Evoluzione della Psiche – Recensione

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evoluzione psiche

Il funzionamento psichico dell’uomo prevede la tendenza a proiettare i vissuti e l’Essere fuori da sé: questo fenomeno della proiezione deriva dall’atavico atteggiamento, tipicamente umano, di ricercare all’esterno i motivi e le spiegazioni dell’Essere. Nel mondo preistorico, ad esempio, l’uomo non riusciva a comprendere il mondo che si presentava ai suoi occhi, in quanto era incapace di una elaborazione interiore e di una logica: così sono state costruite le spiegazioni magiche e mitiche che riguardano l’esistenza umana e quella del mondo che l’uomo percepisce intorno a sé.

Nella spiegazione di tipo magico è coinvolta in primis la funzione percettiva, in particolare quella visiva: essa nasce infatti dall’attribuzione degli eventi osservati a cause che sono ugualmente presenti sotto i propri occhi. Il successivo sviluppo delle funzioni logiche nell’essere umano ha contribuito a spiegare meglio la fenomenica del mondo, ma non ha ancora chiarito il funzionamento dell’insight. L’animo umano è ancora spiegato ricorrendo alla magia e ad altri elementi inconsapevoli, così come alla logica.

Anche se l’essere umano ha cercato di dare un ordine razionale alla realtà osservata, la componente irrazionale dell’uomo è rimasta una cosa-in-sé, un noumeno del quale non si riesce ad avere coscienza, se non per il senso di alienazione da-sé. Infatti, né il pensiero magico, né la logica riescono compiutamente a dare un senso all’anima. Ogni volta che ci si trova di fronte a fenomeni che sfuggono alla razionalità, la persona esperisce disorientamento, malessere e sofferenza.

Per eliminare le condizioni di sofferenza si sono cercate soluzioni che appartengono soprattutto al mondo esterno, perché ciascuno di noi prova difficoltà ad ascoltare la propria interiorità ed in particolare lo spazio intimo della propria sofferenza e dell’anima alienata.

I modelli che il mondo esterno offre per risolvere la sofferenza esistenziale sono principalmente di due tipi: razionalizzazioni dello spirito, che hanno come ideale la perfezione dell’Essere, oppure enfatizzazioni dell’inclinazione pulsionale edonistica-consumistica.

Nel primo caso l’essere umano prova sensi di colpa e inadeguatezza per la consapevolezza delle sue imperfezioni, che lo allontanano dall’ideale che vorrebbe raggiungere; nel secondo caso si trova ad esaltare il proprio desiderare onnipotente, che non potrà mai essere completamente soddisfatto, determinando così l’ulteriore alienazione del proprio Spirito.

Nella natura degli uomini sono presenti sia la capacità logica, sia l’inclinazione desiderante: il problema è che, enfatizzando solo una di queste due funzioni è impossibile raggiungere la totalità del sé. La conseguenza è che ci si sente incompiuti, incompleti e infelici. Se la persona riuscisse a realizzare una adeguata coscienza di sé invece, potendo armonizzare le diverse componenti, le sarebbe più facile trovare un equilibrio psico-esistenziale, capace di farle superare il mal-essere.

Cosa si può fare? E’ importante anzitutto sapersi concentrare sulla propria interiorità, cercando di percepire la propria anima, ma questo può avvenire solo separando fisiologicamente il mondo interno dal mondo esterno. Ascoltare la propria dimensione irrazionale può essere possibile attraverso lo sviluppo di una funzione psichica alla quale in genere non veniamo educati: la sensazione e il percorso intra-psichico. La persona consapevole delle inclinazioni naturali e dell’ombra può usare la funzione cognitiva, per dare un senso e un significato ai vari elementi della vita umana, che possono essere così riconosciuti e armonizzati.

Perché questo sia possibile è importante saper anzitutto distinguere fra Sé ed Altro, sapendosi dare delle regole morali di comportamento, riconoscendo la realtà esterna per ciò che è, definendo il limite del proprio Essere nel Mondo e sviluppando la capacità di essere coscienza di sé.

Queste, in sintesi, le basi concettuali da cui sono partiti Mario G.L. De Rosa e Carmine Grimaldi per scrivere il libro Evoluzione della Psiche, uscito nel 2014 e pubblicato da Aracne, in cui descrivono lo sviluppo della psiche dell’uomo in relazione alle diverse manifestazioni culturali prodotte nel corso del tempo.

Gli Autori si sono concentrati sui fenomeni culturali, religiosi e laici che maggiormente hanno influenzato lo sviluppo della mente, a partire dalla condizione magico-mitica, cioè la prima forma culturale della psiche umana, fino alla cultura fondata sulla conoscenza di sé.

Analizzando e evidenziando le molteplici espressioni della cultura, gli autori si sono posti l’obiettivo di mettere in rilievo la proiezione della cultura umana che si ricava dai vari fenomeni culturali. Queste parti del proprio essere, proiettate all’esterno, possono e debbono, secondo gli Autori, essere recuperate, al fine di allargare la coscienza di sé: un’operazione di tipo psico-esistenziale che potrebbe agevolare il superamento della sensazione di alienazione del proprio Essere, entizzato in modelli culturali che spesso appaiono avulsi dal Sé.

Poche sono infatti, ancora oggi, le persone realmente coscienti di sé, dicono gli autori: l’essere umano è ancora incompiuto, alienato dal proprio Essere, proiettato fuori dal proprio Spirito, contaminato dalle inclinazioni evocate da modelli esterni che non rendono visibile il senso dell’Essere.

Il mal-Essere e la sofferenza evidenziano il non-senso dell’esistenza, in un mondo che non riesce più a comprendere e a spiegare il senso vero dell’esistenza umana. Per gli autori di questo libro, rivolto ad un pubblico colto, è dunque fondamentale recuperare nella coscienza di sé l’Essere proiettato nei modelli culturali e il funzionamento che ne è alla base: è il “sentire interiore” infatti l’unica funzione umana in grado di conferire un senso all’Esistenza individuale, contaminata come è da razionalizzazioni emotive e desideri dereistici.

Mario G.L. De Rosa e Carmine Grimaldi
Evoluzione della Psiche
Dal primitivismo psichico magico-mitico all’evoluzione analitico-creativa
Aracne, 2014
Euro 16

 

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