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Aspetti psicosomatici dell’incontinenza urinaria femminile

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Aspetti psicosomatici dell’incontinenza urinaria femminile

incontinenza urinaria

L’incontinenza urinaria è un problema sempre più frequente dato il rapido invecchiamento della popolazione. Questo problema infatti cresce con l’aumentare dell’età, anche se si può presentare in età più giovanili, ad esempio in gravidanza, o correlato con problematiche di origine psicologica o sessuologica.

Buckley et al. (2010) e Markland et al. (2001) hanno scoperto che il 25-57% di tutte le pazienti che avevano intervistato aveva involontariamente perso urina almeno una volta nel corso dell’anno precedente. La frequenza per fasce d’età è stato descritto da Nygaard et al. (2008) come segue:

20-39 anni: 7%
40-59 anni: 17%
60-79 anni: 23%
80 anni e più: 32%

Il numero di donne incontinenti in case di cura è nettamente più elevato, e va dal 43 al 77% (Offermans M P, Du Moulin M F, Hamers J P. et al., 2009) L’incontinenza è la ragione che riguarda il 6-10% di tutti i ricoveri nelle case di cura. Il rischio di incontinenza nelle donne affette da demenza è di 1,5 – 3,5 volte superiore rispetto a quello di donne che conservano le normali funzioni cerebrali (Milson I, Altman D, Lapitan M C, Plymouth, UK, 2009).

Nella donna anziana le cause di incontinenza riguardano l’aumento di attività o la perdita di contrattilità del muscolo detrusore, con riduzione del flusso di urina, la degenerazione delle cellule muscolari della parete vescicale, i depositi di collagene negli spazi interstiziali, l’atrofia degli strati superficiali e intermedi dell’epitelio delle mucose uretrali (irritazione, perdita di compliance), la maggiore eliminazione di liquidi durante la notte (Elbendawi A., 1993, Hendrix S L, Cochrane B B, Nygaard I E. et al., 2005, Kirkland J L, Lye M, Levy D W. et al., 1983).

Il problema si può presentare in età infantile o nell’età adulta: è frequente ad esempio durante la gravidanza, visto che colpisce tra il 30 e il 60% di tutte le donne gravide; il fenomeno regredisce in più della metà delle donne dopo il parto (Burgio K L, Zyczynski H, Locher J L. et al., 2003).

L’incontinenza provoca una forte riduzione della qualità della vita in donne di tutte le età (Dubeau C E, Simon S E, Morris J N., 2006). Circa il 40 % dei casi di incontinenza sono dovuti a incontinenza da urgenza: nella maggior parte di questi casi non sono state riscontrate cause organiche. In genere le donne sono maggiormente colpite da incontinenza da urgenza rispetto agli uomini, probabilmente a causa dell’uretra più corta. Indipendentemente dal genere tuttavia si può affermare che le persone incontinenti abbiano in genere una qualità decisamente inferiore della vita, punteggi di depressione più elevati e una minore qualità del sonno rispetto alle persone continenti.

Quando le persone afflitte da questo problema trovano finalmente il coraggio di consultare un medico, i primi ad essere consultati sono generalmente gli urologi, i ginecologi e i medici di medicina generale, ma a volte potrebbe essere necessario anche un trattamento psicologico, perché esistono anche cause psicogene di incontinenza urinaria.

Dal 1980 vari autori hanno tentato di individuare le cause psicologiche dell’ incontinenza, sulla base di esami psicometrici. Norton et al. (1990) non hanno trovato alcuna differenza psicosomatica evidente tra donne con incontinenza da urgenza e donne con altre forme di incontinenza. Berglund et al. (1994) ritengono che vi siano valori più elevati per  i sintomi di ansia fisica e mentale e di sfiducia per le donne con incontinenza da urgenza. Freeman et al. (1985), Macaulay et al. (1991), Lamm et al. (1986), Chiara et al. (1998) hanno messo in luce valori più elevati per ansia e depressione nei pazienti con incontinenza da urgenza. E’ stato anche evidenziato che le donne con incontinenza da urgenza e stress sperimentano problemi di ansia più frequenti rispetto alle donne con incontinenza da sforzo e questo si riflette in un senso di insicurezza personale e di paura delle malattie. Questi pazienti hanno anche la tendenza a sviluppare reazioni psicosomatiche in funzione della gravità dei loro sintomi.

La vescica è un organo di accumulo dell’urina che deve essere svuotato dal primo giorno di vita in avanti. Fisiologicamente si tratta di un sistema molto complesso che è molto incline a disturbi; dal punto di vista neurofisiologico il comportamento della minzione è un anello di controllo gerarchicamente strutturato con componenti cognitive consce ed emotive inconsce.

Il controllo della funzione vescicale (rilascio, emissione, arresto di urina) viene appreso nei primi anni di vita. A differenza di altri mammiferi, gli esseri umani imparano nei loro primi anni di vita a controllare la minzione (fino a che non trovano un luogo e un tempo adatti per svolgere la funzione in modo socialmente accettabile). In questo periodo il bambino sperimenta da un lato il suo potere sui genitori trattenendo volontariamente le sue escrezioni e dall’altro apprende il senso di frustrazione derivante dalla costrizione esterna di “minzione a comando”, che potrebbe comportare anche punizioni. La minzione nel posto e nel tempo giusto comporta delle ricompense, che vanno a sostenere l’apprendimento del controllo vescicale e intestinale. Durante l’infanzia, quando il bambino viene educato all’igiene personale, c’è dunque il pericolo che questi sviluppi dei sintomi psicopatologici legati alla funzione vescicale (Bitzer J, Humburg J. München: Hans Marseille Verlag; 2008).

Dal punto di vista psicofisico, il tratto urogenitale è un organo di desiderio, produzione e riproduzione. Questo può determinare delle influenze psicologiche sulla funzionalità del pavimento pelvico, che consistono in tre effetti in particolare: l’emissione involontaria di urina, ad esempio durante uno stato di paura o di rabbia, la ritenzione ad oltranza, fino a che non si sia trovato un luogo adatto per la funzione, o la riduzione del tono muscolare, come ad esempio durante uno stato di prostrazione.

Altri problemi psicosomatici della funzione vescicale si esprimono nella vescica dolorosa, nella vescica iperattiva e nelle infezioni ricorrenti del tratto urinario. La sindrome del dolore vescicale (BPS) è definita come un dolore pelvico cronico che si ritiene correlato alla vescica. In aggiunta vi è o un stimolo persistente ad urinare o un aumento della frequenza della minzione. La vescica iperattiva si ha quando il muscolo liscio che circonda la vescica (muscolo detrusore) si contrae in maniera spastica e incontrollata. Tali contrazioni involontarie determinano una elevazione della pressione intra-vescicale e, sul piano clinico, un’ urgente necessità di urinare avvertita dal paziente (urgenza minzionale).

Nella pratica uroginecologica, la sindrome da dolore vescicale si trova soprattutto nelle donne con difficoltà sessuali o che soffrono di tensione emotiva cronica. Secondo Diederichs (2000) il correlato di questa sintomatologia può essere un disturbo sessuale latente, un disturbo d’ansia o il risultato di un affronto narcisistico.

Bodden-Heidrich R, Beckmann MW, Libera B et al. (1999) hanno esaminato le cause psicogene della vescica iperattiva. Sulla base di una valutazione di test psicosomatici hanno scoperto che non vi è alcuna relazione causale tra incontinenza e tratti di personalità. Questi autori osservano tuttavia che la percezione individuale di incontinenza potrebbe influenzare i tratti di personalità.

La cistite ricorrente cronica può, secondo Diederichs (2012), essere l’espressione di un inconscio “conflitto di vicinanza-distanza”. Si è ipotizzato che questo disturbo sia legato al non essere in grado o al non volersi lasciar andare. Malgrado siano convinzioni piuttosto comuni, non sono state riscontrate relazioni tra infezioni croniche ricorrenti del tratto urinario e disturbi sessuali o tra rapporti sessuali e cistite.

L’approccio psicosomatico ai disturbi della funzione vescicale consiste in:

.Anamnesi di sintomi, tra cui il bere e le abitudini alimentari
.Anamnesi psicosociale, tra cui disturbi di coppia e sessuali, ansia, depressione, somatizzazione, difficoltà di adattamento
.Domande su altri sintomi neurologici
.Anamnesi generale ginecologica
.Diagnosi uroginecologica

Suggerimenti per una componente causale psicogena delle disfunzioni della minzione e della incontinenza della vescica sono da prendere in considerazione, secondo Bitzer (1999), quando c’è una discrepanza evidente tra i risultati oggettivi e soggettivi. Anche la presenza simultanea di sintomi funzionali come dolore oscuro, problemi intestinali, fibromialgia, ecc insieme a sintomi psicopatologici, come ansia e depressione possono far ipotizzare la presenza di una relazione.

Dal punto di vista psicosomatico si potrebbe inoltre ipotizzare che si tratti di un disturbo sessuale mascherato, un disturbo di comunicazione, un problema emotivo che si esprime a livello del corpo, un sintomo di disturbo post-traumatico da stress,un  disturbo d’ansia, o un disturbo psicotico (Neises M. Lengerich, 2014).

Nel colloquio anamnestico dovrebbero essere indagate le esperienze vissute durante l’infanzia, l’educazione scolastica, il rapporto con genitori e fratelli, ed altre esperienze particolari. A volte può essere utile l’uso di questionari.

Va ricordato che le associazioni psicosomatiche possono insorgere a causa di eventi difficili o traumatici subiti in passato, per cui il trattamento consiste in una psicoterapia individuale, con esercizi di rilassamento e fisioterapia del pavimento pelvico con, se necessario, una consulenza nutrizionalevolta alla riduzione del peso.

Il rinvio di un paziente con disfunzione della vescica ad uno psicoterapeuta deve essere considerato in presenza di aspetti che richiedono un approfondimento e, naturalmente, quando il paziente si rende conto che ci potrebbe essere una causa psicogena ed è motivato ad affrontare efficacemente il suo problema.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Debus, G., & Kästner, R. (2015). Psychosomatic Aspects of Urinary Incontinence in Women. Geburtshilfe Und Frauenheilkunde, 75(2), 165–169. http://doi.org/10.1055/s-0034-1396257

Immagine:
Wikimedia

 

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Dr. Giuliana Proietti
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