-veglia (risvegli notturni e risveglio precoce al mattino), inappetenza, sentimenti di autosvalutazione, di colpa e di inadeguatezza, che possono giungere fino a veri e propri

  • Tristezza e ansia
  • Apatia (senso di vuoto)
  • Anedonia  (perdita della capacità di divertirsi o di provare piacere)
  • Astenia (stanchezza ed eccessiva affaticabilità)
  • Difficoltà di concentrazione e attenzione
  • Disturbi del ritmo sonno-veglia (risvegli notturni, risveglio precoce al mattino, sonno eccessivo)
  • Inappetenza
  • Sensi di colpa o inadeguatezza
  • Sentimenti di disperazione o pessimismo
  • Irritabilità
  • Sentimenti di colpa, inutilità o impotenza
  • Perdita di interesse o piacere per hobby e attività
  • Difficoltà a concentrarsi, ricordare o prendere decisioni
  • Deliri di colpa o di rovina (convinzioni non facilmente modificabili con il semplice ragionamento)
  • Appetito e / o cambiamenti di peso
  • Pensieri di morte, o suicidio, o tentativi di suicidio
  • Dolori, mal di testa, crampi o problemi digestivi senza una chiara causa fisica

Per considerarsi depressi occorre avere tutti questi sintomi?

No, non tutti coloro che sono depressi sperimentano tutti questi sintomi. Alcune persone provano solo pochi sintomi mentre altre potrebbero provarne di più. La gravità e la frequenza dei sintomi e la loro durata variano a seconda dell’individuo e della sua particolare malattia. I sintomi possono anche variare a seconda dello stadio della malattia.

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Quali sono i fattori di rischio?

La ricerca attuale suggerisce che la depressione è causata da una combinazione di fattori genetici, biologici, ambientali e psicologici. E’ stato dimostrato che avere una predisposizione genetica può avere un ruolo importante nella depressione, specialmente nel caso del disturbo bipolare.

A quale età può colpire?

La depressione può verificarsi a qualsiasi età, ma spesso inizia nell’età adulta. È ormai riconosciuto che la depressione si manifesti nei bambini e negli adolescenti, sebbene a volte si presenti con un’irritabilità più evidente rispetto al basso umore. Molti disturbi cronici dell’umore e dell’ansia negli adulti iniziano come livelli elevati di ansia nei bambini.

La depressione può verificarsi insieme ad altre malattie?

Si, nella mezza età o negli anziani, può verificarsi insieme ad altre gravi malattie, come il diabete, il cancro, le malattie cardiache e il morbo di Parkinson. Queste condizioni sono spesso peggiori quando è presente la depressione. A volte i farmaci presi per queste malattie fisiche possono causare effetti collaterali che contribuiscono alla depressione.

Quali sono le terapie più indicate?

La depressione, anche nei casi più gravi, può essere curata. Generalmente viene trattata con farmaci , psicoterapia o una combinazione dei due.

Gli antidepressivi sono medicinali che curano la depressione. Possono aiutare a migliorare il modo in cui il cervello utilizza determinate sostanze chimiche che controllano l’umore o lo stress. Potrebbe essere necessario provare diversi farmaci antidepressivi prima di trovare quello che migliora i sintomi e ha effetti collaterali gestibili.

I farmaci antidepressivi impiegano tempo, di solito da 2 a 4 settimane, per funzionare e spesso sintomi come problemi di sonno, appetito e concentrazione migliorano prima che si alzi il tono dell’umore. E’ importante dare una possibilità al farmaco prima di giungere a una conclusione sulla sua efficacia ed è altamente sconsigliato smettere di prenderli senza il parere di un medico.

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Quali tipi di psicoterapia sono indicati?

Un esempio di approccio basato sull’evidenza specifico per il trattamento della depressione è la terapia cognitivo-comportamentale.

Cosa dire a una persona cara che mostra sintomi di depressione?

  • Cerca di essere attiva e di fare esercizio fisico.
  • Stabilisci obiettivi realistici per te stessa.
  • Cerca di passare del tempo con altre persone e confidati con un amico o un parente fidato.
  • Cerca di non isolarti e lascia che gli altri ti aiutino.
  • Aspettati che il tuo umore migliori gradualmente, non immediatamente.
  • Rimanda le decisioni importanti, come sposarti o divorziare o cambiare lavoro finché non ti senti meglio. Discuti le decisioni con altre persone che ti conoscono bene e hanno una visione più obiettiva della tua situazione.
  • Cerca informazioni sulla depressione.

Come differenziare tristezza e depressione?

E’ sbagliato parlare di depressione in presenza di un atteggiamento triste e pessimista verso la vita: queste persone infatti, anche se tristi e pessimiste, riescono a vivere una vita di relazioni, di affetti, di impegno nel lavoro, cosa che non accade ai “veri” depressi.

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Una persona che ha subito una perdita e reagisce con uno stato di tristezza può dirsi depressa?

No. Anche la persona triste che ha subito una perdita (di vario genere, fra cui un lutto) non può dirsi depressa, in quanto la sua tristezza è reattiva all’evento subito e può essere considerata perfino una risposta fisiologica di adattamento. La persona realmente depressa invece vive una tristezza cronica, di alta intensità, i cui sintomi sono persistenti.

Quale è il pericolo più grave che corre un depresso?

Il pericolo più grave è rappresentato dai pensieri di morte ricorrenti, che potrebbero portare il soggetto a mettere in atto dei comportamenti autolesivi, spesso fatali, in quanto bene organizzati (totalmente diversi dai tentativi di suicidio, che sono invece volti a ricevere attenzioni e considerazione da parte degli altri, più che a cercare la morte).

Da cosa dipende il livello di gravità di uno stato depressivo?

Il livello di gravità di uno stato depressivo dipende dall’intensità e dalla numerosità dei sintomi, dalla loro persistenza nel tempo e dal grado di compromissione che questo quadro clinico produce nelle attività sociali, familiari e lavorative della persona.

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Cosa è la distimia?

Quando l’umore depresso dura molto tempo (almeno due anni), ma è di intensità non particolarmente elevata, per cui il soggetto può, nonostante i sintomi, continuare senza grandi problemi la sua vita sociale e lavorativa, si parla di “distimia”, un disturbo con forti componenti ansiose e presenza di irritabilità. In questo caso sono presenti anche altri sintomi, come fobie, ossessioni, lamentele. In questi soggetti sono frequenti i tentativi di suicidio, come atti dimostrativi.

Cosa è il disturbo bipolare?

Il disturbo bipolare si ha invece quando un episodio depressivo si alterna a uno o più episodi maniacali. La mania è caratterizzata da un tono dell’umore particolarmente elevato, che produce euforia, logorrea, iperattività, disinibizione, insonnia, irritabilità, idee o deliri di grandezza e onnipotenza.

In genere nel disturbo bipolare gli episodi depressivi sono più frequenti degli episodi maniacali.

La mania viene considerata un disturbo psicotico, che richiede un trattamento farmacologico con stabilizzatori dell’umore e farmaci antimaniacali. A volte è richiesta anche l’ospedalizzazione con regime di TSO, perché questa condizione può essere pericolosa, per il soggetto stesso o per altre persone (acquisti o investimenti inopportuni e comunque eccessivi, condotte a rischio, ecc.).

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