Il tradimento

L’infedeltà nella coppia stabile è, in questi ultimi anni, molto in aumento, in particolare tra gli uomini più anziani (stanchi della castità coniugale imposta dalle mogli e rinvigoriti dalle pillole che curano la disfunzione erettile) e le giovani coppie, dove i due partners si tradiscono reciprocamente, in misura simile (anche grazie alla possibilità di avere incontri via chat, social network, ecc.).

Una volta l’infedeltà coniugale non era un semplice fatto privato, all’interno della coppia: se a tradire era la moglie diveniva addirittura un “crimine”, tanto che il marito, con il delitto d’onore, era legittimato a ‘lavare nel sangue’ il torto subito, attraverso l’uccisione della moglie e/o dell’amante di lei.

L’uomo invece, sin dai tempi più antichi, ha sempre usufruito della consolidata attitudine alla “doppia morale”, sociale e familiare, per cui l’importante non era essere davvero fedele alla propria moglie, ma fare di tutto per ‘sembrarlo’. Se poi si veniva a sapere di qualche sua scappatella, con una o più amanti, o con prostitute, la cosa era considerata come una debolezza della carne, che però in fondo non faceva che accrescere la sua reputazione di ‘maschio’ e non offendeva che marginalmente la dignità della moglie.

Negli anni Settanta, in piena rivoluzione culturale e sessuale, ai tempi delle comuni hippies, dove si praticava il libero amore, si cercò anche fuori e lontano da queste comuni, nelle coppie così dette “normali”, di considerare l’amore in modo meno idealizzato: molte coppie decisero di “aprirsi”, permettendo il tradimento ad entrambi i partners, nella convinzione che questo avrebbe lasciato inalterati i loro rapporti, comunque più profondi e duraturi di qualsiasi incontro occasionale. Anche le così dette ‘coppie aperte’ scoprirono però che il tradimento è comunque un momento di sofferenza e di sconvolgimento, difficile da sopportare a cuor leggero, anche se previsto dal patto di coppia.

Oggi la fedeltà è considerata una scelta culturale, un qualcosa che si persegue se si hanno particolari valori; altrimenti viene accettato il fatto che le persone hanno molte possibilità di incontri diversi e pertanto, quando si incontra un’altra persona e non si sta più bene insieme al partner abituale, semplicemente ci si lascia.

Le occasioni di tradimento si sono moltiplicate anche perché oggi le donne hanno maggiori occasioni di incontro: non sono più relegate in casa a guardare i bambini, ma lavorano fuori casa, viaggiano da sole, fanno tardi. Anche le casalinghe non sono più isolate, ma grazie a Internet, possono conoscere persone e instaurare relazioni anche senza uscire molto di casa.

Gli studi più sistematici su questi argomenti sono quelli raccolti in America nel General Social Survey, una ricerca sponsorizzata dal National Science Foundation che ha sede presso la University of Chicago e che utilizza uno stesso campione di persone, di cui raccoglie e analizza i comportamenti sociali, sin dal 1972.

Una recente ricerca condotta su questi dati (periodo 1991- 2006) da ricercatori dell’Università di Washington (guidata dal Dr. Atkins) ha scoperto che ogni anno, circa il 10% delle persone sposate – il 12 per cento degli uomini ed il 7 per cento delle donne – hanno rapporti sessuali con persone diverse dal partner abituale. In particolare, il tasso di infedeltà degli uomini sopra i 60 anni è cresciuto fino al 28% nel 2006, mentre nel 1991 si attestava sul 20%. Le donne sopra i 60 anni che hanno tradito il partner nel 2006 sono il 15%, contro il 5% del 1991.
Tra le coppie appena formate invece, composte di soggetti sotto i 35 anni, dichiarano di essere stati infedeli il 20 per cento degli uomini e il 15 per cento delle donne.

Sempre su questi stessi dati del General Social Survey si è soffermato lo studioso giapponese Satoshi Kanazawa, il quale ha studiato anche i dati del “National Longitudinal Study of Adolescent Health”. La sua teoria è che a tradire siano fondamentalmente le persone meno intelligenti. L’uomo fedele, nelle sue ricerche, è risultato in media più intelligente dei suoi congeneri, mentre nessuna differenza è stata trovata per le donne. Lo psicologo giapponese ritiene che le persone “più dotate” dal punto di vista intellettivo siano più capaci ad andare contro corrente: ”l’intelligenza generale, cioè l’abilità di pensare e ragionare, ha permesso ai nostri antenati di risolvere i problemi nuovi che si presentavano. Il risultato è che le persone più intelligenti sono più propense ad affrontare tutte le situazioni rifiutando gli schemi tradizionali, e questo vale anche nello stile di vita”.

Perché, dunque, è così comune il tradimento? Perché è così frequente? Sicuramente si tradisce quando la coppia sta vivendo un momento di crisi, quando non ci si capisce più, non si comunica più e si diventa estranei: non solo nel letto, ma anche nella vita. Una relazione con una nuova persona infatti, spesso non segna il momento della svolta: la svolta potrebbe essere cominciata da tempo e quel tradimento è più un effetto che non la causa dei dissapori fra partners.

A volte però il tradimento può avvenire quando la coppia è apparentemente serena e innamorata. Questo accade quando si tradisce senza premeditazione, con superficialità: per caso, per gioco. Spesso questi tradimenti vengono perdonati, ma a volte possono essere come un fulmine a ciel sereno e portare una coppia apparentemente solidissima verso l’immediata rottura.

Normalmente si ritiene che gli uomini tradiscano perché in cerca di sesso facile: o perché la partner abituale non desidera più avere rapporti frequenti, perché è incinta, perché ha appena avuto un bambino ecc. Interessante la tesi di uno psicoterapeuta americano, Gary Neuman, il quale in un suo libro-inchiesta sul tradimento maschile tiene a sottolinerare che solo l’8 per cento degli uomini tradisce perché “insoddisfatto sessualmente“: la prima ragione di tradimento, secondo il campione da lui analizzato, è perché l’uomo si sente insoddisfatto dal punto di vista emotivo. Non a caso, dice Neuman, l’88 per cento degli intervistati ha ammesso che le loro amanti non erano affatto più belle delle mogli, ma erano più capaci di gesti e delle parole di affetto, del tipo: “apprezzo molto il tuo duro lavoro”, “che magnifico papà che sei”. Discorsi poco frequenti sulla bocca delle legittime consorti. Secondo Neuman inoltre gli uomini non sarebbero insoddisfatti del sesso domestico, come in genere si tende a credere: gli uomini non desidererebbero “farlo strano” tanto quanto si crede, vorrebbero farlo e basta, seppure con maggiore frequenza di quanto le loro compagne concedano loro.

Motivi, quelli indicati da Neuman, in realtà molto simili a quelli che normalmente vengono considerati per il tradimento femminile. Numerosi studi hanno infatti mostrato, fra le motivazioni femminili al tradimento, il bisogno di romanticismo, di passione, la voglia di sentire un po’ di batticuore, di sentirsi fare dei complimenti ecc.. In realtà oggi sempre più donne tradiscono al solo scopo di fare sesso, adottando uno stile di vita tipicamente maschile, anche se sono ancora poco disponibili a parlare di questo argomento e, nelle ricerche, ammettono di aver tradito il partner solo quando rispondono a questionari anonimi.

Altri motivi che spingono al tradimento, sia gli uomini che le donne, sono il desiderio di affermazione di sé, della propria libertà, il narcisismo, il gusto di sedurre, o di essere sedotti, il bisogno di trasgressione dovuto alla eccessiva routine, le attrazioni fatali, le occasioni facili, ecc.

Certamente, chi subisce un tradimento vive una situazione dolorosissima. Il tradimento produce una grossa ferita narcisistica, che influisce non solo sul tono dell’umore, ma anche sulla stima di sé stessi, mettendo in crisi l’equilibrio personale. Al dispiacere può subentrare la rabbia, la tristezza si può mescolare con la gelosia e tutto questo insieme disordinato di emozioni può divenire un mix esplosivo, difficile da contenere e da gestire. Non è infrequente che, giunto/a a questo punto il/la partner tradito/a pensi a perpetrare un piano di vendetta o decida di porre immediatamente fine alla relazione. Al contrario, chi tradisce, seppure spesso tormentato dai sensi di colpa, vive una sensazione di benessere, come sotto l’effetto di una droga: tutto è di nuovo bello intorno a sé, si sente più giovane, attraente, desiderabile.

Se il tradimento è precoce, esso distrugge subito i sentimenti di fiducia all’interno della coppia, molto più di un tradimento che avviene in una coppia ormai stabile. Questo almeno è il risultato cui è giunto Robert Lount, dell’Ohio State University, il quale sostiene che le prime impressioni contano non solo quando si conosce una nuova persona, ma anche quando si vuole costruire una relazione di fiducia durevole. Se si parte con il piede sbagliato, la relazione potrebbe guastarsi subito e per sempre. Lo studio, pubblicato sul Personality and Social Psychology Bulletin, afferma che il tradimento precoce rende molto difficile riuscire a superare il problema che si viene a creare, senza la tolleranza e la comprensione che potrebbero invece caratterizzare un rapporto di coppia più maturo.

Molti hanno provato a mettere a punto delle ricette, per evitare che certe situazioni accadano. Ad esempio Robert Feldman, nel suo libro Il bugiardo nella tua vita: come funzionano le bugie e cosa ci raccontano di noi stessi, (non ancora tradotto in italiano), sostiene che ormai siamo troppo abituati a mentire, poiché non attribuiamo più un valore importante alla sincerità. Anche i due partners, all’interno della coppia, non fanno che mentirsi, con bugie ”bianche”, dette all’inizio a fin di bene, che però sono destinate a diventare bugie sempre più grandi, causando conseguenti allontanamenti.

Uno psicologo della Florida State University, Nathaniel Lambert, si è chiesto invece se, attraverso il perdono e la preghiera, fosse più facile dimenticare l’offesa ricevuta con il tradimento. Il suo studio, pubblicato su Psychological Science, ha scoperto che il perdono consente la riduzione dei sentimenti negativi e diminuisce i desideri di vendetta. Cercare il benessere dell’altro, pregare per lui/lei, può portare le persone ad assumere atteggiamenti più positivi verso il/la partner. Il più delle volte infatti, le coppie sostengono di avere obiettivi comuni, ma poi, appena succede qualcosa di spiacevole, questi obiettivi comuni vengono abbandonati e si passa alla conflittualità, ai risentimenti, ai comportamenti punitivi. Tutto ciò sposta l’attenzione della persona dalla coppia al proprio sé, e a volte può essere difficile scuotersi da questo eccesso di auto-osservazione. Secondo questo gruppo di ricerca dunque, ben venga l’uso della preghiera, un’ antica pratica spirituale, che mostra di avere degli effetti sorprendenti nel superare l’eccessiva focalizzazione sul proprio sé, facendo svanire tutti i risentimenti.

In ogni caso può essere importante cercare di affrontare al meglio questo momento di crisi, causato dal tradimento, per capire le ragioni dell’infelicità di coppia ed anche come momento di rinascita, perché porta allo scoperto dei problemi che i due partners non riuscivano a fare emergere ed a comunicare all’altro/a.

Spesso questa sperimentazione di un rapporto esterno alla coppia può servire a uno dei partners per superare le pressioni di un rapporto di coppia che nel tempo si è fatto troppo simbiotico, rendendo il soggetto che sceglie la via del tradimento quasi claustrofobico rispetto al legame di coppia e troppo incerto sulla propria vera personalità, sui suoi desideri, sulla sua vita, ormai segnata e influenzata dalla personalità e dai desideri del/della partner.

Ben vengano dunque, in questi casi, le parole del mistico libanese Gibran, il quale insegna che amarsi non significa evitare di conoscere il mondo, ma sapere dentro di sé di avere qualcosa di importante, da proteggere e da rispettare:

Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo, Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale. Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro, Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. E siate uniti, ma non troppo vicini; Le colonne del tempio si ergono distanti, E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

Fonti

Lambert et al. Motivating Change in Relationships: Can Prayer Increase Forgiveness? Psychological Science, via Science Daily
Why We Lie So Much, Time
High infidelity: Men don’t stray just for sex, TheGlobeandMail
Cheating early on in relationships is more detrimental, The Med Guru

Links
The Liar in Your Life: How Lies Work and What They Tell Us About Ourselves
The Truth about Cheating
London School of Economics, Dr. Sanoshi Kanazawa

Dr. Giuliana Proietti

Immagine: p@r@noid

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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7 thoughts on “Il tradimento nella coppia stabile: come nasce, come lo si affronta, cosa produce”

  1. Trent’anni di matrimonio da marito fedele.
    Scopro il tradimento di mia moglie con corredo di bugie (e relativa sofferenza), ho rischiato l’abbandono con i figli, ancora per poco minorenni (con i quali mia moglie è in perenne conflitto).
    Per non rompere la famiglia ho perdonato nella speranza non ricapitasse. Ed invece è ricapitato.
    Lavorando fuori per alcuni mesi all’anno, ho deciso quindi che se non cambiava lei cambiavo io.
    Ed ecco che ora non mi faccio mancare momenti piacevoli con qualche donna che sa dare tenerezza, sguardi, complicità, ovvero tutto ciò che da anni mia moglie mi nega.
    Io vorrei mia moglie, ma ho riscoperto una vita non spesa solo a dare ma in cui si può anche ricevere (e non parlo di sesso).
    Per la legge italiana sto rischiando casa, figli ecc. ecc. mi sembra profondamente ingiusto, non mi sento in colpa.

  2. Salve, ho trovato interessante il suo articolo. Vorrei chiederle un parere di deontologia professionale, o vero, mio marito a quanto pare mi tradisce con una sua conoscente che è una psicoterapeuta specializzata in problemi di coppia. Da quanto dice lui, con lei è riuscito a parlare, cosa che non faceva con me, ovviamente al di fuori di un percorso di vera terapia. Oltre a parlare sono però andati oltre. Ora mi chiedo, anche se la terapeuta in questione non stava esercitando effettivamente la sua professione, è comunque un comportamento ammissibile che una terapeuta contatti uno che evidentemente le piace, la persona in questione dichiara di essere sposato (avrà detto in crisi) con una figlia di 9 mesi, si apra con lei e la suddetta terapeuta invece di proporre appunto un percorso di terapia vada a letto con l'”amico”?

    Non ne faccio una questione di etica personale, la domanda è puramente per mia curiosità “professionale”.
    grazie mille.

  3. Articolo molto interessante. Perchè si tradisce? Purtroppo gestire il proprio rapporto di coppia non è qualcosa di semplice e scontato! In quanto sono molte le variabili, le situazioni, le difficoltà che possono entrare in gioco. E da non dimenticare che siamo tutti molto diversi gli uni dagli altri, e che soprattutto uomini e donne hanno due modi completamente diversi a volte opposti, di vedere le cose, di comportarsi e di reagire. Monia

  4. Ciao a tutti.6 mesi fa ho conosciuto un ragazzo in chat.Premetto che entrambi siamo fidanzati da tanti anni.All’inizio è nata come amicizia virtuale,ora da due mesi ci frequentiamo una volta alla settimana,(e mi vergogno a dirlo),all’insaputa dei nostri fidanzati.Nei nostri incontri,sinceramente nn succede niente di intimo,parliamo,ci confrontiamo,ridiamo..come due amici.Il problema è che lui mi cerca tutti i giorni tramite mail,se per caso nn gli rispondo,mi chiama per sapere dove sono,cosa faccio.. Dice di star bene con me,gli piaccio in tutti i sensi.Quando esce con lei,spesso gli capita di avere la testa altrove,di pensare a dove sia io,cosa faccio…Devo dire che all’inizio i nostri incontri,li facevamo al freddo,con la pioggia,seduti su una panchina,anche solo per vedersi e parlare,neanche un bacio….la voglia di vedersi ha sempre superato ogni cosa.Lui mi dice che il suo scopo nn è quello di portarmi a letto,perchè altrimenti lo farebbe con la prima disponibile che gli capita,e l’idea nn gli piace,che nn starebbe ore al freddo e sotto la pioggia a parlare con una ragazza se il suo scopo è puramente sessuale!Mi chiede spesso conferme..del tipo..:-“Ma tu mi vuoi bene??”- ..Anche nelle mail,alla fine di ogni discorso,scrive sempre di volermi bene. Il vero problema è che dice di nn avere il coraggio di lasciare la fidanzata più per un forte legame con la famiglia,nn per altro,ma allo stesso tempo, vorrebbe che lo scoprisse, per porre fine alla sua storia.Ho detto a lui che deve provare a risolvere i loro problemi di coppia,come ha detto di avere.lei è sempre nervosa sul lavoro e se la prende poi con lui,nn si preoccupa più di tanto se fa tardi con lei per stare con me. Dice che nn crede nella loro storia perchè quando lei cambia in meglio nei suoi confronti,poi dura poco questa stabilità. Ha tentato varie volte di farle capire che nn va,ma lei fa finta di nn capire(forse perchè pensa che lui nn la lasci mai). Devo dire che anche io sto bene con lui,mi piace,ma rimango un pò diffidente nei suoi confronti,più che altro perchè vorrei capire il motivo più profondo che lo spinge a vedersi con me e perchè nn vuole tentare di risolvere i suoi probabili problemi con la sua compagna.Io gli ho detto che se la storia andasse avanti,nn voglio essere la sua seconda scelta,tanto meno l’amante.Se sta bene con me,poi deve fare una scelta..Per ora vedo che mi cerca,ha voglia di stare con me,percepisco che ha un costante bisogno di conferme da parte mia,come se colmasse un vuoto emotivo che nn riceve dalla sua compagna..ma nn riesco a capire perchè nn riesca prendere una posizione!Io aiutatemi..un parere!Grazie in anticipo.

  5. Grazie anzitutto per le gradite parole di apprezzamento per il nostro lavoro.
    Venendo al punto, occorrerebbe capire se e quanto realmente il partner fedele senta come non-valore la fedeltà all’interno della coppia.
    A volte, infatti, potrebbe accadere che l’altro accetti un patto di coppia che sostanzialmente non condivide, per la sola paura di subire l’abbandono del/della partner, cosa che evidentemente considera assai peggiore del dolore prodotto dai tradimenti. In questo caso non parlerei di patologia: semmai di uno spiccato senso della realtà e di una straordinaria capacità di adattamento.
    Esiste naturalmente anche la possibilità che il comportamento sia dovuto ad una componente psico-patologica della personalità: tendenze autoaggressive e masochistiche potrebbero essere infatti erotizzate in modo tale da vivere il tradimento dell’altro/a (quasi)come un piacere.

    G. Proietti

  6. salve, di tante sciocchezze e banalità che ho trovato fin’ora sfogliando i motori di ricerca questo articolo mi pare decisamente più referenziato, complesso e strutturato. Tuttavia ancora carente da un caso specifico che a me interessa e che trovo poco snocciolato: quello delle coppie aperte, come può essere il caso di una coppia consolidata in cui uno solo dei due partners vive relazioni extraconiugali completamente alla luce del sole e con il benestare del compagno con la motivazione per cui non si considera il tradimento un disvalore (nè dunque la fedeltà un valore). Eppur tuttavia quel partner fedele non ha altre relazioni all’infuori di quella coniugale, accettando i “tradimenti” (che evidentemente nn vive come tali) dell’altro. E’ravvisabile un comportamento patologico in una così spiccata asimmetria?

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