infermiere

Buongiorno,complimenti per il sito che ho trovato e trovo interessante.Quello che ho da raccontare e’ qualcosa di veramente tragico.la mia vita e’ una tragedia da un po’ di anni (circa 5 a questa parte).Sono un ragazzo e sono sempre stato un ragazzo timido e introverso, ora ho 25anni e ho perso praticamente la bussola della mia vita.Le spiego meglio la mia storia:durante la prima infanzia e cioe’ durante le scuole elemetari avevo dei problemi ad esprimere la r e la l,poi sono andato d auna logopedista e si sono risolti.Ero molto emotivo e timido,durante le scuole medie non riuscivo molto bene ad integrarmi con i miei compagni di classe.Durante le superiori in una scuola professionale ad indirizzo sanitario i primi 2 anni sono stati difficoltosi per me nel riuscire ad integrarmi con i compagni di classe,anche a causa di denigrazioni e di pesanti attacchi fisici e psicologici dovuti al bullismo(mi davano botte,mi dicevano che ero uno sfigato,mi facevano dispetti),e poi un professore di una materia professionale mi derideva e mi metteva molta paura dicendomi che mi avrebbe bocciato, cque sono riuscito a superare un po’ e negli ultimi 2 anni di scuola superiore avevo trovato qualche amicizia con i miei compagni di classe.le superiori le ho superate senza ripetenze e fino qua la mia vita era tra il vivere e il sopravvivere in tutti i lati. Poi uscito dalle superiori ha trovato qualche lavoro in fabbrica ma per breviperiodi tramite agenzie interinali,per 2 mesi, per 1 mese.L’anno successivo trovai un lavoro come apprendista in un a azienda grafica comeapprendista operaio,lavoro che mi piaceva abbastanza,pero’ dopo 8 mesi nonc’era lavoro o poco e mia madre mi aveva incitato perche’ mi scrivessi all’universita’ e ho deciso di iscrivermi all’universita’Facolta’ di medicina e chirurgia e corso di laurea ad indirizzo sanitario infermiere(non l’avessi mai fatto:un incubo).Mi spiego:Gli esami scritti o orali li passo,non con grandi voti,cque lipasso,e mi piace cio’ che studio,i tirocini ho grosse difficolta’.Il primo anno ho passato tutti gli esami scritti con una media di 20-22,mal ‘esame di tirocinio(per un tirocinio negativo non l’ho passato).Lo ridetti l’anno sucessivo e lo passai con una buona media.Iniziai il secondo anno di corso e dopo un primo tirocinio con una votazione buona, nel 2 tirocinio anche qui dopo un inizio sufficiente,incappai in una situazione da me definita drammatica con blocco motorio,disinteresse,arrestodel pensiero,disinteresse,attacchi di panico,lentezza,che mi hanno scombussolato facendomi prendere un voto appena sufficiente.Seguo le lezioni e intanto ho scritto una mail a uno psicologo contattato tramite internet.Avevo avuto la consapevolezza di essere gay,la notte non dormivo,facevo fatica a concentrarmi.Intanto proseguo l’universita’e inizio il terzo tirocinio,avendo anche qui notevoli difficolta’nella prima parte,poi ho fatto qualche seduta da un opsicologo e ho ripreso la seconda parte di tirocinio,dov’ero migliorato nettamente(riuscendo ad organizzare il lavoro,le procedure tecniche ecc) e la tutor mi assegno prima un voto discreto,poi portandomelo a buono perche’ avevo migliorato e per il mio impegno.Ancora frequentai un paio di sedute dallo psicologo e migliorai,proseguii con un altro tirocinio in cui presi un 27,mi mancava solo un esame scritto perpassare l’anno sucessivo,lo feci ,ma presi un voto oscillante tra la sufficienza e l’insufficienza.Percio’ non lo passai.Ridetti l’esame e lo passai al primo colpo,iniziai a frequentare il terzo anno di corso seguendole e passai intanto 3 esami scritti, iniziai poi i tirocini esvolgendo questo primo tirocinio si ripresentarono gravi carenze di tipo tecnico,organizzativo e comportamentale e mi bloccarono dicendomi che non potevo piu’ rifrequentare il corso,intanto detti altri esami superandoli,poi mi fecero riprendere i tirocini,ma nell’arco di questo tirocinio si ripresentarono testuali difficolta’nelle tecniche,nelle procedure e con gli operatori facendomi prendere una grave insufficienza.Bloccato di nuovo e per sempre da parte dei tutor,dicendomi che non era professione per me.Per terminare mi mancherebbero 2 esami e la tesi,avendo terminata tutta la parte scritta.Esami comprendenti i tirocini,ma non posso portare a termine il tutto e mi sento particolarmente frustrato,ormai non dormo di notte,ho dolori gastrici.Mi e’ stato detto da una persona che conosco di provare a fare kick-boxing pers maltire la rabbia incorporata in questi anni.Secondo lei la mia scelta fatta e’ stata sbagliata?Devo ripresentarmi all’universita’ e rivendicare i miei diritti anche se non l’accettano?Poi cosa devo fare per stare bene?kick-boxing?Alcuni amici ce li ho e in particolare uno a cui tengo molto,sulla parte sessuale sono ancora incerto e comunque non ho mai avuto storie.Un aiuto psicologico l’ho gia fatto,ma piu’di tanto non arrivo a una maturazione profonda.Cosa devo fare?Cosa ne pensa?

Gentilissimo,

No, mi spiace: lei una psicoterapia seria non l’ha mai fatta. Andare da uno psicologo per due o tre sedute non è risolutivo, sebbene anche solo qualche seduta, per sua stessa ammissione, le sia bastata nel suo travagliato percorso, a riconquistare la fiducia in sé stesso e a superare le prove e gli esami che ha dovuto sostenere. Lei ha delle insicurezze di fondo, a cominciare dalla sua identità sessuale ed ha anche, ritengo, notevoli difficoltà relazionali (anche a causa di tutto quello che ha dovuto subire da bambino e da adolescente). Infatti, quando deve dare un esame teorico non ci sono problemi; nei tirocini invece, che comportano spesso un lavoro di équipe o con un tutor di riferimento, lei fallisce clamorosamente.
Dunque, quello che lei deve risolvere è la sua scarsa abilità sociale, ma non può fare questo se prima non conosce a fondo sé stesso: come vede, è un circolo vizioso.
Intraprendere una seria psicoterapia (intendo dire una seduta alla settimana, almeno per 6-12 mesi, senza interruzioni) le permetterà di conoscersi meglio, di potenziare le sue risorse e di essere supportato nella esposizione graduale alle difficoltà, cercando, per prove ed errori, quali modalità comportamentali soddisfano meglio i suoi bisogni. Questa che le ho descritto è, in sintesi, la modalità operativa della psicologia cognitivo-comportamentale: nel cercare uno psicologo deve assicurarsi che questo sia il suo approccio. (Non che gli altri approcci non siano altrettanto validi: le ho consigliato questo perché si tratta di una psicoterapia breve, focalizzata sul sintomo, e perché, al momento, è ritenuta la più efficace, nei metodi e nei risultati). Quanto all’altra domanda, se deve o meno continuare e terminare gli studi, la risposta è si, certamente si. Qualunque sia la sua professione e la sua vita futura, è necessario avere un titolo di studio, il più elevato possibile. Smettere a due esami e tesi dalla fine mi sembrerebbe fin troppo autolesionistico. Assolutamente non deve smettere di studiare!
Cari saluti e auguri.

Dott.ssa Giuliana Proietti Ancona

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Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona Civitanova Marche, Fabriano
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post


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One thought on “Storia di un aspirante infermiere – Consulenza on Line”

  1. Sono una ragazza che sono al primo anno di infermiera ma non trovavo mai tempo per studiare e comincia a demoralizzarmi lascia infermeristica non essendo portata oggi mi sono laureata in giudisprudenza ho fatto un concorso e sono entrata nello stato a tempo indeterminato. Spiego sinceramente l’università di infermeristica e troppo stressante e gli insegnanti non sono in grado di insegnare io mi alzavo alle 5.30 del mattino per arrivare entro le 8.30 poi all’inizio si usciva alle 16.30 poi 18.30 quando arrivavo a casa non riuscivo neanche a mangiare e mi addormentavo ho provato a studiare dalle 21.00 alle 23.00 ma non riuscivo non sapevo da dove iniziare dopo dieci ore lezione c’erà bisogno anche del riposo a gennaio non uscivo la domenica per studiare ma non bastava e organizzata male l’università di infermieri non siamo macchiene. attualmente sono felice di essere diventato dottore in giudisprudenza frequentavo la mattina e il pomeriggio avevo tutto il tempo di studiare arrivavo a casa pranzavo un oretta di sonno e iniziavo a studiare mi bastavano poche ore avendo seguito la lezione e uscivo il sabato frequentavo corsi di inglese e andavo in palestra vi consiglio di cambiare università perchè infermeristica ti porta al manicomio e le insegnanti non spiegano bene inoltre tra quello che spiegano e libri da leggere mi sono trovata che non c’erà neanche una materia che potevo rispondere se restavo un altro po chissa dove sarei finita forse al manicomio.

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