donne

Freud non può essere sicuramente considerato un teorico femminista perché, come è notorio, Freud di donne comprese ben poco. Dobbiamo però ringraziare Freud se, dai suoi tempi e grazie a lui, si è cominciato a parlare di sessualità femminile, un argomento che per secoli e per millenni era stato considerato del tutto ininfluente, in quanto non aveva alcuna importanza sull’esito della funzione riproduttiva.

Che Freud avesse capito poco delle donne se ne parla sin dagli anni settanta del secolo scorso, quando la critica femminista gli contestò in particolare i concetti di invidia del pene e di orgasmo vaginale, ma pochi sanno che Freud stesso dichiarò di aver capito poco della femminilità, che considerava enigmatica come un “continente oscuro”. Ebbe anche a dire: “La grande domanda, alla quale nemmeno io ho saputo rispondere malgrado trent’anni di lunghe indagini, è questa: che cosa vuole la donna?”

Eppure le donne nella sua vita furono molto importanti. In primis sua madre, che pur avendo altri figli maschi considerò Sigmund come il suo favorito. A Freud non sfuggì naturalmente quanto potesse essere importante questa considerazione materna, tanto che scrisse: “Ho scoperto che le persone che sanno di essere favorite dalle loro madri, nella loro vita mettono in evidenza una particolare auto-stima e un incrollabile ottimismo, che spesso li porta realmente verso il successo”  (Grubin, 2002).

La moglie Martha, cui secondo il suo biografo Ernst Jones Freud, restò sempre fedele (“sua moglie è stata l’unica donna della sua vita ed è venuta sempre prima di qualsiasi altro mortale”) gli dedicò la sua vita, così come fece anche sua sorella Minna Bernays.

Freud aveva poi numerose sorelle, il cui destino fu tragico (ed è ancora molto discusso se lui abbia fatto veramente il possibile per salvarle) ed ebbe anche tre figlie femmine, oltre che tre figli maschi.

Tra i figli di Freud la prediletta fu tuttavia Anna Freud, l’unica a portare avanti il lavoro del padre, una sorta di segretaria-ancella, che lo assistette fino alla morte.

La psicoanalista Karen Horney divenne invece una delle prime critiche femministe alle teorie di Freud sulla donna, in particolare riguardo alla ipotizzata “invidia del pene”. Questa psicoanalista suggerì che sono piuttosto gli uomini ad invidiare l’utero femminile, visto che questo permette di generare dei figli che nascono nel proprio corpo. (“invidia dell’utero”)

Freud aveva in qualche modo previsto questa contestazione e prima ancora che essa avesse realmente luogo, aveva già avuto modo di precisare che le psicoanaliste donne non attribuivano una sufficiente importanza all’invidia del pene, in quanto la provavano esse stesse (1949).

Nel 1925 Freud scrisse un articolo su “Le conseguenze psichiche della distinzione anatomica fra i Sessi”, sostenendo che  “Le donne si oppongono al cambiamento, sono passive e non aggiungono niente di proprio”. 

Le contestazioni a Freud vennero anche dalle donne della sua famiglia, in particolare da parte della nipote, figlia di suo figlio Martin, Sophie Freud la quale lo ha definito come un uomo del suo tempo, con pregiudizi di tipo patriarcale, idee antiquate e tendenze misogine.

Sophie Freud ritiene che il nonno “rispecchiasse, nelle sue teorie, la convinzione che le donne fossero esseri inferiori alla norma e incapaci di rappresentare la norma” (Gretel, G. 2003, Nov. 14 Freud goes up in smoke: Granddaughter dismisses theories as outdated. The Toronto Star. 2003).

Insomma, Freud descriveva le donne come esseri inferiori agli uomini, ma forse, se non avesse avuto l’appoggio di tutte le donne citate, la sua carriera professionale e la psicoanalisi stessa non avrebbero neanche visto la luce.

Dr. Giuliana Proietti

Immagine:
Freud con moglie e madre, 1905

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Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

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