Psicoanalisi: il Comitato Segreto

Da sinistra: Rank, Abraham, Eitington, Jones. In basso: Freud, Ferenczi e Sachs ritratti nel 1920.

Durante l’estate del 1912 Jones e Ferenczi discussero per la prima volta la possibilità di dar vita ad un comitato segreto fra i fedelissimi della psicoanalisi. Il problema era infatti quello di proteggere la psicoanalisi dai dissidenti e dalle loro nuove teorie, che si ispiravano alla psicoanalisi di Freud, pur differenziandone negli assunti di base.

Jones ne parlò con Freud in una lettera datata 30 Luglio 1912. Freud gli rispose: “Ciò che ha subito colpito la mia immaginazione è la Sua idea di un consiglio segreto composto dei nostri uomini migliori e più fidati”.

Ed ancora: “Lei dice che è stato Ferenczi a pensarci, tuttavia avrei potuto farlo io stesso in tempi migliori, quando speravo che fosse Jung a raccogliere un simile circolo intorno a sé… Ora mi dispiace che questo sodalizio si debba stringere indipendentemente da lui” (S. Freud, lettera a E. Jones del 1 Agosto 1912, Freud Collection, Box D2, tratto da Donn, Freud e Jung).

Al tempo, Adler e Stekel erano usciti dalla Società di Psicoanalisi e la rottura con Jung era nell’aria. L’idea proposta da Jones a Freud era dunque quella di costruire un comitato segreto, composto da un limitato gruppo di psicoanalisti. Essi dovevano essere stati analizzati direttamente da Freud, per poter rappresentare la teoria psicoanalitica pura, non alterata da complessi personali e perciò costruita come una “roccaforte non ufficiale” all’interno della Società di Psicoanalisi.

I membri fondatori di questo comitato furono: Ferenczi, Sachs, Abraham, Rank, Eitington (aggiunto su suggerimento di Freud nel 1919) e, naturalmente Jones e Freud. In seguito si aggiunsero Lou Andreas Salomé, Anna Freud (figlia di Freud), Marie Bonaparte, Dorothy Burlington (amica di Anna Freud).

Queste persone si impegnavano a difendere la psicoanalisi e a non criticarne i principi fondamentali, senza averne prima discusso fra di loro. Ciascuno di loro portava un anello con un’iscrizione greca, in segno di stima e marchio di appartenenza ad un gruppo di pionieri.

La motivazione a combattere per la diffusione e la difesa del movimento psicoanalitico creò nel gruppo dei legami molto intensi, ma anche molto conflittuali. (Riprendendo il mito di Totem e Tabù, molti storici chiamarono infatti questo gruppo l’orda selvaggia…)

Approfondimenti:

Giancarlo Ricci, Sigmund Freud: la vita, le opere e il destino della psicanalisi
Bruno Mondadori, 1998

Dominique Bourdin, Cento anni di psicoanalisi. Da Freud ai giorni nostri, Dedalo, 2007

Dizionario Larousse della psicanalisi a cura di R. Chemama, B. Vandermersch, C. Albarello
Gremese Editore, 2002

Leggi anche:  Marie Bonaparte: una biografia

Il Comitato Segreto, Rivista: PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE, 2004 Fascicolo: 1, Franco Angeli

The Secret Committee

Dott.ssa Giuliana Proietti

Immagine: Freud Museum

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *