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Consulenza online – Questioni di Sex 16

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Consulenza Questioni di Sex

Lettere a Dr. Walter La Gatta

Foto Dr. Walter La GattaQUESTIONI DI SEX
Archivio Storico  2012-2018
Pagina n. 16

 

Vaginismo
#1 03-19-2012, 05:10 PM

Gentile Dr. La Gatta,

Le scrivo perché sono sposata da due anni, ma non abbiamo mai avuto un rapporto sessuale completo, in quanto io mi irrigidisco e lui non riesce a penetrarmi. Litighiamo continuamente ed abbiamo anche consultato un sessuologo, il quale per la verità è stato molto una delusione, perché mi aspettavo che riuscisse a sbloccarci, mentre invece si è perso in una quantità di domande a non finire sulla coppia che non ci hanno portato da nessuna parte. Inoltre, voleva 100 euro a seduta e le sedute duravano 50 minuti. Non posso sinceramente permettermi una tale spesa, ma non vedo altre soluzioni possibili. Mi rivolgo a lei sperando che mi possa indicare una strada, un modo per salvare il mio matrimonio e per sentirmi finalmente una vera donna.
Aspetto cvon ansia una sua risposta.

Gentile Virgo,

Il vaginismo è un disturbo assolutamente curabile e le percentuali di successo sono in genere molto alte. Detto questo, ogni medico o psicoterapeuta formato in sessuologia può offrirle validi suggerimenti per superare questo blocco, ma è ovviamente necessario comprendere anche il contesto in cui lei vive, quali sono state le sue esperienze precedenti, se ha subito dei traumi, quali sono le sue convinzioni sulla vita sessuale, che rapporto ha in genere con la sessualità, quali sono state le esperienze pregresse e poi, oltre a questo, altre informazioni che riguardano la coppia, le modalità di relazione, le abitudini sessuali.
Lei non deve aspettarsi di ricevere aiuto in modo “magico”: nessuno ha la bacchetta magica per risolverle all’istante un problema che dura da anni. Per risolvere un problema anzitutto occorre capirlo. E’ possibile dunque che lei abbia vissuto con fastidio le domande che le sono state poste, pensando che si trattasse di ingiustificate irruzioni nella sua vita privata: al contrario, il collega ha dimostrato di voler eseguire una corretta anamnesi del caso, prima di passare alle terapie. Venendo all’onorario, le assicuro che, cercando meglio, troverà condizioni assai più convenienti.
Con i migliori auguri.

Lui si è buttato nel sesso a pagamento – Consulenza online
#1 03-19-2012, 04:56 PM

Egr. Prof. mi piacerebbe tanto sapere perché il mio compagno di 18 anni trascorsi a condividere serenamente tutto e persona intelligente e dolce si è buttato senza controllo nel sesso a pagamento prima con donne in carne ed ossa e poi con innumerevoli abonamenti chat per incontri on line comunque poi portati a termine sempre a pagamento. Il tutto tenendo assolutamente nascosta la cosa non solo a me ma a tutte le persone che lo conoscono e mantenendo costante anche uno notevole standard di moralismo e perbenismo. Quando la cosa è venuta a galla, lo choc più grande per tutti è stato conoscere questa sua doppia vita o doppia personalità.
Vorrei inoltre sapere da Lei se la mia reazione di allontanarlo definitivamente dalla mia vita è logica e legittima perché sono profondamente offesa ma ho sempre cercato di chiarire ogni zona d’ombra e la Sua rispsota per me sarebbe molto illuminante e rincuorante.
La ringrazio anticipatamente,

Gentile Sonia,

Quando una persona cade in una dipendenza (di qualsiasi genere essa sia) è difficile che ne parli con altre persone, anche perché in genere si tratta di comportamenti compulsivi, sui quali il soggetto sente di non avere pieno controllo, e dei quali si vergogna. Se, oltre tutto, il suo compagno non è, nella vita, un libertino o una persona senza valori, ma è al contrario una persona che ci tiene alla sua rispettabilità sociale, questa doppia vita può essere stata molto stressante per lui. A mio avviso dunque la persona dovrebbe capire di avere un problema e di avere necessità di cure. Non posso dirle se lei abbia fatto bene o male ad allontanarlo: dipende da quanto lei tenga a questa persona e da quanto sia disposta a perdonarlo e ad aiutarlo ad uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciato. Queste domande le deve fare a sé stessa.
In ogni caso, molti auguri.

Inutile dirle di lasciarlo – Consulenza online
#1 03-16-2012, 10:16 PM

Buonasera, sono una donna di roma di 41 anni che l’anno scorso ha conosciuto su internet un ragazzo danese di 31. Lui subito ha approcciato in modo sessuale con foto nude etc…Il rapporto virtuale però era fatto pure di chiacchierte sul vino, l’arte, di tutto un po’, ed è col tempo diventato assiduo e di affetto. Io non mi sbilancio mai su internet perché odio il sesso vurtuale, mentre lui diceva che ero perfetta, bella, la sua anima gemella. Dopo otto mesi ci incontriamo a berlino, senza esserci mai visti progettiamo una vacanza didue settimane tra la germania e roma. Ci incontriamo, mi dice che dal vivo ero meglio che su fb, ma andimo a letto e si gira dall’altra parte. Voglio fare sesso, lui dice che è stanco, che devo dargli tempo, che è tanto che non lo fa e sarebbe durato poco. Insomma lo convinco, mette il condom, entra un attimo ed esce spaventato. Penso che fosse ansia da prestazione. Per 4 sere gli ho praticato sesso orale. Ho pensato che non fosse attratto da me e mi ha fatto pesare gli anni di differenza, per strada mi indicava le ragazine come belle. Ai genitori aveva detto che ero un uomo, a cena la prima sera ha fatto le foto alla cotoletta per spedirla alla madre, mentre trattava me come un uomo. Abbiamo avuto un rapporto completo il quarto giorno e solo perché glielo avevo chiesto. Ha cercato di evitarlo fino all’ultimo ed ha mandato me a comprare i condom. Mi diceva che il sesso non è importante. Mi ha detto che sono brava, è durato poco, poi si è fatto la doccia. La vacanza è finita prima, avevo capito di non piacergli, ma lui ha voluto continuare il rapporto dicendo che gli mancavo, che piangeva per me. A farla reve, tra rotture e ritorni, lui è venuto a stare da me per una settimana a gennaio. Dopo berlino mi ha sempre detto che mi vede come amica, che non mi ama e me lo ha ripetuto anche prima di venire a roma, sapendo invece che io lo vedo come un amante, un fidanzato.
Stiamo benissimo insieme, ci divertiamo, scherziamo, i problemi vengono se gli faccio una carezza (è danese, dice che da loro è strano anche tra fidanzati carezzarsi), se gli chiedo sesso. Mi dice che non vuole farlo, che non lo fa con tutte, che deve essere innmorato, che il sesso non è tutto, insomma mette su scuse su scuse. E’ eccitato e suda, ma non vuole farlo. Se ci parlo midice che se gli portassi una ragazza lo farebe perché non lo ha mai fatto con due donne, lo farebbe con la mia amica ma non vuole farlo con me. Dice che sono bella, che mi apprezza come persona, ma non per fare sesso. In quella settimana io ho un po’ forzato la mano, l’ho convinto a farlo ogni giorno: ogni giorno lo stesso rituale. Io lo guardo, lo tocco e lui: “no, non voglio”, poi io insisto, lui perde il controllo e cede e lo facciamo. Prima di convncersi però mi dice che non capisco niente, che non gli piace, che non funziona, che allora ok, ma deve essere veloce, uno due tre. Lo facciamo, non mi tocca, non mi bacia, mi penetra e viene presto. Dopo luicanta e fischia sotto la doccia e poi è dolcissimo come sempre. Io non so cosa pensare: ho pensato di non piacergli, ma non sarebbe semrpe eccitato (adora il sesso orale), ho pensato al complesso edipico, alla paura di amare, non lo so. Lui non vuole mai perdermi, ma insiste semrpe a dire che siamo solo amici, a dire a tutti che sono un uomo, a nascondere alla sua famiglia la mia esistenza. Eppure progettiamo vacanze insieme, di vivere insieme. Mi aiuti a capire se non mi ama davvero, non gli paiccio oppure c’è una patologia. Se c’è è guaribile? io lo amo molto, inutile che mi dica di lasciarlo perdere.Lui per me è tutto.

Gentilissima,

Provi a rileggere questa storia come se non la riguardasse ed invertendo i personaggi: il quarantenne è uomo e la trentenne è donna. Che impressione le fa? Lei pensa che la ragazza sia innamorata del voglioso e insistente quarantenne, pensa che abbia piacere a fare l’amore con lui?
Le propongo questa rilettura, perché sono sicuro che l’immedesimazione in un personaggio femminile le permetterà di comprendere con maggiore profondità i possibili stati d’animo del suo giovane amico. Non le dirò di lasciare il suo amico, un po’ perché me lo chiede lei, un po’ perché non sono un consulente sentimentale… Come psicologo tuttavia mi permetto di suggerirle di prendere in considerazione una psicoterapia individuale, che le permetta di capire quali sono al momento i suoi reali bisogni e quale il modo migliore per soddisfarli, al fine di ri-trovare benessere e felicità.
E’ probabile infatti che lei abbia preso questa storia e questo ragazzo come una sorta di auto-terapia per superare la depressione e ritrovare entusiasmo per la vita, il che non è detto che dia gli effetti sperati (ed anzi, con il tempo, il rimedio scelto potrebbe rivelarsi addirittura peggiore del male). Non lo lasci dunque, questo suo giovane amico, ma nel frattempo corra ai ripari.
Cordialmente,

Lui frequenta siti porno – Consulenza online
#1 03-16-2012, 10:14 PM

HO SCOPERTO 3 GIORNI FA X CASO CHE IL MIO COMPAGNO ALLA MIA INSAPUTA FREQUENTA SITI DI INCONTRI PORNI.DOPO TANTA SOFFERENZA E PAURA DI PERDERMI,SONO RIUSCITA A FARLO CONFESSARE CHE LO FA DA TEMPO ANCHE QUANDO ERA CON LE SUE EX COMPAGNE.. SIAMO ASSIEME DA QUASI 2 ANNI E NEL NOSTRO RAPPORTO NN è MAI MANCATO NULLA,TRANE LA SINCERITA .. FATORE ESSENSIALE. SONO A PEZZI!!
DEVO CHIUDERE QUESTA SORIA O AIUTARLO COME GIA HO FATO FINO ORA E STANDOLI VICINO NEI MOMENTI PIU DIFFICILI?
GRAZIE.

Gentilissima,

Ogni storia è un caso a sé: non tutte le persone che hanno sviluppato una dipendenza da pornografia hanno la stessa motivazione, lo stesso livello di eccitazione, gli stessi gusti, gli stessi effetti nella vita, ecc.
Impossibile dunque darle dei suggerimenti, viste anche le poche righe in cui racconta il caso.

In linea generale posso comunque dirle che una dipendenza non è un vizio, ma una patologia, e come tale andrebbe trattata.
Cordialmente,

Voglio risolvere i problemi – Consulenza online
#1 03-16-2012, 10:11 PM

salve,
ho 40 anni, sono una bella donna, simpatica e passionale. ho un figlio che inizia l adolescenza e una storia d’amore senza sesso appena finita

perche’ lui troppo frustrato nel non riuscire ad avere rapporti con me. Lui ha 45 anni e cosi importante x me che avrei rinunciato al sesso perche’ non

vuole farsi aiutare. Questa e’ la seconda volta che proviamo a stare assieme e per lui e’ la prima volta che prova ad approfondire un rapporto perche’

appena la storia si fa piu’ seria non riesce piu’ a raggiungere erezione e la chiude. Con me il rapporto dura perche’ sia troppo legati, siamo prima di tutto

molto amici da anni, siamo sempre stati un supporto l uno x l’altra e riesce a comunicare qualcosa di se a fondo solo a me. Sono sicura che tutto cio’ accade perche’ ha vissuto una situazione molto conflittuale tra i suoi genitori e tante imposizioni dai suoi educatori quindi vede la coppia come sofferenza e privazione di liberta’.
Il primo tentativo lo abbiamo fatto 10 anni fa, lo lasciai dopo un anno di totale freddezza comunicativa e affettiva oltre ke

sessuale. si dispero’..ora ci abbiamo riprovato perche’ comunque ci comportiamo come una coppia (totale affinita’, intesa, fiducia, conoscenza e

supporto da anni) ma appena ci mettiamo l etichetta inizia la sua frustrazione aggravata dalla mia situazione non delle piu’ facili dato che il figlio non e’

suo e io sono sempre sotto stress x problematiche di lavoro e famiglia.
Le mia relazione con lui e’ basata su valori profondi e sulla correttezza..infatti ha chiuso con me x non tradirmi e con gran sofferenza, dicendo che non

riesce a gestire la situazione e che lui x me e’ solo un male. Probabilmente mi ha tradito in passato ma non riesco nemmeno a prendermela e quasi quasi

saprei accettare anche questo. Non ho mai avuto un intesa del genere con nessuno..solo grandi intese sessuali (che comunque mi stufavano in pochi mesi) con personaggi inaffidabili, irrispettosi con i quali arrivavo solo ad una competizione negativa e situazione di sofferenza.
Io voglio stare con lui perche’ con lui sto bene e penso che questo sia davvero amore ..non passione o innamoramento.. e’ l unica volta in vita mia che ho deciso razionalmente che lui e’ la persona giusta x me..prima non decidevo e comunque ero guidata solo dall attrazione (fisica o mentale) non da valori importanti.
Sono testarda e se c e’ un problema lo voglio risolvere non scappare come fa lui..che poi si deprime e si sente ‘povero’ perche’ non riesce ad instaurare legami profondi. Sono riuscita a farmi raccontare di questa cosa che non ha mai rivelato a nessuno e si sente ora meglio ma non cambia idea..cosa posso fare x aiutarlo ad affrontarla?

grazie 1000 per l’aiuto

Gentile Sandra,

Credo che la vostra storia sia così profonda e importante, tanto che non può essere abbandonata solo perché le frustrazioni di lui non consentono una completa vita di coppia. Naturalmente non è possibile risolvere con una mail problemi così lontani e importanti che lui ha vissuto e che si riflettono nella sua vita attuale. I due suggerimenti che posso comunque darle riguardano la sua voglia di risolvere il problema e quindi le consiglio di perseverare in questo atteggiamento di vicinanza, che potrebbe scalfire lentamente questo scudo di durezza di cui lui si è munito. Il secondo suggerimento, poiché il primo non può essere risolutivo, è di rivolgersi ad un terapeuta di coppia, che ha strumenti e conoscenze per aiutarvi a superare questa condizione di stallo che vi divide da troppi anni.
Cordiali saluti.

Il bisogno di fare pipì
#1 03-28-2012, 01:08 PM

gentilissimo, ho 49 anni soffro da circa 15 anni di un disturbo fastidiosissimo. appena esco di casa sento il bisogno di fare pipì anke se l’ho appena fatta. nn vivo +, nn ho amici, nelle mie uscite super veloci vado in posti dove so ke c’è una toilette. mi può consigliare cosa fare? 1000 grazie e cordiali saluti.

Gentilissimo,

Si tratta quasi sicuramente di una reazione ansiosa, ma in ogni caso farebbe bene a fare tutti gli accertamenti medici per escludere che vi siano altre patologie. Una volta esclusi eventuali problemi organici, potrà migliorare molto il controllo della vescica attraverso la tecnica del training autogeno.
Cordialmente,

Non ha l’orgasmo
#1 03-28-2012, 01:14 PM

Gentile Dottore,
Sono una ragazza di 23 anni,sto con il mio ragazzo da 7 anni (lui ha meno di un anno più di me), ne sono innamorata e mi sento attratta da lui,a volte durante il giorno ripenso ai nostri momenti di intimità, lo trovo attraente etc…nonostante questo ho un problema, molto comune a quanto pare: non ho l’orgasmo, non l’ho mai avuto, né clitorideo né vaginale. Nonostante abbia avuto altre storie prima di lui erano tutte di breve durata e non hanno mai compreso rapporti sessuali ne parziali né completi, quindi lui è l’unica esperienza sessuale che ho avuto. Non capisco cosa ci possa essere che non va.. cerco di lasciarmi andare etc. ma nonostante provi piacere e mi diverta non arrivo mai al culmine. Tramite stimolazione del clitoride provo piacere ma questo ad un certo punto si trasforma in fastidio, quasi fosse troppo intenso. Aggiungo che non amo masturbarmi, ho provato qualche volta ma dopo poco perdo interesse, non mi eccito a lungo da sola. Più passa il tempo più il problema mi sembra grosso… sono tanti anni che stiamo insieme e non mi vergogno con lui, nonostante sia di natura timida ho guadagnato negli anni sicurezza e ora mi sento molto libera e padrona di me, ma questo non sembra aver risolto il mio problema. Ne abbiamo parlato e lui cerca il più possibile di venirmi incontro però niente. So che probabilmente dovrei parlarne con un sessuologo ma gradirei molto qualche consiglio.. è normale che dopo ben 7 anni non sia ancora riuscita a raggiungerlo in nessun modo?? Potrebbe voler dire che il problema è organico? Questo mi spaventa moltissimo. La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti,

Gentilissima,

Anzitutto va detto che è molto più facile raggiungere l’orgasmo attraverso l’auto-stimolazione, che non in coppia, perché evidentemente si vanno a stimolare le zone più sensibili, si sceglie il ritmo giusto, si evita di farsi del male.
Il fatto che lei non abbia sufficienti fantasie erotiche, tanto da portare a termine una auto-stimolazione, fa pensare che lei eserciti un controllo eccessivo non solo sul suo corpo, che non riesce a rilassarsi completamente, ma anche sulla sua mente, che non le riesce a suggerire sufficienti stimoli erogeni (Come mai? Potrebbe esserci un blocco dovuto a qualche trauma, a qualche errata convinzione, a qualche fobia…)
Il suggerimento dunque è intanto quello di indulgere sul piacere erotico a livello di fantasie, attraverso la lettura di libri o la visione di film che possano avere un qualche effetto su di lei. Per l’aspetto pratico dell’autoerotismo, non riuscendovi personalmente, potrebbe servirsi della doccia o di un vibratore.
Solo una volta che lei si sarà conosciuta pienamente, a livello intimo, potrà ri-conoscere le sensazioni che precedono l’orgasmo e lasciarsi andare completamente, anche in compagnia del suo ragazzo. Se non ce la fa da sola, farebbe bene a farsi aiutare in questo percorso da un sessuologo/a.

Dieta e masturbazione
#1 03-28-2012, 01:18 PM

Salve gentile dottore,
vorrei chiederle un chiarimento circa un dubbio. Sono molto magro (66 kg per 1,8m) e ultimamente sto facendo palestra al fine di “ingrossarmi”, seguendo un’alimentazione sana, corretta e ipercalorica (prescritta da un nutrizionista) con l’aggiunta di una piccola quantità giornaliera di proteine in polvere. La mia domanda è: qual’è il contenuto nutrizionale del liquido erogato, in modo tale da reinserirla nella dieta (per esempio attraverso uno spuntino subito dopo l’atto)? Inoltre, può ciò diminuire la massa muscolare? Conviene mangiare prima o dopo la masturbazione? Grazie.

Gentilissimo,

Non so rispondere alle sue domande perché non fanno parte delle mie competenze professionali, ma come psicologo posso dirle che mi sembra assolutamente eccessiva l’attenzione che lei pone in questo momento alla “costruzione” del suo corpo. Tenere in modo esagerato alla forma fisica ha l’effetto di rendere fragili nella personalità: in questa condizione, andare in sovrappeso di qualche etto potrebbe generarle gravi ansie e depressioni. Il consiglio dunque è quello di non mettere al centro delle sue attenzioni il suo corpo, ma la sua intera persona.
Cordialmente,

Rossore
#1 03-28-2012, 01:19 PM

salve.
ho da poco cominciato la mia tesi che mi porta a stare circa 7 ore al giorno in un nuovo posto, con nuova gente a far cose nuove.
prima di allora non arrossivo quasi mai, diciamo 1 volta ogni 2 o 3 mesi insomma….
ad oggi arrossisco più volte al giorno.
mi capita quando sono messa in inbarazzo (in ambiente lavorativo fanno spesso battute sessuali, essendo comunque un ambiente giovanile), e questo mi sembra l’unico rossore giustificato.

arrossisco invece quando durante un colloquio, l’altro fa una pausa fissandomi, mettendomi ansia. o quando si parla della progettazione della mia tesi o in altre circostanze in cui mi si spegne il cervello che si chiude nei suoi pensieri come se fosse un meccanismo stupido di difesa (del tipo se non sento ciò che dice non arrossisco).

in sostanza io sono consapevole che il mio è un problema di ansia, probabilmente legato all’ambiente nuovo e alle situazioni nuove, perchè non ho in genere problemi di relazione anzi, ho moltissimi amici ed ogni volta che esco ne conosco di nuovi, sono molto espansiva, in genere.

ma da quando ho cominciato ad arrossire cosi tanto sono entrata in un circolo vizioso dello stare in disparte per evitare di essere al centro dell’attenzione, cosa che però non mi è mai piaciuta….

Non so che fare in sostanza. cosa mi consiglia?

Gentilissima,

Direi che, per uscire dal circolo vizioso, la cosa migliore da fare è interrompere la catena rossore-vergogna-rossore-vergogna-rossore.
Poiché non può impedirsi di arrossire, dal momento che questa reazione non è sotto il suo controllo, deve intervenire sull’emozione della vergogna, la quale è invece interamente generata dai pensieri che lei produce a livello cosciente.
Se, in questi momenti di disagio, lei imparerà a non vergognarsi di sé stessa, a cercare di prendere (e di far prendere) la sua reazione con allegria e disinvoltura, riuscirà ad interrompere la catena e a ridurre la quantità e l’intensità dei suoi rossori. In ogni caso, sappia che l’interlocutore spesso non si accorge dell’intensità del rossore dell’altro, mentre chi lo prova tende ad intensificarne la portata. Detto in altre parole: se lei si comporterà “come se” la cosa non le fosse accaduta, è possibile che l’altro neanche ci farà caso.
Ulteriori notizie le troverà nel sito http://www.clinicadellatimidezza.it.
Auguri.

Lui non ha desiderio sessuale
#1 03-28-2012, 01:22 PM

Ho 25 anni. Sto insieme al mio ragazzo da circa due anni e da circa due mesi non facciamo sesso perchè lui dice di non sentire desiderio sessuale. Ha una situazione piuttosto complicata a casa e molti problemi economici. Ho pensato che potrebbe essere quello, però non mi so spiegare come sia possibile che in due mesi ancora non abbiamo fatto sesso. Andava tutto abbastanza bene prima, anche se già aveva avuto dei momenti di calo nel sesso. Non vuole neanche provare ed è spaventato dal contatto fisico intimo. Che cosa è successo? Può essere solo stress? Gli ho chiesto se il problema è con me e se forse il desiderio tra noi si è spento per lui, ma lui dice che non è questo e che non sente impulso sessuale in generale. Anche lui è piuttosto giovane. Appena 27 anni.

Gentilissima,

Le ragioni possono essere veramente tante e dunque è inutile fare qui una sfilza di ipotesi di vario tipo, che potrebbero riguardare lo sviluppo di una fobia, problemi organici, ansia da prestazione, dipendenza da pornografia, depressione ecc. Possiamo però mettere in evidenza il fatto che siete sicuramente di fronte ad un sintomo abbastanza serio, che esprime malessere all’interno della vostra coppia e che dunque andrebbe preso nella giusta considerazione.
Poiché non credo che suoi dettagliati interrogatori al suo ragazzo possano produrre la situazione di ritorno alla normalità da lei sperata, ritengo che, se la situazione non migliorerà spontaneamente, farsi aiutare da un terapeuta sia la scelta migliore.
Cordialmente,

Solitudine irrisolvibile
#1 04-08-2012, 07:35 PM

Ecco la mia storia:
Lasciata da compagno da circa un anno, dopo 4 anni di alti e bassi. Lavoro ok, genitori anziani con problemi, rapporto con mamma sempre piuttosto difficile, nessun’altro familiare e/o amico ad aiutarmi, solo conoscenze di lavoro che pretendono. Mi piacerebbe ‘vivere’ normalmente, ma non ho potuto mai farlo. Ora sono stufa, sono stata da psichiatra, ma mi ha dato psicofarmaco entact 10 (2 mezze pastiglie al di) che non ha fatto nulla, preso per quasi 2 mesi, ha solo provocato sensazione di ‘ubriacatura triste’ e senso di stomaco impastato. Per trovare compagnia ho sempre fatto tutto quello che potevo (corsi vari,gite…), ma forse non sono simpatica, non so cosa ho di sbagliato, di aspetto sono discreta. Ho bisogno di qualcuno che mi apprezzi e che voglia condividere con me un giro in bicicletta, una pizza, … è un anno che non esco, salvo che per lavoro.
Ho fatto anche psicoterapia, ma mi sembrava di essere presa in giro, perchè con i problemi che ci sono adesso (politici, economici, gente senza lavoro,…) il mio è una sciocchezza e poi non tutti devono avere un compagno, mi ha detto che potrei restare sola anche tutta la vita, ma per me questa non è vita…Gli ho chiesto se mi provocava, mi ha detto no.
So che per deontologia non si può ‘criticare’ l’operato di un collega, ma io vi chiedo un’alternativa, visto che quanto fatto finora non ha dato risultati.
Ho bisogno d’aiuto cosa posso fare, mi basterebbe che qualcuno s’accorgesse di me, non ditemi che devo essere più disponibile e aperta, ho provato, ma siamo alle solite; perchè io devo aprirmi verso gli altri e gli altri non lo fanno con me? non parlatemi di chat e agenzie matrimoniali. grazie e scusate per lo sfogo, ma non so più da che parte sbattere la testa…cosa posso fare ancora?
Ho passato una Pasqua terribile, non so come ho ancora la forza di scrivere, ma vorrei risolvere

Gentilissima,

Praticamente lei dice: le cose stanno così e non c’è nulla che le possa cambiare; mi sono rivolta a gente come voi (psic vari) che non ha trovato soluzioni efficaci, dunque le vostre armi con me sono spuntate; ho già fatto tutto quello che si può consigliare a chi ha il mio problema di solitudine e non ci sono soluzioni di sorta (basta il titolo: “solitudine irrisolvibile”). Dunque, sembrerebbe quasi che la sua segreta speranza sia che, quasi per magia, con questa rispostina data sul web sia possibile tirare fuori dal cappello un consiglio ad hoc, mai pensato e sperimentato prima d’ora, su misura per lei.
Se questa fosse l’aspettativa, le dico subito che è probabile che resterà delusa ancora una volta (e forse potrà aggiungere questa risposta alla sua lista di fallimenti). Del resto, se non si crede nell’aiuto che l’altro può dare, è inutile chiederlo, dal momento che soluzioni “magiche”, semplici e risolutive, è difficile che ne troverà. Vorrei aiutarla a riflettere che se fino ad oggi le cose non sono andate bene per lei, questo potrebbe dipendere sicuramente dalla sfortuna, dal fato, dalle circostanze, dalla cattiveria del mondo e quant’altro, ma vogliamo metterci che in una piccola percentuale potrebbe dipendere anche da lei, dal suo modo di pensare, di porsi agli altri e di affrontare la vita? E’ ovvio che su ciò che non è sotto il suo controllo (gli altri, il mondo), lei non può fare nulla, ma vi sono aspetti della vita che invece dipendono esclusivamente da lei e cioè lo stile del pensiero, le abitudini, l’attenzione e la disponibilità verso gli altri, il modo di porsi nel rapporto di coppia, ecc. Se lei parte dal presupposto che gli altri non meritino tutte le sue attenzioni e i suoi impegnativi cambiamenti, davvero non c’è nulla da fare, se non aspettare che un giorno venga a salvarla un bel principe azzurro su un cavallo bianco; se invece lei vorrà mettersi in discussione e cambiare/migliorare qualcosa di sé e della sua vita, è possibile che gli altri potranno rispondere a questo suo nuovo modo di porsi in modo assai diverso. Credo che bene abbia fatto il collega nel tentare di rafforzare la sua autostima, per aiutarla a cercare soluzioni dentro di sé e non nel mondo esterno, che non è sotto il suo dominio. Il consiglio dunque è quello di non cercare e non attendersi soluzioni che nascono dal nulla, ma di impegnarsi nella via del cambiamento, riprendendo il percorso terapeutico (faticoso e costoso quanto vuole, ma sicuramente anche efficace) con un professionista di sua fiducia.
Le faccio i migliori auguri, per tutto.

Dubbi
#1 05-06-2012, 09:35 AM

Ho scoperto che il mio compagno di quasi40anni guarda porno gay?non ha mai dato segnali di interesse per gli uomini!cosa sta succedendo?

Veramente tante possono essere le ragioni. La prima, la più scontata, è quella che il suo compagno possa avere delle fantasie omosessuali, dovute ad una omosessualità latente, non riconosciuta e non espressa (per esempio potrebbe eccitarsi facendo tornare alla mente dei ricordi, reali o tratti da esperienze vissute da altri, come da film, da scene osservate ecc.).
Un’altra spiegazione è che il rapporto omosessuale potrebbe essere per lui una cosa tanto lontana da sé, da voler guardare cosa fanno gli uomini che fanno sesso “dal buco della serratura”, soddisfacendo così il piacere erotico di guardare senza essere visto, come fanno i voyeurs.
Un’altra possibilità, che a me appare la più realistica, è che il suo compagno, come tanti uomini (ma anche tante donne), sia diventato un consumatore di pornografia (il consumo è molto aumentato in questi anni, grazie a Internet) e, quando si comincia a navigare in questi siti, si finisce per assuefarsi alle immagini, per cui si cerca qualcosa di sempre più trasgressivo. E’ così, ad esempio, che si arriva ai siti di pedopornografia, alla ricerca di immagini sempre più forti e sempre più stimolanti.
Se questo fosse il problema, occorre consigliargli un percorso psicoterapeutico individuale, per comprendere le ragioni di questo suo comportamento compulsivo e trovare soluzioni più accettabili e più efficaci della pornografia. Se invece fosse un’attrazione verso la sessualità gay, è consigliabile intraprendere una terapia di coppia, per cercare, se possibile, nuovi equilibri.
Cordiali saluti.

Azzeramento del desiderio sessuale
#1 03-28-2012, 01:23 PM

Buongiorno, ho trent’anni e sono sposato da pochi mesi. prima del matrimonio ho sempre avuto un’attività sessuale normale mentre, da quando vivo assieme con mia moglie, ho avuto quasi un azzeramento del desiderio sessuale e non so darmene una spiegazione. Sicuramente la mia vita ha avuto un grosso cambiamento con il matrimonio ma non so se ciò possa essere stata la causa di questa successiva mancanza di desiderio sessuale.. Sa darmi qualche consiglio in merito o c’è qualcosa che posso fare?Grazie

Gentilissimo,

La sessualità implica anche un po’ di rischio, di mistero e di trasgressione, per cui quando il sesso è troppo scontato, finisce per non eccitare più. E’ come l’appassionato di Nutella, che gode di questo consumo quando ne può mangiare qualche cucchiaio, magari di nascosto, ma se gli venisse offerto questo cibo ogni giorno, a colazione, pranzo e cena, ne avrebbe sicuramente la nausea.
Si tratta di una condizione molto naturale, che ci permette di adattarci all’ambiente in cui viviamo, dando per scontate le conoscenze acquisite e destando il nostro interesse e la nostra curiosità solo per le novità o per tutto ciò che riesce a sorprenderci. Se lo immagina cosa sarebbe per lei doversi sorprendere ogni mattina per il fatto di trovarsi sua moglie nel letto? 🙂
Detto questo, poiché non viviamo solo di istinti, ma anche di ragione, dovremmo fare in modo di creare noi stessi delle situazioni che possano provocarci sorpresa ed interesse e per fare questo ci vuole un po’ di creatività.
Ad esempio, trovando nuovi modi di fare sesso, facendolo in orari e luoghi diversi dal solito, sorprendendo il/la partner con un nuovo abbigliamento intimo, con un sex toy, con una nuova fantasia da realizzare insieme…
Le coppie che hanno un buon rapporto, anche dal punto di vista sessuale, nonostante il passare del tempo, fanno questo. In genere sono delle persone che si impegnano moltissimo, per non lasciare che la fiammella che lo tiene in vita si spenga.
Cordialmente,

Malessere interiore
#1 03-28-2012, 01:27 PM

Salve, mi chiamo Alberto e ho 31 anni, da 11 anni sto con una ragazza, e in questi ultimi 4 anni abbiamo iniziato a progettare un futuro insieme, tra cui una casa che attualmente stiamo costruendo. Ed è proprio 4 anni fà che dentro di mè scaturi’ qualcosa che ancora a oggi mi porto dentro, infatti e come se inconsapevolmente appunto nel 2006 iniziai una sorta di “esame di coscienza involontario” dove mi misi ad analizzare il mio comportamento all’interno della mia relazione. Questo mio scavare nella mente portò a galla dei fatti commessi anni addietro di esperienze sessuali di tipo feticista, i quali sul momento dell’atto non ebbi nessun senso di colpa ma a distanza di 4 anni sono piombati nella mia testa come un chiodo che non vuole lasciarmi piu vivere serenamente, infatti sono perennemente agitato e ansioso, sopratutto quando sto con la mia ragazza, e in me avverto come un senso di vergogna e consapevolezza che non mi merito di stare con lei nè di ricevere il suo amore La mia domanda ora è : cosa devo fare? devo convivere con questo malessere interiore o devo raccontarle tutto? Grazie.

Gentilissimo,

Naturalmente la scelta deve essere la sua: dal punto di vista del benessere della coppia le posso dire che questo genere di confessioni non sempre sono d’aiuto.
Difficile infatti per l’altro/a comprendere cosa possa essere veramente successo, le motivazioni ed anche le giustificazioni del/della partner.
C’è però da dire che, ragionandone in solitudine, si finisce per perdere la dimensione reale del problema e si tende ad esagerare (o a minimizzare) gli eventi, perché i pensieri percorrono sempre le stesse strade ed arrivano, inevitabilmente, alle stesse conclusioni, senza individuare una via d’uscita.
In questo caso dunque sarebbe opportuno parlarne con un terapeuta, per poter valutare l’accaduto da altre prospettive ed avere così una visione più consapevole di ciò che sarebbe giusto fare per stare meglio con sé stesso.
Se il problema fosse più di tipo spirituale, nel senso che, ciò che lei sente di aver fatto la fa soffrire più sul piano religioso (aver commesso un “peccato”) che etico nei confronti della sua ragazza (es. aver tradito la sua fiducia), allora potrebbe provare a confessarsi, se ha fede, perché anche questo può aiutare.
Cordiali saluti.

Masturbazione continua
#1 05-25-2012, 12:27 PM

Saluti, ho 33 anni e sono un masturbatore incallito. Ormai lo faccio in continuazione, anche dieci volte al giorno. L'”attività” masturbatoria occupa quasi tutto il mio tempo libero (ho ormai abbandonato quasi tutti i miei interessi) e sempre più spesso mi capita di “toccarmi” sul posto di lavoro, con i rischi che ben potete immaginare, però non riesco a smettere. Per lo più la masturbazione è accompagnata da fantasie, sempre più bizzarre e violente: del resto io non potrei immaginare una relazione sessuale normale… non avendola mai avuta, non ho mai avuto contatti con donne in vita mia. Sono una persona molto schiva e riservata, non amo avere contatti umani e cerco di stare solo appena posso; considero le relazioni interpersonali come un male necessario, cui cerco di far fronte mantenendo un certo “distacco” con gli altri ed evitando di rivelare troppo di me stesso. Stare con altre persone proprio non mi piace. Per tale ragione non ho mai avuto contatti con l’altro sesso, sebbene ne fossi incuriosito; ma la mia naturale ritrosia e la consapevolezza di non essere “attrattivo” per le donne mi hanno sempre prevenuto dal fare qualsiasi passo avanti. Probabilmente il mio carattere si è “indurito” in giovane età, quando ero spesso preso di mira dai miei coetanei per la mia estrema bruttezza e goffaggine, e ho cominciato a vedere i rapporti umani come una potenziale minaccia. Fino a qualche tempo fa non pensavo fosse un problema, semplicemente mi disgustano i contatti umani e allora cerco di non averne, perché sentirsi costretti a fare qualcosa che non ci piace? Però ora questo problema mi lascia pensare che forse finora abbia sbagliato… Non so proprio che pesci pigliare.

Il fatto che lei abbia posto questo importante problema della sua vita ad un altro umano, seppure in modo virtuale, significa che gli altri possono pure essere disgustosi, ma solo fino a quando non si ha bisogno di loro…Pensare di poter fare a meno degli altri, di vivere una vita senza senza amicizie e, soprattutto, senza amore, è solo un’illusione; l’essere umano è un animale sociale e, per vivere, ha bisogno di stabilire relazioni con gli altri. Poi, certo, c’è chi è più e chi è meno introverso, ma un conto è scegliere di poter avere dei momenti di solitudine, un conto è pensare di poter completamente bastare a sé stessi…
Sul piano sessuale, ad esempio, non c’è nulla di male nel masturbarsi, ma farlo dieci volte al giorno, mettendo anche a rischio il proprio posto di lavoro non penso sia così gratificante, e neppure così divertente: farlo come lo fa lei significa essere entrato nella dipendenza ed avere ormai scarse possibilità di potersene tirare fuori da solo, anche perché una caratteristica di queste patologie è quella che il paziente non riesce a comprendere la gravità del problema che lo riguarda. Lei però ha scritto questa lettera, nella quale mette in dubbio, credo per la prima volta, alcuni aspetti della sua esistenza: forse qualcosa in lei sta cambiando, forse è pronto per chiedere (e ricevere) aiuto. Colga l’attimo, non lo lasci scappare.
Cordialmente,

WLG

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