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Lettere a Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti, psicoterapeuta sessuologa

DENTRO E FUORI DI TE
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 17

 

06-04-2012, 11:13 AM
COME POSSO SUPERARE TUTTO

Salve a tutti, sono Niko, ho 39 anni, nel 2007 mi sono separata per iniziare una convivenza con un uomo M, che ritenevo speciale. Infatti è andato tutto bene fino a febbraio 2011 dove scopro che M ha una relazione con A. Il mondo mi crolla, tutte le certezze che avevo mandate in frantumi; decido di andarmene da casa per una settimana, per dare tempo a M di capire cosa realmente vuole. Passata la settimana torno, ho sempre sospetti, lui dice di aver troncato con A,cerco in tutti i modi di essere serena, ma a metà marzo 2011 scopro che M ha incontrato A perchè lei aveva dei problemi e gli ha chiesto di trovarsi e parlarne (questa è stata la spiegazione di M ), io divento sempre piu sospettosa, fino a quando ad aprile scopro tramite un suo indirizzo di posta che ha un profilo su facebook (a me aveva sempre detto che non gli interessava averlo!), con cui chatta e manda messaggi con A e con altre persone. Mi arrabbio tantissimo, prendo tutta la mia roba e me ne vado ancora da casa, lui non pare soffrirne molto. Dopo qualche giorno si fa sentire dicendomi di tornare perchè mi vuole bene. Io innamorata ad agosto 2011 ritorno. Ma le cose van sempre peggio, scopro ke ogni tanto telefona a A, e a una certa D. gli chiedo spiegazioni e dice che vuole tenere l’amicizia con queste due perchè ci tiene!! Io non riesco piu a credere a quel che mi dice, infatti a dicembre 2011 trovo la password del suo profilo fb e scopro che oltre ad avere avuto una relazione con A, ha baciato e chissà cos’altro con D (lui dice ke si son solo baciati e ke si sono scritti certe cosucce per scherzo e che non ha avuto rapporti completi con lei). Non contenta scopro anche che M ha invitato in quella che doveva essere la nostra casa, quelle due per una cena (mentre io ero via ) e nell’occasione ha baciato D e avuto rapporto completo con A nel “nostro letto”!!!! Lui a mie spiegazioni, ha negato certe cose, io ho tel a entrambe le donne per avere spiegazioni, ma mi hanno solo riempita di bugie. Ora, è da fine febbraio 2012 che vivo ancora da sola, M mi è parso più pentito di quel che ha combinato rispetto all’anno scorso, io sono arrabbiata, delusa dalle bugie che mi ha raccontato per mesi guardandomi negli occhi e dicendomi di volermi bene. Continuiamo a sentirci e a vederci, ma io ho paura ke mi faccia ancora soffrire, lui ha chiuso con loro, ma io sto ancora tanto male, certe cose non ha voluto spiegarmele per bene, a suo avviso è meglio non parlarne perchè cosi si dimentica prima, io invece mi riempio di ulteriori dubbi!!.
Per favore, ditemi se c’è un modo per poter superare la rabbia, la delusione che ho nei suoi confronti, se e come posso ritornare a fidarmi di lui, non posso vivere continuando a guardare le sue mail di nscosto!Grazie.

Gentile Niko,

Quando la fiducia in una persona viene meno, non è facile recuperarla. Penso che, dopo quello che le è successo, al minimo sospetto lei andrebbe a cercare password, sms, bigliettini, lettere e via dicendo, e la sua vita sarebbe un inferno.

D’altro canto, ha ragione anche M. nel voler evitare a questo punto “confessioni” che non servirebbero a nulla, dal momento che nulla aggiungerebbero al vostro rapporto, ma potrebbero soltanto togliergli qualcosa.

Va detto che ci sono persone, uomini e donne, che non riescono ad essere fedeli ma che, al di là di questo, riescono a mantenere un rapporto di coppia stabile, cui attribuiscono comunque un grande valore. Resta da capire se a lei può andar bene un rapporto di questo genere, che prevede una più ampia libertà sessuale (per entrambi i partners, ovviamente).

Se lei capisce che si, con una buona dose di realismo, può accettare un compromesso del genere, anche se non sarebbe stato nella sua natura e nelle sue aspirazioni, non c’è da fare altro che rimettersi con lui, evitando qualsiasi pensiero negativo, prendendo solo il bello e il buono che c’è da prendere, senza mai lasciarsi andare alla gelosia o all’ansia.

Se lei, al contrario, è una donna che 1. non ama i compromessi e 2. ritiene la fedeltà, ma più che altro la lealtà (si può essere infedeli, ma rimanere comunque leali verso il partner) un valore fondante della coppia, non ha altro da fare che salutare per sempre il partner fedifrago e recidivo e tornare definitvamente alla sua vita da single, nella speranza di incontrare presto una persona capace di fare un uso migliore della sua fiducia.

Trascinare avanti nel tempo questa storia, così come è ora, senza una decisione netta, in un senso o nell’altro, non credo faccia bene alla sua psiche, né alla sua vita.

Saluti e molti auguri,

06-05-2012, 11:19 AM
DEPRESSIONE

Buongiorno a tutti voi, sono G una ragazza di 23 anni. Da un anno e mezzo sto insieme a un ragazzo di 25. Il nostro rapporto è partito in quarta, grande affiatamento, siamo due persone che amano la compagnia e il divertimento, ci lega la passione per le auto e raramente discutiamo per problemi fra noi. Abbiamo caratteri incredibilmente simili. Dunque, circa 3 mesi dopo che ci siamo messi insieme, i suoi genitori si sono separati. Enorme difficoltà, anche perchè lui è una persona molto riservata per ciò che concerne i suoi problemi personali e con me faceva (e fa) molta fatica ad aprirsi. Il fattore separazione deve avergli scatenato una guerra personale assurda, cosa che l’ha portato a mollarmi una quantità di volte indicibile. E io come uno zerbino sempre dietro, prima perchè non capivo i suoi motivi, poi per stargli vicino e poi perchè l’affetto è diventato così forte che senza di lui non potevo stare. La sua situazione in famiglia è incasinata, la mamma è stata mollata da sola a crescere 4 figli e i fratelli fra di loro fanno guerra comune al mio ragazzo perchè in quanto il più grande ha preso virtualmente il posto di capofamiglia. Insomma, è difficile da spiegare ma il problema è che lui pian piano a perso la voglia di vivere sociale, di stare con gli amici, di seguire le auto e i raduni, è diventato scontroso e si chiude in casa appena torna dal lavoro. Nei weekend esce solo se “obbligato da me” ma vedo che non è felice, è sempre sul piede di guerra con tutti e vi giuro che è difficile stare con una persona così. Questo rapporto mi sta logorando, sono anche io una persona fragile e non ce la sto facendo più. Lo scorso weekend mi ha detto che vuole un periodo per stare da solo, che è entrato in depressione e che andrà dallo psicologo. So che questo percorso sarà incredibilmente difficile e lungo e lui mi ha detto che non mi sta lasciando ma che ha bisogno di mollare un po’ la presa e di stare per i fatti suoi, che si farà sentire per messaggio ma di lasciarlo nel suo brodo. Ad oggi sparisce per giorni interi, e poi improvvisamente ricompare con un altro messaggio. Io non so se farmi sentire lo stesso anche quando sparisce o sparire anche io. Non voglio lasciarlo solo ma mi sta tirando fuori di testa!
Sto pensando di chiedere un’aiuto psicologico perchè questa situazione è davvero insopportabile, della serie oggi ci sono domani no.

Gentilissima,

La separazione dei genitori è quasi sempre traumatica, a tutte le età. E’ possibile che il suo ragazzo sia rimasto sconvolto da quanto è accaduto ai propri genitori ed ora pensi che la stessa cosa potrebbe un giorno accadere anche a lui (per cui potrebbe non valere la pena impegnarsi in un rapporto serio con una ragazza). Con questa separazione sono state probabilmente minate tutte le sue certezze.

Non è detto che andare dallo psicologo sia un percorso sempre “difficile e lungo”: è possibile che, già dopo qualche seduta, il suo ragazzo si senta meglio, come del resto accade alla maggior parte delle persone.

Nel frattempo, il suggerimento è quello di comprendere la situazione difficile che lui sta attraversando: stimolarlo un po’ può essere utile, ma quando dall’altra parte le reazioni vanno in tutt’altro verso di quello sperato, la cosa migliore è quella di ritirarsi, senza invadere il suo bisogno di solitudine e di riflessione.

Va poi detto che se, come lei dice, lui la lascia e lei, come uno zerbino, si mette ai suoi piedi, lui potrebbe essere tentato di replicare questo comportamento ogni volta che le cose non gli vanno bene, sapendo che ciò che fa e dice non gli procura in fondo conseguenze irreversibili… In questo modo il vostro rapporto può prendere davvero una brutta piega: meglio per un po’ stare alla finestra e vedere ciò che succede.

Saluti cordiali.

06-11-2012, 10:41 AM
MALINCONIA
Salve! Sono qui a sottoporvi quella che è la mia attuale situazione interiore.
Da un po’ di tempo,soffro terribilmente di una malinconia inestirpabile. Analizzando razionalmente la mia vita,ho individuato quelle che forse sono le cause scatenanti di questo malessere:lutto familiare grave(morte della mamma 8 anni fa),sovraccarico di responsabilità familiare ad esso connesse (vivo ancora in famiglia con padre e fratello ormai trentenne),fine di due relazioni sentimentali con persone problematiche (una affetta da neotenia psico affettiva,l’altra reduce da una separazione),senso di insoddisfazione personale,eccessiva sensibilità verso gli avvenimenti esterni.
Sono una persona estremamente razionale, e credo,equilibrata a detta di molti ma molto insicura e tendenzialmente pessimista anche se all’esterno cerco assolutamente di non darlo a vedere,rassicurando,consigliando ed ascoltando moltissimo chi mi sta vicino.Purtroppo a volte, la malinconia nonostante gli sforzi,riaffiora e spaventa enormemente(forse le persone più insicure di me!) e questo mi provoca grande sofferenza:temo di non essere accettata come persona “normale”,con pregi e difetti,con il mio vissuto e soprattutto di non essere amata per quella che sono…..
Non vorrei sembrare paranoica,ma questo senso di tristezza interiore mi sta letteralmente bloccando.Anche gli studi universitari procedono molto a rilento e non sempre i risultati sono brillanti come mi auspicherei.

Gentilissima,

Ci sono persone che tendono naturalmente verso l’ottimismo e persone che, come lei, tendono piuttosto verso il pessimismo e la malinconia. Probabilmente anche se non vi fosse stato quel lutto gravissimo, la sua vita non sarebbe stata all’insegna dell’allegria e della superficialità, perché queste cose mi sembra che non facciano parte del suo temperamento.
Per quanto potrà sembrare una forzatura, qualcosa di molto artificiale, per temperare la sua tendenza naturale alla malinconia, lei dovrebbe cercare di esercitare il suo pensiero, introducendo delle riflessioni che la inducano ad una maggiore assunzione di responsabilità nella sua vita. Non tutto quello che capita infatti va preso come un segno del destino, non tutto è immutabile, ma c’è sempre qualcosa che possiamo fare noi stessi per essere più felici e migliorare il nostro presente.
Il fatto che le sue storie sentimentali siano andate male significa semplicemente che lei ha incontrato due persone non compatibili con lei: due storie sono davvero troppo poche per generalizzare e dire che sarà sempre così. Probabilmente occorrerebbe avere un po’ di coraggio per rimettersi in gioco e tentare con qualche nuova persona. Quanto agli studi, tutti gli studenti, anche i più bravi, registrano dei periodi di pigrizia e di incapacità di concentrazione: dia spazio a queste esigenze di libertà e di disimpegno facendo qualcosa d’altro che le piace e le dà soddisfazione, per poi tornare agli studi più carica e motivata di prima.
Legga nel frattempo dei libri di auto-aiuto, si dia obiettivi facili da realizzare, gratificanti e a breve termine.
Se avrà la possibilità di essere seguita da uno psicologo, tutto sarà ancora più facile.
Le faccio moltissimi auguri, per tutto.

06-18-2012, 11:09 AM
MI ODIO PERCHE’ SONO UN FALLITO

Salve dottoressa,
scrivo perché odio me stesso e non riesco a trovare sollievo. Sono stato un completo fallimento in ogni cosa in cui mi sono cimentato. Ho accumulato, fin da bambino, una serie impressionante di insuccessi negli studi (nonostante fossi molto bravo, mi sono laureato tardi e male), sul lavoro (per la mia timidezza ho avuto estreme difficoltà a trovarne uno, peraltro frustrante e malpagato), nelle relazioni interpersonali (mai avuto amicizie vere e proprie, di relazioni sentimentali o sessuali manco a parlarne), ecc. ecc…. Essendo anche molto “imbranato” ho sempre avuto difficoltà anche in piccole cose quotidiane che TUTTI gli altri imparano in fretta e fanno senza neanche pensarci (non ho mai superato la mia vergogna per essere stato l’UNICO da bambino a non imparare cose come giocare a pallone, nuotare o andare in bici; ma ci sono cose anche più semplici che ancora non riesco a fare). Insomma, nella mia vita non ho mai fatto niente per cui essere soddisfatto di me stesso. Mi sono sempre vergognato molto di me, penso che essere me stesso sia una condanna. Ovviamente ciò riduce a zero i miei rapporti sociali: sono sicuro che tutte le altre persone mi disprezzino e mi deridano dietro le spalle, e se mi fanno un complimento vuol dire che stanno mentendo. Sono capace di non uscire di casa per mesi, non voglio nemmeno vederla la gente.
Ho provato a consultare un terapeuta, che mi ha detto che dovrei avere stima di me, e di convincermi che sono una persona bella, intelligente e interessante. Ma questo approccio non funziona con me: come faccio a dare fede a queste cose, se NON E’ VERO NIENTE? Mi sembra solo di mentire a me stesso. Avrò anche qualche piccola qualità positiva, non sono né uno stupratore né un assassino, ma mi sembra davvero poca cosa rispetto ai miei difetti e comunque trovo difficile avere fiducia in me stesso, non avendo mai fatto nulla nella mia vita per essere soddisfatto di me. L’altro giorno stavo giocherellando con un coltello fra le mani e pensavo cose tipo “basterebbe un colpo secco e risolverei tutti i miei problemi”.

Dei suoi fallimenti lei si dispiace e si compiace allo stesso tempo: infatti, mentre lei dice che una cosa le è andata male, afferma nello stesso tempo che avrebbe potuto andarle meglio, e dunque che lei avrebbe potuto meritare di più. Tutto questo ha un effetto consolatorio su di lei: le sue ferite narcisistiche vengono lenite, ma la sua autostima non migliora e le sue relazioni sociali restano difficili, se non impossibili.

Le faccio un esempio di questo meccanismo in un suo ragionamento:

“Ho accumulato, fin da bambino, una serie impressionante di insuccessi negli studi (nonostante fossi molto bravo, mi sono laureato tardi e male)”.

Ciò che le procura tristezza e delusione nei confronti di sé stesso dunque non è l’essere stato un “fallimento” a scuola, ma il non essere stato capace di mettere in atto delle performances all’altezza della sua intelligenza e della sua bravura.

Un altro esempio:

Ho provato a consultare un terapeuta, che mi ha detto che dovrei avere stima di me, e di convincermi che sono una persona bella, intelligente e interessante. Ma questo approccio non funziona con me: come faccio a dare fede a queste cose, se NON E’ VERO NIENTE?

Come fa lei a dire che “non è vero niente”? La sua lettura della realtà è per forza migliore di quella del terapeuta? Inoltre, cosa sa lei di psicoterapia? Per quanto tempo ci è andato? Per quanto tempo ha messo in pratica questi consigli? Mi sembra che la sua fiducia nelle sue personali conclusioni sia eccessiva, almeno fino a che il tempo non potrà dirle: 1. che quel terapeuta non capiva niente 2. che la psicoterapia non funzionava su di lei. Ma decidere su due piedi che lei ha ragione e gli altri hanno torto mi sembra una scelta quanto meno azzardata.

E allora mi chiedo, e le chiedo: non è possibile che il suo livello di aspettative su sé stesso sia esagerato? Che vi sia cioè un dislivello eccessivo fra ciò che lei realmente è e quello che vorrebbe essere (o che si è convinto di essere? O che qualcun altro desidererebbe che lei fosse?)

Perché se lei si aspetta sempre l’eccellenza da sé stesso, lei sarà sempre e soltanto un perdente: questo peggiorerà la sua autostima e le creerà problemi con gli altri.

Se lei invece abbassasse il livello di aspettative che ha su di sé, accontendosi di risultati buoni, anche se non ottimi, ed imparasse ad accettare anche i suoi limiti e le sue vulnerabilità, le cose andrebbero molto meglio.

Una persona veramente intelligente non lo è solo perché ha un pensiero razionale e delle ottime capacità cognitive: è intelligente anche se sa darsi forza nell’affrontare le sfide, se sa consolarsi ogni volta che cade, se sa stabilire buoni rapporti con gli altri, anche quando non sente di essere la mela più bella del cestino.

Saluti cordiali.

06-18-2012, 11:13 AM
MIA MOGLIE INVAGHITA DI UN ALTRO

Salve mi chiamo Marco 36 anni e sono sposato da 16 con mia moglie anche lei della mia età.
Scrivo su questo forum per chiedere un consiglio circa un problema che si è venuto a creare con mia moglie negli ultimi tempi.
Il nostro è sempre stato un matrimonio di amore tra noi e per i ns. due figli.
Negli ultimi tempi mi sono accorto di come mia moglie fosse distaccata da me senza capirne il motivo, giustificato da lei come un momento di confusione al quale neanche lei sapeva dare una spiegazione.
Avendo mille dubbi in testa ho provato a controllare il tabulato delle sue telefonate e con mio grande dispiacere ho notato una fitta corrispondenza tra lei e l’allenatore di mio figlio. Chiaramente ho chiesto subito spiegazioni di quanto visto, e lei dopo giorni in cui ha negato che ci fosse qualcosa tra lei e l’altro, mi ha confessato di come invece si fosse invaghita di quell’uomo senza che neanche lei si sapesse dare una spiegazione; in tanti anni di matrimonio mai le era successa una cosa simile. Mia moglie mia ha subito tranquillizato dicendomi che non voleva assolutamente perdere la sua famiglia e che non avrebbe mai più avuto rapporti con quell’uomo che neanche conosce bene, per non rischiare di compromettere tutto; infatuazione di cui, secondo lei, tra l’altro lui neanche si era accorto.
Io chiaramente non vivo molto bene questa situazione, che non pensavo mai potesse accadere nella nostra vita, ma stò cercando di starle vicino per farle sentire quanto la amo.
Avete consigli da darmi? Cosa devo fare ?

Gentile Marco,

In una relazione di coppia di lunga durata è staticamente più che probabile che una persona si possa innamorare o invaghire di un terzo, fuori della coppia, e sentirsi fisicamente attratto/a da lui/lei.

Gli esseri umani sono fatti così: questa è la natura, che non vuole unioni monogamiche, ma quanti più incontri sessuali possibili, per assicurare la continuazione della specie. A volte gli ormoni dunque possono prendere il sopravvento sul pensiero razionale e spingere verso la direzione dell’incontro con l’altro, anche se quella è l’ultima cosa che, per tutto ciò che il/la partner rappresenta, realmente si vorrebbe fare (Non a caso chi vive questi momenti, come sua moglie, si dice “confuso”). La stessa cosa un giorno potrebbe accadere anche a lei.

In un rapporto di lunga durata dunque occorre non dare troppa importanza a queste possibili sbandate, considerarle per quello che sono e se, malgrado il coinvolgimento emotivo che esse comportano, una persona riesce a non passare all’atto e a non cadere fra le braccia dell’altro, credo sia solo da ammirare visti anche i tempi che corrono.

Tutto quello che lei può fare è evitare di parlare troppo di questa cosa ed aiutare sua moglie a distrarsi, con qualcosa che le faccia ugualmente piacere, ma che non metta a rischio la vostra coppia e la vostra famiglia.

Auguri!

07-02-2012, 05:24 PM
RICONQUISTARE UN RAPPORTO

Ho 35 anni e convivo da 9 con la mia compagna da cui ho avuto 2 figli (4 anni, 6 mesi). Il problema nasce 10 mesi fa, mi contatta la ex con cui avevo avuto una storia di 1 anno, terminata poi con la sua fuga senza nessuna spiegazione. Ho sempre avuto una forte rabbia dentro che durante tutto questo tempo me l’ha fatta ricordare con odio. Mi ha cercato proprio per spiegarmi perchè. All’inizio ero avverso, nervoso, non volevo ascoltarla. Poi abbiamo parlato, si è spiegata ed ho accettato le sue scuse. Col tempo ne ho fatto un quadro pessimo rispetto al passato: una donna piena di problemi familiari e lavorativi, depressa e malata (per sua stessa ammissione). Si divertiva a inviarmi foto sue esplicite o messaggi chiari. Altre volte abbiamo discusso animatamente. E’ capitato di incontrarci volutamente. Un giorno la mia compagna viene a sapere tutto. Minaccia di andarsene e va in crisi. Gli chiedo scusa e prometto che non capiterà più. Con suo grosso sacrificio ottengo il perdono. Per un po’ taglio i ponti con la ex, poi la risento (chiamate, chat e qualche incontro). 2 volte insieme ai reciproci figli, 1 volta di sabato sera. Alti e bassi, e lei che prosegue con l’invio di frasi e foto osè. Qualche giorno fa la mia compagna riscopre tutto. Vuole andarsene per staccarsi e decidere cosa fare. Ora ha rimandato perché nostro figlio + grande è confuso dalla vicenda. Ha visto “il litigio” le lacrime di entrambi. I silenzi tra di noi, e il fatto che io dormo sul divano. Quindi nell’ipotizzare di andare con la mamma a 600 km di distanza (dai nonni) per un po’, lui ha pianto e detto che “non vuole dimenticarsi del papà”. Finchè il bimbo non si tranquillizzerà rimarrà a casa, ma l’esigenza di staccarsi da me rimane. Ne sente la necessità. Ora non crede più a niente (le ho raccontato tutto). Si domanda come io abbia potuto incontrarla insieme ai bambini. Ha bisogno di andarsene via perché deve parlare altrimenti impazzisce. Non sa come la supereremo e se lo faremo. Prima deve trovare la sua stabilità mentale e poi penserà a noi. E’ convinta che io provi qualcosa altrimenti non avrei messo in discussione 9 anni 2 figli. E’ del tutto vuota di ogni sentimento, dubita del nostro amore. Non si meritava tutto questo, l’ho umiliata in tutti i sensi. 3 piccole premesse finali. La prima è che tra me e la ex non ci è stato nulla. Il paradosso è che io al solo pensiero che potesse capitare tremavo. La seconda è il nostro fattore emotivo. Numerosi problemi economici, lavorativi, e di salute di familiari erano all’ordine del giorno. Motivi questi di grande stress. Infine la sua situazione familiare: genitori separati in casa. Penso che una delle sue tante paure è di vedersi come sua madre, che ha sacrificato la vita per i figli. Sono a pezzi ed ho molta paura di perderla. So che ho sbagliato. Vi chiedo, cosa posso fare? Come comportarmi considerando che di mezzo ci sono anche due creature?
Grazie per i vostri consigli.

Gentilissimo Enzo,

Dunque, non per un intenso ritorno di fiamma, non per una passione sessuale incontrollabile, non per una situazione di infelicità con la sua partner attuale, ma esattamente per NULLA, lei è riuscito a mettere in crisi un rapporto ed anche a coinvolgere i figli in una storia di cui non avrebbero dovuto sapere niente, né durante i suoi incontri con la ex, né dopo, nelle liti con la sua compagna.

Credo che la cosa principale da fare sia anzitutto ristabilire un po’ di serenità davanti ai bambini: lei torni a dormire nel suo letto, oppure vada a dormire sul divano dopo che i bambini si sono addormentati e si rialzi in tempo per non essere visto. Davanti ai bambini evitate inoltre qualsiasi discorso o discussione.

Infine, le consiglierei una buona psicoterapia, perché evidentemente, alla sua età, lei non ha ancora capito cosa vuole dalla vita ed un po’ di riflessione su di sé potrebbe farle senz’altro bene, anche per “riconquistare il rapporto”, come lei dice.

Anche una terapia di coppia, a questo punto, non sarebbe male.

Cordiali saluti e auguri

06-20-2012, 09:21 AM
UN UOMO DI CUI SI E’ INNAMORATA

Ho incontrato online un uomo di cui mi sono innamorata. Ma ho scoperto, perché lo ha fatto anche con me, che ha l’abitudine di fingersi innamorato delle donne che incontra su internet e di spingerle a fare sesso in web cam con lui. Vorrei sapere se questo comportamento può dipendere da traumi di qualche tipo e se, in tal caso, c’è qualche possibilità che, ragionando sulla cosa e facendosi aiutare, possa superare la cosa. Inoltre vorrei qualche consiglio per me per superare il problema che mi ha causato l’aver fatto questo online, essendo stata fino a quel momento vergine, facendo anche la penetrazione con un oggetto che avevo a portata di mano (su insistente e pressante richiesta della persona di cui ho parlato).
Saluti

Daisy

Gentilissima Daisy,

Quanto a lui, credo che non abbia alcun desiderio di farsi aiutare, almeno fino a che non troverà una persona della quale riesca veramente ad innamorarsi, o gli capiti qualcosa nella vita per cui si renda conto che questa dipendenza sessuale può essere per lui un limite e non una gratificazione.

Quanto a lei, cerchi di vedere ciò che le è capitato come un’esperienza che potrà aiutarla a crescere e a rafforzarsi come persona: l’unica cosa che infatti c’è di brutto in ciò che ha fatto è quella di aver soddisfatto i desideri di un’altra persona, senza pensare a sé stessa.

Da oggi in poi, in amore e nelle altre cose della vita, cerchi di fare le sue scelte solo se le condivide. (Ma se sceglie di fare qualcosa con convinzione, poi non se ne penta: sarebbe una scorrettezza verso sé stessa!)

Saluti.

07-27-2012, 10:34 PM
RISPETTO

ciao,
mi sto avvicinando alla trentina e da quando sono piccolo balbetto. ultimamente ho fatto un corso per eliminare questo disturbo e vedo che le cose vanno molto meglio, ma c’è ancora da lavorare. quando ero piccolo ero una persona estremamente sensibile, fragile ed ansiosa. ho avuto problemi a relazionarmi serenamente con le persone, perchè avevo sempre il timore di essere preso in giro. quindi la mia adolescenza è stata molto infelice perchè sola. a scuola andavo abbastanza bene pur non impegnandomi, ero una persona che aveva il suo mondo fatto di libri (non quelli di scuola), ero immerso nella cultura elevata: avevo molti interessi tra cui l’arte, la filosofia e la letteratura. all’età di 22 anni ho avuto una grossa crisi, perchè sentivo che non stavo dando niente alla vita e la stessa non mi restituiva a sua volta niente. da questa crisi ne sono uscito iniziando ad impegnarmi fortemente nello studio: era la prima volta nella mia vita che agivo per ottenere qualcosa. prima di allora l’ansia di prestazione aveva bloccato ogni mia volontà di azione. mi sono così laureato brillantemente e poi sono andato fuori casa per gli studi magistrali scegliendo un corso di laurea molto impegnativo. una volta fuori la mia città natale ho anche intrapreso un’intensa attivtà sociale per recuperare il gap emotivo e comportamentale che separava me dagli altri. devo dire che quell’esperienza così totalizzante mi ha migliorato molto. oggi ho un lavoro importante che mi fa stare bene, ma sento forte il disagio nello stare con gli altri. spiego meglio: mi da tremendamente fastidio che gli altri si prendano gioco di me, non avendo la battuta pronta non riesco a reagire a tono. oppure quando reagisco non sono efficace e magari scateno una reazione opposta. non so che fare per migliorare questa cosa: forse dico qualcosa di sbagliato, forse sono ridicolo, non lo so…

Gentilissimo,

A mio avviso lei si concentra su questo piccolo particolare della battuta pronta con gli amici e trascura la montagna di cose positive che è riuscito a compiere e di cui può dire grazie solo a sé stesso.

Capisco che una persona desiderosa di realizzarsi pienamente si ponga sempre nuovi obiettivi di miglioramento, il che denota coraggio, motivazione e impegno, ma per giudicarsi obiettivamente, occorre sempre tenere presente quale è stato il proprio punto di partenza.

Ci sono persone fortunate, che nascono e crescono in ambienti favorenti, che non hanno imperfezioni né fisiche, né psicologiche, che vengono accettati facilmente dal proprio gruppo di amici grazie alle loro innate capacità sociali… Eppure, molte di queste persone nella vita non riescono a raggiungere metà della metà degli obiettivi che lei ha già centrato: istruzione, lavoro, vita sociale, indipendenza economica e psicologica dalla famiglia, ecc.

A questo punto si tratta solo di imparare a non prendersi troppo sul serio e a sviluppare quella autoironia che aiuta, sia nei rapporti sociali, sia nello stare bene con sé stessi: lei non deve essere un super-eroe e quanto ha dimostrato finora basta a fare di lei una persona del tutto “normale” ed anzi, particolarmente dotata. Non basta?

Saluti.

08-19-2012, 10:45 PM
COTTA PER UNA COLLEGA: CHE DISASTRO!

Salve. Sono un uomo che ha passato da poco la trentina. Essendo molto timido e non avendo alcuna dote che possa risultare attrattiva per il gentil sesso (né esteriore né tantomeno interiore, posso garantirlo), non ho mai avuto alcuna relazione sentimentale con una donna. Anzi, per anni ho sempre cercato di evitare le ragazze, per timore di andare incontro a delusioni certe. Ultimamente è accaduto un fatto che mi sta mettendo in seria difficolta: nell’ufficio dove lavoro c’è una ragazza che si avvicina spesso a me e mi rivolge, fatto per me inusitato, una qualche forma di attenzione. Viene spesso a parlarmi (prima di lei non ho mai conversato con una donna), spesso si confida con me dei suoi problemi personali, andiamo insieme a pranzo o a prendere un caffé, cerca di tirarmi su quando sono triste. E’ molto sensibile nei miei confronti: ricordo che una mattina, dopo che avevo avuto un momento di grave sconforto, fu l’unica a dirmi che c’era qualcosa di “strano” nel mio sguardo, che non stavo bene. Ora temo di avere una “cotta” per lei, neanche fossi un ragazzino dodicenne. I segni purtroppo sono molteplici: quando la vedo ho il battito accelerato (e spesso ho altre reazioni “fisiologiche” nelle parti intime), soffro la sua mancanza quando non la vedo, quando è in ufficio le “ronzo” intorno spesso, sono felice o triste quando vedo lei ridere o piangere, sogno di avere una relazione con lei sia ad occhi aperti che nel sonno. Vi chiederete: e cosa ha di negativo tutto questo? La ragazza in questione è sposata da poco e devota a suo marito, e anche a prescindere da questo (che comunque non è certo un fatto irrilevante…) lei mi ha fatto capire più volte di non aver alcun interesse per me, se non come collega o amico. Quindi è una situazione senza speranza, e io cerco di dissimulare per quanto posso i miei sentimenti, ho paura che possa persino intuirli, sarebbe un vero disastro. Inoltre, c’è un altro motivo per cui è bene che questa “cotta” passi al più presto: mi “ricorda” che io non ho alcuna speranza con le donne, che sono uno dei tanti uomini da buttare via, quelli che non verrebbero cercati nemmeno dalle zitelle più disperate, e che sono la ragione di esistere della pornografia, della prostituzione e amenità di questo tipo. Riconosco che c’è della giustizia in tutto questo, Darwin ci insegna che in ogni specie gli esemplari meno attraenti sono scartati, e io purtroppo non faccio eccezione. Ci fosse una pillola che elimina il desiderio verso l’altro sesso, io mi offrirei immediatamente come cavia. Non so come uscire da questa situazione, mi sento veramente ridicolo. Grazie dell’attenzione

Gentilissimo,

Lei ha un’intelligenza ed un’ironia troppo brillanti perché si possa realmente credere a ciò che dice di sé stesso… Tuttavia, è possibile che lei si sia reso finalmente conto che, al di là di questo, le sue capacità sociali con l’altro sesso lasciano invece molto a desiderare. Fa bene dunque a coltivare l’amicizia con questa collega che, comunque vada a finire, le permetterà di sperimentarsi su un terreno per lei completamente nuovo. (Altrettanto utile potrebbe essere rivolgersi ad un terapeuta, per essere aiutato a capire la ragione delle sue difficoltà).
Tornando alla sua “cotta”, non credo che l’essere sposata da poco e l’essere devota al marito impedisca a questa collega di provare una simpatia per lei: cerchi dunque di contentarsi, per il momento, dell’interesse che questa persona le dimostra, perché questo la aiuterà moltissimo: 1. a perdere le sue diffidenze nei confronti dell’altro sesso 2. a ridimensionare le sue insicurezze.
C’è sicuramente la possibilità che lei provi un innamoramento non ricambiato e che questa storia finisca prima di cominciare… Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta, dice Gabriel Garcia Marquez (ed io sono molto d’accordo). 😉
Molti auguri.

08-16-2012, 04:17 PM
ELIMINARE IL RANCORE

cari amici e, cara dott.ssa Proietti vorrei esporle la mia situazione chiedendole un consiglio su come perdonare.
soffro perchè mauro il mio compagno mi ha soffocata , non ha fatto vivere il nostro fidanzamento.e adesso ho rabbia per tanti momenti sprecati.per il suo egoismo.ho conosciuto mauro poco piu’ di 5 anni fa, lui: matrimonio alle spalle, donne e donne, una convivenza donne e tanto egoismo.subito mi chiese di andare a vivere con lui ma senza i dovuti modi: ” conviviamo ma non ci sposiamo perchè cosi non paghiamo gli avvocati!!”poi altre frasi infelici che ho scolpite nel cuore e che feriscono ancora…pensa che sulla porta di casa aveve ancora il cognome della sua ex convivente e sul citofono quello di una sua fidanzata!dopo un anno l’ho dovuto fare io.tutte queste cose e, molto altro, le ho tenute dentro ora esplodono dentro.
io diversi lavori e il master,il ven ,sab e dom cassiera in un pub
lui il suo lavoro mi dice che frequenta un corso di latino e che la sera a casa provava con una sua amica e, che vorrebbe mantenere tale abitudine. mi iscrivo ad un corso, lui si iscrive nella stessa palestra ma in un corso avanzato e, in piu’ mantiene il corso con la sua amica…io lavoravo il fine settimana
quindi sono stata sola tutto l’inverno, lui usciva tutte le sere , lui dava poco. e poi quella sua amica del ballo molto strana… all’inizio feci alcune domande ma lui sosteneva che era la sua migliore amica e nient’altro. dopo 8 mesi di storia o, non-storia,decolla. decidiamo di vivere insieme
concepiamo lorenzo,
poco prima di partorire , circa un mesetto,
trovo un diario di mauro, il famoso diario
in cui lui scrive questa relazione con la sua amica e compagna di ballo, proprio quella ! mi è crollato il mondo addosso
tutto quello che prima ho accettato durante il fidanzamento ora mi pesa come macigno adesso non era lui che è fatto cosi ma c’era l’altra!
lui che mi ha fatto promettere di chiudere i ponti col mondo e poi la faceva salire a casa con la scusa di provare, io che glio ho dato carta bianca!
il diario che ho letto pero’ risale a mesi prima di conoscermi.ma non so’ se lui ha continuato la relazione con lei.ora ho messo in discussione tutto il mio primo anno con lui, perchè adesso non giustifico piu’ nulla dei primi tempi, mi ha rovinato la storia me l’ha sporcata. lui dice che non mi ha tradito e che ha solo continuato il corso ma la relazione l’aveva interrotta prima di conoscermi…
ma non mi fido piu’, ed io scema che lavoravo la sera e lui a prendersi gioco di me. lui ha preferito il suo egoismo, uscire anzichè vivere la nostra storia, chissa’ quante volte l’ha fatta salire a casa a mia insaputa e quante volte sono usciti insieme. ma anche lei ha pagato, alla fine gli ho espresso tutto il mio disprezzo contattandola su facebook ma lei ovviamente non ha risposto
perchè?
lui giura su tutto anche su suo figlio che non mi ha tradito.
mi sono bloccata a 5 anni fa e non so’ piu’ andare avanti

Gentilissima,

Questa storia non è infrequente: molte donne purtroppo cedono al fascino sexy del “mascalzone”, con la speranza di poterlo un giorno addomesticare, farlo diventare un compagno perfetto, e finalmente poter vivere tutti “felici e contenti”.

Purtroppo, ben poche donne riescono in questa impresa e, sorprendentemente, quelle che ci riescono, non si sentono più attratte dal loro uomo che, diventato pantofolaio ed incapace di offrire emozioni, diventa più un peso che altro.

Direi dunque che, se lei si è sentita attratta da questo tipo di persona, farebbe bene in primo luogo cercare di chiedersene le ragioni, magari anche attraverso una psicoterapia individuale, per comprendere meglio sé stessa: i suoi bisogni, i suoi desideri. Rinunci poi all’idea che lui possa cambiare, come per magia, perché per farlo cambiare, la prima a cambiare deve essere lei.

Cerchi di organizzare la sua vita in modo che lui non se ne senta padrone, come mi sembra abbia fatto finora. Se possibile, andate a vivere in una casa di proprietà di entrambi, per evitare che lei si senta (e sia) per lui solo un’ospite di passaggio, come chi l’ha preceduta, sebbene lei sia la madre di suo figlio.

E’ del tutto inutile prendersela, soprattutto via Facebook, con l’altra donna, la quale può anche aver sbagliato, ma in fondo non ha verso di lei alcun dovere, né legale, né morale, al contrario di lui, che è il vero responsabile della situazione.

Si faccia aiutare ad essere più forte, ad affrontare la vita con maggiore sicurezza personale, contando sulle sue risorse e sui suoi punti di forza: deve farlo, perché questo è l’unico regalo importante che può fare oggi al suo Lorenzo, ed anche al suo compagno, il quale per cambiare ha forse bisogno di essere obbligato ad assumersi le sue responsabilità.

Coraggio e molti auguri!

08-18-2012, 02:45 AM
DEPRESSIONE

Salve, ho un esasperato bisogno di parlare con qualcuno… Da circa un anno, dopo la morte di mia nonna e ( so che sembra stupido) del mio gatto, soffro di un calo di umore spaventoso e di sbalzi di umore assurdi, anche nell’arco di un’ora… Sono sempre insicura, mi sento inutile e come se non riuscissi a fare più le stesse cose che prima mi venivano facili.. Frequento l’università, una facoltà che io ho scelto, ma ora inizia a non piacermi, come se mi pesasse addosso… mi sento sempre inutile, è come se non fossi più buona a fare nulla, mi sembra che mia madre mi soffochi e mi neghi la libertà che concede ai miei fratelli, che se la prenda con me per tutti gli errori che fanno gli altri… non riesco più ad essere decisa, qualsiasi cosa mi irrita o mi sconforta, quasi tutte le notti ho crisi di pianto e durante il giorno spesso mi viene da piangere… non sopporto più nulla… odio il mio aspetto fisico, sono ingrassata qualche chilo e non riesco più ad essere a mio agio col mio corpo, e in più mia madre e i miei familiari non fanno altro che ripetermi come i vestiti non mi entrino più e che devo fare qualcosa perchè sono ingrassata troppo ( sono passata da una 40/42 ad una 44).. Tutti gli hobby che mi tiravano su sembrano annoiarmi ormai, amavo leggere, scrivere storie, disegnare, cantare, ma adesso ogni volta che provo a fare qualcosa mi passa la voglia, sono sempre stanca ed affaticata, perdo la voglia di parlare e di rapportarmi con la gente… cosa devo fare? Mi sento davvero malissimo…

Gentilissima,

Mi sembra che la diagnosi se la sia fatta da sola, nel titolo che ha dato a questo post. In realtà, si abusa molto della parola “depressione”, che è una condizione clinica molto grave, mentre i sintomi che lei manifesta possono essere semplicemente dovuti allo stress e a difficoltà che riguardano la sua condizione di vita. Del resto è normale che, quando si diventa adulti, si desideri una maggiore indipendenza dai genitori, una maggiore possibilità di organizzare al meglio la propria vita.

Paradossalmente però, lei potrà avere tutto ciò (e dunque anche uscire da questa fase depressiva che sta oggi attraversando) solo quando si sarà laureata, avrà trovato un lavoro, e potrà finalmente lasciare la casa dei suoi genitori.

Dunque, si sfoghi quanto vuole, magari faccia qualche seduta con uno psicologo, se lo ritiene utile, ma sappia che la sua vera terapia è portare, presto e bene, a termine gli studi, per poter finalmente “volare da sola”.

In bocca al lupo 😉

08-24-2012, 08:00 PM
COSA DIRE PER LASCIARE IL CONIUGE?

Buongiorno..sono una donna di 46 anni,sposata e ho due figli,9 e 17 anni.Anni fa mio marito ha avuto una relazione con la moglie di mio fratello per molti anni,che ho scoperto e che mi ha anche confermato..a tutto ciò ,oggi come oggi io non provo più amore per mio marito,nonostante lo abbia perdonato,però non lo amo più.Mi sono innamorata adesso di un uomo,anche lui sposato e anche lui non più innamorato della moglie, il quale anche lui mi ama profondamente…ci conosciamo da due anni e il nostro desiderio è ormai di voler vivere insieme,ma ci sta il fatto che non sappiamo come fare e dire la notizia ai nostri coniugi(anche se loro sanno qualcosa di noi due)vorremmo il più possibile far meno male loro.L’aiuto che vi chiedo è proprio questo..come affrontare l’argomento e cosa dire?grazie !!
Lucia

Gentilissima Lucia,

Credo che il problema maggiore per lei non sia cosa dire al coniuge traditore e che sa della vostra storia, per non ferirlo, ma cosa dire ai vostri figli ed in particolare al figlio di 9 anni.

Si dà sempre per scontato che i figli debbano accettare senza discutere le decisioni dei genitori, ma provando a mettersi un po’ nei loro panni, bisognerebbe chiedersi se sconvolgere completamente la loro vita (due case, due famiglie, due vite parallele, ecc.) sia sempre necessario ed opportuno.

Per quanto intensa sia la storia d’amore che sta vivendo con questo suo nuovo partner, ricordi che lo conosce da soli due anni e che la vostra convivenza non è stata ancora del tutto messa alla prova, visto che la storia necessariamente si svolge in clandestinità.

Se un ragazzo o una ragazza hanno tutto il diritto di provare a convivere con chi vogliono e prendersi e lasciarsi come meglio ritengono, un genitore di due figli, consapevole e responsabile, credo dovrebbe pensarci un momento di più.

Se poi, con il tempo, la vostra relazione si consolidasse, credo venga davvero il momento di parlarne in famiglia: forse conviene farlo con molta gradualità, a partire da quando si sentirà veramente sicura di voler fare questo passo.

Auguri, per tutto.

08-29-2012, 10:49 AM
UNA STORIA FINITA IN MANIERA MOLTO STRANA

Buongiorno

non ho mai scritto un email ad un forum pubblico…ma questa volta mi sono trovata in una storia finita, secondo me in maniera molto strana….e volevo capirci qualcosa!!

Ci conosciamo a fine agosto 2011!! ci siamo piaciuti subito, ed in maniera tranquilla e serena ci siamo subito frequentati in maniera regolare!! lui all’inizio mi messaggiava tutti i giorni, e ci vedevamo tre volte alla settimana…poi dai messaggi siamo passati alle telefonate, tutti i giorni, e ci vedevamo sempre tre volte alla settimana, e con il susseguirsi della storia, tutti i week end, gli passavamo addirittura fuori, per stare più insieme, poichè entrambi, (io di 35 anni e lui di 38) non abbiamo un appartamento! cosi, passavamo i fine settimana al mare, od in montagna negli alberghi, od in una casa, che ha qua nelle campagne toscane, dove tra le altre cose stanno i suoi zii, che mi ha anche presentato!! insomma…una storia regolare, della quale ero veramente soddisfatta!

Mai un litigio, un imcompresione, avevamo molto feeling su tutti i punti di vista….diceva che io lo rendevo sereno, e ridevamo molto insieme, e comunque a pelle sentivo che mi voleva bene e teneva a me, in quanto aveva anche molti gesti carini nei miei confronti ecc. ecc!!insomma, io la vedevo una storia importante e tutto questo mi rendeva serena e sicura di lui!!! e lui lo vedevo contento di me!!!

Ad inizio Luglio 2012 (quindi quasi dopo un anno che ci siamo conosciuti) però, di punto in bianco, mi dice che lui non è innamorato di me…ma mi vuole solo del bene!che io gli piaccio molto, che con me ci sta bene, che sono simpatica che gli piaccio sessualmente, ma poichè sente che io provo qualcosa più di forte per lui sentimentalmente, preferisce lasciarmi, per paura che i suoi sentimeti nel frattempo non crescano e che io poi possa soffrire….

Io ci rimango male, e gli dico che non può mettersi a 38 anni di misurare i sentimenti degli altri, e che se due persone si vogliano bene e stanno bene insieme, non vedo che problemi ci possono essere….

Nel frattempo però, nonostante ci fossimo lasciati, abbaimo continuato a vederci nei week end, perchè prima di lasciarmi, avevamo deciso di prendere insieme una casa al mare: In questi frangenti, nei quali ci vediamo, lui continuava a fare il carino con me, a dormire e a fare l’amore con me, e ad il feeling che avevamo era lo stesso….

Io sono stata zitta, non solo perchè mi andava bene, ma anche eprchè speravo che nel frattempo potesse cambiare idea su di me….

Finita la casa al mare, facciamo le vacanze separate, e appena lui torna da Formentera, mi chiama subito, e dopo qualche giorno mi vuole rivedere!! passiamo una bella serata, nella quale mi parla delel sue vacanze, mi fa vedere le foto, mi dice che vuole presentarmi questi ragazzi con i quali è andato al mare, e dopo che facciamo l’amore, è molto affettuoso con me e vedo che mi guarda con gli occhi di sempre!! io non dico niente…spero che sempre ci abbai ripensato…e spero che le cose piano piano tornino da se e noi due torniamo insieme..ma è passato qualche giorno e ancora non mi ha ricecato!!!e io non ci capisco più niente…

Dal suo sguardo e dai suoi gesti ho semrpe percepito che ci tiene molto a me e che gli piaccio da morire, però poi alla fine non vuole stare con me!!!so che non ha un’altra…e quindi che puòessere successo??? per aiutarVi Vi posso dire del suo passato…è stato 15 anni con una ragazza e ci ha convissuto per 5 anni!! e lui l’ha lasciata solo 3 anni fa perchè lei era una rompiscatole gelosa e anche perchè l’amore ormai tra loro era finito!!!

Spero che mi risponderete a questo mio problema e se ho sbagliato l’indrizzo email spero che mi consiglierete quello più corretto

Saluti
Daisy

Gentilissima Daisy,

O lei ha una fiducia illimitata nella psicologia, oppure non sa bene cosa deve aspettarsi… Come poterle dire, infatti, cosa abbia veramente in testa questo ragazzo, conoscendo a malapena i suoi comportamenti dell’ultimo anno e il fatto che in precedenza ha lasciato una ragazza, perché era una rompiscatole?

Molte potrebbero essere le sue motivazioni: ansia psicologica perché non vuole assumersi le responsabilità di una storia “troppo seria”, ansia sessuale perché fare l’amore con lei potrebbe inibirlo o non soddisfarlo completamente, problemi sociali, familiari o lavorativi di cui non sappiamo nulla, giudizi negativi su di lei da parte degli amici, altra ragazza di cui si è innamorato (sebbene lei lo escluda).

Insomma, le ragioni possono essere veramente molte e, per fare delle ipotesi, occorrerebbe saperne di più.

Certamente, al momento, il suo comportamento sembra abbastanza ambiguo e poco orientato al consolidamento della storia, seppure il ragazzo non sembri oggi rifiutare i vantaggi secondari che questa storia gli comporta (vedi casa al mare da condividere, sesso, compagnia ecc.)

Se il consiglio che chiede fosse: posso contare su questa persona? Al momento, da quello che sembra, le direi di no. Il suggerimento è quello di fare come lui: prenda quello che di buono questa relazione porta nella sua vita, ma sappia che domani potrebbe essere finita (e dunque faccia progetti per il futuro che riguardano solo la sua persona).

Come si dice, se son rose fioriranno 😉

08-01-2012, 11:58 AM
SONO FIDANZATA DA DUE ANNI E MEZZO E I MIEI NON LO SANNO

Salve,
Mi chiamo Serena e ho 23 anni,sono fidanzata da due anni e mezzo ma non ho mai messo a conoscenza i miei genitori di questo rapporto.
Premetto che non sono due persone chiuse o contrarie,anzi,ogni tanto cercano di informarsi e mi chiedono qualcosa..ma io ho un blocco nell’affrontare questo argomento che non riesco a superare,e ovviamente sta compromettendo il mio rapporto.
Ovviamente questo fidanzamento nascosto comporta anche una serie di bugie che sono “costretta” a dire,cioè con chi esco,da chi dormo,con chi vado in vacanza..e non nascondo che questa situazione col passare del tempo mi sta facendo davvero vivere male.
Non riesco a capire se questo blocco dipende dalla persona che ho al mio fianco,forse per la paura che non potrebbe piacere ai miei genitori,in particolare a mio padre,il cui giudizio per me conta moltissimo,in tutti gli ambiti della mia vita,soprattutto quello universitario..oppure ciò sarebbe successo anche con un’altra persona.
La cosa più strana è che questo problema è andato via via peggiorando con il passare degli anni,perchè quando ero più piccola qualche mia piccola storiella l’ho confessata,addirittura avevo foto appese in camera e i miei erano a conoscenza del mio primo amore.
Un fatto che mi ha molto turbato è stato quando qualche anno fa per sbaglio mio padre lesse delle conversazioni molto “private” e delle confidenze di carattere sessuale con una mia amica..e dopo avermi confessato questa cosa lui è stato molto comprensivo e assolutamente per nulla arrabbiato. Ma sento che a me questa cosa ha turbato molto,e forse la ricollego a questo mio blocco nell’affrontare il mio rapporto sentimentale alla luce del sole.
In attesa di una Sua risposta la saluto cordialmente e la ringrazio

Gentile Serena,
Chiaramente il problema non è solo suo, ma di tutta la sua famiglia. Come accade spesso infatti, se la sessualità è un argomento tabù e si tenta di parlarne, spesso lo si fa nel modo sbagliato, come ha fatto suo padre con lei (poteva anche evitare di metterla al corrente di ciò che aveva letto, visto che lei era ormai ampiamente maggiorenne e che lui non si era mai speso troppo per darle una educazione sessuale quando sarebbe stato necessario).

E’ chiaro che lei, dichiarando di avere un fidanzato, si trova oggi a dover ammettere, implicitamente, di avere dei rapporti sessuali con lui e questo la imbarazza (ancor di più da quando la sua privacy è stata violata).

Considerato che il tempo da trascorrere in famiglia sarà ancora poco (lei ha 23 anni ed ha una relazione da due anni e mezzo), forse la cosa migliore potrebbe essere quella di continuare come sta facendo e di dare l’annuncio di questo suo fidanzamento non appena si sentirà pronta ad uscire di casa (non necessariamente con il suo fidanzato!) e a fare una vita indipendente.

Quanto ai sensi di colpa che le sue menzogne comportano, provi a pensare quanto tutto sarebbe stato più facile per lei se i suoi, complessivamente, avessero avuto nei suoi confronti uno stile educativo più adeguato.

Peraltro, forse questo silenzio non dispiace neanche a loro, visto che non le fanno domande e non avanzano sospetti.

Saluti cordiali.

#1 07-26-2012, 02:58 PM
L’HA VIZIATA, EPPURE…

buon giorno !! sono emanuele , circa 3 mesi fà ho conosciuto una ragazza , non credevo che nascesse qualcosa di serio . fin da subito l’ho viziata in tutto , con regali , spese alimentari , vestiti ecc.ecc. ad un certo punto ha cominciato a parlare che ha avuto una storia di circa un anno appena finita , ma giura di non amarlo più . un giorno ho perso le staffe e gli ho sottratto il telefono e ho scoperto che lui la chiama in continuazione minacciando che lui si toglie la vita se lei non esce con lui . L’altro giorno dovevamo uscire assieme e mi avrebbe chiamato verso le 15 , era un po nervosa , alla fine ho preso la macchina e verso le 19,00 l’ho vista arrivare con lui . non sono riuscito a stare calmo, abbiamo litigato , e ora mi accusa di essere troppo geleso e che cosi non può funzionare . che devo fare ?scommetto che è da quando ci siamo conosciuti che lei esce ancora con lui . ciao e grazie

Gentile Emanuele,

E’ un po’ insolito che le gentilezze verso la persona del cuore siano assimilate al concetto del “viziare”. Sembra piuttosto che, con regali di tutti i tipi, lei abbia provato a “comprare” l’affetto e l’interesse di questa persona (sulla quale sente oggi di avere una sorta di diritto di proprietà in ragione dei regali – o vizi – elargiti).

Probabilmente la ragione di questi suoi doni sta proprio nel fatto che la ragazza non si mostrava del tutto sicura nei suoi confronti (a causa di questa sua storia pregressa) e lei abbia voluto attrarla a sé, stordendola di “effetti speciali”.

Come dicevano le nonne tuttavia, l’amore non si compra, e dunque non le rimane che aspettare pazientemente che la sua ragazza concluda nel modo migliore la storia che si lascia alle spalle.

Se, legittimamente, lei sentisse di non aver intenzione di sprecare il suo tempo in attesa degli eventi, può sempre guardarsi intorno, visto che il mondo è molto grande…

Con i migliori auguri.

#1 07-26-2012, 03:03 PM
SUOCERI INVADENTI

Gentilissima dottoressa , anche io stò facendo i conti con 2 suoceri invadenti – le spiego meglio : sono sposata da un anno , mamma di un bimbo di 2 mesi – quando ero incinta mia suocera veniva a fare i servizi e mi criticava che non avevo fatto bene qui o lì , mettendomi in ridicolo – dopo che ho partorito continua a venire a casa tutti i giorni , e se le dico di non fare i servizi , lei li fà lo stesso . Giorni fà diceva – il battesimo dobbiamo farlo in questo posto, lì non mi piace -nonostante le dicessi con le buone che non volevo parlarne , che avremmo deciso io ed il figlio di comune accordo – ed ad un certo punto sono esplosa e le ho detto che deve stare al suo posto , ma lei ora parla con il figlio – che la appoggia , a volte lui mi ascolta ma nonostante gli dico che la madre è inutile che venga così spesso ad aiutarmi, quando non lo chiediamo ( lei crede che io sono incapace di badare alla casa ed al bimbo – lei fà le pulizie per una ditta negli uffici ed a casa ) lui dice che dovrei essere contenta che la madre viene , che lo fà per non farmi stancare . Mi stanno avvelenando la vita , lei ed il marito – che ritiene che io non mi occupi bene del bimbo – lui che i figli non li ha mai neanche presi in braccio ! il vero problema è che loro da che eravamo fidanzati io e mio marito – per 8 anni – non mi hanno mai sopportata perchè abbiamo due mentalità differenti : io sono cittadina , loro paesani ed ora io abito nel loro paese . Mio marito invece non sopporta il carattere di mia madre , che venne a stare per una settimana da noi dopo il parto – e lui disse che dovevamo rompere il cordone ombelicale con i miei – non rendendosi conto che io i miei suoceri li ho in casa quando vogliono, senza preavviso ed a qualsiasi ora del giorno – in un giorno sono capaci di venire 2 volte e di starsi ore , rompendo la nostra armonia e dando pareri non richiesti – Come devo comportarmi ? Non voglio essere succube , non vorrei litigare anche se l’ ho fatto già – ma l’ importante è che stiano fuori dalle nostre decisioni familiari – cioè non si immischino – diano pareri ma non li impongano – grazie – elena

Gentile Elena,

Per essere indipendenti da tutti, occorre non chiedere nulla a nessuno.

Leggendo la sua lettera, mi sembra di capire che la scelta di andare a vivere in paese, così vicino ai suoceri, sia stata da lei compiuta sulla base di una qualche convenienza (ad esempio: la casa l’avete acquistata con i vostri soldi, o ve l’hanno regalata, o messa a disposizione i suoceri?).

Allo stesso modo la festa di battesimo di vostro figlio: chi paga i conti ?

Non voglio dire certamente che chi paga i conti acquisisca tutti i diritti nei confronti di una giovane coppia, fra cui anche il diritto di costante violazione della privacy, per carità… Però è altrettanto vero che, quando si accettano degli aiuti, occorre avere un minimo di diplomazia, per cercare di non deludere chi, generosamente, ha messo a disposizione delle risorse, che avrebbe potuto utilizzare in altro modo.

E’ importante che lei e suo marito facciate capire alla madre di lui che, nel vostro stile di vita, la casa pulita non è un valore importante, ma che molto di più conta per voi disporre di un luogo privato in cui imparare a rendere il vostro rapporto più forte e più stabile.

Il concetto non è difficile: basta solo trovare le parole giuste, cioè quelle che le persone interessate possano comprendere, senza offendersi.

Per il resto, se queste persone vi stanno veramente aiutando, cercate di sopportare un po’, altrimenti andate a vivere in un posto solo vostro, senza chiedere nulla a nessuno: questo è l’unico modo per essere veramente indipendenti!

Con molti auguri.

#1 09-09-2012, 07:49 PM
CRISI DOPO IL RIENTRO DALLE VACANZE

Salve Dott.ssa Mi chiamo Fabrizio, ho 36 anni e sono fidanzato, da due anni, con una splendida ragazza di 27 anni. Premesso che è l’unica mia storia seria, prima ho avuto solo flirt della durata massima di 8 mesi. Tutto andava a gonfie vele, all’infuori della distanza di 52 km che ci separano ed i turni di lavoro che ci permettevano di vederci al massimo una volta a settimana, oltre al fatto che ognuno di noi abita con i suoi genitori. Lei ha iniziato a lavorare in un call center da luglio ed io, ad agosto, mi hanno informato che ci metteranno in mobilità. Ci siamo presi la settimana di ferragosto di ferie per andare in vacanza a Rimini in pensione completa.. quindi mare e sesso sfrenato.. non è mancato qualche litigio, ma nella norma. Ritornati a Roma alla nostra vita lavorativa, non ci siamo potuti rivedere, se non per una festa di laurea di un suo cugino. Ci siamo rivisti per l’anniversario del nostro fidanzamento (1 settembre) e lei mi apparsa alquanto strana.. gli ho fatto anche il regalo e lei mi ha pagato la cena. Questi otto giorni l’ho sentita molto fredda, senza l’entusiasmo di un tempo. Ieri pomeriggio mi ha chiamato, dicendomi che lei stava troppo male, che in un certo qual modo gli trasmetto la mia tensione per il licenziamento imminente, che è depressa..Ieri sera neanche mi ha chiamato per darmi la buona notte.. lo chiamata e richiamata ma non rispondeva.. non era mai successo!! Io sono stato troppo male.. non ho chiuso occhio la notte.. gli ho mandato un sms dicendogli che la volevo vedere in giornata per chiarire.. Lei stamane, mi manda questo sms: “Tesò.. io ieri sera non sono stata molto bene.. Sono piena di dubbi e confusione e te ne vorrei parlare di persona. Ci vediamo stasera, dimmi tu dove e quando”. Io gli ho scritto alle 20:45 sotto casa sua perché prima dovevo lavorare, ma mi sono messo in malattia perché non ho dormito. Sono andato sotto il suo lavoro alle 18:00 quando ha staccato, per valutare che non ci sia qualcosa con qualche collega suo..esito negativo. Dopodiché c’è stato il confronto: lei mi ha detto che dopo il rientro dalle vacanze è andata in una sorta di stato depressivo, che invece di starmi vicino per il fatto che perderò il lavoro, sente il mio stress e si sente male e che si sente meglio da sola. Poi il fatto che non riusciamo a vederci per i turni di lavoro, peggiora la situazione.. Alla fine mi ha detto che in questo periodo preferisce stare da sola perchè con me non si sente a suo agio e non riesce a dare tutta se stessa.. Per il fatto della mia mobilità, per la lontananza, per questioni economiche che assolutamente ci sono (per andare da lei mi ci vogliono 20 euro di gasolio a/r) non vede un futuro decente e si sente depressa. Io gli ho risposto: ti serve di stare sola? Hai tutto il tempo perchè ti lascio..Ho preso una decisione drastica ma ho pensato che fosse l’unica soluzione per dargli una scossa, per far si che ritorni da me. Ho fatto bene o ho fatto male?

Penso che abbia fatto bene, se doveva effettivamente “darle una scossa”, ma potrebbe aver fatto malissimo se l’aspettativa era che fosse invece lei a darsi una scossa, per cercare di risolvere la sua situazione economica e lavorativa, rendendosi indipendente dai suoi genitori e creando così le condizioni per poter avere una vita di coppia più completa e autonoma, (magari pensando a una famiglia propria, visto che anche la sua ragazza ha 27 anni e probabilmente comincia a programmare una maternità).

Non conviene neanche parlare del momento di difficoltà estrema che i giovani (e meno giovani) incontrano sul lavoro, però è un fatto che le donne abbiano un tempo-limite per poter avere dei figli e dunque, quando si avvicinano alla trentina, sentono il bisogno di una certa stabilità.

Forse, per tranquillizzarla un po’, potrebbe bastare un suo atteggiamento più reattivo rispetto alla catastrofe imminente della perdita del lavoro, magari attraverso progetti di trasferimento, di cambiamento di lavoro, ecc.

Forse basterebbe far pesare di meno i regali che fa (le ho fatto anche il regalo!) o i soldi che spende per andarla a trovare (20 euro di gasolio a/r). Per una occasione speciale come il vostro anniversario, ad esempio, poteva anche fare lo sforzo di pagare la cena per tutti e due… 😉

Sono piccole cose, ma le donne fanno molto caso a questi particolari del corteggiamento e dunque una maggiore capacità in questo senso potrà sicuramente aiutarla nei rapporti con l’altro sesso.

Cordialmente,

#1 03-28-2012, 01:10 PM

INSICUREZZA DOPO UN TRADIMENTO

Buonasera dott.sa.Sono sposata da 3anni con un fidanzamento di 8anni alle spalle. Siamo cresciuti insieme, ci siamo amati dal primo giorno e nn ci siamo mai lasciati. Purtroppo il ns è sempre stato un rapporto a distanza a causa del suo lavoro (militare).Lui è semprestato molto innamorato di me; me lo ha sempre dimostrato in ogni modo.Sette mesi fa abbiamo avuto uno splendido bimbo (la ns gioia più grande!). Meno di 1 mese fa ho scoperto che lui mi ha tradita con una conosciuta via internet nel periodo dopo la nascita del bimbo a causa (a dir sua) della mia scarsa attenzione nei suoi confronti.(premetto ke x lui nn era solo sesso ma si stava quasi innamorando di lei!!!) .Mi ha implorato di nn lasciarlo, che si è reso conto dell’errore e che farà di tutto x riconquistare la mia fiducia.Io ho fatto un analisi di coscienza e mi sono resa conto ke effettivamente ero cambiata nei suoi confronti (nn mi curavo più nell’aspetto come un tempo ed il bimbo era il centro del mio mondo).Ho deciso di perdonarlo e di migliorare x lui! Questo lui lo ha notato e lo ha apprezato tantissimo, dimostrandomelo.Io però ho sempre paura che lui ci possa ricadere, ma il dolore di perderlo è molto più forte del dolore se lo dovessi lasciare… Ho fatto bene?ogni cosa mi riporta al pensiero di loro 2 insieme..prima sapevo che era solo mio..adesso nn lo è più! Le dico che io ho avuto una reazione di cambiare tot. la mia vita.Adesso mi sento bella, mi vesto sexy, mi trucco, adesso gli altri uomoni mi guardano (e mi fa piacere!) ma io faccio tutto questo solo x lui!!! faccio bene?…ho paura che lui mi paragoni alla sua amante e che preferisca sempre lei… MI AIUTI..convivo ogni giorno con questi pensieri nella testa….grazie mille!!!!

Questo è uno dei casi, non frequentissimi per la verità, in cui un tradimento riesce a dare una scossa alla coppia, facendole ritrovare un equilibrio.

Lei non deve colpevolizzarsi troppo per il passato, perché è una cosa normale, naturale direi, che una donna si dedichi anima e corpo a suo figlio, dimenticandosi di sé stessa. Questo dipende dagli ormoni che entrano in circolo e che spingono la donna ad occuparsi della prole, garantendogli così una sicura sopravvivenza. Certo, la natura si scorda che la neo-mamma ha anche un compagno di cui tener conto e per questo la donna deve essere aiutata dal buon senso e dalla logica, piuttosto che dagli ormoni, almeno nei primi tempi.

Ora, dopo questo tsunami che vi ha investito, è finalmente tornata la normalità e ciascuno di voi ha preso coscienza degli errori compiuti verso l’altro: cosa si può desiderare di meglio?

La spiacevole fantasia di suo marito insieme all’altra è comunque una cosa positiva, perché serve a ricordarle che avere un uomo accanto a sé non è una condizione stabile, per cui ogni giorno è utile per ri-conquistarlo.

Stessa cosa per lui, che adesso finalmente si accorge di avere accanto una persona desiderata anche da altri. Questo lo spingerà a fare delle scelte più accorte riguardo alle persone da frequentare 😉

Molti auguri, per tutto.

 

#1 09-15-2012, 07:16 PM

SILENZIO E ALLONTANAMENTO SENZA SPIEGAZIONE

Salve, la mia è senza dubbio una storiella d’amore banale rispetto ad alcune serie problematiche ma provo a scriverti perché ho davvero bisogno di una risposta; il silenzio rispetto ad una domanda può portare all’ossessione. Cerco di riassumerti tutto. Sono stata fidanzata un anno con Giuseppe e per questo ho conosciuto un amico suo, non stretto però, Marcello; poco per volta nel tempo siamo diventati buoni amici, mi ci sono affezionata, è diventato una roccia quotidiana per me, avevo voglia di vederlo o ascoltarlo per tutto e senza non mi ci sarei mai immaginata. Ma in qualche modo ero occupata a gestire il mio fidanzato, che me ne dava di filo da torcere. In verità non so se Marcello abbia mai provato qualcosa per me, alcuni indizi sembravano dirmi di sì e altri di no, ma di certo ha fatto per me tanti gesti unici, più del mio fidanzato. Ad inizio di quest’anno mi son lasciata con Giuseppe, da un lato è stata una liberazione perché ricevevo solo male, dall’altra ho sofferto tanto per tutte le cattiverie dette e fatte contro di me. Anche in quell’occasione Marcello sapeva tutto. Quel mio amico l’ho guardato bene tempo dopo e in qualche modo ho capito quello che in verità invece sentivo da due anni. Ho provato a parlargli ma quando ha capito si è sempre negato, non ha mai voluto che io parlassi, ad un suo amico ha detto di star bene single ma a detta di altri forse stava conoscendo qualcuna, ha detto che non poteva far nulla con me perché ero l’ex fidanzata di un suo amico, ha detto che ero solo una amica. Alla mia festa di compleanno era invitato ed è venuto, lo rivedevo dopo tanto, e lì invece ha avuto atteggiamenti che apparivano contrastanti con la negazione precedente. Non capivo. Dopo due giorni da allora è tornato ad allontanarsi. Per me è stata straziante quella sorte di averlo-non averlo. Ho voluto riversagli in faccia tutto e chiudere il rapporto perché mi sembrava potesse farmi meno male e abbiamo litigato (tramite mail perché si negava!). Anche in quella occasione ha continuato a non parlare, a dire che non voleva saper e far sapere niente e che però non dovevo infangare quel che aveva fatto per me nell’anno precedente e che era facile accusare. Non l’ho sentito né visto più e su fb è eliminato. Ci siamo incrociati una volta per strada e mi ha salutato, forse per non mostrare il problema agli amici, non so. Da ultimo, nei giorni passati ha contattato su fb più volte una delle mie più care amiche per chiedere se lei volesse andare ad una mostra in non so quale città, che avrebbero preso i biglietti da non so chi ecc.ecc.Eh? Io mi irrito, sono ancora gelosa, ma…perché ha fatto tutto questo prima? Perché fa questo ora? E’ davvero il classico “str***o”? Davvero non sono valsa nulla ed è stata solo infatuazione da parte mia? Cosa devo fare?

Gentile Penelope,

Se c’è una cosa che contraddistingue il vero amore e che non cambierà mai è che esso deve essere quanto meno corrisposto. Poi c’è sempre chi ama di più e chi ama di meno, ma che alla base vi debba essere un interesse reciproco è fondamentale per iniziare una storia importante.

Ora, è possibile che lei sia stata molto simpatica a questo ragazzo, che lui si sia trovato bene con lei, che gli sia piaciuto condividere dei momenti insieme, ma questo, di per sé, non significa essere innamorati, anche se l’altra persona coinvolta potrebbe legittimamente sospettarlo.

Bene ha fatto dunque lei a farglielo capire: vi sono moltissime storie di amici che, per paura di rovinare l’amicizia, non fanno mai, nessuno dei due, il primo passo, e queste storie non nascondo per semplice pudore nel rivelare i propri sentimenti.

Detto questo, se lui le ha detto o le ha fatto capire di non essere interessato, lei farebbe bene a rientrare nei ranghi, perché l’amore non si può pretendere: meglio mettere in conto l’ipotesi che lei abbia potuto sbagliarsi, che sia stato un misunderstanding dovuto al fatto che da questo ragazzo riceveva più attenzioni che da parte del suo fidanzato (ma non è possibile che, ad essere sbagliato, fosse il fidanzato, per cui chiunque poteva apparire ai suoi occhi migliore di lui?).

C’è ancora tempo per mantenere viva l’amicizia, scusandosi per quanto accaduto, motivando i suoi comportamenti e soprattutto assumendo atteggiamenti chiari di distacco e di fraterna amicizia.

Forse in questo modo perderà un fidanzato potenziale, ma le resterà sicuramente un amico. E, di questi tempi, non è poco 😉

Cordiali saluti.

#1 09-21-2012, 05:32 PM
MOGLIE TRADITRICE SERIALE

Buonasera vi scrivo per spiegarvi brevemente la mia situazione: 10 anni da fidanzato e 10 da sposato con mia moglie. Da fidanzati mi tradisce ci lasciamo due mesi, ritorna ci sposiamo. Dopo due anni di matrimonio mi tradisce di nuovo per qualche mese, io capisco ma non lo dico, litighiamo perchè mi accusa di essere poco sensibile e poco disponibile al menage familiare, ad un certo punto una sera torna e mi dice che ho un posto speciale nel suo cuore e mi dice di desiderare un figlio. Facciamo 3 figli, che adoriamo e trattiamo da principi, ed ad un anno dalla nascita dell’ultimo mi chiede la separazione. Io sono vittima del mio amore per lei e mi rifiuto anche alla luce del vergognoso trattamento riservato ai maschi nelle separazioni Italiane ma soprattutto perchè mi pare assurdo dopo 20 anni e tanti (sicuramente di più di quelli a me noti) tradimenti che lei possa cambiare opinione su di me ad anni alterni. Non crede che sia inaccettabile questo comportamento? Com’è possibile che lei recrimini sul mio modo di essere quando ha avuto molto piu’ di tutto il tempo per valutarmi e soppesarmi come persona? Io certamente non sono così cambiato da giustificare questo trattamento. Finale? Ciliegine sulla torta, scopro che ha avuto per 15 anni anche un amante fisso (storia finita) ed oggi stesso scopro (a sua insaputa) che in pausa pranzo si è vista con un nuovo amante, una persona sposata e notoriamente molto attaccata alla sua famiglia. Sono disperato, non ho voglia di ricominciare con altre e non voglio perdere tutto quello che ho, sto seriamente considerando il suicidio…

Gentilissimo,

Nel finale della lettera lei ammette implicitamente di avere moltissimo e di non volerlo perdere. Penso alluda ai suoi tre figli, alla casa, alle relazioni sociali, ma credo anche a sua moglie, la quale sarà pure traditrice seriale, dice lei, ma a quanto pare, dopo 20 anni, è una donna cui lei tiene ancora moltissimo.

Bisognerebbe capire quale è la ragione che sta dietro questi tradimenti. Ragionando sull’ultimo, in ordine di tempo, sembrerebbe che sua moglie non abbia intenzione di farsi una nuova famiglia, visto il notorio attaccamento alla famiglia del suo ultimo amante. Probabilmente, dunque, si tratta di ragioni esclusivamente sessuali: è possibile che sua moglie sia felice con lei in tutto, ma non sotto l’aspetto sessuale (e, se così fosse, questo non sarebbe un effetto della routine, ma è probabilmente sempre stato così, visto che i tradimenti sono iniziati praticamente da subito).

Del resto, credo che nessuna donna deciderebbe di mettere al mondo ben tre figli, in un periodo in cui le donne hanno libero accesso alla contraccezione, se non fosse sicura di amare suo marito. Probabilmente è un amore sui generis, che è fondato su valori che riguardano la stima, la fiducia, la solidarietà, il rispetto, che non su quelli tipici dell’amore romantico.

Ci sono molte unioni in cui uno dei due (generalmente il marito) ha una vita sessuale promiscua e ciò nonostante appagante sul piano familiare. Quanti uomini, seppure traditori, non lascerebbero la moglie per alcuna ragione al mondo?

Forse quello che lei deve superare è il pregiudizio: sono sicura che ciò che le fa più male, a questo punto, non è tanto la ferita del tradimento, cui lei ha dovuto, suo malgrado, abituarsi nel corso degli anni, ma il timore di essere svalutato a livello sociale per questa sua condizione di uomo tradito.

Sorge spontanea una domanda: perché non avete tentato una terapia di coppia per cambiare qualcosa nel vostro rapporto? In genere le terapie di coppia riescono a riportare armonia nella coppia…

Se anche questo ultimo tentativo dovesse fallire, credo che lei a quel punto dovrebbe sforzarsi di vedere le cose obiettivamente, razionalmente: forse sarebbe stato bello avere tutto quello che ha ed in più anche una moglie fedele… Ma se questo non fosse possibile, va considerata l’idea di rassegnarsi, senza dover necessariamente stravolgere tutto.

Chi le assicura infatti che, dopo essersi separato, allontanato dai figli, dopo aver perso la casa, ridotto drasticamente il suo tenore di vita, la sua nuova moglie non la tradisca?

Cordialmente,

 

Dr. Giuliana Proietti

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