sorelle Freud

Le sorelle Freud furono delle vittime, non solo del nazismo (tutte, tranne Anna, sposata in America, morirono in un campo di concentramento), ma anche della loro famiglia e del fratello maschio Sigmund.

Infatti, quando Freud emigrò in Gran Bretagna con tutti gli onori, le sue sorelle rimasero a Vienna e purtroppo furono poi internate in un campo di concentramento. Ernest Jones, a proposito della fine delle sorelle Freud scrisse: « Per fortuna Freud non seppe mai ciò che avvenne loro», ma non tutti gli storici sono d’accordo su questa inconsapevolezza del famoso fratello.

Il calvario finale di Rosa, Mitzi, Dolphi e Paula fu comunque l’apoteosi di una vita di sacrificio dedicata, dall’infanzia, alla gloria del fratello primogenito, il figlio che la madre Amalia idolatrava. Solo per citare un piccolo esempio, quando la famiglia Freud attraversò dei forti periodi di crisi economica (dovuti anche alla necessità di spendere molti soldi per mantenere agli studi Sigmund Freud) furono le sorelle a fare i maggiori sacrifici: Rosa fu mandata in Inghilterra e Mitzi a Parigi, dove trovarono posto come domestiche (e poterono così inviare soldi alla famiglia).

Sigmund aveva cominciato i suoi studi di medicina nel 1873, anno di una grave crisi economica, che interessò molte famiglie austriache e sicuramente anche la famiglia Freud. Ciò nonostante ‘Sigi d’oro’, come lo chiamava la madre, poté continuare gli studi e laurearsi, peraltro in ritardo di tre anni rispetto ai tempi normali. Freud visse poi sei mesi a Parigi, anche se con una borsa di studio vinta per andare a studiare l’ipnosi da Charcot. (A Parigi tuttavia, sappiamo che il giovane e ambizioso Sigmund andava a teatro e faceva la bella vita, non certo si preoccupava di mandare i soldi a casa…. ). E’ addirittura probabile che Sigmund e Mitzi furono a Parigi nello stesso periodo, ma non risulta che i due si siano mai incontrati nella capitale francese.

A 27 anni Sigmund Freud viveva ancora in famiglia, fatto veramente raro per l’epoca. A lui solo era riservata la moderna illuminazione elettrica e la disponibilità di un ufficio: gli altri andavano avanti con le candele e dividevano insieme i piccoli spazi della casa.

Si potrebbe pensare che il ritratto dato fin qui del padre della psicoanalisi sia poco rispettoso della sensibilità del Maestro, ma è lui stesso a smentire questa ipotesi, quando scrisse, quaranta anni più tardi, nella sua autobiografia: ” Non mi ricordo di aver mai avuto, durante la mia giovinezza il desiderio di alleviare le sofferenze dell’umanità”. E nemmeno quelle della famiglia, verrebbe da aggiungere.

Le quattro sorelle, sebbene più giovani di Sigmund, si erano sposate o fidanzate prima di lui, forse per non essere di peso alla famiglia: Anna, la più grande (cui Freud in anni precedenti aveva fatto togliere il pianoforte perché il suono lo distraeva dagli studi e alla quale impediva di leggere Flaubert o Dumas perché non adatti ad una giovane donna), aveva sposato Elie Bernays (fratello di quella Martha Bernays che poi sposò lo stesso Freud) e poi si era trasferita con lui in America ; Rosa, la sorella “preferita” da Sigmund, divenne la signora Graf, Paula si sposò con Herr Winternitz. Maria, l’esiliata parigina, si sposò con un parente rumeno (che Freud chiamava sprezzantemente l’asiatico’) Dolphi rimase invece nubile e restò insieme alla madre Amalia fino alla morte di quest’ultima, che la colse all’età di 95 anni. Tutte le sorelle sposate rimasero vedove.

Tre mesi dopo l’Anschluss dell’11 Marzo 1938, Freud e la sua famiglia lasciarono l’Austria per fuggire in Gran Bretagna. Freud aveva allora 82 anni e soffriva da ventitré anni di un cancro alla mandibola. Quando avvenne l’Anschluss lui si riteneva troppo vecchio e troppo malato per lasciare Vienna, ma poi cedette alle pressioni del suo entourage.

Freud era allora già famoso in tutto il mondo e, per salvarlo dalle minacce dei nazisti, fu perfino contattato il Presidente Roosevelt in persona, oltre a numerosi diplomatici, per ottenere il permesso di espatrio (Ci fu anche l’intervento inatteso di Mussolini, cui Freud aveva dedicato uno dei suoi libri).

Freud poté dunque salvare la sua vita e quella dei più stretti familiari, così come le sue fortune e le sue collezioni di statue antiche, che arrivarono intatte in Inghilterra. Lì comprò Maresfeld Garden, una grande casa divenuta ora museo, dotandola anche di un ascensore. A Londra si poté permettere anche i migliori medici e chirurghi del momento, che lo andavano a curare partendo dal ‘Continente’, come ad esempio il Professor Lacassagne, primario dell’Ospedale Pierre e Marie Curie, di Parigi.

In Inghilterra Freud ricevette il permesso di lavoro per lui, per la sua famiglia, per i suoi domestici, per i suoi medici personali e per un certo numero di allievi, con le loro famiglie. Oltre alla moglie Martha, con Freud a Londra c’erano la cognata Minna, i figli con le loro rispettive famiglie e l’amica del cuore della figlia Anna: Dorothy Burlingham. Non erano stati lasciati a casa nemmeno il cagnolino Chow-Chow detto “Lün” e la preziosa collezione d’arte antica.

Rosa, Maria, Dolphi e Paula non erano destinate alla partenza: infatti, le sorelle Freud non furono neanche iscritte nel modulo di espatrio procurato da Ernest Jones. Quando il pericolo nazista si fece più vicino, i due fratelli maschi, Alexander e Sigmund si limitarono a consegnare alle sorelle la somma di 160.000 scellini austriaci (circa 22.400 dollari) somma che doveva servire per la loro vecchiaia. E con questo, si liberarono la coscienza.

Sarebbe errato pensare che Freud non si rendesse conto di quanto stava avvenendo: la sua mente era ancora lucidissima, egli stesso aveva ricevuto una visita della Gestapo a casa, era stata poi fermata la figlia Anna e si sa che lui teneva un diario di tutti questi avvenimenti. Nei quindici mesi che visse in Inghilterra poi, Freud riceveva dei pazienti, scriveva dei libri, manteneva i contatti con gli allievi, si curava personalmente di un possibile premio Nobel: come si fa a pensare che non si rendesse conto del pericolo che correvano le sue sorelle in Austria?

Certo, quattro sorelle anziane, vedove, forse malate avrebbero forse avuto difficoltà nell’espatrio, ma sappiamo al riguardo che la cognata di Freud, Minna Bernays, era anche lei malata, essendosi da poco operata agli occhi (e a Londra ebbe una lunga e difficile convalescenza).

Appare veramente inspiegabile questa trascuratezza di Freud nei riguardi delle sorelle, lasciate a vivere di stenti in Austria, costrette a subaffittare il loro appartamento ed infine a chiedere aiuto al figlio del fratello Alexander, che viveva a New York, il quale cominciò a inviare loro la somma di 12o0 dollari al mese.

Il 29 Giugno 1942, Marie, Dolphi e Paula finirono nel campo di concentramento di Théresienstadt. Rosa Graf le seguiì con il convoglio del 29 Agosto. Qui trovarono tutte la morte, con buona pace del caro fratello Sigmund che “per fortuna non seppe mai”, come si/ci consolava Ernest Jones.

Forse questa triste storia ci aiuta anche a capire da che tipo di concezione della donna possano essere nate teorie come “l’invidia del pene”.

Giuliana Proietti

Nell’immagine: Le sorelle Freud, museo Freud

cocaina

Cocaina: cosa è, come funziona

Cocaina: che cosa è La cocaina è una sostanza stupefacente. Agisce come stimolante del sistema nervoso centrale, è vasocostrittore ed anestetico, con ...
Leggi Tutto
casa natale

Quando Anna Freud visitò la casa natale del padre (1931)

Casa natale di Freud: festeggiamenti nel 1931 con la figlia Anna Nel 1931 gli psicoanalisti Nicolaj Osipov, Jaroslav Stuchlik ed ...
Leggi Tutto
segreti di un'anima

Segreti di un’anima: il primo film sulla psicoanalisi, 1926

E arrivò il momento in cui anche il cinema si accorse di Freud. Nel 1925 il produttore hollywoodiano Samuel Goldwyn ...
Leggi Tutto
analisi laica

L’analisi laica, Freud e il caso Theodor Reik

Theodor Reik (Vienna, 12 maggio 1888 – New York, 31 dicembre 1969) fu uno psicoanalista austriaco, seguace e stretto collaboratore ...
Leggi Tutto
Fritz Wittels

Fritz Wittels e la prima biografia di Sigmund Freud

Fritz Wittels, medico e psicoanalista austriaco (1880-1950), allievo di Freud, membro della società psicologica del mercoledì, viene ricordato soprattutto perché ...
Leggi Tutto
Francia

La psicoanalisi fu accolta tiepidamente in Francia, Freud dixit

Freud non era soddisfatto della diffusione della pediatria in Francia. Nel 1923 Freud rilasciò una intervista al giornalista francese Raymond ...
Leggi Tutto
obiezioni alla psicoanalisi

Obiezioni alla psicoanalisi

I maggiori obiettori della psicoanalisi sono stati, sin dall'inizio, gli antropologi, i filosofi e gli psichiatri: per loro la teoria ...
Leggi Tutto

I gusti letterari di Sigmund Freud

Di Sigmund Freud si può dire veramente di tutto, tranne che il padre della psicoanalisi non avesse un ottimo livello ...
Leggi Tutto
periodo ungherese

Freud, la psicoanalisi e il periodo ungherese

Sopra: Anton Von Freund (1880-1920) Come si può facilmente immaginare, anche Sigmund Freud, seppure giunto ormai all'apice del successo professionale, ...
Leggi Tutto
grande guerra

Freud e la Grande Guerra

Nel Luglio 1914 Sigmund Freud pensava più alle dimisssioni di Carl Gustav Jung più che all'imminente conflitto mondiale ("Finalmente ci ...
Leggi Tutto
sorelle Freud

Sigmund Freud , le sue sorelle e l’invidia del pene

Le sorelle Freud furono delle vittime, non solo del nazismo (tutte, tranne Anna, sposata in America, morirono in un campo ...
Leggi Tutto
Mosè di Michelangelo

1913 Freud studia il Mosè di Michelangelo

In genere "l'incomparabile bellezza di Roma" riusciva a ritemprare lo spirito di Freud. E fu per questo che, dopo la ...
Leggi Tutto
Jung e Freud

Jung: quando e perché decise di allontanarsi da Freud

"Sotto l'influenza della personalità di Freud avevo - per quanto possibile - rinunciato al mio proprio giudizio, e represse le ...
Leggi Tutto
pregiudizi razziali

Jung ha dei pregiudizi razziali (Freud dixit)

Secondo quanto Freud comunicò ad Abraham nell'Agosto del 1908, dopo il famoso viaggio in America fatto insieme, il padre della psicoanalisi ...
Leggi Tutto
sorella preferita

Rosa Freud, la sorella preferita di Sigmund: una vita davvero sfortunata

Sopra: Le sorelle Freud. Da sinistra: Adolfine [Dolfi], Marie [Mitzi], Rosa, and Pauline [Pauli]  Prints & Photographs Division Library of ...
Leggi Tutto

Freud e le sue due mogli

Il documento che vedete qui a sinistra sarebbe la 'prova provata' che Freud aveva una relazione con Minna, sua cognata, ...
Leggi Tutto

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


Contatti e Consulenza con la Dr. G. Proietti

Per appuntamenti e collaborazioni professionali: 347 – 0375949 Ancona, Terni, Civitanova Marche e via Skype
Tweets di @gproietti

Visita il nostro Canale
YouTube


Per le collaborazioni con i media visita la pagina Media e Social Media

Perché sceglierla come Terapeuta: Visita la pagina 9 ragioni per sceglierci come Terapeuti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.