Giocattoli diversi per bambini più uguali

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giocattoliI giocattoli sono sempre più diversificati: l’industria specializzata Mattel ha recentemente annunciato di voler espandere la famosa collezione di bambole Barbie, per includere nella serie bambole con diversi colori della pelle, diversi tipi di capelli, forme del corpo più abbondanti, mentre la Lego prevede di introdurre un personaggio su sedia a rotelle in uno dei loro pacchetti di costruzioni, “Fun in the park“.

Su questa linea sembra si stiano muovendo anche altri produttori di giochi per bambini.

Ad esempio, nella serie MyFamilyBuilders (pubblicizzato come “il giocattolo che celebra le diversità) si offre una selezione di pezzi di legno capricciosamente decorati con diverse tonalità della pelle e con caratteristiche facciali che rappresentano adulti e bambini. Questi blocchi, che comprendono teste, corpi e gambe possono essere variamente mescolati e abbinati fra loro, unendoli con bottoni magnetici a pressione. Essi possono essere assemblati in combinazioni multiple per formare una gamma diversificata di personaggi, che possono essere raggruppati come amici e famiglie. Il gioco è stato creato da un designer che è anche psicologo infantile.

La bambola Lammily è nata dall’artista Nikolay Lamm, il quale ha voluto realizzare bambole che rispecchino, a differenza della Barbie, le proporzioni normali del corpo umano. Dopo una campagna di successo di crowdfunding nel marzo 2014, Lamm ha creato Lammily, una bambola con un corpo molto realistico e per di più con degli autoadesivi riutilizzabili che permettono ai proprietari delle bambole di aggiungere segni distintivi, come cicatrici, lentiggini, acne, graffi, cellulite, ecc.

Le bambole Kimmie Cares  sono state create per aiutare i genitori a descrivere gli effetti della chemioterapia. Le bambole sono disponibili in una gamma di tonalità della pelle, e dispongono di capelli che possono passare attraverso diverse fasi o essere rimossi del tutto, a rappresentare la perdita dei capelli che può accompagnare i trattamenti chemio.

In America inoltre History and Action Toys si sta ispirando ai “veri supereroi d’America”, come Bessie Coleman, la prima donna di colore che ha conseguito la licenza di pilota; il matematico e astronomo Benjamin Banneker e Matthew Henson Alexander, il primo americano a raggiungere il Polo Nord. “I giocattoli devono essere divertenti”,  ha scritto la società produttrice sul sito web, “ma noi crediamo che possano essere anche stimolanti.”

The Children’s Factory produce non solo bambole con diverse tonalità della pelle, ma anche bambole che mostrano i tratti distintivi della sindrome di Down. L’azienda produce anche accessori in genere utilizzati dai disabili, tra cui stampelle, tutori ortopedici, protesi acustiche e sedie a rotelle.

La Natural Girls United ha in catalogo una linea di bambole che celebra lo stile afro-americano. La curatrice del progetto sostiene che questa caratteristica mancava nel mercato dei giocattoli e rappresenta una vera novità. Nel sito c’è scritto: “C’è un serio bisogno che le nostre ragazze abbiano bambole a loro somiglianti”.

Avere dei giocattoli più diversificati, nel rappresentare il corpo umano, può essere sicuramente importante, perché fa capire ai bambini che i corpi possono essere di molti colori e dimensioni e non c’è un modello specifico di perfezione da dover imitare, come nel caso della Barbie.

In uno studio pubblicato nel 2006 sulla rivista Developmental Psychology, 162 bambine, dai 5 agli 8 anni di età, dovevano guardare le immagini di una bambola Barbie e di una bambola Emme (che ha forme del corpo più realistiche) o nessuna bambola. In seguito le partecipanti allo studio dovevano rispondere ad alcune domande circa l’immagine del corpo.

Risultato: le bambine più piccole, che avevano guardato la Barbie, riferivano una scarsa autostima relativamente al proprio corpo e un “grande desiderio di avere una forma del corpo più sottile”. Questo è stato giudicato abbastanza preoccupante, in quanto l’insoddisfazione riguardo al proprio corpo è un predittore di possibili futuri disturbi alimentari.

Tuttavia, è stato osservato che questo risultato riguardava in particolare le bambine più piccole dello studio. Si potrebbe dire che le ragazze più giovani non hanno ancora acquisito i filtri per pensare in modo critico, oppure, nel peggiore dei casi, che le ragazzine più grandi potrebbero aver già interiorizzato il messaggio e messo in pratica i modi per somigliare alla Barbie.

Barbie non è naturalmente l’unica immagine di perfezione veicolata ai bambini. Essi sono bombardati giornalmente da immagini di modelle magre e belle e di attori super muscolosi, il che non è un male di per sé: il problema è che i bambini dovrebbero abituarsi a vedere anche immagini più somiglianti ai corpi delle persone normali che vedono intorno a sé.

La bambola può anche scoraggiare le donne dall’impegnarsi nella carriera. In uno studio del 2014 pubblicata sulla rivista Sex Roles, 37 bambine, dai 4 ai 7 anni, dovevano giocare con la Barbie medico, la Barbie moda o con la Mrs. Testa di Patata (Potato Head) per 5 minuti. In seguito, esse hanno risposto alla domanda sul tipo di lavoro che potevano scegliere uomini e donne.

Le bambine che avevano giocato con la bambola Potato Head hanno riferito che avrebbero potuto fare più carriera sul lavoro rispetto al gruppo che aveva giocato con le Barbie (anche coloro che avevano giocato con la dottoressa Barbie).

Il cambiamento della Barbie che propone la Mattel è in realtà un cambiamento piuttosto modesto per quanto riguarda le forme del corpo, che sono leggermente più arrotondate, ma cambiano i colori della pelle e la consistenza dei capelli. Non è moltissimo, ma se si pensa che fino agli anni settanta le bambole erano tutte di pelle chiara, queste nuove produzioni sembrano davvero una rivoluzione, l’inizio di una nuova tendenza.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
In Photos: 7 Toys That Embrace Diversity, Live Science

Immagine:
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Psicoterapeuta Sessuologa at Ellepi Associati | Ancona
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● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e Clinica della Coppia e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e il loro legame con la sessualità.

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